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      <title>Dal 476 al 1000  by HUB Scuola</title>
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      <description>Bianco EVENTI STORICI | Giallo CULTURA E SOCIETÀ | Azzurro SCIENZA E TECNICA | Rosa PERSONAGGI E LETTERATURA</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-11-07 08:44:39 UTC</pubDate>
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         <title>Clodoveo e il Regno dei Franchi</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Clodoveo</strong>, della dinastia merovingia, nel <strong>481 </strong>unifica i territori delle Gallie sotto il suo dominio e dà inizio al <strong>Regno dei Franchi</strong>. Nel Regno è presente una buona percentuale di popolazione gallo-romana, nata dalla fusione fra i Galli autoctoni e i Romani conquistatori. Clodoveo inoltre si converte al cattolicesimo nel <strong>496</strong>, acquistando così l’appoggio del Papato.<br><br>Nell'immagine: Il battesimo di Clodoveo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-07 09:13:57 UTC</pubDate>
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         <title>Teodorico re d&#39;Italia</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Teodorico</strong>, re degli Ostrogoti, arriva in Italia a capo del suo popolo dalla corte dell'Impero d'Oriente, dove è cresciuto. Egli sconfigge Odoacre e assume pieni poteri in Italia nel <strong>494</strong>, stabilendo la propria capitale a <strong>Ravenna</strong>. Durante tutto il suo regno, che durerà fino al 526, Teodorico tenta di mantenere la pace instaurando <strong>un regime di collaborazione</strong> fra Goti e Romani: i primi a capo dell'esercito, i secondi dell'amministrazione.<br><br>Nell'immagine: Mosaico che rappresenta il palazzo reale di Teodorico a Ravenna.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-07 10:05:58 UTC</pubDate>
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         <title>Giustiniano imperatore d&#39;Oriente</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel <strong>527</strong> diventa imperatore dell’Impero romano d’Oriente <strong>Giustiniano</strong>, che regna fino al <strong>565</strong>, anno della sua morte. Il principale obiettivo del nuovo imperatore è <strong>recuperare i territori </strong>dell’Impero d'Occidente caduti in mano ai barbari.<br><br>Nell'immagine: <em>Giustiniano</em>, particolare del mosaico di San Vitale a Ravenna.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-07 10:23:28 UTC</pubDate>
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         <title>La rivolta di Nika</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il più importante consigliere dell'imperatore Giustiniano è sua moglie <strong>Teodora</strong>, una donna intelligente e ambiziosa, pur non essendo di nobili natali. Nel <strong>532</strong> la fermezza di Teodora impedisce il disfarsi della corte, quando una <strong>sanguinosa ribellione </strong>scoppia nell'ippodromo e poi in tutta la città. Giustiniano rimane diversi giorni barricato nel palazzo, progettando infine una via di fuga. Tuttavia al rifiuto di Teodora di fuggire, lo stesso imperatore riprende le redini del comando e reprime la rivolta con l'aiuto dei generali <strong>Belisario</strong> e <strong>Narsete</strong>.</p><p><br/></p><p>Nell'immagine: <em>L'imperatrice Teodora e la sua corte</em>, basilica di San Vitale.</p>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-07 10:28:05 UTC</pubDate>
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         <title>Fondazione dell&#39;Abbazia di Montecassino</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Benedetto da Norcia</strong> fonda un <strong>monastero</strong> presso <strong>Montecassino</strong>, elaborando le regole della comunità monastica che da lui prende il nome: i Benedettini. La <strong>Regola</strong> benedettina prevede una vita collettiva fondata sulla <strong>preghiera</strong> e sul <strong>lavoro manuale </strong>(dalla formula latina <em>Ora et labora</em>). L’abbazia di Montecassino diviene ben presto la più celebre di tutta Italia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-07 10:28:36 UTC</pubDate>
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         <title>Il Corpus Iuris Civilis</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Fra i principali meriti dell’imperatore Giustiniano vi è la<strong> riorganizzazione del diritto</strong>. In particolare a lui si deve la creazione del <strong><em>Corpus iuris civilis</em></strong>, un monumentale progetto di <strong>raccolta, riordinamento e selezione </strong>di tutte le norme giuridiche romane esistenti. La raccolta è costituita da quattro parti: il <strong>Digesto</strong>, che raccoglie e riassume la giurisprudenza antica; il <strong>Codice, </strong>con tutte le costituzioni imperiali a partire da Adriano, ricondotte a un’unità coerente; le <strong>Istituzioni,</strong> una serie di precetti per chi studia diritto e le <strong>Novelle</strong>, ovvero le nuove leggi emanate da Giustiniano. La compilazione giustinianea è di importanza fondamentale e costituisce ancora oggi la base del diritto in Occidente.<br><br></div><div>Nell'immagine: Una pagina miniata del <em>Corpus Iuris Civilis</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-07 10:35:43 UTC</pubDate>
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         <title>Fine del Regno dei Vandali</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Belisario</strong>, valente generale di Giustiniano, nel 532 viene mandato in Nord Africa contro i <strong>Vandali</strong>. Egli conquista in breve tempo la regione, ponendo così fine al Regno Vandalo nel <strong>534</strong> e ristabilendo ovunque la religione cristiana.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-07 10:56:41 UTC</pubDate>
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         <title>La Guerra Gotica</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dopo l'Africa, il generale <strong>Belisario</strong> rivolge la campagna di riconquista verso la penisola italica, ancora sotto il dominio degli Ostrogoti. Tuttavia la guerra è più impegnativa del previsto e dura <strong>ben venti anni</strong>, portando alla <strong>distruzione delle principali città</strong> italiane (Roma, Ravenna, Milano). La Guerra Gotica tra Bizantini e Ostrogoti si conclude nel <strong>553</strong> con la vittoria di Giustiniano, che riottiene il dominio dell’Italia grazie all'apporto finale dell'abile generale <strong>Narsete</strong>. <br><br>Nell'immagine: <em>Giustiniano e la corte</em> (Belisario e Narsete sono rispettivamente a sinistra e a destra dell'imperatore), mosaico di San Vitale a Ravenna.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-07 11:05:53 UTC</pubDate>
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         <title>La Prammatica sanzione</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Al termine della conquista militare dell'Italia, l'imperatore Giustiniano emana la <strong>Prammatica Sanzione</strong> per regolare il governo in Italia. <strong>Ravenna</strong> rimane sede del governatore imperiale, tutti i regolamenti giuridici sono annullati ed entra in vigore il <em>Corpus Iuris Civilis</em>, mentre le terre e gli schiavi devono essere restituiti agli antichi padroni romani. L'Italia, quindi, diventa <strong>provincia</strong> <strong>dell'Impero d'Oriente</strong> e perde la sua autonomia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-07 11:18:36 UTC</pubDate>
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         <title>La morte di Giustiniano</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Giustiniano muore a Costantinopoli nel 565</strong>, probabilmente di vecchiaia. Negli ultimi anni del suo regno due epidemie di <strong>peste</strong> colpiscono l’Impero bizantino e in particolare la città di Costantinopoli, uccidendo quasi diecimila persone al giorno. All'indomani della morte di Giustiniano, le epidemie e le pesanti spese di guerra conducono l'Impero d'Oriente in una <strong>grave crisi economica</strong> e le recenti conquiste vanno ben presto perdute di fronte all’avanzata dell’esercito persiano.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-07 11:35:15 UTC</pubDate>
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         <title>La discesa dei Longobardi in Italia</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>La popolazione germanica dei <strong>Longobardi</strong> arriva in Italia sotto la guida del <strong>re Alboino</strong>. I Longobardi sottraggono con facilità molti territori ai <strong>Bizantini</strong>, che però riescono a mantenere in loro possesso le città della costa, Ravenna, Roma, Napoli e buona parte del sud-Italia. L’unità della penisola italiana è così spezzata: il territorio si trova diviso fra la dominazione dei Longobardi, con capitale a <strong>Pavia</strong>; i <strong>ducati</strong> autonomi di Spoleto e Benevento<strong> </strong>e i territori dei Bizantini, la <strong>Romània</strong>.<br><br>Nell'immagine: Decorazione per scudo longobarda che ritrae un cavaliere.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-07 14:09:46 UTC</pubDate>
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         <title>Papa Gregorio Magno </title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Gregorio I</strong>, detto anche Gregorio Magno, diventa papa nel <strong>590</strong>. Durante il suo papato, che durerà fino al 604, egli si pone come la<strong> principale forza di opposizione</strong> al tentativo dei Longobardi di estendere il proprio dominio su tutta la penisola. Gregorio organizza infatti la <strong>difesa di Roma</strong> dagli invasori ed è responsabile della <strong>cristianizzazione del popolo longobardo</strong>.<br><br>Nell'immagine: Antonello da Messina, <em>Papa Gregorio Magno</em>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-07 14:22:29 UTC</pubDate>
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         <title>La stabilizzazione dei Longobardi</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>I <strong>duchi longobardi</strong> si riuniscono per nominare un nuovo re e contrastare l'espansione dei Franchi: la scelta ricade su <strong>Autari</strong>, figlio del precedente re Clefi. Nel <strong>584</strong> Autari riesce a respingere i Franchi e, su consiglio della moglie <strong>Teodolinda</strong>, avvia la <strong>conversione dei Longobardi</strong> al cattolicesimo, che viene portata a termine con l'aiuto di <strong>papa Gregorio Magno</strong>. I longobardi iniziano così a creare un <strong>sistema più controllato</strong>, limitando l'autonomia dei duchi e instaurando rapporti diplomatici.<br><br>Nell'immagine: Affresco degli Zavattari, <em>Teodolinda</em> (regina dei Longobardi e d'Italia).</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-07 14:26:02 UTC</pubDate>
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         <title>Maometto e l&#39;Islam</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Profeta e fondatore della religione islamica, <strong>Maometto</strong> nasce nel <strong>570</strong> a <strong>La Mecca </strong>da una famiglia di modeste condizioni economiche. Intorno al <strong>612</strong> comincia la sua predicazione, in seguito alla visione dell'arcangelo Gabriele avvenuta sul monte Hira. La sua dottrina è di tipo <strong>monoteista</strong>, incentrata sul culto del dio <strong>Allah</strong> e sull’abolizione degli idoli. La nuova religione viene osteggiata dalle classi dominanti tradizionali e, come il cristianesimo primitivo, trova i suoi primi seguaci fra gli esponenti delle<strong> classi più umili</strong>. A causa delle ostilità Maometto fa ritorno nella città natale solo nel <strong>630</strong>, dopo che essa è ormai stata convertita all’<strong>Islam</strong>.<br><br>Nell'immagine: L'angelo Gabriele va da Maometto (a destra), in meditazione sul monte Hira.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-07 14:54:34 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;Ègira di Maometto</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>La <strong>predicazione</strong> del profeta Maometto a La Mecca incontra forti resistenze, legate alla tradizione dei culti politeisti. Il profeta deve quindi abbandonare la città e si rifugia a <strong>Medina</strong>. Qui i cittadini lo riconoscono come proprio <strong>capo religioso e militare</strong> e iniziano a combattere contro i nemici del predicatore con la forza. Dalla data di questo avvenimento, il <strong>622</strong>,  noto come <strong><em>ègira</em></strong> “emigrazione”, i musulmani fanno partire il computo del tempo: essa corrisponde perciò al loro “anno zero”.<br><br></div><div>Nell'immagine: Siyer-i Nebi, <em>Battaglia di Badr</em> (Maometto guida i suoi seguaci in guerra).</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-07 15:05:33 UTC</pubDate>
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         <title>Eraclio sconfigge i Persiani</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’imperatore <strong>Eraclio</strong> (610-641) riorganizza l’esercito imperiale e riesce a contenere l’avanzata dei Persiani e del re <strong>Cosroe</strong>. Nel <strong>628</strong> ha luogo la battaglia decisiva fra Persiani e Bizantini presso le rovine di Ninive. Qui Eraclio riesce a sconfiggere il re persiano, che viene deposto e ucciso.<br><br>Nell'immagine: Il re persiano Cosroe si sottomette all'imperatore bizantino Eraclio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-07 15:43:44 UTC</pubDate>
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         <title>La morte di Maometto</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Maometto muore l'8 giugno del 632</strong> dopo essere riuscito a estendere la predicazione della dottrina islamica in tutta la penisola arabica e nello Yemen. I suoi successori, i “<strong>califfi</strong>”, proseguono l’espansione e il processo di unificazione dei popoli arabi nell’Islam, distruggendo l’Impero persiano e minacciando quello bizantino. <br><br>Nell'immagine: <em>La morte di Maometto</em>. Miniatura presente nel manoscritto ottomano del <em>Siyar-i Nebi</em>, 1595.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-07 15:53:57 UTC</pubDate>
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         <title>Inizia l&#39;espansione araba</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sotto la guida del <strong>califfo Abū Bakr </strong>gli Arabi iniziano la loro <strong>espansione</strong>, conquistando nel <strong>638 </strong>la <strong>Siria</strong>, dominio dell’Impero bizantino. Successivamente dilagano anche in <strong>Egitto</strong> e <strong>Palestina</strong>. Tra il <strong>639 e il 644</strong> poi assoggettano l’Impero persiano.<br>Il nuovo Impero arabo così si espande progressivamente anche verso ovest, arrivando a occupare tutta l’Africa settentrionale e giungendo infine in Spagna.<br><br>Nell'immagine: Miniatura che ritrae Abū Bakr.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-07 16:01:44 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;Editto di Rotari</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il re longobardo <strong>Rotari</strong> (636-652) nel <strong>643</strong> emana un <strong>editto</strong> che raccoglie le leggi <strong>valide per tutti gli appartenenti al popolo longobardo</strong>. Questo editto cerca di rafforzare l’autorità monarchica e di rendere più stabili le istituzioni longobarde. Pur fondandosi su principi estranei al diritto romano, esso mitiga alcune tradizionali istituzioni germaniche, come quella della <strong>faida</strong> (la vendetta di sangue), che viene sostituita da un risarcimento in denaro (il<strong> guidrigildo</strong>).<br><br></div><div>Nell'immagine: Una copia del VII-VIII secolo dell’editto di Ròtari.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-07 16:05:51 UTC</pubDate>
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         <title>Il Corano</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il <strong>Corano</strong> è il<strong> libro sacro </strong>dell’Islam, costituito dai detti del profeta Maometto, raccolti a partire dal <strong>650</strong> dai suoi seguaci. Esso è scritto in arabo e si compone di 114 <strong>visioni </strong>tra loro indipendenti chiamate <em>sure.</em> Le sure sono il <strong>fondamento della società islamica</strong>, in quanto riguardano tutti gli aspetti della vita sociale: dal diritto penale, al matrimonio, al codice di leggi morali ecc. Per i musulmani il Corano è un <strong>testo rivelato</strong>, cioè di ispirazione divina, in quanto ricevute dal "divino" profeta Maometto tramite l’arcangelo Gabriele.<br><br>Nell'immagine: La sura <em>Aprente,</em> prima edizione stampata in Italia (a Venezia) nel 1537.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-07 16:24:27 UTC</pubDate>
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         <title>Il califfato Omayyade</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>La <strong>dinastia Omayyade</strong> si impone con la forza sugli altri pretendenti al Califfato nel <strong>661</strong> e detiene il governo per circa un secolo (fino al 750), durante il quale realizza un’imponente espansione territoriale. La capitale del nuovo impero diventa Damasco, in Siria. Da questo momento dunque il Califfato si trasforma da elettivo, in ereditario.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-08 08:50:30 UTC</pubDate>
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         <title>La cristianizzazione dell&#39;Inghilterra</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Gregorio Magno inizia la <strong>cristianizzazione dei popoli anglosassoni</strong>: egli invia presso di loro diversi monaci benedettini. Nel <strong>601</strong> il priore Agostino diventa <strong>primate</strong> (vescovo della principale sede ecclesiastica) di <strong>Canterbury</strong>. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-08 09:05:23 UTC</pubDate>
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         <title>La fondazione del monastero di Bobbio</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il monaco irlandese <strong>Colombano</strong>, dopo aver viaggiato in tutta Europa, fonda nel <strong>614</strong> il <strong>monastero di Bobbio</strong>, sull'Appennino emiliano. Il monastero ben presto diventa un luogo di <strong>diffusione della cultura </strong>antica e medievale in tutta l'Italia settentrionale, grazie al lavoro dei monaci amanuensi nello <strong><em>scriptorium</em></strong>, che giungono a trascrivere ben 700 manoscritti antichi, tramandandoli nei secoli successivi.<br><br>Nell'immagine: La prima pagina del testo dello storico Orosio, <em>Storie contro i pagani</em>, manoscritto di Bobbio, VII secolo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-08 09:23:59 UTC</pubDate>
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         <title>Il regno di Liutprando</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Liutprando</strong>, sovrano dei Longobardi e re d'Italia, persegue il progetto di <strong>riunire in uno stato unitario tutta la penisola</strong>, sottraendo ai Bizantini le terre ancora in loro possesso. Egli riesce in effetti a impadronirsi di <strong>Ravenna</strong>, ma solo per un breve periodo, per via dell'intervento del papato. Negli ultimi anni Liutprando si dedica a riformare l'Editto di Rotari sulla base del diritto romano.<br><br>Nell'immagine: La <em>Corona ferrea</em>, una corona di oro, pietre preziose e una lamina centrale di ferro, ottenuta da uno dei chiodi della croce di Cristo. È la corona usata per incoronare i re d'Italia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-08 09:33:00 UTC</pubDate>
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         <title>Il feudatario</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il <strong>feudatario</strong> è il titolare di un <strong>feudo</strong>, un terreno donato dal sovrano a un suo <strong>vassallo </strong>(servitore) come proprietà non revocabile. L’istituzione del <strong>feudalesimo </strong>si diffonde a partire dal VII secolo, diventando la struttura portante del <strong>Regno franco</strong>. Il <strong>beneficio feudale</strong> viene concesso dal re mediante la cerimonia della “<strong>investitura</strong>”, in cui il suddito presta <strong>giuramento di fedeltà</strong> al suo signore. Il sistema del vassallaggio si ramifica progressivamente e giunge a strutturare la società in diversi livelli: i grandi feudatari dipendenti dal re, i feudatari minori (<strong>valvassori</strong>), i <strong>valvassini</strong> e i <strong>servi della gleba</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-08 10:38:10 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;assedio di Costantinopoli</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel <strong>674</strong> un'imponente flotta navale raggiunge le truppe di terra degli <strong>Arabi</strong> e assedia <strong>Costantinopoli</strong> dal mare. L'assedio dura quattro anni, ma alla fine fallisce grazie all'uso di un'arma nuova: il <strong>fuoco greco</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-08 11:04:30 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;invenzione del fuoco greco</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il <strong>fuoco greco </strong>o "fuoco liquido" è una miscela usata per la prima volta dai bizantini contro l'assedio navale degli Arabi. La sua<strong> efficacia bellica</strong> è data dal fatto che non può essere estinto con l'uso dell'acqua, che, anzi, ne ravviva la forza. La formula della miscela è tenuta segreta, solo l'imperatore e pochi artigiani specializzati ne sono a conoscenza. Oggi si ritiene fosse una miscela di pece, salnitro, zolfo, petrolio, nafta e calce viva, collegata a un tubo e spruzzata sulle imbarcazioni nemiche fatte di legno e, quindi, destinate a sicura distruzione.</div><div><br>Nell'immagine: Rappresentazione bizantina del fuoco greco.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-08 11:06:45 UTC</pubDate>
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         <title>La divisione del Regno dei Franchi</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Alla morte di Clodoveo i suoi successori non riescono a mantenere l'unità del regno, che si divide in <strong>quattro regni</strong> autonomi: <strong>l'Austrasia</strong> (a est), la <strong>Neustria</strong> (a ovest), la <strong>Borgogna</strong> (a sudest) e <strong>l'Aquitania</strong> (a sudovest). A capo dei quattro regni vi sono i sovrani e i <strong>maestri di palazzo</strong>, rappresentanti delle famiglie aristocratiche e primi consiglieri, che <strong>assistono e influenzano i re </strong>nell'esercizio del potere.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-08 11:20:04 UTC</pubDate>
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         <title>La riunificazione del Regno dei Franchi</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il ricco maestro di palazzo del Regno di Austrasia, <strong>Pipino II di Héristal</strong>, riesce a <strong>riunificare il Regno dei Franchi</strong>, sconfiggendo il suo principale nemico: il maestro di palazzo di Neustria. Formalmente il re è <strong>Teodorico III, </strong>sempre della dinastia merovingia, ma <strong>l'esercito</strong> riconosce solo l'autorità di Pipino.<br><br><em>Nell'immagine: Uberto di Liegi, della dinastia dei merovingi, offre i suoi servizi a Pipino di Heristal.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-08 11:26:24 UTC</pubDate>
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         <title>La donazione di Sutri</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel <strong>728</strong> il re longobardo Liutprando <strong>cede</strong> <strong>al papa alcune terre</strong> sottratte ai Bizantini, in particolare la <strong>rocca di Sutri</strong>. Questa donazione permette al papa di prendere possesso a pieno titolo di un territorio, che costituisce il nucleo originario dello <strong>Stato della Chiesa</strong> e legittimando così il <strong>potere temporale </strong>del papato.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-08 13:39:00 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;inizio della lotta iconoclasta</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'Impero d'Oriente affronta una grave crisi interna: <strong>la lotta iconoclasta</strong>. Nel <strong>726</strong> <strong>l'Imperatore</strong> <strong>Leone III proibisce il culto delle immagini sacre</strong>, le icone, e ne ordina la distruzione. Questo provvedimento, però, genera <strong>violente ripercussioni</strong> e scontri con i monaci e una<strong> frattura con Roma</strong> e papa Gregorio Magno. Gli scontri hanno fine solo nell'<strong>842</strong>, con la sconfitta degli iconoclasti.<br><br>Nell'immagini: Raffigurazioni di Gesù distrutte dagli iconoclasti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-08 13:41:25 UTC</pubDate>
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         <title>La battaglia di Poitiers</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il nuovo re dei Franchi <strong>Carlo Martello</strong>, figlio di Pipino di Héristal, sconfigge gli Arabi nella <strong>battaglia di Poitiers nel 732</strong>, ponendo così fine alla loro avanzata in Occidente. I Franchi così ristabiliscono il controllo sulla Gallia meridionale e si dimostrano <strong>l'unica potenza cristiana </strong>in grado di opporsi all'espansione araba.<br><br>Nell'immagine: Charles de Steuben, <em>Battaglia di Poitiers</em>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-08 14:07:02 UTC</pubDate>
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         <title>Pipino il Breve</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/e6oadrnwflrd/wish/302062729</link>
         <description><![CDATA[<div>Il prestigio della vittoria di Poitiers garantisce ai <strong>pipinidi</strong> il sostegno del potere papale. Così nel <strong>751</strong> papa Zaccaria depone il legittimo sovrano e consacra <strong>Pipino detto "il Breve"</strong>, figlio di Carlo Martello, legittimo re dei Franchi. L'incoronazione da parte della Chiesa conferisce un <strong>carattere sacro </strong>alla nuova dinastia: il loro potere deriva direttamente dall'autorità divina.<br><br>Nell'immagine: <em>Pipino III, detto Il Breve, Re di Francia (714-768)</em>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-08 14:15:14 UTC</pubDate>
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         <title>La fine del dominio bizantino in Italia settentrionale</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il fratello di Liutprando e suo successore al trono d'Italia, <strong>Astolfo</strong>, riconquista Ravenna nel <strong>751</strong> e pone <strong>fine alla presenza bizantina </strong>nell'Italia settentrionale. Ora solo il <strong>papato</strong> si frappone al completo dominio dell'Italia da parte dei Longobardi. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-08 15:14:12 UTC</pubDate>
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         <title>Il califfato Abbaside</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Una rivolta capeggiata dalla famiglia degli <strong>Abbasidi</strong> porta all’abbattimento del potere omayyade nel <strong>750</strong>. Baghdad diventa la nuova capitale dell’impero, che si apre a tutte le etnie che lo formano. Gli Omayyadi si rifugiano in Spagna dando vita a uno stato indipendente nella città di Cordova. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-08 15:41:13 UTC</pubDate>
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         <title>La discesa dei Franchi in Italia</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il re dei Franchi <strong>Pipino il Breve scende in Italia nel 754</strong> per rispondere all'appello del <strong>papa</strong>, minacciato dall’invasione longobarda di Roma. Dopo un lungo assedio di Pavia, che si conclude senza una vittoria definitiva, Pipino interviene una seconda volta con successo nel <strong>756.</strong> Il re dei franchi, quindi, costringe re Astolfo a cedere vasti territori nell’Italia centrale e Ravenna stessa, che vengono promessi alla Chiesa con la <strong>donazione di Quierzy</strong>. Tuttavia il patto sarà rispettato completamente solo nel 774.<br><br>Nell'immagine: La donazione di Pipino il Breve a papa Stefano II a Quierzy.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-08 15:52:04 UTC</pubDate>
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         <title>Il regno di Desiderio</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Inizia in quest’anno il regno dell’ultimo re dei Longobardi, <strong>Desiderio</strong>. Fin dall'inizio egli cerca di <strong>consolidare il potere</strong>, in opposizione ai ducati autonomi di Spoleto e Benevento, e di arginare l'influenza dei Franchi sul papato. Nel tentativo di perseguire una<strong> politica di alleanza</strong> con il Regno franco, Desiderio concede le proprie figlie in matrimonio ai figli ed eredi di Pipino il Breve: <strong>Carlo</strong> e Carlomanno.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-09 08:28:47 UTC</pubDate>
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         <title>Carlo re dei Franchi</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Carlo</strong> è il figlio primogenito di Pipino il Breve e capostipite della dinastia che da lui prende il nome (i Carolingi). Dopo la morte di Pipino nel <strong>768</strong>, egli condivide il regno del padre con il fratello Carlomanno. Ma alla sua morte, nel <strong>771</strong>, Carlo si ritrova <strong>unico re</strong>. Da subito si distingue in una serie di vittoriose campagne militari contro i Sassoni e contro gli Arabi di Spagna. Dopo aver ripudiato la moglie longobarda, figlia del re Desiderio, procede alla conquista del <strong>Regno longobardo</strong>, completandola nel <strong>774</strong>. Le imprese di Carlo, poi detto “<strong>Magno</strong>”, sono all’origine di molti poemi epici francesi, come la <em>Chanson de Roland</em>. Nel giro di cinquant'anni Carlo Magno impone<strong> l'egemonia dei Franchi su tutta l'Europa </strong>centrale e occidentale: nasce il Sacro Romano Impero.<br><br>Nell'immagine: Louis Félis Amiel,<em> Carlo Magno imperatore d'Occidente.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-09 09:13:41 UTC</pubDate>
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         <title>Carlo contro i Sassoni</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Una delle prime campagne militari di Carlo è quella contro i <strong>Sassoni </strong>nel <strong>772</strong>, popolazione di origine germanica stanziata nella zona a nord-est dell'Austrasia. Carlo li sottomette definitivamente nell’<strong>804</strong>; il potere dei Franchi si estende così anche in Sassonia (Germania settentrionale).<br><br>Nell'immagine: Carlo Magno sottomette Vitichindo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-09 09:50:23 UTC</pubDate>
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         <title>La fine del Regno Longobardo</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Carlo ripudia la moglie longobarda, rompendo così i tentativi di distensione fra Franchi e Longobardi. Subito dopo viene chiamato a difendere lo Stato della Chiesa da <strong>papa Adriano I</strong> e discende quindi in Italia nel <strong>773</strong>. Il re dei Longobardi, <strong>Desiderio</strong>, tenta una strenua difesa della capitale del suo regno, <strong>Pavia</strong>, che viene così posta sotto assedio e infine costretta a capitolare nel <strong>774</strong>. Carlo Magno assume quindi il titolo di <strong>re dei Franchi e dei Longobardi</strong>.</div><div><br></div><div>Nell'immagine: Carlo Magno incontra papa Adriano dopo la vittoria sui Longobardi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-09 09:55:36 UTC</pubDate>
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         <title>La battaglia di Roncisvalle</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Tra le numerose campagne militari intraprese da Carlo Magno, che punta a presentarsi quale difensore della cristianità, vi è anche il tentativo di sottrarre i territori spagnoli agli Arabi. Particolarmente celebre, in quanto ricordata nella <strong><em>Chanson de Roland</em></strong>, è la <strong>battaglia di Roncisvalle (778)</strong>, una vera e propria <strong>disfatta</strong> per l’esercito di Carlo Magno, costretto a ritirarsi in Francia. La <em>Chanson de Roland</em> rientra nel cosiddetto “<strong>ciclo carolingio</strong>”, una serie di poemi epico-cavallereschi incentrati sulle imprese di Carlo Magno e dei suoi paladini, difensori della cristianità contro i Mori, ossia gli Arabi.<br><br>Nell'immagine: particolare del bassorilievo <em>Chanson de Roland</em>, Angoulême, Cathédrale Saint-Pierre.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-09 10:00:23 UTC</pubDate>
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         <title>Il Sacro Romano Impero</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>In seguito alle sue vittorie militari contro i Saraceni e all'aiuto prestato a papa Leone III, il <strong>25 dicembre dell'800 </strong>Carlo Magno viene incoronato <strong>imperatore dei Romani</strong> dal papa stesso. Il suo impero è <strong>germanico e cristiano</strong>, ma si innesta sulle radici dell’antica civiltà romana: per questo prende il nome di <strong>Sacro Romano Impero</strong>. Con il Sacro Romano Impero, l’Occidente recupera la sua <strong>autonomia</strong> rispetto all’Impero romano d’Oriente e il papato afferma il proprio <strong>potere di legittimazione dei sovrani</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-09 10:04:36 UTC</pubDate>
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         <title>La basilissa d&#39;Oriente Irene l&#39;Ateniana</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Alla morte del marito Leone IV, <strong>Irene l'Ateniana</strong>, seguace dell'ortodossia e protettrice dei monaci, si autoproclama <em>"</em><strong>Autocrate dei Romani</strong>" e <strong>basilissa d'Oriente</strong> nel <strong>797</strong>. Ella si rifiuta di cedere il titolo di <em>imperator</em> a Carlo Magno, consapevole però del potere dei Franchi, cerca una rappacificazione avviando un <strong>accordo di matrimonio </strong>tra gli eredi dei due Imperi, ma il tentativo fallisce. Di fatto regna sull'Impero d'Oriente fino all'<strong>802</strong>, quando viene deposta dal suo sovrintendente alle finanze, il futuro <strong>Niceforo I il Logoteta</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-09 10:16:28 UTC</pubDate>
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         <title>Il Trattato di Aquisgrana</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dodici anni dopo la nascita del Sacro Romano Impero, <strong>Costantinopoli</strong> riconosce ufficialmente il titolo imperiale di Carlo con il <strong>Trattato di Aquisgrana</strong>. In cambio i Franchi rinunciano ai progetti di occupazione della <strong>laguna veneta</strong>, ultima base bizantina nell’Italia settentrionale. <strong>Venezia</strong> diventa il ponte fra l'impero bizantino e l'Europa occidentale.<br><br>Nell'immagine: Miniatura di Jean Fouquet, <em>Grandes Chroniques de Frances. </em>Visita di Carlo Magno al cantiere del palazzo e della cappella di Aquisgrana.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-09 10:32:06 UTC</pubDate>
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         <title>La minuscola carolina</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>La <strong>minuscola carolina</strong> o <strong>scrittura di cancelleria</strong> è uno stile di scrittura creato durante la <strong>Rinascita carolingia</strong>. È una delle prime scritture in <strong>corsivo</strong> a noi note. Viene messa a punto per la prima volta dai <strong>monaci benedettini di Corbie</strong> e permette una lettura più agevole e una notevole rapidità di scrittura, contribuendo a una maggiore diffusione della cultura.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-09 10:36:05 UTC</pubDate>
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         <title>La Rinascita carolingia</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>La <strong>Rinascita carolingia </strong>indica il periodo di <strong>fioritura e risveglio culturale</strong> avutosi in Occidente durante il regno di Carlo Magno. Carlo, infatti, dà <strong>nuovo impulso</strong> a diverse discipline, con l'obiettivo di fornire <strong>un'istruzione adeguata alla futura classe dirigente</strong>, in particolare al clero. Con la collaborazione di intellettuali di varia origine, come l'inglese <strong>Alcuino di York</strong>, fonda l'<strong>Accademia Palatina,</strong> allo scopo di redigere i nuovi testi e programmi scolastici per tutti i chierici. Questa rinascita culturale diventa capillare anche grazie al lavoro dei <strong>monasteri</strong>, che in quel periodo ampliano come mai prima le biblioteche e gli <em>scriptoria</em>.<br><br>Nell'immagine: Alcuino (al centro) e il suo allievo Rabano Mauro presentano un libro all'Arcivescovo di Magonza, Otgar.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-09 10:43:28 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;impero dopo Carlo Magno</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Alla morte di Carlo Magno nell'<strong>814</strong>, il Sacro Romano Impero passa nelle mani del figlio <strong>Ludovico il Pio</strong>. Costui a sua volta lo suddivide fra i suoi tre figli: <strong>Ludovico il Germanico</strong> ottiene la regione corrispondente all’attuale Germania; <strong>Lotario</strong> ha<strong> </strong>la fascia centrale, Roma e il titolo imperiale; <strong>Carlo il Calvo</strong> la Francia. Fra i tre fratelli, però si apre un periodo di aspri conflitti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-09 10:57:52 UTC</pubDate>
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         <title>Il Trattato di Verdun</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Con il <strong>Trattato di Verdun</strong>, <strong>Lotario</strong> accetta ufficialmente la spartizione imperiale voluta dal padre. La divisione del Sacro Romano Impero indebolisce però l’autorità imperiale, a vantaggio dei <strong>feudatari</strong>, che esercitano un potere autonomo sempre più consistente.<br><br>Nell'immagine: Lotario I</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-09 11:13:26 UTC</pubDate>
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         <title>Il Giuramento di Strasburgo</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Carlo il Calvo e Ludovico il Germanico si alleano</strong> contro il fratello, l’accordo tra i due viene suggellato a Strasburgo nell'<strong>842</strong>. Il cosiddetto “<strong>Giuramento di Strasburgo</strong>” è uno dei primi esempi di utilizzo di <strong>lingue volgari</strong> in un documento ufficiale. Dopo aver entrambi giurato in latino, infatti, Carlo il Calvo e Ludovico il Germanico ripetono il giuramento ciascuno nella lingua parlata nel dominio dell'altro: in <strong>tedesco</strong> il primo e in <strong>francese</strong> il secondo. <br><br>Nell'immagine: Una pagina del Giuramento.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-09 11:13:41 UTC</pubDate>
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         <title>Il Capitolare di Quierzy</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Su pressione dei feudatari franchi <strong>Carlo il Calvo</strong> promulga un capitolare (ovvero un editto) che garantisce l’<strong>ereditarietà dei feudi maggiori</strong>: è il <strong>Capitolare di Quierzy</strong>. A causa di questo editto, nel giro di pochi decenni molti feudi diventano dei veri e propri <strong>Stati</strong> e i loro signori finiscono per entrare in conflitto con i sovrani legittimi. <br><br></div><div>Nell'immagine: Carlo il Calvo omaggiato dai suoi sudditi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-09 11:27:51 UTC</pubDate>
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         <title>Il Principato di Kiev</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le popolazioni svedesi al comando di re <strong>Oleg</strong> si impadroniscono di numerose città nella zona del mar Nero e fondano un <strong>Principato</strong> con capitale a<strong> Kiev</strong>. Il Principato è noto anche come “<strong>Regno di Rus</strong>' ”, da cui prenderà il nome l’attuale Russia. <br><br>Nell'immagine: Viktor Vasnecov, <em>La tumulazione di Oleg</em>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-09 11:33:34 UTC</pubDate>
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         <title>Il regno di Carlo il Grosso</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nell'<strong>881</strong> <strong>Carlo il Grosso</strong>, figlio di Ludovico il Germanico, rimane l'unico erede in vita dell'Impero di Occidente. Egli, quindi, riesce a riportare i territori all'unità nell'<strong>885</strong>, ma solo per breve tempo.<br><br></div><div>Nell'immagine: Carlo il Grosso in una miniatura.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-09 11:34:21 UTC</pubDate>
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         <title>La fine della dinastia carolingia</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nell'<strong>887</strong> Carlo il Grosso, ultimo erede di Carlo Magno, <strong>viene deposto</strong> dai suoi stessi <strong>feudatari</strong>. La dinastia carolingia così si estingue e l'impero si sfalda in cinque regni: Italia, Francia, Germania e i due regni di Baviera.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-09 13:57:39 UTC</pubDate>
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         <title>Gli Arabi conquistano la Sicilia</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>In <strong>Sicilia</strong> gli <strong>Arabi</strong> eliminano progressivamente la dominazione bizantina. Nell'<strong>878</strong>, dopo un lungo assedio, riescono a espugnare la loro ultima roccaforte: <strong>Siracusa</strong>.<br><br>Nell'immagine: Giovanni Scilitze, <em>La presa di Siracusa</em>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-09 14:30:03 UTC</pubDate>
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         <title>Cirillo e Metodio</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Tra <strong>l'863 e l'864 </strong>giungono in Europa orientale i due fratelli <strong>Cirillo e Metodio</strong> per diffondere il cristianesimo fra gli Slavi. A questo scopo Cirillo <strong>traduce la Bibbia</strong> in un alfabeto di sua invenzione: l'<strong>alfabeto glagolitico</strong>, in cui ogni segno grafico corrisponde a un suono della lingua slava. Tuttavia i due fratelli vengono spesso contrastati dai missionari bavaresi, per cui trovano la morte prima di veder realizzato il loro lavoro.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-09 15:04:06 UTC</pubDate>
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         <title>Enrico I re di Germania</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>In Germania si costituiscono <strong>cinque grandi ducati: Sassonia, Franconia, Baviera, Svevia e Lorena</strong>. I duchi eleggono come loro re<strong> Enrico I di Sassonia</strong>. Egli riorganizza militarmente i propri territori e infligge alcune sconfitte agli Ungari, popoli nomadi provenienti dagli Urali che si sono insediati nelle pianure lungo il Danubio e fonda una nuova<strong> dinastia imperiale</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-09 15:15:15 UTC</pubDate>
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         <title>La battaglia di Lechfeld</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Ottone I</strong>, figlio ed erede di Enrico I, ottiene una decisiva vittoria sugli <strong>Ungari</strong> nella <strong>battaglia di Lechfeld del 955</strong>. Gli Ungari ripiegano in Pannonia e il nuovo territorio occupato prende il nome di <strong>Ungheria</strong>.<br><br></div><div>Nell'immagine: La Croce di Ulrico, su cui è rappresentata la battaglia di Lechfeld.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-09 15:31:23 UTC</pubDate>
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         <title>Ottone I imperatore</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel <strong>962</strong> Ottone I è incoronato <strong>imperatore a Roma</strong>. Egli impone il suo primato sul papato con il <strong><em>Privilegium Othonis</em></strong>,<em> </em>in base al quale l’elezione del pontefice deve essere <strong>approvata dall’imperatore</strong>, il quale<strong> </strong>ha il potere di affidare ai vescovi alcuni <strong>feudi</strong>. In questo modo Ottone rafforza la propria autorità e si circonda di <strong>vescovi-conti</strong> a lui fedeli. La <strong>dinastia di Sassonia </strong>proseguirà con gli eredi Ottone II e Ottone III.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-12 08:48:27 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;età d&#39;oro dell&#39;Impero d&#39;Oriente</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Al termine della lotta iconoclasta sale al trono d'Oriente <strong>Basilio I</strong>, della <strong>dinastia</strong> <strong>macedone</strong>. Con Basilio l'Impero si apre a un periodo di <strong>stabilità politica e splendore culturale</strong>, riuscendo anche a contrastare l'avanzata degli Arabi: una vera "età d'oro".<br><br>Nell'immagine: Basilio vittorioso in uno scontro di lotta con un campione bulgaro.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-12 09:01:24 UTC</pubDate>
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         <title>Il regno di Niceforo Foca</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Niceforo Foca</strong>, un grande generale bizantino, nel <strong>962</strong> strappa agli Arabi il <strong>dominio del Mediterraneo</strong> e così ottiene anche il trono d'Oriente. Egli poi riconquista <strong>Antiochia</strong>, la <strong>Siria</strong> e la <strong>Mesopotamia</strong>, riportando l'Impero d'Oriente agli antichi confini.<br><br>Nell'immagine: I bizantini, guidati da Niceforo Foca, strappano ai Saraceni la città di Amantia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-12 09:07:02 UTC</pubDate>
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         <title>Ottone III e l&#39;Impero universale</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Raggiunta la maggiore età nel <strong>996</strong>, <strong>Ottone III</strong> continua la <strong>politica espansionista</strong> del padre, convinto che l'Impero debba riprendersi il ruolo di <strong>guida universale dei popoli</strong>. Egli riporta la capitale a <strong>Roma</strong>, scatenando il malcontento dell'<strong>aristocrazia germanica</strong> e, poi, anche di quella romana quando impone l'elezione a papa di <strong>Silvestro II</strong>. Ottone III muore giovanissimo nel <strong>1002</strong>, nel corso di<strong> </strong>una nuova ribellione al suo governo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-12 09:14:01 UTC</pubDate>
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         <title>Corrado il Salico</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dopo l’estinzione della dinastia di Sassonia, il cui ultimo esponente è <strong>Enrico II</strong>, sale al trono di Germania <strong>Corrado II il Salico</strong>, della dinastia di Franconia. Egli si dedica al ristabilimento dell’autorità imperiale in <strong>Italia</strong> e alla difesa delle frontiere contro i Polacchi e gli Ungari.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-12 09:20:13 UTC</pubDate>
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         <title>La Constitutio de feudis</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Con tale provvedimento <strong>Corrado II </strong>garantisce l’<strong>ereditarietà dei feudi minori</strong>, indebolendo così l’autorità dei grandi feudatari sui loro valvassori. L’ereditarietà dei feudi maggiori era già stata concessa nell’877.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-12 09:24:11 UTC</pubDate>
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         <title>Battaglia di Hastings</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il duca di Normandia <strong>Guglielmo, detto “il Conquistatore”</strong>, attraversa il <strong>canale della Manica</strong> con un esercito e, dopo aver sconfitto gli Anglosassoni, si fa incoronare <strong>re d’Inghilterra</strong>. Inizia così la supremazia dei <strong>Normanni</strong>, che gettano le basi di un solido regno nella regione inglese.<br><br>Nell'immagine: La battaglia di Hastings immortalata sull’arazzo di Bayeux, databile all’XI secolo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-12 09:30:14 UTC</pubDate>
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         <title>Lo Scisma d&#39;Oriente</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/e6oadrnwflrd/wish/303159553</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel <strong>1054</strong> la Chiesa d’Oriente si separa definitivamente da quella cattolica romana, proclamandosi <strong>Chiesa ortodossa </strong>(dal greco, “retta”, “giusta”). Questo è il primo <strong>scisma</strong> (“separazione”) all’interno del mondo cristiano. Da questo momento il <strong>patriarca di Costantinopoli Michele I </strong>non riconosce più l’autorità del papa Leone IXe accetta invece il primato dell’imperatore bizantino, anche in campo religioso. </div><div><br></div><div>Nell'immagine: Il patriarca di Costantinopoli Michele Cerulario e papa Leone IX, protagonisti dello scisma.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-12 09:30:24 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;accordo di Melfi</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'avventuriero normanno<strong> Roberto il Guiscardo</strong>, della famiglia degli <strong>Altavilla</strong>, conquista l'<strong>Italia meridionale</strong>, fino a giungere ai confini dello Stato della Chiesa. Roberto comprende l'utilità di un'alleanza con il papa, per cui nel <strong>1059</strong> si giunge all'<strong>accordo di Melfi</strong>: la Chiesa affida ai Normanni il <strong>comando dell'Italia meridionale</strong>, in cambio di un <strong>giuramento di vassallaggio</strong> e della promessa di liberare la Sicilia dagli Arabi.<br><br>Nell'immagine: Il Papa Niccolò II, durante il primo Concilio di Melfi, nomina Roberto il Guiscardo, Duca di Puglia e Calabria.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-12 09:36:59 UTC</pubDate>
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         <title>La presa di Noto</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il normanno <strong>Roberto il Guiscardo</strong> porta a termine la conquista della <strong>Sicilia</strong> nel <strong>1091</strong>, liberando l’isola dalla presenza araba. L’impresa, di durata ventennale, viene conclusa grazie a suo fratello <strong>Ruggero d’Altavilla</strong> che sconfigge definitivamente gli Arabi nella <strong>battaglia di Noto</strong>, dando vita a un nuovo potente stato.<br><br>Nell'immagine: Roberto Patania, <em>La consegna di Palermo da parte dei musulmani</em>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-12 09:53:55 UTC</pubDate>
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