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      <title>Sulle tracce del passato costruisco il mio futuro by Primaria San Buono</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-02-17 15:26:00 UTC</pubDate>
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         <title>Un percorso condiviso</title>
         <author>Docentisanbuono</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le due scuole di San Buono (Ch) e Castropignano (Cb) condividono la problematica dell’isolamento: la maggior parte dell’anno scolastico i bambini vivono nel loro piccolo paese con poche occasioni per fare esperienze scolastiche ed extrascolastiche. Le insegnanti dei due plessi hanno deciso di progettare un’attività a distanza condividendo un percorso che, oltre a tener conto degli obblighi scolastici curricolari, possa favorire la conoscenza diretta del proprio territorio, soprattutto sotto l'aspetto socio-economico, delle sue radici e la presa di coscienza dei suoi cambiamenti dal punto di vista lavorativo che aiuteranno gli alunni al senso di appartenenza alla propria comunità d’origine.</div>]]></description>
         <pubDate>2021-02-17 15:37:01 UTC</pubDate>
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         <title>San Buono (CH)</title>
         <author>Docentisanbuono</author>
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         <description><![CDATA[<div>E' un piccolo comune della provincia di Chieti , che sorge su una collina&nbsp; dell'appennino Frentano , sul versante sinistro del fiume Treste, a 472 metri s.l.m.. Il territorio si presenta accidentato con monti ricoperti di&nbsp; alberi e colli&nbsp; che danno buona argilla che ha favorito l'industria laterizia. &nbsp;<br>San Buono è ricca di querceti, oliveti e vigneti e non vi mancano colture di cereali e abbondanti sorgive d'acqua.&nbsp;Anticamente denominato SANCTO BONO fu feudo dei conti "di Sangro" e successivamente passò ai Caracciolo che ne fecero il centro del loro vasto dominio. E' un paese caratterizzato da una economia che ha subito profonde trasformazioni negli ultimi decenni. Conserva un ambiente ricco di tradizioni e cultura, tipiche di una società ancora memore delle tradizioni contadine. Un paese luogo d'incontro e di vita sociale, con la voglia di "ritrovarsi in piazza", di passeggiate nel verde dei prati, in un contesto di vivibilità, di sicurezza, di tranquillità.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-17 15:40:36 UTC</pubDate>
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         <title>Castropignano (CB)</title>
         <author>Docentisanbuono</author>
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         <description><![CDATA[<div>È un piccolo comune in provincia di Campobasso situato sopra un costone roccioso sulla riva sinistra del fiume Biferno a 612 m s.l.m. Appartiene al comune anche la frazione di Roccaspromonte a circa 2 Km dal paese.</div><div>È circondato da boschi e campi coltivati. Il paesaggio è segnato dal tratturo Lucera-Castel di Sangro che, in passato, ha rappresentato l’occasione di sviluppo di attività economiche.</div><div><strong>Oggi è un tratto ideale per passeggiate o da percorrere a cavallo, uno dei più belli e meglio conservati dell’intera regione. Ogni anno a fine maggio, lungo il tratturo, viene rievocata la pratica della transumanza.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-17 15:41:10 UTC</pubDate>
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         <title>IL SAPONE</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Un tempo il sapone si faceva in casa. Si utilizzavano gli scarti di grasso del maiale oppure olio d'oliva usato per friggere. Il tutto veniva messo in un calderone di rame e disposto sul fuoco acceso per portarlo ad ebollizione insieme ad una miscela di acqua&nbsp; e soda caustica. Si utilizzava un bastone di legno per mescolare il composto e veniva aggiunta acqua per calmare il bollore. Quando la densità era giusta il sapone si toglieva dal fuoco e si lasciava riposare tutta la notte nel liquido dove era stato bollito. Per alcuni giorni il sapone veniva fatto bollire di nuovo finché assumeva un colore bianco. Alla fine il sapone veniva tagliato e lasciato ad asciugare per almeno un mese fino a diventare secco e leggero. Il sapone così ottenuto era un prodotto biodegradabile, non inquinante e si conservava per diversi anni. Ancora oggi alcune donne anziane del paese conservano questa tradizione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-25 16:59:14 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>ATTIVITA' COMMERCIALI</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-25 17:42:06 UTC</pubDate>
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         <title>I 12 mesi dell&#39;anno</title>
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         <description><![CDATA[<div>Il modo contadino è stato fulcro della nostra cultura. I nostri avi hanno personificato i mesi e con loro dialogato. Abbiamo rievocato il loro Carnevale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-18 14:30:39 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Lu Mulunar&quot;( IL MUGNAIO)</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Un tempo nel nostro Paese erano presenti diversi mulini soprattutto lungo il fiume Treste perché veniva sfruttata la forza idrica dell'acqua per azionare le macine. Il lavoro del mugnaio era un mestiere molto importante e rispettato perché l'economia del nostro territorio era prevalentemente agricola. Ogni contadino aveva il suo appezzamento di terreno dove coltivava cereali (grano, orzo, avena...) che venivano portati al mulino per ricavarne la farina. La farina di grano veniva usata per fare la pasta e il pane, mentre le altre farine venivano utilizzate per allevare gli animali. Attualmente nel nostro Paese non sono presenti mulini, ma le Associazioni presenti sul nostro territorio hanno realizzato, all'interno di una vecchia cantina, un mulino con le macine in pietra che viene messo in funzione in occasione del "Presepe Vivente" o di visite scolaresche.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-06 14:04:40 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Lu punciar&quot; (IL PINCIARO)</title>
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         <description><![CDATA[<div>Nel territorio di San Buono ci sono diverse zone di terreno argilloso, per cui era facile reperire argilla, materia prima, che i pinciari utilizzavano per fare mattoni e tegole che venivano poi cotti nella "Pincera". La Pincera é un tipo di fornace risalente alla metà del 1700. Nel nostro territorio ne esistevano sette, quattro in contrada Maranna e tre in contrada Macchie la cui attività cessò nel 1945 poiché essendo piccole e a conduzione familiare non potevano concorrere con le nuove fornaci tecnologicamente più avanzate. L'ultimo esemplare superstite di fornace del tipo&nbsp; "a pignone" rimasto a San Buono é quello di proprietà del signor Antonio Angelilli che grazie alla cura del proprietario si presenta in ottime condizioni di conservazione ed é ancora idonea, se messa in funzione, per la produzione di laterizi. In diverse occasioni il signor Antonio ha raccontato le fasi di produzione di mattoni e "penci" termine dialettale per indicare i coppi, da cui deriva il nome della fornace appartenuta alla sua famiglia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-06 15:47:52 UTC</pubDate>
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         <title>IL CESTAIO</title>
         <author>valeria_giacomucci</author>
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         <description><![CDATA[<div>Un figura purtroppo quasi del tutto dimenticata è quella del cestaio. Già in passato più che un vero e proprio mestiere era un’attività che ogni contadino sapeva fare e, oltre ai cesti, ognuno sapeva produrre tutto ciò che gli serviva per la propria attività in campagna e nella vita di tutti i giorni. Possiamo trovare intrecci di tutti i tipi come porta fiaschi ed altri cesti dalle forme più strane, che avevano tutti una loro funzione specifica, come quello che serviva per il formaggio.&nbsp;</div><div>Il materiale più usato è il salix viminalis, comunemente chiamato “vimini”, che viene raccolto solo in un determinato periodo dell’anno, ad agosto, poi privato della parte più esterna e, infine, lasciato seccare al sole. La lavorazione, nel periodo invernale, viene fatta dopo che i rami sono stati in acqua per tre giorni. Oggi nel paese pochissimi sono gli anziani che sanno impagliare e produrre cesti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-12 08:40:39 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Lu Stagnar&quot; (LO STAGNINO)</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel nostro paese, in prossimità delle villetta comunale, c'era la bottega dello stagnino. Si chiamava Filippo ed era il bisnonno di un nostro alunno di classe quinta. Lui era l'artigiano che costruiva vari tipi di oggetti e contenitori utilizzando lo stagno, un metallo argenteo e malleabile, conosciuto fin dall'antichità. Il signor Filippo riparava anche oggetti di rame o di altri metalli, pentole, caldaie, pompe per irrorare le vigne e altri utensili, ed era capace di praticare la stagnatura", che è la tipica operazione per rivestire di stagno la parte interna di un recipiente di bronzo, di rame, di zinco o di acciaio. Lo stagno, in quanto neutro, non reagisce con gli acidi presenti negli alimenti, quindi non altera i sapori e non rilascia sostanze nocive. In passato lo stagnino era un mestiere molto importante perché con il suo lavoro riusciva a soddisfare tutti i bisogni di cui una famiglia necessitava.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-23 16:09:24 UTC</pubDate>
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         <title>La vita quotidiana al tempo dei nonni. (Parte seconda)</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/Docentisanbuono/e4ep7gc8erbstdh4/wish/1511044031</link>
         <description><![CDATA[<div><br><br>https://drive.google.com/file/d/1-lxUUn0aRz16cFyAlD1IiLhVP4l7rnJz/view?usp=drivesdk</div>]]></description>
         <pubDate>2021-05-10 20:35:35 UTC</pubDate>
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         <title>La vita quotidiana al tempo dei nonni (Parte prima)</title>
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         <description><![CDATA[<div><br>Al tempo dei nostri nonni la vita scorreva lenta e tranquilla. Ci si alzava al sorgere del sole e non al suono della sveglia. La maggior parte delle persone si dedicava al lavoro nei campi e all'allevamento degli animali. In ogni stagione, in campagna, c'era qualcosa da fare: arare la terra, seminare, preparare l'orto, tagliare l'erba, potare, mietere il grano, raccogliere le olive ecc...Durante l'inverno e nelle giornate piovose gli uomini all'interno delle loro cantine diventavano artigiani riparando arnesi da lavoro ed utensili vari, oppure impagliavano sedie, damigiane e fiaschi. Le donne, oltre ad aiutare i mariti in campagna, si dedicavano ai lavori più svariati, impastavano il pane, la pasta, preparavano conserve, marmellate, andavano al lavatoio comunale a lavare i panni e alla sera, dopo la cena, cucivano e rammendavano oppure ricamavano la biancheria da dare in dote alle figlie quando si maritavano. Non c'era ricchezza, ma la gente si accontentava ed uno dei passatempi preferiti era quello di radunarsi, la sera, nelle stalle ad ascoltare le persone anziane intente a raccontare storie e leggende. Alcuni anni fa un nostro cittadino, il signor Dorindo, insieme ad altri abitanti di San Buono hanno rimesso in scena i lavori di un tempo per lasciare un ricordo alle nuove generazioni e far comprendere le profonde trasformazioni economiche e sociali che ha subito il nostro territorio.<br><br>https://drive.google.com/file/d/1-mHyNgiMwdgdXG6y_UjpCZ1RRX03N47L/view?usp=drivesdk</div>]]></description>
         <pubDate>2021-05-18 21:15:14 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>CASTROPIGNANO E I MESTIERI ANTICHI</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-20 09:12:52 UTC</pubDate>
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         <title>Curiosando nel mio PRESENTE scopro i mestieri di OGGI</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Abbiamo pensato di valorizzare il nostro territorio nel quale abbiamo la fortuna di vivere,dove ognuno dei nodtri compaesani svolge delle attività lavorative intrise di tradizioni e innovazioni. Per questo ci siamo vestiti da piccoli esploratori e abbiamo fatto delle scoperte...</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-23 20:34:34 UTC</pubDate>
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         <title>Curiosando nel PRESENTE scopro i mestieri di OGGI (II parte)</title>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-05-23 21:29:32 UTC</pubDate>
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         <title>Curiosando nel PRESENTE scopro i mestieri di OGGI (III parte)</title>
         <author></author>
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         <pubDate>2021-05-23 21:43:03 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Rosabella del Matese&quot;</title>
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         <description><![CDATA[<div>noto brano molisano legato al lavoro e ai diversi momenti della vita quotidiana.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-31 21:16:10 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;arte della tosatura</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>La <strong><em>tosatura delle pecore</em></strong> è fondamentale per lo sfruttamento della lana e per preservare la loro buona salute. </div>]]></description>
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