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      <title>Battistero di San Giovanni by VELIA MARESCA</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-01-08 07:22:01 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>veliamaresca</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Porta nord del battistero di San Giovanni<br><br>La Porta Nord è la seconda delle tre porte del Battistero. Fu progettata e realizzata&nbsp; da Lorenzo Ghiberti tra il 1402 e il 1424, è un’imponente opera d’arte.<br>Lorenzo vinse un concorso per ottenere questa prestigiosa commissione, superando avversari di spicco come Filippo Brunelleschi, autore della celebre Cupola del Duomo di Firenze. La porta&nbsp; è divisa in 28 formelle contornate da cornici mistilinee, disposte in sette file di quattro, due per battente. Le 20 Le formelle si leggono dal basso verso l'alto, e raffigurano: quattro Dottori della Chiesa, i quattro Evangelisti e, da sinistra verso destra, le storie della vita di Cristo.<br><br>La porta in origine era stata sistemata a est ma fu riposizionata a Nord per dare maggior lustro alla più bella Porta del Paradiso, realizzata sempre dal Ghiberti successivamente.<br></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-08 07:22:12 UTC</pubDate>
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         <author>veliamaresca</author>
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         <pubDate>2024-01-08 07:22:22 UTC</pubDate>
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         <author>veliamaresca</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’intenzione&nbsp; della ricca corporazione dei Mercanti, <strong>l’Arte di Calimala</strong>, era di far realizzare le Porte del Battistero una dietro l’altra, ma una serie di accadimenti, tra cui la peste del <strong>1348</strong>, fermarono questo progetto che fu ripreso solo nel <strong>1400</strong>, quando fu deciso di indire un concorso per la seconda porta del Battistero. Oltre al Ghiberti, parteciparono al concorso Filippo Brunelleschi, suo principale rivale, Simone da Colle, Niccolò d’Arezzo, Jacopo della Quercia da Siena, Francesco di Valdambrino e Niccolò Lamberti. Agli artisti fu chiesto di realizzare, in un anno, una formella con il tema del Sacrificio di Isacco. Lorenzo di Bartoluccio Ghiberti (<strong>1378-1455</strong>), vincerà il concorso e lavorerà per il resto della vita alle porte del Battistero.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-08 07:56:36 UTC</pubDate>
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         <title>Il restauro </title>
         <author>veliamaresca</author>
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         <description><![CDATA[<div>Fu eseguito dall' <strong>Opificio delle Pietre Dure</strong> e interamente finanziato con fondi privati messi a disposizione dall<strong>'Opera di Santa Maria del Fiore</strong>.</div><div>Lorenzo Ghiberti aveva dorato anche la seconda Porta del Battistero, ma a differenza della successiva Porta del Paradiso la doratura ad amalgama di mercurio fu eseguita solo sui rilievi scultorei lasciando il fondo bronzeo.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-08 08:01:30 UTC</pubDate>
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         <title>La flagellazione di Cristo: formella</title>
         <author>veliamaresca</author>
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         <description><![CDATA[<div>La formella è in <strong>alabastro</strong>, con parti dorate e dipinte, e raffigura la scena della Flagellazione di Cristo. Una colonna alta e sottile divide lo spazio in due parti, al centro compare Gesù e, ai lati, sono rappresentati quattro carnefici nell’atto di vibrare i colpi di flagello: i personaggi saturano lo spazio, dando un senso di naturalezza.</div><div><br></div><div>&nbsp;Le figure disposte nel riquadro si caratterizzano per l’espressionismo dei loro volti, per le forme snelle e spigolose, per la grande cura nella resa dell’abbigliamento, delle vesti e dei copricapo. Sono, questi, tratti tipici di una vasta produzione di sculture in alabastro di soggetto religioso, di provenienza nordica prevalentemente inglese, che conobbe una grande fortuna anche in Italia durante tutto il Quattrocento: è questo il contesto a cui è riconducibile la&nbsp; <strong>Flagellazione</strong>. La ricchezza di intaglio, di dorature, l’uso di colori smaglianti associati alla naturale trasparenza dell’alabastro resero queste opere dei pezzi molto ricercati, destinati agli ambienti di corte.<br>Attualmente l’opera è conservata nel <strong>Seminario Patriarcale di Venezia.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-08 08:10:38 UTC</pubDate>
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         <author>veliamaresca</author>
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         <pubDate>2024-01-08 08:13:07 UTC</pubDate>
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         <title>La porta del paradiso</title>
         <author>veliamaresca</author>
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         <description><![CDATA[<div>La porta è stata ribattezzata da Michelangelo Buonarroti Porta del Paradiso per lo splendore del bronzo dorato e per la bellezza dei suoi rilievi e fu realizzata dall’ orefice e scultore Lorenzo Ghiberti con la collaborazione del figlio Vittore (1425-1452)</div><div>. L'opera era simbolo del potere e della fioritura economica della città. Ghiberti, per favorire una rappresentazione più libera e di maggior respiro, optò per soli dieci riquadri, cinque per ciascun battente. Nelle cornici dei due battenti si alternano personaggi biblici a figura intera e teste che si affacciano da tondi: gli stipiti e l'architrave sono decorati con ghirlande e animali. Lo schema compositivo in questa decorazione viene stravolto.</div><div>Dieci grandi riquadri&nbsp; sostituiscono le <strong>28</strong> formelle tipici delle altre porte dell’edificio, mentre gli episodi dell’Antico Testamento vengono sviluppati con una&nbsp; tecnica che spazia dal rilievo dall’alto al basso, fino allo schiacciato.</div><div>Le figure e gli oggetti diminuiscono&nbsp; creando un effetto prospettico, senza trascurare i dettagli.</div><div>Ognuno dei pannelli quadrati raggruppa due o più storie.</div><div>Le scene rappresentate sono più di <strong>50</strong> e sono da leggersi partendo dall’alto, da sinistra verso destra.</div><div>Dopo le prime tre formelle, incentrate sul tema del peccato, dalla quarta si inizia ad evidenziare in maniera il ruolo salvifico di Dio e la venuta di Cristo.</div><div>Le successive tre scene ribadiscono come la salvezza umana dipenda dall’intervento divino, mentre la decima ha una doppia valenza, sia come matrimonio ideale tra Cristo e la sua Chiesa, sia come celebrazione del successo politico dei Medici nel riunire la Chiesa d’Occidente e quella d’Oriente durante il Concilio di Firenze.</div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-08 08:28:33 UTC</pubDate>
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         <author>veliamaresca</author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;La porta del paradiso è ritenuta la più bella e la miglior eseguita delle tre porte del Battistero, e venne posizionata nel posto d’onore, il lato di fronte alla facciata della Cattedrale di Santa Maria del Fiore: il paradisium.</div><div>Secondo Vasari, fu Michelangelo a darle tale appellativo, considerandola di una fattura così straordinaria da dover stare alle porte del Paradiso.</div><div><br><br></div><div><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-08 08:34:28 UTC</pubDate>
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         <title>Storia di Giuseppe</title>
         <author>veliamaresca</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il sesto riquadro rappresenta la storia di Giuseppe che è suddivisa in quattro episodi, Giuseppe viene tirato su dal pozzo, viene venduto dai fratelli agli Ismaeliti, successivamente Giuseppe fa distribuire il grano agli egiziani,poi Beniamino viene accusato di aver rubato una coppa di argento ed infine si pone misericordioso verso i fratelli, sembra una discreta ma evidente proiezione della storia di Cosimo de’ Medici, prima cacciato e poi riaccolto dalla città, sotto il cui controllo si apriva un’epoca di rinnovata prosperità.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-08 08:46:22 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>veliamaresca</author>
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