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      <title>Geostoria by Alberto Puglisi</title>
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      <description>Cretesi, Fenici, Ebrei</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-05-02 17:53:39 UTC</pubDate>
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         <title>Cretesi</title>
         <author>albertopuglisi9</author>
         <link>https://padlet.com/albertopuglisi9/e1ukb22i1h6j/wish/257379569</link>
         <description><![CDATA[<div>Insediatesi a Cnosso verso il 6000 a.C., genti provenienti dall’Asia anteriore svilupparono, intorno al III mill. a.C., una civiltà del bronzo detta minoica. Creta era un’isola fertile e ricca di foreste, allora, in grado di mantenere una popolazione numerosa. Questa civiltà, dimenticata a lungo e considerata leggendaria fino agli scavi di Arthur Evans, conobbe il suo massimo sviluppo dal XIX al XV secolo a.C. Fu una civiltà essenzialmente urbana. Le città principali furono Cnosso e Festo.<br>Il palazzo del re a Cnosso (contava più di 1500 stanze) era anche il centro economico della città. Le numerose greggi di pecore presenti nell’isola fornivano molta lana da esportazione. Tutta questa produzione economica richiedeva un apparato amministrativo che richiese almeno tre tipi di scrittura, non ancora decifrati.<br><br>LINGUA<br>Non sappiamo ancora con certezza che tipo di lingua si parlasse. <br><br>COMMERCIO <br>Nel medio minoico (2000-1570 a.C.) aumentò l’importanza commerciale di Creta: esportò ceramiche, lana, vino e olio e, grazie alla disponibilità di legname, divenne una potenza navale in grado di colonizzare Citera, Mileto, Cero, Ialiso e Tera.  Durante il tardo minoico (1570-1050 a.C.) entrò nell’orbita della civiltà micenea, subendone dapprima la concorrenza economica, poi la potenza militare. Intorno al 1400 a.C. comparve la scrittura lineare B, decifrata nel 1952 da M. Ventris. Nel sec. XI a.C. fu invasa dai dori e relegata a un ruolo secondario: si diffuse la pirateria che portò poi all’intervento romano. Durante la 4ª crociata (1204) fu sottomessa dal marchese Bonifacio di Monferrato che la vendette alla Repubblica di Venezia. Ritornata importante centro commerciale, fu strenuamente difesa contro l’avanzata ottomana (guerra di Candia), ma dovette capitolare nel 1669.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-02 17:53:54 UTC</pubDate>
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         <title>Fenici</title>
         <author>albertopuglisi9</author>
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         <description><![CDATA[<div>Antica popolazione di origine semitica stanziata nella fascia costiera della regione di Canaan (corrispondente in gran parte alla costa dell’attuale Libano). Il loro nome non si ricollega a un qualcosa di ben definito, ma fu il termine usato dai greci per indicare genericamente le popolazioni cananee stanziate in questa zona. <br><br>ORGANIZZAZIONE POLITICA<br>Tale popolazione non ebbe mai un’organizzazione statale unitaria, ma sviluppò una serie di città-stato (Biblos, Tiro, Sidone, Berito, Tripoli). Tale debole struttura politica facilitò le invasioni straniere, anche se le città fenicie riuscirono a mantenersi sempre relativamente indipendenti sia durante la dominazione egiziana nel periodo del Medio e del Nuovo Regno (sec. XXII-XII), sia più tardi, dopo un periodo di completa indipendenza e massima fioritura (sec. XII-IX), sotto gli assiri (sec. IX-VII a.C.), i babilonesi (conquista di Nabucodonosor II nel 605 a.C.) e i persiani (539-333 a.C.) ai quali fornirono per lungo tempo la flotta. Nel 64 a.C. vennero definitivamente conquistate dai romani che le compresero nella provincia di Siria, determinando la completa assimilazione con le popolazioni circostanti. Ai primitivi insediamenti commerciali seguì, in particolare dopo la conquista assira, un vasto movimento di migrazione verso occidente con la fondazione di numerose città costiere in Sicilia, Sardegna, Spagna e in Africa che, con il declino delle città della madre patria, vennero a costituire una sorta di comunità fenicia occidentale.<br><br>RELIGIONE<br>I Fenici non ebbero una vera e propria religione omogenea e con caratteri specifici, ma assunsero divinità e culti tipici delle regioni circostanti. Pur con nomi e caratteristiche differenti a seconda dei luoghi, il dio principale era Baal, al fianco del quale vi era la dea Astarte; elementi notevoli del culto erano la prostituzione sacra, il sacrificio di bambini, la divinizzazione del sovrano dopo la morte e la pratica della cremazione.<br><br>LINGUA<br>La ingua fenicia, affine all’ebraico e al moabitico, appartiene al ramo nord-occidentale del gruppo semitico. ra era di tipo sillabico e a essi è dovuta soltanto la forma esteriore delle lettere, che i greci adottarono attribuendo loro valore fonetico.<br><br>ARTE<br>L'arte fenicia assimilò molti dei suoi elementi dalle culture circostanti. Più che nell'architettura e nella scultura raggiunsero pregevoli risultati negli oggetti di vetro, gioielli e pannelli per mobili decorati in avorio, in gran parte destinati all’esportazione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-02 18:09:06 UTC</pubDate>
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         <title>Ebrei </title>
         <author>albertopuglisi9</author>
         <link>https://padlet.com/albertopuglisi9/e1ukb22i1h6j/wish/257398207</link>
         <description><![CDATA[<div>Popolazione di origine semitica, originariamente stanziata nella zona mesopotamica; in seguito, secondo il racconto biblico, una tribù ebraica guidata da Abramo si stabilì nella regione palestinese (ca 2000 a.C.) ed è da questo momento che tradizionalmente prende avvio la sua storia. Dopo il periodo patriarcale inaugurato da Abramo e continuato dai suoi discendenti Isacco e Giacobbe (sec. XX-XVIII a.C.), gli Ebrei passarono in Egitto, probabilmente durante il periodo degli hyksos, e vi si fermarono fino al 1200 a.C. quando, sotto la guida di Mosè, ebbe inizio il ritorno verso la Palestina raggiunta e progressivamente conquistata ai cananei, coi quali si fusero, con il successore Giosuè. È soltanto da questo momento che il popolo ebraico (Israele) cominciò a strutturarsi come nazione, inizialmente suddivisa nelle tradizionali dodici tribù rette da comandanti militari governata dai re Saul, Davide e Salomone. Alla morte di Salomone si ebbe nuovamente una suddivisione in due regni, quello di Israele a nord e quello di Giuda a sud, entrambi destinati a subire la conquista straniera: il primo da parte di Salmanassar V di Assiria, il secondo da Nabucodonosor, che distrusse il tempio di Gerusalemme e deportò a Babilonia le classi ricche, dando inizio alla cosiddetta cattività babilonese. Tale periodo (età dei profeti, 587-538 a.C.) fu fondamentale nella storia ebraica in quanto costituì un momento di ripensamento del popolo sulla propria identità e sul proprio credo religioso. Anche dopo il ritorno in Palestina (editto di Ciro, 538 a.C.) e la ricostruzione del tempio di Gerusalemme (515 a.C.), continuò la dipendenza politica dai persiani che durò fino alla loro sconfitta da parte di Alessandro Magno. In un breve giro di anni la Palestina passò allora dalla dominazione macedone a quella tolemaica e seleucide, venendo a contatto con la tradizione ellenistica. La Palestina divenne dapprima un protettorato romano sotto l’amministrazione di re locali e in seguito fu governata da un procuratore direttamente inviato da Roma. L’insofferenza verso il regime straniero portò però a una prima ribellione, che vide la distruzione del tempio di Gerusalemme da parte di Tito, e a una seconda stroncata da Adriano. Inizia da questo momento la cosiddetta diaspora, cioè la dispersione del popolo ebraico in tutta l’area mediterranea ed europea. Con l’accentuarsi dell’intolleranza religiosa, iniziò un periodo di persecuzione degli e. che portò alla loro espulsione da numerosi stati (Inghilterra, 1290; Francia, 1306 e 1394; Spagna 1492) e all’istituzione dei ghetti (Venezia 1516; Roma, 1555) che ne determinarono il progressivo isolamento politico, civile e sociale.<br><br>ARTE<br>divieto biblico di rappresentare cose, animali o persone che potessero dar luogo a culti idolatrici ha certamente limitato la ricchezza e originalità dell’arte ebraica. Sebbene non rispettato strettamente in tutte le epoche, tale precetto ha contribuito a specializzare la produzione artistica ai soli oggetti di culto e agli arredi sacri.<br><br>LETTERATURA<br>Per il periodo antico la letteratura ebraica coincide di fatto con la Bibbia, che raccoglie racconti, preghiere, detti, sermoni ecc.; la testimonianza più antica ne è il cantico di Debora (Giudici, 5). A partire dal sec. IV a.C. fino ai sec. II-III d.C. si ha la grande fioritura della letteratura cosiddetta apocrifa, perché costituita da testi non compresi nel canone biblico; anch’essa presenta perlopiù testi di argomento religioso, messianico o escatologico, giuntici solo raramente in ebraico e più spesso in greco, latino o altre lingue orientali. Allo stesso periodo appartengono anche i manoscritti di Qumran. diffondersi della filosofia illuministica e del romanticismo segna una svolta in senso profano e laico della letteratura ebraica che costituisce l’aspetto più tipico della sua fase contemporanea; tra i suoi rappresentanti più noti, il narratore Mendele Mokher Sefarim (1837 - 1917), che ha descritto la vita dei ghetti orientali alternando ebraico e yiddish, e I. Zangwill (1864 - 1926). Nel sec. XX l’intellettualità ebraica della diaspora ha contribuito con portati originali allo sviluppo della cultura occidentale, pur partendo da dati nazionali. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-02 18:29:17 UTC</pubDate>
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