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      <title>Luoghi Sacri by Claudio Re Calegari</title>
      <link>https://padlet.com/recalegari_mail/sacro</link>
      <description>visita ai luoghi sacri 
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-11-03 22:08:38 UTC</pubDate>
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         <title>Santa Caterina del sasso</title>
         <author>recalegari_mail</author>
         <link>https://padlet.com/recalegari_mail/sacro/wish/203486537</link>
         <description><![CDATA[<div><a href="http://www.santacaterinadelsasso.com">http://www.santacaterinadelsasso.com</a><br><em>Abbarbicato su uno strapiombo di parete rocciosa a picco sul lago, l'Eremo di </em><strong><em>Santa Caterina del Sasso</em></strong><em> è senza dubbi uno tra gli scenari più suggestivi del Lago Maggiore.  L'edificio attuale ha una struttura davvero singolare, frutto della fusione di tre cappelle, che erano originariamente distinte e che sono sorte in epoche differenti. Numerosi sono i cicli pittorici presenti all'esterno e internamente alla chiesa, che coprono un periodo che va dal XIV° al XIX° secolo. Arte e storia si integrano splendidamente in un quadro naturale tra i più suggestivi, quasi una balconata che si protende verso il golfo borromeo, Stresa e le isole. </em></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-03 22:23:18 UTC</pubDate>
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         <title>Abbazia di San Donato - Sesto Calende</title>
         <author>recalegari_mail</author>
         <link>https://padlet.com/recalegari_mail/sacro/wish/203487075</link>
         <description><![CDATA[<div><a href="https://www.google.it/search?site=async/lcl_akp&amp;q=abbazia+di+san+donato+indirizzo&amp;stick=H4sIAAAAAAAAAOPgE-LRT9c3NKwwzCs0KzDQks1OttLPyU9OLMnMz4MzrBJTUopSi4sBp1pSqi8AAAA&amp;sa=X&amp;ved=0ahUKEwjK3-O_uqPXAhXJWxQKHfNSBTgQ6BMIGDAE">Indirizzo</a>: Via Abbazia, 6, 21018 Sesto Calende VA<br> L’Abbazia venne costruita attorno al IX secolo, per volere de vescovo di Pavia <em>Liutardo de’ Conti</em>, sui resti di un antico tempio pagano. L’attuale struttura è tuttavia il risultato dei rimaneggiamenti avvenuti tra l’XI (in particolare la navata e l’abside principale) e il XIII secolo, epoca a cui risale il nartece (struttura tipica delle basiliche cristiane dei primi secoli, di cui rappresenta infatti uno dei pochi esemplari rimasti di epoca medioevale, infatti si tratta di un atrio nettamente separato dalle vere e proprie navate. </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-03 22:31:30 UTC</pubDate>
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         <title>Chiesa di Santa Maria presso San Satiro - Milano</title>
         <author>recalegari_mail</author>
         <link>https://padlet.com/recalegari_mail/sacro/wish/203488099</link>
         <description><![CDATA[<div><a href="https://www.google.it/search?q=chiesa+di+santa+maria+presso+san+satiro+indirizzo&amp;stick=H4sIAAAAAAAAAOPgE-LSz9U3MLJINsgp15LNTrbSz8lPTizJzM-DM6wSU1KKUouLAexepIItAAAA&amp;sa=X&amp;ved=0ahUKEwjzpNDpvaPXAhXEWRoKHYaMCPsQ6BMIlAEwEQ">Indirizzo</a>: Via Torino, 17/19, 20123 Milano MI<br><em>&nbsp;Nel centro storico di </em><a href="http://www.turismo.it/italia/scheda/milano/"><em>Milano</em></a><em>, precisamente a Via Torino su un corto vicolo cieco stretto tra due palazzi, si trova una chiesa parrocchiale edificata alla fine del Quattrocento: si tratta della </em><strong><em>Chiesa di Santa Maria presso San Satiro</em></strong><em>, che ingloba il sacello di San Satiro di epoca medievale e costituisce una delle attrazioni&nbsp; milanesi tutta da scoprire.&nbsp; Bisogna varcare la soglia per poter ammirare, dietro l’altare, il grande spazio formato da </em><strong><em>un’abside regolare</em></strong><em> e ben completata da colonne e decorazioni: procedendo infatti verso l’altare, quasi a toccare con mano, ci si accorge che non si può passare, poiché c’è poco meno di un metro di spazio.&nbsp; E’ in realtà un’illusione ottica, una prospettiva illusoria perché l’abside non esiste. Questo inganno prospettico è </em><strong><em>opera di Donato Bramante</em></strong><em>, uno dei più grandi architetti italiani&nbsp;</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-03 22:47:23 UTC</pubDate>
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         <title>Santuario Madonna del Boden</title>
         <author>recalegari_mail</author>
         <link>https://padlet.com/recalegari_mail/sacro/wish/204357349</link>
         <description><![CDATA[<div>via 28877, Via Boden, 2, Ornavasso VB<br><em>&nbsp;Il Santuario della Madonna dei miracoli, detta del Boden, sorge a 475 metri in posizione dominante sul paese e sulla piana del Toce, su una fascia pianeggiante (in dialetto walser Boden significa pianoro) circondato da fitti boschi di castagno.<br>La sua origine, narra la leggenda, è legata all'episodio miracoloso che il 7 settembre 1522 vide protagonista la pastorella Maria Della Torre che, addormentatasi mentre pascolava il gregge, si risvegliò a notte inoltrata circondata da una luce vivissima al fondo di un precipizio dove ritrovò gli armenti accanto ad una cappelletta dedicata alla Vergine.&nbsp; La voce del miracolo si diffuse ben presto nei dintorni e nel 1530, in piena epoca della Controriforma fu dato inizio alla costruzione del Santuario che ebbe successivi ampliamenti e abbellimenti.&nbsp; Sebbene rustica e disadorna fosse la Cappelletta, pure quell'immagine della Madonna era sempre venerata con particolare devozione da tutti i passanti che si recavano ai monti, chi per la pastorizia, chi per il taglio del fieno o della legna.&nbsp;</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-07 14:26:57 UTC</pubDate>
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         <title>Chiesa di San Maurizio - MILANO</title>
         <author>recalegari_mail</author>
         <link>https://padlet.com/recalegari_mail/sacro/wish/204574304</link>
         <description><![CDATA[<div><a href="https://www.google.it/search?q=chiesa+di+san+maurizio+al+monastero+maggiore+indirizzo&amp;stick=H4sIAAAAAAAAAOPgE-LSz9U3MCqryEku0JLNTrbSz8lPTizJzM-DM6wSU1KKUouLAQiT5owtAAAA&amp;sa=X&amp;ved=0ahUKEwizop_opK3XAhXFbBoKHQ4DCNIQ6BMIngEwEQ">Indirizzo</a>: Corso Magenta, 15, 20123 Milano MI<br><em>È un vero e proprio </em><strong><em>gioiello nascosto</em></strong><em> nel grigiore di </em><a href="https://siviaggia.it/notizie/milano-migliore-citta-italia-2016-classifica-pwc/163447/"><em>Milano </em></a><em>e sconosciuto anche a gran parte dei milanesi: a prima vista dall’esterno </em><a href="https://siviaggia.it/viaggi/europa/cosa-vedere-a-milano-luoghi-piu-famosi-a-quelli-meno-conosciuti/124197/"><em>San Maurizio al Monastero Maggiore</em></a><em> infatti sembra una chiesa come tutte le altre, peraltro piuttosto anonima. Chi però, incuriosito, decide di varcare il portale di Corso Magenta, rimane letteralmente a bocca aperta. Lo spettacolo è tanto meraviglioso da togliere il fiato e vale a San Maurizio la definizione di “</em><strong><em>Cappella Sistina di Milano</em></strong><em>“.</em></div><div><em>Le </em><strong><em>pareti e il soffitto </em></strong><em>sono completamente ricoperte di</em><strong><em> dipinti, stucchi e da un ciclo di affreschi</em></strong><em> di Bernardino Luini e dai suoi seguaci, di scuola leonardesca, che in pieno Rinascimento, dal 1522 al 1529, ritrassero a </em><a href="https://www.bing.com/images/search?q=san%20maurizio%20milano&amp;qs=n&amp;form=QBIR&amp;pq=san%20maurizio%20milano&amp;sc=8-19&amp;sp=-1&amp;sk="><em>San Maurizio</em></a><em> storie di santi, parabole, episodi della vita di Cristo e della Bibbia sia nella parte pubblica che in quella anticamente riservata alle monache.</em></div><div><em>San Maurizio infatti è una chiesa doppia, </em><strong><em>divisa in due parti</em></strong><em>. In quanto appartenente all’ex Monastero Maggiore, il più grande e antico convento femminile di Milano, nel 1503 l’edificio di culto venne costruito non solo per la cittadinanza ma anche per le monache di clausura, che non potevano entrare in contatto con il pubblico. Da qui la divisione della chiesa in due parti: quella pubblica, con ingresso dalla strada ovvero da Corso Magenta, e quella interna, il Coro delle Monache, separate l’un l’altra da un tramezzo.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-07 20:20:49 UTC</pubDate>
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         <title>Certosa di Garegnano - MILANO</title>
         <author>recalegari_mail</author>
         <link>https://padlet.com/recalegari_mail/sacro/wish/204585556</link>
         <description><![CDATA[<div><a href="https://www.google.it/search?sa=X&amp;biw=1366&amp;bih=628&amp;q=certosa+di+garegnano+indirizzo&amp;stick=H4sIAAAAAAAAAOPgE-LSz9U3sCwzNjMu05LNTrbSz8lPTizJzM-DM6wSU1KKUouLARLNbOstAAAA&amp;ved=0ahUKEwjEw_bIqq3XAhVK1hoKHcWGBmAQ6BMIsAEwFg">Indirizzo</a>: Via Garegnano, 28, 20156 Milano MI<br>La <strong>Certosa di Garegnano</strong>, nota anche come Certosa di Milano, venne fondata nel <strong>1349</strong> dal vescovo di Milano <strong>Giovanni Visconti</strong> e pochi anni dopo accolse persino <strong>Francesco Petrarca</strong>, che rimase colpito dall’atmosfera di pace e meditazione in cui la Certosa era avvolta. Sorgeva infatti in aperta campagna e venne concepita proprio per consentire ai monaci di pregare per la vicina città e per i suoi reggenti. Questo isolamento però fu anche causa degli <strong>episodi di brigantaggio</strong> e di ruberie che si verificarono nel Quattrocento e che sottrassero al complesso buona parte dei suoi averi. Fu <strong>Carlo Borromeo</strong> a donare nuova prosperità al luogo, ordinandone la totale ristrutturazione a fine Cinquecento, che le diede l’aspetto <strong>tardo rinascimentale e barocco</strong> che tutt’oggi conserva: al suo interno si trovano pregevoli opere di <strong>Bernardo Zenale, Daniele Crespi e Simone Peterzano</strong>, maestro di <strong>Caravaggio</strong>. Prima certosa della Lombardia, col tempo il complesso divenne una delle principali fabbriche ecclesiastiche della Milano rinascimentale, classicista e barocca. Dell'enorme complesso oggi rimane ben poco, se non la chiesa, il cortile dell'Elemosina, il cordile d'Onore  e qualche porzione degli edifici dei certosini intorno al chiostro della foresteria, da cui si accede all'antico refettorio monastico, ora cappella delle suore francescane missionarie.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-07 20:45:41 UTC</pubDate>
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         <title>San Cristoforo sui Navigli - MILANO</title>
         <author>recalegari_mail</author>
         <link>https://padlet.com/recalegari_mail/sacro/wish/204589594</link>
         <description><![CDATA[<div><a href="https://www.google.it/search?biw=744&amp;bih=562&amp;q=chiesa+di+san+cristoforo+sul+naviglio+indirizzo&amp;stick=H4sIAAAAAAAAAOPgE-LSz9U3MCoryCg30pLNTrbSz8lPTizJzM-DM6wSU1KKUouLARqAC5stAAAA&amp;sa=X&amp;ved=0ahUKEwiWtPeurK3XAhUEBBoKHc5KBMsQ6BMIrwEwFQ">Indirizzo</a>: Via S. Cristoforo, 3, 20144 Milano MI<br><a href="http://www.chiesasancristoforo.it/">http://www.chiesasancristoforo.it/</a><br>San Cristoforo è un suggestivo complesso costituito da due chiesette affiancate. Sorge sul percorso che conduceva a Milano dalla Lomellina, in un punto di passaggio obbligato nella rete dei vari corsi d’acqua. È possibile che il sito fosse occupato un tempo da un tempio pagano.Antiche narrazioni attestano l'affetto dei milanesi per questa chiesa che in origine era una semplice cappella coperta da due falde a capanna.. La chiesa (che doveva corrispondere approssimativamente all'attuale navata sinistra) venne ricostruita nel 1192 e fu ampiamente rimaneggiata nel Trecento. Ad essa un certo frate Pietro Franzoni di Tavernasco, affiancò un ospedale per i pellegrini (1364). La chiesa di destra, comunemente detta <em>Cappella Ducale</em>, è del XV secolo. Fu eretta sotto il patrocinio di Gian Galeazzo Visconti, adempiendo il voto popolare per l’improvvisa cessazione della peste del 1399.  Sulla facciata venne inserito il celebre stemma di famiglia con il biscione, accanto a quello del Comune di Milano con la croce rossa in campo bianco.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-07 20:56:09 UTC</pubDate>
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         <title>Basilica di San Magno Legnano</title>
         <author>recalegari_mail</author>
         <link>https://padlet.com/recalegari_mail/sacro/wish/206010411</link>
         <description><![CDATA[<div><a href="https://www.google.it/search?q=basilica+di+san+magno+indirizzo&amp;stick=H4sIAAAAAAAAAOPgE-LWz9U3MDQsNLQsMtCSzU620s_JT04syczPgzOsElNSilKLiwGp2erzLgAAAA&amp;sa=X&amp;ved=0ahUKEwjx5KHR0bnXAhUNJlAKHapqAWoQ6BMIlQEwFA">Indirizzo</a>: Piazza S. Magno, 10, 20025 Legnano MI<br>La <strong>basilica di San Magno</strong> è la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_(architettura)">chiesa</a> principale di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Legnano">Legnano</a>. Intitolata a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Magno_di_Milano">Magno di Milano</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Arcivescovo_di_Milano">arcivescovo ambrosiano</a> dal 518 al 530, e costruita con uno <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Architettura">stile architettonico</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rinascimento_lombardo">rinascimentale lombardo</a> di scuola bramantesca, è stata edificata dal 1504 al 1513. Il suo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Campanile">campanile</a> è stato costruito in seguito, dal 1752 al 1791. Il 19 marzo 1950 <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Pio_XII">papa Pio XII</a> ha elevato l'edificio sacro legnanese a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_minore">basilica romana minore</a>.</div><div>L'interno della chiesa è arricchito da varie opere d'arte, che sono state realizzate nei secoli mantenendo lo stile cinquecentesco lombardo - con influenze quattrocentesche - delle prime produzioni artistiche. Le decorazioni più importanti conservate nella basilica sono gli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Affresco">affreschi</a> della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Volta_(architettura)">volta</a> principale, che sono opera di Gian Giacomo Lampugnani, i resti delle pitture cinquecentesche della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cappella">cappella</a> di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pietro_da_Verona">San Pietro Martire</a>, che sono state realizzate da Evangelista Luini, figlio di Bernardino, gli affreschi delle pareti e della volta della cappella maggiore, che sono stati dipinti da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bernardino_Lanino">Bernardino Lanino</a>, e una <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pala_d%27altare">pala d'altare</a> del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giampietrino">Giampietrino</a>. Su tutte queste opere artistiche svetta, per la sua rilevanza, un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Polittico">polittico</a> di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bernardino_Luini">Bernardino Luini</a>, considerato unanimemente dagli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Storico_dell%27arte">storici dell'arte</a> come uno dei capolavori dell'artista lombardo, se non la sua opera migliore.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-12 17:53:53 UTC</pubDate>
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         <title>Basilica di San Lorenzo Milano</title>
         <author>recalegari_mail</author>
         <link>https://padlet.com/recalegari_mail/sacro/wish/206014342</link>
         <description><![CDATA[<div>Maestosa  e dal sapore antico, la Basilica di San Lorenzo (IV-V sec.) ha una pianta centrale, quadrata, sulla quale si innestano quattro grandi esedre semicircolari, con quattro torri e cappelle a raggiera. La copertura è a cupola (la più grande di Milano), crollata nel 1573, venne riedificata già dall’anno dopo e terminata nel 1619 La chiesa è preceduta da un colonnato con <em>16 colonne romane</em> di recupero (alte 7,60 m.), con capitelli corinzi, che delimitavano un lato del quadriportico tardo-antico, inglobato in successive abitazioni rimaste fino al 1935, poi demolite e sostituite dalla piazza, ornata da una statua dell’imperatore Costantino, copia in bronzo dall’originale conservato in Laterano.</div><div>E' tra gli edifici più antichi della città. All’interno: <em>Cappella di S. Aquilino</em> con <em>mosaici</em> (IV sec), <em>portale di marmo</em> (I sec) e, sull’altare, <em>urna</em> (XVII sec) in cristallo di rocca e argento, con le spoglie del martire. Dietro l’altare una scaletta scende alle fondazioni sotterranee formate da blocchi provenienti da edifici romani e dal vicino anfiteatro. E la <em>Cappella Cittadini</em> con curiosi affreschi con scene di caccia e animali esotici. Da non perdere, un giro all’esterno della chiesa, seguendone il perimetro, con magnifica vista dell’intera struttura dal Parco delle Basiliche.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-12 18:23:41 UTC</pubDate>
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         <title>Chiesa di San Fedele  Como</title>
         <author>recalegari_mail</author>
         <link>https://padlet.com/recalegari_mail/sacro/wish/208394938</link>
         <description><![CDATA[<div>La basilica romanica di San Fedele sorge sulla piazza omonima, che in epoca medievale fu centro dei commerci cittadini e sede del mercato del grano. Nel VII secolo, sull’area dell'attuale San Fedele sorse una basilica paleocristiana dedicata a Santa Eufemia. Nel 964 furono traslate in questa chiesa le spoglie di San Fedele, ufficiale romano convertito al cristianesimo e martirizzato sotto Diocleziano: dopo questa traslazione, la basilica fu ampiamente rinnovata ed intitolata a San Fedele. I lavori si conclusero intorno al 1120. All’epoca della Controriforma, l’edificio fu un po’ modificato nella sua planimetria, ma fu oggetto di interventi decorativi e figurativi di grande significato e qualità artistica. Altri restauri si ebbero in seguito, anche nel Novecento.<br>La facciata attuale è una ricostruzione neoromanica del 1914, realizzata da A. Giussani, che conserva il rosone rinascimentale della facciata del 1509. Elementi caratterizzanti della facciata sono il <a><strong>portale d'ingresso </strong></a>con arco a tutto sesto, contente una <a><strong>decorazione del Cristo benedicente </strong></a>e un rosone a raggiera posto centralmente. Il <strong>campanile</strong>, anch’esso un rifacimento coevo alla facciata, si articola in una successione di <a href="http://www.romanicomo.it/glossario.html#b">bifore</a> e <a href="http://www.romanicomo.it/glossario.html#t">trifore</a>. </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-18 18:04:08 UTC</pubDate>
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         <title>Asti Cattedrale di Santa Maria Assunta</title>
         <author>recalegari_mail</author>
         <link>https://padlet.com/recalegari_mail/sacro/wish/218232401</link>
         <description><![CDATA[<div>  Il Duomo di Asti, noto anche come Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Gottardo, rappresenta l’esempio di chiesa gotica più importante della regione Piemonte. Secondo la leggenda sembra ci fosse l’esigenza di trasferire l’originaria chiesa vescovile di San Secondo dentro le mura cittadine quindi si fa risalire i primi lavori di edificazione intorno al V-VI secolo. Benedetta da Papa Urbano II di passaggio in città nel 1095, la novella cattedrale venne poi rifatta a partire dalla torre campanaria a sette piani, a cui si aggiunse la guglia ottagonale, in stile romanico-lombardo realizzata da Jacopo Ghigo nel 1266, tuttora esistente. Il progetto di ricostruzione, iniziato dal vescovo Guido di Valperga in carica dal 1295 al 1327, fu concluso poi dal successore il cui stemma troviamo in uno dei pilastri. Internamente a tre navate con archi a sesto acuto, venne abbellita poi da un imponente portone laterale sempre di gusto gotico. Ci furono altre modifiche nel corso dei secoli: del XV secolo sono la volta interna del porticato e il bassorilievo dell'Assunzione della Vergine del timpano frontale, di epoca barocca le cappelle a settentrione mentre del Settecento una serie di affreschi sulle volte a crociera. La zona absidale venne riportata all’assetto attuale dall’architetto Vittone che nel 1764, allargò con tre nuove arcate di volta il coro con le due absidi laterali e inserì l’immenso altare centrale. Nel prospetto vi sono i due oculi e la finestra a crociera sopra i tre rosoni, mentre il portale laterale è decorato dalle statue quattrocentesche di Santi. <br> </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-31 21:46:45 UTC</pubDate>
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         <title>Vicenza - Santuario Monte Berico</title>
         <author>recalegari_mail</author>
         <link>https://padlet.com/recalegari_mail/sacro/wish/218268548</link>
         <description><![CDATA[<div>Le origini del Santuario di Monte Berico sono legate alle due apparizioni della Madonna a Vincenza Pasini, una donna che portava cibo al marito che lavorava sul colle: la prima del 7 marzo del 1426, la seconda del 1 agosto 1428. La Madonna prometteva la fine della peste e chiedeva che in quel luogo le fosse dedicata una chiesa. Così nel 1428, in pochi mesi, sorse la prima chiesetta tardogotica e un piccolo cenobio per ospitare una comunità religiosa dedita all'accoglienza dei pellegrini.</div><div>Dopo un breve periodo in cui la chiesa era governata dai frati di Santa Brigida, il complesso fu affidato ai Servi di Maria (1435), tuttora custodi del santuario.</div><div>Da allora il santuario subì una serie di modifiche: dal 1493 al 1498 venne ampliato il convento; nel 1475 venne ampliata la chiesa ad opera di Lorenzo da Bologna; su disegno di Palladio, nel 1590-91 si operò un ampliamento del quale però non rimane traccia perché completamente demolito nel 1687; nel 1703 fu realizzata la chiesa barocca ad opera di Carlo Borella; tra il 1825 e il 1852 venne realizzato il nuovo campanile su progetto di Antonio Piovene, questo intervento provocò la distruzione del coro di Lorenzo da Bologna e il danneggiamento dell'annessa sacrestia; nel 1860-61 venne rifatta la facciata della prima chiesa ad opera di Giovanni Miglioranza. La prima chiesa si sviluppa in cinque campate ricoperte da volte a crociera, sostenute da colonne rivestite in marmorina nel XIX secolo. L'immagine della Madonna, nella lunetta della porta d'ingresso, è stata realizzata da Pietro Pala.</div><div>La chiesa del Borella ha pianta a croce inscritta entro un quadrato ai cui vertici si aprono quattro vani minori coperti a calotta. Nei tre lati esterni, il quarto è sul fianco della prima chiesa, si ripete la stessa facciata.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-01 23:26:07 UTC</pubDate>
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         <title>Vicenza Duomo Santa Maria Annunciata</title>
         <author>recalegari_mail</author>
         <link>https://padlet.com/recalegari_mail/sacro/wish/218268636</link>
         <description><![CDATA[<div>&nbsp;Di origine paleocristiana, la Cattedrale fu ricostruita varie volte. La cupola fu progettata da Andrea Palladio, così come probabilmente il portale laterale nord e la Cappella Almerico. L'aspetto attuale della Cattedrale risale alla metà del Quattrocento. La facciata gotica attribuita a Domenico da Venezia (XVI secolo), a paramento dicromo, è divisa in quattro settori, con cinque statue e due pinnacoli aggiunti nel 1948. Il campanile appare di poco staccato dalla chiesa. L'interno si presenta in stile Gotico, con unica navata coperta sulla quale si aprono varie cappelle laterali. Alla navata centrale corrisponde l'abside, il cui presbiterio sopraelevato ospita moderni arredi liturgici. La parete dell'abside, con al centro l'altare maggiore, è decorata dal pregevole Paramento Civran, costituito da varie tele collocate in una cornice di stucco sormontata da angeli. Le tele di sinistra raffigurano scene dall'Antico Testamento, mentre quelle di destra riguardano Costantino e la Vera Croce. Nel vasto sotterraneo della Cattedrale sono presenti resti di una strada di epoca romana e notevoli parti delle basiliche dei secoli VIII e XI.&nbsp; La chiesa è a navata unica, divisa in cinque campate con volte a crociera su pilastri polistili addossati alle pareti, in cui si aprono sette cappelle per parte. Sul fondo sta la Cappella Maggiore, il coro, che si innesta sulla cripta e si conclude con la cupola: vi si accede per una grandiosa scalinata. L’idea complessiva della tribuna pare debba essere attribuita a Lorenzo da <a href="http://guide.travelitalia.com/it/guide/bologna/">Bologna</a> (fine ‘400) e proseguita l’opera da Rocco da <a href="http://guide.travelitalia.com/it/guide/vicenza/">Vicenza</a> (1506-1508). Il prezioso altare fu commissionato da Aurelio Dall’Acqua (1534) a Giovanni da Pedemuro e Girolamo Pittoni. Le cappelle sono state costruite tra il XIV e il XVI secolo, con i lasciti delle locali famiglie patrizie (Loschi, Barbarani, de' Proti, Thiene), o per iniziativa di alcune confraternite vicentine (Santa Maria, S. Giuseppe, Santissimo Sacramento).&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-01 23:30:19 UTC</pubDate>
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         <title>Crema Santuario</title>
         <author>recalegari_mail</author>
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         <description><![CDATA[<div>La costruzione del Tempio, iniziata nel 1490 e terminata nel 1500, fu eseguita su proget­to dell'architetto lodigiano Giovanni Batta­gio o Battaglio, valente discepolo e colla­boratore del Bramante. Il Battagio dirige­va i lavori ancora nel 1493, quando, per sopravvenuti disaccordi con i committenti, abbandonò la costruzione, che doveva già essere arrivata in corrispondenza delle bi­fore illuminanti l'interno. Si dice che il Bat­tagio si ispirasse nel progetto al fatto del Cerchio Luminoso (vedi nella Storia); si dice inoltre che il Battagio, quando inter­ruppe la sua prestazione, abbia distrutto an­che il suo progetto.</div><div>Al Battagio subentrò l'ingegnere cremasco Giovanni Antonio Montanaro, che completò l'opera inserendovi elementi del tardo go­tico, specialmente nell'ultimo ordine a gal­lerie e nella copertura a cono ribassato. Evidentemente il Montanaro non aveva né la valentia né l'estro del Battagio; tuttavia la sua opera, stilisticamente difforme, do­na grazia e gaiezza al corpo cilindrico del­la costruzione.</div><div>L'esterno del Tempio è rotondo e risulta fasciato da quattro ordini sovrapposti. Le fasce dei primi due ordini collegano e sal­davo plasticamente i quattro bracci della croce al corpo centrale.</div><div>L'interno è composto da una vasta sala ot­tagonale con quattro nicchie inserite come altari nella muratura e quattro bracci di croce a pianta quadrata aperti ad arco nel­là muratura. L'effetto di equilibrio e di ar­monia tra il vano centrale e gli spazi la­terali fa di questo Tempio uno dei più im­portanti documenti architettonici del primo rinascimento lombardo, fiorito sulle ricer­che del Filarete e del Bramante.<br> Nel Tempio coesistono le li­nee architettoniche del primo Rinascimen­to Lombardo con una decorazione barocca e con opere del primo e del medio nove­cento. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-04 15:32:26 UTC</pubDate>
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         <title>Sacri Monti in Piemonte e Lombardia di Orta</title>
         <author>recalegari_mail</author>
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         <description><![CDATA[<div>Link a:&nbsp; <a href="https://padlet.com/recalegari_mail/sacrimonti">Un breve viggio tra i Sacri Monti in Piemonte e Lombardia</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-04 19:49:41 UTC</pubDate>
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         <title>Duomo di Crema</title>
         <author>recalegari_mail</author>
         <link>https://padlet.com/recalegari_mail/sacro/wish/218843476</link>
         <description><![CDATA[<div>Il <strong>Duomo di Crema</strong>, dedicato all'Assunta, sorge su un sito antichissimo, in cui già nel XI secolo era stato costruito un duomo distrutto poi dal Barbarossa nel 1160. </div><div>La cattedrale attuale in ‘gotico-lombardo' fu ricostruita dal 1185 al 1341 in stile cistercense, con l'aggiunta più tarda di affreschi votivi. Il campanile fu invece costruito tra il XIII e XIV secolo. </div><div>Il Duomo è caratterizzato da una facciata piuttosto slanciata, che termina a campana con una galleria, mentre il portale è decorato da un lunettone, che apparteneva probabilmente al precedente duomo, con un gruppo di statue che raffigura la <strong>Madonna con il Bambino</strong> affiancata da due Santi. Il bellissimo rosone a 16 petali è stato realizzato in marmo. L'interno si presenta a <strong>tre navate</strong> di cinque campate con una parte absidale dalla forma tipica dell'architettura cistercense.</div><div>Numerosissime sono le opere d'arte da ammirare all'interno del Duomo di Crema, riconducibili al pittore cremasco <strong>Vincenzo Cremasco</strong>, attivo nei primi anni del Cinquecento. Ma il vero cuore della cattedrale è rappresentato dal Crocifisso ligneo duecentesco.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-04 20:09:23 UTC</pubDate>
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         <title>Varallo Santa Maria delle grazie</title>
         <author>recalegari_mail</author>
         <link>https://padlet.com/recalegari_mail/sacro/wish/218963284</link>
         <description><![CDATA[<div>Tra i 1486 e il 1493 in luogo di una piccola cappella poco fuori il centro urbano sorse una delle chiese più importanti di Varallo. Voluta dal frate francescano Bernardino Caimi, essa fu costruita in semplici forme tardo gotiche.<br>&nbsp;Nel 1931 Papa Pio IX elevò la chiesa alla dignità di basilica minore.</div><div>All’interno si conserva una delle opere più ricercate della Valsesia: la grande “<strong>Parete Gaudenziana</strong>” un tramezzo affrescato da <strong>Gaudenzio Ferrari</strong> (1513) nel quale sono illustrati alcuni <strong>episodi della Vita e della Passione di Gesù</strong>, dall’Annunciazione alla Resurrezione.<br> Il tramezzo affrescato, ideato dal frate francescano San Bernardino da Siena, divide la chiesa in due zone fruibili in modo diverso: la zona antistante la parete anche in passato veniva usata come aula di predicazione nella quale i fedeli prendevano posto per ascoltare le omelie pronunciate dal pulpito; la parte retrostante era invece usata per celebrare la Santa Messa e i fedeli potevano accedervi liberamente.</div><div>La parete varallese misura 10,40 metri in larghezza e 8 metri in altezza.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-05 15:41:07 UTC</pubDate>
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