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      <title>MAROCCO by Aya El Youssefi</title>
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      <description>MAROCCO</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-04-18 17:43:37 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2021-06-21 13:29:15 UTC</lastBuildDate>
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         <title>INTRODUZIONE-MAROCCO</title>
         <author>elyoussefiaya098</author>
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         <description><![CDATA[<div>Io come argomento ho scelto il Marocco perché è il paese da cui provengo e penso che ci siano molte cose da conoscere sul Marocco, un paese pieno di culture e tradizioni che sono molto interessanti.</div><div>Quindi vorrei dimostrare che il MAROCCO è un paese stupendo e non è da sottovalutare.</div><div>Spero di riuscire a farvi fare un viaggio con la mente in questo paese meraviglioso con i vari collegamenti che ho scelto.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-18 17:44:43 UTC</pubDate>
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         <title>GEOGRAFIA-MAROCCO</title>
         <author>elyoussefiaya098</author>
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         <description><![CDATA[<div>ll Marocco è delimitato a sud e sud-est dall’Algeria, a sud-ovest dalla Mauritania, a ovest dall’Oceano Atlantico e, infine, a nord dal Mar Mediterraneo. Il territorio è prevalentemente montuoso. Le pianure sono limitate alla fascia costiera; a sud di questa si innalza un altopiano che giunge fino alle catene montuose, divise in quattro gruppi fondamentali; il Rif, lungo il Mediterraneo; i rilievi dell’Alto Atlante, a sud-ovest del Rif, che raggiungono con il Monte Jebel Toubkal i 4167 m di altezza; il Medio Atlante e l’Anti Atlante nella parte meridionale del Paese.</div><div>La capitale è Rabat.</div><div>La forma di governo è la monarchia costituzionale.</div><div>La Religione è diffusa quella musulmana.</div><div>E le lingue ufficiali sono l'arabo e il berbero.</div><div>Agricoltura: cereali, frutta, pomodori, patate, cipolle. Allevamento: ovini, volatili e dromedari. Pesca: sardine. Industria: chimica, estrattiva, siderurgica e cementifici. Commercio: favorito dalle esportazioni. Turismo: favorito dalle emigrazioni.</div><div>Le prime popolazioni berbere si dovettero convertire all'Islam quando in Marocco arrivarono gli Arabi nel VII secolo a.C. In seguito il Marocco fu occupato da Spagnoli e Francesi nel XIX secolo e poi divenne un loro protettorato nel 1956. Nel 1976 il Marocco cominciò ad estendersi verso Sud con l'annessione del Sahara Occidentale (che era della Spagna). In seguito il Marocco ha chiesto l'autodeterminazione e l'ingresso nell'ONU.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-18 17:47:03 UTC</pubDate>
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         <title>STORIA-OPERAZIONE TORCH</title>
         <author>elyoussefiaya098</author>
         <link>https://padlet.com/elyoussefiaya098/dzxfsecr2syli4en/wish/1430341834</link>
         <description><![CDATA[<div>Gli Alleati stavano preparando gli uomini e i mezzi per poter aprire un nuovo fronte nell’Africa nord-occidentale.</div><div>In Africa, Rommel marciava sulla strada di Suez, sul fronte russo la Georgia e il Caspio erano minacciati dalle truppe tedesche.</div><div>Stalin chiedeva insistentemente l’apertura di un secondo fronte in Europa, ma né il presidente americano né il primo ministro britannico potevano seriamente pensare di dare seguito alla richiesta del dittatore sovietico.</div><div>Churchill dal canto suo riteneva invece molto più utile un’azione diversiva per conquistare una “base” nel Mediterraneo da cui prendere la strada dei Balcani dove si sarebbe potuto aprire il secondo fronte tanto sospirato da Stalin.</div><div>Roosevelt finì per aderire all’idea di Churchill.</div><div>L’accordo definitivo i due statisti Io sottoscrissero il 25 luglio 1942, Stalin approvò con entusiasmo il piano, gli Stati Maggiori inglese e americano elaborarono in dettaglio tempi e modi dell’operazione che in codice venne battezzata prima “Gymnast”, poi “Torch”.</div><div>Più complesso è l’aspetto politico, e in particolare la ricerca di una personalità in grado di indurre militari e civili francesi dell’Africa occidentale ad appoggiare o quantomeno a non opporsi allo sbarco alleato.</div><div>La decisione la prende Roosevelt il quale invia Robert Murphy, suo consigliere, e l’ammiraglio William Leahy, ambasciatore del&nbsp; governo di Vichy, in Africa settentrionale per sondare il terreno e cercare una personalità disposta ad aiutare gli anglo-americani.</div><div>I collaboratori di Roosevelt propongono il gen. Henri-Honoré Giraud, evaso qualche mese prima dal castello di Kònigstein in Germania, dove era prigioniero dal 1940, e nascosto nella Francia di Vichy.</div><div>Il 16 settembre 1942 Roosevelt decide per Giraud tenendo De Gaulle all’oscuro di tutto.</div><div>Poche settimane prima della data fissata per l’inizio dell’operazione “Torch”, il generale statunitense Mark Clark sbarca clandestinamente in Africa.</div><div>Eisenhower incontra Giraud a Gibilterra: il generale francese crede di essere stato chiamato per assumere il comando supremo dell’operazione e quando Eisenhower gli fa intendere che è intenzione degli Alleati, semmai, affidargli il comando dei territori francesi d’Africa che saranno liberati dopo lo sbarco.</div><div>Giraud ci ripensa e l’indomani accetta di assumere l’amministrazione civile dei territori francesi liberati in Africa settentrionale; Clark e Giraud vengono a sapere che Darlan, comandante in capo delle forze armate francesi, si trova ad Algeri.</div><div>Darlan allora revoca l’ordine ma in un secondo tempo, essendo venuto a conoscenza dell’invasione tedesca della Francia di Vichy, Io conferma e si dichiara pronto a collaborare con gli americani. E infatti il 13 novembre, ad Algeri, sottoscrive un accordo con Eisenhower in cui si ribadisce che i francesi cesseranno ogni resistenza ottenendo in cambio di restare sotto l’amministrazione francese.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-18 18:06:51 UTC</pubDate>
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         <title>EDUCAZIONE CIVICA-RAZZISMO E IMMIGRAZIONE</title>
         <author>elyoussefiaya098</author>
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         <description><![CDATA[<div>La parola marocchino è usata in Italia per chiamare in modo generico gli immigrati e, in modo specifico, i neri, gli arabi, gli asiatici e i sudamericani, coloro che provengono da paesi poveri. Il termine, che è usato a volte in modo&nbsp; scherzoso, usato per definire molti immigrati non comunitari, non ha di per sé un’accezione geografica e quindi non fa riferimento ai cittadini del Marocco. Ma il suo uso è discriminatorio, proprio per questo. Il termine marocchino ha così assunto nel tempo una connotazione negativa, anche se molte persone non lo usano per offendere.</div><div>Gli anni ’70 sono di piombo anche in Marocco, dopo il difficile insediamento del Re Hassan II cominciano anni di proteste e repressioni. E se da un lato il Re crea i presupposti per partire, dall’altro crea anche le condizioni per restare all’estero: facilita le procedure per ottenere il passaporto e permette ai marocchini di acquisire un’altra cittadinanza conservando quella di origine.</div><div>Molti stranieri quando vanno in un paese diverso da quello da cui provengono, usano delle maschere per adattarsi alle culture, alle tradizioni e alle regole di quel paese, quindi bisogna cambiare tutto il loro modo di vivere e dimostrare quello che non sono, però purtroppo a volte è meglio così.</div><div>Anche quando le persone vanno in Marocco usano queste maschere perché le regole sono molto diverse da quelle degli altri paesi, però i marocchini riescono a farti adattare subito a tutte le regole perché sono molto accoglienti e tendono a farti sentire subito a tuo agio.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-18 19:14:55 UTC</pubDate>
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         <title>STORIA DELL&#39;ARTE-EUGÈNE DELACROIX SULTANO DEL MAROCCO</title>
         <author>elyoussefiaya098</author>
         <link>https://padlet.com/elyoussefiaya098/dzxfsecr2syli4en/wish/1450609697</link>
         <description><![CDATA[<div><em>Il sultano del Marocco</em> è un olio su tela del 1845 del pittore francese e orientalista francese Eugène Delacroix, ora si trova al Musée des Augustins de Toulouse. Il suo titolo completo è <em>Moulay Abd-Er-Rahman, Sultano del Marocco, che lascia il suo palazzo di Meknès</em>, <em>circondato dalle sue guardie e dai suoi ufficiali principali</em>.</div><div>Sullo sfondo le mura, in scena la cerimonia che, per la sua solennità, appare bloccata e silenziosa. Scena all'aria aperta, in piena luce calda con colori accesi e personaggi monumentali: Delacroix, maestro dell'istantaneità, riesce a usare la matita come una macchina fotografica che, oltre alle immagini, sa immortalare le emozioni.</div><div><strong>DELACROIX E IL VIAGGIO IN MAROCCO<br></strong>Nel 1831 il re francese Luigi Filippo inviò una delegazione presso il sultano del Marocco e, come spesso accadeva, fu chiesto ad un pittore di accompagnare il gruppo per documentare il viaggio. Per unirsi alla spedizione guidata dal conte Charles Edgar de Mornay fu scelto Eugène Delacroix.</div><div>Il viaggio in Marocco rappresenta per Delacroix, una svolta decisiva: la riscoperta dell'Antichità, illuminata dall'intensità di una luce che ne trasforma i colori.</div><div>Con questo viaggio in Marocco, però, i suoi tratti romantici subiscono un cambiamento definitivo che lo porteranno a mutare decisamente lo stile: si accentua la sensibilità per i colori e gli effetti chiaroscurali, la luce assume un significato nuovo, la pennellata, leggera e sfaldata, si fa più vibrante. La scoperta dell'Antichità marocchina frantuma lentamente lo slancio romantico, così tipico delle sue opere precedenti.<br><strong>DELACROIX<br></strong>Eugene Delacroix (Charenton-Saint-Maurice 1798 -Parigi 1863) è il maggiore pittore romantico francese: la sua opera segna una svolta decisiva nella storia della pittura e apre la strada alle correnti realiste ed espressioniste.</div><div>È il principale rappresentante del Romanticismo e l'autore dell'opera che incarna l'ideale rivoluzionario francese “La libertà che guida il popolo”. La reputazione di Eugène Delacroix andava di pari passo agli sconvolgimenti che la sua pittura provocava sulla scena artistica del tempo.</div><div>Eugène Delacroix affrontò le critiche senza mai alterare i suoi ideali stilistici, godendo fin dall'età di 40 anni di una reputazione abbastanza solida da ricevere commissioni dallo Stato.&nbsp;</div><div><br></div><div><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-23 06:11:15 UTC</pubDate>
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         <title>INGLESE-MOROCCO</title>
         <author>elyoussefiaya098</author>
         <link>https://padlet.com/elyoussefiaya098/dzxfsecr2syli4en/wish/1456387616</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Morocco is located in the northwest corner of Africa and is bordered by the North Atlantic Ocean and the Mediterranean Sea. Algeria and Western Sahara are the land borders to the south and east. Morocco is about the same size as California.</div><div>The capital of Morocco is Rabat.<br>Morocco&nbsp; is a&nbsp; constitutional monarchy. The chief of state is King Mohammed VI and he has ruled since 1999. The king is involved in all decisions and he has moved the country closer to democracy even if it is a long way from the European and American democracies. Morocco is a Muslim state and the legal system is based on Islamic law.</div><div>The most spoken languages are Arabic, Berber and French.</div><div>The most widespread religions are Muslim, Christian and Jewish.<br>The high Atlas Mountains separate the mild coastline from the harsh Sahara. Rainfall is unpredictable and is not enough to supply all the water needed for the people.</div><div>Moroccans are Berber and Arab and most of the people are Muslim. The Berbers have been in North Africa for centuries. Many of the Berber people live in the mountains and still speak the Berber language, but today they are moving to cities to find work.</div><div>Moroccans enjoy drinking mint tea with sugar. People take their time making tea and sipping it with family and friends.</div><div>Children are required to be in school from ages 7-15, but many children work with their parents and are not able to attend school. Many girls don’t even receive an education.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-25 14:51:57 UTC</pubDate>
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         <title>SCIENZE-CADUTA DEI METEORITI IN MAROCCO</title>
         <author>elyoussefiaya098</author>
         <link>https://padlet.com/elyoussefiaya098/dzxfsecr2syli4en/wish/1456434108</link>
         <description><![CDATA[<div>Caduto nel deserto del Marocco nel luglio del 2011, il meteorite Tissint è un raro caso di roccia marziana arrivata sul pianeta Terra e raccolta poco dopo. La sua analisi, pubblicata su Science, rivela la presenza di elementi provenienti dall'interno, dalla superficie e dall'atmosfera del pianeta rosso.</div><div>Sulla Terra i ricercatori si danno da fare attorno a un frammento di quello stesso pianeta caduto nel deserto del Marocco il 18 luglio del 2011. Il meteorite Tissint è solo il quinto di origine marziana a essere stato raccolto dopo che la sua caduta sulla Terra era stata osservata da testimoni. A differenza di altri casi simili in cui i meteoriti erano stati trovati solo molto tempo dopo la loro caduta, quando ormai l’esposizione all’ambiente terrestre ne aveva alterato le caratteristiche, offre quindi una straordinaria occasione per studiare la composizione della superficie di Marte e, indirettamente, la sua atmosfera.<br>Hasnaa Chennaoui Aoudjehane dell’Università di Casablanca e i suoi colleghi raccontano che cosa hanno capito di quel meteorite analizzandolo a fondo in laboratorio. Spiegano prima di tutot che Tissint è stata espulso da Marte circa 700.000 anni fa, staccandosi a sua volta dal pianeta a causa di un forte impatto, probabilmente di un asteroide. Da allora se n’è&nbsp; andato in giro per il sistema solare, fino alla caduta sulla Terra lo scorso anno.</div><div>Le analisi sul frammento hanno rivelato la presenza di tre componenti distinte che derivano rispettivamente dagli strati interni, dalla superficie e dall’atmosfera del Pianeta rosso. Per spiegare questa conformazione, gli autori propongono la teoria che la roccia di cui è composto Tissint sia stata esposta a fluidi che percorreavano la superficie del pianeta, che si sono depositati nelle sue crepe e fessure. L’impatto dell’asteroide che si è schiantato su Marte (provocando l’espulsione di Tissint) deve aver causato la fusione di queste fratture, mantenendo così nella roccia le “firme” chimiche della superficie marziana. E producendo anche l’elemento più sorprendente ritrovato dai ricercatori nell’analisi di Tissint: vene e bolle di vetro nero, con all’interno elementi tipici dell’atmosfera di Marte già rivelati in passato dalle missioni spaziali, in particolare un eccesso di uno specifico isotopo dell’azoto. E così, una piccola roccia del peso di poco più di 1 kg raccoglie in sè un identikit completo di Marte, dagli strati interni all’atmosfera.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-25 15:24:16 UTC</pubDate>
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         <title>TECNOLOGIA-IL PARCO EOLICO OFF-SHORE</title>
         <author>elyoussefiaya098</author>
         <link>https://padlet.com/elyoussefiaya098/dzxfsecr2syli4en/wish/1456437970</link>
         <description><![CDATA[<div>L'energia eolica è l'energia del vento.<br>La superficie terrestre rilascia nell'atmosfera il calore ricevuto dal Sole, ma lo fa in modo diverso da zona a zona. Si formano così aree di bassa e di alta pressione.<br>Il vento sarà più o meno veloce a seconda della differenza di pressione.<br>L'energia eolica è impiegata per produrre elettricità grazie a degli impianti chiamati aerogeneratori.<br>L'energia elettrica si ottiene sfruttando la forza del vento.<br>Il Marocco ha ufficializzato il progetto per la costruzione del parco eolico di Jbel Lahdid, vicino a Essaouira, lungo la costa atlantica del Paese. <br>Il parco eolico, che si trova a 25 chilometri avrà una capacità totale di 270 megawatt .<br>Il consorzio italo-marocchino ha vinto l’appalto per progettare, finanziare, costruire, far funzionare e gestire i parchi eolici. Si prevede che l’ambizioso programma farà risparmiare circa 2,38 milioni di tonnellate di emissioni di anidride carbonica ogni anno, l’equivalente delle emissioni annuali di una città delle dimensioni di Casablanca.<br>Il programma eolico integrato fa parte della visione del Marocco per la promozione delle energie rinnovabili, cercando di realizzare almeno il 52% della produzione di energia elettrica installata nel paese basata su energia rinnovabile entro il 2030.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-25 15:26:58 UTC</pubDate>
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         <title>MUSICA-RAPPER GNAWI</title>
         <author>elyoussefiaya098</author>
         <link>https://padlet.com/elyoussefiaya098/dzxfsecr2syli4en/wish/1456452525</link>
         <description><![CDATA[<div>I suoi brani e la sua musica sono stati visti milioni di volte su YouTube. Per i giovani è una star. Per la giustizia invece inneggia all’odio. Lui è Mohammed Mounir, in arte Gnawi un rapper marocchino.</div><div>&nbsp;Ma il successo lo ha portato dritto in carcere. Non sono piaciute le critiche alle autorità marocchine e alla polizia, senza contare un riferimento offensivo, anche se indiretto, al re.</div><div>Yahya Semlali, co-autore del brano ci spiega che se un musicista ha il diritto di esprimersi, allora bisognerebbe dire fin dall'inizio quali sono le modalità di fare musica. &nbsp;<br>Nel brano incriminato, visto che Gnawi si trova in carcere, il rapper si chiede cosa sia successo nel suo paese, sottolineando che tra poco tutti i problemi saranno risolti perché la gente avrà lasciato in massa il Marocco.&nbsp;<br>Spiega un professore di legge e noto politologo arabo, Mustapha Sehimi: "C'è libertà di parola, è sancito dall'articolo 25 della Costituzione marocchina. Questo riguarda tutte le forme di espressione, è nel testo costituzionale, e vale anche per la musica. Ma ci sono dei paletti da rispettare. Come non attaccare gli organi costituzionali, le istituzioni, coloro che ci difendendono."</div><div>Gnawi, volto di quella primavera araba, è diventanto intanto una celebrità. Come tanti suoi colleghi negli States. Ora si trova nella prigione di Salé. Un caso, che come la sua musica, sta facendo il giro del mondo in rete.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-25 15:36:10 UTC</pubDate>
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         <title>EDUCAZIONE FISICA-CALCIO(LA NAZIONALE DEL MAROCCO)</title>
         <author>elyoussefiaya098</author>
         <link>https://padlet.com/elyoussefiaya098/dzxfsecr2syli4en/wish/1463993019</link>
         <description><![CDATA[<div>La squadra di calcio nazionale marocchina, chiamata anche Atlas Lions, rispetto ai Lions che hanno vissuto nelle montagne dell’Atlante fino al 20 ° secolo , è una squadra che include i migliori calciatori marocchini, gestiti dalla Royal Marocchina Football Federation , e gestisce i suoi campi presso il National Football Center di Maamoura  .<br>La squadra nazionale marocchina disputò la sua prima partita ufficiale il 19 ottobre 1957 contro l’ Iraq , in una partita che si concluse con un pareggio con tre gol per ogni squadra. La nazionale marocchina ha partecipato 17 volte alle finali della Coppa delle Nazioni Africane, ma ha vinto solo il titolo nell’edizione del 1976 , ha raggiunto la finale nell’edizione del 2004 e si è classificata terza nel 1980 . Si classificò al quarto posto in due versioni 1986 e 1988, ed era considerato una delle migliori squadre africane, dopo essersi classificato al 10 ° posto nella classifica FIFA nell’aprile 1998 , ed è anche l’unica squadra africana che ha preso il comando nella classifica delle squadre africane per tre anni consecutivi dal 1997 al 1999 . A livello globale, ha partecipato 5 volte alla Coppa del Mondo FIFAE il miglior risultato è raggiungere il around 16 nel 1986 include prima squadra nazionale africana e araba a raggiungere questo ruolo, per poi perdere contro la Germania per 0-1</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-27 12:38:15 UTC</pubDate>
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         <title>FRANCESE -MAGHREB</title>
         <author>elyoussefiaya098</author>
         <link>https://padlet.com/elyoussefiaya098/dzxfsecr2syli4en/wish/1482518215</link>
         <description><![CDATA[<div>Le Maghreb est la région qui se trouve au nord de l Afrique. Il regroupe trois pays : le Maroc, l'Algérie et la Tunisie. Géographiquement, le Maghreb est bordé au nord par la mer Méditerranée, à l'ouest par l'océan Atlantique et au sud par le désert du Sahara. La région est traversée en diagonale par les montagnes de l'Atlas et par les collines qui constituent son prolongement naturel. Le Maghreb s'étend sur une superficie de plus de six millions de kilomètres carrés avec de grandes disparités d'un pays à l'autre. Le Maghreb compte environ 100 millions d'habitants, la population est très inégalement répartie. Les capitales sont : Rabat (Maroc), Alger (Algérie), Tunis ( Tunisie). La région est habitée depuis l'Antiquité par des populations berbères, qui constituent encore des segments visibles de la population. Une autre présence importante est constituée de communautés d'origine turque, héritage de la période ottomane. La langue officielle est l'arabe, parlé sous diverses formes. Significative est la présence de la langue française, héritage de la période coloniale et qui est utilisé comme langue seconde, dans les affaires et comme langue d'enseignement. La religion la plus répandue est l'islam.<br>Le Maroc est un pays d'Afrique du Nord qui borde l'océan Atlantique et la mer Méditerranée et se caractérise par des influences culturelles berbères, arabes et européennes. La médina de Marrakech, quartier labyrinthique de l'époque médiévale, propose diverses activités de loisirs sur la place Jamaa el Fna et dans les souks (marchés), où sont vendus des objets en céramique, des bijoux et des lampes en métal.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-02 14:38:06 UTC</pubDate>
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         <title>ITALIANO-LUIGI PIRANDELLO &quot;LE MASCHERE&quot;</title>
         <author>elyoussefiaya098</author>
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         <description><![CDATA[<div>Luigi Pirandello nacque ad Agrigento nel 1867 da un’agiata famiglia borghese proprietaria di miniere di zolfo.Dopo il liceo si iscrisse alla facoltà di Lettere, che frequentò dapprima a Palermo, poi a Roma e infine a Bonn, in Germania.</div><div>Tornato in Italia, sposò la figlia del socio In affari del padre e con lei si stabilì a Roma, dove divenne insegnante della scrittura del primo romanzo(L'esclusa), di novelle e di commedie per il teatro.</div><div>Nel 1903, il fallimento dell'azienda paterna fece cadere la famiglia in una condizione economica molto disagiata, tra di cui la moglie in modo indelebile, manifestando i segni di una malattia mentale che con gli anni sarebbe diventata pazzia.</div><div>Luigi Pirandello è tra i più importanti autori della letteratura europea del Novecento. Nella sua vasta produzione letteraria, ricorrono alcune tematiche di grande rilievo:</div><ul><li>La vita è un movimento incessante di di trasformazione: tutto cambia continuamente, compreso l'uomo. Pertanto, la convinzione umana di possedere una sola personalità, precisa è definita, è illusoria</li><li>L' "IO" non esiste: esiste una “maschera” che l'individuo in pena se stesso e altre maschere che la società gli fa indossare .Le maschere dipendono dal punto di vista di chi le guarda: non necessariamente l'immagine che una persona ha di se stessa corrisponde a quella che hanno gli altri.</li><li>La famiglia e l'ambiente del lavoro sono trappole, luoghi in cui vengono imposte maschere rigide, difficili da sopportare e mantenere a lungo</li><li>Nel momento in cui l'uomo diventa consapevole di essere intrappolato dietro tante maschere, entra in una condizione di smarrimento, solitudine e dolore profondo. Le uniche vie di fuga da questo stato doloroso sono l'immaginazione, che conduce l'uomo in una dimensione fantastica e razionale , e la pazzia, attraverso la quale gli svela la finzione della maschera, sottraendosi polemicamente a essa.</li></ul><div>Pirandello intensificò le sue collaborazioni con i giornali, ma non smise di scrivere romanzi (<em>IL FU MATTIA PASCAL</em>), e anche opere teatrali, che vennero rappresentate a partire dal 1910 con molto successo</div><div>&nbsp;La notorietà internazionale arrivò con il celebre dramma <em>“Sei personaggi in cerca d'autore”.&nbsp;</em></div><div>Abbandonò definitivamente l'insegnamento, Pirandello si dedicò interamente al teatro.</div><div>Nel 1929 fu insignito del titolo Accademico d'Italia e nel 1934 ricevette il Premio Nobel per la letteratura.</div><div>Diede alle stampe l'ultimo romanzo <em>Uno, nessuno e centomila, </em>e volle che tutte le novelle e tutta la produzione teatrale fossero raccolte nei volumi intitolati, rispettivamente, <em>Novelle per un anno e Maschere nude.</em></div><div>Morì nel 1936, mentre seguiva le riprese di un film tratto da <em>Il fu Mattia Pascal.</em></div><div><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-04 08:58:26 UTC</pubDate>
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         <title>MATEMATICA-IMPORTANZA DELLO ZERO</title>
         <author>elyoussefiaya098</author>
         <link>https://padlet.com/elyoussefiaya098/dzxfsecr2syli4en/wish/1588281511</link>
         <description><![CDATA[<div>IMPORTANZA DELLO "ZERO"</div><div><br></div><div>Inventati i simboli per 1, 2, 3, era naturale che si pensasse di indicare i numeri più grandi con altri simboli, ma ci voleva una gran memoria per ricordarsi tutti questi segni.&nbsp; I Greci ebbero un'idea intelligente: quella d'indicare alcuni numeri con delle lettere dell'alfabeto .</div><div>Tutti gli altri numeri venivano scritti come somme;&nbsp; così, per esempio, per indicare il numero 342 si scriveva prima la lettera che corrispondeva a 300 e poi quella che corrispondeva a 40 e poi il numero 2. E così 342&nbsp; si scriveva Tuß, e questo significava 300 + 40 + 2;&nbsp; si pensava che fra le lettere ci fosse il segno +.&nbsp; Col sistema greco era davvero complicato scrivere un numero grande, ma i Greci non erano un popolo commerciante e perciò facevano uso solo di numeri piccoli. Anche i Romani usarono qualche lettera per indicare i numeri, ma in un altro modo.</div><div>IL SISTEMA POSIZIONALE DI NUMERAZIONE.</div><div>a)Numeri naturali</div><div>&nbsp;Consideriamo un numero con più cifre come "centoundici" noi scriviamo tre volte di seguito il numero 1. Ma ogni cifra 1 non ha lo stesso&nbsp; valore: il valore della cifra diminuisce&nbsp; da sinistra verso destra e precisamente l'1 che si trova di mezzo è la decima parte di quello che lo precede,&nbsp; e l'ultimo 1 è la decima parte di quello di mezzo e la centesima del primo 1 rappresenta le centinaia, il secondo le decine e il terzo le unità.</div><div>Per i Romani, invece, scrivere tre volte di seguito il numero uno, cioè scrivere III, significava indicare il numero 3.&nbsp; I Romani usavano dunque un sistema additivo, mentre noi usiamo un sistema posizionale: al variare del posto che occupa, varia il valore della cifra.&nbsp; Il sistema si dice a base 10 perché si fanno gruppi di 10 per passare da un ordine di grandezza al successivo.&nbsp; L'aver scelto il 10 come base del nostro sistema si deve al fatto che 10 sono le dita delle mani.&nbsp; La cosa più bella del sistema di numerazione posizionale è che possiamo scrivere anche numeri grandissimi occupando poco spazio</div><div>Un'altra cosa bella del nostro sistema di numerazione è l'invenzione dello zero;&nbsp; sembra niente, lo zero è effettivamente niente, ma l'idea di considerare il niente come un numero è stata geniale.</div><div>Per scrivere "cinquemilaquarantadue" dovremmo senz'altro utilizzare come cifre il 5, il 4 e il 2, ma bisognerà escogitare qualche mezzo per distinguere questo numero da 542. E il mezzo fu trovato: si è messo un tondino fra il 5 e il 4. Si è scritto così:</div><div><br></div><div>5042</div><div><br></div><div>Cioè cinque migliaia, zero centinaia, 4 decine e due unità.</div><div><br></div><div>L'invenzione dello zero è dunque stata fondamentale per inventare un sistema posizionale.</div><div><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-06-06 19:53:06 UTC</pubDate>
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