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      <title>Il dramma dei &quot;vinti&quot; del capolavoro verghiano: &quot;I Malavoglia&quot;  by CARLA RAINERI</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-04-17 07:12:21 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>carlaanna88</author>
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         <description><![CDATA[<div>Giovanni Verga, il verista</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-17 08:27:43 UTC</pubDate>
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         <title>Vita e opere</title>
         <author>carlaanna88</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Giovanni Carmello Verga</strong>, oltre che scrittore, è stato anche drammaturgo e fotografo italiano. Per via delle sue opere e del suo pensiero, Giovanni Verga è considerato il maggiore esponente della corrente letteraria del <strong>Verismo</strong>.</div><div>Giovanni Verga nasce muore in Sicilia e proviene da una famiglia che ha tutte le caratteristiche di tante famiglie che faranno poi parte dei suoi romanzi. Dal lato paterno, il suo è un albero genealogico di galantuomini. I Verga sono però nobili di provincia dalle scarse risorse finanziarie, costretti a ben apparire dato il ceto sociale di appartenenza.</div><div>Vediamo la storia della <strong>vita</strong>, le <strong>opere</strong> e lo <strong>stile</strong> di uno degli autori più noti della seconda metà dell’800 italiano, indissolubilmente legato alla corrente del Verismo Italiano e autore di celebri capolavori come <strong><em>I Malavoglia</em></strong><strong> </strong>e <strong><em>Rosso Malpelo</em></strong><strong>.</strong></div><div><br>La vita di giovanni Verga</div><div>Giovanni Verga nasce il 2 settembre del <strong>1840</strong> a <strong>Catania</strong> da madre appartenente alla borghesia catanese e padre proveniente dal ramo cadetto di una famiglia nobile. La famiglia Verga Catalano, come già anticipato, pur non avendo chissà quale disponibilità finanziaria, deve apparire in una certa maniera date le nobili radici e verrà da lui presa come modello per molte delle sue opere.<br>Verga ha anche dei parenti ricchi, con cui però è in lite: dalle zie zitelle e avare allo zio Salvatore, che in virtù del maggiorascato ha ereditato, a patto di rimanere celibe, tutto il patrimonio di famiglia. Suo compito è amministrarlo anche a favore dei fratelli.</div><div>Sotto la guida di Carmelino Greco e di Carmelo Platania, Verga compie gli <strong>studi</strong> elementari e medi e segue anche le lezioni di Antonio Abate, romanziere, poeta, patriota e proprietario di uno studio di Catania. In questi anni Vergaentra in contatto con i <strong>grandi classici della letteratura italiana</strong>: Petrarca, Dante, Tasso, Manzoni, Monti e Ariosto.</div><div>A causa di un’epidemia di <strong>colera</strong>, nel 1845 la famiglia Verga è costretta a trasferirsi a Vizzini. Qui Giovanni inizia e termina, a soli 15 anni, il suo primo romanzo <em>Amore e Patria</em>, che sotto consiglio di Mario Torrisi, maestro di Verga, non viene pubblicato. Per assecondare il volere del padre, Verga si iscrive alla <strong>facoltà di legge</strong> dell’Università di Catania, pur nutrendo scarso interesse per gli studi giuridici, che abbandona infatti nel 1861. Da quel momento, incoraggiato dalla madre, si dedica all’attività letteraria.</div><div>Intanto, nel 1860 Verga si arruola nella <strong>Guardia Nazionale</strong>, istituita dopo l’arrivo di Garibaldi a Catania, e vi rimane per circa quattro anni. Fonda e dirige, per soli tre mesi, il settimanale “Roma degli Italiani”. Collaborando con Nicolò Niceforo e Antonino Abate, l’idea che persegue il giornale è quella di un programma unitario e anti-regionalistico.<br>Nel 1861 iniziano le pubblicazioni, a sue spese e presso l’editore catanese Galatola, del romanzo <em>I carbonari della montagna</em>, che era in lavorazione già dal 1859.</div><div>Nel 1862 esce il quarto e ultimo tomo del libro, che Verga invierà persino ad <strong>Alexandre Dumas</strong>. L’autore collabora con la rivista “L’Italia contemporanea”, su cui pubblica il primo capitolo di un racconto realista.</div><div>Nel 1863 arriva il primo lutto grave per Verga, la perdita del padre, e a maggio si reca per la prima volta a <strong>Firenze</strong>, centro della vita politica e intellettuale dell’epoca. A questo periodo risale la commedia <em>I nuovi tartufi</em>, inedita e inviata anonima al Concorso drammatico Governativo.</div><div>Verga sarà poi costretto, nel 1867, a tornare a Firenze per colpa di un’altra epidemia di colera, e sarà questa volta introdotto negli ambienti letterari fiorentini. Nei salotti di Ludmilla Assing e delle signore Swanzberg entra in contatto con autori e intellettuali come il Prati, l’Aleardi, il Maffei, il Fusinato e l’Imbriani. Risale a questo periodo l’inizio dell’amicizia con Luigi Capuana, anch’egli intellettuale e scrittore del sud Italia. A questo punto Verga comincia a scrivere <a href="https://www.sololibri.net/Storia-di-una-capinera-di-Giovanni.html"><strong><em>Storia di una capinera</em></strong></a>, che uscirà a puntate sul giornale “La Ricamatrice”, e il dramma <em>Rose caduche</em>.</div><div>Mentre si trova a Firenze, Verga tiene una regolare corrispondenza coi familiari, informandoli della vita che conduce. Il trasferimento a Milano risale al 1872 e qui Verga rimarrà, pur tornando frequentemente in Sicilia, per vent’anni. A Milano Verga frequenta, grazie a Tullo Massarani e Salvatore Farina, i più noti ritrovi sia letterari sia mondani. Sbocceranno molte amicizie, che si riveleranno tramite fondamentale per scoprire la <strong>Scapigliatura</strong> e i temi affrontati dal gruppo, cui facevano parte Arrigo Boito, Emilio Praga e Luigi Gualdo.</div><div>Nel 1874, per via del rifiuto di <em>Tigre reale</em>, Verga passa un periodo di sconforto che lo spinge quasi a tornare in Sicilia, ma la vita mondana milanese lo aiuterà a superare le difficoltà. Tra feste, veglioni e teatri, Verga scrive in soli tre giorni <strong><em>Nedda</em></strong><strong> </strong>e la novella viene pubblicata sulla “Rivista italiana di scienze, lettere e arti”, ottenendo un successo inaspettato per l’autore, che continua a non manifestare nessun interesse - se non economico - per quanto riguarda il genere del racconto.</div><div>Spinto dal successo di <em>Nedda</em>, Verga scrive in autunno alcune novelle di <em>Primavera</em> e comincia a ideare una bozza di <em>Padron ‘Ntoni</em>, che diverrà poi parte de <a href="https://www.sololibri.net/I-Malavoglia-di-Giovanni-Verga.html"><strong><em>I Malavoglia</em></strong></a>. La scrittura del romanzo procede lentamente, soprattutto per via di due gravi perdite nella vita dello scrittore: nel giro di poco tempo muoiono Rosa, la sorella prediletta, la madre di Verga, amata profondamente.</div><div>Inizia così un grande stato di <strong>crisi</strong>, che lo spinge a lasciare Catania per tornare nuovamente a Firenze e poi, ancora, a <strong>Milano</strong>, dove riprende a lavorare con accanimento. <em>Vita dei campi</em> esce nel 1880 e raccoglie le novelle pubblicate in rivista dal 1878 al 1880. Il lavoro a <em>I Malavoglia</em> prosegue, intanto, e in primavera invia i primi capitoli dell’opera al suo editore. Risale a questi anni la sua relazione con Giselda Fojanesi, incontrata dopo quasi dieci anni, e che dura circa tre anni. La storia con la donna viene adombrata da <em>Di là del mare</em>, novella epilogo delle <em>Rusticane</em>, nella quale il rapporto viene descritto nella sua evoluzione e nell’inevitabile fine.</div><div>L’anno 1881 è quello della <strong>pubblicazione de </strong><strong><em>I Malavoglia</em></strong><strong>,</strong> accolto dalla critica in modo assai freddo. Nel 1887, in seguito alla corrispondenza epistolare con lo scrittore svizzero Edourad Rod, <em>I Malavoglia</em> verrà tradotto in francese e pubblicato. In questi anni lavora anche ad altre opere, continuando la relazione con Giselda, cacciata di casa per la scoperta di una lettera compromettente.</div>]]></description>
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         <title>Il dramma dei &quot;vinti&quot; del capolavoro verghiano: &quot;I Malavoglia&quot; </title>
         <author>carlaanna88</author>
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         <author>carlaanna88</author>
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         <description><![CDATA[<h1>“I Malavoglia” e la lotta per la sopravvivenza</h1><div><br></div>]]></description>
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