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      <title>i giovani e le emozioni by franceco asinari</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-11-08 07:11:08 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>francescoasinari9</author>
         <link>https://padlet.com/francescoasinari9/dvyxhep78zch/wish/301914811</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Cos'è la curiosità ?</strong><br>La curiosità è l’atteggiamento che caratterizza chi va oltre il pensabile. Senza di lei, probabilmente, ancora oggi crederemmo che il confine del mondo siano le Colonne d’Ercole. <br><strong>Come si sviluppa nei giovani ?<br></strong>I giovani hanno maggiori probabilità di continuare ad essere curiose (e mentalmente attive) quando invecchiano. David Hammond, psichiatra, e David Aklter, psicologo, segnalano in un bell’articolo che curiosità, flessibilità e ottimismo hanno un impatto positivo potente sulla salute a lungo termine del cervello e sulla neuroplasticità.  Una recente ricerca dell’Università della California ci dice qualcosa di più: non solo le persone ricordano meglio questioni che suscitano la loro curiosità ma, se ricevono anche altre informazioni che non c’entrano nel momento in cui il loro cervello è attivato dalla curiosità, ricordano meglio anche quelle. Essere curiosi mette il cervello in uno stato che gli permette di apprendere e conservare qualsiasi cosa (conseguenza: se volete imparare prima e meglio, coltivate la curiosità come atteggiamento mentale). <br><strong>Che tipo di relazione genera questa emozione nei giovani ?</strong> <br>I Big Five,  uno dei più accreditati modelli di interpretazione della personalità, ci dicono che essere curiosi è una delle caratteristiche fondamentali che contraddistinguono il tratto “apertura all’esperienza”. Unita ad altre caratteristiche complementari (gusto per ciò che è bello, apertura alle emozioni, vivacità intellettuale e immaginazione) la curiosità è una delle caratteristiche principali delle personalità creative. <br><strong>Quale bisogno dei giovani esprime questa emozione ?<br></strong>La curiosità è motivante, ed è un potente motore della motivazione intrinseca. Soddisfare una curiosità genera un piacere mentale che chiede di essere rinnovato continuando a cercare ciò che è nuovo, sorprendente, abbastanza complesso ma comprensibile. Del resto, sono queste le caratteristiche di ciò che, suscitando interesse, accende la nostra curiosità. <br><strong>Voi come vivete questa emozione ?<br></strong>io vivo questa emozione in un modo che io ritengo appropriato ovvero essendo curiosi solo quando serve per non rischiare di impicciarmi in affari stra<strong>ni </strong>dai quali è meglio stare fuori<br><br><a href="https://nuovoeutile.it/curiosita-essere-curiosi/">https://nuovoeutile.it/curiosita-essere-curiosi/</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-08 07:14:47 UTC</pubDate>
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         <title>    LA CURIOSITA&#39;</title>
         <author>francescoasinari9</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-11-08 07:31:55 UTC</pubDate>
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         <title>     LA VENDETTA</title>
         <author>francescoasinari9</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-11-08 07:36:33 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>francescoasinari9</author>
         <link>https://padlet.com/francescoasinari9/dvyxhep78zch/wish/301920135</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Cos'e la vendetta ?<br></strong>La <strong>vendetta</strong> è un sentimento che scaturisce da un desiderio di farsi giustizia generato da un impulso volitivo che segue al rancore o al risentimento. </div><div>Nella mente del soggetto che intende vendicarsi esso ha subito un torto (sia esso reale o presunto) e vuole (o ha bisogno) di "pareggiare i conti" con colui che è stato causa della sua sofferenza o fastidio. <br><strong>Come si sviluppa nei giovani ?<br></strong>Un gruppo di ricerca multidisciplinare del Max Planck Institute ha ora analizzato (in uno studio pubblicato sulla rivista <em>Nature Human Behaviour</em>) la “propensione alla vendetta” nei bambini, per cercare di stabilire a quale età questo comportamento si sviluppa e consolida nell’essere umano. Il setup sperimentale per questo studio è stato quantomeno bizzarro: un teatro di burattini in cui prendevano vita tre personaggi, dal comportamento significativamente differente, che interagivano con i bambini attraverso un giocattolo prestato loro dai giovani partecipanti. Il primo personaggio aveva un carattere amichevole, e restituiva sempre il gioco. Il secondo se lo teneva invece per sé, dopo aver inveito contro i bambini. Al terzo personaggio era invece riservato il ruolo del “punitore”, e fingeva di percuotere gli altri due pupazzi con un bastoncino. I ricercatori hanno potuto osservare che nella maggior parte dei casi i bambini più grandi- di 6 anni- preferivano non osservare la punizione del pupazzo buono. Al contrario, spendevano volentieri un gettone per poter assistere al “giusto castigo” del pupazzo che aveva tenuto un comportamento così apertamente antisociale. I bambini erano addirittura piacevolmente impressionati dallo spettacolo della finta punizione (effetto, questo, evidenziato da un’attenta analisi delle loro espressioni facciali). Questo comportamento non era tuttavia osservabile (o quantomeno la differenza era statisticamente valida) per i bambini più piccoli. <br><strong>Che tipo di relazione genera questa emozione nei giovani ?<br></strong>Gli insegnanti segnalano l'aumento dell'aggressività nelle relazioni interne al mondo della scuola, nel rapporto insegnante -  allievo, insegnante - genitore e tra gli allievi, ma ancora di più tra genitori degli allievi che a volte arrivano addirittura a mettersi le mani addosso. In più molto spesso i genitori si coalizzano con i figli contro gli insegnanti visti come nemici e questo non fa altro che togliere autorevolezza a coloro che, all' interno dell' istituzione scolastica, dovrebbero rappresentare l'autorità. I dati sulla criminalità evidenziano anche un aumento della violenza in famiglia o comunque nelle relazioni affettive. <strong><br>Quale bisogno dei giovani esprime questa emozione ?</strong> <br>Partiamo dal significato della parola aggressività. Aggredendo si invade un'area, personale, intima. Si viola uno spazio che appartiene ad un altra persona. L' aggressività sottintende un movimento che ha una direzione, con una spinta che ha una traiettoria. La <strong>rabbia</strong>, che precede l'aggressività, ha bisogno di uscire da noi stessi e quindi la parola urlata o il gesto incontrollato sono la modalità di canalizzare e scaricare questa emozione. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-08 07:37:51 UTC</pubDate>
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         <title>ORGOGLIO</title>
         <author>francescoasinari9</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-11-14 18:46:18 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>francescoasinari9</author>
         <link>https://padlet.com/francescoasinari9/dvyxhep78zch/wish/304477599</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Cos'è l' orgoglio ?<br></strong>Il termine <strong>orgoglio</strong> si riferisce ad un forte senso di autostima e fiducia nelle proprie capacità, unito alla gratificazione conseguente all'affermazione di sé, di un proprio importante risultato, o di quello di un gruppo con cui ci si identifica. L'orgoglio viene anche riferito al rifiutarsi di farsi derubare dei propri meriti - dei propri diritti - o denigrare per i propri difetti. </div><div>L'orgoglio smodato prende il nome di superbia, mentre un orgoglio immotivato si può ricondurre alla vanità e all'arroganza.<br><strong>Come si sviluppa nei giovani ?<br></strong>Scrivo questo articolo come risorsa per l’apostolato, ma anche come qualcosa da applicare nella vita di ognuno. A partire dalla mia e dalla tua. Non è facile parlare dell’orgoglio e proporre delle strategie per vivere senza di esso. Ecco perché vorrei che quanto sto scrivendo non si limiti ad essere teoria, parole belle da condividere sui social network che però nessuno è in grado di mettere in pratica.</div><div>Perché in realtà l’orgoglio ci fa fare proprio questo. Diciamo di essere cristiani (e su Internet pubblichiamo tante cose che lo fanno pensare) ma facciamo fatica a riconoscere che ci vuole tanto per esserlo davvero, per vivere come tali. Ci nascondiamo dietro delle pubblicazioni spirituali, una vita pastorale attiva, la famiglia, il lavoro e le relazioni interpersonali. Ma non ci impegniamo allo stesso modo per riconoscere le nostre debolezze e i nostri peccati.</div><div><strong>Che tipo di relazione genera questa emozione nei giovani ?<br></strong>Il termine orgoglio si riferisce ad un forte senso di autostima e fiducia nelle proprie capacità, unito alla gratificazione conseguente all’affermazione di sé, di un proprio importante risultato, o di quello di un gruppo con cui ci si identifica. L’orgoglio può essere anche riferito alla persona che non vuole rinunciare al riconoscimento dei propri meriti o dei propri diritti. L’orgoglio che eccede ogni limite e non ha riscontri nella realtà prende il nome di superbia, mentre un orgoglio immotivato può essere ricondotto ai comportamenti di vanità e arroganza. Quando si prova E’ un’emozione che si prova quando si è raggiunto, direttamente o indirettamente, qualcosa di grande, di altamente desiderato. <br><strong>Quale bisogno dei giovani esprime questa emozione ?</strong> <br>L’orgoglio può anche essere un sintomo di malattia psicologica: ad esempio in quei soggetti che desiderano essere ammirati e che mostrano disprezzo per la sensibilità degli altri: si potrebbe trattare di un disturbo narcisistico della personalità, così come di un disturbo antisociale. Entrambi questi disturbi, oltre ai sintomi già descritti, condividono una tendenza del soggetto ad essere eccessivamente testardo, disinvolto, superficiale, opportunista e non empatico. La differenza principale fra questi due disturbi sta invece nel fatto che il soggetto narcisista è meno impulsivo, aggressivo, invidioso o sleale verso gli altri di quanto non lo sia un antisociale.<br><a href="https://www.psicolinea.it/a-cosa-serve-lorgoglio/">https://www.psicolinea.it/a-cosa-serve-lorgoglio/</a><br> </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-14 18:46:47 UTC</pubDate>
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