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      <title>Giovanni PASCOLI by Dora</title>
      <link>https://padlet.com/dora_cannarile/drusoj099pza</link>
      <description>BREVE SUNTO DELLA POETICA DI UN &quot;FANCIULLO&quot; DI ALTRI TEMPI</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-01-16 14:15:27 UTC</pubDate>
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         <title>Giovanni Pascoli</title>
         <author>dora_cannarile</author>
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         <description><![CDATA[<div>"Il mondo nasce per ognun che nasce al mondo.”</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-16 14:18:57 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>dora_cannarile</author>
         <link>https://padlet.com/dora_cannarile/drusoj099pza/wish/147363590</link>
         <description><![CDATA[<div>Nei <em>canti di Castelvecchio</em> si intensifica il simbolismo e si accentua il fonosimbolismo.</div><div><br>Si acuisce il senso angoscioso dell’ignoto e si fanno ossessivi il motivo della tragedia familiare e quindi il tema del “nido”, cari morti, delle memorie. Sul tema del mondo esterno che minaccia il microcosmo del poeta e il suo “nido”, i <em>Canti</em> presentano il rifugio campestre come un territorio rassicurante e protetto.&nbsp;</div><div><br>L’ordine con cui sono disposte le poesie è legato al succedersi delle stagioni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-16 14:23:41 UTC</pubDate>
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         <title>I canti di Castelvecchio</title>
         <author>dora_cannarile</author>
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         <description><![CDATA[<div>I canti di Castelvecchio sono in continuità con la prima <em>raccolta</em>: <strong>«Crescano e fioriscano intorno all’antica tomba della mia giovine madre queste myricae […] autunnali»</strong></div><div><br>Con la formula che si ripete identica a quella dedicata al padre:<strong>«E sulla tomba di mia madre rimangono questi altri canti! Canti d’uccelli anche questi».</strong></div><div><br>Anche i temi non differiscono: sono presenti ancora le immagini della vita di campagna, gli uccelli con i loro canti, gli alberi, i fiori e il suono delle campane.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-16 14:24:09 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>dora_cannarile</author>
         <link>https://padlet.com/dora_cannarile/drusoj099pza/wish/147363903</link>
         <description><![CDATA[<div>Diverso da <em>Myricae</em> è l’intento del poeta di nobilitare attività e personaggi dell’umile realtà campestre trasferendoli in una dimensione epica che in qualche modo li trasfigura.</div><div><br>Omero, Esiodo e Virgilio vengono citati con le loro formule, impiegate per gli antichi eroi, a indicare semplici fanciulle o modesti oggetti di un mondo rurale.</div><div><br>Tra i <em>Poemetti</em> non mancano quelli che esulano dal mondo campestre per affrontare temi più inquietanti: dal senso del mistero e di smarrimento nel cosmo ai presagi di morte, o al recupero dell’infanzia con i ricordi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-16 14:25:22 UTC</pubDate>
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         <title>I poemetti</title>
         <author>dora_cannarile</author>
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         <description><![CDATA[<div>Di carattere narrativo, con il metro narrativo del poema dantesco: terzina a rima incatenata. I singoli componimenti sono divisi in sezioni, indicate con numeri romani, di diversa estensione, per scandire i diversi momenti della narrativa.</div><div><br>I temi restano la campagna e la vita a agricola, ma al paesaggio della Romagna subentra ora quella della Garfagnana (Toscana) in cui è ambientato una sorta di “romanzo georgico”.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-16 14:25:41 UTC</pubDate>
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         <title>La cavalla storna</title>
         <author>dora_cannarile</author>
         <link>https://padlet.com/dora_cannarile/drusoj099pza/wish/147364068</link>
         <description><![CDATA[<div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=EPIRkuqbEWc">https://www.youtube.com/watch?v=EPIRkuqbEWc</a><br><br><em>Nella Torre il silenzio era già alto.&nbsp;<br>Sussurravano i pioppi del Rio Salto.<br>I cavalli normanni alle lor poste&nbsp;<br>frangean la biada con rumor di croste.<br><br>Là in fondo la cavalla era, selvaggia,&nbsp;<br>nata tra i pini su la salsa spiaggia;<br>che nelle froge avea del mar gli spruzzi&nbsp;<br>ancora, e gli urli negli orecchi aguzzi.<br><br>Con su la greppia un gomito, da essa&nbsp;<br>era mia madre; e le dicea sommessa:<br>“O cavallina, cavallina storna,&nbsp;<br>che portavi colui che non ritorna;<br><br>tu capivi il suo cenno ed il suo detto!&nbsp;<br>Egli ha lasciato un figlio giovinetto;<br>&nbsp;il primo d’otto tra miei figli e figlie;&nbsp;<br>e la sua mano non toccò mai briglie.<br><br>Tu che ti senti ai fianchi l’uragano,&nbsp;<br>tu dài retta alla sua piccola mano.<br>Tu ch’hai nel cuore la marina brulla,&nbsp;<br>&nbsp;tu dài retta alla sua voce fanciulla”.<br><br>La cavalla volgea la scarna testa&nbsp;<br>verso mia madre, che dicea più mesta:<br>“O cavallina, cavallina storna,&nbsp;<br>che portavi colui che non ritorna;<br><br>&nbsp;lo so, lo so, che tu l’amavi forte!&nbsp;<br>Con lui c’eri tu sola e la sua morte.<br>O nata in selve tra l’ondate e il vento,&nbsp;<br>tu tenesti nel cuore il tuo spavento;<br>sentendo lasso nella bocca il morso,&nbsp;<br><br>nel cuor veloce tu premesti il corso:<br>adagio seguitasti la tua via,&nbsp;<br>perché facesse in pace l’agonia...”<br>La scarna lunga testa era daccanto&nbsp;<br>al dolce viso di mia madre in pianto.<br><br>“O cavallina, cavallina storna,&nbsp;<br>che portavi colui che non ritorna;<br>oh! due parole egli dové pur dire!&nbsp;<br>E tu capisci, ma non sai ridire.<br>Tu con le briglie sciolte tra le zampe,&nbsp;<br><br>con dentro gli occhi il fuoco delle vampe,<br>con negli orecchi l’eco degli scoppi,&nbsp;<br>seguitasti la via tra gli alti pioppi:<br>lo riportavi tra il morir del sole,&nbsp;<br>perché udissimo noi le sue parole”.<br><br>Stava attenta la lunga testa fiera.&nbsp;<br>Mia madre l’abbracciò su la criniera<br>“O cavallina, cavallina storna,&nbsp;<br>portavi a casa sua chi non ritorna!<br>a me, chi non ritornerà più mai!&nbsp;<br><br>Tu fosti buona... Ma parlar non sai!<br>Tu non sai, poverina; altri non osa.&nbsp;<br>Oh! ma tu devi dirmi una una cosa!<br>Tu l’hai veduto l’uomo che l’uccise:&nbsp;<br>esso t’è qui nelle pupille fise.<br><br>Chi fu? Chi è? Ti voglio dire un nome.&nbsp;<br>E tu fa cenno. Dio t’insegni, come”.<br>Ora, i cavalli non frangean la biada:&nbsp;<br>dormian sognando il bianco della strada.<br>La paglia non battean con l’unghie vuote:&nbsp;<br><br>&nbsp;dormian sognando il rullo delle ruote.<br>Mia madre alzò nel gran silenzio un dito:&nbsp;<br>disse un nome... Sonò alto un nitrito.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-16 14:26:18 UTC</pubDate>
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         <title>X Agosto</title>
         <author>dora_cannarile</author>
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         <description><![CDATA[<div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=t1H3KUtLlcQ">https://www.youtube.com/watch?v=t1H3KUtLlcQ</a><br><em><br>San Lorenzo, io lo so perché tanto</em><br><em>di stelle per l'aria tranquilla</em><br><em>arde e cade, perché sì gran pianto</em><br><em>nel concavo cielo sfavilla.<br><br>Ritornava una rondine al tetto:</em></div><div><em>l'uccisero: cadde tra spini:</em><br><em>ella aveva nel becco un insetto:</em><br><em>la cena de' suoi rondinini.<br></em><br></div><div><em>Ora è là, come in croce, che tende</em><br><em>quel verme a quel cielo lontano;</em><br><em>e il suo nido è nell'ombra, che attende,</em><br><em>che pigola sempre più piano.<br></em><br></div><div><em>Anche un uomo tornava al suo nido:</em><br><em>l'uccisero: disse: Perdono;</em><br><em>e restò negli aperti occhi un grido:</em><br><em>portava due bambole in dono…<br></em><br></div><div><em>Ora là, nella casa romita,</em><br><em>lo aspettano, aspettano in vano:</em><br><em>egli immobile, attonito, addita</em><br><em>le bambole al cielo lontano.<br></em><br></div><div><em>E tu, Cielo, dall'alto dei mondi</em><br><em>sereni, infinito, immortale,</em><br><em>oh! d'un pianto di stelle lo inondi</em><br><em>quest'atomo opaco del Male!<br></em><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-16 14:26:54 UTC</pubDate>
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         <title>Lavandare</title>
         <author>dora_cannarile</author>
         <link>https://padlet.com/dora_cannarile/drusoj099pza/wish/147364273</link>
         <description><![CDATA[<div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=JDsnr2zOCRQ">https://www.youtube.com/watch?v=JDsnr2zOCRQ</a><br><br><em>Nel campo mezzo grigio e mezzo nero<br>&nbsp;resta un aratro senza buoi che pare<br>&nbsp;dimenticato, tra il vapor leggero.<br>&nbsp;<br>&nbsp;E cadenzato dalla gora viene<br>&nbsp;lo sciabordare delle lavandare<br>&nbsp;con tonfi spessi e lunghe cantilene:<br>&nbsp;<br>&nbsp;Il vento soffia e nevica la frasca,<br>&nbsp;e tu non torni ancora al tuo paese!<br>&nbsp;quando partisti, come son rimasta!<br>&nbsp;come l’aratro in mezzo alla maggese</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-16 14:27:29 UTC</pubDate>
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         <title>La metrica</title>
         <author>dora_cannarile</author>
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         <description><![CDATA[<div>Pascoli ne rispetta e utilizza tutti gli istituti, che tuttavia sono resi irriconoscibili. Attraverso cesure, enjambements, puntini di sospensione, parentesi, assonanze, allitterazioni il poeta svuota e spezza il verso tradizionale. </div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-16 14:30:13 UTC</pubDate>
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         <title>I linguaggi</title>
         <author>dora_cannarile</author>
         <link>https://padlet.com/dora_cannarile/drusoj099pza/wish/147364899</link>
         <description><![CDATA[<div>♦ grammaticale<br>Proprio della lingua come istituto, la lingua disciplinata da un codice che si utilizza normalmente per la comunicazione<br><br>♦ fonosimbolico<br>Costituito da onomatopee:</div><div>•&nbsp; a cui viene dato un intento descrittivo della vita animale (gre-gre) o dei suoni dell’esperienza umana (toc-toc)</div><div>•&nbsp; semantizzate (che hanno un significato e usate con l’articolo indeterminativo o con un sostantivo qualsiasi come «un frufru» per “fruscio”)</div><div>• ricavate da elementi del linguaggio e privati del loro valore grammaticale ( come «anch’io anch’io chiochiochio»)<br><br>♦ Linguaggi speciali <br>Formato da termini tecnici, attinti alle lingue speciali, ai gerghi. Utilizzati per conferire un colore locale. (per esempio linguaggi americani storpiati come <em>business</em> diventa «bisini».)</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-16 14:31:00 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>dora_cannarile</author>
         <link>https://padlet.com/dora_cannarile/drusoj099pza/wish/147365045</link>
         <description><![CDATA[<div>Le poesie sono brevi, come per esempio <em>il lampo</em> e <em>il tuono </em>questa brevità inedita ci conduce a un’idea di poesia che abbandonato ogni intento di spiegare, dimostrare e raccontare, si pone come un’illuminazione, una scoperta.<br><br><em>"Il lampo"</em></div><div><em>E cielo e terra </em><strong><em>si mostrò</em></strong><em> qual era:<br>la terra </em><strong><em>ansante</em></strong><em>, </em><strong><em>livida</em></strong><em>, </em><strong><em>in sussulto</em></strong><em>;<br>il cielo </em><strong><em>ingombro</em></strong><em>, tragico, </em><strong><em>disfatto</em></strong><em>:<br></em><strong><em>bianca bianca</em></strong><em> nel </em><strong><em>tacito tumulto<br></em></strong><em>una casa </em><strong><em>apparì sparì</em></strong><em> </em><strong><em>d'un tratto</em></strong><em>;<br></em><strong><em>come un occhio</em></strong><em>, che, largo, </em><strong><em>esterrefatto</em></strong><em>,<br></em><strong><em>s'aprì si chiuse</em></strong><em>, </em><strong><em>nella notte nera</em></strong><em>.<br><br></em>"<em>Il tuono"<br></em><a href="https://www.youtube.com/watch?v=mNAkc1WIJXw"><em>https://www.youtube.com/watch?v=mNAkc1WIJXw</em></a></div><div><em>E </em><strong><em>nella notte nera</em></strong><em> come il </em><strong><em>nulla,</em></strong></div><div><em>a un tratto, col </em><strong><em>fragor</em></strong><em> </em><strong><em>d’arduo dirupo</em></strong></div><div><em>che </em><strong><em>frana,</em></strong><em> il tuono </em><strong><em>rimbombò </em></strong><em>di schianto:</em></div><div><strong><em>rimbombò, rimbalzò, rotolò </em></strong><em>cupo,</em></div><div><em>e tacque, e poi </em><strong><em>rimareggiò rifranto,</em></strong></div><div><em>e poi vanì. Soave allora un canto</em></div><div><strong><em>s’udì di madre</em></strong><em>, e il moto di una culla.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-16 14:31:49 UTC</pubDate>
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         <title>La poesia di Myricae  </title>
         <author>dora_cannarile</author>
         <link>https://padlet.com/dora_cannarile/drusoj099pza/wish/147365446</link>
         <description><![CDATA[<div><a href="http://samuelapace.altervista.org/pascoli_file/pascvar1.gif">http://samuelapace.altervista.org/pascoli_file/pascvar1.gif</a><br>L'opera si propone come una poesia per l’infanzia, caratterizzata da un linguaggio comprensibile e dalla presenza di oggetti d’uso comune, di uccelli, fiori, campane. Ma analizzando le poesie più a fondo, sia sul piano del significato che su quello del significante, si capisce ciò che realmente Pascoli intendeva comunicare.</div><div><br>La descrizione della natura non è fine a se stessa, è lo scenario su cui il poeta proietta le proprie angosce e le inquietudini, i ricordi e le paure. Gli aspetti della realtà descritti si caricano di significati simbolici.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-16 14:34:18 UTC</pubDate>
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         <title>Il simbolismo</title>
         <author>dora_cannarile</author>
         <link>https://padlet.com/dora_cannarile/drusoj099pza/wish/147366087</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel <em>Fanciullino</em> non è ben affrontato il trema del simbolismo, ma si nota in tutte le opere di Pascoli la fitta rete di simboli e allegorie presenti.</div><div><br>Il titolo dalla prima raccolta <em>Myricae</em>, ovvero “tamerici”, si può ricavare l’idea di una poesia campagnola, che tratta temi modesti e quotidiani, legati ai lavori nei campi; è anche una poesia di lutto e di memoria, a ricordo del padre e del nido familiare.</div><div><br>L’universo poetico di Pascoli è piuttosto povero di figure umane: o c’è l’ ”io” del poeta, oppure c’è una sorta di umanità senza uomini.</div><div><br>I temi delle poesie costituiscono un nucleo che resta immutato mentre evolvono le strutture e i modi che lo esprimono.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-16 14:37:01 UTC</pubDate>
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         <title>La negazione della retorica</title>
         <author>dora_cannarile</author>
         <link>https://padlet.com/dora_cannarile/drusoj099pza/wish/147366262</link>
         <description><![CDATA[<div>Poiché il Pascoli identifica il poeta come un uomo ingenuo che segue il fanciullino che è in lui, il poeta stesso non&nbsp; può essere un retore che indirizza la sua poesia a un fine preciso. Viene ripudiata la tradizionale alleanza con la retorica.</div><div><br>Per Pascoli, il poeta è definito dal suo sentimento e dalla sua visione, piuttosto che dal modo in cui vengono trasmessi l’uno e l’altro. Deve essere capace di dire le parole che tutti hanno nel cuore e in cui tutti si riconoscono.<br><br>Il poeta non deve far altro che osservare scrupolosamente la realtà e limitarsi a scriverla. <strong>«Vedere e udire: altro non deve il poeta».</strong></div><div><br>Critica Leopardi nella poesia <em>Sabato del villaggio</em> per aver messo nello stesso mazzolino di fiori viole e rose che fioriscono rispettivamente a marzo e a maggio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-16 14:37:52 UTC</pubDate>
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         <title>La scoperta degli oggetti come nuovi soggetti</title>
         <author>dora_cannarile</author>
         <link>https://padlet.com/dora_cannarile/drusoj099pza/wish/147366410</link>
         <description><![CDATA[<div>Il poeta oltre che un fanciullo ingenuo che diventa piccolo per vedere, cresce per poter ammirare, creare certe analogie e associazioni di immagini.</div><div><br>Il termine “scoprire” è un verbo chiave nella poetica di Pascoli, per lui la poesia non si inventa ma la scopre il fanciullino. <strong>«Non averla trovata fu difetto non di poesia nelle cose, ma di vista negli occhi»</strong>,poiché <strong>«poesia è trovare nelle cose […] il loro sorriso e la loro lacrima».  </strong><br> Questo comporta ciò che è stato definito un “allargamento del poetabile”. I protagonisti delle poesie sono la campagna con le sue umili fatiche, gli attrezzi di lavoro.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-16 14:38:34 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>dora_cannarile</author>
         <link>https://padlet.com/dora_cannarile/drusoj099pza/wish/147366566</link>
         <description><![CDATA[<div>Il poeta Pascoli dice che esiste dentro di noi un fanciullino che nell'infanzia si confonde con noi, ma, anche con il sopraggiungere della maturità, non cresce e continua a far sentire la sua voce ingenua e primigenia, suggerendoci quelle emozioni e sensazioni che solo un fanciullo può avere.<br>Spesso, però, questa parte che non è cresciuta non viene più ascoltata dall'adulto. Il poeta invece è colui che è capace di ascoltare e dare voce al fanciullino che è in lui e di provare di fronte alla natura le stesse sensazioni di stupore e di meraviglia proprie del bambino o dello stato primigenio dell'umanità.<br><br></div><div>Il fanciullino prova sensazioni che sfuggono alla ragione, ci spinge alle lacrime o al riso in momenti tragici o felici, ci salva con la sua ingenuità, è sogno, visione, astrazione. È come Adamo che dà per la prima volta il nome alle cose e scopre tra esse relazioni e somiglianze ingegnose, che nulla hanno a che vedere con la logica della razionalità. Il nuovo si scopre, non si inventa, la poesia è nelle cose, anche nelle più piccole.<br>La poesia ha un compito civile e sociale: il poeta in quanto tale esprime il fanciullino ed ispira i buoni e civili costumi e l'amor patrio, senza fare comizi, senza dedicarsi alla politica nel senso classico, ma solo grazie al suo sguardo puro ed incantato.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-16 14:39:19 UTC</pubDate>
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         <title>La poetica </title>
         <author>dora_cannarile</author>
         <link>https://padlet.com/dora_cannarile/drusoj099pza/wish/147366741</link>
         <description><![CDATA[<div>La poetica di Pascoli non è affidata ad un unico saggio; un ruolo centrale è svolto dal saggio intitolato “Il fanciullino”, che è formato da venti brevi capitoli in cui Pascoli dichiara la sua idea di poesia. </div><div><br></div><div>Tipicamente pascoliana è l’immagine dell’infanzia come momento intatto, non toccato dal male, immune dalle sofferenze, come età della perfetta innocenza, un paradiso perduto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-16 14:40:12 UTC</pubDate>
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         <title>Il fanciullino</title>
         <author>dora_cannarile</author>
         <link>https://padlet.com/dora_cannarile/drusoj099pza/wish/147367768</link>
         <description><![CDATA[<div><em>«E’ dentro noi un fanciullino che non solo ha brividi, … ma lagrime ancora e tripudi suoi. … Noi cresciamo, ed egli resta piccolo; noi accendiamo negli occhi un nuovo desiderare, ed egli vi tiene fissa la sua antica serena meraviglia; noi ingrossiamo e arrugginiamo la voce, ed egli fa sentire tuttavia e sempre il suo tinnulo squillo come di campanello. Il quale tintinnio segreto noi non udiamo distinto nell’età giovanile forse così come nell’età matura, perchè in quella occupati a litigare e perorare la causa della nostra vita, meno badiamo a quell’angolo d’anima donde esso risuona.<br></em><br></div><div><em>Il giovane in vero di rado e fuggevolmente si trattiene col fanciullo … Ma l’uomo riposato ama parlare con lui e udirne il chiacchiericcio… e l’armonia di quelle voci è assai dolce ad ascoltare, come d’un usignolo che gorgheggi presso un ruscello che mormora.<br></em><br></div><div><em>Ma è veramente in tutti il fanciullino musico?<br></em><br></div><div><em>Che in qualcuno non sia, non vorrei credere né ad altri né a lui stesso: tanta a me parrebbe di lui la miseria e la solitudine… In alcuni non pare che egli sia; alcuni non credono che sia in loro … Forse gli uomini aspettano da lui chi sa quali mirabili dimostrazioni e operazioni; e perché non le vedono, o in altri o in sé, giudicano che egli non ci sia.<br></em><br></div><div><em>Ma i segni della sua presenza e gli atti della sua vita sono semplici e umili.<br></em><br></div><div><em>Egli è quello che ha paura al buio,… quello che alla luce sogna… quello che parla alle bestie, agli alberi, ai sassi, alle nuvole, alle stelle.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-16 14:45:11 UTC</pubDate>
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         <title>Giovanni Pascoli</title>
         <author>dora_cannarile</author>
         <link>https://padlet.com/dora_cannarile/drusoj099pza/wish/147368103</link>
         <description><![CDATA[<div><a href="http://cultura.biografieonline.it/wp-content/uploads/2013/11/Giovanni_Pascoli.jpg">http://cultura.biografieonline.it/wp-content/uploads/2013/11/Giovanni_Pascoli.jpg</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-01-16 14:46:48 UTC</pubDate>
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