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      <title>gruppo by </title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-12-17 11:43:04 UTC</pubDate>
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         <title>L’affermazione dei Comuni</title>
         <author>sofiarocco1</author>
         <link>https://padlet.com/sofiarocco1/dqsfewdayp000iaw/wish/3264692529</link>
         <description><![CDATA[<p>Nel Medioevo, i mercanti ,notai, medici e ricchi artigiani  si unirono in associazioni chiamate “<strong>Comuni</strong>” per contrastare  signori inurbati (famiglie feudali che si trasferivano in città). La nascita dei Comuni portò a conflitti interni sulle modalità di gestione del potere.</p><p><br></p><p>In un primo momento, la reazione dei feudatari fu forte, ma presto alcuni signori capirono che potevano trarre vantaggio dall’accordo con i Comuni, <strong>richiedendo</strong> <strong>tributi</strong> in cambio di concessioni. In alcune aree d’Europa, i Comuni ottennero il supporto della <strong>monarchia</strong>, che li sottrasse al controllo dei signori attraverso le “<strong>carte</strong> <strong>di</strong> <strong>franchigia</strong>”, riconoscendo loro l’autogoverno. Tuttavia, la monarchia limitò l’autonomia dei Comuni, riducendo la loro espansione territoriale.</p><p><br></p><p>E In Italia, la debolezza del potere imperiale favorì l’affermazione dei Comuni, che godettero di grande autonomia, poiché l’imperatore risiedeva in Germania e si occupava principalmente di questioni interne al suo regno. I Comuni italiani sfruttarono questa situazione per espandere il loro territorio, organizzando il <strong>contado</strong> circostante e diventando veri e propri piccoli Stati cittadini. </p><p><br></p><p>Il <strong>Comune consolare</strong> fu il primo stadio dell’evoluzione comunale, in cui i membri delle famiglie più importanti si riunivano in assemblee per eleggere i <strong>consoli</strong>, che governavano la città. Tuttavia, le lotte tra fazioni nobiliari causavano instabilità, con i consoli spesso coinvolti nei conflitti.</p><p><br></p><p>Per ridurre questa conflittualità, a metà del XII secolo i consoli furono sostituiti dal <strong>podestà</strong>, un magistrato unico, inizialmente scelto tra i cittadini, ma poi sempre più spesso estraneo alla città per garantirne l’imparzialità. I podestà, professionisti della politica con mandati brevi, dovevano rispettare gli statuti comunali e le decisioni dell’assemblea, segnando la nascita del <strong>Comune podestarile</strong>.</p><p><br></p><p><br></p><p><br></p><p>Nel periodo del Comune podestarile, il potere si <strong>concentrò</strong> nelle <strong>mani</strong> delle <strong>famiglie</strong> nobili e porto a un consiglio maggiore , escludendo il “popolo”, che comprendeva borghesi, notai, avvocati e medici . Tuttavia, le città videro l’emergere di un’alternativa: il Comune popolare. Questo sistema, guidato dal <strong>capitano</strong> <strong>del</strong> <strong>popolo</strong>, mirava a contrastare l’aristocrazia e offriva un nuovo spazio di rappresentanza per la borghesia. Pur convivendo con il Comune podestarile, il Comune popolare aumentò progressivamente il suo potere, con la borghesia che sostituì la nobiltà nella gestione delle città.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-17 12:08:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>sofiarocco1</author>
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         <description><![CDATA[<p>I comuni italiani fecero i conti con l’autorità</p><p>contro l’Italia —imperatore sacro romano impero </p><p><br/></p><p>Pacificazione nazionale —disinteressato dall’italia</p><p>                                         —esito lotta investiture</p><p>                                         —rinuncia alla possibilità di affidare ai                                              feudi</p><p>                                         — rafforzamento aristocrazia laica</p><p>                                         —lotta per le dinastie</p><ul><li><p>Barbarossa toglie il potere ai nobili amministrando lo stato da uomini di fiducia —&gt;mire espansionistiche verso l’Italia, pretende di esercitare il diritto romano.</p></li></ul><p><br/></p><ul><li><p>I comuni utilizzavano queste come loro regolamenti—&gt; diritti amministrativi della giustizia, attività militare, riscossione delle tasse </p></li></ul><p><br/></p><p>——-&gt; (1154-1155) scese per la prima volta in Italia per essere nominato imperatore da Papa Adriano IV.</p><p><br/></p><ul><li><p>Barbarossa crea un movimento comunale di Arnaldo di Brescia—-&gt; chiude povertà completa alla chiesa e rinuncia al potere temporale. (Torna in Germania per alcune ribellioni)</p></li></ul><p>        (Seconda spedizione 1158-1162)</p><p><br/></p><ul><li><p> sottomette i comuni (il primo è Milano) dove convoca una dieta di Roccaglia dove rivendica le regalie</p></li></ul><p><br/></p><p>I comuni non possono:</p><p>-formare leghe </p><p>-dichiarare guerre</p><p>I comuni si alleano con il Papa Alessandro II che viene scomunicato dall’imperatore.</p><ul><li><p>nel 1167 nasce lega lombarda che sconfigge l’imperatore e crea il trattato di Costanza riconoscendo ai comuni regalie e autonomie 1183</p></li></ul><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-18 11:10:10 UTC</pubDate>
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         <title>  Monarchia in Inghilterra </title>
         <author>sofiarocco1</author>
         <link>https://padlet.com/sofiarocco1/dqsfewdayp000iaw/wish/3266223064</link>
         <description><![CDATA[<p>Origine del termine “monarchia” Deriva dal greco e significa “governo di uno solo”. Alcuni sovrani si attribuirono una natura divina, sostenendo di governare “per volontà di Dio”. Esistono diverse forme di monarchia:</p><p> •Assoluta: il re ha potere illimitato e non sottostà a leggi.</p><p> •Costituzionale: il re è limitato da un parlamento che crea le leggi.</p><p> •Parlamentare: il re è un simbolo di unità nazionale, mentre il governo è guidato dal primo ministro. Monarchie europee e regni nazionali Tra il XII e il XIV secolo si formarono monarchie in Francia, Inghilterra, Spagna e Portogallo, creando regni nazionali, cioè territori uniti governati da un re. Questi regni erano definiti “nazionali” perché condivisi da popolazioni con storia, lingua, cultura e tradizioni comuni. Le caratteristiche principali erano:</p><p> •Unità territoriale</p><p> •Potere centralizzato</p><p> •Amministrazione efficiente La monarchia in Inghilterra </p><p>•Conquista normanna (1066): Guglielmo il Conquistatore sconfisse gli anglosassoni nella battaglia di Hastings e instaurò una monarchia feudale. Divise le terre in feudi, compilò un registro delle proprietà (Domesday Book) e affidò a sceriffi la giustizia e la riscossione delle tasse. •Enrico II (1154-1189) consolidò la monarchia con riforme amministrative: istituì lo Scacchiere (ministero delle finanze), rafforzò la giustizia itinerante e limitò il potere ecclesiastico, entrando in conflitto con l’arcivescovo di Canterbury.</p><p> •Magna Charta Libertatum (1215): Il re Giovanni Senza Terra fu costretto dai baroni e dalla borghesia a firmare un documento che limitava il potere del re, imponendo il consenso dei nobili e introducendo l’habeas corpus, per tutelare la libertà personale. </p><p>•Nascita del Parlamento: Sotto Enrico III, i baroni si ribellarono contro il re. Simone di Montfort, nel 1258, creò il primo consiglio di baroni e convocò il primo Parlamento con rappresentanti dei comuni nel 1265, segnando un passo verso la monarchia parlamentare</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-18 11:15:01 UTC</pubDate>
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         <title>La nascita delle monarchie feudali</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Mentre in Italia i comuni erano riusciti a conquistare una propria autonomia attraverso i liberi comuni, in gran parte d'Europa il potere regio si rafforzò, limitando quello dei signori feudali. Questo avvenne sia in Francia che in Inghilterra, così come nell'Italia meridionale, ancora sotto il controllo dei Normanni, dando origine alle monarchie feudali. </p><p>Per questo si parla di monarchie feudali, cioè di strutture statali incentrate sulla figura del sovrano, a cui veniva attribuita una sacralità e una dignità superiori rispetto a quelle degli altri signori. L'investitura feudale creava così un vincolo personale tra il sovrano e i feudatari, contribuendo a limitare il potere dell'aristocrazia.</p><p>Uno degli esempi più significativi di monarchia feudale è quello francese. Nel 987, i grandi feudatari assegnarono la Corona di Francia a Ugo Capeto, capostipite della dinastia dei Capetingi. Dopo essere salito al trono, il sovrano dovette affrontare una situazione politica piuttosto frammentata: il territorio francese era suddiviso in potenti e vasti ducati che, sebbene formalmente sotto l'autorità regia, si comportavano di fatto come stati autonomi. </p><p>Il re di Francia esercitava il controllo diretto su Parigi e le sue vicinanze. Ugo Capeto e i suoi successori si dimostrarono abili nell'ampliare i propri domini grazie a una politica strategica, a matrimoni vantaggiosi e a fortunate spedizioni militari.I sovrani di Francia dovettero però fare i conti con un temibile avversario: la potente dinastia dei Plantageneti, che controllava la parte occidentale del territorio francese. La situazione si complicò ulteriormente quando il titolo di Duca di Normandia passò a Enrico Plantageneto: nel 1152, egli sposò Eleonora, duchessa d'Aquitania. Nel 1154, Enrico divenne re d'Inghilterra con il nome di Enrico II. Di conseguenza, i Plantageneti erano al contempo sovrani d'Inghilterra e vassalli del re di Francia, costituendo così una seria minaccia per la monarchia francese.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-21 10:03:15 UTC</pubDate>
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