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      <title>Mi presento con un racconto autobiografico by Sara Marcenaro</title>
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      <description>UDA &quot;Mi presento&quot;. Racconti autobiografici degli alunni della 1A WEB.</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-12-09 21:21:39 UTC</pubDate>
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         <title>Quando sono arrivata in Italia</title>
         <author>nicollerodriguez8</author>
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         <description><![CDATA[<p>All’età di 13 anni ho lasciato la Colombia per l’Italia a causa di problemi finanziari. Un giorno mia madre mi ha detto: “Ho una buona notizia per te”, le ho chiesto qual era: “Andiamo in Italia”. Sono rimasta a scioccata e le ho detto: “Che figo, mamma!” ma in realtà ero un po’ triste e allo stesso tempo felice; quindi non ci ho prestato attenzione e ho continuato a fare le mie cose e a festeggiare il Natale. Quando è arrivato il momento di partire, ero dispiaciuta: dovevo lasciare tutto, la mia famiglia, il mio cane, mio padre, tutto.</p><p>Ma ho preso forza e me ne sono andata pensando a una vita migliore. Quando sono arrivata, sono rimasta stupita, ma mi faceva male non essere a casa con la mia famiglia. Mentre pensavo alla mia famiglia è arrivata una donna con un cane e quando l’ho vista mi sono messa piangere perché avrei voluto avere con me il mio cane; allora ho cercato di calmarmi, ma mi faceva sempre più male non stare con la mia famiglia nel mio paese. </p><p>Sono passati diversi mesi e all’inizio la scuola mi piaceva perché era molto diversa, finché non ho conosciuto i miei compagni di classe che erano un po’ matti, per così dire. Siccome ero timida non parlavo con loro, ero spesso sola, e i professori cercavano di farmi parlare con gli altri, ma siccome non sapevo parlare italiano era peggio. Ho passato un anno e tre mesi così. Durante quel periodo ho conosciuto persone molto razziste che mi hanno trattato male e mi ignoravano, come anche il mio insegnante di inglese; ma io cercavo di non prestare attenzione e preferivo concentrarmi sugli studi, sempre con l'obiettivo di rendere orgogliosa la mia famiglia. </p><p>Nel corso dell'anno scolastico mi portarono in un posto davvero incredibile dove potevano aiutarmi con i compiti: ci sono andata e ho cominciato a fare amicizia e a socializzare un po' di più ed è andata così fino all’ esame di terza media dove ho preso ottimi voti e sono stata promossa.</p><p>Dopo le vacanze estive&nbsp;incominciai ad andare nella mia nuova scuola, ero molto felice, ma quando iniziai le lezioni mi scoraggiai un po' perché mio stavano insegnando qualcosa che non era quello che immaginavo di studiare: così si scoprì che ero in un indirizzo che non era linguistico. All’inizio ero confusa, ma mi hanno spiegato che non potevo scegliere il linguistico perché non sapevo parlare bene l’italiano. Mi sono rattristata e ho provato a cambiare scuola e andare all'artistico, ma si è scoperto che non c'era più posto. </p><p>Per cui non ho avuto altra scelta che restare&nbsp;e in questo momento sto frequentando il professionale, ma ho intenzione di cambiare e ho anche la speranza di tornare a casa e rivedere la mia famiglia e diventare una&nbsp;professionista e una ragazza di grande talento.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-11 11:19:05 UTC</pubDate>
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         <title>Domenica 13 marzo 2016</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Il 13 marzo di sette anni fa è nato mio fratello. Mi sembra davvero ieri, mentre ora va già in seconda elementare e mi insegna molte più cose lui della scuola. È la parte più bella di me, mi ha salvata, senza rendersene conto, quando ero arrivata al mio limite. Ogni volta che piango in camera lui arriva subito e mi dice che non devo piangere perché sono più bella quando rido e sono felice. Mio fratello è uno di quei bottoni che non vanno mai schiacciati, è il mio primo e vero amore dopo mia mamma e mia sorella. Con lui litigo ogni giorno, ma questo non cambia né cambierà mai tutto l’amore che provo. Mia mamma non poteva farmi un regalo più bello; metterei la sua felicità prima della mia e di quella di chiunque altro. È ancora piccolo, ma fa già tanto per me, e sentire una sola volta la sua risata mi rallegra la giornata; gli darei tutta me stessa. </p><p>In uno dei periodi “peggiori” per me era sempre lì; per esempio, quando mi ero lasciata, nonostante mio fratello fosse tanto legato al mio ex e gli volesse davvero tanto, ma tanto bene, mi diceva sempre “Sara, non devi piangere, è uno scemo”; inutile dire che dopo aver sentito quella frase mi emozionavo sempre. </p><p>Amo mio fratello come se fosse l’unico essere maschile su questo pianeta, darei anche la vita per poterlo vedere ridere una sola volta. Ora lui ha sette anni e io quattordici, il tempo passa velocemente e lui cresce troppo in fretta e so che un giorno non ci sarà più quel bimbo, a volte rompiscatole, che mi chiama ogni due minuti per farmi vedere o dirmi cose stupide. Un giorno sarà lui a chiamarmi nanetta o gnoma, sarà lui che mi farà da “scudo”, ma comunque vada sarò sempre vicino a lui, in ogni sua sconfitta e vittoria; soffrirò e gioirò con lui cercando di sostenerlo e di supportarlo sempre e comunque. </p><p>Rimarrà sempre quella persona che nessuno dovrà mai toccare, perché per mio fratello potrei fare di tutto: lo difenderò sempre davanti agli altri, anche quando la colpa</p><p>sarà sua. Se perdessi mio fratello sarebbe come se perdessi una parte di me e del mio cuore. È l’unico a cui ho dato, senza pentirmi, tutto il mio cuore. Lo amo più di ogni altra cosa o persona in questo mondo, grazie a lui ho capito il significato di amare ed essere amati. L’amore che può provare una sorella maggiore per il fratello è qualcosa che sta al di sopra di tutto. Anche se probabilmente mi scambierebbe per un gioco, non ho mai dovuto chiedergli di stare con me quando ero a pezzi e avevo bisogno di qualcuno. È stato il primo essere maschile di cui io mi sia mai innamorata. Sono innamorata dei suoi occhi, della sua risata, amo quando sorride e quando mi parla. </p><p>So che un giorno sarà lui a farmi da spalla, e ogni anno è sempre più difficile dirgli “tanti auguri”, perché questo mi ricorda che sta diventando sempre più grande e fra un po’ di anni non ci sarà più il mio nanetto; ma ci sarà sempre quel bimbo, anche se sarà più alto di me, che mi farà</p><p>stare bene, ogni giorno sempre di più.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-11 11:19:12 UTC</pubDate>
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         <title>L’amicizia magica</title>
         <author>gabrielefabbro2</author>
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         <description><![CDATA[<p>Avete mai conosciuto una persona interessante giocando online ai videogiochi?</p><p>Quest’estate ho conosciuto così quello che sarebbe diventato il mio migliore amico, l’ho conosciuto giocando sul telefono. Era un caldo pomeriggio di estate quando iniziammo a parlare del gioco su una chat privata. Si chiama Mattia e vive vicino a Frosinone in un paesino di nome Patrica. Da subito abbiamo iniziato a legare e ad avere un bel feeling. Nei giorni a seguire abbiamo continuato a giocare con altri videogiochi e ci siamo scambiati il numero di telefono. Sono molto curioso di conoscerlo di persona. A Natale scenderò nel Lazio con la mia famiglia e siamo rimasti d’accordo che ci incontreremo e non solo online.</p><p>Tutt’oggi giochiamo ancora insieme con un altro nostro amico conosciuto un paio di mesi fa.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-11 11:19:58 UTC</pubDate>
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         <title>Il mio primo goal in serie D</title>
         <author>mattiacasesa</author>
         <link>https://padlet.com/saramarcenaro/dqagv35ssynk6a2b/wish/2820863916</link>
         <description><![CDATA[<p>Mio nonno mi diceva sempre che sarei diventato un bravo calciatore e disse a mio padre: "Iscrivilo a calcio, è bravo”. </p><p>Il mio primo goal in serie D è stato emozionante per vari motivi. Il primo motivo è che quando ho segnato i miei compagni mi hanno fatto tanti complimenti, e già nelle giornate precedenti c’ero andato vicino. Il secondo motivo è perché, giustamente, il mio mister mi faceva giocare poco di solito perché ero il più piccolo, e quindi ho avuto una sensazione nuova, ero davvero felice. Un altro motivo è quando ho segnato ho visto mio nonno che era felice del mio goal, e di conseguenza mi sentii felice anch’io. L’ultimo motivo è perché il calcio mi appassiona e giocare a calcio mi fa sfogare e mi diverte. </p><p>Faccio calcio da tre anni e mi diverto.  </p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-11 11:20:46 UTC</pubDate>
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         <title>Un giorno felice</title>
         <author>christianparraga</author>
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         <description><![CDATA[<p>Io volevo prendere la patente perché fin da piccolo mi piacevano le moto: infatti mio padre mi faceva guidare la sua, stando lui dietro di me.</p><p>All’età di dieci anni sono venuto qui in Italia e quando ne ho compiuti sedici decisi di chiedere a mio padre se poteva iscrivermi a una scuola guida per prendere la patente; dopo un po’ mi disse di sì e siamo andati a domandare quanto costava. Avute tutte le informazioni, mio padre mi iscrisse alla scuola guida.</p><p>Ho cominciato ad andare alle lezioni, ma poi ho smesso perché non ne avevo più voglia e ho iniziato a guardare i video a casa e fare anche i quiz. Dopo circa due mesi ho deciso di prenotarmi per fare l’esame, ma dovevo ancora aspettare quindici giorni.</p><p>Quel giorno arrivò, feci l’esame, ma lo fallii. Dovevo aspettare un altro mese per riprovarci, ma non avevo voglia di studiare né di fare i quiz, non volevo proprio più prendere la patente. Però mio padre mi disse: “Non arrenderti, perché capita a tutti”. Aspettai un altro mese e mi prenotai di nuovo. Dovevo essere là alle undici del mattino, feci l’esame e aspettai i risultati, ero nervosissimo.</p><p>Uscirono i risultati e fui promosso: non solo io, ma anche tutta la mia famiglia era contentissima. Il giorno dopo richiesi il foglio rosa e a quel punto mi mancava solo la moto, che dopo una settimana e mezza arrivò: mio padre mi portò in un posto dove mi insegnò a guidare sulla sua moto, e dopo cominciai a guidare la mia. </p><p>Adesso vado a scuola in moto e mi sto allenando da solo per poi poter fare la pratica e prendere la patente. Anche se il primo tentativo è andato male, questa esperienza mi ha insegnato a non arrendermi di fronte alle difficoltà.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-11 11:20:50 UTC</pubDate>
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         <title>Il suo primo sorriso</title>
         <author>michelletocci</author>
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         <description><![CDATA[<p>Era un giorno qualunque, mi ero appena svegliata, quando a un certo punto vidi mia sorella e i miei genitori nel bagno: mia sorella aveva un test di gravidanza in mano, io, perplessa, non capii molto, poi il test risultò positivo… La prima frase che riuscii a dire fu: “Ma quindi diventerò zia?!”. Ero super contenta, un misto di emozioni che non so ancora descrivere, ovviamente tutta la mia famiglia era felice&nbsp; di questo nuovo arrivo.</p><p>La mia esclamazione mi fa molto sorridere perchè ero davvero giovane per diventare zia. Quel giorno già pensavo a quante cose avremmo fatto insieme,&nbsp;provavo gioia, felicità e un po’ di paura. Adesso Elijah è come un fratello per me e questa è una cosa bellissima: non vorrei mai separarmi da lui, gli sono molto legata e sto vedendo la sua crescita.</p><p>Diventare zia mi ha reso più matura e responsabile; ho visto il suo primo sorriso e i suoi primi passi e anche ora che ha due anni e mezzo&nbsp;le emozioni che provo sono sempre le stesse. Finora abbiamo vissuto nella stessa casa, un giorno dovrò anche accettare che Elijah abbia una vita distaccata dalla mia.</p><p>La prima volta che mi ha sorriso io e i miei genitori stavamo pranzando mentre mio nipote era in cameretta con mia sorella; lui stava dormendo, quando all’ improvviso mia sorella ci chiamò dicendo che si era svegliato. Quando andammo da lui, mi sorrise, e io gridai dalla gioia: fu un’ emozione unica, e vederlo senza dentini era stupendo, ma anche un po’ strano.</p><p>A questo sorriso ne sono seguiti tanti altri, per esempio il primo giorno d’asilo: ma questa è un'altra storia…</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-11 11:20:55 UTC</pubDate>
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         <title>La rovesciata</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/saramarcenaro/dqagv35ssynk6a2b/wish/2820864098</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>E’ il 2019 ed è il mio secondo anno di calcio, fa molto freddo; oggi si terrà la partita Polis-Oregina e sono molto emozionato perché sono tra i convocati. Mi sono svegliato presto e ho anche un po' di sonno, ma mi sento energico; mio padre decide di accompagnarmi alla partita, precisamente al campo degli avversari, visto che siamo in trasferta.</strong></p><p><strong>Sono molto ansioso e si vede, infatti pure il mister mi ha chiesto: “Sei agitato?”, io ho risposto determinato: “No no”; ma quell'ansia che avevo mi è passata velocemente, e per incoraggiarci abbiamo urlato insieme in coro: “Forza Polis, alé!”.</strong></p><p><strong>Adesso siamo tutti concentrati e la partita inizia: io sono partito in panchina e dopo 10 minuti abbiamo preso goal; allora nel secondo tempo il mister decide di fare dei cambi e di mettere me e Raul, che appena entrato ha fatto subito goal e ci ha portato al pareggio. </strong></p><p><strong>Manca troppo poco tempo, ma con un'azione riesco a fare un gesto tecnico molto difficile chiamato rovesciata. Mi domando: "Ci riuscirò?"; ma poi senza pensare a nulla ci ho provato e ci sono riuscito. Sono molto contento e fiero di me e subito inizio a esultare insieme ai miei compagni; anche il mister alla fine ci raggiunge e mi fa complimenti.</strong></p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-11 11:20:58 UTC</pubDate>
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         <title>Le mie origini</title>
         <author>micolminzoni</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nel lontano 2019 insieme alla mia famiglia ero andata in Perù per un mese: lì ho ritrovato le mie origini, da parte di mia madre.</p><p>Per la prima volta conobbi i miei zii e i miei bisnonni. Insieme ai miei nonni e ai miei genitori siamo andati a conoscere diversi luoghi: Lima, Ica, Cuzco, Puno e Arequipa.</p><p>Machu Picchu si trova in Cuzco ed è una città costruita dagli Incas a 2350 metri di altezza: è uno dei siti archeologici più visitati al mondo e una delle meraviglie che ho sempre visto nei libri. E’ una città costruita con pietre, una sopra l’altra; inoltre ci sono tante scalinate ripide molto stancanti. I lama ti stanno sempre attaccati e le occasioni di fare foto non mandano mai.</p><p>Era la prima volta che la mia famiglia e io facevamo un’escursione tutti insieme.</p><p>Un altro posto stupendo che abbiamo visitato era il lago di Titicaca, che si trova a 4000 metri di altezza. Lì le persone hanno la carnagione più scura perché fa più freddo. Ho visto le casette costruite in paglia sopra l’acqua.</p><p>Una montagna che mi sarebbe piaciuta visitare è la “montagna dei sette colori”, alta 5126 metri: per arrivare in cima alla montagna camminando si impiegano circa tre ore.</p><p>Un magnifico luogo che ho visitato era il deserto di Huacachina: faceva molto caldo e si mangiava</p><p>tanto, soprattutto il pesce, servito in piatti abbondanti.</p><p>Non pensavo che il Perù fosse così bello.</p><p>Lima è una città grande e caotica: in questa città ho visto tante macchine vecchie che suonavano continuamente il clacson. Qui ho conosciuto una parte della mia famiglia peruviana, tutti allegri e simpatici: sono contenta di</p><p>essere riuscita a comunicare e di aver giocato con i miei cugini.</p><p>Mi è piaciuta molto questa avventura! E’ stata una bella esperienza piena di ricordi emozionanti.</p><p>Chissà se un giorno ritornerò in Perù. Sarà diverso da come l’ho visto quattro anni fa o mi sembra simile?</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-11 11:21:15 UTC</pubDate>
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         <title>La trasferta</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Iniziai a giocare a calcio grazie a mio papà, che ogni giorno mi portava al campetto e ogni weekend allo stadio per vedere il Genoa; grazie a lui entrai nella squadra di calcio del mio quartiere, il Sant’Eusebio.</p><p>Iniziai tardi a giocare a calcio, quasi a 13 anni, però questo non mi ha fermato: mi sono impegnato e con il tempo sono stato convocato a tante partite; la più bella finora è stata quella contro il Sarzana.</p><p>Partimmo la mattina tutti stanchi e assonnati, ma non si poteva dormire: bisognava rimanere concentrati! Durante il viaggio i miei compagni avevano portato una cassa e misero la musica a palla, eravamo tutti felici, però io volevo rimanere concentrato: quella partita speravo di iniziare da titolare, perché non giocavamo contro una squadra forte e quindi volevo giocare tutta la partita. Mi ero seduto di fianco a uno dei miei migliori amici: con lui ho giocato, parlato e pure cantato; insomma in questo viaggio mi sono divertito molto. Appena arrivati, ci troviamo davanti a un paesaggio desolato con un edificio e un campo da calcio in terra vera completamente marcio. Appena entrati nello spogliatoio il mister inizia a dare le formazioni e purtroppo non parto titolare: arrabbiato, me ne vado in panchina e la partita comincia. La partita per la nostra squadra si rivela difficile, perché siamo abituati ai campi in erba sintetica e quindi iniziamo  un po' traballanti; però continuiamo a tenere palla e a fine primo tempo siamo in vantaggio di 2 a 0. La partita va avanti, il sole cala e&nbsp; fa sempre più freddo, noi facciamo un alto gol e il mister mi manda a scaldarmi.</p><p>Felice inizio e dopo 10 minuti mi mette fuori ruolo, cioè attaccante: io non ci sono abituato, perché sono un centro campista; nella partita non faccio molto, l’arbitro fa il triplice fischio e ci manda nello spogliatoio.</p><p>Festeggiamo tutti insieme e con il pullman torniamo a casa.</p><p>Ero arrabbiato per il fatto di non aver giocato, poi ho pensato alla promessa che mi ero fatto di non mollare mai, neanche nei momenti difficili...&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p><p>&nbsp;</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-11 11:22:38 UTC</pubDate>
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         <title>Tre squadre</title>
         <author>gabrielepiccardo1</author>
         <link>https://padlet.com/saramarcenaro/dqagv35ssynk6a2b/wish/2820865863</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Nel 2015 ho iniziato a giocare a calcio, in una squadra che si chiama San Michele con la quale ho fatto 6 anni di calcio.</strong></p><p><strong>La frequentavano tanti bambini e ci avevano diviso in 2 gruppi: una squadra che giocava nel campionato della Federazione italiana, e l’altra nel campionato CSI. Io ero nella seconda squadra, a volte pure nella prima ed eravamo forti: vincevamo quasi sempre il campionato della Federazione italiana, invece quello CSI l’ avevamo vinto solo una volta. Io non ero tanto bravo, ma giocavo quasi sempre.</strong></p><p><strong>Il San Michele non poteva fare partite in un campo a 11 e per questo motivo la società era fallita: così eravamo passati quasi tutti al Ligorna, una squadra semiprofesionistica. Al Ligorna ho giocato due anni e mi è servito perché sono migliorato tanto; anche lì c’erano due squadre. Io ero nella seconda con la quale il primo anno avevamo partecipato al campionato CSI.</strong></p><p><strong>Durante l’ultimo anno avevamo giocato il campionato provinciale, ma essendo la seconda squadra non facevamo classifica; per questo motivo quasi tutta la seconda squadra, me compreso, è andata via</strong></p><p><strong>Quest’anno sono andato al Sant’Eusebio dove sto facendo grandi progressi: per il momento mi trovo bene, sia con i compagni che con il mister; in questi mesi stiamo facendo la qualificazione per il campionato regionale.</strong></p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-11 11:22:48 UTC</pubDate>
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         <title>La proposta rifiutata</title>
         <author>mattiamusso2</author>
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         <description><![CDATA[<p><br></p><p>Era il 2014, giocavo alla James che faceva parte della Juventus.</p><p>La mattina della partita ci siamo incontrati nello spogliatoio: era una bella giornata, non c’era&nbsp;una nuvola.</p><p>Appena iniziata la partita, ho subito fatto un’azione: ho preso palla e sulla riga ho scartato due avversari e ho tirato, ma ho preso palo; poi nell’azione dopo ho passato un filtrante al mio compagno, però lui non è riuscito a tirare.</p><p>A fine primo tempo mi arrivò una palla magica dal portiere , l'ho stoppata e ho tirato in porta e ho fatto gol.</p><p>Dopo i 10 minuti di pausa il Mister ci ha detto cosa fare nel secondo tempo. La squadra avversaria è stata bravissima, perché per metà secondo tempo non siamo riusciti a toccare palla e abbiamo preso un gol; alla fine, dopo tanti&nbsp;</p><p>tentativi, mi è arrivato un passaggio da un compagno.</p><p>Mentre correvo verso la porta il mio avversario mi è entrato in scivolata: mi aveva preso solo la gamba che stava dietro, quindi ho provato a resistere, ma sono caduto con la pancia in su e il portiere mi è entrato sulle parti basse; ciò nonostante ho fatto gol e ho chiuso la partita con la mia doppietta.</p><p>Grazie a questa partita abbiamo vinto un trofeo che ognuno di noi poteva tenere solo una settimana: io l’ho tenuto per primo.</p><p>La sera della partita abbiamo fatto una pizzata in un ristorante lì vicino e mentre aspettavamo la pizza noi ragazzi stavamo fuori a giocare a calcio o a&nbsp;nascondino.</p><p>Una settimana dopo aver lasciato il calcio mi è arrivata la notizia che l'allenatore Bianchi mi voleva nel Genoa: io però non avevo più voglia di giocare a calcio, quindi rifiutai l’offerta.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-11 11:24:48 UTC</pubDate>
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         <title>La nascita di Chanel</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Era un giorno di primavera e mia madre si stava avvicinando alla data del parto. Mi sentivo molto ansiosa e felice allo stesso tempo. Non vedevo l’ora di tenere in braccio mia sorella. Con la mia famiglia abbiamo organizzato una bellissima sorpresa a mia madre: le abbiamo comprato dei palloncini e dei fiori. Entrando nella stanza è rimasta per un attimo a bocca aperta l’abbiamo colta alla sprovvista. È stato molto emozionante per tutti. Dopo il parto ho visto per la prima volta Chanel e me ne sono innamorata follemente: quelle piccole guance baffute e quell’ espressione dolce sul suo viso mi hanno riempito di gioia. Dopo un paio di controlli siamo usciti dall’ ospedale ci siamo avviati verso casa sapevo che sarebbe stato l’inizio di una nuova vita. Mi stavo lasciando alle spalle un periodo speciale per la mia famiglia in questi ultimi messi ci siamo avvicinati molto supportando la sua gravidanza. Nonostante la paura di eventuali complicazioni dovute al parto, è andato tutto bene con mia grande felicità.&nbsp;</p><p>Di quei giorni dopo il parto mi ricordo un’atmosfera molto serena, in particolare una sera in famiglia passata a scherzare e a ridere tutto il tempo. Non mi sono mai sentita così felice come in quel momento. Quando mia sorella ha compiuto il suo primo anno non riuscivo a credere che il tempo fosse passato così velocemente: la vedevo crescere ogni giorno e notavo sempre di più la somiglianza che c’era tar me e mia sorella.&nbsp;</p><p>Ora che sta per compiere 7 anni mi sono resa conto che il tempo trascorso insieme non è mai abbastanza. Non vedo l’ora di vivere altri momenti di felicità insieme a lei.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-11 11:25:21 UTC</pubDate>
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         <title>Momento di gloria</title>
         <author>michaelalvarado5</author>
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         <description><![CDATA[<p>“Alva vai punta…” Era stata quella la frase che aveva stravolto la partita. Dopo mi sono sentito addosso la responsabilità di tutto e di tutti: i miei compagni si aspettavano il mio goal oppure un evento che ribaltasse la partita. Quella partita ci poteva portare alla semifinale del torneo, tutti contavano su di me perché in quelle settimane mi stavo allenando bene e stavo migliorando tecnicamente (tecnica di gioco), inoltre iniziavo a variare nelle diverse posizioni del campo. </p><p>Nel momento in cui ho cambiato posizione mi sentivo spaesato e avevo paura di sbagliare. In quella partita avevo iniziato in difesa e fino a quel punto ero rimaso lì. Dopo tre minuti il mister mi aveva chiamato e mi aveva detto: ”Gioca come sai, non preoccuparti e facci vincere…”. Dopo questo suggerimento sono rientrato in campo molto più motivato e con una gran voglia di farcela. </p><p>Ormai la partita era agli sgoccioli: mancavano solo 5 minuti più recupero ed eravamo sull'1-1. Durante un’azione della mia squadra ho preso palla e ho scartato tre avversari in senza fatica e senza paura; mi hanno fatto fallo e sul calcio di punizione abbiamo preso traversa. La palla è andata fuori, però eravamo sempre più vicini al goal e alla vittoria. L’arbitro aveva deciso di dare 2 minuti di recupero e la palla era nella nostra metà campo in un corner: gli avversari lo hanno battuto e uno dei nostri difensori è riuscito a prendere la palla e rinviarla su di me. In quel momento eravamo io, il difensore e il portiere. Sono riuscito a superare il difensore facilmente nonostante fosse fisicamente più forte di me.</p><p>Sono rimasto da solo con il portiere: ero messo male per riuscire a tirare rasoterra, quindi ho deciso di alzare la palla e di fare un pallonetto che non sarebbe riuscito a prendere. Dopo quel magnifico e inaspettato goal tutti i miei compagni e i miei allenatori sono venuti ad abbracciarmi e a festeggiare. Pochi secondi dopo l’arbitro ha fischiato la fine della partita. </p><p>Mentre entravo negli spogliatoi la mia squadra mi aspettava, ho raggiunto i miei compagni che mi hanno fatto un coro. L' emozione che ho provato non la dimenticherò mai, perchè sono riuscito a far felice un gruppo di persone che in quel momento chiamavo famiglia.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-11 11:27:03 UTC</pubDate>
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         <title>Io e lei</title>
         <author>asiarazore</author>
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         <description><![CDATA[<p>Sapete cosa si prova prima di una gara di equitazione? Probabilmente no, ma io sì, ed ora vi racconterò la mia prima</p><p>gara. </p><p>Avevo cinque anni ed ero felicissima. Ci trovavamo in un paesino di campagna, con i ragazzi del maneggio, siamo saliti per una strada molto ripida che portava al luogo dove si sarebbe svolta la gara. </p><p>Siamo arrivati al campo, ed intorno ho visto tantissimi cavalli: la mia, che si chiamava Miss, sembrava piena di energie ma allo stesso tempo molto tesa. </p><p>Anch'io ero un po' preoccupata, ma alla vista Miss e della sua buffa macchia bianca sul naso ero riuscita a distrarmi. </p><p>Nonostante le mille paure e ansie, durante la gara si è innescata una forte complicità e ci siamo divertite molto. </p><p>Al termine della gara si è tenuta la premiazione ed io e Miss siamo arrivate terze.</p><p>Quella giornata la ricorderò per sempre: è ancora viva nella mia memoria quella sensazione di felicità.</p><p>Miss è venuta a mancare quattro anni fa, ad oggi sento molto la sua assenza. Dopo la perdita di Miss ho ripreso a praticare equitazione allenandomi con altri cavalli, ma nessuno di loro era paragonabile a lei.</p><p>Tra tutti gli sport che ho fatto, dall'infanzia a oggi, solo l'equitazione ha saputo appassionarmi e allo stesso tempo rendermi serena.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-11 11:27:10 UTC</pubDate>
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         <title>Viaggio in America</title>
         <author>deboraharamini1</author>
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         <description><![CDATA[<p>Avevo sei anni, frequentavo la scuola elementare. Quella che sto per raccontarvi è la storia di una giornata apparentemente normale. Quella mattina mi ero preparata per andare come tutti i giorni a scuola, ma prima di terminare la mattinata l’insegnante mi dice di preparare lo zaino perché devo andare via. Pensavo di dover uscire per un appuntamento o un impegno di mamma e che sarei ritornata il giorno dopo. Non fu così. Mia madre mi stava aspettando all’uscita, prese il mio zaino e andammo dirette a casa. Quando arrivammo a casa vidi i bagagli ovunque, non sapevo cosa stesse succedendo, fino a quando mia madre mi disse solamente che saremmo andate negli Stati Uniti. Io non sapevo cosa dire perché non avevo potuto dire addio ai miei amici e famigliari. </p><p>Era il 2017 e mio padre era già partito da mesi per gli Stati Uniti. Io non mi aspettavo che un giorno lo avremmo seguito. Mia madre mi disse di prendere le mie cose e di andare verso la macchina. Io pensavo si trattasse di un viaggio di un mese solo, invece non fu così. Partimmo e non tornammo per molto tempo. Arrivammo all’aeroporto. Mia madre non mi spiegò perché stessimo partendo per gli Stati Uniti. Disse che non sarei stata in grado di capire e che me lo avrebbe spiegato quando sarei stata grande. Aspettammo il nostro turno per essere chiamate a fare il check-in e, una volta arrivato il nostro turno, controllarono i nostri bagagli e iniziarono ad annunciare il volo. Iniziammo a salire a bordo, aspettammo due ore e l’aereo partì. Volammo per 9-10 ore quando arrivammo negli Stati Uniti. Dormimmo tutto il viaggio. Una volta arrivati all’aeroporto di Newark ci venne a prendere mio cugino e da lì viaggiammo per 2 ore fino a giungere a Lakewood. Da quel giorno iniziò un’ avventura fantastica della durata di 6 anni.</p><p>Quando iniziai la scuola in America i primi giorni non sapevo nulla di inglese, ma con l’aiuto delle mie compagne spagnole che frequentavano la mia stessa scuola in poco tempo iniziai a parlare e capire l’inglese. Questo mi iniziò a far sentire bene e integrata. Furono anni bellissimi nei quali conobbi la mia migliore amica Ammi. Iniziammo a costruire un’amicizia indissolubile. Infatti oggi che ho 14 anni e sono tornata in Italia la continuo a sentire nonostante la distanza e forse nei prossimi anni mi raggiungerà per studiare e potremmo finalmente costruire nuovi ricordi insieme.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-11 11:31:15 UTC</pubDate>
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         <title>La vera amicizia</title>
         <author>saraezzahiri</author>
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         <description><![CDATA[<p>Un po’ di mesi fa ho conosciuto una ragazza su un gruppo di WhatsApp e ho legato subito con lei. La ragazza si chiama Siham, è di origine marocchina e abita in Calabria. Ogni giorno noi ci chiamiamo, l’ho fatta conoscere a mia madre, inoltre ha legato subito con mio fratello. </p><p>Siham è una ragazza molto brava, capisce se sto male solo dal tono della mia voce. In un periodo stavo molto male, lei è stata sempre con me e mi ha supportata sempre. Dopo un po’ di mesi è nato tra noi un legame duraturo e abbiamo trovato uno spazio per confrontarci. </p><p>Siham mi ha aiutato in molte situazioni, è una ragazza timida e spesso ha paura di conoscere nuove persone. Io fin passato non avevo mai il coraggio di fare qualcosa, ma grazie a lei ora non sono più come prima. Siham mi rassicura sempre ed è molto gentile con me. </p><p>Non vorrei mai lasciare la mia migliore amica perché mi ha cambiata; nonostante io avessi già tante amiche e amici, lei mi è stata sempre vicino e per questo le voglio tanto bene.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-11 11:31:39 UTC</pubDate>
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         <title>Il mio migliore amico</title>
         <author>edoardoolanda</author>
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         <description><![CDATA[<p>Era il primo giorno di scuola: ero tanto in ansia, non sapevo orientarmi, avevo solo il mio migliore amico al mio fianco. Entrai in classe: erano tutti nuovi, io ero agitato ma nello stesso tempo emozionato. In un solo giorno mi stavano tutti simpaticissimi, specialmente i maschi. </p><p>Dopo un paio di giorni iniziai a parlare con tutti, in particolare con questa ragazza di nome anonimo. Anonimo entrò subito nel mio cuore, trascorsi ore e ore con lei. Con lei mi sento al sicuro e so che possiamo parlare di tutto senza alcuna vergogna. Farei di tutto per lei, è davvero speciale e ad oggi siamo ancora migliori amici che escono e parlano tutti i giorni. </p><p>Mi ricordo ancora la nostra prima verifica insieme: eravamo tutte e due agitati, ma nello stesso tempo tranquilli, perché sapevamo di avere studiato. Iniziò alle 9 di mattina di un lunedì con il cielo sereno senza nuvole: la prova non era né troppo difficile né facile; finita la verifica eravamo tutti più sereni e tranquilli.</p><p>Dopo una settimana furono riconsegnate le verifiche: ero tanto in ansia e pallido, perché mi sentivo male; la professoressa chiamò me e la mia migliore amica e prendemmo 8, eravamo tutte e due felicissimi. Spero che la nostra amicizia duri nel tempo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-11 11:32:01 UTC</pubDate>
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         <title>La mia metà</title>
         <author>elisabettarivolta</author>
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         <description><![CDATA[<p>Voi sapete cosa significa avere un fratello più piccolo?</p><p>Se si, sono sicura che vi ritroverete nelle mie parole.</p><p>11 novembre 2016: giornata qualunque di sole… Forse era un segno?</p><p>Mia mamma e io eravamo in giro per negozi: dato che a breve sarebbe nato il figlio di mio padre e di sua moglie, avevamo deciso di passare da qualche negozio per neonati per fare un regalo al nuovo arrivato.</p><p>Finite le nostre commissioni, ci recammo verso la macchina e come mia mamma mise in moto arrivò una chiamata: era nato mio fratello.</p><p>Ero incredula, mi sembrava surreale, non avevo realizzato bene. Ero solo molto agitata e l’unica cosa che riuscivo a fare in quel momento era immaginarmi la sua faccia.</p><p>La nostra meta diventò l’ospedale. Quando arrivai e lo vidi rimasi scioccata: mi sembrava tutto molto strano, non sapevo che dire, ma ero solo molto felice. Finalmente era nata una parte di me, la persona che ad oggi reputo tra le più importanti, la persona per cui dare la vita: è il mio punto debole e che nessuno deve toccare. Sono molto, troppo protettiva nei suoi confronti. </p><p>Quel giorno poi arrivarono molte persone e dopo vari festeggiamenti, confusione e regali tornai a casa con molta ansia del suo prossimo ingresso.</p><p>Ecco, questo fu il giorno più bello della mia vita, il giorno che non scorderò mai, il giorno in cui ebbi una responsabilità in più.</p><p>Posso dire che il mio sentimento verso di lui è più forte di qualsiasi catena possa esistere. Per quanto piccolo possa essere mi fa ridere e mi ascolta; comprendendomi, senza dire o fare grandi cose, è la mia spalla destra, il mio tetto, una parte che quando starò per crollare sarà sempre vicino a me.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-11 11:36:29 UTC</pubDate>
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         <title>Le mie vacanze in Calabria</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>L'estate scorsa, in occasione di un matrimonio di un nipote di mia mamma Andrea, per la prima volta sono andato a trascorrere le vacanze estive in Calabria, la regione delle origini dei miei nonni paterni e quindi di mio padre. </p><p>Come base eravamo a Palmi, cittadina ridente in provincia di Reggio Calabria; ma poi nelle tre settimane di permanenza abbiamo girato un po' nei dintorni. Anche se mi piace di più la montagna, ho visitato dei bellissimi posti, come Tropea, Pizzo Calabro famosa per il famoso tartufo, Reggio Calabria con i bellissimi Bronzi di Riace, ed altri ancora.</p><p>A parte il caldo abbastanza elevato, il mare è bellissimo.</p><p>Anche per quanto riguarda la parte gastronomica ci sono ottimi piatti da gustare, e quindi tutto sommato sono stato contento di essere andato a visitare una bellissima regione come la Calabria.</p><p>Per non parlare del matrimonio, che è stato celebrato il 25 di agosto, e come vuole la tradizione è iniziato al mattino e finito a tarda serata, con una marea di parenti e amici. Tutto bellissimo. I due sposi hanno coronato il loro sogno d'amore e i primi di dicembre hanno avuto una bellissima bambina di nome Sara. Spero di andarla a trovare presto.    </p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-12 15:27:25 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Il Basket Sestri</title>
         <author>albertoamore</author>
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         <description><![CDATA[<p>“Hey, vieni con me a fare la prova per il club di basket!” mi disse Amedeo con tono eccitato.</p><p>Cominciammo la prova e ci divertimmo tantissimo. Quando tornammo nel club, l’allenatore appena ci vide si presentò e disse: “Benvenuti nel Basket Sestri! Da oggi dovete correre”.</p><p>Dopo svariati allenamenti (quasi un anno intero) cominciò la nostra prima partita, che vincemmo 71 a 39 e fui felicissimo. In quella partita feci 6 canestri e 5 rebound. “Andiamo a mangiare una pizza” propose Ame, dopo aver avuto il consenso dei nostri genitori.</p><p>All’inizio del mio ultimo anno al Basket Sestri andammo ai regionali, vincendo tutte le partite, e arrivammo in finale. L’ansia era palpabile: Amedeo stava tremando, ma a metà della partita eravamo furiosi perché perdevamo 60 a 45. Ame esclamò: “Questo arbitro è venduto!!”. Io e Ame segnammo circa 15 canestri e la partita finì 78 a 82 per noi, e fu così che vincemmo i regionali e mi appassionai sempre di più al basket.</p><p>Chi avrebbe mai pensato che solo grazie ad una richiesta di Ame mi sarei divertito così tanto giocando a basket?&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-18 11:01:18 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>L&#39;accosto</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>La mia giornata è iniziata nel letto con molta ansia e pensieri per la testa, perché dopo poche ore avrei giocato la mia</p><p>prima partita di biliardo. La passione per questo sport mi è stata trasmessa da mio padre, vincitore di molti titoli importanti, come il campionato nazionale a Modena nel 2018, oppure i regionali quest'estate a Santa Margherita, a cui ero presente come sempre fin da piccolino.</p><p>Mi vidi con un mio amico dallo stadio di Marassi a fianco a casa mia, dove dopoun po’ ci passò a prendere mio padre con la macchina per portarci a Cornigliano, in un posto nuovo costruito da poco con due sale: uno con un bar e l’altra con molti biliardi, dove avrei giocato.</p><p>Arrivai e parcheggiammo lì a fianco. L'ansia cresceva, quando vidi arrivare mio nonno: anche lui è un giocatore di biliardo molto forte, ma rimasto in serie C, non come mio padre che arrivò alla serie A.</p><p>Entrai per provare il biliardo e andai molto bene, e mi fecero i complimenti; ma quando arrivò il momento di giocare mi venne un blocco, sia per l’ansia, sia per l’emozione di giocare davanti a molte persone che non conoscevo.</p><p>Rimasi un po’ indietro: l'avversario era a settanta punti e io a trenta, e bisognava arrivare a ottanta; recuperai un po’, feci altri venti punti, ma vinse lui lasciandomi stupito e incredulo.</p><p>Fuori mio padre mi incoraggiò cosi tanto che nei mesi successivi partecipai molti altri tornei ed entrai in una squadra con cui gioco il lunedì sera.</p><p>Ah, per chi non lo sapesse, l’accosto è un metodo per prendere punto a biliardo, per poi andare a bocciare e fare altri punti fondamentali.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-19 19:36:02 UTC</pubDate>
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