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      <title>BIBLIOTECA SCOLASTICA L.da Vinci FLORIDIA by </title>
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      <description>informazioni e conoscenze</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-09-14 19:14:10 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>concpistritto</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-09-14 19:06:05 UTC</pubDate>
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         <title>Anniversari 2017</title>
         <author>concpistritto</author>
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         <description><![CDATA[<div>“<strong>Il ricordo di illustri scrittori del passato”<br>Il 2017 è un anno ricco di ricorrenze letterari come:<br></strong><br></div><div><strong>125 anni dalla nascita di J.R.R. Tolkien,<br></strong><br></div><div><strong>150 anni dalla nascita di Luigi Pirandello,<br></strong><br></div><div><strong>150 anni dalla morte di Charles Baudelaire,<br></strong><br></div><div><strong>200 anni dalla morte di Jane Austen,<br></strong><br></div><div><strong>30 anni dalla morte di Marguerite Yourcenar<br></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-09-15 15:43:48 UTC</pubDate>
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         <title>Anniversari 2017 - 2018</title>
         <author>concpistritto</author>
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         <pubDate>2017-09-15 15:47:37 UTC</pubDate>
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         <title>BLOG concettapistritto</title>
         <author>concpistritto</author>
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         <description><![CDATA[<div>interessi  vari</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-09-15 16:57:32 UTC</pubDate>
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         <title>Roberto Rossellini</title>
         <author>concpistritto</author>
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         <description><![CDATA[<div>Civiltà cattolica 2017<br><strong>ABSTRACT –</strong> Roberto Rossellini è morto il 3 giugno 1977, all’età di 71 anni, mentre era ancora in piena attività. Aveva dedicato gli ultimi 15 anni della sua vita all’elaborazione di un progetto enciclopedico, che potrebbe essere indicato come la storia del pensiero umano dagli albori dell’umanità fino ai nostri giorni, esposta per tappe con il mezzo audiovisivo.<br><br></div><div>A quarant’anni dalla morte di Rossellini, il nipote Alessandro, figlio di Renzo, che sta girando un documentario sul nonno, visto attraverso i ricordi dei discendenti, alla luce della mia frequentazione con lui, mi ha chiesto di dirgli qual è, secondo il mio punto di vista, l’eredità che il regista ha lasciato a figli e nipoti. La risposta non è facile. La prima cosa che mi viene in mente è che l’eredità di Rossellini consiste soprattutto nell’insieme delle sue opere: una cinquantina di film realizzati in poco più di quarant’anni. E la mia impressione è che Rossellini abbia fatto sempre lo stesso film. Un unico, lungo film, che va da <em>Fantasia sottomarina </em>a<em>Beaubourg</em>. La linea di pensiero è sempre quella: la lotta dell’uomo per la conquista della libertà.<br><br></div><div>Ma l’uomo non può dirsi veramente libero se, dopo aver lottato contro coloro che cercano di coartare dall’esterno la sua libertà, non rivolge le armi di cui dispone contro se stesso, riuscendo a vincere il proprio egoismo. Da qui l’importanza accordata alla religione, che attraversa tutta la filmografia di Rossellini.<br><br></div><div>Come dubitare che Rossellini sia un uomo di fede? La sua fede si esprime non soltanto nelle pellicole che ha dedicato ad argomenti esplicitamente religiosi, ma si può dire che sia come una presenza invisibile che accompagna ogni altro suo film. La cifra segreta di quelle immagini, nelle quali il fenomeno umano è sviscerato nella sua essenza e collocato in una luce che è quella dell’eternità. «L’immagine di Gesù – diceva Rossellini – è amore e umiltà. L’amore e l’umiltà sono l’unico mezzo con il quale ci si può opporre all’orgoglio, alla viltà, al desiderio di competere, di imporsi, di affermarsi. Gesù ha preso a proprio carico il male degli altri. È tutto quello che dobbiamo fare se vogliamo stabilire un modo di vivere in una società basata sulla fraternità e sull’amore inteso in senso assoluto».<br><br></div><div>********<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-09-15 17:31:32 UTC</pubDate>
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         <title>LA NUOVA VIA DELLA SETA Le ambizioni globali dell’economia cinese Fernando de la Iglesia Viguiristi Quaderno 4014 pag. 486 - 499Anno 2017Volume III ABSTRACT – Nello scorso mese di maggio, a Pechino, davanti a quasi 30 Capi di Stato e di governo e a più di 1.000 delegati di 130 Paesi, il presidente cinese Xi Jinping ha annunciato un grande progetto che prevede la costruzione della «Nuova via della seta», attraverso ben 65 Paesi. Riprendendo l’idea dell’antica «via» che ha unito Oriente e Occidente dal II secolo a.C. fino al XV d.C., la Cina vuole mettersi alla testa della globalizzazione del futuro. Il progetto – noto anche con l’acronimo «Obor», dalla sua definizione in inglese: One belt, one road – si propone di sviluppare le infrastrutture e, grazie ad esse, le relazioni economiche e commerciali, secondo due percorsi, uno terrestre e uno marittimo. Pechino prevede di investire 1.000 miliardi di euro nel corso di un decennio. Le opere sono già state avviate.L’iniziativa della «Nuova via della seta» risponde a una chiara visione geopolitica e geoeconomica del presidente Xi Jinping: si propone come un’alternativa alla Transpacific partnership (Ttp) e alla Transatlantic trade and investment partnership (Ttip).Il progetto mostra luci e ombre, nonché notevoli incertezze. Molti Paesi oscillano tra sentimenti contraddittori: ambiscono agli investimenti cinesi, ma al tempo stesso ne diffidano.A questo punto è necessario comprendere bene il modello economico che negli ultimi decenni ha portato la Cina al suo clamoroso sviluppo, perché esso è nato da una strategia ben lontana dai precetti tradizionali del libero mercato. L’esperienza della Cina offre infatti la prova inconfutabile del fatto che la globalizzazione può essere una vera e propria manna per le nazioni povere, ma costituisce al tempo stesso l’argomento più forte contro l’ortodossia ultraliberale, che esalta una globalizzazione finanziaria e un’integrazione profonda tramite l’Organizzazione mondiale del commercio (Omc). È stata infatti la capacità della Cina di proteggersi dall’economia globale a rivelarsi decisiva per mettere a frutto i suoi sforzi per costruire una base industriale moderna che, messa alla prova dei mercati mondiali, ha avuto successo.Quali sono le opportunità e i rischi di questo «nuovo» protagonismo economico cinese? L’interrogativo che sembra rappresentare la minaccia maggiore nel futuro immediato riguarda lo smisurato surplus commerciale della Cina. La lezione della storia è chiara: gli squilibri commerciali sono sempre stati il terreno fertile delle politiche protezionistiche, e oggi stiamo già assistendo a un tale scenario. Con ciò l’attuale globalizzazione viene messa in dubbio a livello non soltanto teorico, ma anche politico.</title>
         <author>concpistritto</author>
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         <pubDate>2017-09-15 17:40:05 UTC</pubDate>
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         <title>Progetto &quot;Quotidiani oggi ed ieri</title>
         <author>concpistritto</author>
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         <pubDate>2017-09-16 09:05:59 UTC</pubDate>
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