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      <title>Remake of Secondaria by Genny</title>
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      <description>Gabelli</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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         <title>LETTERA AI MIEI RAGAZZI...</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Cari ragazzi, <br><br></div><div>sono davanti ad uno schermo, tra le pareti domestiche e mi accorgo che mi mancate…. mi trovo in grande difficoltà perché per me l'aula, il contatto giornaliero con tutti voi, una carezza, un rimprovero , un incoraggiamento sono elementi fondamentali e necessari  che mi mancano tanto e che 🤬 sempre anteposto a tutto ciò che riguardava la didattica. L'aspetto umano è stato sempre un fattore importante che spesso mi ha dato più risultati rispetto alle altre cose. <br><br></div><div>Stare a scuola è un’esperienza imparagonabile.<br><br></div><div>Nessuna didattica a distanza potrà mai compensare le attività  svolte in classe, ma proverò lo stesso a farvi sentire che ci sono.  Sto approntando delle lezioni che vi aiutino a mantenere il ritmo dello studio, ci saranno esercizi, pagine da leggere e anche attività più divertenti. Seguitele con costanza e serietà, augurandoci di poterci ritrovare presto nelle nostre aule… Vi penso… PROF.SSA DANIELA GRANATA<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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         <title>LEZIONE 1: GRAMMATICA CLASSE 1 A - PROF.SSA GRANATA</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div><a href="http://www.testisemplificati.com/gli-aggettivi-in-sintesi.html"><strong>Gli aggettivi in sintesi</strong></a></div><div><strong> </strong></div><div>Gli aggettivi ci indicano le caratteristiche di un nome a cui si riferiscono<em>.</em></div><div>N.B.<em> Un aggettivo è sempre accompagnato da un nome a cui si riferisce!!!</em></div><div> </div><div><strong><br>AGGETTIVI QUALIFICATIVI</strong>: indicano una qualità ( bello, veloce, chiaro, dolce…). Hanno vari gradi:<br><br></div><div>·       grado positivo (bello),</div><div>·       grado comparativo di maggioranza ( <strong>più</strong> bello),</div><div>·       grado comparativo di minoranza (<strong>meno</strong> bello)</div><div>·       grado comparativo di uguaglianza (bello <strong>come</strong>…)</div><div>·       grado superlativo assoluto (bellissimo, molto bello)</div><div>·       grado superlativo relativo (<strong>il</strong> più bello)</div><div>·        </div><div><strong>AGGETTIVI POSSESSIVI</strong>: indicano possesso, mi dicono di chi è una cosa. Sono aggettivi possessivi<strong>: mio, tuo, suo, nostro, vostro, loro, proprio, altrui.</strong></div><div> </div><div><strong>AGGETTIVI DIMOSTRATIVI</strong>: indicano la collocazione, cioè il luogo o il tempo in cui sono un oggetto, animale o cosa. Sono: <strong>questo, codesto, quello, stesso, medesimo</strong></div><div> </div><div><strong>AGGETTIVI INDEFINITI</strong>: indicano una quantità o una qualità indefinita, cioè non ben determinata. Alcuni sono: <strong>nessuno, ciascuno, ogni, qualsiasi, alcuno, qualche, certo, tael, molto troppo, tanto, diverso, altrettanto,parecchio, poco, tutto, altro</strong>,…</div><div> </div><div><strong><br>N.B.</strong> Alcuni aggettivi indefiniti possono avere le forme del grado comparativo e superlativo:<br><br></div><div><br>molto – più – moltissimo<br><br></div><div><br>poco – meno – pochissimo<br><br></div><div><br>tanto – tantissimo<br><br></div><div><br> <br><br></div><div><strong>AGGETTIVI INTERROGATIVI O ESCLAMATIVI</strong>: introducono una domanda o una esclamazione. Essi sono: <strong>che, quale, quanto</strong>.</div><div>Attenzione: <em>nei discorsi indiretti le domande sono introdotte dall’aggettivo, ma non finiscono con un punto di domanda!!</em></div><div> </div><div><strong><br>AGGETTIVI NUMERALI</strong>: indicano la quantità numerica. I due gruppi principali sono:<br><br></div><div>·       cardinali (uno, due…)</div><div>·       ordinali (primo, secondo…).</div><div>Sono numerali anche <strong>doppio, triplo, triplice, mezzo, entrambi…</strong></div><div> <br><br></div><div><strong>ESERCIZI<br></strong><br></div><div><strong>1.</strong>       <strong>Sottolinea tutti gli aggettivi qualificativi presenti nel seguente brano </strong></div><div> </div><div>Dorothy viveva in mezzo alla grande prateria del Kansas insieme allo zio Enrico, che faceva il contadino, e alla zia Emma, sua moglie. Possedevano una casa piccola, perché avevano dovuto trasportare il legno per costruirla per miglia e miglia sul carro. La casa era costituita da un'unica stanza formata da quattro pareti, un pavimento e un tetto; vi si trovavano un vecchio fornello coperto di ruggine, un armadio per i piatti, una tavola, tre o quattro sedie e i letti. Lo zio Enrico e la zia Emma avevano un letto grande, posto in un angolo, mentre Dorothy un lettino in un altro angolo. Non c'erano né un solaio né una cantina, ma soltanto una piccola cavità scavata nella terra, chiamata “cantina del ciclone”, dove la famiglia poteva trovare rifugio qualora fosse scoppiato uno di quei terribili uragani che sono così violenti da demolire qualsiasi edificio. A quella buca, angusta e buia, si aveva accesso grazie a una piccola scala a pioli, che partiva da una botola situata in mezzo al pavimento. [Tratto da Lyman frank Baum, Nel meraviglioso mondo del mago di Oz – a cura di Paola Zaccaria - Atlas, p. 7]</div><div> </div><div><strong>2.</strong>     <strong>Nelle seguenti frasi sottolinea una volta i superlativi assoluti, due volte i superlativi relativi: </strong></div><div><strong> </strong></div><div>a) Vedi quel signore laggiù? E' un celeberrimo pittore. b) E' stata la sconfitta più grande che la nostra squadra abbia mai riportato c) In quel ristorante il cibo è di pessima qualità d) Sono felicissimo di essere qui e) E' la studentessa migliore della classe</div><div><strong> </strong></div><div><strong>3.</strong>     <strong>Nelle seguenti frasi sottolinea una volta gli aggettivi comparativi, due volte quelli superlativi</strong></div><div> </div><div> a) Michele ha acquistato un'auto molto costosa b) Simone ha intrapreso una carriera difficilissima c) Il tuo lavoro è meno impegnativo del mio d) Paola è più preparata in matematica che in inglese e) Il tuo bambino è simpaticissimo</div><div> </div><div><strong>4.</strong>       <strong>Sottolinea tutti gli aggettivi qualificativi presenti nelle seguenti frasi</strong> </div><div> </div><div>a) Quel bambino piccolo indossa una felpa rossa b) La mia mamma cucina una abbondante e gustosa pasta al ragù c) Sto studiando la storia antica, ma preferisco quella moderna d) Sul mio banco ci sono cinque penne blu, un grande astuccio azzurro e una matita rossa e) Che fantastici paesaggi 🤬 visto durante il mio lungo viaggio in Spagna!</div><div><strong> </strong></div><div><strong>5. Nelle seguenti frasi sottolinea una volta gli aggettivi possessivi, due volte i dimostrativi: </strong></div><div> </div><div>a) Quel tuo maglione è bellissimo: me lo presti? Io ti presto questa felpa verde b) Io sono di questa idea: ognuno ha diritto alla propria privacy c) Vorrei avere il tuo coraggio! d) Il mio giudizio su quell'episodio è positivo e) Quella ragazza è la sorella del tuo amico Mauro</div><div><strong> </strong></div><div><strong>5.</strong>       <strong>Sottolinea tutti gli aggettivi possessivi presenti nel seguente brano</strong></div><div><strong> </strong></div><div> Appena finite le mani, Geppetto sentì portarsi via la parrucca dal capo. Si voltò in su, e cosa vide? Vide la sua parrucca gialla in mano al burattino. – Pinocchio!... rendimi subito la mia parrucca! E Pinocchio, invece di rendergli la parrucca, se la messe in capo per sé, rimanendovi sotto mezzo affogato. A quel garbo, insolente e derisorio, Geppetto si fece triste e melanconico, come non era stato mai in vita sua: e voltandosi verso Pinocchio gli disse: – Birba d'un figliuolo! Non sei ancora finito di fare, e già cominci a mancar di rispetto a tuo padre! Male, ragazzo mio, male! [Tratto da Carlo Collodi, Le avventure di Pinocchio – storia di un burattino – Mursia Scuola pp. 14-15]</div><div> </div><div><strong>6.</strong>       <strong>Nelle seguenti frasi sottolinea gli aggettivi numerali </strong></div><div><strong> </strong></div><div>a) Per arrivare a Torino abbiamo preso due treni e due autobus b) La prima volta che ti 🤬 visto in tre secondi 🤬 pensato che assomigliavi a tuo padre c) Nel 1789 ebbe inizio la Rivoluzione Francese d) Che fila questa mattina all'ufficio postale: c'erano venti persone! e) Voglio una doppia porzione di gelato con una tripla razione di panna<br><br>MI RACCOMANDO, SVOLGETE GLI ESERCIZI, ORDINATAMENTE, SUL QUADERNO!!!!!!<br><br><mark><br></mark><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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         <title>LEZIONE 2: ANTOLOGIA- IL RACCONTO D&#39;AVVENTURA CLASSE 1 A - PROF.SSA DANIELA GRANATA</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>LA SECONDA LEZIONE VI CHIEDE DI SCRIVERE UN RACCONTO D'AVVENTURA....SEGUITE I SUGGERIMENTI E DATE SFOGO ALLA VOSTRA FANTASIA !!!!!!<br><br>MAPPA PER SCRIVERE UN RACCONTO D’AVVENTURA<br><br></div><ul><li>SCEGLI IL PROTAGONISTA, BUONO E INTELLIGENTE E L’ANTAGONISTA CATTIVO E MALVAGIO</li><li>STABILISCI UN NARRATORE, IN PRIMA PERSONA O IN TERZA PERSONA</li><li>RACCONTA I FATTI, ACCADONO SEMPRE MOLTI FATTI IMPREVEDIBILI</li><li>RISPETTA LA SUCCESSIONE TEMPORALE, SCRIVI IN ORDINE DI TEMPO</li><li>SCEGLI I LUOGHI, SELVAGGI E UN PO’ MISTERIOSI</li><li>FISSA IL TEMPO, PRESENTE O PASSATO</li><li>SCEGLI UN TITOLO</li></ul><div><br>MI RACCOMANDO, SVOLGETE L'ESERCIZIO, ORDINATAMENTE, SUL QUADERNO!!!!!!</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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         <title>LEZIONE 1: LETTERATURA CLASSE 2 B - PROF.SSA DANIELA GRANATA</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>RAGAZZI, ECCO UN LINK PER RISPONDERE A 20 DOMANDE SU DANTE E LA DIVINA COMMEDIA, VI AIUTERA' A RIPETERE. BUON LAVORO!</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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         <title>LEZIONE 3: LABORATORIO DI LETTURA - CLASSE 2 A E 2 B - PROF.SSA DANIELA GRANATA</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
         <link>https://padlet.com/sorrentinomario244/dp36obnzrcds/wish/457037004</link>
         <description><![CDATA[<div>RAGAZZI, 🤬 CARICATO IL LIBRO DI LILIANA SEGRE PER CONSENTIRVI DI PROSEGUIRE AUTONOMAMENTE LA LETTURA...APPROFITTATE DI QUESTI GIORNI...LEGGETE, LEGGETE, LEGGETE!!!!!</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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         <title>LEZIONE 2: ANTOLOGIA CLASSE 2 B - PROF.SSA DANIELA GRANATA</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>LEGGI CON ATTENZIONE E RISPONDI AL QUESTIONARIO!!!<br> Il diario di Anna Maria <br>Sabato 3 gennaio 1959. – Vittoria! Le 🤬 finalmente! Ed è una cosa meravigliosa, sensazionale, fantastica!1 Ci sono voluti sei mesi di bisticci, insinuazioni, cauti approcci, gentilezze diplomatiche, bronci, ma, questa volta, finalmente, ce le 🤬! E grazie anche a Giacomo2 che, non potendone più, dopo un’ultima discussione ha detto a mamma: “E lasciala fare, è abbastanza grande ormai per decidere. Sono fatti suoi”. Oh se tu sapessi, cara piccola Franchina, quanto sono felice! Lo dico a te soltanto, questa sera, perché ti voglio bene. E’ tanta e tale la mia gioia, che riprendo il mio diario. Ma, questa volta, i genitori non riusciranno a beccarlo: lo porterò sempre con me. Se penso che me l’hanno proprio fatta! Non l’avrei mai immaginato. Eppure l’avevo nascosto bene… E pensare che hanno letto tutte le mie cose… arrossisco per la rabbia e la vergogna. Ma ormai, è tutta acqua passata; questa sera 🤬 vinto la mia battaglia. Martedì 6 gennaio. – Scarpe alte, di cuoio finissimo. Le 🤬 messe di nascosto nella mia cartella per poter farle ammirare a Franchina. Le trova bellissime. C’è stata lezione di geometria. Non vale la pena di ascoltarla, tanto non ci capisco niente. Sto disegnando delle ballerine in “tutù”. Voglio fare la ballerina; Franchina la hostess, ma i suoi genitori non ne vogliono sapere. Io non 🤬 detto nulla a casa: così, evito le reazioni più o meno simpatiche. Giovedì 8 gennaio. – Come ogni giovedì, la nonna è venuta a pranzo da noi a mezzogiorno. Abbiamo dovuto dirglielo che le avevo. Ero un po’ imbarazzata nel fargliele vedere, ben sapendo quanto avrebbe brontolato. Ha fatto quasi una scenata a mamma. Ha detto “che è ridicolo, che alla mia età non era proprio il caso, che noi gettiamo i soldi dalla finestra…!”. “Ah, povera bambina, la accontentate in tutto, ma ve ne pentirete. E guardate quell’altro che sghignazza, laggiù nell’angolo” (era Giacomo che maliziosamente ammiccava). In quel momento, è arrivato papà. Non sapevo bene quale sarebbe stata la sua reazione. Ha sorriso guardandomi e ha mormorato: “Come stai diventando grande!”, poi mi ha afferrata alla vita e, facendo finta di alzarsi sulla punta dei piedi, mi ha baciata in fronte: “Buongiorno, mia piccola regina!”. La nonna ha mugugnato: “Naturalmente, ci sei anche tu a sostenerla”. Per una volta che mi appoggiano… capita così di rado… (da Donare, il diario di Anna Maria, di Michel Quoist, ed. Borla) <br> Questionario <br>1. Nella prima pagina del suo diario Anna Maria dice: “Vittoria! Le 🤬 finalmente!”. A cosa si riferisce? .................................................................................................................................................................<br> 2. Chi è secondo te Franchina? ................................................................................................................................................................. <br>3. Perché Anna Maria la prima volta ha interrotto la compilazione del diario? ................................................................................................................................................................. ................................................................................................................................................................. <br>4. Perché secondo te Anna Maria sente il bisogno di tenere un diario? ................................................................................................................................................................. ................................................................................................................................................................. <br>5. Com’è il rapporto che Anna Maria ha con i suoi genitori? Ti rispecchi in quello che lei dice? ................................................................................................................................................................. ................................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................................<br> 6. Quali sono i tempi verbali usati prevalentemente? (2) presente indicativo  passato prossimo indicativo  passato remoto indicativo<br><br> 7. Quali caratteristiche formali del diario sono presenti in questi brani? data  intestazione  congedo  <br><br>8. Quale registro linguistico usa l’autrice? formale  informale  <br><br>9. Da cosa lo deduci? Porta qualche esempio. ................................................................................................................................................................. ................................................................................................................................................................. <br>10. Com’è la narrazione? organica  frammentaria  <br><br>MI RACCOMANDO, SVOLGETE LA SCHEDA, ORDINATAMENTE, SUL QUADERNO!!!!!!</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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         <title>RAGAZZI CHEK</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ciao ragazzi, come e' strano parlare attraverso uno schermo, il chek sta per come parlate voi, chek mi mancate, chek la rompi di tecnologia anche da lontano mi fa studiare chek!<br>UN ABBRACCIO GRANDE ! PROF. CHEK CENNAMO FORTUNA.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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         <title>E ADESSO UNA PICCOLA VERIFICA!</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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         <title>LEZIONE 3: EPICA CLASSE 1 A - PROF.SSA DANIELA GRANATA</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>UN QUESTIONARIO PER RIPETERE I CONCETTI FONDAMENTALI...METTITI ALLA PROVA, SCOPRI COSA RICORDI (MA SE SEI INSICURO, CONTROLLA SUL TESTO!!!!)<br><br> 1)Il termine “epica” significa:  racconto in versi delle imprese degli eroi racconto tramandato oralmente danza popolare 2)L’epica greca arcaica si ispira: agli eventi bellici accaduti tra città come Micene, Sparta, Corinto, Pilo e Ilio a imprese piratesche avvenute nel Mediterraneo alle guerre persiane <br>3)Coloro che tramandavano oralmente i miti e le leggende erano: i sacerdoti gli aedi (cantori) i rappresentanti del popolo <br>4)Coloro che realizzavano i primi brevi poemi erano: gli aedi i rapsodi gli eroi <br>5)Il primo autore dell’Occidente è: Ulisse Omero un anonimo 6)Alcuni ritengono che le differenze linguistiche e stilistiche tra Iliade e Odissea si spieghino nel seguente modo (scegli due possibili teorie): l’Iliade è l’opera giovanile di Omero e l’Odissea il poema della maturità i due poemi sono stati scritti da due autori diversi vissuti tra IX e VIII secolo a.C. l’Iliade è stata scritta nel X secolo da un anonimo, l’Odissea da Omero nel VIII secolo a.C. <br>7)Greci o Troiani? Cerchia i primi e sottolinea i secondi: Achille – Andromaca – Agamennone – Ecuba – Elena – Enea – Ettore – Menelao – Paride – priamo – Patroclo – Odisseo. <br><br>MI RACCOMANDO, SVOLGETE GLI ESERCIZI, ORDINATAMENTE, SUL QUADERNO!!!!!!</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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         <title>LEZIONE 1:TECNOLOGIA CLASSI IA-IB-PROF.SSA CENNAMO</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div><mark>LA CARTA:</mark><br>LAVORAZIONE DEI MATERIALI <br>FOGLIO DI PAPIRO : </div><div>SCOPERTA DAGLI EGIZI ,PIANTA PALUSTRE SIMILE A  UNA CANNA CON DENTRO MIDOLLO BIANCO VENIVA TAGLIATO IN STRISCE SOTTILI E SOVRAPPOSTE IN STRATI INCROCIATI-SIMILE ALLA NOSTRA CARTA   </div><ol><li>PERGAMENA :  </li></ol><div>PELLI DI CAPRETTO O AGNELLO IMMERSA NELLA CALCE E LASCIATA SECCARE BEN TESA SU TELAIO E POI RASCHIATA CON PIETRA POMICE MOLTO RESISTENTE E COSTOSA <br> <br> CARTA IN CINA : CARTA CHE  USIAMO OGGI ,FIBRE INTRECCIATE  INVENTATA IN CINA INIZIALMENTE ERANO CANNE DI BAMBU TECNICA TENUTA GELOSAMENTE CUSTODITA DAI CINESI  <br> <br>         <br> <br> <br> <br>CARTA A MANO: LA PRIMA FABBRICA FU LA FABRIANO  INIZIALMENTE LA MATERIA PRIMA ERANO STRACCI DI LINO E COTONE SFILACCIATI  PROCEDIMENTO COME QUELLO DEI CINESI ,TECNICA TENUTA SEGRETA  PER MOLTI ANNI.  MOLTO  MENO CARO DELLA PERGAMENA COME PROCEDIMENTO     <br>CARTA A MACCHINA:NASCE LA MODERNA INDUSTRIA DELLA CARTA  <br>MACCHINA CONTINUA=  UN FOGLIO LARGO 60 CM E POI ANCORA PIU LARGO <br>MACCHINA SFIBRATRICE= PER RICAVARE LE FIBRE DAL TRONCO <br>IN SEGUITO PASTA CHIMICA= BOLLIRE TRUCIOLI CON LA SODA <br>NUOVI PRODOTTI: CARTA IGIENICA- CARTONE ONDULATO </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <title>LEZIONE 2:TECNOLOGIA CLASSI IA-IB-PROF.SSA CENNAMO</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <title>LEZIONE 2 TECNOLOGIA:CLASSI IIA-IIB-PROF.SSA CENNAMO</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>METTITI ALLA PROVA:</strong><br><br></div><div><strong>SEGNA CON UNA CROCETTA LA RISPOSTA GIUSTA:</strong><br><br></div><div> <br><br></div><div>1.      LA CARTA SI PRODUCE NELLA:<br><br></div><div> <br><br></div><div>§  CARTIERA </div><div>§  FABBRICA </div><div>§  SEGHERIA<br><br></div><div> <br><br></div><div>2.      LA CARTA DERIVA:<br><br></div><div> <br><br></div><div>§  DAL LEGNO</div><div>§  DALLA PLASTICA</div><div>§  DAL FERRO<br><br></div><div> <br><br></div><div>3.      IL PESO DELLA CARTA SI CHIAMA:<br><br></div><div> <br><br></div><div>§  CHILO</div><div>§  GRAMMATURA</div><div>§  LITRO<br><br></div><div> <br><br></div><div>4.      LA CARTA PER PULIRE È:<br><br></div><div> <br><br></div><div>§  LA CARTA VETRATA</div><div>§  MOLTO MORBIDA</div><div>§  DI COLORE MARRONE<br><br></div><div> <br><br></div><div>5.      LA CARTA È ANCHE:<br><br></div><div> <br><br></div><div>§  UN ISOLANTE TERMICO</div><div>§  UN ISOLANTE LIQUIDO</div><div>§  UN ISOLANTE SOLIDO<br><br></div><div> <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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         <title>LEZIONE 1 TECNOLOGIA CLASSI IIA-IIB-PROF.SSA CENNAMO</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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         <title>PICCOLA VERIFICA:</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div><mark>VERIFICA COMUNICAZIONE</mark><br><br></div><div> <br><br></div><div><mark>LEGGI LE FRASI E INSERISCI LE SEGUENTI PAROLE.<br></mark><br></div><div> <br><br></div><div><mark>PAROLA SCRITTA-TELEGRAFO-TELEFONO-FOTOGRAFIA-RADIO-CINEMA-TELEVISIONE-COMPUTER-MICROCHIP.</mark><br><br></div><div> <br><br></div><div> <br><br></div><div> <br><br></div><div>1.     PER MOLTI SECOLI L’UOMO HA USATO LA ……………………….</div><div>2.     NELL'OTTOCENTO L’UOMO COMUNICA CON IL………………….</div><div>3.     TRA OTTOCENTO E NOVECENTO L’UOMO COMUNICAVA CON IL………………..E LA…………………</div><div>4.     NELLA PRIMA META’ DEL NOVECENTO L’UOMO HA COMINCIATO A USARE LA………………….E IL………………….</div><div>5.     NELLA SECONDA META’ DEL NOVECENTO L’UOMO HA COMINCIATO AD USARE LA……………….. E……………….<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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         <title>LEZIONE 1 TECNOLOGIA:CLASSI IIIA-IIIB-PROF.SSA CENNAMO</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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         <title>LEZIONE 2 TECNOLOGIA:CLASSI IIIA-IIIB- PROF.SSA CENNAMO</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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         <title>PICCOLA VERIFICA CLASSI IIIA-IIIB</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div><mark>VERIFICA ENERGIA</mark><br><br></div><div> <br><br></div><div><mark>METTITI ALLA PROVA</mark><br><br></div><div><mark>SCEGLI LE PAROLE CORRETTE PER COMPLETARE LA FRASE</mark>.<br><br></div><div> <br><br></div><div>1.      L’ENERGIA PERMETTE ALL'UOMO <mark>DI SCRIVERE UNA LETTERA/SENTIRE CALDO.</mark><br><br></div><div> <br><br></div><div>2.      IL PETROLIO È UNA <mark>FONTE RINNOVABILE/FONTE NON RINNOVABILE.<br></mark><br></div><div> <br><br></div><div> <br><br></div><div>3.      ENERGIA TERMICA SIGNIFICA<mark> CALORE/FREDDO.</mark><br><br></div><div> <br><br></div><div> <br><br></div><div>4.      L’ENERGIA CINETICA È L’ENERGIA DI UN CORPO QUANDO <mark>È FERMO/SI MUOVE.<br></mark><br></div><div> <br><br></div><div> <br><br></div><div>5.      I PANNELLI SOLARI SERVONO PER CATTURARE <mark>L’ENERGIA DEL SOLE/AVERE FREDDO.</mark><br><br></div><div> <br><br></div><div> <br><br></div><div>6.      LA MACCHINA DI JAMES WATT È <mark>A VAPORE/A GAS.</mark><br><br></div><div> <br><br></div><div>7.      DALLA MACCHINA DI JAMES WATT E NATO<mark> IL MOTORINO/IL BATTELLO A VAPORE.</mark><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Lezione di Storia classi III A e B : Il nazismo Prof.ssa Capuano Claudia Contenuto multimediale e questionario di verifica </title>
         <author>sorrentinomario244</author>
         <link>https://padlet.com/sorrentinomario244/dp36obnzrcds/wish/457037024</link>
         <description><![CDATA[<div>QUESTIONARIO<br><br></div><div>1)   Qual è la situazione della Germania dopo la I guerra mondiale e quali sono le criticità della neonata Repubblica di Weimar?</div><div>2)  Cosa accade a Monaco e quali sono i principi enunciati da Hitler nel “Mein Kampf”?</div><div>3)  Cosa sono le SS e quando vengono fondate?</div><div>4)  In che modo Hitler riesce a raggiungere il potere nel ’33?</div><div>5)  Descrivi brevemente le caratteristiche della politica interna ed estera di Hitler</div><div>6)  Analogie e differenze tra l’ideologia fascista e quella nazista</div><div>7)  Descrivi il concetto di Shoah e rifletti soggettivamente sulle ripercussioni che tale avvenimento ha rappresentato nella storia del ‘900<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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         <title>La nostra Dirigente Scolastica, dott.ssa Chiara Conti</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
         <link>https://padlet.com/sorrentinomario244/dp36obnzrcds/wish/457037025</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Lezione di storia classi I A e B: Carlo Magno e il Sacro Romano Impero </title>
         <author>sorrentinomario244</author>
         <link>https://padlet.com/sorrentinomario244/dp36obnzrcds/wish/457037026</link>
         <description><![CDATA[<div>Prof.ssa Claudia Capuano<br><br></div><div>CARLO MAGNO E L’IMPERO CAROLINGIO<br><br></div><div>1)   Sintesi</div><div>2) Mappa concettuale</div><div>3) Contenuto multimediale</div><div>4) Questionario di verifica </div><div> </div><div> </div><div> </div><div> <br><br></div><div><strong>Carlo Magno e il Sacro romano impero:                       SINTESI</strong></div><div><strong> </strong></div><div>Prima: Il popolo germanico dei Franchi, il cui Regno occupa gran parte della Gallia, conosce nel secolo VI d.C. un periodo di stasi e divisione interna, che dura fino alla fine del 600. Al principio del 700 la Gallia è minacciata dall’espansione degli Arabi, che conquistata quasi tutta la Spagna e varcati i Pirenei, nel 732 sono respinti dal maggiordomo Carlo Martello.<br> Il figlio di Carlo, Pipino il Breve, approfitta dell’aiuto richiesto dal Papato minacciato in Italia dai Longobardi, per farsi consacrare Re e rendere stabile il proprio potere.</div><div>Alla morte di Pipino, nel 768 il regno venne diviso in due parti, assegnate ai figli Carlo e Carlomanno. I rapporti fra i due furono molto contrastati, ma i problemi cessarono quando Carlomanno morì improvvisamente nel 771 e Carlo, cacciati gli eredi del fratello, riunì il Regno e tutto il potere nelle sue mani.</div><div>Qualche anno prima, Carlo e suo fratello avevano sposato le figlie del re longobardo Desiderio, per sancire relazioni pacifiche fra i due popoli, ma quando Carlo scacciò la moglie di Carlomanno e i suoi figli, Desiderio ricominciò a far guerra al Papa.</div><div>Carlo ripudiò allora la propria moglie longobarda e scese in Italia, sconfiggendo i longobardi nel 774 dopo pochi mesi di guerra.</div><div>Il dominio longobardo in Italia era finito.</div><div>Carlo si proclamò re dei Franchi e dei Longobardi e concesse alla Chiesa il possesso dell’Emilia, della Toscana, di Roma, Spoleto e i territori Bizantini. Prese così forma quello che sarebbe stato lo Stato Pontificio.</div><div><strong>Carlo Magno</strong> costituì un impero che spaziava dai Pirenei all’Italia, dal Danubio e al mare del Nord e anche se rispetto al vecchio Impero Romano d’Occidente, questo era meno esteso, si trattava comunque di un entità gigantesca.</div><div>L’Impero mancava però di qualsiasi controllo dei mari, e questo lasciò il campo completamente libero alle navi arabe, bizantine e normanne, con gravi conseguenze per i commerci e gli scambi. Mancavano poi del tutto grandi città che facessero da centri di irradiazione economica e culturale: anche la capitale dell’Impero, Aquisgrana era poco più di un grosso borgo.</div><div>L’<strong>Impero di Carlo Magno</strong> non aveva una capacità di controllo del territorio nemmeno lontanamente paragonabile a quella del vecchio Impero romano. Carlo creò cariche e strutture di controllo del territorio, ma queste finirono per accentuare la frammentazione politica, amministrativa ed economica. Carlo creò cariche e strutture di controllo del territorio, ma queste finirono per accentuare la frammentazione politica, amministrativa ed economica. L'Impero carolingio ebbe dunque una scarsa coesione interna, e l'unico punto di riferimento unitario, l'unico elemento di coesione, era Carlo Magno, la cui autorità però, era rappresentata solamente dalla forza militare. Un Impero Cristiano e Universale: Nell'800 il Re dei Franchi, scese a Roma per intervenire in un grave conflitto scoppiato tra il Papa Leone III e l'aristocrazia romana. Carlo prese decisamente le parti del pontefice, e la notte di Natale venne da lui incoronato e consacrato imperatore del Sacro Romano Impero. Carlo si proponeva come legittimo successore dei grandi imperatori romani dell'Occidente. Ma il suo potere era anche Sacro, in quanto ufficialmente riconosciuto dal Papa. L'imperatore era perciò il braccio armato della Chiesa, il difensore della fede cristiana. L'Impero carolingio, si collegava ad un idea universalistica, cioè all'aspirazione di governare su tutte le genti cristiane. Due entità "universali": A partire da Carlo Magno, il Medioevo fu caratterizzato da due entità universali ben distinte fra loro: l'universalismo politico dell'impero aveva di fronte un altro universalismo, quello spirituale della Chiesa di Roma Si delineò un dualismo tra potere politico e potere spirituale, tra impero e papato (cosa che negli altri due grandi imperi medievali, quello bizantino e arabo, non accadeva per niente, essendo l'imperatore anche la massima guida spirituale), e l'esistenza nettamente separata di due supreme autorità, fu dunque una caratteristica peculiare dell'Occidente Europeo, e le due autorità avrebbero presto finito per scontrarsi. Le cariche imperiali: Al vertice della piramide politica, l'imperatore deteneva l'autorità di banno (proclama del signore), la suprema legislazione militare a cui erano soggetti tutti gli uomini liberi e che imponeva loro ordini e doveri. In forza del banno, l'imperatore aveva un potere assoluto e a lui tutti dovevano obbedienza e fedeltà. I conti erano alti funzionari posti a capo delle province interne dell'impero (contee). I marchesi comandavano invece una Marca (territori posti ai confini dell'Impero). Queste cariche originariamente venivano affidate dall'imperatore, ma presto divennero trasmissibili per via ereditaria. vescovi risiedevano nelle città, dove erano l'autorità più alta, e assunsero dunque anche poteri politici.<br><br></div><div>La loro elezione dipendeva dall'imperatore e venivano perciò considerati funzionari imperiali. Carlo istituì anche i missi dominaci (inviati del signore), speciali magistrati alle sue dirette dipendenze con il compito di controllare l'operato di conti e marchesi e avevano potere di prendere provvedimenti immediati contro gli abusi compiuti dai funzionari locali. Ogni popolo del Sacro Romano Impero ebbe facoltà di mantenere le proprie leggi e tradizioni, ma ogni anno, veniva convocata la Dieta, assemblea generale di tutti i conti, marchesi, vescovi e alti funzionari. In questa occasione si deliberava sulla pace e sulla guerra, e si emanavano le leggi più importanti sotto forma di "capitolari" cioè ordinanze che contenevano norme valide su tutti i territori dell'Impero. Carlo Magno non fu un sovrano colto, ma capiva l'importanza che la cultura poteva avere per creare una classe dirigente omogenea e fedele all'Impero. Egli raccolse perciò attorno a se i maggiori intellettuali dell'epoca, e favori la crescita di monasteri come centri di studio dei grandi autori pagani e cristiani. Istituì anche vere e proprie scuole per i giovani destinati ad entrare nelle file della gerarchia religiosa e della burocrazia imperiale L'economia del Sacro Romano Impero, era un economia parcellizzata e di pura sopravvivenza. Ogni zona infatti produceva e consumava tutto ciò di cui aveva bisogno. La crisi e il crollo dell'Impero: Carlo Magno morì nel 814, e l'edificio politico che aveva costruito mostrò subito tutta la sua fragilità e la sua scarsa coesione. Il figlio di Carlo, Ludovico il Pio, riuscì a fatica a mantenere l'unità dell'Impero. Nell'840 Ludovico morì e l'Impero venne suddiviso fra i suoi tre figli, Lotario, Ludovico il germanico e Carlo il Calvo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Contenuto multimediale e questionario di Storia Classi I A e B Prof.ssa Capuano Claudia</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
         <link>https://padlet.com/sorrentinomario244/dp36obnzrcds/wish/457037027</link>
         <description><![CDATA[<div>QUESTIONARIO<br><br></div><div>(max 5 righi a risposta)<br><br></div><div>1)Da dove provengono i Franchi e che zona dell’Europa occupano?<br><br></div><div>2) Quale popolazione minaccia i loro territori e chi è che riesce a respingerla?<br><br></div><div>3)Cosa ottiene in cambio Pipino il breve per aver aiutato il papa contro i Longobardi?<br><br></div><div>4)Alla sua morte tra chi venne diviso il regno di Pipino ?<br><br></div><div>5) Quale popolazione fu sconfitta da Carlo Magno nel 774 e quale conseguenza comportò questo episodio nella sua vita privata?<br><br></div><div>6)Descrivi brevemente le caratteristiche dell’impero carolingio, punti di forza e criticità (max 10 righi)<br><br></div><div>7)Chi sono i marchesi, i conti, e i missi dominici e quali sono le loro funzioni?<br><br></div><div>8)Quale fu il rapporto di Carlo Magno con la cultura?<br><br></div><div>9)In che anno morì Carlo Magno e quale fu il destino del suo Impero?<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Lezione di Storia classi II A e B: La Rivoluzione francese. Prof.ssa Capuano Claudia </title>
         <author>sorrentinomario244</author>
         <link>https://padlet.com/sorrentinomario244/dp36obnzrcds/wish/457037029</link>
         <description><![CDATA[<div>Sintesi <br>La <strong>Francia</strong>, verso la fine del 1700, è un paese in declino, nonostante il suo glorioso passato. Ci sono problemi economici, politici e sociali. La maggior parte della ricchezza e tutto il potere sono nelle mani di un solo uomo, il re, assoluto sovrano. Egli può decidere ogni cosa, ogni legge; una persona può morire o vivere, a seconda di quello che il re vuole fare.<br> <br> Il re è molto ricco, la sua casa è la Reggia di Versailles, vicino a Parigi. Qui, al suo servizio, ha 15.000 persone. Spendeva parecchio denaro per numerosi capricci, mentre fuori, la gente, moriva di fame.<br> <br> Tra i più noti, Luigi XIV, soprannominato il "<em>Re Sole</em>", rimasto sovrano per più di 70 anni, dal 1643 al 1715.<br> Poi l'erede Luigi XV, re dal 1715 al 1774.<br> Infine, il nostro protagonista, <strong>Luigi XVI</strong>, insieme alla consorte, <strong>Maria Antonietta d'Austria</strong>, al potere dal 1774 al 1792.<br> <br> <strong>Suddivisione sociale in Francia, per classi</strong><br> Sotto il re troviamo due classi agiate: nobiltà e clero. Posseggono grandi quantità di terre e risorse.<br> <br> Dopo il re, la nobiltà e il clero, abbiamo il <strong>Terzo Stato</strong>, composto dalla borghesia (commercianti, funzionari, intellettuali...) stanca degli abusi di Luigi XIV, e dal popolo (artigiani, proletari, contadini, in pratica i più poveri).<br> <br> Questa è la Francia, costituita da una pericolosa diseguaglianza sociale che sta per scoppiare.<br> <br> La crisi economica, la mancanza di risorse per intraprendere guerre e soddisfare i vizi di corte, spingono il re ad aumentare le tasse, che pagano le due classi del Terzo Stato, borghesia e popolo.<br> Tuttavia, la pressione fiscale è già molto alta e insostenibile. Aumentano i debiti dello Stato. Il tutto mentre a Versailles si spendono soldi per feste lussuose.<br> <br> Il popolo non ce la fa più.<br> <br> <strong>Re Luigi XVI, Stati Generali e Assemblea Nazionale Costituente</strong><br> Dopo la morte di <strong>Luigi XV</strong> sale sul trono Luigi XVI (1774). Un re non molto capace, poco intelligente e sopraffatto dalla moglie Maria Antonietta, una donna viziata, capricciosa, spendacciona.<br> <br> La Francia è in piena crisi economica. Lo Stato ha molti debiti. Il re nomina Jacques Turgot come controllore del bilancio, il quale propone numerosi tagli alle spese inutili, soprattutto quelle di corte, e cerca di far pagare le tasse anche ai nobili. Ovviamente, nobiltà e clero si oppongono e così, Luigi XVI licenzia Turgot. Il suo posto viene preso da Jacques <strong>Necker</strong>, ma appena inizia  a fare proposte, ecco che anche lui viene licenziato, per poi essere richiamato in seguito al fallimento di altri nominati dopo di lui.<br> <br> Necker convince il re a convocare gli <strong>Stati Generali</strong>, cioè un'assemblea formata dalle tre classi: nobiltà, clero e Terzo Stato (l'ultima riunione avvenne parecchio tempo prima, nel 1615). L'obiettivo è quello di informare tutti sulla disastrosa situazione finanziaria della Francia.<br> <br> </div><div> </div><div><br> <br> La convocazione ha luogo a Versailles il 5 maggio 1789. Succede, però, qualcosa d'imprevisto.<br> Nobiltà e clero, non si scompongono più di tanto, mentre il Terzo Stato si ribella e propone alcune riforme importanti, radicali: una monarchia costituzionale come quella inglese, abolizione dei privilegi feudali, uguaglianza davanti alla legge (valida per tutti) e un fisco equo, giusto (per tutti). Poi libertà nel commercio, nell'industria, libertà di stampa e di parola. Confisca dei beni del clero, da utilizzare per lo Stato.<br> <br><strong>Dagli Stati Generali all'Assemblea Nazionale Costituente</strong><br> Il Terzo Stato rappresentava 26 milioni di francesi, mentre le altre classi sociali (nobiltà e clero) solo 300 mila. Puntando su questo aspetto, non certo da sottovalutare, il Terzo Stato si trasforma in <strong>Assemblea Nazionale</strong>, unico organo rappresentante di tutta la Francia.<br> <br> Il re, Luigi XVI, si oppone ma non riesce a fermare i ribelli. I rappresentanti di nobiltà e clero sono costretti a sedersi al fianco della borghesia e del popolo. Non c'è più distinzione tra le varie classi, la Francia del passato cade e lascia spazio alla rivoluzione, che comincia nel momento in cui l'Assemblea Nazionale diventa anche <strong>Costituente</strong>: si vuole scrivere una nuova Costituzione.<br> <br> <strong>La Rivoluzione francese</strong><br> Tutta Parigi è in fermento, forte dei successi ottenuti dal Terzo Stato a Versailles. Così i cittadini scendono in piazza, ricorrono alle armi e distruggono la Bastiglia, una sorta di prigione dove venivano rinchiusi i nemici del re. La <strong>presa della Bastiglia</strong> avviene il 14 luglio del 1789 (divenuta poi festa nazionale), circa due mesi dopo la convocazione degli Stati Generali. In settanta giorni la Francia è passata dal potere assoluto del re alla rivoluzione.<br> <br> Per combattere i soldati del re viene fondata la <strong>Guardia Nazionale</strong>, composta da persone del popolo. A fornire loro di armi ci pensa La Fayette, un nobile ben visto dai cittadini, per la sua partecipazione alla rivolta americana. Nasce la bandiera francese: blu, bianco e rosso.<br> <br> Il re ha paura. Cerca di andare incontro alle richieste del popolo, riconosce la Guardia Nazionale. Anche nobili e clero hanno paura. Rinunciano ai diritti feudali.<br> <br> Il 26 agosto del 1789 viene pubblicata la <strong>Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino</strong>. Nasce uno Stato democratico, basato sulla sovranità popolare. Viene proclamata l'<strong>uguaglianza di tutti i cittadini</strong>.<br> Ogni francese ha libertà di pensiero, di parola e di stampa.<br> <br> Le ribellioni, i tumulti, l'assalto alla reggia di Versailles, costringono Luigi XVI a spostarsi a Parigi, nel palazzo delle Tuileries. Qui si trasferisce anche l'Assemblea Nazionale Costituente.<br> <br> <strong>La nuova Costituzione, la monarchia costituzionale</strong><br> Si formano dei partiti, detti "<em>Clubs</em>", animati da personaggi come <strong>Robespierre</strong>, <strong>Marat</strong>, <strong>Danton</strong>. L'Assemblea Costituente scrive la <strong>Costituzione</strong> (1791) e la monarchia assoluta si trasforma in monarchia costituzionale, dove il re ha solo potere esecutivo, mentre è affidato al Parlamento il compito di fare le leggi. Vengono attuate importanti riforme, di stampo moderno. Viene limitato il potere del clero e confiscati i loro beni materiali.<br> <br> Di conseguenza, i preti protestano e i nobili fuggono all'estero. Anche il re, <strong>Luigi XVI</strong>, cerca di fuggire con la famiglia, ma viene fermato e sospeso dal suo incarico.<br> <br> L'Assemblea Nazionale Costituente termina il suo scopo e diventa <strong>Assemblea Legislativa</strong> (1° ottobre 1791).<br> <br> <br> </div><div><strong>La Francia diventa una Repubblica, re e regina alla ghigliottina</strong></div><div>La nuova assemblea, la Convenzione, comincia i lavori il 21 settembre 1792 e il giorno dopo dichiara la fine della monarchia, che porta alla proclamazione della Repubblica (22 settembre).</div><div> </div><div>Nella Convenzione son quasi tutti repubblicani, anche se divisi in due gruppi: <strong>Girondini e Montagnardi</strong> (questi un po' più estremisti, radicali, sanguinari, come ad esempio gli stessi Danton, Robespierre e Marat).</div><div> </div><div>Sorge un problema, cosa fare del re?<br> Contro il parere dei Girondini, vince la proposta dei Montagnardi, ossia la pena di morte, in seguito ad un finto processo: <strong>Luigi XVI viene ghigliottinato </strong>il 21 gennaio del 1793. La moglie, la regina <strong>Maria Antonietta</strong>, sarà poi "processata" e condannata alla stessa fine, il 16 ottobre del medesimo anno.</div><div> </div><div>Con Luigi XVI terminano quasi mille anni di regno di Francia.</div><div> </div><div>Nel frattempo i Montagnardi hanno la meglio nei confronti dei Girondini, i quali vengono accusati di tradimento. Viene riscritta la <strong>costituzione</strong>, che diventa <strong>repubblicana e proletaria dell'Anno Primo</strong>.<br> <br> Tuttavia non si fa in tempo a proclamarla che la situazione torna ad essere complicata: <strong>Marat</strong>, montagnardo, viene assassinato il 13 luglio 1793 da una ragazza di 25 anni, Charlotte Corday d'Armont, che cerca di vendicare i Girondini.</div><div> </div><div><strong>Robespierre e il Terrore (1793-1794)</strong></div><div>Tutto si complica. La povertà, i nemici alle porte, gli omicidi, la carestia... è il caos più totale.</div><div>La soluzione (che sarà poi atroce) la trova <strong>Robespierre</strong>, fondando un <em>Comitato di salute pubblica</em>, un <em>Comitato di sicurezza generale</em> e un<em> Tribunale rivoluzionario</em>.</div><div> </div><div>Saranno due anni terribili, il periodo più sanguinario della Rivoluzione, ricordato con il termine "<strong><em>Terrore</em></strong>". Chiunque fosse sospettato di tradimento veniva ghigliottinato, senza farsi tanti problemi e con finti processi, solo di facciata.</div><div>Chi si ribella viene massacrato. Tutti vengono chiamati alle armi per combattere le invasioni di altri paesi.<br> Le chiese vengono chiuse, le feste abolite, l'unico culto acconsentito è quello della <em>Dea Ragione</em> (poi <em>Ente Supremo</em>). </div><div> </div><div>Il protagonista assoluto del Terrore è Robespierre, accecato dal potere. Arriverà al punto di far uccidere tutti i suoi compagni storici della Rivoluzione, compreso l'amico Danton. Fa approvare una legge che gli permette di condannare a morte senza processo. In un mese e mezzo vengono uccise 1400 persone.</div><div> </div><div><strong>Colpo di stato del 9 Termidoro, fine della Rivoluzione, Napoleone Bonaparte</strong></div><div>Com'era prevedibile, le azioni di Robespierre, trasformatosi da liberatore del popolo a dittatore, stavano creando malcontenti nella Convenzione. Durante la riunione del 27 luglio 1794 (<strong>9 Termidoro</strong>), si scatena una rivolta. I Termidoristi (appartenenti alla borghesia) cacciano via gli estremisti e Robespierre viene, prima arrestato e poi condotta alla ghigliottina.</div><div> </div><div>Un vero e proprio colpo di stato, minacciato da coloro che volevamo riportare la Francia alla monarchia ma subito fermati da un generale di 26 anni, <strong>Napoleone Bonaparte</strong>.</div><div> </div><div>Nasce, per mano dei <strong>Termidoristi</strong>, una nuova <em>Costituzione dell'Anno Terzo</em> (1794), un parlamento formato da un <em>Consiglio dei Cinquecento</em> e un Senato costituito da un <em>Consiglio degli Anziani</em>.</div><div>I due Consigli si occupano del potere legislativo, mentre quello esecutivo è assegnato al Direttorio, composto da cinque membri.</div><div> </div><div>Vince la borghesia e il proletariato viene escluso da ogni potere. La Rivoluzione francese termina con la fine della Convenzione (26 ottobre 1795).</div><div> </div><div>La Rivoluzione francese diventa molto importante per il futuro dell'Europa. Termina definitivamente tutto ciò che era ancora legato al medioevo e inizia una nuova era, moderna. Finisce l'assolutismo, prende piede la democrazia. Il popolo diventa sempre più protagonista a livello politico.</div><div> </div><div>Il Risorgimento italiano, ad esempio, è figlio della Rivoluzione.</div><div> </div><div>A livello sociale, si passa dal conflitto nobili-poveri al conflitto capitale-lavoro, la lotta di classe accesa ancora ai giorni nostri.<br><br>QUESTIONARIO<br>1)           Nel ‘700 in quante classi sociali era divisa la società francese? </div><div>2)         Quali sono le condizioni economiche del Paese?</div><div>3)         Cosa sono e perché vengono convocati gli Stati Generali?</div><div>4)         Che cos’è l Assemblea Nazionale e perché si trasforma in Costituente?</div><div>5)         Quando avviene la presa della Bastiglia e cosa rappresenta questo luogo simbolico?</div><div>6)         Descrivi la differenza tra monarchia assoluta e costituzionale</div><div>7)         In che anno la Francia diventa una Repubblica e qual è il destino dei sovrani?</div><div>8)         Descrivi brevemente il personaggio di Robespierre e il periodo del Terrore</div><div>9)         Qual è l’importanza della rivoluzione francese per il futuro dell’Europa?<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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         <title>Lezione di Storia classi III A e B: Il regime nazista. Prof.ssa Capuano Claudia </title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>IL REGIME NAZISTA E L’ASCESA DI HITLER<br><br></div><div>Il Nazismo (Sintesi)<br><br></div><div>1) Il dopoguerra in Germania: la Germania era in profonda crisi. I disoccupati erano milioni, le fabbriche chiudevano una dopo l’altra, il marco si era svalutato e non valeva più praticamente nulla. Inoltre i politici non godevano della stima della popolazione (in questo momento in Germania c’è la Repubblica di Weimar, nata dopo la fine del secondo Reich), anche perché avevano accettato l’umiliazione del Trattato di Versailles, che aveva imposto pesanti sanzioni alla Germania (perdita dell’Alsazia e della Lorena, debiti da restituire, limiti all’esercito, ecc.) C’era voglia di rivincita e c’era la consapevolezza che solo un uomo forte avrebbe potuto garantirla. Quindi Hitler ebbe vita relativamente facile nel prendere il potere. <br><br></div><div>2) Hitler e il Mein Kampf; l’ideologia. Hitler scrive il Mein Kampf (cioè ‘La mia battaglia’) dopo esser stato arrestato per il tentato colpo di stato a Monaco. Nel suo "Mein Kampf" Hitler spiega chiaramente i motivi per cui intende perseguitare queste categorie: "La sconfitta dell'esercito tedesco, invitto, al termine della Prima Guerra Mondiale è scaturita da una pugnalata alle spalle inferta dal giudaismo internazionale con la complicità della massoneria, del bolscevismo internazionale, del nomadismo fomentatore di disordini e del pacifismo propugnato dagli omosessuali e da vasti settori religiosi, tutti quanti sotto l'egida del Papa a Roma". Il cuore dell'ideologia nazionalsocialista era il concetto di razza. La teoria nazista ipotizzò la superiorità della razza ariana come "razza dominante" su tutte le altre e in particolare sulla 'razza ebraica'. Il concetto di "razza" è l'essenza della dottrina nazista: per il nazionalsocialismo una nazione è la più alta espressione della razza, quindi una grande nazione è la creazione di una grande razza. La teoria dice che le grandi nazioni crescono con il potere militare. Le nazioni più deboli sono quelle la cui razza è impura: sono perciò divise e litigiose, e quindi producono una cultura debole. Le nazioni che non possono difendere i loro confini erano quindi definite come le creazioni di razze deboli o schiave. Le razze schiave erano ritenute meno meritevoli di esistere rispetto alle razze dominanti. In particolare, se una razza dominante necessitava di "spazio vitale" ("Lebensraum"), si riteneva avesse il diritto di prenderlo e di eliminare o ridurre in schiavitù le razze schiave indigene. Come conseguenza, le razze senza una patria venivano definite "razze parassite": più gli appartenenti a una razza parassitaria erano ricchi e più inaccettabile era considerato il parassitismo. Una "razza dominante" poteva quindi, secondo la dottrina nazista, rafforzarsi facilmente eliminando le "razze parassitarie" dalla propria patria. Questa era la giustificazione teorica per l'oppressione e l'eliminazione fisica degli ebrei e degli slavi. Per iniziare a diffondere questo pensiero e farlo assimilare dalla popolazione venivano mostrati filmati di tedeschi deformi, fisicamente o mentalmente, fatti giungere adagio adagio da tutta la Germania in alcuni centri di raccolta, mettendo in evidenza i loro problemi fisici e mentali; furono questi i primi esseri umani bruciati nei forni dai nazisti. <br><br></div><div>3) SA e SS: Le SA – abbreviazione di Sturmabteilung (letteralmente «battaglione d'assalto», anche se si è affermata nell'uso comune l'espressione «squadre d'assalto») – furono il primo gruppo paramilitare del Partito Nazista. Sono conosciute anche come camicie brune a causa del colore della loro divisa. Furono sterminate dalle SS in una lotta per il potere all’interno del Nazismo, nella famosa notte dei lunghi coltelli, nel giugno 1934, in cui fu ucciso anche il leader delle SA, Rohm. Le SS - abbreviazione del tedesco Schutzstaffeln («squadre di protezione») - erano un'unità paramilitare d'élite del Partito Nazista tedesco. Furono fondate nel 1925 da Hitler, da cui dipendevano direttamente. <br><br></div><div>4) La conquista del potere: Il punto di svolta delle fortune di Hitler giunse con la Grande Depressione che colpì la Germania nel 1930. Nelle elezioni del 14 settembre 1930, il partito nazionalsocialista sorse improvvisamente dall'oscurità e si guadagnò oltre il 18% dei voti e 107 seggi nel Reichstag, diventando così la seconda forza politica in Germania. Il successo di Hitler si basava sulla conquista della classe media, colpita duramente dall'inflazione degli anni venti e dalla disoccupazione portata dalla Depressione. Hitler si rifiutò di scendere a patti con gli altri partiti e anzi corse contro Hindenburg nelle elezioni presidenziali, arrivando secondo nelle due tornate elettorali, superando il 35% dei voti nella seconda occasione. Alle successive elezioni del luglio 1932 i nazisti ottennero il loro migliore risultato, vincendo 230 seggi e diventando il partito di maggioranza relativa. Hitler fu nominato legalmente Cancelliere dal Presidente Hindenburg nel 1933. Usando il pretesto dell'Incendio del Reichstag, (il Parlamento tedesco), di cui furono accusati i comunisti, Hitler emise il "Decreto dell'incendio del Reichstag", del 28 febbraio 1933. Il decreto sopprimeva diversi importanti diritti civili in nome della sicurezza nazionale. I leader comunisti, assieme ad altri oppositori del regime, si trovarono ben presto in prigione. Al tempo stesso le SA lanciarono un'ondata di violenza contro i movimenti sindacali, gli ebrei e altri "nemici". <br><br></div><div>5) La politica di Hitler: Hitler promulgò presto (sempre nel 1933) delle leggi per la nazificazione della Germania, simili alle leggi fascistissime. Con queste leggi il partito nazista diventava l’unico, mentre gli altri erano dichiarati fuorilegge; venivano aboliti i sindacati, cominciava un controllo totale sulla stampa. Hitler diventò poi anche Presidente oltre che Cancelliere. Le teorie diffuse da Hitler nel Mein Kampf vennero usate per giustificare un programma politico totalitario di odio e soppressione razziale, usando tutti i mezzi dello Stato e soffocando il dissenso. Come altri regimi, il regime nazista enfatizzò l'anticomunismo e la «supremazia del capo», nel caso di Hitler chiamato Fuhrer, cioè ‘capo’, come ‘Duce’ per Mussolini. Aspetto centrale dell’ideologia nazista fu il razzismo. Alcune delle manifestazioni del razzismo nazista furono: <br><br></div><div>• Antisemitismo, che culminò nell'olocausto <br><br></div><div>• Nazionalismo etnico, incluse le nozioni di tedeschi come Herrenvolk ("razza dominante") e Übermensch ("superuomo") <br><br></div><div>• Purificare la razza tedesca attraverso l’eliminazione dei disabili. <br><br></div><div>• Omofobia, che portò all'internamento di più di 10000 persone omosessuali <br><br></div><div>In campo economico Hitler investì nell’economia, soprattutto nell’industria tedesca e fece diminuire notevolmente la disoccupazione. <br><br></div><div>6)Il rapporto con il Fascismo: Hitler all’inizio era un ammiratore di Mussolini, ma voleva superarlo. Il patto d’acciaio che i due stipularono nel 1939, fu alla base della futura alleanza nella seconda guerra mondiale. <br><br></div><div>7)La guerra: Hitler voleva costruire la Grande Germania (cioè l’unione di tutti i popoli che parlavano tedesco), anche grazie allo spazio vitale, cioè la conquista dei territori soprattutto ad est. Dopo l’annessione (anschluss) dell’Austria, Hitler iniziò la conquista della Repubblica Ceca e poi della Polonia. Fu l’inizio della guerra.<br><br></div><div> 8) L’antisemitismo e la Shoah: L'invasione dell'Unione Sovietica fu anche motivata dall'idea nazionalsocialista, già presente agli albori del movimento, di acquisizione di un Lebensraum («spazio vitale») ad Est a scapito delle popolazioni slave, considerate Untermenschen («sub-umane»). Contemporaneamente l'operazione Barbarossa (per conquistare la Russia) si proponeva di abbattere il nemico ideologico rappresentato dal comunismo, parte, secondo l'ideologia hitleriana, del complotto «giudaico» per il dominio del mondo. Non ultimo, la campagna ad Est avrebbe permesso alla Germania, svaniti i sogni di una rapida campagna occidentale, di raggiungere ed utilizzare le ricche risorse economiche sovietiche rappresentate dal petrolio caucasico e le derrate alimentari ucraine. Fu immediatamente dopo lo scoppio del conflitto ad Est che la persecuzione ebraica raggiunse la sua fase culminante con l'avvio dei massacri. D'altro canto non esistono prove che nel giugno 1941 esistesse già un piano per una «soluzione finale della questione ebraica». Gli storici rilevano che probabilmente la decisione venne presa in un periodo compreso tra il novembre 1941 ed il gennaio 1942 e che la fase operativa si concretizzò solo successivamente. Tra il 1942 e il 1944 le SS, assistite dai governi collaborazionisti e da personale reclutato nelle nazioni occupate, uccisero in maniera sistematica circa 3,5 milioni di ebrei in sei campi di sterminio localizzati in Polonia: Auschwitz-Birkenau, Bełżec, Chelmno, Majdanek, Sobibor e Treblinka. Altri vennero uccisi meno sistematicamente in altri luoghi e in altri modi, o morirono di fame e malattie mentre lavoravano come schiavi. Al tentativo di Genocidio degli ebrei europei ci si è generalmente riferiti nel dopoguerra con la parola Olocausto, ma più recentemente il termine ebraico Shoah, preferito dagli ebrei stessi, è stato adottato dalla comunità internazionale. Altri gruppi etnici, sociali e politici sono stati oggetto di persecuzione e in alcuni casi di sterminio durante la "Soluzione finale". Migliaia di socialisti tedeschi, comunisti e altri oppositori del regime morirono nei campi di concentramento, così come un numero alto ma sconosciuto di omosessuali, musulmani, Rom e zingari, ugualmente considerati razze inferiori, furono anch'essi internati o uccisi nei campi. <br><br></div><div>9)La caduta: Il dubbio se Hitler fosse realmente morto o no è rimasto per anni al centro di numerose polemiche: c'era chi lo riteneva effettivamente morto e chi invece pensava che fosse ancora vivo. Va detto che le poche persone presenti nel bunker o si suicidarono o furono catturate, ma tutti affermarono con certezza della morte del Führer. Questo però appare alquanto inverosimile in quanto l'operazione di incenerimento dei due corpi fu fatta in maniera molto frettolosa poiché nel giardino della Cancelleria, dove si è ritenuto che avvenne il rogo, pioveva ogni sorta di proiettile. L'autopsia che venne fatta al corpo di Hitler da parte dei russi rivelò che si suicidò con il cianuro, Pur se nel tempo sono stati espressi diversi dubbi sulla morte del dittatore, ormai viene data per certa la sua morte avvenuta nel bunker di Berlino il 30 aprile 1945.<br><br></div>]]></description>
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         <title>PRESENTAZIONE POWER POINT - ARITMETICA CLASSE 2 SEZ A PROF.SSA M. R. CAIAZZO</title>
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         <title>PRESENTAZIONE POWER POINT GEOMETRIA- CLASSE: 2^ SEZ. A PROF.SSA M. R. CAIAZZO</title>
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         <title>Giochi interattivi in inglese</title>
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         <description><![CDATA[<div>Classi I A-B<br>Ciao ragazzi, <br>già sento la vostra mancanza, ma si può studiare anche divertendosi da casa. Buon lavoro</div>]]></description>
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         <title>Lezione 1 Inglese</title>
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         <description><![CDATA[<div>Prof.ssa Scorza Nicoletta<br>Ripasso present simple to be<br>Classi I A-B<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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         <title>Classe 3A- Esercizi sui verbi-Prof. Cedrola</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per Marta e Caterina: Provate a fare questi esercizi, mi raccomando.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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         <title>Lezione 1 Inglese</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Prof.ssa Scorza Nicoletta<br>Esercizi present simple to be<br>Classi I A-B<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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         <title>Lezione 2 Inglese</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Prof.ssa Scorza Nicoletta<br>Food and drinks<br>Classi I A-B<br>Mi raccomando memorizzate i vocaboli<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <title>Lezione 2 Inglese</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Prof.ssa Scorza Nicoletta<br>Esercizi Food and drinks <br>I A-B</div>]]></description>
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         <title>Lezione 1 Francese - IA/IB</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ricopia sul tuo quaderno le parole</div>]]></description>
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         <title>Lezione 2 Francese 1A/1B</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Completa l'orario seguendo il tuo orario scolastico.</div>]]></description>
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         <title>Lezione 2 Francese -1A/1B</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'emploi du temps (L'orario scolastico)<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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         <title>Lezione 1 2A/2B</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <title>Lezione 2 2A/2B</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ricopia le preposizioni sul quaderno</div>]]></description>
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         <title>Le regole di igiene contro il Corona Virus</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per le Classi Prime <br>Stampalo e coloralo! Prof.ssa Tania Talamo</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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         <title>Lezione 1 3A/3B</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Gli sport più praticati dagli adolescenti in Francia: il parkour e il football</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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         <title>Lezione 1 (2) 3A/3B</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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         <title>LEZIONE DI GEOGRAFIA CLASSI I,II,III prof.ssa Capuano Claudia: Gli strumenti digitali per la geografia: GOOGLE MY MAPS</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
         <link>https://padlet.com/sorrentinomario244/dp36obnzrcds/wish/457037064</link>
         <description><![CDATA[<div> il primo step consiste semplicemente nello <strong>stendere una lista dei luoghi preferiti</strong> dell’estate. Possono non essere collegati tra loro (per esempio la piazza di una città, un lago di montagna, il quartiere dietro casa ecc.) oppure essere accomunati da un filone tematico o elemento-chiave (per esempio gli edifici e i monumenti del proprio quartiere, spazi verdi della propria città, le spiagge di un’isola, i rifugi in montagna ecc.). Una volta stilata la tua “top list”, puoi iniziare a <strong>creare il tuo percorso digitale personalizzato</strong> con Google My Maps. Per guidarti passo passo nell’utilizzo di My Maps   un’idea più precisa del funzionamento di My Maps, puoi sfogliare la guida <a href="https://blog.geografia.deascuola.it/uploads/2018/09/Google-My-Maps.pdf">Google My Maps</a>. Come potrai immaginare, per creare un itinerario digitale devi innanzitutto <strong>inserire i luoghi scelti su una carta</strong>: con My Maps è molto semplice, ti basta digitare il nome del luogo nella barra di ricerca e cliccare su “<strong>Aggiungi alla mappa</strong>” (vedi il punto 2 del tutorial). Procedi in questo modo con tutti i tuoi luoghi: in pochi minuti riuscirai a dare una collocazione spaziale a tutte le tappe del tuo itinerario.<strong> Personalizza il tuo itinerario con parole, immagini e video</strong>.My Maps ti dà la possibilità di <strong>personalizzare ogni tappa</strong> con testi, foto e immagini che hai raccolto durante le tue scorribande estive. Non solo: puoi anche scegliere un’icona particolare per ogni tuo luogo sulla carta. In questo modo avrai un itinerario digitale davvero personalizzato Cerca però di essere selettivo nella scelta dei materiali: per ogni tappa carica le foto e i video che ritieni raccontino meglio i momenti che hai passato in quel luogo, mentre nella parte dedicata alle parole puoi inserire le sensazioni e i ricordi che ti sono rimasti più impressi. Puoi anche conferire al tuo itinerario la struttura di un reportage geografico: in questo caso carica le foto e i video che meglio inquadrano il luogo nelle sue peculiarità, che descriverai in modo il più possibile oggettivo nella parte dedicata al testo.<br> Qualunque sia la tua scelta, non dimenticare che My Maps ti permette anche di cercare e caricare immagini e video presenti nel web, così da arricchire il tuo itinerario digitale. Che itinerario sarebbe senza una traccia che collega le diverse tappe? Il tuo lavoro terminerà infatti solo quando avrai tracciato un <strong>percorso tra i luoghi della tua top list</strong>: così avrai un vero e proprio itinerario, da seguire sul computer o sullo smartphone con i tuoi compagni di classe, o magari da ripercorrere in prima persona la prossima estate!<br> Su questo aspetto, My Maps ti offre diverse possibilità: tracciare una linea “a mano”, creare percorsi per pedoni, bici e auto. La tua scelta sarà influenzata da diversi fattori: la distanza tra le diverse tappe, la loro accessibilità, la tua personale idea di itinerario… <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Lezione 2 3A/3B</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
         <link>https://padlet.com/sorrentinomario244/dp36obnzrcds/wish/457037065</link>
         <description><![CDATA[<div>Dopo aver guardato i video, leggi il ytesto e rispondi alle domande </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Lezione 2 3A/3B</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
         <link>https://padlet.com/sorrentinomario244/dp36obnzrcds/wish/457037067</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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         <title>LEZIONE DI STORIA CLASSI III A E B: APPROFONDIMENTO SULLA SHOAH prof.ssa Capuano Claudia </title>
         <author>sorrentinomario244</author>
         <link>https://padlet.com/sorrentinomario244/dp36obnzrcds/wish/457037069</link>
         <description><![CDATA[<div><br>La Memoria Ebraica</div><div>Sui <strong>campi di sterminio nazisti</strong> esiste una nutrita letteratura. In particolare sul Lager di <strong>Auschwitz</strong>, forse il più famigerato. Questa letteratura, come ha detto proprio Primo Levi nella prefazione all’edizione italiana di <em>Uomini ad Auschwitz</em> di <strong>Hermann Langbein</strong>, si può dividere in tre categorie: i diari o memoriali dei deportati, le loro elaborazioni letterarie, le opere sociologiche e storiche. Ma <em>Se questo è un uomo</em>, che <strong>Levi</strong> iniziò durante la prigionia, appartiene a tutte e tre le categorie. E’ un documento al più sincero possibile, è un racconto con già la misura del classico, è un’analisi fondamentale della composizione e della storia del Lager, ovvero dell’umiliazione e della degradazione dell’uomo, prima ancora della sua soppressione nello sterminio di massa. A <em>Se questo è un uomo</em> segue <em>La tregua</em>, che contiene il resoconto del suo lungo viaggio di ritorno giù per un’Europa non ancora rinsavita dalla follia collettiva. Ma quando finalmente Levi giunge in Italia capisce che tutti gli ultimi suoi mesi di vagabondaggio ai margini della civiltà sono stati una tregua affettuosamente e capricciosamente concessagli dal destino.<br><br></div><div>Toccanti risultano le pagine iniziali e soprattutto il capitolo intitolato “<em>Sul fondo</em>” dove si raggiunge proprio l’apice della degradazione umana:<br><br></div><div><br></div><div><em>Allora per la prima volta ci siamo accorti che la nostra lingua manca di parole per esprimere questa offesa, la demolizione di un uomo. In un attimo, con intuizione quasi profetica, la realtà ci si è rivelata: siamo arrivati al fondo. Più giù di così non si può andare: condizione umana più misera non c’è, e non è pensabile. Nulla più è nostro: ci hanno tolto gli abiti, le scarpe, anche i capelli; se parleremo non ci ascolteranno, e se ci ascoltassero, non ci capirebbero. Ci toglieranno anche il nome: e se vorremo conservarlo, dovremo trovare in noi la forza di farlo, di fare sì che dietro al nome, qualcosa ancora di noi, di noi quali eravamo, rimanga […]. Si comprenderà allora il duplice significato del termine “Campo di annientamento”, e sarà chiaro che cosa intendiamo esprimere con questa frase: giacere sul fondo.<br></em><br></div><div>Sulla linea di continuità con l’opera narrativa si collocano le raccolte poetiche (<em>L’ osteria di Brema</em>,1975; <em>Ad ora incerta</em>, 1984), pur esse ispirate all’esperienza del Lager e finalizzate ad estendere l’esperienza personale su un piano universale. La scrittura risulta solenne e di intonazione biblica.<br><br></div><div><br></div><div>Per <strong>Primo Levi</strong> non esiste solo la perdita della memoria storica, ma vi è principalmente la gestione dell’oblìo, una patologia, agli occhi del poeta, ben più grave dell’altra. La stessa che ha accecato per decenni l’opinione pubblica facendola cadere nel “revisionismo” e nel “negazionismo” della <strong>Shoah</strong>. In presa diretta con il processo di Gerusalemme Levi decide di rivolgersi, sotto forma di  lettera aperta, ad <strong>Adolf Eichmann</strong>. Non tanto lo tocca la sua natura di aguzzino o l’infamia, ma piuttosto l’apparente normalità dell’uomo, la sua mostruosa facoltà di rimuovere e razionalizzare a posteriori gli eventi più disumani, di costruirsi alibi inattaccabili da qualsiasi senso di colpa. L’intuizione di Levi coincide con la tesi di una grande filosofia ebrea-tedesca, <strong>Hannah Arendt </strong>(1906-1975), che assistendo al medesimo processo ne trae un libro dal titolo eloquente, La banalità del male (1963), in cui dice: <em>“Questa capacità spaventosa di consolarsi con frasi vuote non lo abbandonò nemmeno nell’ora della morte”.</em><br>Perciò Levi non augura a Eichmann di morire, ma di vivere per ricordare e percepire nella pienezza dl corpo e della mente tutto l’orrore del suo passato.<br>SI CONSIGLIA LA LETTURA DEL TESTO: I.J. SINGER: LA FAMIGLIA KARNOWSKI</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>LEZIONI DI ARITMETICA E GEOMETRIA II B</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
         <link>https://padlet.com/sorrentinomario244/dp36obnzrcds/wish/457037070</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>LEZIONE DI GEOGRAFIA CLASSI III A E B: LO STATO DI ISRAELE prof.ssa Capuano Claudia</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Forma di governo</strong> Repubblica parlamentare<br><strong>Superficie</strong> 22.072 Km²<br><strong>Popolazione</strong> 9.078.000 ab. (stime 2019)<br><strong>Densità</strong> 411 ab/Km²</div><div><strong>Capitale</strong> Gerusalemme (919.000 ab.)<br><strong>Moneta</strong> Nuovo Sheqel Israeliano<br><strong>Indice di sviluppo umano</strong> 0,903 (22° posto)<br><strong>Lingua</strong> Ebraico, Arabo (entrambe ufficiali)<br><strong>Speranza di vita</strong> M 81 anni, F 85 anni.<br>GEOGRAFIA FISICA DI ISRAELE    Il territorio d'Israele corrisponde alla regione storico/geografica della Palestina e si può dividerlo in 4 aree, la fascia costiera pianeggiante, le colline centrali alte sui 500-700 metri, la valle del Giordano lungo i confini orientali ed infine il deserto del Negev a sud, che corrisponde ad oltre metà del territorio complessivo. Alcune parti del Paese sono state occupate nel 1967 con la guerra dei sei giorni, le Alture del Golan (contese con la Siria) e la parte orientale di Gerusalemme in Cisgiordania; senza considerare queste aree la superficie totale è di <strong>20.770 Km²</strong>.<br><br>   Le alture superano i mille metri solo a nord-est di Haifa nell'estremità settentrionale della Nazione, col <strong>Monte Meron (1.208 m.)</strong> come massima vetta, se invece si includono le Alture del Golan si oltrepassano anche i duemila metri, nel <strong>Monte Hermon (2.224 m.)</strong>.<br><br>   Vista la posizione e la morfologia del Paese i corsi d'acqua hanno regime torrentizio e risultano in buona parte secchi nel periodo estivo, l'unico fiume di una certa rilevanza e lunghezza è il <strong>Giordano (250 Km)</strong>, che nasce nel Monte Hermon, al confine fra Libano, Siria ed Israele (nei territori contesi del Golan) e sfocia nel Mar Morto.<br><br>   Il lago più esteso è il <strong>Mar Morto (600 Km², di cui 265 in Israele/Cisgiordania)</strong>, che si trova nella depressione più profonda della Terra, a <strong>-426 metri</strong> sotto il livello del mare; ha inoltre la caratteristica di essere molto salato, solo alcuni batteri riescono a sopravviverci. Altro bacino lacustre di buone dimensioni è il <strong>Lago di Tiberiade (164 Km²)</strong>, noto anche come Mar di Galilea, situato a nord-est.<br><br>   Il clima è <strong>mediterraneo</strong>, con precipitazioni concentrate nel periodo invernale, che diventano sempre più scarse procedendo verso sud nel deserto del Negev; le temperature estive raggiungono spesso valori piuttosto elevati.</div><div>GEOGRAFIA UMANA DI ISRAELE    Israele è suddiviso in 6 distretti ed ha un tasso di urbanizzazione molto elevato, il <strong>92%</strong> degli abitanti vive infatti in città.<br><br>   Le città più popolose del Paese sono la capitale <strong>Gerusalemme (919.000 ab.)</strong>, <strong>Tel Aviv-Yafo (452.000 ab., 3.590.000 l'agglomerato urbano)</strong>, <strong>Haifa (284.000 ab., 1.130.000 aggl. urbano)</strong>, <strong>Rishon LeZiyyon (252.000 ab.)</strong>, <strong>Petah Tiqwa (244.000 ab.)</strong>, <strong>Ashdod (225.000 ab.)</strong>, <strong>Netanya (217.000 ab.)</strong> e <strong>Be'er Sheva (209.000 ab., 600.000 aggl. urbano)</strong>.<br><br>   Gli <strong>Ebrei</strong> sono il <strong>79,5%</strong> della popolazione, gli <strong>Arabi</strong> il <strong>20,5%</strong>. I dati religiosi sono strettamente legati a questi numeri, l'<strong>ebraismo</strong> è professato dal <strong>75%</strong> degli israeliani, l'<strong>islamismo</strong> dal <strong>17%</strong>, il <strong>cristianesimo</strong> dal <strong>2%</strong>; il <strong>4% non è religioso</strong>.</div><div>TURISMO IN ISRAELE    Sono oltre 3 milioni all'anno i turisti che di recente hanno scelto come meta Israele, anche se il dato è piuttosto fluttuante a causa della situazione geopolitica del Paese; oltre alle motivazioni religiose ci sono anche quelle di svago e di carattere storico ed artistico.<br>ATTIVITà: SUL QUADERNO DISEGNA LA MAPPA E LA BANDIERA DEL PAESE E RIASSUMI LE SUE PRINCIPALI CARATTERISTICHE COME FACCIAMO IN CLASSE. BUON LAVORO!</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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         <title>LEZIONI DI ARITMETICA E GEOMETRIA I B </title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <title>LEZIONI DI ARITMETICA E GEOMETRIA III B</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <title>Un saluto</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Prof. Antonio Nebbia</div>]]></description>
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         <title>Lezione 1 Inglese</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Classi II A/B<br>Prof.ssa Scorza Nicoletta<br>Past simple to be</div>]]></description>
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         <title>Lezione 2 Inglese</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Classi II A/B<br>Prof.ssa Scorza Nicoletta<br>Describing people<br>Buon lavoro a tutti.<br><br></div>]]></description>
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         <title>Lezione 2 Inglese</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Classi II A/B<br>Prof.ssa Scorza Nicoletta<br>Breve descrizione di un amico o di un familiare</div>]]></description>
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         <title>Lezione 1 Inglese</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Classi III A/B<br>Prof.ssa Scorza Nicoletta<br>Present perfect<br>Ciao ragazzi come va? Spero che questo nuovo metodo di studio vi piaccia di più. Buon lavoro</div>]]></description>
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         <title>Lezione 1 Inglese</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Classi III A/B<br>Prof.ssa Scorza Nicoletta<br>Esercizi Present perfect</div>]]></description>
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         <title>Inglese </title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>III A/B<br>Esercitatevi con wordwall. Buon divertimento</div>]]></description>
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         <title>Lezione 2 Inglese</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Classi III A/B<br>Prof.ssa Scorza Nicoletta<br>Comprehension test</div>]]></description>
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         <title>Lezione 2 Inglese</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Classi III A/B<br>Prof.ssa Scorza Nicoletta<br>Rispondi al questionario e fai una sintesi sulla vita di Steven Jobs<br>Buon lavoro</div>]]></description>
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         <title>PRESENTAZIONE POWER POINT - ARITMETICA CLASSE:1^ SEZ. A PROF.SSA M.R. CAIAZZO</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <title>PRESENTAZIONE POWER POINT - GEOMETRIA CLASSE 1 SEZ.A </title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>PROF.SSA M. R. CAIAZZO</div>]]></description>
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         <title>PRESENTAZIONE POWER POINT- ALGEBRA CLASSE: 3^ SEZ. A</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>PROF.SSA M. R. CAIAZZO</div>]]></description>
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         <title>PRESENTAZIONE POWER POINT- GEOMETRIA - CLASSE 3 SEZ. A PROF.SSA M. R. CAIAZZO</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <title>Classe  3A-  Prof.ssa   Cedrola</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per  Marta  :  un  po'  di matematica per  mantenersi   in esercizio.  Buon lavoro!</div>]]></description>
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         <title>Scienze III B. Vulcani</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Pro. Petrella</div>]]></description>
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         <title>Scienze II B. Verifica:il moto dei corpi. Prof. Petrella</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <title>Scienze I B. Metodo scientifico. Prof. Petrella</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <title>Aritmetica II B.Esercizi: estrazione di radice</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Prof. Petrella</div>]]></description>
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         <title>Aritmetica I B. Problemi matematici</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Prof. Petrella</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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         <title>Aritmetica I B. Problemi matematici</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Prof. Petrella</div>]]></description>
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         <title></title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <title>ITALIANO 3A </title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Riassunto parte 1</div>]]></description>
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         <title>ITALIANO 3A</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Riassunto 3A parte2</div>]]></description>
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         <title>ITALIANO 3A</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Riassunto 3A esercizi</div>]]></description>
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         <title>ITALIANO 1B</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Descrizione 1B esercizio</div>]]></description>
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         <title>Arte  e Immagine 3A</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il Futurismo</div>]]></description>
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         <title></title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>UN SALUTO ALLA IA E ALLA IB</div>]]></description>
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         <title></title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>UN SALUTO ALLA II A E ALLA II B </div>]]></description>
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         <title></title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>UN SALUTO ALLA III A E ALLA III B</div>]]></description>
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         <title>Arte e Immagine 2A</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>La ragazza con l'orecchino di perla</div>]]></description>
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         <title>Arte e immagine 1A</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>I tesori delle tombe egizie_Schede di lavoro</div>]]></description>
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         <title>Arte e Immagine 3B</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <title>Arte e Immagine 2B</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Jan Vermeer e la ragazza con l'orecchino di perla</div>]]></description>
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         <title>Arte e Immagine 1B</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>La tomba e il tesoro di Tutanhkamon_Schede di lavoro</div>]]></description>
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         <title></title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Prof. MENNELLA: "Chissà come si divertivano", di I. Asimov. </div>]]></description>
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         <title></title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Prof MENNELLA Ripasso di Matematica, confronto tra espressioni</div>]]></description>
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         <title>Prof. Petrossi</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Primo Levi</div>]]></description>
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      </item>
      <item>
         <title>Prof. Petrossi</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Testo di Se questo è un uomo</div>]]></description>
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         <title>MUSICA II A - II B Prof.ssa Ruocco</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Buongiorno ragazzi e buon lavoro!<br><br>Il Barocco <br><br>L'arte, la poesia e la musica del Seicento e della prima metà del Settecento sono indicate con il termine barocco. I caratteri più evidenti di questo stile sono la grandiosità, la potenza, la teatralità e la ricerca di complicati effetti decorativi, che rispecchiano la fastosità delle nascenti monarchie assolute europee. Anche le maggiori città italiane (soprattutto Roma, Firenze e Venezia) riescono a inserirsi con prestigio nella vita artistica europea: anzi, si può affermare che il centro più importante in tutta Europa e nel quale il barocco affonda le sue radici fu proprio Roma. Nel Seicento la nobiltà è ancora la classe dominante, ma in quest'epoca si va affermando un'altra classe, la borghesia, assai potente sul piano economico, che rappresenta la fascia produttiva (banchieri, mercanti, manifatturieri, artigiani) e che costituirà l'anello di congiunzione tra la miseria dei contadini e braccianti (sempre più poveri) e la smisurata ricchezza dei nobili. Le corti dei nobili si affermano prepotentemente come centri dell'attività musicale. Cantanti, strumentisti, compositori, maestri di cappella e maestri di danza gravitano intorno alle lussuose residenze dei monarchi assoluti che, senza badare a spese, cercano di dare un'immagine di magnificenza e di grandezza. Ogni avvenimento importate, pubblico o privato, viene solennemente festeggiato per giorni interi e in queste feste la musica costituisce l'attrazione principale: teatro in musica, danza, balletto, musica strumentale. Il pubblico non è più costituito da nobili, ma anche da ricchi borghesi, ambiziosi di prestigio sociale. La Chiesa, nel frattempo, perde sempre più la sua egemonia in campo musicale, mentre sta per nascere un luogo che dominerà la vita musicale fino agli inizi del Novecento: il teatro. Nel Seicento inizia dunque per la musica un importante periodo che si trarrà fino a metà del Settecento e vedrà la nascita di generi, stili e forme musicali completamente nuovi. Le principali novità saranno: • l'affermazione e la diffusione del melodramma; • lo sviluppo dell'oratorio; • il declino della polifonia che si trasforma in armonia (accordi che accompagnano la melodia o monodia accompagnata); • la differenziazione delle musiche da sonar (sonata) e musiche da cantar (cantata); • la diffusione e la riscoperta degli strumenti: organo, clavicembalo, violino; • il declino dello stile a cappella (solo voci) e l'affermazione dello stile concertante (voci e strumenti); • la nascita dell'orchestra e di due forme prettamente orchestrali: il concerto grosso e il concerto solista; • la nascita del balletto; • lo sviluppo della suite strumentale; • la differenziazione nella destinazione d’uso della musica profana: genere teatrale per il teatro e genere cameristico per le camere, cioè per le stanze dei signori. IL MELODRAMMA Il melodramma (dal greco melos: "canto" e dramma: "azione scenica") detto anche opera lirica o, più semplicemente, opera, è lo spettacolo in cui la recitazione teatrale si svolge attraverso il canto e la musica: è una diretta conseguenza della monodia accompagnata, nata nell'ambito della Camerata dei Bardi a Firenze. L'anno della vera e propria nascita del melodramma fu il primo anno del nuovo secolo, il 1600, anno in cui a Firenze, si rappresentò l'opera Euridice di Giulio Caccini. Da Firenze questo nuovo stile musicale si diffuse a poco a poco in altre città, sempre nei palazzi principeschi e per un pubblico colto e aristocratico: l'allestimento di un'opera comportava infatti preparativi complessi e molto dispendiosi. Un tentativo fatto a Venezia cambiò la situazione. Nel 1637 fu aperto il primo teatro a pagamento, il San Cassiano, e finalmente anche le persone di ceto medio poterono assistere alla rappresentazione di un melodramma. Il pubblico accorse numeroso e dimostrò di gradire molto questo tipo di spettacolo. In conseguenza di questo successo altri teatri furono aperti in varie città italiane, in particolare a Roma. Contemporaneamente alla diffusione del melodramma nacque la figura dell' "impresario”, che scritturava poeti, musicisti, cantanti, strumentisti, scenografi, ballerini e organizzava la rappresentazione dell'opera. In questa nuova situazione era il giudizio della gente che decideva la sorte e la fortuna degli artisti e dell'impresario. Acquistò così molta importanza la messa in scena, che doveva sbalordire il pubblico con la grandiosità delle scenografie, e la bravura dei cantanti lirici, ai quali si chiedevano voci sempre più eccezionali. E’ chiaro che la qualità del melodramma, in quanto opera d'arte, spesso risentì negativamente di queste esigenze esteriori dello spettacolo. I CARATTERI DEL MELODRAMMA Come è fatta un'opera lirica? E’ un dramma, serio o divertente, è un'azione scenica che ha uno svolgimento unitario; la musica contribuisce in modo determinante a mettere in rilievo i personaggi e a far comprendere i loro sentimenti. L'insieme dei dialoghi e delle azioni è in genere tratto da una storia, da un romanzo o da una leggenda; i dialoghi vengono adattati alla scena e messi in versi al fine di essere più facilmente rivestiti di musica; essi costituiscono il libretto d'opera. Quest'ultimo è un piccolo libro stampato in molte copie che viene messo a disposizione degli spettatori perché siano in grado di seguire la trama della vicenda. Se il genere del libretto è drammatico oppure tragico si parla di opera seria; se è comico o satirico si parla di opera buffa. L'autore del libretto, il librettista, è un letterato con una profonda esperienza teatrale e musicale: egli infatti deve saper tenere conto non soltanto delle esigenze sceniche, ma anche di quelle musicali e alternare nella giusta misura i recitativi, ovvero le recitazioni cantate a verso libero, le arie, cioè i brani ampiamente melodici e a strofe, i duetti, i terzetti, i quartetti e i concertati, ossia i brani per più voci e orchestra. I due elementi che stanno alla base dell'intera opera sono il recitativo e l'aria. Nel recitativo, detto anche parlato melodico, la musica è strettamente legata alle parole del discorso; è quasi una recitazione cadenzata, che permette al pubblico di capire le varie situazioni della vicenda. Nel recitativo, dunque, la parola è più importante del canto. L'aria, invece, è un brano completamente cantato che segue una linea melodica molto varia e agile e che perciò permette al cantante di manifestare la sua bravura. Nell'aria, la musica prevale sulle parole, in quanto è l'espressione puramente musicale dei sentimenti dei vari personaggi. LA MUSICA STRUMENTALE Il melodramma e la musica strumentale del 1600, pur così diversi tra loro, avevano un elemento in comune: protagonista era quasi sempre un solista virtuoso, capace di usare il proprio strumento (tale infatti è anche la voce) per trarre effetti mai sentiti prima ed entusiasmare il pubblico. Questo parallelismo trova conferma anche nello sviluppo di alcune forme musicali: ad esempio della cantata (un pezzo da cantare) oppure della sonata (un pezzo da suonare), da camera o da chiesa a seconda della loro destinazione profana o sacra. Nel Seicento nacque un’altra forma musicale nuova: il concerto, che si differenziava in concerto grosso e concerto solista. Il concerto grosso era una composizione strumentale dove un piccolo gruppo (formato da 2 o 3 strumenti) chiamato “concertino” si alternava con il cosiddetto “concerto grosso” o “ripieno” (formato da tutto il gruppo) creando così un gioco di “pieni” e di “vuoti”. Alla fine del secolo questa forma di concerto lasciò il posto al concerto solista: un solo strumentista si contrapponeva a tutta l’orchestra. Tipica, all’interno del concerto solista, era la presenza della cosiddetta “cadenza”: ad un certo momento l’orchestra cessava di suonare e lasciava al solista la possibilità di lanciarsi in passaggi liberi nei quali rielaborava e variava i temi principali del discorso per mostrare la propria abilità. Altre forme musicali del periodo barocco sono: • Suite: composizione strumentale basata su una successione di danze, destinata però all’ascolto e non alla danza e utilizzata come musica d’intrattenimento per i nobili. • Oratorio: forma musicale “drammatica”, che prevede la narrazione di un evento sacro, con personaggi e dialoghi; tale genere non è destinato, però, alla rappresentazione: viene cantato da solisti e coro immobili, senza scene e costumi, ma con accompagnamento orchestrale. Veniva rappresentato in locali detti “oratori”. Nel Seicento si affermarono definitivamente strumenti già noti da tempo, come l'organo, o di recente diffusione, come il clavicembalo e il violino. Organo e clavicembalo erano considerati molto vicini: alcune pagine musicali si adattavano a entrambi gli strumenti e spesso gli esecutori erano in grado di passare dall'uno all'altro senza difficoltà. La più caratteristica forma di accompagnamento strumentale del periodo barocco prese il nome di “basso continuo”: era formata da una successione di accordi suonati in modo continuo; inoltre il suono più grave di tali accordi veniva poi anche intonato da uno strumento grave, in genere il violoncello, in modo da sostenere meglio gli accordi stessi. Conseguenza di questa affermazione della musica strumentale fu lo sviluppo tecnico nella costruzione degli strumenti stessi. Primo fra tutti fu il violino, che si impose nei confronti degli altri strumenti ad arco grazie anche ad abilissime scuole di “liuteria”, cioè di costruttori, come quelle cremonesi degli Amati, Guarneri e degli Stradivari, le cui famiglie si tramandavano i segreti di padre in figlio. AUTORI Tra i numerosi autori di melodrammi ricordiamo: Claudio Monteverdi e Giovanni Battista Pergolesi; per le composizioni strumentali: Johann Sebastian Bach, Georg Friedrich Händel, Antonio Vivaldi e Arcangelo Corelli. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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         <title>MUSICA III A - III B Prof.ssa Ruocco</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Buongiorno ragazzi e buon lavoro!<br><br>Il Romanticismo<br><br>Nella prima metà del 1800 si diffuse in tutta Europa un vasto movimento culturale, nato in Germania ma destinato a contrassegnare il modo di pensare e di sentire di tutte le nazioni europee: il Romanticismo. Se gli ideali del periodo classico erano fondati sul primato assoluto della ragione, gli ideali romantici esaltavano l’irrazionalità, la libera espressione del sentimento individuale e collettivo: venivano così valorizzati l’amore patriottico, l’orgoglio per le tradizioni popolari e tutti i sentimenti spontanei dell’animo umano. Durante il Romanticismo la musica assunse una grande importanza; infatti, i pensatori romantici ritenevano che essa fosse la sola arte in grado di esprimere i sentimenti o le sensazioni più profonde dell’animo umano; anche le altre arti, come la letteratura o la pittura, potevano esprimere questi sentimenti, ma i loro mezzi (la parola, la figura, i colori, ecc.) erano limitati, e oltre una certa soglia non potevano andare. Dunque, tra le varie arti, la musica era considerata la regina, e tanto più lo era se si trattava di musica solo strumentale; infatti, la musica vocale, proprio perché legata alla parola e quindi ritenuta limitata, veniva considerata meno “espressiva” del genere strumentale. Da questo modo di vedere le cose nacque il concetto di “musica assoluta”; questa espressione indica il genere di musica esclusivamente strumentale, considerata, appunto, come l’arte perfetta, che riusciva ad esprimere anche i sentimenti più profondi dell’uomo. La musica romantica, quindi, si distinse per la profonda espressività, per il modo con cui cercò di dare intensità ai sentimenti, alle sensazioni ed alle immagini. Rapporto con la società L'affermarsi della borghesia e la decadenza dell'aristocrazia determina un profondo mutamento del ruolo del musicista e ne condiziona l'attività. Alla figura del musicista-dipendente (che esaudiva le richieste del principe mecenate o della corte da cui era mantenuto) si sostituisce quella del musicista-“genio romantico”, libero di esprimere se stesso senza vincoli di dipendenza. Tale libertà creativa comporta però anche aspetti problematici: da una parte viene meno la sicurezza economica propria della condizione precedente, dall'altra emerge la difficoltà di rapporto con il nuovo ed esigente “datore di lavoro”: il pubblico. Tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento, infatti, l'attività musicale si sposta progressivamente dalla corte aristocratica al teatro pubblico borghese, con ingresso a pagamento. E’ con questo pubblico, con i suoi gusti e le sue esigenze, molto più diversificate e mutevoli rispetto a quelle del pubblico aristocratico, che il musicista deve ora misurarsi e, spesso, scontrarsi. Da questo difficile rapporto con il pubblico dipendono, probabilmente, il pessimismo, la solitudine e la sensazione di incomprensione e di inutilità sofferti da molti artisti degli inizi dell'Ottocento. Nella sua nuova posizione indipendente il musicista poteva guadagnarsi da vivere principalmente in tre modi: • vendendo e pubblicando le opere da lui composte; • suonando in concerti pubblici; • dando lezioni di musica ad una clientela privata. Per molti musicisti quest’ultima soluzione fu quella che concretamente diede loro da vivere, poiché non era certamente facile comporre opere e pubblicarle, come dare concerti. Nella seconda metà del secolo, poi, parallelamente alla musica colta di salotti, circoli, sale da concerto e teatri, inizia a diffondersi un tipo di musica più leggera e ballabile, di derivazione popolare, consumata nei caffè concerto, o “cafè chantant”, locali pubblici nei quali si esibiscono attori comici, dicitori, cantanti e musicisti. Le scuole nazionali La riscoperta delle radici storiche e culturali e delle proprie tradizioni popolari da parte dei nuovi Stati europei determina la nascita di “scuole musicali nazionali”, soprattutto in quei Paesi, come la Spagna, la Norvegia, e, in generale tutti i Paesi di lingua slava, che fino alla prima metà dell’Ottocento erano stati “terra di conquista” per i musicisti italiani, francesi e tedeschi. Le scuole nazionali si propongono l’obiettivo di ricercare una propria identità culturale, attraverso il recupero del folclore e delle tradizioni musicali popolari: in tale contesto sorge l’interesse per le ricerche etnomusicologiche (studio comparato delle musiche popolari dei diversi paesi). Caratteri generali Anche se in modo molto schematico, è possibile individuare alcune caratteristiche peculiari della produzione musicale di questo periodo: • La melodia sviluppa ed accresce la sua importanza; l'idea melodica, il tema musicale, è il centro della musica romantica e presenta caratteristiche di semplicità ed estrema cantabilità; soprattutto all’interno delle “scuole nazionali” si diffonde l’uso di attingere al patrimonio di canti e melodie popolari tradizionali. • Dal punto di vista ritmico, si amplia la gamma dei tempi musicali impiegati diversi anche all'interno del medesimo brano; il rigore temporale e ritmico caratteristico della musica del Settecento viene superato anche attraverso un ampio impiego delle variazioni di velocità (“rallentando”, “accelerando”). • Si dilata la gamma di sfumature dinamiche, ottenendo così livelli di intensità sonora estremamente differenziati: dal “pianissimo” impercettibile al “fortissimo” assordante. Questo allargamento della dinamica si sviluppa parallelamente al diffondersi dell'uso del pianoforte (il cui nome è indicativo della capacità dinamica di tale strumento) a scapito del clavicembalo e all'ampliamento dell'organico orchestrale, a sua volta legato alle ampie dimensioni delle nuove sale da concerto. • Viene notevolmente sviluppato anche l'aspetto timbrico, particolarmente attraverso l'uso di un numero maggiore di strumenti musicali dalle diverse e nuove sonorità; acquistano maggior importanza strumenti che in precedenza avevano scarso impiego (clarinetti, tromboni, arpa, percussioni); il musicista romantico sviluppa una particolare sensibilità alla autonoma capacità espressiva dei timbri sonori, intesi e utilizzati come “colori” da accostare, mescolare, ecc. • La forma e i modelli tradizionali del linguaggio musicale vengono “personalizzati” ogni compositore si sente libero di utilizzare gli schemi compositivi tradizionali (sonata, sinfonia, ecc.) in modo diverso, adattandoli alle proprie esigenze espressive. • Le leggi dell’armonia tonale tradizionale cominciano a vacillare di fronte all’uso spregiudicato di accordi dissonanti e di modulazioni inconsuete Le composizioni sinfoniche Cresciuta in grandezza (dai 40 esecutori dell'orchestra classica agli oltre 100 di quella romantica) e nella sua composizione, l'orchestra trova larghissimo impiego nella musica del primo Ottocento, oltre che nella musica operistica, nell'esecuzione di sinfonie. Quest'ultimo genere musicale viene ampiamente frequentato dai musicisti romantici che, pur mantenendo fermo lo schema generale della forma classica (quattro movimenti), concentrano la loro attenzione sulle possibilità timbriche dell'orchestra sinfonica (un'attenzione analoga a quella dedicata dai pittori romantici ai diversi effetti cromatici ottenibili mediante l'impasto dei colori). Dalla sinfonia si sviluppano nuove forme, come il poema sinfonico, brano orchestrale in un solo tempo in cui l'autore intende narrare eventi e situazioni presentate in un “programma” illustrativo (poesie, quadri, racconti, impressioni della natura). Questa forma fu coltivata soprattutto dai musicisti delle “scuole nazionali”. Tra i più importanti autori di sinfonie, poemi sinfonici e brani musicali orchestrali di questo periodo ricordiamo: l'austriaco Franz Schubert (1797-1828), i tedeschi Felix Mendelssohn (1809-1847) e Robert Schumann (1810-1856), l'ungherese Franz Liszt (1811-1886) e il francese Hector Berlioz (1803-1869). Le composizioni pianistiche Il pianoforte è lo strumento “romantico” per eccellenza e non solo perché‚ le sue caratteristiche tecniche (grande dinamica e sonorità, notevole estensione, cantabilità e possibilità timbriche) corrispondono alle esigenze espressive del musicista romantico, ma anche perché‚ esso diviene elemento costante nell'arredamento delle case borghesi e protagonista, così, di quella pratica musicale “amatoriale” che prende il nome di “musica da salotto”. E’ nei salotti borghesi del primo Ottocento che prende forma la vasta letteratura pianistica del periodo romantico, costituita soprattutto da brevi composizioni dalla forma e struttura libera frutto della creatività istintiva e travolgente tipica dell'artista romantico, il cui stesso titolo (Notturno, Improvviso, Scherzo, Scena infantile, Serenata) ne definisce il carattere intimo e salottiero. Parallelamente, nelle sale da concerto, un diverso uso del pianoforte viene finalizzato a evidenziare le capacità tecniche dell'esecutore, il suo “virtuosismo”. Tra i compositori e i pianisti di maggior spicco in questo periodo ricordiamo: il polacco Fryderyk Chopin (1810-1849) e ancora Schubert, Schumann e Liszt, quest'ultimo molto noto per la sua abilità pianistica. Il Lied Composizione caratteristica dell'Ottocento tedesco, il Lied (“canto”) testimonia il felice incontro tra le due espressioni artistiche più tipicamente romantiche: la musica e la poesia. La forma musicale del Lied, un canto in lingua tedesca eseguito da una voce solista con l'accompagnamento, generalmente del pianoforte, segue infatti l'andamento dei versi e delle strofe di un testo poetico, tratto dall'opera di grandi poeti romantici, ma spesso anche dal vasto patrimonio di canti e poesie popolari che proprio allora, nello spirito del recupero delle tradizioni nazionali, venivano raccolti. Anche il Lied, per le sue particolari caratteristiche musicali, ha come ideale ambiente di diffusione il salotto romantico borghese. Fra i più noti autori di Lieder ricordiamo: Schubert, Schumann, Mendelssohn e più tardi, Johannes Brahms. Il melodramma Nel quadro del romanticismo musicale il melodramma, l'opera teatrale, ha uno sviluppo particolare e una storia separata; si diffonde e prospera, infatti, soprattutto in Francia e in Italia, dove gli ideali romantici vengono assorbiti più tardi e in modo diverso rispetto all'Inghilterra e alla Germania. Il melodramma ottocentesco, d'altra parte, rappresenta gli ideali e la cultura di un ambiente sociale diverso e più ampio rispetto alla borghesia salottiera del Nord Europa; il teatro d'opera è frequentato anche come occasione di incontro, soprattutto dalla piccola borghesia cittadina le cui aspirazioni sono meno “spirituali” e certamente più concrete: l'ideale romantico di “libertà” viene vissuto, ad esempio, non come un'aspirazione interiore, ma come anelito a una effettiva libertà politica. Il melodramma diviene, specie in Italia, la forma di spettacolo più diffusa ed amata, e non v’è piccola città di provincia che non costruisca il proprio teatro d’opera e non organizzi “stagioni” di rappresentazioni liriche. Nel melodramma italiano si ritrovano i seguenti ideali: nelle vicende rappresentate, spesso a sfondo storico, viene esaltata la figura dell'eroe liberatore o il popolo in rivolta contro l'oppressore; il popolo è rappresentato in scena dal coro. Gli stessi ideali trovano poi conferma e ulteriore sostegno in una struttura musicale dall'andamento ritmico energico ed incalzante e dalla melodia orecchiabile e accattivante. In questi anni, in Italia erano molto forti gli ideali “nazionalistici” di indipendenza e unità nazionale e quindi il pubblico era prontissimo a cogliere ed applaudire tutte le allusioni che avessero anche un vago riferimento politico e patriottico. Molti cori tratti dalle opere di Giuseppe Verdi divennero pretesti per manifestazioni pubbliche antiaustriache (molto noto è il coro “Va' pensiero” dal Nabucco), mentre le lettere del suo nome avrebbero fornito materia di propaganda politica: W V(ittorio) E(manuele) R(e) D’I(talia). Tra i più noti compositori italiani di melodrammi della prima metà del secolo ricordiamo: Gioacchino Rossini (1792-1868), Gaetano Donizetti (1797-1848), Vincenzo Bellini (1801-1835) e, almeno per la prima parte della sua produzione, Giuseppe Verdi (1813-1901). </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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         <title>MUSICA I A - I B Prof.ssa Ruocco</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Buongiorno ragazzi e buon lavoro!<br><br>La musica presso i popoli antichi<br><br>Milioni e milioni di anni fa, quando il nostro pianeta era appena nato e l'Uomo non ne aveva ancora calcato il suolo, già esistevano le voci della natura che riempivano l'aria con i loro molteplici suoni dai timbri diversi. Gli uccelli cantavano all'ombra delle immense foreste; i giorni, le notti si susseguivano con il loro ritmo regolare e continuo; la grande armonia dell'universo governava ogni cosa. La musica, dunque, l'eterna musica della natura, fatta di suoni, ritmi, melodie, armonie e timbri, esisteva già. Poi, dopo una lentissima e costante evoluzione, apparve l'Uomo: la sua unica forza era costituita dall'intelligenza che lo rendeva capace di comprendere l'ordine del mondo in cui viveva e di fabbricarsi i mezzi che gli avrebbero permesso di sopravvivere, ma anche, spesso, di prendere il sopravvento sulle forze ostili che lo circondavano. Egli modellò la propria voce imitando il grido degli animali che voleva attirare nei propri tranelli, studiò il ritmo delle stagioni per comprendere le abitudini degli uccelli migratori, per prevedere lo spuntare dei frutti selvatici, per fortificare i ripari per far fronte alle grandi tempeste, scrutò le leggi che governavano la natura per carpirle quei segreti che gli avrebbero permesso di rendere più agevole e sicura la propria esistenza. Nessuno può dire con certezza quali furono le prime manifestazioni musicali dell'uomo: si possono però fare congetture in base allo studio di popoli primitivi che ancora vivono nella nostra epoca: presso queste popolazioni la prima espressione musicale è il ritmo, che viene espresso con le mani, con i piedi, con i sassi, con gli utensili di lavoro. Il canto che spesso si accompagna a questo ritmo è fatto solamente di brevi sillabe gutturali, di grida inarticolate che sono espressione di sentimenti: gioia, dolore, paura, incitamento eccetera.<br><br><strong>I primi strumenti</strong>. Non è difficile rintracciare le origini degli strumenti musicali. Dalle grosse conchiglie marine, dalle corna degli animali uccisi, dalle canne vuote nacquero i primi strumenti a fiato. I primi strumenti a corda furono invece gli stessi archi con i quali i cacciatori e i guerrieri scagliavano le loro frecce. Servendosi di tronchi cavi di alberi l'uomo imparò a costruirsi i primi strumenti a percussione. Più tardi l'uomo perfezionò la canna del proprio flauto, rendendola capace di produrre suoni diversi, aggiunse altre corde al proprio arco, creando così le prime arpe e quando imparò a lavorare i metalli si fabbricò le prime trombe. Non più allora gridi gutturali e colpi sordi e indistinti, ma la possibilità di creare vere e proprie melodie e di accompagnarle con suoni sempre più complessi. Questo processo si svolse nel corso di migliaia di anni poiché lungo e faticoso fu il cammino dell'Uomo attraverso le varie epoche che segnarono il suo cammino nella storia delle civiltà..</div><div><br><strong>La musica presso gli Egizi</strong>. Presso i popoli più antichi la musica veniva utilizzata prevalentemente nell'ambito di cerimonie religiose. In Egitto, per esempio, i sacerdoti si tramandavano musiche sacre per accompagnare riti magici o propiziatori. Gli Egizi cantavano e danzavano accompagnandosi con arpe, flauti, cimbali durante le processioni destinate al culto pubblico. La musica era considerata un dono prezioso degli dei, fonte magica di letizia e di serenità. In Mesopotamia avvenne lo stesso, pur essendosi sviluppato un sistema di scrittura avanzato. La musica ebraica è particolarmente importante per l'influenza che avrà. Gli Ebrei attribuivano al canto un'enorme importanza nel campo spirituale. Sotto il regno di Davide le cerimonie erano imponenti e ad esse prendevano parte migliaia di coristi che accompagnavano il loro canto con gli strumenti musicali che Davide stesso aveva fatto costruire. L'esperienza musicale ebraica, attraverso la produzione di salmi, crea di fatto le basi di quello che diventerà il canto gregoriano. Alcuni documenti dell'antica musica cinese giunti fino a noi permettono di stabilire che, fin dall'antichità più remota, questo popolo impiegò per la sua musica una caratteristica scala di cinque suoni (corrispondenti agli attuali fa sol la do re = scala pentafonica): tali suoni corrispondevano rispettivamente all'imperatore, ai ministri, al popolo, ai servizi pubblici e ai prodotti della terra e del lavoro. I Cinesi costruirono diversi tipi di strumenti: timpani, tamburi, campane, flauti, liuti. Caratteristico è il king formato da pietre sonore fissate a un telaio di legno, percosse mediante martelletti. Gli Indiani coltivarono la musica fin dai tempi più antichi. Ebbero una musica religiosa e una profana destinata ad allietare i banchetti, per accompagnare le danze o le rappresentazioni teatrali. Tra i vari strumenti indiani (tam-tam, flauti, oboi, trombe) tipici sono la vina, caratteristico strumento a corde munito di due casse armoniche formate da zucche vuote e inoltre la ravanastra, il sarangi, il sitar, strumenti ad arco che si possono considerare i progenitori del violino.<br><br><strong>La musica al tempo dei Greci e dei Romani</strong>. Sull'esperienza delle altre civiltà, soprattutto quella egizia e quella indiana, la viva genialità del popolo greco seppe creare le basi teoriche e pratiche da cui si sviluppò in seguito tutta la musica dei paesi occidentali. In Grecia la musica era considerata uno dei mezzi più efficaci per l'educazione morale e intellettuale dei cittadini e faceva parte perciò dell'insegnamento scolastico. Gli strumenti nazionali con i quali si accompagnavano il canto dei poeti e i cori delle tragedie greche furono: la lyra, formata da un guscio di testuggine che recava alcune corde di budello tese sulla sua cavità, e l'aulòs, una sorta di flauto a doppia canna. Della musica su cui venivano cantate le diverse composizioni ci è giunto pochissimo: fra gli esempi più belli due inni di Delfi risalenti al II secolo a. C. Anche nell'antica Roma la musica ebbe una importante funzione, soprattutto quale accompagnamento nelle feste religiose. I Romani non ebbero uno stile musicale proprio, ma seppero piuttosto adattare, fondere e sviluppare gli stili delle diverse civiltà con le quali venivano a contatto. La musica fu però utilizzata dai Romani per rallegrare riunioni e intrattenimenti familiari, oppure per accompagnare le evoluzioni dei commedianti o per allietare i sontuosi festini dei patrizi. Tipici strumenti romani furono la tuba e la buccina, usati esclusivamente a scopi militari per dare segnali alle truppe, incitarle al combattimento o accompagnare imponenti marce trionfali.</div>]]></description>
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         <title>MUSICA I A - I B</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Inno alla gioia - L. v. BEETHOVEN </div>]]></description>
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         <title>Per la IB_&quot;Buona festa delle donne&quot; dalle prof &quot;Tania e Raffaella&quot;</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Conoscete la storia della Festa della Donna? Leggetela è davvero interessante! Rispondete poi a delle domande facili e alla fine troverete anche una divertente attività creativa. Buon lavoro!<br><br></div>]]></description>
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         <title>IB_Per Cristian e Filippo_Italiano:Testo descrittivo </title>
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         <description><![CDATA[<div>Provate a seguire le regole che abbiamo inserito e compilate le schede. Se è più semplice, ricopiate gli esercizi sul quaderno. Prof.ssa Tania e Raffaella.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-09 17:21:56 UTC</pubDate>
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         <title>MUSICA III A - III B</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>'O surdato 'nnammurato -  Califano Cannio</div>]]></description>
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         <title>MUSICA II A - II B</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Faded - A. Walker</div>]]></description>
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         <title>MUSICA I A - I B - II A - II B - III A - III B</title>
         <author>sorrentinomario244</author>
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         <description><![CDATA[<div>Riepilogo Diteggiatura flauto dolce</div>]]></description>
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         <title>Classe 3A-Prof.ssa Cedrola</title>
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         <author>sorrentinomario244</author>
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