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      <title>&quot;La vita non ci appartiene, ci attraversa&quot; by Valentina Felici</title>
      <link>https://padlet.com/valentina_felici/doeyupy03zrs</link>
      <description>Laboratorio di lettura e scrittura creativa su N. Ammaniti &quot;Anna&quot;, Einaudi 2015 (classe 3E a.s. 2015/2016)</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2016-05-28 15:54:14 UTC</pubDate>
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         <title>Note della Prof. Felici</title>
         <author>valentina_felici</author>
         <link>https://padlet.com/valentina_felici/doeyupy03zrs/wish/112925351</link>
         <description><![CDATA[<div>– Lettura individuale del romanzo di Niccolò Ammaniti "Anna", Einaudi Stile libero, 2015.<br>– Discussione in classe<br>– Esercizio su focalizzazione e punto di vista: "Traccia un ritratto di Anna, la protagonista del romanzo <em>Anna</em> di N. Ammaniti, dal punto di vista di Pietro. Non dovrai limitarti all’aspetto fisico, ma dovrai sottolineare gli aspetti principali del suo carattere e del suo comportamento nei suoi confronti, facendo riferimento agli episodi del romanzo che riguardano entrambi i personaggi. Il tuo testo deve essere coerente con quello che emerge nel libro"<br>– Scrittura creativa con il Metodo Caviardage di Tina Festa, con il seguente stimolo: "Alla ricerca del messaggio nascosto nel romanzo..."</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-05-28 15:57:03 UTC</pubDate>
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         <title>La parola all&#39;autore</title>
         <author>valentina_felici</author>
         <link>https://padlet.com/valentina_felici/doeyupy03zrs/wish/112925508</link>
         <description><![CDATA[<blockquote>Il romanzo racconta di un viaggio di speranza e fiducia, in cui una ragazzina cerca di lasciare un mondo devastato per raggiungerne un altro, credendo disperatamente nella vita e nelle possibilità che ci possono essere dall'altra parte, per trovare un posto dove ricominciare</blockquote><div>Intervista di Dario Ianes a Niccolò Ammaniti in occasione del Convegno del Centro Studi Erickson, Palacongressi di Rimini 14 novembre 2015</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-05-28 16:01:30 UTC</pubDate>
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         <title>Silvia Abundo: Anna &quot;raccontata&quot; da Pietro </title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ero stanchissimo stavo pedalando da ore ormai. Sulla strada che piano piano si era riempita di erbacce e buche pedalavo a fatica ma nonostante il tempo e la strada dovevo continuare, sapevo che qualcosa doveva accadermi. <br>Dopo aver pensato a cosa farò quando arriverò dalla Picciridduna, che mi avrebbe sicuramente curato dalla rossa che mi stava divorando lentamente senza farsi sentire, un soffio di vento mi passò fra un riccio dei miei capelli e in lontananza qualcosa si muoveva. <br>Si stava avvicinando verso di me, allora io cominciai a pedalare più veloce da arrivare all'ombra. Mi fermai davanti a lei, era una ragazza bellissima i suoi occhi scuri si accesero alla mia vista,ci presentammo entrambi si chiamava Anna era poco più bassa di me capelli arruffati da coprirgli metà della fronte, erano scuri come il carbone che usavo per accendere il fuoco del camino di casa di mia nonna in montagna, si coprì il naso e la bocca perché avevo fatto alzare tutta la polvere con le ruote della bici, mi riguardò e si incamminò di nuovo, ma io non volevo lasciarla così da sola, allora saltando su un rovo di erbacce, presi il manubrio della bici e corsi fermandola. Ci ero riuscito l'avevo convinta a farsi dare un passaggio dietro alla bici, si era un po' scomodo ma volevo averla qualche minuto in più con me. <br>Si sedette sui ferri posteriori che di solito usavo per portare oggetti utili per la casa. Senza pensarci due volte misi i piedi sui pedali e con tutta la forza che mi rimaneva cominciai a muovere la bici che andava con più pesantezza del solito, per colpa di Anna dietro che era rimasta in silenzio, ma senza tener conto di questo pedalavo velocissimo e la poca aria nell'ambiente si era trasformata in vento che passava fra i nostri capelli che si erano uniti da quanto eravamo appiccicati e vicini. <br>Era stato bellissimo andavo velocissimo: era la prima volta che andavo su una bici con una ragazza e a questa velocità. <br>Ma quel “sono arrivata, fermati” mi hanno fatto ritornare in me stesso, Anna scese dalla bici mi salutò e se ne andò girando le spalle. Non so quanti giorni saranno passati, ma vidi Anna entrare in quella casa in cui mi ero rifugiato, era tutta bagnata per colpa della pioggia che avevo sentito già da prima che faceva rumore cadendo sul tetto ormai sottilissimo da far  sentire tutti i rumori provenienti da fuori, la vidi venire verso di me io non sapevo che fare, allora rimasi lì senza muovermi. <br>Anna aveva un'espressione diversa dall'ultima volta che l'ho vista: era pallida. Dopo avermi spiegato tutto, era uscita aprendo la porta, ormai mangiata dai tarli del legno, si allontanò. Mi ero alzato in piedi per sentire i suoi passi allontanarsi, per assicurarmi che andava tutto bene, ma quando non li sentii più, troppo lontani, mi salì un senso di colpa fortissimo che mi faceva chiudere lo stomaco. Quella notte non riuscii a dormire, mi passavano troppi pensieri nella mente, qualcosa di bagnato passò sulla mia guancia mi asciugai, pensai che fosse una goccia di pioggia caduta per via dei buchi sul tetto ma guardando meglio il tetto da quella parte non aveva nessuna fessura. Mi accorsi che avevo pianto era da tantissimo che non piangevo, quella sensazione era come nuova per me, ma da piccolo avevo pianto tantissime volte... forse era passato tanto tempo, mi sentivo imbecille ma allo stesso tempo sorpreso da quella emozione che mi attraversava in quel momento. Due giorni dopo presi tutti i miei rimanenti vestiti li misi in uno zaino nero con un taschino bianco, ero deciso, a raggiungere Anna e trovare suo fratello, con il mio aiuto avrebbe svolto questa missione con più facilità. La trovai ai lati della strada vicino al cancello dell'hotel il suo sguardo era perso nel vuoto. La aiutai ad arrivare dove tenevano tutti i bambini blu, ecco lì vide suo fratello e lo perse di nuovo con una sola parola pronunciata da lui “mandolino”. Da quel momento non la vidi per tutto il giorno seguente. Presi Astor per un braccio lo trascinai con forza verso di me, lo tenevo fra le mani la sua faccia era serena, toccai la spalla ad Anna che si era girata: era inorridita dalla situazione intorno a lei ma la prima cosa che vide era suo fratello in braccio a me, alla vista di esso si tranquillizzò. Eravamo in viaggio in cammino, noi tre l'uno vicino all'altro e davanti Coccolone che ci apriva la strada per evitare ogni pericolo. Era il compleanno di Anna, ero contentissimo le volevo fare una sorpresa ero eccitatissimo di renderla felice anche con un solo “auguri!”, ma le volevo prendere qualcosa che le poteva rimanere per sempre. <br>Scesi le scale della casa, dove ci trovavamo prima di rimetterci in cammino verso il continente, urlai ad Astor che intanto giocava a prendere a morsi Coccolone che intanto era sdraiato sull'asfalto come un morto. <br>Entrai spaccando la vetrina del negozio, era tutto buio ma fortunatamente quel giorno il sole illuminava tutto, aprii tutti i cassetti di quella gioielleria ma non era rimasto più niente, mi stavo per arrendere ma all'idea di non vedere un sorriso sul volto di Anna mi salì un senso di sconforto e così girai la testa una scatolina all'entrata, posata su uno scaffale basso, si trovava lì, come se stesse aspettando proprio lui, la presi in mano, soffiai sopra per togliere la povere lo aprii era una collana bellissima, si trovava lì in quel cofanetto bianco. <br>Non capivo proprio cosa fosse successo ad Anna: avrebbe dovuto sorridere, ma invece corse in bagno e si mise a piangere non capivo niente, ma in fondo ero sicuro che era felice. Astor anche lui sorpreso per la reazione di Anna di fronte al regalo, stava lì perso nei suoi pensieri. <br>Fino a quel giorno non avevo ben capito il carattere di Anna era una ragazzina solare nei momenti insieme, ma si vedeva nei suoi occhi un senso di vuoto e insicurezza, si arrabbiava per ogni cosa inutile per me ed Astor. Raccontai una cosa falsa ad Astor sul fatto del regalo era semplicemente per non farmi prendere in giro, per aver fatto il dolce e il romantico con Anna. Il mio progetto era finito, finalmente c'è l'ho fatta, quel dannato motorino si era acceso, ero felicissimo, ma sul volto di Anna c'era qualcosa che non andava era come se metà faccia sorridesse e l'altra invece piangesse. Ero ancora in quella situazione in cui non capivo cosa volesse Anna. Ma forse avevo capito avevo capito tutto quello che Anna pensava, l'unica cosa che le dissi era di trovare quelle scarpe.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-05-28 16:09:37 UTC</pubDate>
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         <title>Gabriele Cardarelli: Anna &quot;vista&quot; da Pietro</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Pietro, Anna e Astor camminavano lentamente lungo la statale, schiacciati dall’afa e accecati dalla luce riflessa sulla piatta distesa del mare. Durante quei due giorni di interminabili camminate, Pietro aveva avuto modo di riflette su Anna. <br>Si ricordava come fosse ieri quel giorno in cui l’aveva incontrata per la prima volta. L’aveva buttato giù dal letto bruscamente una mattina chiedendogli informazioni sui bambini blu, dopo essersi rialzato da terra si era, quindi, trovato davanti una ragazzina sui tredici anni, magra, snella e non troppo alta prima vista l’aveva trovata carina e un po’ ingenua, ma negli occhi si leggeva una forte determinazione, di chi si pone degli obbiettivi e fa di tutto per portarli a termine. <br>La sua personalità era magnetica, di un leader, ma allo stesso tempo scostante per i suoi modi bruschi. Dopo averle dato le informazioni che le servivano, Anna se ne era andata, ma Pietro sentiva che quell’incontro non sarebbe stato l’ultimo, e spesso si scopriva a pensare a quella ragazza. Aveva deciso di andarla a cercare al Grand Hotel Elise dove era diretta. Arrivato lì l’aveva trovata rannicchiata addosso a un muro che, scossa dai tremiti, provava a dormire. <br>Quando l’aveva riconosciuto aveva avuto un attimo di smarrimento, in quello stesso attimo Pietro aveva visto una ragazza diversa da quella che aveva incontrato pochi giorni prima, per un attimo la vera Anna aveva fatto capolino dalla dura scorza di rimpianti, nostalgie e dolori che al ricoprivano come una maschera. Quegli stessi occhi che lo avevano spaventato in quel momento l’avevano guardato supplici come quelli di chi cerca una persona amica su cui contare.<br>Dopo due giorni avevano finalmente lasciato l’Hotel dopo aver ritrovato il fratello di Anna, Astor. Nei giorni che seguivano Anna aveva ritrovato quella grinta che la caratterizzava, ma sembrava più addolcita e alleviata da molte preoccupazioni, scherzava spesso con il fratello e aveva raccontato a Pietro la sua storia. Ogni tanto si accorgeva di non conoscerla bene quanto credeva, spesso Anna era preda di sbalzi di umore. In lei Pietro vedeva come uno specchio di tutti gli avvenimenti che avevano sconvolto le loro vite e in parte si riconosceva in quei silenzi nostalgici che scoppiavano all’improvviso. Scopriva ogni giorno nuovi tratti che li accomunavano caratterialmente, ma sapeva che Anna era diversa da chiunque avesse mai conosciuto, aveva una personalità forte e determinata. Ma, d’altronde, sapeva benissimo anche che proprio i caratteri più forti hanno i crolli più vertiginosi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-05-28 16:48:55 UTC</pubDate>
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         <title>Tommaso Angelaccio</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'attimo prima del volo<br>brillò il silenzio</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-05-28 16:51:20 UTC</pubDate>
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         <title>Vittoria Romani</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Distante dalla strada<br>ricadde<br>e senza sosta<br>il buio l'avvolse</div>]]></description>
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         <title>Emma Di Bagno</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>SÉ STESSA<br>Reggendola&nbsp;<br>si divincolò<br>cercando di riprendersela<br>riuscì a liberarsi tra le proteste di tutti</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-05-28 16:55:51 UTC</pubDate>
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         <title>Sara Reganati</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Occhi bruciati<br>Unico desiderio<br>Di essere dimenticata<br>Dopo uno strato di<br>Inferno</div>]]></description>
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         <title>Filippo Toscano</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Impossibili grida<br>Stavano illuminando il buio<br>Da tempo</div>]]></description>
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         <title>Beatrice Buonopane</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Un silenzio di notte<br>Scivolò dalle tenebre<br>Ma la luce si svegliò<br>E lasciò una lunga strada</div>]]></description>
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         <title>Natalia Pagliaro</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Indecisa<br>Si sollevò<br>E si avventurò<br>In una vita <br>Stanca e incerta</div>]]></description>
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         <title>Francesco Fioravanti</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Riempiva di parole gli scatoloni<br>Da sola<br>Il buio la trovava<br>In ogni angolo<br>Le candele non servivano</div>]]></description>
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         <title>Gabriele Cardarelli</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Non pensare!<br>Sul ciglio della preoccupazione<br>Un brivido veloce.<br>E riparti!</div>]]></description>
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         <title>Irene Pochini</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Vola il futuro<br>Come spettri dipinti<br>Sulla strada</div>]]></description>
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         <title>Valerio Pozzi</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Lo devi pensare oggi<br>Il tuo futuro</div>]]></description>
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         <title></title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <title>Francesco Fioravanti: Se potessi vivere un giorno dentro un libro...</title>
         <author>valentina_felici</author>
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         <description><![CDATA[<div>Se potessi vivere un giorno dentro un libro, sceglierei "Anna" di Niccolò Ammaniti.<br>A dire la verità io non leggo molti libri, ma questo romanzo mi ha affascinato.<br>Il libro parla di un mondo totalmente abitato da bambini e ragazzi, senza regole e quindi senza obblighi. Potrei sempre alzarmi tardi, andare fove mi pare. Certo, dovrei cercare il cibo, perderei sempre di più la capacità di leggere, come succede ad Astor, il fratellino di Anna, probabilmente dovrei combattere per sopravvivere, ma sarebbe un prezzo che pagherei per essere totalmente libero.<br>Tra i personaggi di questo romanzo, vorrei essere Pietro. Sceglierei Pietro e non Anna, perché lei deve pensare sempre al fratello: a sfamarlo, a non fargli conoscere il mondo senza prima averlo istruito... in poche parole gli fa da madre. Invece Pietro è da solo e non deve badare a nessuno, ha bisogno di meno cibo.&nbsp;<br>Nel mio giorno a disposizione nel libro, mi alzerei tardi, farei colazione con una scatoletta di tonno, riempirei il mio zaino con il cibo per il pranzo, prenderei la mia bici e pedalerei, fino a stancarmi. Poi mi riposerei e, infine, ripartirei fino a sera, per tornare a casa.&nbsp;<br>Pietro non dipende da nessuno, non ha alcun tipo di stress dovuto alla scuola, al lavoro e alle relazioni con qualcuno!</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-05-29 15:20:46 UTC</pubDate>
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