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      <title>L&#39;influenza del Capitalismo in Architettura by Emanuele Fulco</title>
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      <description>Architettura del ferro</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-05-30 15:18:58 UTC</pubDate>
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         <title>Contesto storico</title>
         <author>emanu_fulco_ef</author>
         <link>https://padlet.com/emanu_fulco_ef/dmzguszcl5th/wish/264558906</link>
         <description><![CDATA[<div> Il 1800 fu un secolo abbastanza attivo dal punto di vista economico e politico in quanto vide l'affermarsi della rivoluzione industriale nelle principali nazioni dell'Europa. Da forme produttive limitate allo studio dell'artigiano si passò, molto rapidamente, alla produzione in massa di prodotti in contesti più grandi ed organizzati:<strong> le industrie</strong>. L'inurbamento delle città, la meccanizzazione delle industrie e la vendita di prodotti su scala mondiale permisero il passaggio ad una società <strong>Capitalista </strong>dove la circolazione di denaro contava più dell'individualità (quindi della creatività) di ciascun uomo. Questo approccio quantitativo, iperproduttivo e basato sull'accumulo di capitale da parte della classe imprenditoriale sarà responsabile di grandi cambiamenti nella società, nel modo di fare arte, ma specialmente in architettura. I governi, infatti, reagirono da subito a questo radicale cambiamento economico/produttivo sfruttando l'occasione per poter intensificare i guadagni, tramite speculazioni edilizie, e per mostrare al mondo intero <strong>l'alta ingegneria e la capacità produttiva</strong> utilizzando o meglio, sfruttando, le nuove costruzioni per "esporre" i nuovi prodotti dell'industria nazionale.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-30 15:20:02 UTC</pubDate>
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         <title>Una nuova Architettura</title>
         <author>emanu_fulco_ef</author>
         <link>https://padlet.com/emanu_fulco_ef/dmzguszcl5th/wish/264573756</link>
         <description><![CDATA[<div> Nel <strong>1851</strong> e <strong>1889</strong> vi furono rispettivamente la <strong>Great Exhibition</strong> a Londra e L' <strong>Esposizione universale</strong> a Parigi, due eventi che mostrarono un radicale cambiamento di rotta nel campo architettonico. In particolare, con l'industrializzazione, si iniziarono a sperimentare nuove soluzioni tecnologiche mediante, ad esempio, l'impiego di nuovi materiali. Nei paesi del nord Europa, come l'Inghilterra appunto, grazie al carbone vegetale <strong>coke</strong> la produzione di<strong> leghe metalliche</strong> come <strong>ghisa</strong> ed <strong>acciaio</strong> aumentò dando vita alla cosiddetta "<strong>Architettura del Ferro</strong>". L'<strong>ingegnere</strong> divenne la figura più importante di questo periodo per due motivi:<br>1. Il possesso di <strong>conoscenze tecniche</strong> divenne più importante della creatività artistica dei secoli precedenti; le nuove architetture di ghisa, ferro, acciaio e vetro richiedevano competenze ben specifiche per poter esser realizzate;<br>2. La figura dello scienziato, dunque dell'uomo che fa del proprio ingegno e delle proprie conoscenze un mezzo di progresso, divenne il simbolo del <strong>Positivismo</strong>, corrente di pensiero del XIX secolo.<br>L'architettura del ferro fu maggiormente applicata alla costruzione di <strong>ponti</strong>, <strong>stazioni ferroviarie</strong>, ed <strong>edifici.<br></strong>Fu accompagnata dalla produzione in serie di moduli edilizi e da nuovi metodi costruttivi che, essendo più semplici, permisero alla manodopera meno specializzata di poter trovare lavoro in cantieri.<strong><br></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-30 16:10:40 UTC</pubDate>
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         <title>Il Palazzo di Cristallo a Londra</title>
         <author>emanu_fulco_ef</author>
         <link>https://padlet.com/emanu_fulco_ef/dmzguszcl5th/wish/264581987</link>
         <description><![CDATA[<div>&nbsp;<strong>Joseph Paxton, </strong>costruttore di serre, presentò al governo Inglese i progetti per una gigantesca struttura di ben <strong>77.000m</strong><strong><sup>2</sup></strong><sup> </sup>che fu ovviamente sfruttata dalla Regina Vittoria come simbolo di superiorità tecnica ed architettonica contro le altre nazioni durante la Great Exhibition del 1851. Il <em>Palazzo di Cristallo</em> ( <strong>Crystal Palace </strong>) si componeva di una navata centrale lunga oltre mezzo chilometro con un transetto coperto da una volta a botte realizzata con due nuovi materiali: <strong>Ghisa</strong> e <strong>Vetro</strong>. La composizione della struttura attirò l'attenzione dei principali architetti legati alla tradizione precedente in quanto un materiale di facile reperibilità come la ghisa poteva assicurare stabilità e longevità nel tempo ad una struttura data la <em>resistenza alla compressione e alla corrosione</em>. Una ulteriore novità rispetto al passato fu la "<strong>modularità</strong>" della costruzione: ogni singolo elemento fu progettato per esser facilmente montato e smontato tanto che nel <strong>1852</strong> il Crystal Palace fu spostato da <strong>Hyde Park</strong> a <strong>Sydenham;</strong> tutti gli elementi erano prefabbricati in modo tale da permettere un montaggio rapido ed eseguibile anche da operai non troppo specializzati.<strong> </strong>Tale modularità rappresentò la nuova modalità produttiva delle industrie:<strong> produrre in serie grandi quantità di prodotti.<br></strong>Quando l'esposizione aprì si contarono più di <strong>14.000 espositori</strong>, un numero molto elevato di persone ed oggetti tutti collocati all'interno di un'unica struttura: la manifestazione ospitò <strong>6 milioni di visitatori</strong> molti dei quali stranieri che poterono rendersi conto dell'avanzato stato di sviluppo del sistema industriale/capitalistico Inglese intessendo rapporti culturali con l'Inghilterra. La Great Exhibition si rivelò uno stimolo per le altre nazioni che accolsero esposizioni architettoniche sempre più spesso: <strong>Francia</strong> e <strong>Stati Uniti in prima linea.<br></strong>Bisogna sicuramente sottolineare come l'Inghilterra fosse riuscita a metter in piedi un forte sistema Capitalistico/Industriali con circa 50 anni di anticipo rispetto alle altre potenze Europee e agli Stati Uniti che solo dal 1850 in poi inizieranno ad investire nel progresso industriale ed architettonico (come testimoniato dalle prime esposizioni organizzate sul finire del secolo).</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-30 16:37:52 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>emanu_fulco_ef</author>
         <link>https://padlet.com/emanu_fulco_ef/dmzguszcl5th/wish/264736211</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-05-31 09:35:38 UTC</pubDate>
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         <title>Galleria Vittorio Emanuele II</title>
         <author>emanu_fulco_ef</author>
         <link>https://padlet.com/emanu_fulco_ef/dmzguszcl5th/wish/264965568</link>
         <description><![CDATA[<div>In Italia gli effetti della rivoluzione industriale e dell'avvento del Capitalismo non furono immediati come nelle altre nazioni. Ciò era sicuramente dovuto all'<strong>arretratezza della nazione</strong> che, al sud, faceva ancora i conti con antichi proprietari terrieri ostili all'evoluzione tecnico-scientifica, il governo non aveva a disposizione forze economiche tali da permettere progresso economico su scala nazionale, ma il problema era anche la situazione culturale troppo frammentata: non vi era una lingua comune e soprattutto mancava il <strong>senso di appartenenza alla nazione</strong> (che lentamente comparirà dopo L'<em>Unità D'Italia</em>). Tuttavia fece eccezione il Nord della penisola con industrie e con una concentrazione di artisti ed architetti più alta rispetto alla media nazionale. Ne fu esempio <strong>Giuseppe Mengoni, </strong>architetto imolese, il quale presentò i progetti per l'edificazione della <strong>Galleria Vittorio Emanuele II di Milano</strong> che fu iniziata nel <strong>1865</strong> e terminata intorno al <strong>1878.</strong> Fu ideata come un'unica grande navata (leggermente obliqua) intersecata da un transetto centrale della stessa ampiezza. La struttura è sostenuta da quattro bracci di <strong>vetro </strong>e <strong>ghisa</strong> che si ritrovano tutti in un ottagono centrale che, ovviamente, corrisponde al centro della galleria che simboleggia il <strong>luogo di incontro "sociale"</strong>. Rispetto alla tipica architettura del ferro estera, a reggere questa costruzione in ghisa e vetro vi sono delle imponenti parti in muratura utilizzate per ospitare attività commerciali finalizzate per favorire l'incontro dei cittadini.<br>L'opera non è però considerabile come un perfetto&nbsp; "Made in Italy" in quanto i materiali, ma anche la maggioranza degli ingegneri, arrivarono dall'Inghilterra. L'opera fu completata con un anno di ritardo in quanto nel <strong>1877</strong> Mengoni morì cadendo da un'impalcatura.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-01 07:35:18 UTC</pubDate>
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