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      <title>MO03 Cartine Gr03 by </title>
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      <description>Attività sulla cartina</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-03-15 18:26:19 UTC</pubDate>
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         <title>Ghetto di Terezín, Repubblica Ceca</title>
         <author>education172</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ghetto e campo di concentramento</div><div>I primi deportati furono internati nel novembre del 1941</div><div>Vi furono deportate circa 144.000 persone</div><div>Vi persero la vita circa 33.000 persone</div><div>Il 9 maggio 1945 le forze sovietiche liberarono il campo dall'occupazione nazista </div><div><br></div>]]></description>
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         <title>Campo di concentramento e sterminio di Auschwitz/Birkenau, Polonia</title>
         <author>education172</author>
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         <description><![CDATA[<div>Campo di concentramento e sterminio</div><div>Facevano parte del complesso tre campi principali e 45 sottocampi</div><div>I primi deportati furono internati il 14 giugno 1940</div><div>Vi furono deportate circa 1,3 milioni di persone</div><div>Dal 1942 divenne il centro dello sterminio di massa degli Ebrei europei</div><div>Persero la vita ad Auschwitz circa 1,1 milioni di persone</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-15 18:26:19 UTC</pubDate>
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         <title>Campo di sterminio di Treblinka, Polonia</title>
         <author>education172</author>
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         <description><![CDATA[<div>Campo di sterminio</div><div>Fu aperto nel luglio del 1942</div><div>Persero la vita qui tra le 700.000 e le 900.000 persone</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-15 18:26:19 UTC</pubDate>
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         <title>Campo di concentramento di Dachau, Germania</title>
         <author>education172</author>
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         <description><![CDATA[<div>Campo di concentramento per oppositori politici e ideologici </div><div>I primi trasporti di detenuti arrivarono a partire dal 22 marzo 1933 </div><div>Vi furono deportate circa 200.000 persone</div><div>Vi persero la vita almeno 41.500 persone</div><div>Il 29 aprile 1945, le unità dell'esercito americano liberarono il campo di concentramento di Dachau.</div><div><br></div>]]></description>
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         <title>Campo di concentramento di Mauthausen, Austria</title>
         <author>education172</author>
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         <description><![CDATA[<div>Campo di concentramento per oppositori politici e ideologici </div><div>L’8 agosto 1938 arrivarono a Mauthausen i primi prigionieri provenienti dal Campo di concentramento di Dachau. </div><div>Vi furono deportate circa 190.000 persone</div><div>Vi persero la vita almeno 90.000 persone</div><div>Il lager fu liberato nel maggio del 1945 dall’Esercito americano</div><div><br></div>]]></description>
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         <title>Gries Bolzano</title>
         <author>education172</author>
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         <description><![CDATA[<div>Campo di transito</div><div>Istituito nel luglio del 1944</div><div>Vi furono internate circa 9.500 persone</div><div>Il campo fu liberato tra il 29 aprile ed il 3 maggio 1945</div>]]></description>
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         <title>Risiera di San Sabba, Trieste</title>
         <author>education172</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dopo l’8 settembre 1943 venne usata come campo di transito e di detenzione di polizia (<em>Polizeihaftlager</em>)</div><div>Vengono internate qui circa 8000 persone</div><div>Muoiono qui tra le 3500 e le 5000 persone</div><div>Il 4 aprile 1944 venne messo in funzione anche un forno crematorio.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-15 18:26:19 UTC</pubDate>
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         <title>Campo di concentramento e di transito di Borgo San Dalmazzo, Cuneo</title>
         <author>education172</author>
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         <description><![CDATA[<div>9) I tedeschi non si aspettavano che gli ebrei si presentassero spontaneamente, e mandarono due soldati a cercarli: uno a V. e uno a E. Si misero, revolver alla mano, in mezzo alla piazza, e fermavano gli ebrei. E gli ebrei si lasciavano prendere, senza che nessuno cercasse di salvarsi. In poco tempo, in ciascuno dei due paesi, i tedeschi raccolsero più di 400 persone […]. Che cos’altro avrebbero potuto fare? Non avevano alternativa: si avvicinava l’inverno, l’inverno delle montagne, con la neve e il gelo. Dove sarebbero andati, con i vecchi e i bambini? Non conoscevano il paese e dappertutto c’erano tedeschi. Questo ragionamento fu alla base del crollo del coraggio e di ogni volontà di lotta.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-15 18:26:19 UTC</pubDate>
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         <title>Campo di concentramento e di transito di Fossoli, Modena</title>
         <author>education172</author>
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         <description><![CDATA[<div>Campo di prigionia e concentramento </div><div>Fu istituito nel 1942 dal Regio Esercito italiano.</div><div>Vi furono rinchiusi circa 5.000 internati politici e razziali</div><div>È stato il campo nazionale della deportazione razziale e politica dall'Italia</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-15 18:26:19 UTC</pubDate>
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         <title>Ghetto di Roma</title>
         <author>education172</author>
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         <description><![CDATA[<div>10)  C’era con noi una donna di cui non ricordo il cognome; in Piazza era conosciuta come “Elena la matta”, perché era separata dal marito, fumava, giocava a biliardo, andava alla partita, insomma faceva tutte quelle cose che a quell’epoca le donne non facevano. In più era una vera rivoluzionaria, non aveva paura di niente e di nessuno. Quando i fascisti si avvicinavano al Ghetto lei andava loro incontro, li provocava, insultava, spesso veniva a botte; così dava tempo ai nostri giovani di scappare. Aveva saputo per tempo della retata del 16 ottobre, ma invece di fuggire era andata dalla cognata che aveva dei bambini piccoli, per darle una mano. Così era stata presa assieme a loro ed era finita al Collegio Militare. Era seduta vicino a me. Mi mostrò una logora valigetta tutta scorticata: era piena di pacchetti di sigarette. “Vedrai, Settimia, appena finita l’ultima sigaretta ti faccio vedere io che succede”. Purtroppo ci portarono via prima che le sigarette fossero tutte fumate e così non ci fu la piccola rivoluzione del Ghetto [...]. Elena finì nelle camere a gas con tutta la famiglia appena arrivammo ad Auschwitz.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-15 18:26:19 UTC</pubDate>
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         <title>Campo di concentramento di Dachau</title>
         <author>education172</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-03-15 18:26:19 UTC</pubDate>
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         <title>Ghetto di Terezin, Repubblica Ceca</title>
         <author>education172</author>
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         <description><![CDATA[<ol><li><br>Le guardie - delle SS ucraine volontarie, alcune delle quali ubriache - ammucchiavano centottanta persone in ogni vagone. I genitori in uno, i bambini in un altro. Non si facevano nessuno scrupolo di separare le famiglie. Urlavano, sparavano, picchiavano la gente col fucile, con tanta forza che a volte ne spaccavano il calcio. Quando alla fine tutti quanti furono caricati, si sentivano venire delle grida da tutti i vagoni. "Acqua!" imploravano. "Do' il mio anello d'oro per un po' d'acqua!". Altri ci hanno offerto cinquemila zloty (duemilacinquecento marchi) per una tazza d'acqua. [...] Una madre salta giù col suo bambino, e guarda con calma il fucile puntato contro di lei - un momento dopo sentiamo la guardia che li ha uccisi tutti e due vantarsi coi suoi compagni che era riuscito a "farli fuori" tutt'e due con un solo colpo che ha attraversato la testa di entrambi »<br><br></li></ol><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-15 18:26:19 UTC</pubDate>
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         <title>Campo di sterminio di Treblinka, Polonia</title>
         <author>education172</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-03-15 18:26:19 UTC</pubDate>
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         <title>Campo di concentramento e sterminio di Auschwitz/Birkenau, Polonia</title>
         <author>education172</author>
         <link>https://padlet.com/education172/djxfhj0yh34dqaif/wish/1312247882</link>
         <description><![CDATA[<ol><li>Fuori! - gridò una voce. E già la porta del vagone si era spalancata. Ci cacciarono fuori in fretta e ci trovammo tutti infreddoliti sotto la notte. Anche dagli altri vagoni uscivano i prigionieri, in silenzio, e venivano allineati vicino alle rotaie. Vi erano molti soldati intorno a noi. Dappertutto vi erano soldati armati che puntavano su di noi i raggi delle loro lampadine. – Presto! Presto! – gridò un ufficiale. Ci fecero serrare in plotoni affiancati. Un grande ufficiale si mise davanti a noi e ci indicò una muta di cani, al suo fianco. – Vedete questi cani? – diceva l’ufficiale. Noi guardavamo i cani con occhi storditi.  – Vedete questi cani? – insisteva l’ufficiale. I cani erano frementi sotto il suo sguardo. Con le bocche aperte e le lingue penzolanti parevano in attesa di un ordine per lanciarsi sopra di noi. – Chi tenta di fuggire sarà ammazzato! – concluse l’ufficiale con voce aspra. Poi ci caricarono sulle carrette e ci riportarono verso il campo. Ci pareva di vivere in un mondo irreale. (Perotti)</li></ol><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-15 18:26:19 UTC</pubDate>
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         <title>Campo di concentramento di Mauthausen, Austria</title>
         <author>education172</author>
         <link>https://padlet.com/education172/djxfhj0yh34dqaif/wish/1312247884</link>
         <description><![CDATA[<ol><li><br>Le guardie - delle SS ucraine volontarie, alcune delle quali ubriache - ammucchiavano centottanta persone in ogni vagone. I genitori in uno, i bambini in un altro. Non si facevano nessuno scrupolo di separare le famiglie. Urlavano, sparavano, picchiavano la gente col fucile, con tanta forza che a volte ne spaccavano il calcio. Quando alla fine tutti quanti furono caricati, si sentivano venire delle grida da tutti i vagoni. "Acqua!" imploravano. "Do' il mio anello d'oro per un po' d'acqua!". Altri ci hanno offerto cinquemila zloty (duemilacinquecento marchi) per una tazza d'acqua. [...] Una madre salta giù col suo bambino, e guarda con calma il fucile puntato contro di lei - un momento dopo sentiamo la guardia che li ha uccisi tutti e due vantarsi coi suoi compagni che era riuscito a "farli fuori" tutt'e due con un solo colpo che ha attraversato la testa di entrambi »<br><br></li></ol><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-15 18:26:19 UTC</pubDate>
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         <title>Risiera di San Sabba, Trieste</title>
         <author>education172</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-03-15 18:26:19 UTC</pubDate>
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         <title>Campo di concentramento e di transito di Borgo San Dalmazzo, Cuneo</title>
         <author>education172</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ci misero in uno stanzone. Al piano superiore erano rinchiusi alcuni militari italiani, dei ragazzi giovani. [...] Quando le SS tornavano dalle loro scorrerie, si potevano udire un gran trambusto e delle grida. Vidi proprio di fronte a me qualcosa che ardeva nel capannone. Notai delle SS che trascinavano per le spalle della gente, che giaceva immobile per terra, nell’interno del capannone dal quale usciva quella luce. Vedendo questo provavo una paura indicibile. Arrivò una SS che mi cacciò in malo modo dalla finestra minacciandomi. Penso che fossero i primi di aprile quando condussero una donna anziana. L’avevano portata lì assieme alla governante. Questa venne rilasciata, mentre lei venne trattenuta. La poverina ci faceva molta pena perché non poteva assolutamente muoversi da sola. Si lamentava a causa dei dolori e ciò fece andare in bestia le SS. L’avvolsero in una coperta e si misero a trascinarla per i gradini dal terzo piano. Gridava in modo atroce. Dicono che morì quando la trascinarono fino al pianterreno (Branka Maricic).</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-15 18:26:19 UTC</pubDate>
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         <title>Campo di concentramento e di transito di Fossoli, Modena</title>
         <author>education172</author>
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         <description><![CDATA[<ol><li><br>L’alba ci colse come un tradimento; come se il nuovo sole si associasse agli uomini nella deliberazione di distruggerci. I diversi sentimenti che si agitavano in noi, di consapevole accettazione, di ribellione senza sbocchi, di religioso abbandono, di paura, di disperazione, confluivano ormai, dopo la notte insonne, in una collettiva incontrollata follia. Il tempo di meditare, il tempo di stabilire erano conchiusi, e ogni moto di ragione si sciolse nel tumulto senza vincoli, su cui, dolorosi come colpi di spada, emergevano in un lampo, così vicini ancora nel tempo e nello spazio, i ricordi buoni delle nostre case. Molte cose furono allora fra noi dette e fatte; ma di queste è bene che non resti memoria. Con la assurda precisione a cui avremmo più tardi dovuto abituarci, i tedeschi fecero l’appello. Alla fine, – Wieviel Stück? – domandò il maresciallo; e il caporale salutò di scatto, e rispose che i «pezzi» erano seicentocinquanta, e che tutto era in ordine; allora ci caricarono sui torpedoni e ci portarono alla stazione di Carpi. Qui ci attendeva il treno e la scorta per il viaggio. Qui ricevemmo i primi colpi: e la cosa fu così nuova e insensata che non provammo dolore, né nel corpo né nell’anima. Soltanto uno stupore profondo: come si può percuotere un uomo senza collera?<br><br></li></ol><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-15 18:26:19 UTC</pubDate>
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         <title>Gries Bolzano</title>
         <author>education172</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-03-15 18:26:19 UTC</pubDate>
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         <title>Ghetto di Roma</title>
         <author>education172</author>
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         <description><![CDATA[<div>0)  C’era con noi una donna di cui non ricordo il cognome; in Piazza era conosciuta come “Elena la matta”, perché era separata dal marito, fumava, giocava a biliardo, andava alla partita, insomma faceva tutte quelle cose che a quell’epoca le donne non facevano. In più era una vera rivoluzionaria, non aveva paura di niente e di nessuno. Quando i fascisti si avvicinavano al Ghetto lei andava loro incontro, li provocava, insultava, spesso veniva a botte; così dava tempo ai nostri giovani di scappare. Aveva saputo per tempo della retata del 16 ottobre, ma invece di fuggire era andata dalla cognata che aveva dei bambini piccoli, per darle una mano. Così era stata presa assieme a loro ed era finita al Collegio Militare. Era seduta vicino a me. Mi mostrò una logora valigetta tutta scorticata: era piena di pacchetti di sigarette. “Vedrai, Settimia, appena finita l’ultima sigaretta ti faccio vedere io che succede”. Purtroppo ci portarono via prima che le sigarette fossero tutte fumate e così non ci fu la piccola rivoluzione del Ghetto [...]. Elena finì nelle camere a gas con tutta la famiglia appena arrivammo ad Auschwitz.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-15 18:26:19 UTC</pubDate>
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