<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title>Palma Bucarelli by Sofia Sordano</title>
      <link>https://padlet.com/sofiasordano1912/difhiduwzevok4qm</link>
      <description></description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2025-05-01 10:57:10 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2025-05-06 13:48:50 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
      <image>
         <url></url>
      </image>
      <item>
         <title>Palma Bucarelli</title>
         <author>sofiasordano1912</author>
         <link>https://padlet.com/sofiasordano1912/difhiduwzevok4qm/wish/3432867909</link>
         <description><![CDATA[<p>Amata e odiata, adulata e criticata, Palma Bucarelli è stata la prima direttrice donna di un museo pubblico in Italia. Geniale e controcorrente, esprimeva una personalità magnetica: elegante, fiera e «bella come una gatta siamese», come la descrisse Giuseppe Ungaretti.</p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/3771556672/61c7b664193807f2e269be0f92235437/IMG_7246.png" />
         <pubDate>2025-05-01 10:58:33 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/sofiasordano1912/difhiduwzevok4qm/wish/3432867909</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Biografia</title>
         <author>sofiasordano1912</author>
         <link>https://padlet.com/sofiasordano1912/difhiduwzevok4qm/wish/3432868004</link>
         <description><![CDATA[<p>Nata a Roma nel 1910, trascorse un’infanzia nomade a causa del lavoro del padre, funzionario di Stato. Laureatasi in Lettere, a soli 23 anni vinse un concorso pubblico e iniziò a lavorare alla Galleria Borghese (1933-1936). In seguito fu  ispettrice presso la Soprintendenza, operando a Napoli, nel Lazio e infine presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna (GNAM), dove dal 1941 assunse la carica di sovrintendente unica.</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2025-05-01 10:58:45 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/sofiasordano1912/difhiduwzevok4qm/wish/3432868004</guid>
      </item>
      <item>
         <title>GNAM di Roma</title>
         <author>sofiasordano1912</author>
         <link>https://padlet.com/sofiasordano1912/difhiduwzevok4qm/wish/3432868285</link>
         <description><![CDATA[<p>Nel 1944, mentre l’Italia era ancora segnata dalla guerra, la GNAM fu il primo museo italiano a riaprire al pubblico. Palma ne fece un luogo vivo, ricettivo e sperimentale. Le sale vennero allestite con opere della nuova pittura italiana che testimoniavano un desiderio di rinnovamento artistico e sociale. Nel 1952 trasferì la propria residenza all’interno della Galleria stessa, in un appartamento ricavato nei locali della struttura museale, divenendo così una presenza costante nella vita dell’istituzione.</p><p><br/></p><p>Inizia negli anni successivi a promuovere l’arte astratta anche attraverso inquisizioni internazionali e mostre mai viste prima in Italia, tra cui Picasso, Mondrian e Pollock, di cui Palma fu addirittura la prima ad esporre in Europa. La sua visione del museo era profondamente innovativa: sosteneva che «il museo non deve essere un contenitore di quadri e oggetti, ma un punto d’incontro culturale, un luogo dove si può imparare». Introdusse l’idea di <em>museo-scuola</em>, un concetto già in voga nei Paesi esteri ma completamente rivoluzionario per l’Italia del tempo. La GNAM divenne così un laboratorio di didattica museale che puntava al coinvolgimento del pubblico.</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2025-05-01 10:59:11 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/sofiasordano1912/difhiduwzevok4qm/wish/3432868285</guid>
      </item>
      <item>
         <title>bibliografia</title>
         <author>sofiasordano1912</author>
         <link>https://padlet.com/sofiasordano1912/difhiduwzevok4qm/wish/3432869013</link>
         <description><![CDATA[<p>Contributo durante la Seconda Guerra Mondiale:</p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://www.romaslowtour.com/palma-bucarelli/">https://www.romaslowtour.com/palma-bucarelli/</a></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://latpc.altervista.org/palma-bucarelli-e-la-salvaguardia-del-patrimonio-artistico-italiano-durante-la-seconda-guerra-mondiale/">https://latpc.altervista.org/palma-bucarelli-e-la-salvaguardia-del-patrimonio-artistico-italiano-durante-la-seconda-guerra-mondiale/</a></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://elearning.unite.it/pluginfile.php/267630/mod_resource/content/1/Palma%20Bucarelli_Biondi.pdf">https://elearning.unite.it/pluginfile.php/267630/mod_resource/content/1/Palma%20Bucarelli_Biondi.pdf</a></p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2025-05-01 11:00:20 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/sofiasordano1912/difhiduwzevok4qm/wish/3432869013</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Contributo durante la Seconda Guerra Mondiale</title>
         <author>sofiasordano1912</author>
         <link>https://padlet.com/sofiasordano1912/difhiduwzevok4qm/wish/3435073740</link>
         <description><![CDATA[<p>Non appena Benito Mussolini proclamò l’entrata dell’Italia in guerra, il 10 giugno 1940, Palma Bucarelli si preoccupò di mettere in salvo le opere d’arte custodite nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma diretta da Roberto Papini, presso cui lavorava allora come ispettrice.</p><p>Nominata direttrice nel 1941, in seguito al trasferimento di Papini a Firenze, riuscì a convincere il ministro dell’educazione nazionale Bottai a trasferire i dipinti e le sculture presso Palazzo Farnese a Caprarola. &nbsp;Si trattava di un luogo che lei conosceva bene, in quanto era la meta delle sue vacanze estive fin da quando era bambina, adatto a custodire tesori artistici in quanto fornito di stanza ampie e asciutte (a differenza dei sotterranei del museo, che erano pieni di umidità e quindi inadatti) e inoltre era privo di interesse militare ma al contempo abbastanza vicino alla capitale e quindi raggiungibile facilmente. Si occupò lei stessa dell’imballaggio, con l’aiuto del pittore Giovanni Omiccioli e di una valida squadra di operai, e catalogò meticolosamente tutte le opere, corredando gli elenchi scritti con una precisa documentazione fotografica. Seguì personalmente anche il trasporto, che avvenne fra il 13 settembre 1941 e il 6 febbraio 1942, con l’ausilio di 27 camion e lei stessa salì a bordo dei camion o a volte li seguì con la sua macchina. Vennero messe così in salvo 97 opere imballate singolarmente e inoltre 672 dipinti e 63 sculture posizionate in 61 casse.</p><p>Le sculture più imponenti, il cui trasporto era di fatto impossibile, rimasero in Galleria e furono messe in sicurezza con i mezzi disponibili, come ad esempio “Ercole e Lica” del Canova, che venne rinchiuso in una gabbia di legno e protetta da sacchi di sabbia.</p><p>L’assoluta dedizione con cui Palma Bucarelli affrontò questa impresa di messa in sicurezza e l’appassionata attenzione che ella riservò a tutte le opere artistiche, ognuna delle quali veniva considerata singolarmente in base alle sue specificità, sono ben documentate.</p><p>Ella ad esempio chiese al Ministero la disponibilità di un maggior numero di stanze a Palazzo Farnese in modo da avere lo spazio per aprire periodicamente le casse e controllare lo stato delle opere e volle un servizio continuo di pattugliamento del palazzo da parte dei carabinieri.</p><p>Alcuni dipinti di grandi dimensioni come “Diana di Efeso e gli schiavi” e “La Gorgone e gli eroi”, entrambi di Sartorio, avrebbero dovuto rimanese al museo, protetti da sacchi di sabbia, però Palma, riflettendo sulla possibile umidità che si sarebbe formata e avrebbe danneggiato i dipinti, decise di smontarli dalle cornici e inserirli, avvolti in grandi casse che partirono verso Palazzo Farnese il 18 settembre 1941.</p><p>&nbsp;Nel periodo in cui le opere rimasero a Palazzo Farnese, dal 1941 al 1943, Paola Bucarelli si spostava ininterrottamente per verificarne lo stato e prelevarne alcune di quelle più piccole che le servivano per allestire le mostre che, in forma ridotta, la Galleria continuava a proporre anche durante gli anni della guerra.</p><p>Quando nel 1943 i tedeschi cominciarono ad arretrare nelle campagne e Paola Bucarelli fu informata dal custode di Palazzo Farnese che alcune truppe si erano accampate non lontano dal palazzo, si rese necessario cercare un posto più sicuro per le opere e la Bucarelli trovò aiuto in Papa Pio XII, che offrì come nascondiglio i locali sotterranei di Castel Sant’Angelo.</p><p>Palma nel frattempo però venne destituita dal suo incarico e inserita in una lista nera in quanto si era rifiutata di aderire alla Repubblica di Salò. Questo provvedimento non le impedì di continuare, in incognito e di notte, la sua missione di messa in sicurezza dei capolavori della sua galleria; il trasporto avvenne fra il 23 febbraio e il 6 marzo 1944 e furono utilizzati 7 autocarri. Grazie alla determinazione di Palma Bucarelli il patrimonio della Galleria Nazionale uscì indenne dal conflitto mondiale e con la liberazione di Roma le opere furono riportate alla sede della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, che fu una delle prime a riaprire dopo la guerra nel 1944.</p><p>&nbsp;</p>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/3783732385/025747119df6bb8ea95cee919c41d844/elenchi_opere.png" />
         <pubDate>2025-05-03 17:36:14 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/sofiasordano1912/difhiduwzevok4qm/wish/3435073740</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>sofiasordano1912</author>
         <link>https://padlet.com/sofiasordano1912/difhiduwzevok4qm/wish/3435077428</link>
         <description><![CDATA[<p>Nonostante il prestigio e i risultati raggiunti, fu costantemente oggetto di critiche, interrogazioni parlamentari e attacchi mediatici. Le sue scelte considerate “anticonformiste” furono spesso mal viste da ambienti conservatori e accademici. Le polemiche si concentravano in particolare sugli acquisti della GNAM, che spesso privilegiavano l’arte contemporanea, vista da molti con sospetto. I suoi oppositori erano per lo più uomini, infastiditi da una donna che non solo occupava una posizione di potere, ma lo faceva con intelligenza, indipendenza e raffinatezza.</p><p><br></p><p>Ciononostante, il suo talento venne riconosciuto a livello internazionale: nel 1962 fu nominata “Commentatore dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana” e fu invitata a tenere conferenze negli Stati Uniti, in Giappone e in varie capitali europee. La sua direzione della GNAM si concluse nel 1975, quando fu insignita del titolo di Grande Ufficiale della Repubblica. Si spense a Roma nel 1998.</p><p><br></p><p>La rilevanza di Palma Bucarelli non risiede solo nella sua mentalità innovativa, ma anche nella sua capacità unica di coniugare femminilità e potere, stile e autorevolezza. La sua indipendenza non fu mai disgiunta dalla classe e dallo stile, che anzi utilizzava consapevolmente come strumenti per affermare i propri valori e per comunicare il prestigio della propria posizione.</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2025-05-03 17:45:33 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/sofiasordano1912/difhiduwzevok4qm/wish/3435077428</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Monuments Men </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/sofiasordano1912/difhiduwzevok4qm/wish/3438086707</link>
         <description><![CDATA[<p>I Monuments Men erano un gruppo speciale di circa 345 persone – storici dell’arte, architetti, bibliotecari, museologi e militari – che durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale lavorarono per salvare il patrimonio culturale europeo dai danni della guerra e dal saccheggio nazista. Appartenevano alla Monuments, Fine Arts, and Archives Section (MFAA), istituita nel 1943 dagli Alleati.</p><p>I nazisti avevano pianificato di creare un grande museo, il Führermuseum, e per questo avevano razziato opere d’arte in tutta Europa, spesso da collezioni ebraiche. I Monuments Men, spesso senza risorse né mezzi, si muovevano vicino al fronte per identificare edifici storici da proteggere (come chiese, cattedrali e musei) e recuperare opere nascoste o rubate. Tra i capolavori salvati ci furono la Madonna di Bruges di Michelangelo e la Pala di Gand di Jan van Eyck, ritrovati in una miniera di sale in Austria.</p><p>In Italia, operarono in città come Firenze, Napoli e Roma, documentando e preservando monumenti danneggiati dai bombardamenti o saccheggiati. Dopo la guerra, contribuirono alla restituzione di migliaia di opere ai legittimi proprietari.</p><p>Il loro lavoro è stato fondamentale per salvare una parte enorme della cultura europea, evitando che andasse perduta per sempre. In conclusione grazie ai Monuments Men possiamo affermare che molte opere d'arte in Europa sono state salvate da un destino che era ormai segnato.</p><p><br></p><p><br></p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2025-05-06 13:48:49 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/sofiasordano1912/difhiduwzevok4qm/wish/3438086707</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
