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      <title>Esperienze già vissute by Angelo Greco</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-10-29 18:40:09 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2018-11-01 15:49:01 UTC</lastBuildDate>
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         <title>David Copperfield (romanzo di Charles Dickens) 1850</title>
         <author>grecoangelo50</author>
         <link>https://padlet.com/grecoangelo50/dgrx9qxwopfy/wish/298223274</link>
         <description><![CDATA[<div>In questo romanzo da un'accenno di   stimolo multisensoriale con le seguenti parole;<br><br><strong><mark>"Abbiamo tutti qualche esperienza di una sensazione che proviamo di tanto in tanto,che ciò che stiamo dicendo e facendo è stato già detto o fatto prima,in un tempo remoto di essere stati circondati,in epoche passate e non ben definite,dalle stesse facce,gli stessi oggetti, e le stesse circostanze di sapere alla perfezione ciò che sarà detto poi,come se lo ricordassimo all'improvviso!"</mark></strong></div>]]></description>
         <enclosure url="https://it.wikipedia.org/wiki/David_Copperfield_(romanzo)" />
         <pubDate>2018-10-29 19:02:08 UTC</pubDate>
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         <title>Il termine &quot; déjà vu&quot; e la sua provenienza</title>
         <author>grecoangelo50</author>
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         <description><![CDATA[<div>Emile Boirac definì nel 1896 il termine  déjà vu che significa "già visto"<br> </div>]]></description>
         <enclosure url="https://it.wikipedia.org/wiki/%C3%89mile_Boirac" />
         <pubDate>2018-10-29 19:15:06 UTC</pubDate>
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         <title>Classificazione déjà vu</title>
         <author>grecoangelo50</author>
         <link>https://padlet.com/grecoangelo50/dgrx9qxwopfy/wish/298238807</link>
         <description><![CDATA[<div>Gli studiosi lo dividono in tre grandi categorie:<br>• <strong><mark>Déjà vecu</mark></strong>, "già vissuto".La definizione allude ad una esperienza che  non è  stata semplicemente vista ma vissuta attivamente.<br>•<mark> </mark><strong><mark>Déja senti</mark></strong>, "già sentito". Consiste nella percezione di sentirsi come ci era già sentiti in passato, in circostanze simili a quelle attuali.<br>• <strong><mark>Déjà visité</mark></strong>, "già visitato". E' l' impressione di conoscere a fondo un  posto in cui non si è mai stati, per esempio una città straniera o una terra lontana, unita alla misteriosità di sapersi orientare facilmente, come se si conoscesse già la strada per raggiungere la propria destinazione. <br><br>Esiste però un disturbo che consiste nel non riconoscere una persona o una situazione che si conosce il <strong><mark>Jamais vu </mark></strong><strong>"mai visto"</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-29 19:29:05 UTC</pubDate>
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         <title> La Metempscosi</title>
         <author>grecoangelo50</author>
         <link>https://padlet.com/grecoangelo50/dgrx9qxwopfy/wish/298250747</link>
         <description><![CDATA[<div>Video Pubblicato da <a href="https://www.youtube.com/channel/UCZTPemJj_RULY9L_rnpGgEQ">Treccani scuola</a></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=1V8UDKJRNGE" />
         <pubDate>2018-10-29 19:58:05 UTC</pubDate>
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         <title>Il dèjà vu anche nel Fedro di Platone</title>
         <author>grecoangelo50</author>
         <link>https://padlet.com/grecoangelo50/dgrx9qxwopfy/wish/298254090</link>
         <description><![CDATA[<div>Tra i seguaci della metempscosi c'è anche Platone che così si esprime nel suo Fedro.<br><br><strong><mark>&lt;&lt; Si consideri l' anima simile alla potenza congiunta  di una biga alata e di un auriga. Ebbene, mentre i cavalli e gli aurighi degli dei sono tutti buoni in sé, sia di buona razza,gli altri sono misti. In noi l' auriga guida un carro a due cavalli: uno è bello e buono  e discende dai cavalli che lo sono altrettanto,mentre l' altro discende dai cavalli che sono l' opposto.Perciò fare l' auriga  nel nostro caso è un compito necessariamente arduo e ingrato&gt;&gt;.</mark></strong><br><br>L'auriga di cui parla Platone è la ragione. Quello buono è spirituale,conosce i principi universali.L'altro tende verso il basso,verso il mondo sensibile. Quando per via delle turbolenze  l' anima cade a terra, finisce per alloggiare in un corpo umano. Le sue conoscenze immortali vengono accantonate, perchè  l' uomo essendo mortale non  le può comprendere. Ma non spariscono comprendere, restano in stand-by finché qualche elemento esterno non le risveglia.<br><br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://it.wikipedia.org/wiki/Mito_del_carro_e_dell%27auriga" />
         <pubDate>2018-10-29 20:07:11 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Cosa pensa sant&#39;Agostino e la dottrina cattolica</title>
         <author>grecoangelo50</author>
         <link>https://padlet.com/grecoangelo50/dgrx9qxwopfy/wish/298262818</link>
         <description><![CDATA[<div>Abolita la teoria della Metempscosi alla dottrina cattolica non resta  che una sola spiegazione per i déjà vu: sono una trappola del demonio, frutto di stregonerie diaboliche che inducono gli uomini a credere il falso.  <br><strong><mark>&lt;&lt;Si tratta di false reminiscenze simili a quelle che proviamo per lo più nel sonno,quando ci sembra di ricordare,come se lo avessimo fatto o visto,ciò che non abbiamo ne fatto ne visto,e accade che simili effezioni si producono sempre nel' anima di una persona sveglia, per influsso degli spiriti maligni e ingannatori che si preoccupano di far nascere false opinioni  sulle migrazioni delle anime per ingannare gli uomini&gt;&gt;</mark></strong><br><br><strong><mark>San'Agostino</mark></strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-29 20:33:17 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39; eterno  ritorno di Friedrich Nietzsche </title>
         <author>grecoangelo50</author>
         <link>https://padlet.com/grecoangelo50/dgrx9qxwopfy/wish/298284090</link>
         <description><![CDATA[<div><br>è una teoria filosofica di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Friedrich_Nietzsche">Friedrich Nietzsche</a> che si ritrova genericamente nelle concezioni del tempo ciclico, come quella storica, per cui l' universo rinasce e rimuore in base a cicli temporali fissati e necessari, ripetendo eternamente un certo corso e rimanendo sempre se stesso.<br>La concezione dell'eterno ritorno viene proclamato per la prima volta da un demone nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/La_gaia_scienza"><em>La gaia scienza</em></a> del 1882:<br><br></div><div><strong><mark>«Questa vita, come tu ora la vivi e l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e sospiro, e ogni indicibilmente piccola e grande cosa della tua vita dovrà fare ritorno a te, e tutte nella stessa sequenza e successione - e così pure questo ragno e questo lume di luna tra i rami e così pure questo attimo e io stesso. L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello della polvere!»</mark></strong></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=I9cWK0BuIPU" />
         <pubDate>2018-10-29 21:50:54 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Freud Dice...</title>
         <author>grecoangelo50</author>
         <link>https://padlet.com/grecoangelo50/dgrx9qxwopfy/wish/299410212</link>
         <description><![CDATA[<div><br>“<mark> [...] Gli psicologi, in genere, continuano a trascurare quei processi psichici che, sulla base delle mie osservazioni, sono gli unici che possano corrispondere alla spiegazione del déjà vu: vale a dire le fantasie inconsce.<br>Ritengo che non sia corretto definire illusoria la sensazione di qualcosa di già vissuto una volta, anche se non è possibile ricordarsi consciamente di questo qualcosa, perché non è mai stato cosciente. La sensazione del déjà vu corrisponde, in breve, al ricordo di una fantasia inconscia. Esistono fantasie inconsce (o sogni a occhi aperti), così come esistono quelle analoghe creazioni consce che tutti conoscono in base alla propria esperienza.<br>[...] Ci sono altri fenomeni analoghi al déjà vu. Uno di questi è il déjà raconté, ovvero la sensazione di aver già comunicato qualcosa di particolarmente interessante. Questo si verifica spesso durante il trattamento psicoanalitico. Il paziente sostiene, con tutti i segni della sicurezza soggettiva, di aver già da tempo raccontato un determinato ricordo. Il medico è, però, certo del contrario e riesce solitamente a convincere il paziente dell’errore.<br>La spiegazione di questo interessante atto mancato è senz’altro che il paziente ha avuto l’impulso e il proposito di fare quella </mark><a href="https://www.skuola.net/sociologia/comunicazione-schema.html"><mark>comunicazione</mark></a><mark>trascurando, però, di eseguirla, e che ora considera il ricordo del proponimento come sostituto dell’altro, cioè quello della sua esecuzione.”</mark></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-01 15:08:22 UTC</pubDate>
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         <title>Reincarnazione - Storia di vite passate  </title>
         <author>grecoangelo50</author>
         <link>https://padlet.com/grecoangelo50/dgrx9qxwopfy/wish/299419831</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div><strong><mark>&lt;&lt;Da “grande” sono stata Peer, un marinaio iberico, e le onde che vedevo erano molte più alte di una casa&gt;&gt;,</mark></strong> così commentò nell’incredulità degli astanti la piccola Cerunne, bambina olandese di soli due anni, mentre osservava le piccole onde che si formano in una piscina.<br><br></div><div>Di casi simili se ne registrano ogni giorno in tutto il mondo, ma solo in alcuni i ricordi di vite passate hanno schiaccianti prove reali dalla loro parte.<br><br></div><div><br></div><div>E’ il caso di Cameron Macaulay. Cameron, classe 2001, vive nei pressi di Glasgow, in Scozia, e dall'età di due anni racconta una vita trascorsa nell’isola scozzese di Barra. L'isola esiste ma lui non c'e' mai stato, eppure descrive cose che diversamente non potrebbe aver mai saputo o visto. Potrebbe sembrare una storia di millantata reincarnazione, ma la vicenda è stata studiata a lungo dallo psichiatra Jim Tucker, direttore di un apposito dipartimento presso l'Università della Virginia, e non si trovano spiegazioni.<br><br></div><div>In un’intervista esclusiva concessa a Giacobbo, conduttore di Voyager, Norma Macaulay, madre di Cameron, ha raccontato l’incredibile testimonianza del figlio.<br><br></div><div><strong><mark>&lt;&lt;Aveva tre anni quando si mise a raccontarmi le storie dei suoi compagni di Barra, un'isola a 300  chilometri di distanza&gt;&gt;.</mark></strong><strong><br></strong><br></div><div>E non era che l'inizio. <strong><mark>&lt;&lt;Parlava dei suoi fratelli, dei capelli lunghi e castani di sua madre che gli leggeva un grande libro su Dio e di come suo padre, un certo Shane Robertson, fosse morto investito sulle strisce pedonali. Ero sconvolta&gt;&gt;.<br></mark></strong><br></div><div>Norma ha i capelli rossi, non è religiosa, è una mamma single, e può contare solo su Martin, il fratello maggiore di un anno di Cameron.<br><strong><mark>&lt;&lt;All'asilo disegnava una casa bianca, davanti al mare e poi spesso mi chiedeva che fine avesse fatto il cane maculato e la macchina nera. Eppure vivevamo a Clydebank, vicino a Glasgow, e dalle finestre di casa nostra si vedono soltanto tetti di mattoni rossi e, soprattutto, nessun cane maculato è mai circolato per casa, tanto meno una macchina nera è mai stata parcheggiata in garage&gt;&gt;.</mark></strong><br>Il bambino continuava a parlare di questi ricordi legati al suo “passato”. <strong><mark>&lt;&lt;Iniziò a lamentarsi perché nell'altra casa aveva tre bagni, mentre noi ne abbiamo solo uno, e poi perché nell'altra vita trascorreva i pomeriggi giocando sulla scogliera dietro casa e perché con l'altra famiglia viaggiava molto, mentre noi non siamo mai usciti dalla Scozia&gt;&gt;.<br></mark></strong><br></div><div>La 42enne madre scozzese ha resistito fino al sesto compleanno di Cameron, quando lui ha iniziato a piangere perché, diceva: <strong><mark>“gli mancava la sua famiglia di Barra”.</mark></strong><br><br></div><div><strong><mark>&lt;&lt;Decisi di fare le valige e di portarlo a Cockleshell Bay, nell'Isola di Barra. Con al seguito una telecamera e Jim Tucker, il direttore della clinica di psichiatria infantile alla Virginia University, esperto in reincarnazioni. Dopo qualche giro abbiamo trovato la casa bianca, sul mare, con i famosi 3 bagni. Cameron era raggiante. Trovò l'entrata segreta della casa che tante volte aveva disegnato, guardò le foto di famiglia e riconobbe il cane maculato e una grande macchina nera. Dei membri di famiglia, però, non si è trovata traccia. La casa era abbandonata e all'anagrafe non è stato trovato nessun Shane Robertson. Si è risaliti a un certo Robertson, vissuto nella casa bianca tempo addietro e poi trasferitosi a Stirling&gt;&gt;. </mark></strong><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-01 15:24:08 UTC</pubDate>
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         <title>Cerunne il marinai</title>
         <author>grecoangelo50</author>
         <link>https://padlet.com/grecoangelo50/dgrx9qxwopfy/wish/299425849</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div>La ragazza da questo strano nome aveva 7 anni quando fu intervistata. Quando era in attesa, Christine, la madre, pur non avendo eseguito un'ecografia, aveva la certezza che si trattasse di una bambina poiché uno strano sogno premonitore gliel'aveva annunziato sotto forma di una donna, una Sciamana vestita di pelli d'animali ed a piedi nudi, che le aveva rivelato che la bimba che portava in grembo si sarebbe dovuta chiamare "Deer" (daino, cervo). Le disse pure che la nascitura aveva avuto una vita passata molto difficile e fu così che quando la bimba nacque le fu imposto il nome<strong><em> Cerunne</em></strong>, una divinità dell'olimpo Celtico associata ai cervi ed alla rinascita.<br>Cerunne era una bambina taciturna ma molto precoce dal punto di vista delle capacità motorie ed appariva un pò mascolina nel carattere.<br>Un giorno, indicando le piccole onde che si formavano sulla superficie di una piscina, commentò: <strong><mark>"</mark></strong><strong><em><mark>Le onde che io vedevo erano molto più alte di una casa"</mark></em></strong><strong><mark>.</mark></strong> Aggiunse che il mare era molto strano perché da infuriato diventava improvvisamente calmo nell'arco di poche ore. Spesso disegnava una nave dal nome <strong><mark>"VURK"</mark></strong> su cui avrebbe viaggiato svolgendo numerosi compiti, fra cui stare di vedetta, accudire le vele, ma anche prendersi cura dei passeggeri.<br><br>A tal proposito descrisse accuratamente le pessime condizioni igieniche dell'imbarcazione ed il fatto che a bordo non esistessero letti o amache, per cui tutti dormivano a terra coperti da rozzi canovacci. Si mangiava carne cruda ed i servizi igienici, inesistenti, costringevano i passeggeri ad urinare sul pavimento; le liti e le lotte fra i membri dell'equipaggio  erano molto comuni, ma Cerunne ricorda di aver sempre odiato queste manifestazioni violente. A conferma dei racconti legati alla vita da marinaio su un veliero, Cerunne mostrò un'incredibile, innata, capacità di arrampicarsi sugli alberi e la mancanza di paura del vuoto. Anche il ricordo di un'incidente in cui un suo compagno perse l'uso degli arti per una caduta dalla tolda, era molto vivido nella memoria della bambina, come quello del grande timone e del <strong><mark>"moekille"</mark></strong>, un lungo bastone appuntito, usato anche come arma di difesa. Il suo nome, in quella vita era<strong><mark> "Peer"</mark></strong>, un uomo smilzo con una lunga barba nera:  viaggiava verso un'isola piena di palme trasportando povera gente che andava colà per lavorare, ma non si trattava di schiavi. A sette anni i ricordi di Cerunne non si erano affatto sbiaditi e, durante l' intervista, fu in grado di aggiungere altri dettagli sulla sua vita precedente, che si sarebbe conclusa alla veneranda età di 95 anni:<strong><mark>"</mark></strong><strong><em><mark>Eravamo uomini pieni di salute, anche se mangiavamo poco e male</mark></em></strong><strong><mark>"</mark></strong>, é stato il suo commento.<br><br>Nel racconto, esaminato da uno storico, vi sono molte affermazioni che collimano con luoghi e fatti appartenenti alla storia delle prime emigrazioni di massa fra Spagna ed isole Caraibiche, avvenute fra la fine dell' '800 e l'inizio del '900. La Corugna, che suona foneticamente simile al fonema inglese <strong><mark>"Karoonya"</mark></strong>, era proprio uno di questi porti Spagnoli e l'isola ricca di palme potrebbe essere stata Cuba che,a quei tempi insieme alle altre isole vicine, veniva chiamata <strong><mark>"Las Indias"</mark></strong> , mentre il <strong><mark>"moekille" </mark></strong>sarebbe simile alla parola <strong><mark>"makhila"</mark></strong>, un bastone-arma della Galizia. Il nome "Peer" potrebbe essere <strong><mark>"Pedro"</mark></strong> e <strong><mark>"Voork"</mark></strong> corrispondere a "Barco", ovvero barca in Spagnolo. Tutte queste "coincidenze" sono altamente indicative di reali ricordi trasmessi da una vita ad un'altra e non appaiono legate a semplici casualità, mentre il sogno premonitore della madre di Cerunne, aggiunge significati altamente probanti sull' origine celtica dello spirito reincarnatosi nel corpo di questa bambina Olandese.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-01 15:33:54 UTC</pubDate>
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         <title>Barbro Karlen </title>
         <author>grecoangelo50</author>
         <link>https://padlet.com/grecoangelo50/dgrx9qxwopfy/wish/299433584</link>
         <description><![CDATA[<div><br>In Svezia e nel mondo è nota una scrittrice di nome <strong>Barbro Karlen</strong> la quale afferma senza esitazione di essere la reincarnazione di <strong>Anna Frank</strong>. La ragazzina a tutti nota come morta in un’epidemia di tifo nel campo di <em>Bergen Belsen</em> assieme alla sorella Margot nella primavera del ’45, a poche settimane dalla liberazione da parte di truppe britanniche.<br>La Kerlen insiste talmente sulla somiglianza fisica con la Frank da farmi sospettare che ella sia in effetti figlia naturale di Anna Frank, scampata allo sterminio e rifugiatasi nella non lontana Svezia. La Scandinavia era, al pari di Olanda e Svizzera, meta degli ebrei che cercavano scampo dal nazismo dilagante nell’Europa continentale.<br><strong>Otto Frank</strong>, padre di Anna, peccò d’ingenuità credendo che <strong>Adolf Hitler</strong> avrebbe rispettato la neutralità dell’Olanda. Dovette decidere di nascondersi ad Amsterdam con la famiglia e altri ebrei le cui vicende in cattività sono raccontate nel celeberrimo Diario.<br><br></div><div>La scrittrice statunitense <strong>Francine Prose</strong> che taluni indicano essere in realtà Anna Frank. Lei pure ha una strana connessione con la autrice del famoso Diario.</div><div><br>La Karken afferma di avere provato una emozione fortissima tornando ad Amsterdam a visitare la casa, divenuta museo, dove Anna visse in segregazione. Però non sappiamo se si sia mai recata ne luogo dove nella sua vita precedente sarebbe morta. Del resto, i cadaveri delle sorelle Frank non furono mai identificati. Anche gli altri superstiti coinvolti nella vicenda, a partire da<strong> Miep Gies</strong>, non parlano mai dei campi di detenzione e della morte di Anna ma solo delle vicende prima della cattura ad Amsterdam.<br>Possiamo ipotizzare che Otto Frank, ritrovate moglie e figlie nel marasma generale, le abbia spedite in Svezia facendole credere morte nel timore di un ritorno del Nazismo. Poi Anna, all’età di 25 anni, sposata ad un uomo di cognome Karlen, diede alla luce Barbro nel 1954.<br>Poco più che ventenne, la Karlen aveva già pubblicato una decina di libri nello stile della Frank. Forse scritti da Anna sua madre (della quale non sono riuscito a reperire note biografiche o fotografie). Onde sfruttare il nome<strong><mark> “Anna Frank”</mark></strong>, dato lo strepitoso e imprevisto successo del diario, uscito nel 1947, hanno escogitato la storiella della <strong><mark>“reincarnazione” </mark></strong>per <strong><mark>“resuscitarla”</mark></strong>. Viene riportato che Otto, a capo delle associazioni in ricordo della figlia, abbia palesemente istruito gli addetti alla fondazione di ignorare chiunque millantasse di essere Anna rediviva.<br>Sorprendentemente, in letteratura, le due donne sono spesso accostate. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-01 15:47:00 UTC</pubDate>
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