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      <title>Alessandro Volta by </title>
      <link>https://padlet.com/giuliaconcetti/dghdxvdbmk1oltrv</link>
      <description>by Giulia</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-10-21 18:28:40 UTC</pubDate>
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         <title>Biografia di: Alessandro Volta </title>
         <author>giuliaconcetti</author>
         <link>https://padlet.com/giuliaconcetti/dghdxvdbmk1oltrv/wish/3180043984</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Alessandro Giuseppe Antonio Anastasio Volta </strong>nacque il <strong>18 Febbraio 1746 </strong>a <strong>Como</strong> da una famiglia benestante, studia retorica e filosofia presso i gesuiti,  ma nel 1761, quando entra nel Regio Seminario Benzi di Como, fa amicizia con il canonico Giulio Cesare Gattoni, a sua volta fisico, che gli trasmette la passione per le materie scientifiche. Naufraga così definitivamente il sogno dei genitori di vederlo diventare sacerdote. </p><p><br/></p><p>È stato <strong>un chimico</strong> e <strong>un fisico italiano</strong>, inventore del primo <strong>generatore elettrico</strong> mai inventato, la <strong>pila</strong>, e scopritore del <strong>gas metano</strong>. </p><p><br/></p><p>Il <strong>18 Aprile 1769</strong> fu pubblicata la sua prima memoria scientifica, nella quale prende posizione nei confronti dell'interpretazione<strong> "ufficiale" </strong>dei fenomeni elettrici, portata dal professore dell'<strong>Università di Torino Giovanni Battista Beccaria</strong>. </p><p>Nel <strong>1774</strong> viene nominato reggente delle<strong> Regie scuole di Como</strong>. Nel<strong> 1775 </strong>mette a punto l'<strong>elettroforo perpetuo</strong>. L'invenzione suscita ammirazione ed entusiasmo nel mondo scientifico. </p><p><br/></p><p><strong>Ma solo all'inizio del 1800 ci fu la sua grande invenzione, alla quale stava lavorando da tempo: LA PILA, </strong>un antenato della batteria elettrica, che genera una corrente elettrica costante. Partendo dalle teorie di Luigi Galvani, che dagli esperimenti sulle rane aveva ipotizzato l'esistenza di un "fluido elettrico animale", Volta realizza una batteria alternando dei dischi di zinco e rame con del cartone imbevuto di acqua e sale.  Il fenomeno alla base del funzionamento della pila voltaica, per cui tra due conduttori metallici diversi posti a contatto si stabilisce una piccola differenza di potenziale, ha preso il nome di effetto Volta.</p><p>L'annuncio dell'invenzione della pila, avviene nel 1801 presso la Royal Society di Londra, rendendolo celebre in tutto il mondo. Tra le tante onorificenze ricevute, nel 1805 Napoleone lo nomina Cavaliere della Legion d'onore. </p><p><br/></p><p><strong>IL METANO E L'ACCENDINO.</strong> Anche se molti lo conoscono solo per la pila, è stato Alessandro Volta a scoprire l'origine del gas metano.</p><p>Salto indietro: nell’autunno del 1776, padre Carlo Giuseppe Campi, dell’ordine dei Somaschi, nota una sorgente di "acqua infiammabile" nelle acque stagnanti di San Colombano al Lambro (Mi) e prega Volta di studiarla per rivelarne la natura. Lo scienziato non può andare nella Bassa Lodigiana, ma lavora di cervello: questa aria viene prodotta all’interno delle acque pantanose e quindi sospetta che si tratti di un evento comune a tutte le paludi.</p><p>L'intuizione arriva quando Volta è in vacanza ad Angera, sulla sponda lombarda del lago Maggiore: è qui che le sue supposizioni trovano conferma.</p><p>Raccoglie l’aria prodotta in un canneto, tra laghi e stagni, dove riposano i resti di vegetali e di animali putrefatti, dimostrando che il gas non è un prodotto di origine minerale, ma organica.</p><p>Volta ribattezza questo gas "aria infiammabile nativa delle paludi", poi diventato noto come metano. In una delle sue lettere suggerisce di sostituire l’uso dell’olio come combustibile per le lampade con il gas delle paludi.</p><p>Queste lampade, dette “lampade perpetue” o "lampade di Volta", fanno del suo inventore il precursore dell’illuminazione a gas. Il principio del loro funzionamento è stato poi esteso all’accendilume elettrico, detto poi accendino.</p><p><br/></p><p>Morì il <strong>5 marzo del 1827 </strong>all'età di <strong>74 anni</strong> a <strong>Como</strong>.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-10-21 18:41:48 UTC</pubDate>
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         <title>Come costruire la Pila di Volta</title>
         <author>giuliaconcetti</author>
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         <description><![CDATA[<p>materiale necessario:</p><ul><li><p>8 monete di rame </p></li><li><p>carta di alluminio </p></li><li><p>carta assorbente </p></li><li><p>acqua e sale filo</p></li><li><p>led </p><p><br></p><p>Ritagliare 8 dischetti da un foglio di carta e 8 dischetti di carta di alluminio. Immergere i dischetti di carta in acqua e sale, poi impilare 1 moneta di rame (es. 5 centesimi), 1 dischetto di carta imbevuto e 1 dischetto di alluminio, procedere così per tutti gli 8 dischetti. Collegare poi un led alle 2 estremità della pila. se i fili del led sono corti utilizzare su uno dei due un filo di rame.</p><p>E si vedrà come dal video il Led accendersi. </p><p><br></p><p>Collegando gli estremi della Pila per mezzo di un conduttore elettrico (led, o con filo di rame) si produce un circuito nel quale passa la corrente e il led si accende. </p><p>il passaggio di corrente è dovuto alla differenza di potenziale creata da due metalli (rame e alluminio) provocata dalle reazioni chimiche che si verificano tra i vari materiali: soluzione di acqua e sale (conduttore), che agisce sull'alluminio e sul rame delle monete creando una reazione tra i due. L'energia che si sviluppa durante la reazione fra i metalli e la soluzione consente il flusso di corrente.</p><p><br></p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2024-10-22 14:26:00 UTC</pubDate>
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         <title>La pila di Volta</title>
         <author>giuliaconcetti</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il primo esemplare della pila di Alessandro Volta è del 1799. Il suo nome è dovuto alla forma della prima pila, poiché si trattava di una serie di dischi di materiali conduttori (rame e zinco) inframmezzati da feltri imbevuti di semplice acqua salata, e impilati l’uno sopra l’altro, a costituire, una pila.</p><p>La singola unità costituente della pila (cioè i dischi di rame e zinco e il feltro posto tra di loro) prende il nome di <strong>cella elettrochimica</strong>.</p><p><br/></p><p>Prima dell’invenzione della pila, gli scienziati avevano a disposizione delle <strong>macchine meccaniche</strong> che, potevano produrre solo scariche elettriche, improvvise, temporanee e violente. </p><p>L’invenzione di Volta permise un <strong>flusso costante e controllato di cariche elettriche</strong>: fu quindi il primo esempio di <strong>corrente elettrica</strong>, effettivamente misurabile, generata a partire dalla <strong>differenza di potenziale elettrico</strong> prodotta alle estremità della pila.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-10-22 14:27:53 UTC</pubDate>
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         <title>Banconota 10000 lire</title>
         <author>giuliaconcetti</author>
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         <description><![CDATA[<p>Gli anno dedicato 1000 lire. </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-10-22 17:22:57 UTC</pubDate>
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         <title>Il metano</title>
         <author>giuliaconcetti</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nel <strong>1776</strong> scopre presso <strong>Angela</strong> sul <strong>Lago Maggiore</strong> l'aria infiammabile nativa delle paludi, che altro non è che <strong>metano</strong>. </p><p>La scoperta lo induce a studi ed esperimenti con le <strong>"arie infiammabili"</strong>. Osserverà lo stesso fenomeno più tardi a Pietramala (oggi frazione di <strong>Firenzuola </strong>), nel 1780, e presso le rovine dell'antica <strong>Velleila</strong>, sulle colline di <strong>Piacenza</strong>, nel <strong>1781</strong>. </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-15 19:52:32 UTC</pubDate>
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