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      <title>UDA CAVALIERI E MAGHI - COMPARIN - DAL MOLIN - IANNUCCI - TURCATO by VALENTINA COMPARIN</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-09-16 13:13:20 UTC</pubDate>
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         <title>Contesto storico</title>
         <author>valentinacomparin</author>
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         <description><![CDATA[<p>A partire dal VII secolo l'alleanza tra la Chiesa di Roma e il regno dei franchi determinò la riaggregazione culturale e politica dell'Occidente. Questa alleanza fu consolidata dal figlio di Pipino il Breve, Carlo Magno, il quale la notte di Natale dell'800 fu incoronato imperatore da Papa Leone III e simbolicamente divenne erede della tradizione romana con l'aggiunta del cristianesimo e dall’appoggio del papato. Questo portò alla nascita del Sacro Romano Impero, che venne diviso in contee, marche e ducati e che furono affidati a conti, marchesi e duchi.</p><p>L'Imperatore controllava il loro operato attraverso i missi dominici cioè funzionari inviati sul territorio a scopo di ispezione.</p><p>Alla morte di Carlo Magno (814), dopo un periodo di lotte per la successione, si giunse al trattato di Verdun (843), con il quale i tre figli di Ludovico il Pio, succeduto a Carlo Magno, si spartirono l'impero:</p><ul><li><p>a Lotario venne dato il titolo imperiale, l'Italia centro-settentrionale, l'Alsazia, la Lorena e i Paesi Bassi.</p></li><li><p>a Ludovico il Germanico la Germania</p></li><li><p>a Carlo il Calvo la regione corrispondente alla futura Francia</p></li></ul><p>Nacquero così tre regni separati.</p><p><br/></p><p><strong>OTTONE I</strong></p><p>In quel periodo l'Occidente fu sconvolto da una nuova ondata di invasioni da parte dei vichinghi, dei saraceni e dagli ungari.</p><p>Nel 936 Ottone I di Sassonia divenne re di Germania e nel 951 anche re d'Italia.</p><p>Infine nel 962 fu incoronato "imperatore dei romani" dal papa.</p><p>Il nuovo impero escludeva la Francia e gravitava intorno alla Germania, per questo venne chiamato Sacro romano impero germanico.</p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-09-16 13:18:51 UTC</pubDate>
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         <title>Economia</title>
         <author>valentinacomparin</author>
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         <description><![CDATA[<p>Tra l'VIII e l'XI secolo si sviluppò un modello economico e sociale definito curtense ( da Curtis). La Curtis poteva appartenere a un signore laico o ecclesiastico ed era divisa in due parti: la pars dominica detta anche parte padronale e la pars massaricia detta anche parte colonica. </p><p>La pars massaricia era costituita da appezzamenti di terreno concessi a coltivatori (uomini liberi o servi) da cui il proprietario pretendeva il pagamento di quote in denaro o, più spesso, in natura. </p><p>La pars dominica invece, era gestita in modo diretto dal proprietario e dai suoi amministratori e al centro si trovava la residenza del signore oppure il monastero.</p><p>I detentori delle terre erano chiamati mansi e avevano l'obbligo di prestare alcune giornate per lavorare gratuitamente, esse erano chiamate corvées "opera richiesta". </p><p>Questo sistema si sviluppò in varie zone come ad esempio in Francia, Inghilterra e Nord Italia ed era l'espressione dell'economia "chiusa" e stagnante, finalizzata solo all'autoconsumo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-09-16 13:19:28 UTC</pubDate>
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         <title>Società</title>
         <author>valentinacomparin</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il sistema gerarchico feudale aveva una struttura sociale divisa in tre ordini: </p><ul><li><p>i nobili che facevano la guerra e proteggevano la popolazione</p></li><li><p>gli ecclesiastici che pregavano e proteggevano le anime dei cristiani</p></li><li><p>i contadini che lavoravano le terre</p></li></ul><p>Tra tutti c'erano pochi nobili ed ecclesiastici ma molti contadini.</p><p>Della nobiltà facevano parte tutti i feudatari (nobiltà fondiaria), nonché abati e vescovi (nobiltà ecclesiastica). C'erano poi coloro che vivevano nelle città e che avevano maggiore libertà per il fatto che il feudatario abitava in un castello in campagna. Infine c'erano i contadini, costretti a vivere in condizione simile a quella degli schiavi, erano obbligati a fornire lavoro gratuito, a pagare le tasse e subire il controllo del signore sulla loro vita.</p><p>Non migliori le condizioni dei contadini "liberi" che ricevevano terre in affitto da coltivare in autonomia.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-09-16 13:19:37 UTC</pubDate>
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         <title>Approfondimento (Merlino)</title>
         <author>valentinacomparin</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il primissimo Merlino non era un mago ma un bardo (poeta-cantore) o un poeta gallese, Myrddin Wyllt.</p><p>Nella tradizione celtica i bardi e i poeti erano collegati alla preveggenza, Wyllt infatti predisse che l’alleanza tra i Celti e i Vichinghi avrebbe cacciato gli Anglosassoni dalla Bretagna.</p><p>Il libro di Nennio narra la storia del malefico Re Vortigen che voleva costruire un castello ma ogni volta che ci provava le fondamenta scomparivano.</p><p>I suoi stregoni gli dissero che avrebbe dovuto sacrificare un fanciullo senza padre, così fu catturato Ambrosio (Merlino).</p><p>Il ragazzo affermò che due vermi (uno rosso e uno bianco) vivevano sotto le fondamenta e stavano combattendo, il loro conflitto simulava quello tra i Sassoni e i Britanni.</p><p>Goffredo fuse il personaggio di Merlino con il giovane Ambrosio arricchendo la narrazione con nuovi dettagli come la veggenza, i valori cristiani ed elementi storici e leggendari.</p><p>Goffredo cambia i due vermi con due draghi, il rosso per i Britanni e il bianco per i Sassoni che avranno la vittoria finale.</p><p>Il nuovo Merlino fu un grande successo tanto che Wace tradusse la storia e il risultato fu il Roman de Brut (1155), esso contiene la prima apparizione della Tavola Rotonda.</p><p>Uno nuovo sviluppo avviene nel XII o XIII secolo grazie allo scrittore Robert de Boron dove riappare Vortigern e la sua morte è predetta da Merlino, il quale in onore dei decaduti crea la Tavola rotonda e fa sì che Uther e Ygerne si incontrino, il risultato della loro unione è Artù.</p><p>La storia si conclude con Artù che ottiene in premio la corona britannica estraendo una spada da una roccia.</p><p><br/></p><p><strong>APPROFONDIMENTO (ARTU' E I CAVALIERI DELLA TAVOLA ROTONDA)</strong></p><p>Re Artù era un leggendario sovrano britannico che viveva circondato dai cavalieri della tavola rotonda che si trovavano nella fortezza di Camelot. Gli studiosi si chiedono se il sovrano sia realmente esistito ma si pensa che in realtà sia stato inventato. Artù era un re che tra il V e il VI secolo d.C. combatté contro angli e sassoni. Era figlio del re di Pendragon e gli successe perché riuscì a vincere una prova insuperabile ovvero respinse gli invasori con l'Excalibur. La pace terminò quando Lancillotto lo tradì con la moglie di Artù, Ginevra, spinta all'adulterio da Mordred (figlio di Artù e Morgana) intenzionato a usurpare il trono. Scoppiò poi una guerra durante la quale il figlio venne ucciso e il padre ferito. Quanto c'è di vero in questa storia? Nessun documento menziona il sovrano, i primi cenni si trovano infatti nella storia dei britanni; Artù divenne popolare in molti paesi europei. Dopo Goffredo la vicenda di Artù si arricchì, molti studiosi ritengono che Artù sia stato ispirato da figure realmente esistite mentre secondo altri il protagonista potrebbe essere ispirato a uno dei comandamenti militari romano barbarici. Nessuna ipotesi ha delle prove e collegamenti concreti.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-09-16 13:20:23 UTC</pubDate>
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         <title>Testo: Indovinello Veronese</title>
         <author>valentinacomparin</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-09-16 13:20:32 UTC</pubDate>
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         <title>Sistema politico</title>
         <author>ireneiannucci</author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>LE ORIGINI DEL FEUDALESIMO</strong></p><p>Il feudalesimo fu un sistema politico e sociale che si affermò tra il XII e il XIII secolo. Questo periodo risale all'età carolingia quando conti, marchesi e duchi governavano le regioni dell'impero. Grazie al vincolo di fedeltà i vassalli erano legati all'imperatore e gli dovevano obbedienza e aiuto, sia in tempo di guerra che di pace.</p><p>L'imperatore in cambio gli assicurava protezione e il godimento temporaneo di un feudo (appezzamento di terra da amministrare) da restituire in caso di morte o di tradimento; così facendo si creavano legami personali e un articolato sistema gerarchico che comportò l'indebolirsi dell'autorità centrale.</p><p>I vassalli riuscirono nei corsi degli anni a ottenere speciali prerogative, dette immunità, rendendosi così sempre più indipendenti dall'autorità del sovrano.</p><p><br/></p><p>L' EREDITA' DEI FEUDI</p><p>I feudatari si batterono per fare in modo che il beneficio concesso dal sovrano non fosse più revocabile.</p><p>Nell'877 con il capitale di Quierzy Carlo il Calvo sancì l'eredità dei feudi maggiori.</p><p>Nel 1037 con la Costituzione de feudis venne riconosciuta anche l'eredità dei feudi minori. Così facendo il feudo passava da padre a figlio e il sovrano ne perdeva il controllo.</p><p><br/></p><p><strong>LE SIGNORIE DI "BANNO"</strong></p><p>I grandi proprietari cominciarono a fortificare i propri possedimenti costruendo dei castelli, che divennero l'unico punto di riferimento per la popolazione.</p><p>I signori si appropriarono così di tutti i poteri pubblici all'interno di un territorio.</p><p>Queste signorie vengono definite "di banno" cioè il concreto esercizio del potere (giudicare, punire e imporre tasse).</p><p>Il signore disponeva del suo banno in modo autoritario. </p><p><br/></p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-09-17 06:17:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>valentinacomparin</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-09-17 06:55:25 UTC</pubDate>
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         <title>La visione del mondo nel Medioevo</title>
         <author>valentinacomparin</author>
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         <description><![CDATA[<p>In tutte l’Europa si diffonde la cultura cristiana, non solo come religione ma come una nuova visione del mondo.</p><p>L’esistenza umana viene descritta come un viaggio che prepara la vita terrena alla vita celeste nella prospettiva della dannazione o della salvezza eterna.</p><p>Il cristiano è dunque un “uomo in cammino” e la sua vita è un “viaggio” in preparazione alla condizione che ci aspetta dopo la morte.</p><p>Per l’uomo medievale Dio era la causa di tutte le cose secondo un ordine teocentrico (opposto di antropocentrismo).</p><p>Tutto diviene quindi indizio di una realtà metafisica: ogni elemento ha un significato nascosto che rimanda a una verità superiore e astratta: il pavone e la fenice rappresentano la resurrezione, la</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-09-22 13:14:02 UTC</pubDate>
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         <title>Cultura</title>
         <author>valentinacomparin</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nell’alto medioevo  il compito di elaborare e trasmettere il sapere era assolto dalla chiesa, infatti solo i clerici sapevano leggere e scrivere. </p><p>I clerici erano gli studiosi e gli intellettuali di filosofia che provenivano dai ranghi più elevati.</p><p>Fino all’anno Mille la produzione culturale si era sviluppata nei monasteri e nelle scuole episcopali dove si studiavano opere religiose e la Bibbia. Con il passare del tempo le scuole cominciarono ad accogliere anche i laici provenienti da ranghi dell'aristocrazia.  Nello scriptorium, che era un laboratorio di scrittura, i monaci copiavano e spiegavano i testi religiosi e con il tempo anche i classici latini.</p><p>Presto i monasteri si dotarono anche di biblioteche. La formazione culturale era basata sulle sette arti:</p><ul><li><p>grammatica </p></li><li><p>dialettica  </p></li><li><p>retorica</p></li><li><p>aritmetica</p></li><li><p>geometria</p></li><li><p>astronomia </p></li><li><p>musica </p></li></ul><p>L’attività letteraria del VI all'XI secolo aveva un’intenzione prevalentemente didascalica. Il primo tentativo di avviare un progetto laico per lo sviluppo della cultura si deve a Carlo Magno, che comprese l’importanza di rilanciare gli studi e di allargare l'istruzione. Ad Aquisgrana nasce così la scuola di palazzo. Tutto ciò risponde a un’esigenza politica: l’imperatore intende accentuare il prestigio e la centralità della sua corte.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-09-22 13:51:34 UTC</pubDate>
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         <title>Le lingue</title>
         <author>valentinacomparin</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nei secoli di passaggio dalla civiltà romana a quella medievale avviene una lenta trasformazione linguistica. L'origine dei volgari da vita alle lingue neolatine o romanze che venivano parlate all'interno della cosiddetta Romania. Il latino parlato era diverso da quello scritto perché avevano un diverso scopo di comunicazione. Si differenzia anche in base alle zone geografiche ma mantiene comunque la sua funzione di lingua unitaria nell'ambito della giustizia e della religione ufficiale e permetteva la comunicazione tra popoli di origini e tradizioni differenti. Le lingue che si originano dal latino sono chiamate lingue romanze o neolatine e sono state raggruppate in quattro macro aree: area gallica, area iberica, penisola italiana, area daco-illirica.</p><p><strong>LE PRIME TESTIMONIANZE D'USO DEI VOLGARI</strong></p><p>Intorno all'VIII-IX secolo la situazione linguistica doveva essere più o meno così:</p><ul><li><p>Il latino non era più compreso se non da pochi</p></li><li><p>Le popolazioni non sono più capaci di intendersi tra di loro.</p></li></ul><p>La prima testimonianza ci viene dal Concilio di Tours. Nell’ 813 infatti ci fu un consiglio per volere di Carlo Magno con l’intento di migliorare la comunicazione tra il clero e il popolo. A tale scopo il concilio stabilisce che i vescovi, nel tenere le omelie ai fedeli, dovevano tradurle nella lingua romana rustica o in tedesco per far sì che tutti riuscissero a comprendere.</p><p><strong>I GIURAMENTI DI STRASBURGO</strong></p><p>Nell’ 842 i Giuramenti di Strasburgo attestano l’ormai avvenuta separazione dei volgari dal latino.</p><p>Il latino infatti non poteva più essere usato come lingua comune e ormai una frattura insanabile si era consumata fra questo e i volgari.</p><p><strong>I PRIMI DOCUMENTI IN VOLGARE IN ITALIA</strong></p><p>L’affermazione del volgare nella penisola italiana avviene con un ritardo di quasi un secolo.</p><p>Le prime testimonianze erano per lo più graffiti, iscrizioni o documenti che risolvevano questioni proprietarie private, perciò lontane dall'uso ufficiale e nazionale applicato in Francia.</p><p>Tra le cause va ricordata la situazione politica della penisola Italiana, la sua frammentazione e le invasioni dei popoli esterni. La Chiesa di Roma invece aveva adottato il latino come lingua di riferimento. Tra la fine dell’ VIII e l’XIXII secolo varie testimonianze attestano l’uso del volgare nella scrittura a fini pratici.</p><p><br/></p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-09-22 13:51:48 UTC</pubDate>
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         <title>Minuscola Carolina</title>
         <author>valentinacomparin</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2024-09-22 14:20:33 UTC</pubDate>
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         <title>Testo: Placito di Capua</title>
         <author>valentinacomparin</author>
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         <pubDate>2024-09-22 14:30:43 UTC</pubDate>
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         <title>Menestrelli, Giullari e Trovatori</title>
         <author>robertcristhianenciu</author>
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         <description><![CDATA[<p>I menestrelli, i giullari e i trovatori sono figure legate alla tradizione della musica e della poesia del Medioevo, ma hanno ruoli e caratteristiche distinti.</p><p><br/></p><ul><li><p><strong>Menestrelli</strong>: Erano artisti che si esibivano in pubblico cantando e raccontando storie. La loro musica spesso si accompagnava a strumenti. Erano considerati intrattenitori.</p></li><li><p><strong>Giullari</strong>: Erano simili ai menestrelli, ma spesso avevano un ruolo più comico e teatrale. Oltre a cantare, si esibivano in spettacoli con elementi di mimo e di acrobatica. La loro arte era orientata verso la commedia e il divertimento.</p></li><li><p><strong>Trovatori</strong>: I trovatori, invece, si distinguevano per il loro focus sulla poesia e sulla musica di corte. Si dedicavano alla composizione di poesie, esprimendo spesso temi di amore cortese.</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2024-09-24 08:36:59 UTC</pubDate>
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         <title>Lancillotto</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Lancillotto del lago è figlio di re Ban di Benoic e della regina Eleaine. Alla morte del padre Lancillotto viene allevato dalla dama del lago, fino all'investitura come cavaliere; entra quindi a far parte dei cavalieri della tavola Rotonda e si innamora della regina Ginevra. Diventa il più valoroso dei cavalieri di Artù e numerose volte lo salva dalla morte certa. Sir Galeot fa da mediatore tra Lancillotto e Ginevra, nella speranza che egli accetti di succedergli come re di Sorelois.</p><p>Per amore di Ginevra, Lancillotto affronta imprese di ogni tipo, compresa l'umiliazione della carretta. Lancillotto e Galeot difendono la regina dalle accuse di una falsa Ginevra e impediscono che sia ripudiata da re Artù.</p><p>Lancillotto diventa folle quando crede che Ginevra non lo ami più. Viene fatto prigioniero dalla fata Morgana e molti cavalieri partono alla sua ricerca, finche non lo credono morto. A questa notizia Galeot muore di dolore. Lancillotto durante la prigionia dipinge immagini di Ginevra che Morgana mostrerà ad Artù per convincerlo del tradimento della regina.</p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-09-25 07:42:02 UTC</pubDate>
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         <title>Letteratura romanza</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Tra l'XI e  il XII secolo, nell'area francese, si svilupparono le prime forme di letteratura laica in volgare.</p><p>Laica perché non veniva prodotta da religiosi e volgare perché non era in italiano.</p><p>Il pubblico era vario e includeva le donne.</p><p>I generi della letteratura cortese sono tre:</p><p>- EPICA</p><p>- ROMANZO</p><p>- LIRICA </p><p><br/></p><p>EPICA</p><p>Si diffonde nel nord della Francia, i componimenti che ne fanno parte hanno argomento storico e trattano storie vere.</p><p>Sono scritti in lingua d'oil e narrano le avventure dei cavalieri di Carlo Magno (Orlando).</p><p>Sono un esempio la chanson de roland e la chanson de geste.</p><p>Prende dal ciclo carolingio e il tema principale sono le imprese dei cavalieri.</p><p><br/></p><p>ROMANZO</p><p>Si diffonde nel nord della Francia.</p><p>Prende dal ciclo bretone e narra le avventure dei singoli cavalieri, soprattutto di re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda.</p><p>I temi prevalenti sono l’avventura, l’amore e la magia.</p><p><br/></p><p>LIRICA</p><p>Si diffonde nel sud della Francia, i componimenti sono scritti in lingua d'oc (volgare parlato nella Francia del sud)</p><p>Il tema principale è l'amore perfetto/ideale.</p><p>Il rapporto amoroso viene visto come un rapporto tra vassallo e signore, dove la signora è la domina e viene servita dal cavaliere che è il vassallo.</p><p>Spesso venivano scritti dai trovatori per donne sposate.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-09-25 07:46:40 UTC</pubDate>
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         <title>Chanson de Roland</title>
         <author>valentinacomparin</author>
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         <description><![CDATA[<p>Rolando sente la morte vicina,</p><p>gli esce fuori il cervello dagli orecchi.</p><p>Prega Dio ch’egli accolga i suoi compagni</p><p>e per sé prega l’angelo Gabriele.</p><p>Prese il corno, che biasimo non abbi ,</p><p>con l’altra mano Durendal, la spada.</p><p>Per poco più d’un tratto di balestra</p><p>cammina verso Spagna in mezzo a un prato;</p><p>sale su un colle; sotto due begli alberi</p><p>quattro massi vi sono, duro marmo.</p><p>Sull’erba verde è caduto riverso:</p><p>e sviene, che la morte gli è vicina.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-09-25 15:59:59 UTC</pubDate>
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         <title>Il canto dell&#39;allodola e il volo della mente</title>
         <author>valentinacomparin</author>
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         <description><![CDATA[<p>Quando vedo l'allodoletta muovere</p><p>per la gioia le sue ali contro il sole,</p><p>che si oblia e si lascia cadere </p><p>per la dolcezza che le giunge al cuore,</p><p>ah! così grande voglia mi prende</p><p>di ogni cosa che vedo gioire,</p><p>che è meraviglia se subito</p><p>il cuore non si consuma dal desiderio.</p><p><br></p><p>Ahimè! tanto credevo di sapere</p><p>dell'amore e tanto poco ne so!</p><p>Non posso trattenermi d'amare</p><p>una donna da cui non otterrò mai nulla:</p><p>tolto m'ha il cuore, tolto m'ha me stesso</p><p>e sé stessa e tutto il  mondo,</p><p>e quando mi si tolse, nulla mi lasciò</p><p>se non desiderio e voglia nel cuore.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-09-30 15:17:49 UTC</pubDate>
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