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      <title>Leopardi by </title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-10-04 11:30:10 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>caty_j</author>
         <link>https://padlet.com/caty_j/dbh4cbgcb3llug4y/wish/2731900804</link>
         <description><![CDATA[<p>La sera del dì di festa</p><p>Esercizio 5Btr</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-10-04 11:33:01 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Tra le tematiche fondamentali di questo canto c&#39;è il tema della fugacità del tempo, l&#39;incessante fluire del tempo nella nostra vita porta con se la consapevolezza che nulla è eterno, e rende illusorie le speranze dell&#39;infanzia così come, a livello universale, i sogni di gloria delle grandi nazioni, di cui ormai non si parla più</title>
         <author>sarapesce2</author>
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         <pubDate>2023-10-04 13:08:05 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>La natura nel canto viene vista come indifferente dinanzi alla sofferenza del poeta che, così come Saffo, è costretto alla solitudine e all&#39;amore non corrisposto &quot;Non brillin gli occhi tuoi se non di pianto&quot;, questa è la condanna della Natura per il poeta, impotente dinanzi ad essa.</title>
         <author>sarapesce2</author>
         <link>https://padlet.com/caty_j/dbh4cbgcb3llug4y/wish/2732046246</link>
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         <pubDate>2023-10-04 13:12:15 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Interessante è anche il ritmo con cui procede la narrazione, lento e pacato all&#39;inizio, con la rievocazione dei luoghi d&#39;infanzia, dove la musicalità risulta attenuata, ma incalzante quando bisogna sottolienare l&#39;incessante scorrere della vita, in corrispondenza del climax ascendente del verso 22-23 &quot;mi getto, e grido, e fremo&quot;</title>
         <author>sarapesce2</author>
         <link>https://padlet.com/caty_j/dbh4cbgcb3llug4y/wish/2732051979</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-10-04 13:15:21 UTC</pubDate>
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         <title>Esercizio numero 9 (Lucia) </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>All’interno del canto “La sera del dì di festa” Leopardi contempla un paesaggio notturno che evoca in lui il ricordo. Quest’ultimo è uno dei temi principali della canzone, sembra infatti tenere insieme tutti gli altri. Per ricreare il ricordo un ruolo fondamentale ha il canto, un suono lontano che sollecita il ricordo di altri canti ascoltati durante l’infanzia, periodo fatto di illusioni. &nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-10-04 13:22:25 UTC</pubDate>
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         <title>Lucia</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/caty_j/dbh4cbgcb3llug4y/wish/2732076883</link>
         <description><![CDATA[<div>Colpiscono particolarmente i versi 28-30,“mi si stringe il core, A pensar come tutto al mondo passa, E quasi orma non lascia”, <br>poiché riportano il tema della fugacità del tempo. Leopardi prova a rievocare un passato sia storico che individuale e nel farlo realizza che non ne restano tracce, “tutto al mondo passa” ogni cosa è destinata a cadere nel totale silenzio. <br><a href="https://youtu.be/xhYUaR5QiUs?si=7HgVVBMc-pF2blsh">https://youtu.be/xhYUaR5QiUs?si=7HgVVBMc-pF2blsh</a><br> &nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-10-04 13:28:47 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Esercizio numero 9</title>
         <author>peppeiade</author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;Leopardi esplora la differenza tra la visione idealizzata del mondo e la cruda realtà della vita quotidiana. La festa, che dovrebbe portare gioia, si trasforma in una delusione quando confrontata con l'immagine desiderata.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-10-04 15:13:39 UTC</pubDate>
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         <title>Carla</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>"Tu dormi, che t'accolse agevol sonno, Nelle tue chete stanze; e non ti morde, Cura nessuna; e già non sai nè pensi, Quanta piaga m'apristi in mezzo al petto"<br><br>Leopardi in questo passo si riferisce alla donna. Colei che dorme beata, mentre&nbsp;il poeta va da lei per ricevere attenzioni. Quest'ultimo ha il cuore spezzato per non esser stato ricambiato dalla donna.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-10-04 15:17:58 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Gloria perduta </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>vv. 33-39 <em>"Or dov'è il suono<br>Di que' popoli antichi? or dov'è il grido<br>De' nostri avi famosi, e il grande impero&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<br>Di quella Roma, e l'armi, e il fragorio<br>Che n'andò per la terra e l'oceano?<br>Tutto è pace e silenzio, e tutto posa<br>Il mondo, e più di lor non si ragiona"<br><br></em>Il tempo fugge e nella sua inesorabile fuga travolge ogni evento ed esistenza. Siano essi di popoli o individui, il tempo non se ne cura.<br>E così man mano svaniscono i popoli, non si odono più le voci degli avi illustri e cadono i grandi, gloriosi imperi che con armi e fragori conquistarono mari e terre.<br>Silenziosi sono i secoli che seguono tali eventi ed esistenze, caratterizzati dalla lenta discesa nell'oblio e da vani, forse insignificabili, ricordi di ciò che è accaduto. Di loro ormai non si parla più.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-10-04 15:21:16 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Il grido di dolore</title>
         <author>annachiaralibardi121105_</author>
         <link>https://padlet.com/caty_j/dbh4cbgcb3llug4y/wish/2732366428</link>
         <description><![CDATA[<blockquote>"Al pensier ti ricorro. Intanto io chieggo<br>Quanto a viver mi resti, e qui per terra<br><strong>Mi getto, e grido, e fremo.</strong>"&nbsp;<br><br></blockquote><div>(La sera del dì di festa - Giacomo Leopardi vv.21-23)</div><div>Siamo nel punto di massima tensione del canto, in cui l'autore con un climax ascendente ("Mi getto,e grido, e fremo") mescola il dolce pensiero della donna alla sua delusione. Si tratta di delusione amorosa, ma anche disillusione verso una vita improvvisamente vana, breve, inafferrabile. La fugacità del tempo perseguita il poeta che si chiede quanto ancora gli rimarrà da vivere, ma la risposta non è positiva, perché "tutto al mondo passa."&nbsp; (v.29)<br><br>La rivelazione della vita come un susseguirsi di giorni che "fuggono" scatena nell'io una violenta reazione, tanto da gettarsi a terra e gridare. Queste stesse azioni si ritrovano in una lettera del 24 aprile 1820 a Pietro Giordani:</div><blockquote>"Io mi getto e mi ravvolgo per terra, domandando quanto ancora mi resta da vivere."</blockquote><div><br>L'azione del "grido" è espressione di una solitudine interiore che nessuno può comprendere perché Leopardi, anticipando i tempi, sente quest'urlo dentro di sé. Il mondo gli sfugge dalle mani e passato e presente si fondono, ricordando vagamente l'esperienza di Munch nell'opera "Il grido".</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-10-04 16:08:09 UTC</pubDate>
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         <title>Stefano</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>"Ecco è fuggito<br>Il dì festivo, ed al festivo il giorno<br>Volgare succede, e se ne porta il tempo<br>Ogni umano accidente."<br>Tutti siamo inermi davanti al tempo, ci controlla e ci assoggetta. Alla fine niente sopravvive, neanche la memoria&nbsp;<br>"Tutto è pace e silenzio, e tutto posa<br>Il mondo, e più di lor non si ragiona."<br>Se da un lato la prospettiva può sembrare angosciante: le azioni che compiamo sono destinate ad essere dimenticate e tutto ciò che conosciamo a sparire. Dall'altra se ne ritrova una quiete, la stessa che si ritrova nella notte.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-10-04 16:16:30 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Esercizio numero 9</title>
         <author>michelepiovinciguerra</author>
         <link>https://padlet.com/caty_j/dbh4cbgcb3llug4y/wish/2732437162</link>
         <description><![CDATA[<div>La poesia tratta varie tematiche ricorrenti nella poetica leopardiana ma, quella che più mi ha colpito è quella presente nei versi 11-16. Leopardi, infatti, espone il contrasto tra la quiete della donna che dorme tranquilla nella notte ed il dolore che invece il poeta prova a causa della sofferenza amorosa, ricordando la giornata appena trascorsa che e di come essa rimarrà solo un lontano ricordo dato che il tempo è fugace e porta con sé tutte le memorie. La sofferenza dell'autore arriva anche dal fatto che chiami in causa la natura, lamentandosi del fatto che essa rimane indifferente alle sofferenze del poeta negandogli ogni forma di piacere e benessere, proprio come accade nell'"Ultimo canto di Saffo".</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-10-04 16:47:27 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/caty_j/dbh4cbgcb3llug4y/wish/2732513480</link>
         <description><![CDATA[<blockquote>Dolce e chiara è la notte è senza vento,&nbsp;<br>E queta sovra i tetti e in mezzo agli orti<br>Posa la luna, e di lontan rivela<br>Serena ogni montagna.</blockquote><div>La notte è descritta come un momento in cui il tempo sembra fermarsi, la quiete prende il sopravvento sui rumori del giorno appena trascorso e da respiro alla frenesia appena conclusa. Leopardi non riesce a godere di ciò, a differenza della sua amata, poiché la Natura non gliel’ha concesso: è destinato a sentire il rapido scorrere del tempo abbandonato da ogni speranza per il futuro.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-10-04 17:33:51 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>4n9br59s97_</author>
         <link>https://padlet.com/caty_j/dbh4cbgcb3llug4y/wish/2732525090</link>
         <description><![CDATA[<blockquote>Dolce e chiara e la notte e senza vento, E queta sovra i tetti e in mezzo agli orti<br>Posa la luna, e di lontan rivela<br>Serena ogni montagna.</blockquote><div>La notte è descritta come un momento in cui il tempo sembra fermarsi, la quiete prende il sopravvento sui rumori del giorno appena trascorso e da respiro alla frenesia appena conclusa. Leopardi non riesce a godere di ciò, a differenza della sua amata, poiché la Natura non gliel'ha concesso: è destinato a sentire il rapido scorrere del tempo abbandonato da ogni speranza per il futuro.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-10-04 17:41:06 UTC</pubDate>
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         <title>RIMEMBRANZA </title>
         <author>rosavertuccio73_</author>
         <link>https://padlet.com/caty_j/dbh4cbgcb3llug4y/wish/2732702864</link>
         <description><![CDATA[<div>vv.25-30<br>Odo non lunge <strong>il solitario canto </strong><br>Dell’artigian, che riede a tarda notte,<br>Dopo i sollazzi, al suo povero ostello;<br><strong>E fieramente mi si stringe il core, </strong><br>A pensar come tutto al mondo passa, <br>È quasi orma non lascia.<br><br>vv.44-46<br><strong>Un canto che s’udia per li sentieri </strong><br>Lontanando morire a poco a poco<br><strong>Già similmente mi si stringeva il core </strong><br><br>Leopardi mediante l’immagine del canto sottolinea una tematica molto importante: la rimembranza. Il canto dell’artigiano, che si avverte lontanamente spezza il silenzio della notte, ma quando questo scompare e ritorna il silenzio della notte, ogni cosa sembra travolta e inghiottita dalla morte, senza lasciare alcuna traccia. Perciò come il canto scompare nel silenzio della notte, così tutto ciò che è al mondo scompare con il tempo, come se fosse solo di passaggio, senza lasciare alcun segno. In questi versi il canto ha un motivo di particolare importanza: quel suono, nel momento in cui viene percepito, sollecita un ricordo che addolora l’autore al quale gli si stringe il cuore. Il canto viene citato due volte, con una differenza temporale che spiega ancora meglio il significato della rimembranza. In particolare nei versi 25-30: “e fieramente mi si stringe il core”. Mentre nei versi 44-46: “già similmente mi si stringeva il core”. Notiamo come l’effetto sia sempre lo stesso, quasi come se il tempo si comprimesse in un solo istante, e il suono del canto richiamasse allo stesso modo le stesse emozioni, le medesime immagini.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-10-04 19:50:24 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>PIACERI FUGACI</title>
         <author>andreafarina2</author>
         <link>https://padlet.com/caty_j/dbh4cbgcb3llug4y/wish/2732719135</link>
         <description><![CDATA[<div>In sogno a quanti oggi piacesti, e quanti Piacquero a te: non io, non già, ch'io speri,&nbsp;<br>Al pensier ti ricorro. Intanto io chieggo Quanto a viver mi resti, e qui per terra&nbsp;<br>Mi getto, e grido, e fermo.<br><br><br></div><ol><li>"In sogno a quanti oggi piacesti, e quanti / Piacquero a te":  Leopardi riflette sul fatto che nella vita, molti cercano la felicità e il piacere, ma alla fine, tali piaceri sono effimeri e spesso si risolvono in sogni o illusioni. La vita è piena di momenti in cui si cercano soddisfazioni e piaceri, ma spesso questi piaceri sono fugaci e effimeri.</li><li>"non io, non già, ch'io speri, / Al pensier ti ricorro": Leopardi afferma che non è più in grado di sperare o desiderare come in passato. Invece, si rifugia nei suoi pensieri, forse cercando di trovare conforto e significato attraverso la riflessione interiore.</li><li>"Intanto io chieggo / Quanto a viver mi resti, e qui per terra / Mi getto, e grido, e fermo": In queste parole, Leopardi esprime un profondo senso di disperazione e desiderio di conoscere la sua sorte futura. Si getta a terra e grida, cercando una risposta o un senso alla sua esistenza.&nbsp;<br><br></li></ol>]]></description>
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         <pubDate>2023-10-04 20:06:37 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>FUGACITA&#39; DEL TEMPO</title>
         <author>daliladecurione</author>
         <link>https://padlet.com/caty_j/dbh4cbgcb3llug4y/wish/2732776772</link>
         <description><![CDATA[<div>''La sera del dì di festa'' rappresenta la fine di un giorno di festa e segna la metafora del nulla eterno a cui ogni cosa è destinata.<br>vv.24-25 si avverte il ricordo della giornata trascorsa che viene sostituito da un evento acustico ai vv.24.27 riportando l'io al presente,successivamente quest'io è stimolato a riflettere sulla fuga inesorabile del tempo,travolgendo le esistenze individuali e quelle dei popoli.(vv.28-37)<br>La fugacità del tempo e delle cose è generata dal passato che trapassa nel presente e viceversa,infatti il ricordo del giorno trascorso velocemente non resta isolato,ma si confonde con il ricordo dei popoli antichi,e il silenzio della notte si fa presagio del silenzio della storia.Il tempo si comprime in un istante,ritrovato nella memoria da una sensazione acustica e a un moto del cuore.Questo testo riflette la visione malinconica di Leopardi sulla vita e l'avanzare del tempo,sottolineando la tristezza che ne deriva.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-10-04 21:12:24 UTC</pubDate>
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         <title>La sera del dì di festa. (Carmela) </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il componimento esprime diversi temi cari a Leopardi, di cui non discuterà soltanto una volta. In particolare si nota come c'è un'evoluzione sul suo pensiero sulla natura.<br><br></div><blockquote>"Tu dormi: io questo ciel, che sì benigno" (verso 11)</blockquote><div><br>Per la prima volta la natura viene definita benigna, infatti per la prima parte del pensiero di Leopardi, essi non ancora vede la natura in senso negativo, ma è ancora madre degli uomini.&nbsp;<br><br>Lentamente però ci sarà un'involuzione per quanto riguarda il pensiero sulla natura del poeta. Probabilmente il pensiero muta anche nel momento in cui Leopardi è sotto l'influenza di diversi filosofi, come Rousseau che tratta dello stato di natura dove vige una spontaneità positiva, dove l'uomo è ancora incorrotto. Ma sul giovane poeta influiscono anche le teorie del filosofo italiano Giambattista Vico, aveva teorizzato nell'età antica un'armonia con la Natura.&nbsp;<br><br>La Natura aveva donato all'uomo uno stato primitivo di semplicità e pace, governato però dalle illusioni. Le illusioni sono servite all'uomo soprattutto con l'evolversi delle età, infatti le illusioni servivano proprio ad alleviare le pene dell'uomo.&nbsp;<br><br>Le illusioni maggiori che Leopardi individua sono quelle: della gloria, dell'amore e dell'amicizia. <br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-10-05 06:07:09 UTC</pubDate>
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         <title>esercizio numero nove Attilio</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>il contrasto tra il sonno della donna nella quiete notturna e l'effusione dolorosa dell'io chiama in causa la Natura, che nega al poeta qualsiasi forma di piacere, come nell'Ultimo canto di Saffo (vv. 11-16); l'indifferenza della Natura viene assimilata a quella femminile, e scatta a questo punto il ricordo della giornata appena trascorsa, che riaccende l'opposizione tra la donna, presa nel piacere amoroso, e l'io escluso da questa esperienza (vv. 17-24).</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-10-06 16:43:37 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Tra le tematiche fondamentali di questo canto c'è il tema della natura,Leopardi era un grande ammiratore della natura, ma spesso utilizzava la natura come sfondo per esprimere il suo senso di alienazione e disincanto. In questa poesia, la natura è descritta come splendida e tranquilla, ma questa bellezza naturale non può alleviare la solitudine e il disagio dell'autore.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-10-06 21:18:46 UTC</pubDate>
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