<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title>Caprarola...ti ricordi? by CaprarolaInfo</title>
      <link>https://padlet.com/CaprarolaInfo/dbbatwlif088</link>
      <description>foto, aneddoti e racconti del passato
(Fai doppio clic o trascina un file dove vuoi per pubblicare qualcosa)</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2014-06-07 13:56:32 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2023-03-17 00:44:35 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
      <image>
         <url>http://d262le4z25sx36.cloudfront.net/portraits/notebook.jpg</url>
      </image>
      <item>
         <title>Come si coltivava LA CANAPA</title>
         <author>CaprarolaInfo</author>
         <link>https://padlet.com/CaprarolaInfo/dbbatwlif088/wish/30215348</link>
         <description><![CDATA[<p>A Caprarola non vi era una vera e propria attività della lavorazione della canapa, ma ogni famiglia ne "sementava" la quantità necessaria all' uso personale, in base alla presenza di donne da maritare.&nbsp;</p><p><span style="font-size: 13px;">Alcune donne anziane ci hanno raccontato quanto fosse per loro importante questo tipo di coltura; infatti spingevano i propri genitori a "sementare" la canapa per assicurarsi il corredo. Naturalmente i genitori erano quasi sempre contrari, in quanto volevano destinare il poco terreno che possedevano ad altre colture come grano, granoturco, patate, molto più utili e necessarie alla </span>sussistenza della famiglia.</p><p>La canapa veniva coltivata nelle vicinanze del Lago di Vico e soprattutto nei campi "de lo Pantanello"; la semina veniva effettuata in primavera e raccolta ad agosto. A giugno la canapa veniva "sfemmenata" cioè veniva tolta la pianta femmina che veniva essiccata (disposta al sole a lisca di pesce) per prendere il seme da utilizzare per il successivo raccolto. In agosto i fusti della canapa, alti anche sei metri con un diametro di due o tre centimetri, venivano tagliati con la falce ben affilata ('ccotata), liberati dalle foglie e riuniti in fasci, (le cannucce rimaste si raccoglievano e venivano usate per "piccime" durante l'inverno), così sistemati si caricavano sui carretti e trasportati il loc. Scardenato (Le Canepe) dove un addetto, "Carbò", il sig. Giacomo Maci, li metteva a macerare nelle acque del lago; i fasci ben coperti dall'acqua e fissati con delle pietre, venivano lasciati a "mollo" per una settimana circa e questo serviva a far ammorbidire gli steli e a staccare le fibre dalla parte legnosa; tolti dall'acqua si lasciavano asciugare al caldo sole di agosto.</p><p>Dopo la macerazione la canapa veniva portata nelle abitazioni e sottoposta alla maciullatura (battitura), era questo un lavoro molto faticoso e riservato alle sole donne, che consisteva nel mettere la canapa (riscaldata al sole) in un contenitore detto "battitore", dopodiché con una larga stecca di legno di faggio detto "cianciacatore", si batteva, si pestava fino a che le fibre non si fossero liberate dalla parte legnosa (la rischia); le fibre così liberate venivano pettinate.&nbsp;</p><p>Questa operazione era svolta da donne specializzate: ricordiamo la signora Lucia Scatolini della "Bicia", la signora Rosa Passini e le sue figlie Lucia, Leonilde e Maria; il compenso loro corrisposto era circa 30 "bocchi" al Kg di canapa pettinata.</p><p>I loro strumenti di lavoro erano due pettini di diversa grandezza; con il pettine più grande facevano il primo smistamento dal quale si ricavava la stoppa, che veniva utilizzata per la realizzazione delle "verte", dei sacchi per il grano e la farina, delle tovaglie e tanto utile per i lavori in cantina. La stoppa, veniva mandata anche a Foligno "da li funari" per la costruzione di corde, utili ai "cavallari" che le usavano per lo "masto", la "bardella" e "l'asono a piro", ma servivano anche per legare le "frocette" delle vacche e la martinicchia del carro, per frenare manualmente.</p><p>Lo smistamento continuava con il pettine più piccolo e i fili di canapa venivano ancora suddivisi nella "schiaratura" (fili più grossolani) e ne "lo leppo" (fili più sottili) utilizzati per lenzuola e tovaglie.</p><p>"Lo leppo" veniva poi arrotolato a matassa, chiamata "puccia", mentre lo scarto, la stoppa e la schiaratura venivano legati a matasse più piccole detta "puccellette".</p>]]></description>
         <enclosure url="https://d20uo2axdbh83k.cloudfront.net/20140628/115161e9a7aa4a7a30048f7bfc4e7da2.jpg" />
         <pubDate>2014-06-28 12:05:44 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/CaprarolaInfo/dbbatwlif088/wish/30215348</guid>
      </item>
      <item>
         <title>CAPRAROLA anno 1939</title>
         <author>CaprarolaInfo</author>
         <link>https://padlet.com/CaprarolaInfo/dbbatwlif088/wish/30215611</link>
         <description><![CDATA[<p>Piazza del Comune e Via Filippo Nicolai. A destra quello che oggi e' il Sacrario dei Caduti, allora era la Chiesa di S.Antonio Abate.Nel palazzo di fronte, dove e' ancora la tabaccheria Mascagna,sulla parete dirimpetto al Sacrario si nota un balconcino che era il palcoscenico delle "npoetate" in occasione dei festeggiamenti "de S.Antonio dell'Asini". Per un paio d'anni o tre ho assistito anche io alle poesie cantate ed improvvisate.Fu demolito intorno al 1953 o 1954.</p>]]></description>
         <enclosure url="https://d20uo2axdbh83k.cloudfront.net/20140628/acc12e911411af68ea79e35162f30760.jpg" />
         <pubDate>2014-06-28 12:48:10 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/CaprarolaInfo/dbbatwlif088/wish/30215611</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Le rubriche di Caprarola.info</title>
         <author>CaprarolaInfo</author>
         <link>https://padlet.com/CaprarolaInfo/dbbatwlif088/wish/30215926</link>
         <description><![CDATA[<p>www.caprarola.info</p>]]></description>
         <enclosure url="https://d20uo2axdbh83k.cloudfront.net/20140628/79149f39d90e6548103e347d752434aa.png" />
         <pubDate>2014-06-28 13:29:32 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/CaprarolaInfo/dbbatwlif088/wish/30215926</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Viale Regina Margherita</title>
         <author>CaprarolaInfo</author>
         <link>https://padlet.com/CaprarolaInfo/dbbatwlif088/wish/30346903</link>
         <description><![CDATA[<p><span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px; white-space: normal; ">Meglio conosciuto come via dei villini, alberato. Evidentemente in seguito gli alberi vennero rimossi per l'esigua larghezza della strada in rapporto all'aumento dei mezzi di circolazione.<br>L'editore,come si può notare nella seconda foto, è sempre Mascagna Ignazio.</span></p><p><span class="Apple-style-span" style="color: rgb(51, 51, 51); font-family: 'lucida grande', tahoma, verdana, arial, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px; white-space: normal; ">www.caprarola.info</span></p>]]></description>
         <enclosure url="https://d20uo2axdbh83k.cloudfront.net/20140703/7d5dc273e4da1ef28a5d6540617304be.jpg" />
         <pubDate>2014-07-03 07:01:57 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/CaprarolaInfo/dbbatwlif088/wish/30346903</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
