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      <title>Cambiare i paradigmi dell&#39;educazione by UNI_PEDlet</title>
      <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/d5z9ah7tu6j6e2xj</link>
      <description>Analisi del video di Ken Robinson </description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-09-22 07:36:08 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2025-09-27 10:24:40 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Matteo Adamoli </title>
         <author>UNI_PEDlet</author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/d5z9ah7tu6j6e2xj/wish/1759303591</link>
         <description><![CDATA[<div>Analisi del video "Cambiare i paradigmi dell'educazione".</div>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/SVeNeN4MoNU" />
         <pubDate>2021-09-22 07:36:08 UTC</pubDate>
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         <title>Matilde Rodato</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>L'opposizione tra i termini 'estetico' e 'anestetico' sicuramente è, per me, lo spunto più interessante del video che descrive l'istruzione occidentale (divenuta ormai globale) come altamente "macdonaldizzata". Effettivamente, molti alunni sono abituati a vivere la scuola come una parentesi obbligatoria della loro giornata/vita, seguono le lezioni come anestetizzati perché per loro sono altre le attività estetiche (il gioco, primo fra tutte). Questo credo sia soprattutto vero per gli scolari di elementari e medie, periodi in cui l'istruzione è altamente standardizzata, uguale per tutti. L'anestetizzazione tende a diminuire con la scelta della scuola superiore, se questa è frutto di una decisione autonoma dello studente che sceglie di frequentare l'istituto più conforme ai suoi interessi e quindi più in grado di rendere estetica l'esperienza formativa.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-23 08:23:44 UTC</pubDate>
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         <title>Irene Alfonsi </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Concordo nell’affermazione che l’istruzione pubblica suddivida le persone in accademico e non accademico, intelligente e non intelligente, insinuando così nelle persone che sono state giudicate attraverso questo metodo, il dubbio di essere intelligenti o no, di valere qualcosa o no.</div><div>L’istruzione pubblica parte dal presupposto che l’intelligenza sia una, sola e unica, trascurando il fatto che in verità essa si possa esprimere in vari modi e con diverse forme.&nbsp; &nbsp;</div><div>A mio avviso molti ragazzi dopo le superiori scelgono di iscriversi all’università non perché veramente lo vogliano, ma perché devono farlo, perché la società in un certo senso glielo impone, perché non farlo significherebbe sentirsi giudicati ed essere inferiori agli altri.&nbsp;</div><div>Così facendo si favorisce la progressiva crescita di un elevato numero di persone che hanno in mano un pezzo di carta a cui molto spesso non corrisponde una soddisfacente vita lavorativa.&nbsp;</div><div>Tutto questo a che pro? Nessuno si dovrebbe sentire inferiore o stupido perché non ha una laurea, infatti essa non ti assicura l’intelligenza, ma ti assicura la conoscenza, che sono due cose diverse.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-23 14:40:03 UTC</pubDate>
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         <title>Ilaria Gorini</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/d5z9ah7tu6j6e2xj/wish/1763503733</link>
         <description><![CDATA[<div>Sebbene la differenziazione degli studenti in gruppi più omogenei rispetto alle predisposizioni di apprendimento piuttosto che all'età sia decisamente più funzionale, in quanto ognuno ha un proprio metodo per comprendere, i propri tempi e le proprie attitudini, e, allo stesso tempo, sia utile confrontarsi con persone che apprendono in modo diverso da noi, per capire il loro punto di vista e per aiutarci a vicenda, il sistema educativo viene a mio parere presentato più come un percorso da concludere, invece di un cammino in cui è necessario raggiungere ogni tappa. L'importanza del "come" apprendere passa in secondo piano rispetto alla velocità e praticità con cui si fa, e per questo non vi è un reale interesse a riformarlo interamente, in quanto la suddivisione per età è quella più pratica.&nbsp;<br>Inoltre, se è vero che non si smette mai di imparare, sarebbe necessario rivedere anche il sistema lavorativo, in cui "ci sono regole precise a cui bisogna sottostare", dicono gli insegnanti. Forse, se modellassimo il mondo del lavoro a un sistema educativo inclusivo e coerente anziché fare il contrario, ci sarebbero meno problemi sia personali che a livello sociale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-23 16:21:07 UTC</pubDate>
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         <title>Sebastiano Brescancin</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/d5z9ah7tu6j6e2xj/wish/1765478551</link>
         <description><![CDATA[<div>Mi trovo d'accordo con ciò che viene detto nel video. A mio parere la scuola addormenta, nella maggior parte dei casi, gli studenti obbligandoli a studiare all'interno di un sistema che punta alla creazione di persone standardizzate pronte ad entrare a far parte di un sistema economico, e non punta quindi a valorizzare i punti di forza dei singoli. Così facendo lo studente si sente "obbligato" a concludere il suo percorso di studi e talvolta ad andare oltre la frequentazione obbligatoria solo perchè, come si sente dire sempre più spesso, "senza un pezzo di carta come trovi lavoro". C'è da dire che ormai si sta iniziando a sfatare questo mito perchè oggigiorno se si hanno le capacità necessarie ognuno può trovare la sua strada anche senza aver concluso il suo percorso di studi.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-24 12:07:21 UTC</pubDate>
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         <title>Nicole Pattaro</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/d5z9ah7tu6j6e2xj/wish/1765669281</link>
         <description><![CDATA[<div>La parte del video che ha attirato maggiormente la mia attenzione è la comparazione che viene fatta tra scuola e fabbrica.&nbsp;<br>Effettivamente ci sono molti elementi che corrispondono tra le due realtà ma personalmente non ci avevo mai fatto caso.<br>Ho riflettuto concludendo che forse non ce ne rendiamo conto proprio perché la scuola costruita in questo modo viene imposta come unica realtà corretta e plausibile, di conseguenza la consideriamo normale.&nbsp;<br>Secondo la maggior parte delle persone, essendo l'unico modello d'insegnamento valido, si trasforma anche in un metodo di classificazione che permette di identificare i ragazzi "stupidi" da quelli "intelligenti".<br>A mio parere è corretto che ci sia un minimo di formazione uguale per tutti, ma questo non dovrebbe diventare limitante per sviluppare la soggettività di ogni individuo e soprattutto, non bisognerebbe basarsi solo sul rendimento scolastico per definire l'intelligenza di un ragazzo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-24 13:33:12 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Matteo Santone</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/d5z9ah7tu6j6e2xj/wish/1766054801</link>
         <description><![CDATA[<div>Il confronto tra il pensiero divergente, quindi la capacita di sviluppare più risposte ad un unico quesito e il metodo educativo delle scuole -fermo e serrato-, è stato ciò che ha suscitato in me maggiore interesse. In particolare, quando viene citato lo studio “Break Point and Beyond” il quale afferma che da giovani, prima dell’influenza educativa data dai nostri sistemi scolastici, il pensiero divergente si sviluppa e “fiorisce” in noi.&nbsp; Con la crescita e quindi con l'applicazione di meccanismi standardizzati, questo tende a calare.&nbsp;</div><div>Quindi perché persistere in un tipo di modello educativo standard e conforme…?&nbsp;</div><div><br></div><div>Un altro punto molto interessante è stato quello dove viene descritto il giovane come anestetizzato.&nbsp;</div><div>Il metodo educativo a cui siamo ormai abituati non esalta affatto ciò che è l’esperienza estetica.&nbsp;</div><div>Ne consegue che, inconsciamente o consciamente, siamo e veniamo fossilizzati in un meccanismo che blocca e restringe la nostra formazione (almeno fino ad un certo punto).&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-24 15:58:18 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Nicola Busatto</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/d5z9ah7tu6j6e2xj/wish/1767069453</link>
         <description><![CDATA[<div>Mi trovo d'accordo con quanto riferito nel video, iniziando dal fatto che la scuola o istruzione pubblica crei questa divisione significativa tra persone intelligenti e non intelligenti, portando avanti cosi l'insicurezza nelle persone che sono state etichettate come nel secondo caso.&nbsp;<br>La scuola è impostata in una maniera tale da quasi non farci rendere conto di questa cosa.<br>Si concentrano molto sul darci un'istruzione standard, che può andare bene, un minimo di competenze comuni ci devono essere, però siamo ormai molto addentrati sul far perdere e quindi limitare la soggettività dell'individuo.<br>I ragazzi molto spesso vengono giudicati unicamente dal rendimento scolastico o da questi numeri, che non rispecchiano minimamente le loro potenzialità.<br>Dovremmo cercare di sviluppare in maniera più consistente il pensiero divergente, evitando di fossilizzarci in questo sistema educativo.&nbsp;<br><br>Per trovare lavoro il fatto di avere un'ipotetica laurea fa di sicuro comodo però non si deve escludere la possibilità che le altre persone non abbiano le capacità necessarie per trovare la loro strada.&nbsp;<br><br>In conclusione, a mio avviso, modellare il mondo lavorativo e dell'istruzione verso una faccia più comprensiva, inclusiva e che valorizzi le vere capacità, potrebbero esserci dei miglioramenti a livello di vita e della singola persona, oltre che a livello sociale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-25 08:02:05 UTC</pubDate>
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         <title>Lara Bosello</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/d5z9ah7tu6j6e2xj/wish/1767253685</link>
         <description><![CDATA[<div>La spiegazione del modello scolastico plasmato sugli interessi dell'industralizzazione e la scuola organizzata come linea di fabbrica, è stato uno dei punti che più ha attirato la mia attenzione. Non avevo mai pensato alla scuola in questi termini e forse non ci avrei mai fatto caso, probabilmente perché fin da piccoli siamo inseriti in quel contesto che ormai è considerato un modello stabile da tempo. Purtroppo però nella mia esperienza scolastica ho constatato che, per quanto stabile questo modello possa essere, non funziona benissimo. In particolare ho notato che più si cresceva, più l'interesse per l'istruzione e lo studio diminuiva.&nbsp;<br>All'interno dell'ambito scolastico inoltre vengono date delle valutazioni che invece di spronare gli studenti ad impegnarsi creano una sorta di allontanamento dallo studio e che, secondo la mia esperienza, molto spesso creano all'interno della classe un clima ostile che non permettere di vivere al meglio l'esperienza.&nbsp;<br>Ecco perché ho trovato di grande ispirazione lo studio "Break Point and Beyond", credo che se venisse sviluppato potrebbe portare a delle sperimentazioni che darebbero l'opportunità di modificare il modello scolastico migliorandolo e rendendolo innovativo.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-25 12:05:58 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Beatrice Zanella</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/d5z9ah7tu6j6e2xj/wish/1767286204</link>
         <description><![CDATA[<div><br>La mia esperienza scolastica mi ha portato a non avere un’idea propriamente positiva dell’istruzione tradizionale. Questo perché mi ha portata a credere che la scuola si concentri su questioni, ad esempio:&nbsp;</div><div>Portare a termine il programma scolastico&nbsp;</div><div>Raccogliere un certo numero di valutazioni per studente.</div><div>Tralasciando ad esempio la relazione tra quelle che sono le possibilità di un determinato studente e al risultato a un test.&nbsp;</div><div>Infatti sono dell’opinione che la scuola non tenga in considerazione, nel modo appropriato, quelli che sono gli sforzi, l’impegno e la motivazione, ma semplicemente di un voto attribuito in base a una scala di valutazione che segue un criterio standard e che si cerca di adattare ad ogni singolo studente, che nonostante ciò, è diverso da tutti gli altri per interessi, possibilità e attitudini.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-25 12:41:47 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Claudio Bressan</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/d5z9ah7tu6j6e2xj/wish/1768304437</link>
         <description><![CDATA[<div>Mi trovo perfettamente in accordo con quanto espresso nel video. Il parallelismo tra scuola e fabbrica è, purtroppo, un paragone perfetto nella definizione del nostro sistema scolastico.&nbsp;<br>Fin da piccoli, gli studenti sono costretti ad adeguarsi ad alcuni standard dettati dai voti, da prestazioni e perfino dai professori stessi. Coloro che non riescono a raggiungere tali obiettivi vengono considerati "scarsi" e quindi molto spesso lasciati soli a loro stessi.&nbsp;<br>Avviene così una divisione tra studenti che sono ritenuti validi e altri che sono portati a pensare di non esserlo e ciò porta a un mancato sviluppo delle potenzialità di ogni ragazzo.&nbsp;<br>In questo modo molti studenti cominciano a pensare che l'istruzione sia inutile, e che quindi sia meglio per loro accontentarsi di un lavoro che blocca totalmente lo sviluppo del loro potenziale e dei loro obiettivi personali.&nbsp;<br>Il fatto paradossale è che in questo modo viene causato un danno non solo agli studenti, ma anche alla società stessa, che si ritrova a disposizione un "elite" di studenti preparatissimi e un enorme numero di ragazzi a cui non resta che criticare lo studio.&nbsp; &nbsp;&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-26 09:11:02 UTC</pubDate>
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         <title>Lisa Galeno</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/d5z9ah7tu6j6e2xj/wish/1769008009</link>
         <description><![CDATA[<div>Tutto quello che viene messo in evidenza in questo video è molto veritiero, la cosa che più mi ha fatto riflettere è come abbiano diviso le persone in accademico/ non accademico decidendo se un individuo è intelligente oppure no.<br>È facile etichettare le persone per la loro diversità, ma come è dimostrato nel modello della standardizzazione la scuola tende a far rientrare tutti negli stessi parametri, senza tener conto della personalità di ogni individuo. Questa situazione va ad influenzare negativamente i giovani che al posto di poter alimentare le proprie potenzialità, si trovano a dover uniformarsi, perdendo la voglia di proseguire il percorso scolastico.<br>Secondo me dovremmo utilizzare il pensiero divergente che dà la possibilità ad una maggiore creatività e apertura mentale, come il test dimostra purtroppo l'educazione non aiuta la crescita ma inibisce le capacità di ogni individuo.<br>Un altro punto fondamentale che spesso viene trascurato è la possibilità di lavorare in gruppo per condividere ed ampliare le proprie conoscenze e la condivisione è sicuramente motivo di crescita personale, perché ti da la&nbsp;possibilità di metterti in gioco anche su cose che non avresti mai preso in considerazione.&nbsp; &nbsp;<br>Se il sistema educativo apportasse dei cambiamenti nell'approcciarsi verso gli studenti, il rendimento generale  migliorerebbe positivamente.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-26 17:52:32 UTC</pubDate>
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         <title>Edoardo Trentin</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/d5z9ah7tu6j6e2xj/wish/1769294213</link>
         <description><![CDATA[<div>Trovo interessante come il modo in cui l'educazione viene trasmessa ai giovani venga definita esperienza anestetica, e di come vengano modellizzati e modificati seguendo dei canoni precisi simili ai processi di produzione di un junk food; minimo costo di formazione (in quanto uguale per tutti) e massimo numero di giovani da educare contemporaneamente.<br>Vengono modellati seguendo degli standard universali. è come se mi metto a fare i panini con qualsiasi materia prima che mi capiti.<br>Si riflette quindi sul fatto che alcune materie prime non adatte a costituire il panino non vengano scartate ma utilizzate dove il loro sapore viene valorizzato maggiormente.<br>(Non creo un tavolo di legno partendo dal pesce)</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-26 22:09:53 UTC</pubDate>
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         <title>Alessia Berto</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/d5z9ah7tu6j6e2xj/wish/1770643921</link>
         <description><![CDATA[<div>Credo che questo video sia stato molto interessante, mi ha aperto alla riflessione a partire da alcuni concetti espressi. Concordo sull’affermazione che il modello d’istruzione attuale è un modello vecchio, basato sul ragionamento deduttivo e la conoscenza dei classici e ciò rinnega alcune capacità come il pensiero divergente. Credo che sia fondamentale avere una cultura di base, ma non solo…per me il mondo fuori dalla scuola è diverso. Per esempio ad un problema non esiste una sola risposta, ma molteplici e bisogna considerare molti parametri e vincoli che permettono di avere una visione più ampia. Secondo il mio parere per formare al meglio gli studenti non bisogna “anestetizzarli” con sola teoria, ma c’è bisogno di formarli anche sul lato pratico, studiare l’attualità per renderli più partecipi e attivi alla crescita della società.&nbsp;</div><div>Inoltre il nostro paese è basto sull’idea che un bravo ragazzo ha dei buoni risultati a scuola e che dopo le superiori frequenti l’università e molto spesso anche le aziende in alcuni mansioni richiedo la laurea oppure anni di esperienza lavorativa. Tuttavia ci sono alcuni studenti a cui non piace studiare, ma sono molto abili nella pratica, eppure non vengono considerati perché ha più valore il “pezzo di carta”. &nbsp;</div><div>Mi ha molto colpito la comparazione che viene fatta tra scuola e fabbrica. Forse è un po’ forzata in alcuni punti, ma il concetto di fondo lo condivido. È giusto che gli studenti siano divisi per età, anche se è necessario lavorare di più sulle capacità di ogni singola persona invece di generalizzare.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-27 10:13:54 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Benedetta Toniolo</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/d5z9ah7tu6j6e2xj/wish/1772486490</link>
         <description><![CDATA[<div>Sono abbastanza d’accordo con quanto detto nel video.Ritengo che in questo periodo, le scuole pubbliche non diano la stessa possibilità di crescita rispetto a quelle private che propongono diversi metodi di apprendimento (non sempre adatti), ma che comunque puntino sulla crescita dell’individuo e non al voto.Sono d’accordo sul fatto che gli studenti siano anestetizzati e sul fatto che siamo dentro ad una fabbrica, che non sproni la creatività e che ci porti ad avere un pensiero comune, dove non si può avere un parere differente dalla persona che si ha davanti.Però vorrei far notare che queste cose si sanno e si dicono da molto tempo per esempio con il video che girava qualche anno fa che partiva da una citazione di&nbsp; Einstein, spiegava un po’ il sistema scolastico dicendo “Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido”Tipologie di video come questa sono molto diffuse nei social media, dove costantemente si va ad analizzare le problematiche e i controsensi del sistema educativo “occidentale”, solo che nessuno al termine propone soluzioni alternative concrete. Questo mi spinge a pensare che sia presente un’idea di cambiamento ma non una voglia concreta di esporsi in prima persona per modificare dalla radice il sistema scolastico pubblico.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-27 21:27:08 UTC</pubDate>
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         <title>Giulia Didonè</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/d5z9ah7tu6j6e2xj/wish/1775454869</link>
         <description><![CDATA[<div>Concordo pienamente con le osservazioni riportate nel video, partendo dal fatto che la scuola è una vera e propria catena di montaggio che fa acquisire a ragazze e ragazzi i medesimi concetti senza tenere in considerazione le attitudini diverse di ognuno di loro.&nbsp;<br>In Italia abbiamo un modello educativo standardizzato che offre un piano basato sull'insegnamento della cultura generale, questo molto apprezzato dagli altri Stati ma allo stesso tempo non aiuta i ragazzi a spaziare con la propria mente e quindi non utilizzare il pensiero divergente.<br>Anche la società fa la sua parte dando purtroppo molte etichette alle persone, cadendo nei concetti di accademico e non accademico e quindi sminuendo ragazzi che probabilmente non ottengono buoni risultati perché a loro servirebbe un diverso modello d'apprendimento. Attualmente le uniche possibilità di scelta si limitano alla ricerca del percorso da svolgere nelle scuole superiori e, per coloro che vogliono proseguire con gli studi, la scelta dell'università.<br>Alle volte i ragazzi si ritrovano spaventati e non pronti al momento della scelta della scuola superiore perché purtroppo non vengono formati abbastanza per compiere quest'importante scelta che condiziona particolarmente la loro vita. Non vengono svolte delle formazioni in preparazione ai percorsi di studi e non vengono sottolineate le attitudini che ognuno dimostra durante il corso dell'anno, si limitano solo ad un consiglio scritto in un foglio di carta, senza spiegazioni.<br><br>La soluzione di tutto ciò sarebbe rivoluzionare tutto il modello educativo italiano che si rifà a metodi complessi già ben affermati. È davvero possibile stravolgere tutto questo creando percorsi personalizzati per ogni studente cosicché migliori il suo vivere all'interno della scuola?&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-28 17:30:58 UTC</pubDate>
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         <title>Carlotta Corò</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il sistema educativo occidentale, nelle sue varie connotazioni, propende prima che alla formazione in senso stretto, ovvero all’apprendimento delle varie discipline da parte degli studenti, alla loro educazione civica dove, in una visione piramidale e praticistica della società, dei suoi assetti e dei vari livelli nei lavori e servizi, ogni soggetto deve trovare un posto che spesso non è rispondente alle sue capacità reali. Il rinnovamento di questo sistema educativo, immerso nel tessuto sociale, è sicuramente arduo. Spesso si tende a dare molta rilevanza agli studi umanistici, meno a quelli scientifici ed infine quasi nulla a quelli tecnico-pratici. Vengono soprattutto trasmesse regole e vincoli che limitano le capacità cognitive e di autodeterminazione delle giovani generazioni. La cosa più grave è l’inflessibilità anche dei programmi scolastici inadatti e non rispondenti alla società ed al lavoro in evoluzione nonché all’orientamento sui nuovi assetti geopolitici e finanziari.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-28 17:39:50 UTC</pubDate>
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         <title>Nicole Polli</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Ciò che mi ha particolarmente colpito di questo video, è stato il Test effettuato sul pensiero divergente. I risultati hanno fatto emergere il fatto che tutti noi abbiamo questa capacità innata di usare il pensiero divergente, ma con il tempo si deteriora. Personalmente mi trovo in linea con i risultati emersi dal test.&nbsp;</div><div>Il nostro sistema della pubblica istruzione, purtroppo è un sistema standardizzato che non tiene conto della diversità delle persone e nemmeno dei molteplici talenti che le caratterizzano.</div><div>Tutto questo mondo gira attorno al concetto di abilità accademiche che la scuola deve fornire ad ognuno di noi con lo scopo ultimo dell’istruzione.&nbsp;</div><div>Ma, come sostenuto nel video, a scuola ci insegnano che la risposta alla domanda che ci viene posta è una soltanto, andando così a sottrarre e reprimere il nostro pensare in maniera innata (utilizzando il pensiero divergente).&nbsp;</div><div>Ognuno di noi è diverso dall’altro quindi, non può esistere un unico criterio di valutazione o un unico obiettivo uguale per tutti, perchè in questo modo la nostra creatività e il nostro pensare in modo divergente non eccedono, anzi, vengono repressi.</div><div>Fin da bambini ci mettono in competizione gli uni con gli altri, assegnandoci dei voti simbolici e non trattandoci come delle persone, le une diverse dalle altre, smorzando così la nostra voglia di imparare e di metterci in gioco.</div><div>Se crescendo invece, impariamo ad utilizzare e a mettere in gioco il nostro pensiero divergente, per colpa del sistema in cui viviamo, potremmo addirittura venire considerati strani, pazzi o diversi dai nostri coetanei, arrivando così a sentirci sbagliati, inadatti o non all’altezza nel contesto in cui stiamo operando.&nbsp;</div><div>Ci insegnano che sbagliare è una delle cose più gravi che possano accadere durante la nostra istruzione e questo, lo portiamo avanti per il resto della vita. Dagli sbagli però, si può imparare qualcosa di nuovo e possono perfino emergere anche idee geniali.&nbsp;</div><div>Quindi, non dovremmo avere paura di sbagliare, o di dire semplicemente il nostro pensiero ma purtroppo, ancora oggi, questa paura continua ad essere presente nelle vite di ognuno di noi.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-28 18:53:29 UTC</pubDate>
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         <title>Andrea Patrizio</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Mi trovo d'accordo con ció che viene detto nel video, ho sempre pensato che la scuola dovrebbe valorizzare di piú l'apprendimento dei singoli studenti cercando di abbandonare il classico modello di insegnamento e trovando nuovi modi di insegnare, inoltre credo che la standardizzazione degli studenti per inserirli dento al sistema economico abbia in parte rovinato anche l'insegnamento in sé, pochi sono gli insegnanti, secondo la mia esperienza, che insegnano perché vogliono insegnare rispetto a quelli che insegnano perché devono completare il programma, portando gli studenti a perdere la motivazione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-28 19:06:42 UTC</pubDate>
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         <title>Alex Mastellotto</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Ritengo che le affermazioni espresse nel video siano seducenti e convincenti per chiunque lo guardi, e sono il primo a cui andrebbe bene un sistema scolastico diverso per poter sviluppare appieno le mie capacità, però allo stesso tempo capisco che tutto ciò è una visione utopistica di un modello educativo che non potrebbe veramente funzionare nel nostro mondo o comunque nella società in cui stiamo vivendo.&nbsp;</div><div>Il primo problema sarebbe quello di assecondare tutte le peculiarità delle singole persone per fare in modo di soddisfare i metodi di apprendimento di ognuno. Le variabili sarebbero troppe e non sarebbe possibile andare incontro a tutti.</div><div>Il secondo problema si manifesta all’interno del contesto lavorativo, nel quale la situazione di classificazione e di alienazione nei confronti di chi non consegue un percorso formativo adeguato agli standard richiesti permane. Di conseguenza, anche riprogrammando l’intero format scolastico, la faccenda si riproporrebbe invariata nella fase successiva.</div><div>In conclusione, ritengo che il video, pur essendo molto persuasivo, non proponga delle soluzioni concretamente realizzabili in quanto queste dovrebbero portare una rivoluzione non solo nell’ambito educativo ma anche lavorativo e sociale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-28 19:14:12 UTC</pubDate>
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         <title>Tommaso Colla</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Trovo interessante il dibattito che il narratore ha creato, sicuramente l'andare a scuola aliena i bambini e riduce notevolmente la loro capacità di essere fantasiosi. Questo ha ripercussioni sul loro lato artistico e da ciò consegue che da grandi saranno persone dal carattere "piatto" e "indottrinato". Ovviamente il sistema scolastico non è cosi grigio come il video lo descrive anche perchè ci sono scuole che inneggiano alla creatività, mentre altre prediligono l'aspetto scientifico e sta al ragazzo scegliere il suo percorso. In questo caso l'America sta avanti a noi in quanto il loro liceo è uguale per tutti, dura 4 anni e lo studente sceglie le materie a suo piacimento. Inoltre nel video si paragona la scuola ad una catena di montaggio e non mi sembra una cosi brutta scelta, gli studenti sono tanti ed è ovvio che avere un percorso personalizzato ad uno a uno sarebbe meglio, ma questo è impossibile e quindi si è cercato di creare un metodo che andasse bene per la maggioranza delle persone. Le migliorie che vorrei dare al sistema scolastico sono le seguenti: cambiare il metodo con la quale gli insegnanti vengono scelti (molti professori che ho avuto erano veramente obsoleti per usare un termine carino), aggiungere materie che riguardano la vita una volta finita la scuola (come chiedere un mutuo, come pagare le tasse e cose di questo tipo), avere uno psicologo scolastico che visiti studenti e docenti e infine rinfrescare un pò il piano di studi di alcune materie (ad esempio in storia si parte da troppo indietro e si finisce scuola che si ha studiato se ti va bene la guerra fredda). Trovo che sia molto più utile sapere la storia recente di quella passata. Poi ci sarebbero altre migliorie da fare ma cosi di getto al momento non mi viene in mente nient'altro.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-28 19:45:16 UTC</pubDate>
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         <title>Gloria Bazzolo</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il video di per sé così schematico e semplice da comprendere, rende già chiara l’idea di sistema sul quale si basa l’educazione e la formazione nelle scuole.&nbsp;</div><div>Fin dai primi anni il modo in cui essa è organizzata mira ad appiattire l’importanza e la peculiarità del singolo, omologa, come del resto avviene in tutti gli altri ambiti della&nbsp; società.&nbsp;</div><div>Ciò con cui mi trovo più d’accordo è il fatto che i giovani vivano l’istruzione anestetizzati; non c’è più tempo, né spazio per coltivare passioni o talenti che siano al di fuori degli impegni scolastici, perché qualsiasi di queste risulterebbe superficiale ed inutile. Si ritrovano quindi costretti a mettere in pausa o talvolta ad abbandonare completamente, quello che vorrebbero fare della loro persona ed essere nel proprio futuro, per prediligere compiti e studio, il più delle volte eccessivo ed inadeguato. Sempre più, si nega ad ognuno quella parte di percorso e di vita che lo formerà e lo accompagnerà più di tutte: la socializzazione, il gruppo, le emozioni, l’essere tenaci, il valore di saper perdere e vincere.</div><div>Ammettendo che la scuola debba chiaramente predisporre una buona preparazione culturale, è comunque doveroso affermare che andrebbe lasciato altrettanto spazio a molti temi spesso trascurati. &nbsp;</div><div>Raramente ci sono insegnanti che riescono a cogliere il vero senso del loro mestiere, che escano dagli schemi per seguire i ragazzi in qualcosa di più profondo.</div><div>In conclusione, il sistema scolastico sembra togliere autonomia, sicurezza e possibilità di crescita in un'età a dir poco fondamentale e decisiva.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-28 20:00:26 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Daniele Midena</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Mi trovo abbastanza d’accordo sulle riflessioni che vengono proposte all’interno del video. Ritengo che il modello formativo attuale sia ormai datato e poco funzionale al giorno d’oggi. Tuttavia, non credo che sia così semplice riorganizzare l’intero sistema di educazione, e nemmeno che si possa rivelare così efficace. Come dice l’autore del video, il modello oggi tende ad “appiattire” gli studenti e non considerarne le loro diversità. Non riesco però ad immaginarmi un modello che sia allo stesso tempo aperto a qualsiasi tipologia di diversità e funzionale dal punto di vista realizzativo. Sono d’accordo sulla poca efficacia del modello di valutazione singolare; sostengo che il metodo attuale sia solamente un grande sistema che faciliti l’inserimento dei vari studenti nel grande sistema del mondo lavorativo, ma che non ne valorizzi a pieno le loro reali capacità. Anche qui cercare di trovare una soluzione diversa da quella che viene adottata oggi è ancora qualcosa di troppo complicato, poiché significherebbe riorganizzare non solo il sistema educativo scolastico, ma anche il sistema di inserimento nel mondo del lavoro.</div><div>Le riflessioni che vengono proposte all’interno del video sono a mio parere interessanti e molto persuasive, ma sono espresse con una visione troppo utopica, poiché non tengono in considerazione eventuali difficoltà nella realizzazione di un nuovo modello e delle varie conseguenze che esso potrebbe portare all’interno del sistema sociale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-28 20:15:48 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Marco Checchin</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/d5z9ah7tu6j6e2xj/wish/1775928754</link>
         <description><![CDATA[<div>Il sistema scolastico adottato prevalentemente in Italia e altresì in altri paesi del mondo, non riesce a stare al passo con la società che ospita quel sistema stesso e le persone che va ad istruire.<br>Il video, grazie alla sua chiarezza espressiva, mette in evidenza subito questo problema, in un periodo storico molto incerto e soggetto a fluttuazioni repentine (che intaccano le persone stesse), impartire un'istruzione anestetizzante porta solamente ad una inadeguatezza di fondo ed una scarsa capacità di reagire in un contesto lavorativo/di vita reale.<br>Questa serie di fenomeni porta a limitare la coltivazione del pensiero divergente, della collaborazione e della capacità lavorativa immediata, tutto per colpa di un sistema prevalentemente nozionistico quasi "fine a se stesso", disincentivando approcci creativi, distogliendo l'attenzione dalla messa in pratica delle competenze teoriche acquisite e calcando la mano sull'individualità.<br>Nelle scuole vengono spesso totalmente evitati i lavori di gruppo, le discussioni di classe ed altri progetti collettivi spesso presenti negli eserciziari delle materie umanistiche, se si evitano pure cose così marginali e semplici, temo che la strada per il rinnovamento del sistema scolastico sarà duro, così come il miglioramento del resto della comunità lavorante che si costruisce grazie ad essa (ed alimenta poi società, cultura, mondo del lavoro stesso ecc).<br>Se si parla di lavoro non si può fare a meno di parlare di soldi, dal video è evidente che ci si trovi incastrati tra due "fuochi" non indifferenti:<br>&nbsp; -Rinnovamento bloccato, basti pensare che anche solo aggiornare gli insegnanti richieda una spesa ingente-&gt;non si può evitare "l'anestetizzazione" così facilmente<br><br>&nbsp;-Soldi come discriminante: la divisione tra accademico e non accademico che separa ancora di più categorie di persone diverse, creando sfiducia nel sistema scolastico e problematiche come disturbi dell'attenzione e/o abbandono scolastico prematuro-&gt;sembra che non vi sia tutela nei confronti dei meno abbienti, frammentazione sociale<br><br>Insomma in definitiva la situazione è vagamente tragica, almeno in termini di crescita e maturazione delle varie figure professionali e della società in sé, si spera che in futuro i pedagogisti e chi di dovere adottino misure precise ed innovative, seguendo insegnamenti come quelli proposti da questo video<br><br>P.s: Sorry se ho scritto amenità o cose banali, capita.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-28 20:49:25 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Giulia G. Donà </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/d5z9ah7tu6j6e2xj/wish/1776005758</link>
         <description><![CDATA[<div>Penso che il modello scolastico negli anni non sia mai stato aggiornato, o meglio adeguato alle nuove generazioni. Come visto nel video il metodo d'insegnamento è datato, mentre la società è in continua evoluzione. Basti pensare all'anno appena passato dove il sistema scolastico ha dovuto rivedere tutto il metodo di insegnamento, per adeguarlo alla didattica a distanza. Ciò ha portato, oltre che disagio agli insegnanti, ancora più sconforto nelle nuove generazioni. La tecnologia che ormai  ha preso il sopravvento nelle nostre vite, potrebbe essere sfruttata ed "insegnata" ai giovani d'oggi, in modo tale che essa non diventi uno strumento di divisione ma di unione, non solo virtuale ma anche reale.&nbsp;<br> Invece, ciò che non condivido del video è che si parla di diversità all'interno delle classi (per metodo di apprendimento) che dovrebbero essere divise per categorie. L'essere in classe con gente diversa penso aiuti a saperci relazionare con persone che sono diverse da noi perché non siamo tutti uguali. Certo ci possono essere persone più o meno dotate, ma sono caratteristiche che dal mio punto di vista dovrebbero essere condivise per creare il più possibile una bella "comunità". In questa comunità, penso che dovrebbero anche farne parte gli insegnati, che spesso tendono ad avere un ruolo autoritario che non aiuta lo studente ad apprendere, e perché no, ad appassionarsi.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-28 21:33:35 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Stefano Vallarelli</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/d5z9ah7tu6j6e2xj/wish/1776013731</link>
         <description><![CDATA[<div>Concordo con quanto detto nel video e penso che questo possa essere uno spunto di riflessione per moltissime persone. Trovo interessante quando si parla di persone intelligenti e non intelligenti, persone accademiche e non accademiche. Penso che quando il video parla di persone intelligenti, ma che non hanno un percorso accademico alle spalle, e queste non si sentono tali, non sia vero. Questo perché ho notato che nella vita di tutti i giorni ci sono persone che magari fanno dei lavori molto umili, ma sono talmente intelligenti che possono fare più di un lavoro allo stesso tempo. Questo perché la loro intelligenza è talmente grande che li consente di essere preparati in moltissimi campi e poter risolvere qualsiasi problema che li capita davanti. Quindi voglio concludere dicendo che anche se una persona non ha un’istruzione accademica non è detto che non sia intelligente o che non sappia applicarsi nella vita di tutti i gironi.  Quindi dovremmo cambiare il nostro modo di vedere e giudicare le persone, non solo per quello che hanno studiato, ma per quello che sanno fare. </div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-28 21:38:37 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Michael M. Silvestrin</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/d5z9ah7tu6j6e2xj/wish/1776056668</link>
         <description><![CDATA[<div>Il pensiero divergente e la sua totale discriminazione, soprattutto all'interno dei sistemi educativi infantili e primari, secondo me è uno dei fattori che arrecano più danno sia nello sviluppo dell'intelletto dell'individuo, sia nelle scelte che pondererà nel corso della sua vita. Molto spesso si tende a mettere nel torto un bambino che trova una soluzione altamente divergente ma totalmente inerente e plausibile, addirittura screditandolo e mostrando come la risposta giusta sia anche la più banale o la più "accademica", rendendolo anche ridicolo davanti ad un'evidenza tale. Tutti i fattori che ne conseguono potrebbero portare ad una bassa autostima, al considerarsi non adatti o non abbastanza intelligenti o addirittura al ripudio per l'istruzione, che forse è la conseguenza più grave.<br>Ho da sempre riscontrato predilezioni per determinati tipi di intelligenza e il totale annichilimento di alternatività o possibilità all'interno dei sistemi scolastici primari e questo video ha totalmente confermato i miei dubbi.</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2021-09-28 22:07:59 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Alberto Vallin</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/d5z9ah7tu6j6e2xj/wish/1776061920</link>
         <description><![CDATA[<div>Ritengo che si dovrebbe aggiornare al più presto il sistema scolastico, rendendolo 
più coinvolegnte e molto più interattivo e tecnologico dato che ormai la tecnologia 
ce lo consente, siamo ormai completamente alienati e siamo consapevoli che vi sono standard 
troppo alti, che andare bene a scuola per poi frequentare l’università non ci porterà ad un 
lavoro garantito; la situazione attuale inoltre non aiuta, portando ai giovani ancora più
 sconforto e meno coinvolgimento. Ci vengono insegnate le stesse materie quasi nello stesso 
modo, senza guardare ai talenti individuali e alle preferenze, non diamo 
il meglio di noi seduti ad un banco, veniamo indotti a sentirci in qualche modo inferiori, 
mentre quelli che eccellono secondo le valutazioni convenzionali come i test e i 
compiti finiscono per definire la propria identità secondo i termini di questa realtà accademica parallela, bizzarra e artificiale. Spero che entro qualche anno venga rivoluzionato 
questo sistema.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-28 22:11:54 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Miriam Demarchi </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/d5z9ah7tu6j6e2xj/wish/1776156216</link>
         <description><![CDATA[<div>Come il video ci ha riportato, la società di oggi si sta sempre più complicando, di conseguenza ci si aspetta che&nbsp; il sistema scolastico si adegui ai mutamenti della stessa, così da fornire agli studenti un educazione adeguata, volta alla piena maturazione del singolo e prepararlo al mondo del lavoro.&nbsp;</div><div>Purtroppo però vi è una scarsa applicazione di ciò che si impara a scuola alla realtà, così come non viene data la dovuta importanza alle materie affrontate, percepite perlopiù come inutili e noiose.&nbsp;</div><div>A tal proposito, penso vi sia una notevole dose di responsabilità da attribuire agli insegnanti. Il loro è un lavoro molto delicato: su loro grava la responsabilità dell’educazione impartita agli adolescenti, che già di loro si trovano in un’importante fase di crescita. Saper trasmettere la passione, riuscire a motivare gli studenti, senza giudicarli in funzione del voto che prendono (dunque impedire che si creino etichette come l’intelligente e il non intelligente, l’accademico e il non accademico), sono delle competenze d’obbligo. Essendo tutti diversi, con sensibilità e intelligenze diverse (ancora oggi molte di queste sono trascurate), è chiaro che un sistema scolastico uguale per tutti non è semplice. Ci basti pensare al metodo di valutazione univoco: mentre per molti un voto basso può essere di stimolo a migliorare, per altri può essere davvero demoralizzante.</div><div><br></div><div>A mio parere sarebbero più efficaci delle valutazioni in funzione della persona che si ha davanti, con la presentazione di motivazioni e spunti a migliorare. Inoltre non si deve per forza arrivare tutti allo stesso livello, ma permettere a ognuno di poter arrivare al suo massimo, che non e per forza uguale a quello degli altri. Questo perché lo studio non deve essere finalizzato a prendere un buon voto all’interrogazione, ma a sviluppare determinate competenze e valori, utili poi oltre i confini scolastici.&nbsp;</div><div><br></div><div>Per quanto riguarda il test, penso sia ovvio che il modo di ragionare di un bambino è diverso da quello di un adulto: il bambino ha più vedute perché ancora non conosce il mondo, mentre l’adulto che ha più conoscenza, inizia ad incamerare il pensiero. Ciò che non deve fare la scuola per me è far sentire la persona sbagliata nel suo modo di pensare, ma permettergli di esprimersi liberamente.&nbsp;</div><div>Tuttavia riuscire a cambiare l’intero sistema scolastico di oggi è alquanto difficoltoso, così come frenare l’anestetizzazione del pensiero e l’idea di dover per forza aspirare a dei modelli imposti per sentirsi parte della società, che giovano sicuramente a coloro che vi hanno diversi interessi sotto. Non a caso,&nbsp; Walter Lippmann ci dice: quando tutti pensano allo stesso modo, nessuno pensa molto.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-28 23:24:35 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Alice Collavo</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Sono rimasta colpita dall'analisi del test "Break Point &amp; Beyond" che tramite dei test definisce il livello di genialità di una persona. In particolare quando dimostra che in realtà questo livello sarebbe alto in ciascuno di noi e che è il sistema scolastico a inquadrarci invece in schemi chiusi. Credo sia sbagliato perché imita le persone e le omologa in uno standard di pensiero.&nbsp;<br>inoltre convengo con la parte iniziale del video quando nella differenziazione tra accademico e non accademico associa l'essere intelligenti o no. Purtroppo nel nostro sistema vengono considerati migliori le persone che riescono in materie come l'italiano e la matematica svalutando tutti gli altri, quando invece, secondo me, ognuno è più adatto qualcosa piuttosto che un'altra. In particolare poi lo sport o le attività extra scolastiche e il ruolo che esse svolgono sono estremamente scoraggiate dal sistema scolastico. </div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-29 06:47:52 UTC</pubDate>
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         <title>Marco Fantin</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/d5z9ah7tu6j6e2xj/wish/1778323380</link>
         <description><![CDATA[<div>Il video permette di cogliere degli spunti interessanti&nbsp; di riflessione facendoci così vedere <em>al di là</em> di ciò che la società ed il sistema educativo impongono, regolano ed organizzano. Personalmente condivido pienamente il pensiero dell’autore e la sua tendenza e direzione verso il sistema educativo che permette una crescita personale efficace nello sviluppo delle proprie competenze ed abilità. Di fatto questo fantomatico sistema educativo di per sé dovrebbe portare le persone ai propri limiti facendole sviluppare al massimo evitando di porre fin dal principio dei paletti o limiti. È proprio questo concetto che mi ha fatto storcere il naso, ciò che ci viene insegnato pone fin da subito delle limitazioni che di conseguenza fanno rimbalzare la nostra creatività ed il spirito d’iniziativa in una <em>bolla </em>che funge da circolo vizioso. È quasi incredibile come durante la nostra crescita il nostro pensiero laterale venga sempre più svilito. Tutti nasciamo con la possibilità di affrontare le situazioni seguendo diverse strade, quello che mi viene più logico da pensare, come soluzione, è l’interesse del singolo allo sviluppo delle proprie capacità grazie ad una consapevolezza di fondo. Detto ciò non voglio mettere in dubbio l'imponente struttura del sistema educativo, fondata da secoli di esperienza e studi; rimane il fatto che questo sistema non dovrebbe fermarsi all’epoca in cui è stato creato; dovrebbe aggiornarsi e stare al passo con i cambiamenti e rivoluzioni in modo da essere sempre operativo.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-09-29 14:44:40 UTC</pubDate>
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         <title>Cristian Gasparini</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Non sono molto d'accordo con il video, certe cose sono troppo grandi per essere prese e discusse così in modo blando, cose che vanno fuori purtroppo dalla nostra portata e visione, parlando da studente. La mentalità sicuramente deve avere una svolta, un cambio e forse il resto può cambiare. Le differenze tra scuola privata e pubblica non sono così abissali come si crede, alla fine il sistema è sempre quello adottato, non vi sono metodi innovativi in una privata che in una pubblica mancano, sta tutto alla base di come viene costruito il pensiero, di voler insegnare, di trasmettere con passione ciò che si insegna, altrimenti è solo un lavoro come tutti, tutti possono entrare ad insegnare e gli studenti vengono cresciuti con lo stesso modo. Al giorno d'oggi andiamo a scuola per inerzia solo per uscirne e avere il titolo per permetterci di andare a lavorare ed essere autonomi, visione abbastanza negativa, ma pura e cruda realtà, e sono in pochi che sento e riconoscono la propria persona, la propria vita come valore futuro che deve essere "forgiato" come si deve per sopravvivere a questa giungla. Tutti abbiamo opportunità e occasioni da poter sfruttare ma la nostra società a mio parere non è molto proficua a sviluppare ciò.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-10-04 11:59:55 UTC</pubDate>
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         <title>Giorgia Pasqualini</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Purtroppo concordo con questo video, e quello che penso è che si forse chi dovrebbe migliorare questo metodo non si rende conto di quanto sia necessario farlo, magari perché non ci è dentro, ma credo soprattutto che a queste persone vada bene che il metodo scolastico sia così, perché in questo modo si formano persone abbastanza preparate da “servire il sistema” e non abbastanza da andargli contro, permettendo ai vertici di sfruttare la popolazione facendo ciò che vogliono. Nei luoghi di lavoro si cercano persone “giovani ma con esperienza”… come potrà mai essere possibile se nessuno mai me la fa fare l’esperienza? Se nessuno mai mi insegna? Questo, ma anche tutto ciò che sta prima, tarpa le ali e fa perdere la buona volontà delle persone. </div>]]></description>
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         <pubDate>2021-10-10 08:01:47 UTC</pubDate>
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         <title>Caterina Marengon</title>
         <author>caterinamarengon</author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/d5z9ah7tu6j6e2xj/wish/1999053589</link>
         <description><![CDATA[<div>sono d'accordo con quanto detto nel video&nbsp; riguardo ai sistemi educativi basati su un approccio vecchio, che aliena i ragazzi, che è paragonabile all'organizzazione delle fabbriche e che come risultato ottiene persone poco motivate e anestetizzate nell'educazione.<br>Una parte che mi ha colpita particolarmente è l'analisi fatta sul pensiero divergente, quindi un pensiero che ha l'abilità di vedere molteplici risposte ad una sola domanda. Questo pensiero è molto sviluppato all'interno dei bambini, ma con gli anni va a deteriorarsi a causa dell'organizzazione standardizzata della scuola che valuta solo una risposta come giusta.&nbsp;<br>Purtroppo il nostro modello scolastico è rimasto ad una concezione antica di apprendimento, non è riuscito a stare al passo con i cambiamenti della globalizzazione portando sconforto, tristezza o rabbia allo studente che, non motivato, si trova ad accettare questa condizione di inferiorità che trasmette il sistema scolastico.&nbsp;<br>La scuola dovrebbe cercare di andare oltre all'ottica dell'illuminismo, cercando di svilupparsi e aggiornarsi con i cambiamenti del mondo.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-18 21:41:07 UTC</pubDate>
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         <title>Chiara sech</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il video tratta uno dei temi più dibattuti da secoli: l’istruzione. E lo fa, a mio parere, in modo molto avvincente perché anche io sono convinta che solo cambiando anzi rinnovando la scuola è possibile un miglioramento e una crescita. Uno dei concetti forti del video è proprio il paragone tra scuola e fabbrica e le conseguenze che ne derivano come la standardizzazione e il conformismo, che per me sono un problema molto diffuso al giorno d’oggi nelle scuole da quelle dell’infanzia alle superiori. In questo modo si finisce a ragionare per numeri e non per persone. Secondo me nell’ambiente scolastico odierno vengono meno i valori di differenziazione, di valorizzazione di talenti e attitudini personali ma soprattutto secondo, ancora oggi, l’educazione non è finalizzata alla scoperta e sviluppo delle proprie capacità e dei propri talenti ma si crede di poter tramandare un modello standard che nel video viene citato come profilo accademico. Sono d’accordo con quanto sostenuto nel video poiché è chiaro che un modello così può svantaggiare tutti coloro che non corrispondono ai duri standard e alle richieste di questo tipo di istruzione. All’interno dell’ambiente scolastico si dovrebbe comprendere l’importanza di stimolare le capacità e la predisposizione ai talenti di ogni bambino perché anche se detto banalmente siamo tutti diversi e non abbiamo tutti le stesse capacità. Se ogni bambino venisse stimolato fin dalla scuola dell’infanzia a portare avanti le proprie passioni e i propri talenti, ad accrescere le proprie conoscenze a seconda del modo di apprendimento più affine alla persona chiaramente si svilupperebbero molti più “geni”. Inoltre un punto molto interessante dello studio divergente è proprio il fatto che tutti noi abbiamo la capacità innata di vivere molteplici risposte ad una stessa domanda, è quella che io forse intendo come capacità di resilienza e concordo che solo stimolandola possiamo avere risultati più significativi in termini di educazione.&nbsp;Ma se le scuole continuano a sostenere un voto come risposta ad ogni domanda ne deriva chiaramente che tutte quelle che non corrispondono con la prescelta vengono valutate come incomplete, sbagliate o addirittura inutili. </div><div>Infine un altro argomento che ho trovato interessante riguardo lo studio divergente è quello dell’ apprendimento in gruppo, infatti già precedentemente avevo letto riguardo allo studio/lavoro in gruppo che da risultati non solo più alti ma anche permette di sviluppare senso critico, senso collaborativo e apprendere dall’altro in uno scambio reciproco di conoscenze.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-10 13:55:49 UTC</pubDate>
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         <title>Elisa Dalla Mora</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/d5z9ah7tu6j6e2xj/wish/2223057808</link>
         <description><![CDATA[<div>Per certi versi mi trovo molto in accordo con quanto trattato all’interno del video; è necessaria la creazione e l’applicazione di un nuovo sistema scolastico, adatto ai nuovi bisogni dell’individuo. Come appreso durante il corso ci troviamo in un contesto in cui l’individuo deve riuscire a comprendere e a dare senso ad una realtà fortemente frammentata, con tempi di evoluzione e cambiamento rapidissimi. Per fare questo un sistema scolastico in cui si lavora per compartimenti stagni, secondo modelli ed obbiettivi standardizzati e con scarso riguardo ad un’esperienza totalizzante (soprattutto durante l’adolescenza gli individui hanno bisogno di sperimentare, di “toccare con mano” la vita. Le conoscenze teoriche sono indubbiamente necessarie, ma lo sono tanto quanto quelle che derivano dalla pratica, dall’esperienza diretta) non è, secondo il mio punto di vista, adatto. Inoltre la frammentarietà della realtà si riflette anche sull’individuo che si trova scisso, quasi a se stesso sconosciuto; in un contesto in cui tutto è a misura della massa e non di uomo egli non ha gli strumenti per scoprire e costruire la propria unicità. Al tempo stesso siamo intersoggettivi per natura, abbiamo bisogno dell’altro per evolvere. Come può dunque un sistema in cui viene stimolata la competizione (il criterio di valutazione numerico porta anche a questo) e, la maggior parte delle volte, preclusa la collaborazione tendere allo sviluppo integrale dell’essere umano?&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-16 13:20:00 UTC</pubDate>
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