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      <title>Paul Gauguin: Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? by Marika Ronci</title>
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      <description>Biografia dell’Autore e analisi dell’opera</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-04-28 09:03:27 UTC</pubDate>
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         <author>roncimarika</author>
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         <description><![CDATA[<div>Eugène-Henri-Paul Gauguin è stato uno dei più grandi pittori francesi dell’Ottocento, considerato tra i maggiori interpreti del Post-Impressionismo. L’eco figurativa riscossa dalla visione dell’Arte nutrita da Gauguin è immensa: i pittori nabis e i simbolisti si richiamano esplicitamente a lui, mentre la libertà decorativa delle sue composizioni apre la via all’Art Nouveau, così come il suo trattamento della superficie lo rende un precursore del Fauvismo e la semplificazione delle forme è tenuta presente da tutta la pittura del Novecento. La sua biografia è indissolubilmente legata al viaggio e all’avventura fin dalla tenera età: nato a Parigi il 7 giugno 1848, l’anno dopo, alla morte del padre, è già in viaggio per il Perù, dove trascorre la prima infanzia. Rientrato in Francia studia a Orléans e a Parigi e nel 1865 inizia a viaggiare per mare, prima come marinaio, poi come militare di leva.&nbsp;<br>Successivamente nel 1883 il crollo della borsa di Parigi segna una svolta nella vita dell’Artista: rimasto senza lavoro Paul Gauguin si trasferisce prima in Bretagna a Pont-Aven, successivamente nel 1887 si imbarca per Panama e per la Martinìca, alla ricerca di una vita semplice, primitiva, senza condizionamenti e soprattutto lontana dalla cultura soffocante.&nbsp;<br>Tuttavia Paul Gauguin nel 1888 rientra in patria e vive un breve periodo insieme a Vincent Van Gogh, colui che sogna una comunità di artisti nel meridione francese: “l’Atelier del Mezzogiorno”.&nbsp;<br>Nel 1891 decide di trasferirsi a Tahiti per poi arrivare definitivamente nelle Isole Marchesi. Qui, per essersi opposto alla politica razzista del governatore francese, viene condannato a tre mesi di prigione. Tuttavia Gauguin non ha mai scontato la pena in quanto, ammalato di sifilide, viene trovato morto, disteso sul suo letto, l'8 maggio 1903.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-28 09:37:05 UTC</pubDate>
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         <author>roncimarika</author>
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         <description><![CDATA[<div>Tra i suoi numerosi viaggi il più importante è sicuramente la permanenza a Tahiti.&nbsp;<br>In questo lasso di tempo dedica tutte le sue energie nel cercare di penetrare l’essenza di questo arcipelago del Pacifico, per lui così importante e ammaliante. Donne, spiagge, idoli Tiki e altri elementi fondativi della cultura e della natura della Polinesia diventano così i protagonisti delle sue tele, elementi della sua nuova concezione artistica e simboli con cui veicolare la sua concezione filosofica. Paul Gauguin in particolar modo si ritira sulla costa dove, ancora oggi, nel piccolo villaggio di Papeari, si trova il Paul Gauguin Museum. Questa piccola esposizione raccoglie una serie di interessanti cimeli della permanenza sull’isola del pittore, inestimabili schizzi prodotti dallo stesso Gauguin e copie delle sue opere più famose di questo periodo, un materiale che ci fa comprendere l’amore indissolubile che il pittore prova per la Polinesia.<br>Tuttavia, proprio in questo eden terreno, Paul Gauguin vive un momento assai delicato della sua vita: giunge la notizia della morte della figlia prediletta Aline. Il dolore per la perdita spinge l’Artista a creare un’opera di grandi dimensioni, tanto da poter essere paragonata a una sorta di grande fregio classico, che fosse una riflessione sull’esistenza, un testamento spirituale che riuscisse a condensare la sua visione dell'Arte.&nbsp;<br>Ad aggravare la situazione di dolore c'è da parte dell'Artista un tentativo di suicidio, in quanto Gauguin lavora a quest'opera notte e giorno per circa un mese, imponendosi un ritmo di lavoro frenetico che finisce col prostrarlo. Così, ritenendosi incapace di poter portare a compimento l'opera, Gauguin tenta di suicidarsi ingerendo arsenico, ma la dose troppo forte e presa di getto determina un forte vomito che annulla l'effetto del veleno.&nbsp;<br>Così, in un paradiso tropicale che si è lentamente tramutato in inferno, Paul Gauguin ha la forza di infondere in questo quadro tutta la sua energia "una così dolorosa passione in circostanze così tremende, una visione così chiara e precisa che non c’è traccia di precocità e la vita ne sgorga fuori direttamente", parole che lo stesso Paul Gauguin scrive in una lettera al suo amico Daniel de Monfreid in relazione a questa opera.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-28 09:57:00 UTC</pubDate>
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         <author>roncimarika</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’opera nel 1898 viene spedita da Paul Gauguin a Georges Daniel de Monfreid a Parigi che lo consegna al collezionista Ambrose<a href="https://www.analisidellopera.it/picasso-ritratto-di-ambroise-vollard/"> </a>Vollar<em>d</em>. Il gallerista lo vende nel 1901 a Gabriel Frizeau di Bordeaux che a sua volta lo cede nel 1913 alla Galérie Barbazanges di Parigi. Prima del 1920 passa poi al collezionista J. B. Stang di Oslo. Passa così, probabilmente nel 1935, ad Alfred Gold e l’anno successivo, il 1936, alla Marie Harriman Gallery di New York. Da qui viene acquistato dal Museum of Fine Arts (MFA) di Boston per $80,000.<br><br>Il paesaggio naturale che fa da sfondo al fregio ricorda un eden, il paradiso primitivo da sempre cercato e idealizzato da Gauguin, all'interno del quale si intravede sul fondo la superficie del mare e a sinistra una grande isola montuosa. Si individuano riferimenti ad opere precedenti del maestro come a voler riassumere una intera carriera e la propria filosofia esistenziale. La ricerca di una spiritualità vera e naturale si coglie nella disposizione di idoli provenienti da diverse culture. A sinistra sullo sfondo viene raffigurato un idolo di colore blu visto da Gauguin durante la visita ad una mostra etnografica e presente anche in un'altra sua opera dal titolo nel <em>Giorno di Dio</em>, 1894. <br>Gauguin durante il suo periodo a Tahiti rimane sconvolto dalla distruzione dell’arte sacra nativa da parte dei missionari cristiani e per questo inserisce spesso delle figure divine locali nelle sue opere. <br><br>La lettura del dipinto va affrontata in maniera orientale, ovvero procedendo da destra verso sinistra. <br><br><em>“Da dove veniamo?”</em>: la risposta a questo primo interrogativo ci viene fornita dal neonato all'estrema destra che, disteso sul manto erboso, si gode il suo primo giorno di vita, alludendo così alla gioventù che coglie la parte migliore dell'esistenza. Questo fanciullo, tuttavia, potrebbe anche richiamare il peccato originale: Gauguin è volutamente ambiguo sul significato delle sue figure, e l'opera può di fatto essere interpretata in vari modi secondo la personale sensibilità di ognuno.<br><br></div><div>A tal proposito l’Artista afferma “il mio sogno non si lascia catturare, non ha alcuna allegoria [..] l’essenziale in un'opera d’Arte è in quello che non è espresso”.<br><br>Questa indagine filosofica del quadro, poi, viene ampliata dalla seconda domanda posta dal titolo:<em> "Chi siamo?".</em> A questo punto, procedendo verso sinistra, accanto al neonato vengono raffigurate tre giovani donne sedute che sorvegliano il suo sonno. Due di loro guardano centralmente verso lo spettatore, mentre la terza è seduta di schiena con il volto di profilo; i loro atteggiamenti corporei sono meditativi e sensuali al tempo stesso. La donna a destra è completamente nuda, mentre la donna di sinistra, pur coprendosi i seni con il braccio, non esita a portarsi la mano alla bocca.<br>Dietro questo gruppo, verso il centro, due figure femminili con lunghe tuniche avanzano lentamente in ombra uscendo da un antro buio, probabilmente intente a discutere sul perché della vita, mentre una terza grande figura accovacciata, seduta di spalle, che elude volutamente le leggi della prospettiva, leva il braccio e guarda con attenzione le due figure femminili che osano pensare al loro destino.&nbsp;</div><div>Al centro della tela un giovane polinesiano in piedi, che indossa solo un panno intorno ai fianchi, viene rappresentato con le braccia alzate verso le fronde in alto, intento a raccoglie dei frutti.</div><div>Le interpretazioni di questa figura si rivelano ampie e variate, siccome tale gesto potrebbe alludere al momento della procreazione, atto con il quale un uomo vede, in un certo senso, i propri “frutti”, ma anche alla gioventù, età della vita umana nella quale si è notoriamente più lieti e spensierati. Tuttavia la forza gioiosa giovanile è sempre pacatamente velata da un sentimento di malinconia, dettato dall'incertezza del domani e dall'impossibilità di rispondere a quesiti esistenziali come quelli proposti dall’Artista. Alcuni critici, affascinati dal gesto di cogliere il frutto, ne hanno tuttavia avanzato anche un'interpretazione di stampo religioso, che si riallaccerebbe così alla nozione cristiana del peccato, esemplificata nella figura di Eva quando assaporò la mela dell'albero proibito.&nbsp;<br>Procedendo sempre verso sinistra in primo piano vediamo un adolescente seduto a terra di profilo nell’atto di addentare un frutto, mentre accanto a lui giocano due gatti e una capra attende seduta.</div><div>Una donna, infine, l’ultima figura che rappresenta la risposta alla domanda <em>“Chi siamo?”</em>, è raffigurata in piedi, di profilo, in secondo piano accanto alla statua della divinità locale.</div><div>In questo quadro, dunque, le stagioni della vita si succedono incessantemente, tra angosce e speranze, sino a degenerare nella vecchiaia.&nbsp;</div><div><em>“Dove andiamo?”</em>: a questo ultimo, fondamentale interrogativo è dedicata la porzione sinistra della tela, dove troviamo rannicchiata una signora anziana in posizione quasi fetale, con la pelle più scura rispetto alle altre figure e con le mani strette intorno al volto. Quest'anziana signora è investita dallo straziante assalto dei ricordi insorgenti, dei rimpianti e dei rimorsi: la sua giornata terrena sta per concludersi, ed è tremendamente spaventata dal destino ignoto che la attende, ovvero la morte, che viene incarnata dall’uccello bianco all’estrema sinistra accanto a lei che tiene una lucertola con gli artigli, a simboleggiare quel momento sconosciuto a tutti noi del passaggio dalla vita alla morte.<br>La fanciulla distesa al fianco dell’anziana donna prova compassione per il soffocante cumulo di ricordi che la angoscia, tanto che la guarda intensamente, impensierita, bensì presenti il corpo rivolto verso la giovinezza gioiosa ed effimera che si dipana alla sua sinistra. Questa figura della giovane donna è presente anche in un’altra opera che Gauguin produce nello stesso anno dal titolo Vairumati, conservata al Musée d’Orsay di Parigi.&nbsp;<br><br>L’opera, nonostante i suoi contenuti filosofici, è particolarmente interessante anche per la sua tecnica pittorica.</div><div>All’inizio della sua carriera Gauguin dipinge con pennellate veloci e visibili, in pieno stile impressionista, ma ad un certo punto della sua vita si distacca da questo stile e comincia a realizzare opere con uno stile tecnico completamente diverso, usando una vernice spessa per evitare che i colori si mescolino tra di loro e crea delle linee nere intorno ai contorni delle figure. In quest’opera si concretizza tutto ciò: i corpi dei personaggi sono dipinti senza l’uso del chiaroscuro e le forme sono evidenziate da una solida ed elegante linea di contorno, mentre le pennellate sono sovrapposte sulla tela a formare campiture dalle minime variazioni di toni. Solo sui corpi dei personaggi si coglie ancora un accenno di debole ombreggiatura.</div><div>Lo stile felice e gioioso dei primi dipinti tahitiani, dunque, ha lasciato il posto ad atmosfere più cupe dove a dominare sono i colori verde, blu, viola, mentre gli incarnati sono caldi, bruni e ocra e contrastano con rapporti di luminosità con il paesaggio.</div><div>Paul Gauguin, perciò, fa un uso arbitrario e antinaturalista del colore che successivamente ispirerà anche le ricerche dei pittori Fauves.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-01 10:18:29 UTC</pubDate>
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         <author>roncimarika</author>
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         <pubDate>2021-05-02 09:04:36 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2021-05-02 10:15:11 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div>I personaggi sono disposti secondo uno schema a doppia piramide in sequenza, che stabilisce dei rapporti armoniosi tra le varie componenti, che a una prima osservazione potrebbero sembrare parti di episodi separati e in sé conclusi.<br><br></div><div>L’opera non presenta l’uso della prospettiva geometrica, ma lo spazio è suggerito dalle prospettive di grandezza e di sovrapposizione, però presenta la simmetria che è determinata dalla figura del giovane polinesiano in piedi non perfettamente centrale e dalla disposizione delle figure: le donne con il neonato a destra equilibrano la giovane e la donna anziana di sinistra, le due figure femminili in ombra rispecchiano la figura dell’idolo e della donna in piedi accanto alla statua e i due angoli superiori sono entrambi occupati da campiture di colore giallo con il titolo (a sinistra) e decorazioni (a destra).&nbsp;<br><br></div><div>Per ultimo, infatti, bisogna sottolineare che il titolo dell’opera è arrivato a noi grazie all’iscrizione in francese sul dipinto stesso, in alto nell’angolo di sinistra.<br>Negli ultimi anni della sua vita Gauguin da titoli formati da domande a molte delle sue opere, questo perché vuole anche sottolineare l’importanza del porsi certe domande a livello esistenziale durante la propria vita.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-02 10:21:58 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div>Letteratura latina: Plinio il Vecchio, <em>Naturalis Historia.<br>L</em>etteratura greca: Teocrito, idilli 1, 64-142 "<em>il canto di Tirsi su Dafni</em>".<br>Filosofia: Soren Kierkegaard. <br>Letteratura italiana: Charles&nbsp; Baudelaire.<br>Letteratura inglese: Charles Dickens, <em>Coketown.<br></em>Storia: la fine del primo governo Crispi e l'inizio del primo governo Giolitti in Italia.&nbsp;<br>Chimica/fisica: l'aumento della concentrazione di anidride carbonica e le conseguenze sull'ecosistema.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-02 12:38:30 UTC</pubDate>
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         <author>roncimarika</author>
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