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      <title>Se questo è un uomo (27 gennaio 1945, 27 gennaio...) by Patrizia Di Vico</title>
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      <description>Gli alunni della classe II ITA riflettono sulla Shoah</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-01-31 10:50:55 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>patdiv1969</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Se questo è un uomo</strong></div><div> </div><div>Voi che vivete sicuri<br>nelle vostre tiepide case,<br>voi che trovate tornando a sera<br>il cibo caldo e visi amici:<br>Considerate se questo è un uomo<br>che lavora nel fango<br>che non conosce pace<br>che lotta per mezzo pane<br>che muore per un si o per un no.<br>Considerate se questa è una donna,<br>senza capelli e senza nome<br>senza più forza di ricordare<br>vuoti gli occhi e freddo il grembo<br>come una rana d'inverno.<br>Meditate che questo è stato:<br>vi comando queste parole.<br>Scolpitele nel vostro cuore<br>stando in casa andando per via,<br>coricandovi, alzandovi.<br>Ripetetele ai vostri figli.<br>O vi si sfaccia la casa,<br>la malattia vi impedisca,<br>i vostri nati torcano il viso da voi.</div><div> </div><div><strong><em>Primo Levi</em></strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-31 10:56:12 UTC</pubDate>
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         <title>Mi dispiace che gli ebrei siano stati uccisi, soprattutto i bambini che sono sempre innocenti. L&#39;olocausto è stato un sacrificio inutile.</title>
         <author>patdiv1969</author>
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         <description><![CDATA[<div>Vittorio Corrado, classe II ITA</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-02 16:26:10 UTC</pubDate>
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         <title>Lettera di Guido Bergamasco, 21 anni, studente ebreo deportato ad Auschwitz, anno 1942. Caro fratello, quanto vorrei spedirti questa lettera, ma purtroppo non mi è possibile. Posso solo scriverti, sperando che un giorno, in qualche modo, questo pezzo di carta straccia arrivi in mano tua e tu possa sapere che io sto bene.Quando arrivi qui, come prima cosa, ti spogliano. Ti portano via i vestiti, l’orologio, i documenti, le foto. Poi ti rasano i capelli, a zero. Li ammassano in grandi mucchi, così fanno anche per le scarpe, i giocattoli dei bambini.Ti privano di ogni cosa, ogni oggetto, seppur di poco valore, che abbia impresso qualcosa di quello che sei tu, o della persona che eri prima di entrare qui. Lo fanno perché chi è deportato in un campo di concentramento non può avere ricordi, anche il ricordo dei familiari viene schiacciato dall’ esigenza di sopravvivere.Poi consegnano ad ognuno una specie di pigiama, una tuta a righe bianche e blu, che diventerà il tuo unico abito, e infine ti assegnano un numero. 16924, questo è il mio. Sembra impossibile quanta gente sia rinchiusa qua dentro.Ci tengono stipati in molti nelle nostre celle, prigionieri. Usciamo solo per lavorare, lavoriamo fino a quando le gambe ci cedono e le braccia non si sollevano più. Stiamo in fila per delle ore solo per ricevere un po’ di brodo insipido con del pane vecchio ammollato, solo questo, una volta al giorno.Questo è il posto in cui quando conosci una persona non sai se il giorno dopo la rivedrai.Fiamme escono dai forni crematori. Fumo giorno e notte. L’odore è terribile, insopportabile. Le file di uomini che vi si dirigono interminabili.Bambini, giovani, anziani, tutti vanno a morire nello stesso posto, nello stesso modo. Milioni di storie di persone diverse diventano cenere, insieme ai loro corpi.</title>
         <author>patdiv1969</author>
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         <description><![CDATA[<div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-02 16:26:20 UTC</pubDate>
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         <title>Liliana Segre  è una senatrice a vita italiana, superstite dell&#39;Olocausto e testimone dei campi di concentramento nazisti</title>
         <author>patdiv1969</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-02-02 16:31:51 UTC</pubDate>
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         <title>Riflessioni sulla shoah.</title>
         <author>patdiv1969</author>
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         <description><![CDATA[<div>Haymour Ameen Ali Mohammed, Scorpaniti Giovanni<br>Classe II  ITA</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-02 16:41:43 UTC</pubDate>
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         <title>Il film che abbiamo visto durante il giorno della memoria ci ha fatto comprendere, in minima parte, cosa hanno provato e vissuto gli Ebrei in quel momento storico. Ce ne siamo resi maggiormente conto grazie alla nostra professoressa di Italiano che, di punto in bianco, mentre guardavamo un film sulla deportazione ebraica,  ha iniziato a gridare e a darci degli ordini e, dividendoci per provenienza geografica, ha imposto a coloro che erano dei paesi vicini, di non venire più nella nostra scuola. Ci ha spiegato poi, dopo la nostra sorpresa e fastidio, che  i Tedeschi trattavano così gli Ebrei. Il giorno della memoria serve proprio a ricordare ciò che è stato  affinché gli uomini non ripetano più questo tipo di tragedia. Chi rinnega questa cosa non è degno di essere chiamato uomo.</title>
         <author>patdiv1969</author>
         <link>https://padlet.com/patdiv1969/d05zizmhyfv3/wish/326970599</link>
         <description><![CDATA[<div>Nicholas Guerriero, Agostino Sposato<br>Classe II Ita</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-02 16:49:17 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>patdiv1969</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-02-02 17:10:16 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>patdiv1969</author>
         <link>https://padlet.com/patdiv1969/d05zizmhyfv3/wish/326973634</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Dio esiste, Dio non esiste: che importanza ha? Vi siete mai chiesti se l'uomo esiste? Dio creò l'uomo a sua immagine... È bello: Schloime a immagine di Dio. Ma chi l'ha scritta questa frase nella Torah? L'uomo. Non Dio, l'uomo. L'ha scritta senza modestia, paragonandosi a Dio. Dio forse ha creato l'uomo, ma l'uomo, l'uomo, il figlio di Dio, ha creato Dio solo per inventare se stesso... L'uomo ha scritto la Bibbia per paura di essere dimenticato, infischiandosene di Dio... Noi non amiamo e non preghiamo Dio, ma lo supplichiamo. Lo supplichiamo perché ci aiuti a tirare avanti: cosa ci importa di Dio per come è?, ci preoccupiamo solo di noi stessi. Allora la questione non è solo sapere se Dio esiste, ma se noi esistiamo.</strong><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-02 17:17:10 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author>patdiv1969</author>
         <link>https://padlet.com/patdiv1969/d05zizmhyfv3/wish/326973899</link>
         <description><![CDATA[<h1>        </h1><div>La “notte dei cristalli”, in tedesco <em>Kristallnacht</em>, è la notte tra il 9 e il 10 novembre 1938 in cui, in tutta la Germania, i <strong>nazisti</strong> uccisero 91 persone, rasero al suolo o incendiarono 267 sinagoghe, devastarono 7500 negozi, deportarono nei campi di concentramento<br>30 000 ebrei. L’operazione venne condotta prendendo a pretesto l’assassinio di Ernst Eduard von Rath, un diplomatico tedesco a Parigi, da parte di un giovane studente ebreo, Herschel Grynszpan. Il 10 novembre <strong>Joseph Goebbels</strong>, capo della propaganda nazista, annunciò alla radio che tutto era finito. In realtà le devastazioni e i rastrellamenti proseguirono anche dopo. Secondo gli storici in quei pochi giorni in <strong>Germania</strong> morirono fino a 1500 persone.<br> Nessuno tra i vandali, assassini e incendiari venne processato. Gli <strong>ebrei</strong>, invece, furono condannati a riparare i danni a proprie spese e a svendere a prezzi stracciati le loro attività ad acquirenti <strong>ariani</strong>. Dopo la notte dei cristalli molti ebrei decisero di emigrare, ma Hitler impose una <strong>tassa sulla fuga</strong> talmente esorbitante che solo pochi ricchissimi riuscirono a espatriare. In seguito le difficoltà crebbero perché molti Paesi esteri si rifiutarono di accogliere gli ebrei esuli.<br> In seguito, nell’ottobre del 1941, il governo emanò un “<strong>divieto generale di espatrio</strong>“. Intanto le liste degli “indesiderati” si erano allungate, aggiungendo a comunisti, socialisti e israeliti anche gli zingari, seguiti dagli omosessuali, dai malati di mente, dai disabili. Queste ultime due categorie non furono mai internate nei lager, ma tolte alle loro famiglie e uccise negli ospedali con un’iniezione letale perché non inquinassero la “razza"<br><br>Nicholas Guerriero, Agostino Sposato<br><br><br></div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-02 17:20:11 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author>patdiv1969</author>
         <link>https://padlet.com/patdiv1969/d05zizmhyfv3/wish/327032544</link>
         <description><![CDATA[<div>Io chiedo come può l'uomo <br>uccidere un suo fratello<br>eppure siamo a milioni <br>in polvere qui nel vento, <br>in polvere qui nel vento<br>Ancora tuona il cannone<br>ancora non è contenta<br>di sangue la bestia umana<br>e ancora ci porta il vento<br>e ancora ci porta il vento<br>Io chiedo quando sarà<br>che l'uomo potrà imparare<br>a vivere senza ammazzare <br>e il vento si poserà <br>e il vento si poserà<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/HQlEOvWSnM0" />
         <pubDate>2019-02-03 09:13:20 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>La storia della Shoah  inizia con una fake news e finisce con l&#39;Olocausto. </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/patdiv1969/d05zizmhyfv3/wish/327032975</link>
         <description><![CDATA[<div>Per "Shoah" comunemente si intende la morte di quasi 6 milioni di Ebrei, uccisi tra il 1939 e il 1945. Un'interpretazione più ampia di Olocausto include anche soldati sovietici morti nei lager (tra i 2 e i 3 milioni), i polacchi (quasi 2 milioni), gli zingari (90.000-220-000), i disabili (150.000), i testimoni di Geova (2.000) e gli omosessuali - il cui dato certo non è noto.<br>  <br>In principio furono dicerie: fumosi proclami in nome di una presunta superiorità della razza ariana. Poi, con l'ascesa di Hitler al potere (1933), gli slogan lasciarono posto a leggi discriminatorie.<br> <br>Così, in un crescendo, si arrivò ai ghetti, ai primi massacri e alla pianificazione della famigerata soluzione finale: il progetto che istituiva i campi di sterminio, luoghi deputati alla morte seriale di milioni di ebrei, le principali vittime della Shoah - anche se un'interpretazione più ampia di Olocausto contempla anche altre vittime: Rom, Sinti, comunisti, testimoni di Geova, gay e disabili.<br>PRIMA DEL III REICH. <br>La propaganda antisemita in Europa non iniziò con il terzo Reich, ma molti secoli prima. In origine aveva basi soprattutto religiose (i cristiani attribuivano agli ebrei la responsabilità della morte di Gesù).<br> <br>Dopo la rivoluzione francese (1789), con la secolarizzazione della società, i partiti nazionalisti diedero all'antisemitismo una connotazione politica: ritenevano gli ebrei responsabili di una cospirazione giudeo-bolscevica che minacciava i valori della società tradizionale cristiana.A gettare benzina sul fuoco fu, nel 1903, la divulgazione di una delle più celebri fake news della storia: i Protocolli dei Savi di Sion, un falso documento "ritrovato" nella Russia degli zar che parlava di una cospirazione ebraica e massonica per impadonirsi del mondo. Il presunto complotto fu poi presentato per la bufala che era nel 1921, dal Times, con alcuni articoli che ne svelavano genesi e falsità.<br> CAPRI ESPIATORI. <br>Hitler intercettò l'odio verso gli ebrei e ne fece la sua bandiera politica. Il malcontento in Germania, dopo la disfatta della I Guerra mondiale, stava mettendo a dura prova la tenuta sociale del Paese. Lui ebbe l'intuizione e la capacità di farsene carico e nel suo Mein Kampft (1925) disse di chi era la colpa: principalmente (ma non solo) degli ebrei. "Se gli Ebrei fossero soli su questa terra, essi annegherebbero nella sporcizia e nel luridume, combattendosi ed eliminandosi in lotte gonfie d'odio" scriveva. Il futuro Führer con queste parole sapeva di guadagnare consenso tra un popolo ridotto in miseria e di aprirsi la strada al cancellierato (1933).<br>DALLE PAROLE AI FATTI.<br> L'obiettivo politico iniziale del regime nazista fu l'allontanamento degli ebrei dal Paese. Il Reich creò quindi le premesse per il loro isolamento. Prima proclamò le cosìddette Leggi di Norimberga (1935), che escludevano gli ebrei dalla vita sociale e dagli incarichi pubblici; tre anni dopo impose la arianizzazione delle attività ebraiche autonome, dei servizi, dell'industria e del commercio.<br>La notte dei cristalli, infine, li segregò: tra il 9 e 10 novembre 1938 su impulso del Ministro della propaganda Goebbels, in Germania, Austria e Cecoslovacchia furono distrutte le sinagoghe, i cimiteri e i luoghi di aggregazione della comunità ebraica. Migliaia di negozi e di case vennero oltraggiate e circa 30.000 ebrei furono privati dei beni e portati in campi di concentramento.<br>NEI GHETTI. <br>A quel punto, chi potè lasciò il Paese. Chi rimase andò incontro all'inferno. Nel 1939 con l'invasione della Polonia e lo scoppio della II Guerra mondiale la condizione di vita degli ebrei divenne ancora più critica. Molti finirono in ghetti sovravvollati, come quello di Varsavia, istituito nel 1940, che arrivò a contare 400.000 persone in uno spazio di quattro chilometri per due.<br> <br>La vita all'interno del ghetto di Varsavia era terribile: la fame e le malattie decimavano la popolazione, e per qualunque cosa a dominare era la microcriminalitá. Nel frattempo il "commissariato del Reich per la difesa della razza tedesca", guidato dal comandante della polizia Himmler, pianificava le operazioni di pulizia etnica con l'obiettivo di svuotare dagli ebrei la Germania e i nuovi territori annessi (solo in Polonia erano 3 milioni): dove metterli tutti?<br> <br>IN ETIOPIA O IN MADAGASCAR? Himmler propose di creare una non meglio precisata colonia africana. Recuperò anche un vecchio piano di fine '800 che prevedeva la creazione di una colonia ebrea in Madagascar. Il previsto trasferimento via nave, però, presentava grosse difficoltà. Non ultima il fatto che gli inglesi, che avevano il controllo dei mari, non li avrebbero fatti passare.<br> <br>Mussolini propose un "piano B": la creazione di un territorio autonomo ebraico in Etiopia, che allora era colonia italiana. Probabilmente Hitler non prese neppure in considerazione l'ipotesi.Quello che sappiamo è che con l'avanzare della guerra e con l'invasione dell'Unione sovietica (1941) la situazione precipitò. I ghetti non bastavano più a ospitare i milioni di ebrei residenti nelle regioni orientali: a partire dal luglio 1941 si scatenò così un'ondata di stermini di massa.<br> <br>LA SOLUZIONE FINALE. Il punto di non ritorno fu raggiunto dopo il 1942, quando durante la conferenza di Wannsee furono decise le modalità della "soluzione finale della questione ebraica". Fu allora che, nella massima segretezza furono creati i "centri di sterminio" di Chełmno, Bełżec, Sobibór, Treblinka, Majdanek, Jasenovac e Auschwitz-Birkenau.<br> <br>Nei campi di sterminio vennero deportati e uccisi circa tre milioni di ebrei (il 90% delle vittime totali), con una "procedura standardizzata" che ricordava il lavoro delle moderne fabbriche.<br> <br>Molti storici lo ritengono un evento senza precedenti: mai fino a quel momento si era pianificata con tanta lucidità la morte di milioni di uomini, donne, vecchi e bambini. La media giornaliera di morti in un campo era di 6.000 persone: chi non veniva gasato, moriva per il troppo lavoro o per gli esperimenti pseudoscientifici cui era sottoposto.<br>LA FINE DELL'INCUBO. Nonostante i campi di sterminio dovessero rimanere un segreto istituzionale, nei villaggi vicini iniziarono a circolare notizie inquietanti: i fumi delle ciminiere dei crematori di Auschwitz ad esempio erano sempre accesi ed erano visibili fino a 19 chilometri di distanza tra odori nauseabondi che si diffondevano nell'aria. La gente che voleva sapere, iniziò capire. Mentre gli altri chiudevano gli occhi.Non mancarono casi eroici di persone che si distinsero per coraggio e umanità, mettendo in salvo centinaia di vite, ma sono stati casi sporadici. Nella primavera del 1945, però, anche chi non aveva voluto o potuto vedere, fu costretto ad aprire gli occhi, mentre il mondo si confrontava con l'enormità dell'Olocausto.<br> <br> <br> </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-03 09:19:15 UTC</pubDate>
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