<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title>Il mio padlet strepitoso by Eugenio Speziale</title>
      <link>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb</link>
      <description></description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-04-11 19:06:41 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2024-06-27 10:14:29 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
      <image>
         <url></url>
      </image>
      <item>
         <title>Ice Pavilion</title>
         <author>espeziale1</author>
         <link>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/2943636114</link>
         <description><![CDATA[<div>e un opera realizzata da Olafur Eliasson nel 1998, esposta per la prima volta al Reykjavik art museum.<br>&nbsp;<br>Si tratta di un semplice struttura a maglia curva supportata da sei gambe in acciaio inossidabile. Un piccolo spruzzatore sulla sommità viene attivato neri giorni in cui la temperatura scende sotto lo zero. In questo modo, l’acqua che scende si congela dando l’impressione che il ghiaccio “cresca” sulla struttura. Su di questa, a causa delle differenze nel tempo atmosferico prendono forma delle strutture ghiacciate molto intricate. Ice Pavillion venne sviluppato in origine come un esperimento: l’opera d’arte esiste solo quando è racchiusa nel ghiaccio.<br><br></div><div>&nbsp;<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2412972455/7295725b372ac58e389b7e1e9d3e18f8/1000004788.jpg" />
         <pubDate>2024-04-04 19:17:09 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/2943636114</guid>
      </item>
      <item>
         <title>The Floating Piers</title>
         <author>espeziale1</author>
         <link>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/2943636707</link>
         <description><![CDATA[<div>The Floating Piers è stata un'installazione di land art degli artisti Christo e Jeanne-Claude. Consisteva in una rete di pontili galleggianti aperti al pubblico, messi in opera sul lago d'Iseo, tra Sulzano, Montisola e l'isola di San Paolo nel periodo tra il 18 giugno e il 3 luglio 2016.&nbsp;<br>l'obbiettivo era quello di mostrare il lago di Iseo da prospettive diverse e mai viste e reimaginare il paesaggio del lago stesso<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2412972455/de4e953e98c9bf97972d6da876f402e2/1000004787.jpg" />
         <pubDate>2024-04-04 19:17:54 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/2943636707</guid>
      </item>
      <item>
         <title>
Amacario</title>
         <author>espeziale1</author>
         <link>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/2943637858</link>
         <description><![CDATA[<div>Si tratta di un opera realizata da Francesco Careri del colettivo Stalker<br><br>Amacario è un’installazione mobile che si adatta a diversi contesti: un rotolo di tela il più lungo possibile, sospeso nell’aria e appoggiato in alcuni punti così da formare una sequenza di amàche.&nbsp;<br><br>A detta dell'autore amacario non è solo una performance ma è un modo di mettere in contatto il proprio io con lo spazio che ci circonda dando particolare risalto alla sfera onirica.&nbsp;<br><br><br><br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2412972455/3081d8e4f9852452ada2bbd936173bd1/1000004785.jpg" />
         <pubDate>2024-04-04 19:19:39 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/2943637858</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Don&#39;t miss a sec</title>
         <author>espeziale1</author>
         <link>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/2978410132</link>
         <description><![CDATA[<div><br>E' un'installazione realizzata da Monica Bonvicini. La struttura consiste in un doppio vetro riflettente all cui interno sono posizionati dei servizi igienici. Chi è all'interno ha la possibilità di osservare tutto ciò che è all'esterno.&nbsp;<br><br>Dietro la sua apparrente semplicità in realtà nasconde un significato più profondo. L'artista offre uno spazio minimalista per un bagno pubblico con una vista a 360 gradi dell'ambiente circostante attraverso il vetro cristallino. Secondo l’artista, infatti, anche durante i 'momenti intimi' l'utente non deve perdere un secondo di ciò che accade fuori per strada.<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2412972455/6fa13ce9e4e641d146b0fd580340f21f/1000004859.jpg" />
         <pubDate>2024-05-02 18:12:27 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/2978410132</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>espeziale1</author>
         <link>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/2978414025</link>
         <description><![CDATA[<div><br>VORKUTA. MINDFALL. 432Hz.</div><div><br>Il mondo di <strong>Micol Assaël</strong> (34 anni) è fatto di stanze-container dall'aria dismessa dentro cui si vivono esperienze sensoriali al limite. In <strong><em>Vorkuta</em></strong>, per esempio, si entra in una cella frigorifera, ci si siede su una vecchia sedia imbottita scaldata alla temperatura di 37° e si ha la sensazione di <strong>disagio</strong> di essere in un vecchio ufficio abbandonato dopo una glaciazione improvvisa.</div><div><br>La sensazione di curiosare in posti pericolosi e proibiti torna in <strong><em>Mindfall</em></strong>, in cui, in quello che sembra un avamposto da capocantiere abbandonato, si assiste a un concerto per vecchi motori a nafta. L'odore di combustibile è fortissimo e il suono è <strong>ipnotico e disturbante</strong> allo stesso tempo. E poi colpi di vento, scintille elettriche, metallo arrugginito, fili dall'aria minacciosa e quadri elettrici pencolanti.</div><div><br>L'<strong>unico rifugio</strong> sembra essere l'opera <strong><em>432Hz</em></strong>, una sorta di baita-arnia in cui delle finestre cieche si aprono su alveari retroilluminati le cui celle formano disegni astratti. In sottofondo, il ronzio registrato delle api proveniente da fonti diverse, avvolge lo spettatore e lo riporta, insieme al profumo del legno e della cera, a una dimensione naturale che sembra però sempre sul punto di spezzarsi. Torna alla mente la leggenda urbana ispirata ad Einstein (e riproposta dal romanzo <strong>Generazione A</strong> di Douglas Coupland) secondo cui alla morte dell'ultima ape, al genere umano resteranno solo quattro anni di vita sulla terra. <a href="http://www.hangarbicocca.org/">La mostra è aperta&nbsp;<strong>fino al 4 aprile.<br></strong></a><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2412972455/565779b635aa11dfd214e81857b051e9/1000004860.jpg" />
         <pubDate>2024-05-02 18:16:08 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/2978414025</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Installazione alla Kunst Galerie Museum Bozen (Frege)</title>
         <author>espeziale1</author>
         <link>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/2978415356</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Si tratta di un'installazione realizzata dall'artista Ester Stocker presso il Kunst Galerie Museum di Bolzano nel 2004.&nbsp;<br><br>l'opera riprende lo stile tipico di questa artista: uno spazio interno, dove sono stati installati dei parallelepipedi di varia misura, è completamente coperto da una griglia geometrica, la quale presenta tuttavia fratture e spostamenti. La strutturazione della superficie, apparentemente semplice, precisa e rigorosa, ha un effetto disorientante perché lo sguardo dell’osservatore non riesce a posarsi veramente in nessun punto.</div><div><br>Quella che a prima vista può sembrare un'illusione ottica, in realtà non interessa all'artista. L'importante per la Stocker è ridefinire il rapporto tra spazio e percezione in maniera più personale.&nbsp;</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2412972455/6fb55a9ba728dade1869031e05076baf/1000004861.jpg" />
         <pubDate>2024-05-02 18:17:33 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/2978415356</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Il Viaggio</title>
         <author>espeziale1</author>
         <link>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/2978417496</link>
         <description><![CDATA[<div><br>IL VIAGGIO<br><br></div><div>Video ambientazione per immagini RX<br><br></div><div>Quasi sempre il viaggio esprime un desiderio profondo di cambiamento interiore, un bisogno di esperienze nuove o di ritorno alle origini. Ma questo è un viaggio alla rovescia, un viaggio capovolto. Non sono le persone a partire, ma gli oggetti: simboli, desideri, ricordi che se ne vanno.Le immagini ai raggi X fluiscono ininterrottamente dentro gli schermi, fredde e incisive. Gli oggetti scorrono, portando con sé incubi, obiettivi, speranze. Ogni oggetto si muove con il suo alone di esperienza umana, ognuno con il suo alone di storia, forse la nostra.<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2412972455/7eb2ed0452b6233b4fea932f71a65a57/1000004862.jpg" />
         <pubDate>2024-05-02 18:19:23 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/2978417496</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Miracolo a Milano</title>
         <author>espeziale1</author>
         <link>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/2978419251</link>
         <description><![CDATA[<div><br><br>MIRACOLO A MILANO<br><br></div><div>Ambiente per specchi sensibili e portatori di storie<br><br></div><div>&nbsp;<br><br></div><div>La mostra retrospettiva “STUDIO AZZURRO, immagini sensibili” è stata l’occasione per realizzare un progetto sognato da tempo per la Sala delle Cariatidi, un lavoro dedicato a Milano e ispirato al grande film di Vittorio De Sica e Cesare Zavattini, Miracolo a Milano, di cui riprende il titolo. È un ambiente sensibile che trasfigura l’intera sala, rendendola un luogo di narrazione e partecipazione, e che nasce con l’intenzione di rendere manifesta una città invisibile – quella dei senzatetto di Milano, che vivono sulle strade della metropoli. Miracolo a Milano mette in scena una storia sognante, sviluppata nel grande ovale del soffitto, dove le proiezioni si inseriscono tra affreschi e sinopie, e su quattro specchi sensibili posti tra le cariatidi. L’ambiente sensibile è silenziosamente popolato di figure nascoste – quegli abitanti invisibili di Milano – che si presentano solo quando il riflesso di un visitatore riempie uno degli specchi. È allora che al posto del riflesso compare un personaggio. Questi avanza, si ferma e racconta qualcosa di sé e della città. Poi, alleggerito del peso della sua storia, con un salto si solleva e raggiunge il cielo nel grande ovale al centro della sala. Là si unisce ai personaggi che già volano tra le nuvole, nel cielo ceruleo di Milano.<br><br></div><div><a href="https://vimeo.com/191991034">https://vimeo.com/191991034<br></a><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2412972455/053ef4d404fce21994455a53f670e14b/1000004863.jpg" />
         <pubDate>2024-05-02 18:21:05 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/2978419251</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Visioni dal Miglio Bianco</title>
         <author>espeziale1</author>
         <link>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/2978421679</link>
         <description><![CDATA[<div><br><br>Igor Imhoff. Architettura interattiva – visioni dal Miglio Bianco<br><br></div><div>Forlì, Giardini Orselli<br><br></div><div>&nbsp;<br><br></div><div>«La realtà interpretata dall’AI è site-specific (ovvero specificatamente creata per la città di Forlì), è progettata per restituire immagini originali con visioni legate alla valorizzazione del patrimonio artistico-culturale del Miglio Bianco, il percorso monumentale del primo Novecento che congiunge la stazione ferroviaria a Piazzale della Vittoria, un’eccellenza culturale e turistica della città di Forlì». L’esperienza aveva esordito nel forlivese proprio durante Ibrida Festival lo scorso settembre, quando Igor Imhoff portò tra le mura di EXATR Nova Reflexa. In quel caso, però, l’AI era stata programmata per codificare il corpo del pubblico come alieno, ibrido e mutaforme.<br><br></div><div>«Realizzare il progetto sul “Miglio Bianco” mi ha permesso di capire al meglio come gestire il Machine Learning» mi spiega Igor durante il nostro incontro. «L’AI è uno strumento potente, ma va pilotato con grande cura. In questo caso ho lavorato sulle parole desunte dall’AI facendole osservare le immagini delle architetture storiche di Forlì. Quanto ottenuto è stato relazionato a una descrizione accurata della pittura dei primi del ‘900, mia grande passione e fonte di ispirazione. Tutto ciò è stato combinato a un algoritmo appositamente realizzato dove aspetti delle immagini fotografiche catturate vengono poi riletti dall’intelligenza artificiale, seguendo in modo fedele il mio gusto pittorico e la mia idea di pittura. L’intento è rappresentare, e far vivere a chi si presta al gioco, l’idea pittorica di una immaginaria città ideale».<br><br></div><div>«Il progetto vuole avvicinare le persone alle arti digitali e all’intelligenza artificiale, facendo scoprire, in modo creativo e artistico, il patrimonio architettonico della città», commentano i curatori dell’installazione Francesca Leoni e Davide Mastrangelo di Vertov Project. «La scelta per un progetto di questa portata non poteva che ricadere su un artista multidisciplinare come Igor Imhoff che da sempre utilizza le nuove tecnologie nei suoi video e installazioni interattive, insieme abbiamo trovato la strada per raccontare il Miglio Bianco come una città ideale». Che dire? Un’esperienza immersiva alla quale non potere mancare, in un periodo storico dove di AI se ne parla molto e spesso con pregiudizio. Igor Imhoff, invece, si riconferma un artista capace di giocare con le nuove tecnologie e renderle proprie e Architettura interattiva ne è un chiaro esempio.<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2412972455/7474412e348a4d6762bfc07437816d09/1000004864.jpg" />
         <pubDate>2024-05-02 18:23:22 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/2978421679</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>espeziale1</author>
         <link>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/2978424380</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Raphael Lozano Hemmer<br><br></div><div>Field Atmosphonia<br><br></div><div>“Field Atmosphonia” is a sound and light environment featuring 3,000 audio channels playing on custom-made speakers with LED lights. The project is a soundscape that comes in waves of complex polyphonies that emerge from the array of field recordings. The piece is presented in a large room, with the recordings changing typology gradually along the field of speakers: samples include wind, water, fire, ice, over 200 types of insects, over 300 types of birds, bells, metronomes, bombs and so on.<br><br></div><div>&nbsp;<br><br></div><div>This installation is part of the series of pieces investigating the perception of thousands of simultaneous sounds each playing in a different dedicated loudspeaker, —what Lozano-Hemmer calls “speaker as pixel”. A pixel is a point of light varying in intensity and spectral frequency: coordinated with its neighbours the perception of pixels gives rise to images. The question is if we have thousands of sound sources in an array, can we see the emergence of a new perceptible complexity beyond the expected cacophony? (short answer: yes)<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2412972455/b7e080e23c4a93e9825971552304f24b/23b8012c_75cc_4802_ae4c_250adc3f0108.jpeg" />
         <pubDate>2024-05-02 18:25:58 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/2978424380</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>espeziale1</author>
         <link>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/2978434158</link>
         <description><![CDATA[<div>OUTRACE: An Installation on Trafalgar Square by Kram/Weisshaar<br>Commissioned by the London Design Festival 2010<br>Supported and enabled by AUDI AG<br><br></div><div>The London Design Festival has commissioned Clemens Weisshaar and Reed Kram to design this year’s Trafalgar Square installation. From September 16 to 23, 2010 their project entitled OUTRACE, has allowed the general public to take control of eight industrial robots on loan from Audi’s production line.<br><br><br></div><div>Tens of thousands of visitors to the square, as well as a vast global web audience have already interacted with the installation via <a href="http://www.outrace.org/">www.outrace.org</a>. As a result, thousands of video messages have been recorded and shared around the world.<br><br><br>The light heads attached to each of the eight robot tentacles on the plinth are equipped with LED technology from the the Audi R15 race car (winner of this year’s 24h of LeMans). Once a message is sent to the system, the installation ingeniously transcribes it into the air. Each unique light trace is simultaneously recorded and uploaded to the web as a YouTube video through a system of high definition cameras positioned around the installation.<br><br></div><div>&nbsp;<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2412972455/bfa06f7e8c003a34d5dca8d1419a9e8d/1000004868.jpg" />
         <pubDate>2024-05-02 18:35:55 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/2978434158</guid>
      </item>
      <item>
         <title>park interactives 2000</title>
         <author>espeziale1</author>
         <link>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/2978479536</link>
         <description><![CDATA[<div>Si tratta di una serie di installazioni realizzate da Dunne e Raby per il Parco di Villa Medici a Roma.&nbsp;<br>Gli spazi del giardino sono immaginati come delle stanze senza mobilio che così vengono arredate.<br>La riflessione parte dal notare come i parchi durante il giorno siano luogo per famiglie e per aggregazione mentre la notte possono essere teatro di attività illecite.<br>Dunne e Raby vogliono qui criticare la concezione del design che cerca sempre di rendere le cose belle e amichevoli a tutti i costi.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2412972455/9109f27161d683ecd79facd581e9cdb1/49f5f480_16a9_4b36_8b04_a1ff32b7fe01.jpeg" />
         <pubDate>2024-05-02 19:25:34 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/2978479536</guid>
      </item>
      <item>
         <title>wellcome windows</title>
         <author>espeziale1</author>
         <link>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/2978479598</link>
         <description><![CDATA[<div>Il progetto realizzato da Dunne e Raby bel 2010 consiste nell'aver realizzato la decorazione delle finestre della sede principale del Wellcome Trust.<br>I due designer hanno pensato di rendere le finestre luogo di mini esposizioni per gli studenti del Royal College of Art.<br>Ogni progetto è presentato con la frase "What if" che in italiano si potrebbe tradurre con "cosa succederebbe se".<br>L'interesse non è quello di predire il futuro ma di ispirare un dibattito. Non si vogliono presentare soluzioni ma idee e possibilità, il tutto per mettere in difficoltà il dogma per cui un'innovazione deve essere necessariamente la cosa migliore per noi.&nbsp;</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2412972455/40e74126718fbbbc6260d56789959717/458e32a4_0885_40fe_a26c_ad9dcef03e96.jpeg" />
         <pubDate>2024-05-02 19:25:38 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/2978479598</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Borderless World</title>
         <author>espeziale1</author>
         <link>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/2978480324</link>
         <description><![CDATA[<div>Si tratta di un'installazione permanente realizzata da teamLab a Tokyo quest'anno.&nbsp;<br>Attraverso l'uso del design interattivo è stato realizzato un percorso museale libero e senza percorsi fissi in cui il visitatore può girare liberamente e intessere connessioni personali con le varie opere e con gli altri visitatori.<br>La chiave del progetto non risiede solo nell'idea ma anche nell'estetica dell'installazione che è ad altissimo impatto visivo.&nbsp;</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2412972455/4aa0810c1a7eb6404355e6a1a8fbe4cb/1e2c0cf7_ad0d_4449_afba_0e92ad716d34.jpeg" />
         <pubDate>2024-05-02 19:26:24 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/2978480324</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Catastrophe and the Power Of Art</title>
         <author>espeziale1</author>
         <link>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/2992148010</link>
         <description><![CDATA[<div>L'opera venn realizzata dall'artista Georges Rousse ed è stata esposta al Mori Art Museum in Giappone.&nbsp;<br><br>La proposta è quella di sensibilizzare sulle catastrofi che hanno colpito il mondo, dall'11 settembre 2001 al terremoto in Giappone del 2011. L'obiettivo è quello di andare oltre l'informazione oggettiva fornita dai mass Media per approfondire gli aspetti più intimi e personali del dolore.&nbsp;<br><br>In ultimo, l'opera cerca di capire il ruolo che l'arte può avere nel recupero dalle tragedie sia globali ma soprattutto personali.&nbsp;</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2412972455/428c5b21e5cca92e99d47da1f4a6ee72/1000004900.jpg" />
         <pubDate>2024-05-14 08:27:27 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/2992148010</guid>
      </item>
      <item>
         <title>The Green Line</title>
         <author>espeziale1</author>
         <link>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/2992165984</link>
         <description><![CDATA[<div>Si tratta di una delle performance più interessanti degli anni 2000.&nbsp;<br>L'artista Francis Alys camminò con una latta di vernice verde bucata lungo la cosidetta "green line" ossia il confine del tutto arbitrario che venne tracciato tra Israele e i paesi arabi.<br><br>l'obiettivo era quello di mettere in mostra la totale arbitrarietà del porre confini nel mondo moderno. Molto interessanti sono anche le interviste e gli interventi che Alys fece fare a diverse personalità sia Israeliane che Arabe.&nbsp;</div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2412972455/a8ca61a6eaa2d68100f8cc17cc871fa3/1000004901.jpg" />
         <pubDate>2024-05-14 08:40:33 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/2992165984</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Untitled 1 (No. Nothing)</title>
         <author>espeziale1</author>
         <link>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/2992246013</link>
         <description><![CDATA[<div>Il video è realizzato da Casey Reas in collaborazione con Jan St. Werner.&nbsp;<br><br>Si tratta di video separati da mettere in mostra idealmente in 5 stanze oscure separate. Il visitatore è libero di andarre avanti e indietro per godere dell'esperienza.&nbsp;<br><br>I video iniziano e finiscono all'improvviso, come voluto dall'artista.<br><br>L'elemento più interessante e innovativo è che i video derivano tutti da una serie di immagini create dallo stesso Reas con un processo che utlizza delle reti generative avversarie (GAN) per cui due reti neurali vengono messe "in competizione" tra loro permettendo di generare nuovi dati, che portano, come in questo caso, a generare volti iperrealistici.&nbsp;</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2024-05-14 09:47:52 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/2992246013</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>espeziale1</author>
         <link>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/3039693983</link>
         <description><![CDATA[<p>Ho deciso di inserireello spazio delle relazioni 4 installazioni che mi hanno particolaremnte copito per la loro profondità.</p><p><br/></p><p>Amacario, ad esempio, propone un nuovo modo di relazionarsi con il prossimo: Non più tramite il fare ma tramite il non fare.</p><p><br/></p><p>Miracolo a Milano è forse l'instllazione più emozionante della categoria. Credo che insegni a recuperare il rapporto con quella parte della nostra società che sta diventando, o forse già lo è, invisibile.</p><p><br/></p><p>Il Viaggio, sempre di Studio Azzurro, mi ah invece colpito perchè propone una relazione al contrario. Osservando gli oggetti scorrere siamo infatti in grado di capire la persona a cui appartengono senza interagire direttamente con essa.</p><p><br/></p><p>Ho deciso infine di inserire Don't miss aec perchè propone un rapporto che più che spazio delle relazioni definirei relazioni dello spazio. A dimostrazione che le convenienze sociali possono essere in qualunque momento ribaltate.</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2024-06-27 09:38:18 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/3039693983</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>espeziale1</author>
         <link>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/3039697895</link>
         <description><![CDATA[<p>In questa sezione ho deciso di inserire due opere molto diverse tra loro, sia nelle modalità di realizzazione che nel loro significato.</p><p><br/></p><p>Green Line è più una performance che un'installazione. L'ho inserita in questa categoria perchè dimostra come la continuità spaziale tracciata sulle carte geografiche sia qualcosa di reale e concreto anche nella realtà. Siamo tutti ovunque prima che un confine venga tracciato.</p><p><br/></p><p>Welcome Windows invece propone, tramite una relazione spaziale molto interessante (un museo nella vetrina) un concetto di ubiquità delle idee: chi decide qual'è la vera soluzione ai problemi?</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2024-06-27 09:44:50 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/3039697895</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>espeziale1</author>
         <link>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/3039699652</link>
         <description><![CDATA[<p>Penso che Borderless World rappresenti al meglio questa categoria del design. Al suo interno racchiude infatti l'invisibilità del percorso museale che è assente e assolutamente libero.</p><p><br/></p><p>La relazione non solo con lo spazio ma sopratutto con gli altri visitatori l'ho trovata di incedibile sensualità emoiva e fisica. Nell'installazione siamo assolutamente dipendenti dal corpo dell'altro.</p><p><br/></p><p>Infine, l'elementoominate, è sicuramente la forte suggestione che l'installazione è in grado di creare anche grazie all'avanzata tecnologia ipmplementata.</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2024-06-27 09:47:52 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/3039699652</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>espeziale1</author>
         <link>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/3039702042</link>
         <description><![CDATA[<p>Nulla può rappresentare al meglio la casualità e l'indeterminatezza come le installazioni della Stocker.</p><p><br/></p><p>Nello specifico credo che l'installazione alla Kunst Galerie di Bolzano sia emblematica per questa sezione.</p><p><br/></p><p>L'ambiente non ha senso e non è afferrabile se non da una specifica posizione che mette in ordine lo spazio. La casualità e l'indeterminatezza stanno nel modo e nella posizione da cui vediamo le cose. La riflessione però è d'obbligo: esiste davvero un punto che mette in ordine le cose?</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2024-06-27 09:51:39 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/3039702042</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>espeziale1</author>
         <link>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/3039706582</link>
         <description><![CDATA[<p>Per questa sezine ho scelto due installazioni fortemente evocative.</p><p><br/></p><p>Catastrophe and the Power of Art è la narrazione del dolore più efficace che io abbia mai incontrato. Non solo i racconto dell'intimità e del micromondo delle sofferenze personali che rischiano di perdersi in quello enorme della generalità, ma anche la scoperta (o forse la conferma del ruolo incredibile che l'arte può avere nel recupero.</p><p><br/></p><p>Park Interactives invece presenta sicuramente un argomento di fondo meno "duro" ma un'eguale profondit di narrazione. Credo che il pensiero dietro questa installazione sia proprio "l'antinarrazione". Un parco che di sera diventa luogo delle pi crude attività è davvero presentabile come un luogo per famiglie di giorno? Credo che in questo senso questa sia una delle opere più coraggiose che abbia incontrato nel mio percorso.</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2024-06-27 09:57:01 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/3039706582</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>espeziale1</author>
         <link>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/3039710064</link>
         <description><![CDATA[<p>Per questa sezione ho scelto una particolare installazione di Kram/Weisshar realizzata a Londra nel 2010.</p><p><br/></p><p>Pensos sia davvero emblematica della grande capacità generativa che l'uomo ha ottenuto per tutto il corso della sua storia.</p><p><br/></p><p>Nell'installazione infatti nulla è materiale o reale fino alla fine. Tutti i messaggi che il macchinario proietta infatti partono dalla virtualità ed arrivano ad una sola parziale realtà, quella della luce, che è comunque inafferabile.</p><p><br/></p><p>Penso sia una delle opere che regala più spunti di riflessione sull'evoluzione della società umana e del potere che ha ottenuto senza, probabilmente, rendersene conto.</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2024-06-27 10:02:23 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/3039710064</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>espeziale1</author>
         <link>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/3039713005</link>
         <description><![CDATA[<p>Anche per questa categoria ho scelto delle opere diverse nel loro impatto visivo e nella loro tecnica di realizzazione.</p><p><br/></p><p>Ice Pavilion infatti approfitta delle dinamiche natural per completare una struttura assolutamente artificiale, dimostrando unimportante sinergia traa natura e mano d'opera umana.</p><p><br/></p><p>The Floating Piers invece penso possa rappresentare l'esatto contrario. Dimostra come l'uomo, in nome della ricerca di esperienze sempre più nuove, tenti l'impossibile provando a modificare la natura stessa. L'opera sicuramente fornisce numerosi spnti sul rapporto uomo-natura e sul rispetto che dobbiamo avere nei confronti di quest'ultima.</p><p><br/></p><p>Untitled no.1 invece parte dal rapporto inverso. Dall'artificiale a qualcosa che prova ad essere il più naturale possibile. Si può parlare di uomo se l'uomo in questione è creato da una macchina?</p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2024-06-27 10:07:16 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/3039713005</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>espeziale1</author>
         <link>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/3039716713</link>
         <description><![CDATA[<p>Anche per l'ultima categoria ho scelto tre installazioni.</p><p><br/></p><p>Visioni dal Miglio Bianco lavora su un primo piano evociativo, quello storico e che parte dalla realtà. Non evoca in noi particolari sensazioni interiori ma esteriori. La possibilità di rivedersi collocati nel passato agisce sulla nostra fantasia più che sui nostri sentimenti e sulle nsotre sensazioni.</p><p><br/></p><p>Nel caso della seconda installazione ho invece deciso di portare ad esempio un'artista Mikol Assael e presentare in tre opere il suo modo di itendere l'evocatività dell'arte. Un modo molto concreto, di cui si fa veicolo una sensazione assolutamente fisica in grado di trasportarci in situazioni ben precise ed esattamente pianificate (che sia una stanza ghiacciata, un cnatiere con l'odore del gasolio o la sensazoione di stare in un vespaio).</p><p><br/></p><p>Infine, Fiel Atmosphonia, presenta forse il più alto grado di libera evocazione. Utilizzando il suono e la luce, ossia i due veicoli emotivi meno concreti tra tutti, l'installazione trasporta l'osservatore lontano.</p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2024-06-27 10:12:36 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/espeziale1/cse170mdfvkz57yb/wish/3039716713</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
