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      <title>Comacchio by Arianna Faso</title>
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      <description>La piccola Venezia</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-12-05 16:17:12 UTC</pubDate>
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         <title>Un po&#39; di storia</title>
         <author>faso_arianna</author>
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         <description><![CDATA[<div>Comacchio, la città lagunare, ebbe storia varia ed agitata.&nbsp;<br>I primi insediamenti, non autoctoni, risalgono al VI sec. a. C., quando si stabilì una popolazione etrusca, fondando la città di Spina. All'epoca Comacchio non esisteva ancora e la linea di costa era a soli 3 km. Dopo il declino di Spina nel III sec a. C., non ci sono testimonianze di abitati, fino all'età tardo-romana, alla quale risalgono alcune ville riscoperte nelle valli bonificate. Comacchio ebbe origine da un insediamento fortificato, eretto lungo il fiume, a protezione dall'area di influsso longobardo. Le prime evidenze archeologiche riguardanti il villaggio sono del VII-VIII secolo d.C. La ricchezza e l'autonomia di Comacchio erano destinate presto ad attenuarsi in quanto troppi potentati limitrofi erano interessati al dominio sulle sue grandi risorse naturali: le valli ricchissime di pesce, il mare, le saline.<br>In seguito alla caduta dell' Impero Romano d'Occidente, Comacchio entrò a far parte dell' Esarcato di Ravenna e poi del Regno Longobardo, come attesta il Capitolare di Liutprando, del 715 d. C., nel quale vengono descritte le norme e le tasse da pagare da parte dei Comacchiesi, per il commercio del sale nel Regno.<br>In questo periodo la municipalità viene alternata, prima sotto l'influsso di Ravenna poi sotto quello di Ferrara. Successivamente sarà destinata a confluire nell'ambito estense come parte del Ducato di Ferrara. La città non conserva quasi traccia del periodo della dominazione estense, del Rinascimento. <br>Sconfitti e cacciati i Longobardi, Carlo Magno donò la città lagunare alla Chiesa. L'importanza strategica di Comacchio nella produzione e commercio del sale, fece scoppiare la guerra contro Venezia (866), che durò per secoli: nel 932 le armate della Serenissima rasero al suolo il paese. Divenuto libero comune, nel 1325 gli abitanti fecero un atto di dedizione ai Duchi d'Este, che da quel momento governarono e gestirono i profitti delle valli, mentre la produzione del sale continuava ad essere ostacolata da Venezia.<br>Dopo la devoluzione estense del 1598, Comacchio appartenne allo Stato Pontificio e, nonostante le ribellioni dei cittadini, cominciò un lungo periodo caratterizzato dall'affitto e subaffitto delle valli a comacchiesi e forestieri, a prezzi spropositati.<br>La forma attuale la città l'ebbe a partire dal 1630 circa, per iniziativa della Santa Sede, dopo che questa ebbe riavvocato a sé il ducato di Ferrara.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-07 19:45:10 UTC</pubDate>
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         <title>Etimologia</title>
         <author>faso_arianna</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il nome della città potrebbe derivare dal greco <em>kuma= onda, cumaculum= piccola onda. </em>Ma un'altra interpretazione potrebbe essere <em>commeatulus= raduno di navi.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-07 20:21:39 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>TREPPONTI O PONTE PALLOTTA</title>
         <author>faso_arianna</author>
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         <description><![CDATA[<div>Autentico emblema di Comacchio, voluto dal Cardinale legato Giovan Battista Pallotta nel contesto della cosiddetta rinascita urbanistica. Il manufatto di laterizio, innalzato intorno al 1638 dal cappuccino Giovanni Pietro da Lugano su disegno dell'architetto Luca Danese di Ravenna, costituisce il punto di unione tra il canale navigabile "Pallotta", proveniente dal mare, ed il centro della città, in quanto sotto la sua unica volta si distribuiscono le vie d'acqua interne, per mezzo di una fitta rete di canali. Comprende cinque ampie scale (tre anteriori e due posteriori) ad arco a tutto sesto, che consentono di raggiungere la sommità, in pietra d'Istria.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-07 20:27:53 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>faso_arianna</author>
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         <pubDate>2017-12-07 20:39:14 UTC</pubDate>
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         <title>Arrosticini di anguilla al Fortana con salsa di cipolla Tropea </title>
         <author>faso_arianna</author>
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         <pubDate>2017-12-07 21:35:46 UTC</pubDate>
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         <title>Anguilla ai ferri</title>
         <author>faso_arianna</author>
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         <pubDate>2017-12-07 21:46:51 UTC</pubDate>
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         <title>Eventi</title>
         <author>faso_arianna</author>
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         <pubDate>2017-12-07 21:53:38 UTC</pubDate>
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         <title>Visite</title>
         <author>faso_arianna</author>
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         <pubDate>2017-12-07 21:57:53 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>faso_arianna</author>
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         <pubDate>2017-12-07 22:02:58 UTC</pubDate>
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         <title>Le valli</title>
         <author>faso_arianna</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le valli di Comacchio si estendono complessivamente per 13.700 mila ettari, per la maggior parte del territorio con afferenze nei limitrofi comuni di Argenta e Ravenna. Costituiscono uno dei maggiori complessi salmastri d'Italia. La morfologia del comprensorio vallivo con i suoi specchi d'acqua, ora conchiusi, ora in diretto collegamento con il mare, compongono un mosaico di habitat naturali che numerose specie di uccelli hanno eletto come luogo ideale per sostare, vivere o riprodursi. Gli argini rappresentano vere e proprie architetture di terra, i dossi assolvendo il compito di spartiacque e frangiflutti, li difendono. Sono almeno 37 le specie di interesse comunitario regolarmente presenti nel sito; di importanza internazionale la nidificazione della Spatola presente con la più numerosa colonia in Italia&nbsp; (circa 100 coppie). Di importanza nazionale le popolazioni nidificanti dell'Airone bianco maggiore, ma anche di alcune specie di Caradriformi (Cavaliere d'Italia, Avocetta, Fratino) e di Anatidi tra cui in particolare Volpoca&nbsp; (25-30% totale nazionale), mentre Mestolone, Canapiglia e Moriglione presenti con popolamenti che nella maggior parte dei casi superano il 50% del totale italiano. La specie più rappresentativa , e scenografica, è quella del fenicottero Phoenicopterus roseus , stanziale nella vicina Salina.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-07 22:12:51 UTC</pubDate>
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         <title>I bilancioni</title>
         <author>faso_arianna</author>
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         <pubDate>2017-12-07 22:13:48 UTC</pubDate>
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         <title>Le saline</title>
         <author>faso_arianna</author>
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         <description><![CDATA[<div>Estesa per oltre 600 ettari, situati alle spalle del Lido degli Estensi, la salina di Comacchio conserva un impianto realizzato in epoca napoleonica e testimonia il ruolo rivestito fin dall'antichità nella produzione del sale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-07 22:17:10 UTC</pubDate>
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         <title>Vivaio anguille</title>
         <author>faso_arianna</author>
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         <pubDate>2017-12-07 22:23:06 UTC</pubDate>
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         <title>Tipica imbarcazione comacchiese</title>
         <author>faso_arianna</author>
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         <description><![CDATA[<div>La batana</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-07 22:23:45 UTC</pubDate>
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         <title>PONTE DEGLI SBIRRI</title>
         <author>faso_arianna</author>
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         <description><![CDATA[<div>Eretto nel 1631-1635 e progettato dall'architetto Luca Danese di Ravenna per volere del Cardinale Pallotta, è un manufatto originale costituito da tre arcate in mattoni e pietra d'Istria. Il ponte delle Carceri o degli Sbirri prende il nome dalle carceri che un tempo ospitavano i detenuti di Comacchio, per la maggior parte pescatori di frodo o "fiocinini".<br>Sul Ponte degli Sbirri si innesta un quadrivio di canali che costituisce lo snodo d'acqua principiale della città, da cui era possibile navigare in direzione del mare a est, verso il centro a nord, verso le Valli a sud, attraverso la Porta San Pietro, verso la zona destinata ai mercati a ovest. </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-08 11:43:38 UTC</pubDate>
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         <title>CATTEDRALE DI SAN CASSIANO</title>
         <author>faso_arianna</author>
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         <description><![CDATA[<div>Maestoso edificio dedicato al Santo Patrono della città, sorge nel luogo dove si levava l'antica cattedrale romanica, eretta nel 708 e demolita nel 1694. La prima pietra della nuova Cattedrale fu posta il 25 marzo 1659 dal Vescovo di Comacchio Sigismondo Isei, ma venne consacrata solennemente solo nel 1740. La facciata è in mattoni, con alcuni particolari in pietra d'Istria. L'interno, ad unica navata, comprende dodici cappelle disposte lateralmente, all'interno delle quali si possono ammirare stupende tele di Biagio Bovi ( XVIII sec.) della scuola bolognese dei Carracci, il crocefisso in legno, del XVII sec., dello scultore ferrarese Germano Cignani e la scultura raffigurante Santa Lucia, di scuola veneziana (sec. XV). Particolare è la scenografia offerta dall'abside, che ospita l'imponente altare settecentesco in marmo e la cinquecentesca statua lignea del martire Cassiano, protettore della città e dell'antica diocesi. Sopra la porta centrale d'ingresso trova posto la Cantoria e l'Organo, costruito a Modena nel 1728 da Gian Domenico Traeri.A fianco del Duomo sorge la Torre Campanaria, costruita una prima volta nel 1751 dal veneziano Giorgio Fossati e rovinata al suolo nel 1757. Venne ricostruita durante il secolo successivo ed ultimata nel 1868, priva del fastigio alla sommità e quindi ad altezza ridotta rispetto all'originaria, di cui rimane la poderosa base in pietra d'Istria. All'interno, a fianco della bussola, si può ammirare la tavola pittorica che presenta il modello originale della torre.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-08 11:51:56 UTC</pubDate>
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         <title>SANTA MARIA IN AULA REGIA</title>
         <author>faso_arianna</author>
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         <description><![CDATA[<div>Situato nell'estremità occidentale della città, è meglio conosciuto come "Chiesa dei Cappuccini". L'attuale edificio sorge in un'area anticamente occupata dal Monastero di S. Maria in Auregiario, la cui presenza viene attestata già nel X sec. d.C. e fino al XII sec. Nel 1570, dopo che la chiesa fu estinta ed i suoi beni ceduti ad una congregazione religiosa, fanno il loro ingresso i Padri Cappuccini, voluti dal duca Alfonso II d'Este. Si tratta di un manufatto seicentesco (1665), con facciata in stile neoclassico, più volte rimaneggiato. All'interno, ad unica navata e con cappelle laterali che accolgono tele di buona fattura, di particolare interesse è l'ancona posata sull'altare maggiore, sovrastata dalla statua in terracotta della Beata Vergine, venerata col titolo di Santa Maria in Aula Regia: protettrice della città e della maternità comacchiese.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-08 11:58:16 UTC</pubDate>
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         <title>CHIESA DEL CARMINE</title>
         <author>faso_arianna</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Situata sulla via Carducci, a lato del ponte Pizzetti e di fronte al ponte omonimo, si presenta come un semplice edificio dalle linee rinascimentali. Costruita, in cotto, all'inizio del XVII secolo per iniziativa della Confraternita del Carmine, è ad una sola navata con abside semicircolare. Il campanile che si innalza sulla sinistra è del 1756. L'interno, che negli anni '70 ha subito considerevoli mutamenti, conserva una grande e pregevole ancona lignea del XVII secolo, azzurra e oro, ricca di ornamenti, che custodisce l'immagine della Madonna del Carmine col Bambino.<br><br></div><div><br> <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-08 12:01:17 UTC</pubDate>
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         <title>CHIESA DEL SUFFRAGIO</title>
         <author>faso_arianna</author>
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         <description><![CDATA[<div>Situata a pochi metri dalla Loggia del Grano, fu dedicata a Santa Maria delle anime purganti, più nota come Chiesa del Suffragio o di Sant'Antonio e recentemente come Sacrario dei Caduti, ospita le spoglie di alcuni caduti comacchiesi nella prima e seconda guerra mondiale. La sua costruzione risale al 1644. Di notevole pregio il trittico pittorico posto dietro l'altare, la cui tela centrale di Antonio Randa (1577-1650) raffigura la Madonna col Bambino, Sant'Antonio e le anime del purgatorio alle quali il santo dona refrigerio versando acqua da un vaso. Ai lati, due pannelli che raffigurano un corteo di anime, di autore ignoto del XVII secolo, e un angelo che trae un'anima dal purgatorio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-08 12:05:31 UTC</pubDate>
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         <title>CHIESA DEL ROSARIO</title>
         <author>faso_arianna</author>
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         <description><![CDATA[<div>Costruita nel 1618 per volere della confraternita del S. Rosario. Di pregevole fattura la facciata, tutta in mattoni. La animano il bel portale in pietra d'Istria, l'ampia finestra, riquadrata da una larga cornice in cotto, le nicchie, le lesene, la prominenza delle cornici del timpano e l'alto zoccolo. L'interno è ad unica navata con volta a botte ribassata. Di particolare interesse lo splendido Crocefisso ligneo, opera del veneziano Filippo de Porris (1641), la statua in legno policromo della Beata Vergine (sec. XVII), le tele riproducenti la decollazione del Battista e l'Annunciazione della Vergine (sec. XVII). Da ammirare la grande tela del pittore comacchiese Cesare Mezzogori, raffigurante la Madonna del Rosario in un tripudio di angeli e con i Santi Domenico e Giustina (sec. XVII).</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-08 12:10:09 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>MONASTERO SANT&#39; AGOSTINO</title>
         <author>faso_arianna</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sorge al termine di Corso Garibaldi, nell'estremità orientale dell'asse longitudinale cittadino. Eretto probabilmente fra il VI ed il VII secolo, il Monastero dedicato prima a S. Mauro, subì, durante le continue e rovinose incursioni da parte dei veneziani e saraceni, pesanti saccheggi. Ne rimase soltanto una piccola chiesa che nel 1622 fu ceduta ai Padri Agostiniani scalzi e nel 1644 fu dedicata anche a S. Agostino (da cui l'attuale nome). I nuovi monaci pensarono così, fin dal 1761, di costruirvi un convento, trasformatisi poi in fortezza, allorché le truppe austriache presidiarono Comacchio. Attualmente è in attesa di restauro.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-08 12:13:16 UTC</pubDate>
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         <title>EX OSPEDALE DEGLI INFERMI</title>
         <author>faso_arianna</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>L'antico Ospedale degli Infermi di Comacchio è una bellissima e preziosa testimonianza dello stile e del dibattito sociale del Neoclassicismo. Eretto tra il 1778 e il 1784, è stato costruito dal Comune di Comacchio su impulso di Papa Clemente XIV. L'Ospedale è stato concepito come luogo a carattere "sacro", un vero tempio della salute, eretto per aiutare la "sofferente umanità" – così si legge nella lapide affissa sulla porta dell'ingresso principale – "affinchè la povertà e l'abbandono non siano di ostacolo al raggiungimento della salute", ma è altresì caratterizzato da un impianto fortemente razionale e innovativo.<br>L'incarico del progetto fu affidato all'architetto Antonio Foschini (1741-1813), veneziano di nascita e ferrarese di adozione, il quale realizzò la facciata e il corpo principale dell'edificio. La parte posteriore, con la facciata meno solenne, ma altrettanto pregevole, è invece opera del ferrarese Gaetano Genta (1750-1837), l'architetto che nel 1780 sostituì Foschini nella direzione dei lavori e nel completamento dell'edificio. L'ospedale fu inaugurato da un decreto di Eugenio Napoleone, vicerè d'Italia, il 15 maggio 1811 e la struttura rimase in attività sino alla fine degli anni '70 del secolo scorso. La facciata, volutamente aulica, è composta da un pronao con quattro grandiose colonne che reggono un frontone triangolare e da due corpi laterali, l'uno destinato all'oratorio e l'altro alla farmacia. Due campanili a vela si innalzano ai lati del frontone, come proseguimento ideale delle lesene che segnano il confine con le ali laterali. I materiali giocano sul contrato tra il rosso del mattone, il bianco luminoso della Pietra d'Istria e i bianchi caldi delle parti ad intonaco.<br>Ad oggi è sede del "Nuovo museo del Delta antico".</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-08 12:16:29 UTC</pubDate>
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         <title>LOGGIA DEL GRANO </title>
         <author>faso_arianna</author>
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         <description><![CDATA[<div>Eretta nel 1621 per opera del Cardinale Giacomo Serra fu adibita a deposito di grano per i poveri di Comacchio. A pianta rettangolare è sostenuta da colonne in marmo. Ha forma ottagonale irregolare e poggia su un basamento in pietra d'Istria. Presenta al centro una nicchia che ospita la statua della Beata Vergine della Visitazione, opera del ferrarese Francesco Vidoni, terracotta del tardo '500.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-08 12:25:37 UTC</pubDate>
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         <title>MANIFATTURA DEI MARINATI</title>
         <author>faso_arianna</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'intero ciclo di lavorazione delle anguille e delle acquadelle avveniva nei locali della manifattura, attività che si è protratta consecutivamente per oltre sessant'anni, la quale comprendeva: la Calata, luogo di approdo delle barche per il conferimento del pesce, la Sala dei Fuochi con i suoi dodici camini utilizzati per la cottura delle anguille, la Sala degli aceti con i tini e le botti necessari per la marinatura ed infine la friggitoria per la cottura delle acquadelle.<br>L'istituzione del nuovo laboratorio dell' "Anguilla marinata tradizionale delle Valli di Comacchio" ha permesso la ripresa della più tradizionale lavorazione della ittà dei Trepponti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-08 12:28:31 UTC</pubDate>
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         <title>Documentario storico</title>
         <author>faso_arianna</author>
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         <description><![CDATA[<div>La lavorazione dell'anguilla</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-08 12:58:21 UTC</pubDate>
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         <title>Sito ufficiale del comune</title>
         <author>faso_arianna</author>
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         <description><![CDATA[<div><a href="http://www.comune.comacchio.fe.it/index.php">http://www.comune.comacchio.fe.it/index.php</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-08 12:59:53 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>faso_arianna</author>
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         <description><![CDATA[<div><a href="http://www.ferraraterraeacqua.it/it/comacchio">http://www.ferraraterraeacqua.it/it/comacchio</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-08 13:04:05 UTC</pubDate>
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         <title>La ghiacciaia</title>
         <author>faso_arianna</author>
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         <description><![CDATA[<div>A sinistra possiamo vedere un cumulo di ghiaccio che veniva utilizzato per conservare il pesce appena pescato</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-25 15:01:16 UTC</pubDate>
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         <title>Viale e loggiato dei Cappuccini</title>
         <author>faso_arianna</author>
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         <pubDate>2018-01-25 15:03:00 UTC</pubDate>
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         <title>Piccolo Fiocinino</title>
         <author>faso_arianna</author>
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         <pubDate>2018-01-25 15:03:48 UTC</pubDate>
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         <title>Sophia Loren</title>
         <author>faso_arianna</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'attrice immortalata durante le riprese del film "La donna del fiume" del 1955, diretto da Mario Soldati.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-25 15:04:21 UTC</pubDate>
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