<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title>la musica del medioevo by </title>
      <link>https://padlet.com/m_santonicola/cohqvdb6z35k</link>
      <description>raffaella ferrafguti</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-04-20 19:42:15 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2017-07-03 12:47:17 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
      <image>
         <url>https://padlet-assets.s3.amazonaws.com/icons/Tent.png</url>
      </image>
      <item>
         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/m_santonicola/cohqvdb6z35k/wish/167375106</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=zZYpccB-ZB4" />
         <pubDate>2017-04-20 20:16:11 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/m_santonicola/cohqvdb6z35k/wish/167375106</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/m_santonicola/cohqvdb6z35k/wish/167375866</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=nRNqIgWXah0" />
         <pubDate>2017-04-20 20:22:06 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/m_santonicola/cohqvdb6z35k/wish/167375866</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/m_santonicola/cohqvdb6z35k/wish/167376143</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=NPDCsi1mbhE" />
         <pubDate>2017-04-20 20:23:50 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/m_santonicola/cohqvdb6z35k/wish/167376143</guid>
      </item>
      <item>
         <title>La funzione della musica nel MedioevoIn questo periodo, la musica non assume però il significato di oggi; la musica medievale, come quella antica, aveva una funzione pratica: suonare per accompagnare il lavoro, per accompagnare una battaglia o un banchetto, e ancora, una festa o una celebrazione. La musica veniva improvvisata oppure composta per delle occasioni particolari, destinata quindi ad essere eseguita una sola volta e perciò non veniva scritta per tramandarla. Motivo per cui della musica medievale non rimangono molti documenti, ad eccezione della musica sacra destinata invece a durare nel tempo.La musica medievale: la musica religiosaQuesto genere di musica aveva anch’essa uno scopo: dare importanza alla preghiera, arricchirla. I testi di questi canti si ispiravano a quelli biblici ed erano perlopiù parlati. Solo dopo il IV secolo si diffusero altri tipi di musica religiosa, tra cui l’inno.L’inno, il canto religioso e il canto gregorianoL’inno rappresenta una forma di canto religioso, nato in Asia minore nel II – III secolo. La sua diffusione in Occidente si ebbe appunto a partire dal IV secolo, in particolare grazie a Sant’Ambrogio, vescovo di Milano, che compose alcuni inni ancora oggi famosi e cantati nella chiesa milanese. Destinati ad essere eseguiti dai fedeli, gli inni dovevano quindi essere facili da cantare. Il testo era composto da versi suddivisi in strofe, musicate con la stessa melodia.Nel frattempo, in Occidente, si era sviluppato il canto religioso, prendendo caratteristiche differenti a seconda della regione. Roma si ispirava infatti alla musica ebraica e greca. Alcuni pontefici a Roma, tra i quali Gregorio I Magno, revisionarono i canti liturgici.Dal canto religioso romano si sviluppò il canto gregoriano, che prese il nome proprio da Gregorio Magno, e si diffuse in Italia e in Europa. Il canto gregoriano si basava su un testo latino, che era appunto la lingua ufficiale della chiesa, ed era monodico, ovvero tutti cantavano la stessa melodia. Veniva usato per le cerimonie religiose.</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/m_santonicola/cohqvdb6z35k/wish/167376964</link>
         <description><![CDATA[<div>Canti cristiani e preghiere vennero suddivisi, a partire dal IV secolo, nei riti dell’Ufficio (momenti di preghiera e canto recitate dai monaci durante la giornata) e della <strong>Messa</strong> (la forma liturgica più importante della chiesa cattolica).<br><br></div><div>Dopo l’anno Mille, superata <strong>la paura della fine del mondo</strong>, si assistette a dei cambiamenti: dalla vita economica a quella politica, ma anche mutamenti si verificarono nella mentalità, cambiando il modo di pensare e anche di esprimersi della gente. Fu il periodo in cui gli artisti non si rivolsero più soltanto a Dio, ma anche al mondo terreno. Nel contesto della musica medievale, tale mentalità influì anche sulla musica sacra, portando alla nascita di due nuove forme musicali: il dramma liturgico e la lauda.<br><br></div><div><br><br><br></div><div><br></div><div><br><br><br></div><div><br></div><div><br></div><div><br><br></div><div>Il dramma liturgico</div><div>Per quanto riguarda il <strong>dramma liturgico</strong>, nelle principali ricorrenze, quali il <a href="http://cultura.biografieonline.it/riferimenti/natale/">Natale</a> o la <a href="http://cultura.biografieonline.it/riferimenti/pasqua/">Pasqua</a>, venivano allestiti nelle chiese delle rappresentazioni teatrali che si ispiravano ai testi sacri, dove i fedeli partecipavano in veste di attori. Questi drammi venivano cantati in latino, lingua che il popolo non capiva più, tanto che si arrivò anche nelle chiese a cantare musiche in lingua parlata.<br><br></div><div>La lauda</div><div>La <strong>lauda</strong> nacque invece nel XIII secolo ad opera delle confraternite di <strong>laici francescani</strong>. Si tratta di un canto di lode che veniva cantato dai confratelli durante le processioni in onore di <a href="http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=2172&amp;biografia=Ges%F9+di+Nazareth">Gesù</a>, della vergine o dei <a href="http://cultura.biografieonline.it/riferimenti/santi-e-beati/">santi</a>. Era articolata in strofe, che venivano eseguite a volte da un solista, alternate da un ritornello, con il testo in volgare.<br>La nascita della polifonia</div><div>Continuiamo il nostro excursus sulla musica nel Medioevo: in Francia, già dal IX secolo, il canto gregoriano si trasformò, sovrapponendosi a un’altra linea melodica, che veniva improvvisata, che si accostava alla prima: era l’inizio della nascita della <strong>polifonia</strong> (letteralmente: molti suoni). Questa pratica si sviluppò soprattutto nelle <strong>cattedrali</strong>.<br><br></div><div><a href="http://cultura.biografieonline.it/cattedrale-di-chartres/cattedrale-chartres-interno/"><figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:768,&quot;url&quot;:&quot;http://cultura.biografieonline.it/wp-content/uploads/2013/10/cattedrale-chartres-interno.jpg&quot;,&quot;width&quot;:1152}" data-trix-content-type="image"><img src="http://cultura.biografieonline.it/wp-content/uploads/2013/10/cattedrale-chartres-interno.jpg" height="768" width="1152"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></a><br><br></div><div>È il XII secolo, quando a Parigi, nella cattedrale di Notre-Dame, nasce una scuola polifonica grazie a due musicisti: Leoninus e Perotinus, che scrivono le prime composizioni polifoniche, chiamate “<em>organum</em>” e “<em>discantus</em>”. Sono musiche a due o più voci, quindi era necessario calcolare la durata dei suoni ed è così che nacque la <strong>notazione “mensurale”</strong>.<br><br></div><div>La musica nel Medioevo: la musica profana</div><div>Poco dopo l’anno Mille si sviluppò la <strong>musica profana</strong>, che prese il via soprattutto in Francia ad opera di poeti musicisti, che componevano poesie e le musicavano. Erano nobili, feudatari, cavalieri e dame che si dilettavano a comporre: essi non erano musicisti di mestiere. Prendevano il nome di <strong>trovatori</strong> o <strong>trovieri</strong> a seconda della zona in cui abitavano. Perlopiù erano poesie d’amore.<br><br></div><div><a href="http://cultura.biografieonline.it/musica-medievale/guillaume-de-machault/"><figure class="attachment attachment-preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:560,&quot;url&quot;:&quot;http://cultura.biografieonline.it/wp-content/uploads/2015/12/Guillaume-de-Machault.jpg&quot;,&quot;width&quot;:720}" data-trix-content-type="image"><img src="http://cultura.biografieonline.it/wp-content/uploads/2015/12/Guillaume-de-Machault.jpg" height="560" width="720"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></a>Illustrazione di un manoscritto parigino del 1350 che ritrae Guillaume de Machaut (a volte indicato come Machault), a destra. Machaut riceve la Natura che gli offre tre dei suoi figli.</div><div>Nel 1300in Italia e in Francia si sviluppò un movimento musicale denominato “<em>Ars nova</em>” (arte nuova), che tendeva a valorizzare la musica profana. Il maggiore esponente fu <strong>Guillaume de Machaut</strong>. A lui si deve la prima messa intera in stile polifonico composta in occasione dell’incoronazione del re Carlo V il Saggio (che avvenne nel 1364).<br><br></div><div>La musica nel Medioevo vede il territorio italiano come protagonista di questo periodo: Firenze fu infatti il centro del movimento della <em>musica profana</em>: qui le composizioni si modellarono sui testi e sui ritmi della poesia di <a href="http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=931">Dante</a>, di <a href="http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=2735&amp;biografia=Giovanni+Boccaccio">Boccaccio</a>, di <a href="http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=2253&amp;biografia=Francesco+Petrarca">Petrarca</a>. Una testimonianza della produzione di <strong>musica fiorentina</strong> di questo periodo è data dal codice Squarcialupi, che prendeva il nome da <strong>Antonio Squarcialupi</strong>, organista al servizio di <a href="http://biografieonline.it/biografia.htm?BioID=5">Lorenzo il Magnifico</a>. Si tratta, in sostanza, una raccolta di manoscritti di composizioni di autori del Trecento.<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2017-04-20 20:28:52 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/m_santonicola/cohqvdb6z35k/wish/167376964</guid>
      </item>
      <item>
         <title> Fu nel Medioevo che nacque la Schola Cantorum, formatada cantori e insegnanti con il compito di istruireuomini e ragazzi come musici ecclesiastici.Essa prende il nome dal recinto, detto appunto&quot;schola cantorum&quot;, in cui si raccoglievano salmisti o cantori,coloro cioè che intonavano la prima parte dei salmicui seguiva poi il canto dei fedeli.Il recinto era collocato sull&#39;estremità della navata principalein prossimità o a contatto del santuario col quale potevacomunicare mediante una porta detta &quot;santa&quot;.Il medioevo è un&#39;epoca che copre quasi 1000 anni di storia:va infatti all&#39;incirca dalla fine del V secolo d.C. fino al XV secolo.Questo lungo periodo storico è ricchissimo di musica.Tuttavia nella maggior parte dei casi questa musicanon aveva la funzione che noi moderni le attribuiamo.La musica medievale, come quella antica, è ancora, in buona parte,musica di &quot;vita&quot;, da suonare per accompagnare un lavoro,una battaglia, un banchetto, una festa o una celebrazione.In generale possiamo dire che la musica medievale, che vadal VI all&#39;XI sec. d.C., aveva le seguenti caratteristiche: le melodie erano improvvisate, infatti non vi era distinzione fra compositore ed esecutore,ed erano quasi sempre associate a un testoo alla danza o a tutti e due gli elementi.Per questo motivo, spesso, le esecuzioni musicalierano eseguite da cantanti che accompagnavano la loro melodiacon i movimenti di prescritte figurazioni di danza.La musica poi, essendo destinata a essere eseguita una sola volta,non aveva bisogno di essere scritta e tramandata ai posteri.Questo è il motivo principale per cui della musica medievalesi hanno pochi documenti.</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/m_santonicola/cohqvdb6z35k/wish/167378863</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2017-04-20 20:43:17 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/m_santonicola/cohqvdb6z35k/wish/167378863</guid>
      </item>
      <item>
         <title> Dopo il Mille, col nascere delle varie lingue neolatine,sorsero, soprattutto in Francia, le figure di poeti-musicistiche giravano di corte in corte a cantare le lorocomposizioni poetiche, accompagnandosi con il liuto.Presso le corti dei nobili francesi e nei castelli feudali, infatti,fiorirono, tra il 1100 e il 1200, le canzoni dei trovatori e dei trovieri.Dolci, elegiache, amorose, quelle dei trovatori che operavanonella Francia meridionale; epiche, satiriche e moraleggianti quelledei trovieri che ebbero il loro campo d’azione nella Francia settentrionale.I trovatori, per lo più membri della nobiltà, fiorirono in Provenza,la regione meridionale della Francia e scrivevano in provenzale, la langue d&#39;oc.Le loro canzoni erano raccolte in manoscritti chiamati chansonnierse i testi trattavano principalmente l&#39;amor cortese, ma anche argomentidi carattere politico e religioso.I trovieri erano membri sia dell&#39;aristocrazia, sia della borghesia,imitarono l&#39;arte dei trovatori traducendo i loro testi nel proprio dialettoma gli argomenti e lo stile musicale erano essenzialmente gli stessi.Essi frequentavano le corti aristocratiche dedicando la loro artesoprattutto alle nobile dame: l’amore cortese, inteso comevassallaggio alla donna, era infatti l’argomento principale delle loro canzoni,scritte in provenzale o lingua d’Oc (lingua romanza ancora oggi in usopresso le popolazioni occitane).A differenza di quella dei menestrelli, la musica dei trovatorisolitamente veniva scritta e questa è una conferma della sua origine colta.Accomunati da un’unica alta concezione dell’arte, i trovatori furono musicisti delle proprie composizioni e si espressero in ritmi e forme diverse, tra cui la canzone, la tenzone, il discorso, il lamento,secondo il prevalere di temi prettamente lirici o morali o politici.Il movimento trobatorico ebbe il suo primo rappresentantein Guglielmo d’Aquitania.</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/m_santonicola/cohqvdb6z35k/wish/167379261</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2017-04-20 20:46:05 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/m_santonicola/cohqvdb6z35k/wish/167379261</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Carmina Burana Raccolta di canti medievali goliardici, per lo più in latino, ma anche in tedesco o bilingui, scoperta in un codice del 1225 circa, proveniente dall’abbazia di Benediktbeuern (Bura Sancti Benedicti) e conservato ora nella Biblioteca statale di Monaco (Clm 4660). Sono canti religiosi o profani: scherzosi, amatori, satirici, blasfemi alcuni e mistici altri, in strofe e versi vari rimati. A essi si ispirò il musicista C. Orff per la sua omonima composizione (1937)</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/m_santonicola/cohqvdb6z35k/wish/167380522</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2017-04-20 20:54:38 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/m_santonicola/cohqvdb6z35k/wish/167380522</guid>
      </item>
      <item>
         <title>I Canti carnascialeschi furono un genere musicale in voga a Firenze nel Quattrocento ai tempi di Lorenzo il Magnifico, a cui viene attribuita pure la loro paternità.[1]La loro diffusione andò ben oltre il Cinquecento, come attestò la prima antologia curata da Anton Francesco Grazzini nel 1559, che è stata presa come modello di riferimento dagli storici della letteratura, quali Charles S. Singleton negli anni quaranta e cinquanta del Novecento[2]. I canti carnascialeschi assomigliano ai carri e ai trionfi, dato che tutti questi generi seguono una forma metrica folklorica, come la barzelletta o la ballata, intervallata da un ritornello ed arricchita, talvolta dalla simulazione della caccia e della frottola. Questi canti abitualmente venivano eseguiti durante le feste di carnevale da un gruppo di maschere camminanti sulla strada o collocate sui carri.Le maschere rappresentavano principalmente i mestieri e lo scopo della rappresentazione era quello di descrivere sia i gesti e le abitudini della categoria sia di alludere e riferirsi grazie a doppi sensi alla grande tematica della pratica dell&#39;amore. Tra i mestieri raffigurati all&#39;epoca erano immancabili quelli dello spazzacamino, del tessitore, del dipintore.I canti venivano anche musicati come ha potuto attestare Federico Ghisi nella sua ricerca storica effettuata nel 1937. Gli autori sono per lo più anonimi anche se è noto che persino i migliori poeti del tempo, tra i quali il Pulci e il Poliziano, si cimentarono.È proprio di Lorenzo il Magnifico il canto più rinomato, intitolato Il trionfo di Bacco e Arianna, nel quale si ritrova mirabilmente lo spirito della sua epoca. Il tono stesso dei canti mutò a seconda delle condizioni storico e sociali, basti pensare al passaggio dalla malizia ed eleganza del periodo del Magnifico, all&#39;ascetismo della breve fase di Savonarola e alla freddezza caratterizzante l&#39;inizio dei primi granduc</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/m_santonicola/cohqvdb6z35k/wish/167380789</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2017-04-20 20:57:08 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/m_santonicola/cohqvdb6z35k/wish/167380789</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/m_santonicola/cohqvdb6z35k/wish/177946671</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=nRNqIgWXah0" />
         <pubDate>2017-07-03 12:47:17 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/m_santonicola/cohqvdb6z35k/wish/177946671</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
