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      <title>Giacomo Leopardi by ANGELA MANCUSO</title>
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      <description>Gli Idilli</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-05-05 13:41:03 UTC</pubDate>
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         <title>Giacomo Leopardi</title>
         <author>angelamancuso002</author>
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         <description><![CDATA[<div>Giacomo Leopardi nacque a Recanati nel 1798 da una famiglia di marchesi.<br>Compì gli studi privatamente, con precettori o autonomamente nella biblioteca paterna, dedicandosi al greco, al latino, alle lingue moderne e alla filosofia. Questi anni di studio intenso gli procurarono svariati problemi fisici alla schiena e agli occhi di cui soffrirà per tutta la vita.</div><div>Grazie all'amico Pietro&nbsp; Giordani, Leopardi iniziò a rendersi conto della ristrettezza culturale della sua cittadina e sentì sempre più forte il desiderio di andarsene. <br>Nel 1825 lasciò nuovamente i luoghi natii per spostarsi&nbsp; in diverse città italiane<strong>: </strong>si stabilì a Milano<br>dove lavorò per l'editore Stella, poi si trasferì a Pisa, Firenze e a Napoli. E'&nbsp; qui che scrisse la sua ultima opera in versi, “La Ginestra”.<br>Morì a Napoli, nel 1837, a soli trentanove anni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-05 14:03:51 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;Infinito</title>
         <author>angelamancuso002</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il poeta è sul colle Tabor, a Recanati, detto <em>colle dell’Infinito</em>. Un luogo caro al poeta perché è un posto solitario e silenzioso, dove si può sognare e meditare. <strong>Leopardi</strong> è seduto sul colle, una siepe non gli permette di guardare e spaziare sino all’estremo orizzonte. Questo limite dato dalla siepe, permette però al poeta di lasciarsi andare con l’immaginazione.<br><br></div><div>Si aprono così spazi sterminati, silenzi sovrumani, superiori cioè all’intendimento umano, e una grande quiete. Questa percezione dell’infinito genera nel poeta un senso di sgomento religioso per l’intuizione che egli ha di una realtà che lo trascende (vv.1-8).<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-05 14:09:23 UTC</pubDate>
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         <title>La sera del dì di festa</title>
         <author>angelamancuso002</author>
         <link>https://padlet.com/angelamancuso002/cmq7tttlnw0enf77/wish/2171497268</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><em>La sera del dì di festa</em></strong><strong> </strong>è una poesia di <strong>Giacomo Leopardi</strong> che fa parte delle liriche dei <a href="https://www.sololibri.net/Canti-Leopardi-quali-sono-cosa-sapere.html"><strong><em>Canti</em></strong></a>. Il componimento è datato (con alta probabilità) <strong>1820</strong> e dovrebbe essere stato composto a Recanati.<br>Il tema centrale di questa poesia è la riflessione di Leopardi in merito all’<strong>infelicità</strong> della vita, espressa anche grazie all’immagine di una donna indifferente nei suoi confronti e lontana. Un ruolo fondamentale è assunto dalla percezione uditiva, che porta il poeta a meditare sul fatto che ogni esperienza o realtà umana svanisca col passare del tempo, che quieta e silenzia sia il dolore sia le gesta delle persone.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-05 14:11:35 UTC</pubDate>
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         <title>A Silvia</title>
         <author>angelamancuso002</author>
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         <description><![CDATA[<div>“<strong>A Silvia</strong>” (a <em>Selva/natura</em>) è per Leopardi l’inizio di una nuova stagione poetica, tra il 1828 e il 1830. Questo canto, composto a Pisa nel 1828, è dedicato a una ragazza che il poeta conobbe realmente, <strong>Teresa Fattorini</strong>, figlia del cocchiere di casa Leopardi, morta di tisi nel 1818. Nella fantasia leopardiana Silvia è soprattutto il simbolo della speranza della giovinezza, fatta di attese, illusioni e delusioni. “A Silvia” non rappresenta una commemorazione funebre, e non è&nbsp; una canzone <em>per Silvia</em>. Si tratta in realtà di una confessione del poeta. E’ costruita come un dialogo con Silvia.<br><br></div><div>Il canto si divide in due parti: la prima parte ha <strong>carattere rievocativo</strong>, incentrato sulla poetica della memoria, la seconda parte ha <strong>carattere riflessivo</strong>.<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-05 14:15:09 UTC</pubDate>
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         <title>Il sabato del villaggio</title>
         <author>angelamancuso002</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il tema centrale della lirica è l’<strong>attesa del giorno di festa </strong>che rivela il fondamentale rapporto tra illusione e realtà.<br>La descrizione dell’attesa del giorno di festa ha infatti un <strong>significato allegorico</strong>:</div><ul><li>il <strong>sabato è l'allegoria della giovinezza</strong> e delle speranze che si nutrono per il futuro;</li><li>&nbsp;la <strong>domenica rappresenta invece l'età adulta</strong>, quando ogni speranza viene a cadere.</li></ul><div>Come la domenica deluderà l'attesa del sabato, così la vita deluderà i sogni della giovinezza.<br>La speranza che la vita ci riservi chissà quali felicità, inevitabilmente, si scontra contro la deludente realtà e si rivela un’illusione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-05 14:20:08 UTC</pubDate>
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         <title>Video su Leopardi</title>
         <author>angelamancuso002</author>
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         <description><![CDATA[<div>Guarda il video per saperne di più</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-05 14:32:21 UTC</pubDate>
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