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      <title>I prodotti agroalimentari con marchio di qualità by Carmine Correale</title>
      <link>https://padlet.com/carmine_correale_gm/cm6a3ephg9u4</link>
      <description>Classe 5 sezione B</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-11-07 18:01:09 UTC</pubDate>
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         <title>PANE DI ALTAMURA DOP</title>
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         <description><![CDATA[<p><br/></p><p><br/></p><p><strong>FASI DI PRODUZIONE</strong></p><p><br/></p><p>1. Selezione della Materia Prima</p><p> • Utilizzo di semola di grano duro locale di alta qualità, tipica della zona della</p><p>Murgia Barese.</p><p><br/></p><p>2. Impasto</p><ul><li><p>﻿﻿La semola viene miscelata con acqua e sale, senza l'aggiunta di additivi o miglioratori.</p></li><li><p>﻿﻿Si aggiunge il lievito madre, che dà inizio alla fermentazione naturale.</p></li></ul><p><br/></p><p>3. Lievitazione</p><ul><li><p>﻿﻿L'impasto viene lasciato riposare per un tempo minimo di 12-24 ore in ambienti a temperatura controllata.</p></li><li><p>﻿﻿Questa lunga lievitazione naturale è fondamentale per sviluppare il sapore caratteristico e la struttura del pane.</p><p><br/></p></li></ul><p>4. Formatura</p><p> • L'impasto lievitato viene modellato nella forma tradizionale chiamata "a cappidde de prèvete" (a cappello da prete), rotonda e con una crosta bombata.</p><p><br/></p><p>5. Seconda Lievitazione</p><p> • Le pagnotte formate vengono lasciate riposare nuovamente per un breve periodo prima della cottura.</p><p><br/></p><p>6. Cottura</p><ul><li><p>﻿﻿Le pagnotte vengono cotte in forni a legna tradizionali, a temperature molto elevate (circa 350-400°C).</p></li><li><p>﻿﻿La cottura dura circa 45-60 minuti, che consente di ottenere la crosta spessa, croccante e il caratteristico colore dorato.</p></li></ul><p><br/></p><p>7. Raffreddamento e Conservazione</p><p> • Il pane viene fatto raffreddare lentamente, mantenendo così la sua fragranza e la conservabilità fino a 15 giorni senza alterazioni.</p><p><br/></p><p><br/></p><p><strong>CARATTERISTICHE</strong></p><p><br/></p><p><br/></p><ul><li><p>Pane prodotto con semola di grano duro, macinata a pietra o a cilindri, proveniente esclusivamente dal territorio di Altamura.</p></li><li><p>La lievitazione avviene con lievito madre naturale, senza l’aggiunta di lieviti chimici, per un tempo minimo di 12 ore e talvolta anche oltre 24 ore.</p></li><li><p>Crosta molto spessa, dorata e croccante, che protegge la mollica interna.</p></li><li><p>Mollica bianca o leggermente paglierina, molto alveolata, soffice, fragrante e con sapore leggermente dolce e aromatico, tipico del grano duro.</p></li><li><p>Peso tradizionale minimo di 600 grammi fino a 1,5 kg e oltre; forma generalmente rotonda, a “pagnotta”, ma sono presenti anche forme ovali.</p></li><li><p>Elevata capacità di conservazione: può mantenere freschezza e fragranza fino a 15 giorni se conservato correttamente.</p></li><li><p>Il pane presenta un pH leggermente acido dovuto alla fermentazione naturale, che contribuisce alla conservazione e al sapore caratteristico.</p><p><br/></p></li></ul><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p><strong>DOV’È STATO FATTO?</strong></p><p><br/></p><p><br/></p><ul><li><p>Produzione limitata al territorio comunale di Altamura (provincia di Bari), esteso circa 427 km², nella regione Puglia.</p></li><li><p>La semola utilizzata deve provenire da grano duro coltivato nella zona della Murgia Barese, un altopiano carsico con terreni calcarei e clima mediterraneo tipico che influisce sulle caratteristiche organolettiche del prodotto.</p></li><li><p>La zona è storicamente vocata alla coltivazione del grano duro, con una tradizione millenaria nella panificazione.</p></li></ul><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p><strong>INFORMAZIONI</strong></p><p><br/></p><p><br/></p><ul><li><p>Il Pane di Altamura ha ottenuto la certificazione DOP con il Regolamento CE n. 1263/2006, a tutela di un prodotto dal forte legame territoriale e culturale.</p></li><li><p>Il disciplinare di produzione stabilisce rigidi parametri per ingredienti, metodi di lavorazione, lievitazione, forma, peso e caratteristiche organolettiche.</p></li><li><p>Le materie prime principali sono semola di grano duro (minimo 85%), acqua e sale; vietato l’uso di additivi o miglioratori.</p></li><li><p>La produzione è ancora fortemente artigianale: molte panetterie di Altamura usano ancora forni a legna tradizionali.</p></li><li><p>La tecnica di panificazione include impasti manuali o meccanici, ma sempre con rispetto della tradizione e della lenta fermentazione naturale.</p><p><br/></p></li></ul><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p><strong>PERCHÉ HA QUEL MARCHIO?</strong></p><p><br/></p><p><br/></p><ul><li><p>Il marchio DOP (Denominazione di Origine Protetta) è stato conferito per riconoscere e tutelare l’unicità del Pane di Altamura, che nasce dall’uso esclusivo di grano duro locale e metodi tradizionali.</p></li><li><p>Garantisce che tutte le fasi – dalla coltivazione del grano alla panificazione e alla stagionatura – siano eseguite esclusivamente nel territorio di Altamura.</p></li><li><p>Il marchio difende il prodotto da imitazioni e contraffazioni, dando valore aggiunto sia ai produttori locali che ai consumatori.</p></li><li><p>Rappresenta un simbolo di identità e di eccellenza gastronomica pugliese riconosciuta a livello europeo.</p></li></ul><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p><strong>ZONE DI PRODUZIONE</strong></p><p><br/></p><p><br/></p><ul><li><p>Solo il territorio del comune di Altamura, con possibile coinvolgimento di piccole aree limitrofe del territorio pugliese secondo i parametri del disciplinare.</p></li><li><p>La Murgia Barese, dove il grano è coltivato, è un altopiano con suoli poveri ma ricchi di sostanze minerali, clima con estati calde e secche e inverni miti, ideale per la coltivazione del grano duro di qualità.</p></li><li><p>Le caratteristiche del terreno e del clima si riflettono direttamente nel profilo organolettico della semola e quindi del pane.</p></li></ul><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p><strong>MERCATO DI RIFERIMENTO</strong></p><p><br/></p><p><br/></p><ul><li><p>Mercato locale e regionale molto consolidato, dove il pane è un elemento quotidiano e simbolico della cultura alimentare.</p></li><li><p>Crescente presenza sul mercato nazionale in negozi specializzati, gastronomie e ristoranti che puntano su prodotti tipici di alta qualità.</p></li><li><p>Penetrazione in mercati esteri, soprattutto in Europa e Nord America, grazie all’aumento della domanda di prodotti DOP e artigianali.</p></li><li><p>Target di consumatori: appassionati di prodotti tradizionali, gourmet, ristoratori e distributori di specialità alimentari di nicchia.</p></li></ul><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p><strong>COME INSERIRLO IN UNA RICETTA</strong></p><p><br/></p><p><br/></p><ul><li><p>Bruschette tradizionali: fette di pane di Altamura tostate leggermente, strofinato con aglio fresco, condito con pomodori maturi, basilico fresco e un filo di olio extravergine d’oliva pugliese.</p></li><li><p>Pancotto pugliese: piatto tradizionale povero, dove il pane raffermo viene ammollato in un brodo vegetale saporito, con pomodori, aglio, cipolla, olio e verdure di stagione.</p></li><li><p>Panino gourmet: utilizzato come base per panini con salumi locali come capocollo di Martina Franca, burrata, rucola e pomodori secchi.</p></li><li><p>Accompagnamento a zuppe e minestre: perfetto con minestre di legumi, fave, ceci o con la tipica “cicoria ripassata” pugliese.</p></li><li><p>Pane con olio e sale: semplicemente tagliato a fette, condito con olio extravergine d’oliva e un pizzico di sale, per esaltare il sapore autentico del grano duro.</p></li></ul><p><br/></p><p><br/></p><p><strong><em>FATTO DA CARMEN GAETANO</em></strong></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-21 09:45:20 UTC</pubDate>
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         <title>Culatello di Zibello DOP</title>
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         <description><![CDATA[<p>Culatello di Zibello DOP è uno dei salumi più pregiati della tradizione italiana, considerato una vera eccellenza gastronomica. Ecco una panoramica dettagliata:</p><p><strong>Che cos’è il Culatello di Zibello DOP?</strong></p><p>È un salume crudo e stagionato, ottenuto dalla parte più nobile della coscia del suino (il cuore del prosciutto), salato e insaccato nella vescica naturale. Viene poi legato a mano con spago e stagionato per almeno 10 mesi. Ha una forma a pera, un profumo intenso e un gusto dolce, delicato e persistente.</p><p><strong>Dove si fa?</strong></p><p>Il Culatello di Zibello si produce esclusivamente nella bassa parmense, in particolare nella zona umida lungo il fiume Po, in provincia di Parma.</p><p><strong>Zone di produzione</strong></p><p>La DOP (Denominazione di Origine Protetta) riconosce la produzione in soli 8 comuni della provincia di Parma:</p><p><br/></p><ol><li><p>Zibello</p></li><li><p>Polesine Parmense</p></li><li><p>Busseto</p></li><li><p>Roccabianca</p></li><li><p>San Secondo Parmense</p></li><li><p>Soragna</p></li><li><p>Sissa</p></li><li><p>Colorno</p></li></ol><p><strong>Caratteristiche principali</strong></p><ul><li><p>Materia prima: parte superiore della coscia del maiale, disossata.</p></li><li><p>Lavorazione artigianale: salatura manuale, insaccatura in vescica, legatura tradizionale.</p></li><li><p>Stagionatura: minimo 10 mesi, spesso oltre i 14.</p></li><li><p>Clima ideale: la nebbia e l’umidità della Bassa Parmense sono elementi fondamentali.</p></li><li><p>Aspetto e sapore: al taglio presenta una carne rosso rubino, marezzata, con un profumo intenso e un sapore dolce e aromatico.</p></li></ul><p><strong>Mercato di riferimento</strong></p><ul><li><p>Italia: alta ristorazione, gastronomie di lusso, consumatori gourmet.</p></li><li><p>Estero: esportato in paesi europei e extra-europei (soprattutto Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia), dove è considerato un prodotto di nicchia e di alta gamma.</p></li><li><p>Posizionamento: prodotto di fascia alta, venduto a prezzi elevati per via della lavorazione artigianale e della lunga stagionatura.</p></li></ul><p>Muollo Elisa</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-21 10:01:38 UTC</pubDate>
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         <title>Limone di Sorrento IGP</title>
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         <description><![CDATA[<p><strong>🍋 Limone di Sorrento IGP</strong></p><p><strong>Cos’è</strong></p><p>Il Limone di Sorrento è un agrume fresco appartenente alla specie Citrus limon L. Burm, varietà “Ovale di Sorrento”, tutelato dal marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta). È una delle eccellenze agricole della Campania, noto per il suo profumo intenso, la buccia ricca di oli essenziali e il succo molto acido e aromatico.</p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p><strong>🌍 Dove si fa&nbsp;</strong></p><p><strong>Zona di produzione</strong></p><p>La zona di produzione è concentrata in Campania, in particolare nella Penisola Sorrentina, in provincia di Napoli. I comuni interessati sono:</p><ul><li><p>Sorrento<br><br></p></li><li><p>Massa Lubrense<br><br></p></li><li><p>Sant’Agnello<br><br></p></li><li><p>Piano di Sorrento<br><br></p></li><li><p>Meta<br><br></p></li><li><p>Vico Equense<br><br></p></li></ul><p>Questa area gode di un microclima marino unico, con terreni vulcanici ben drenati e soleggiati, ideali per la coltivazione di limoni.</p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p><strong>🏷️&nbsp;Caratteristiche del Limone di Sorrento</strong></p><ul><li><p>Forma: ellittica-ovale, con base arrotondata e apice più pronunciato.<br><br></p></li><li><p>Buccia: di medio spessore, colore giallo citrino intenso, molto ricca di oli essenziali (usata anche per il limoncello).<br><br></p></li><li><p>Polpa: succosa, molto acida e aromatica, quasi priva di semi.<br><br></p></li><li><p>Peso: in media tra i 100 e 120 grammi.<br><br></p></li><li><p>Profumo: intenso, fresco, persistente.<br></p></li></ul><p><strong>📍&nbsp;Metodo di coltivazione</strong></p><p>La coltivazione tradizionale prevede l’uso di pergolati o “pagliarelle” (strutture coperte da stuoie di paglia) per proteggere i frutti dal vento e per creare condizioni di maturazione ideali. I limoni vengono raccolti a mano in più riprese, da gennaio fino a ottobre.</p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p><strong>📊&nbsp;Mercato di riferimento</strong></p><ul><li><p>Italia: soprattutto nel settore agroalimentare e turistico (limoncello, cucina tipica campana).<br><br></p></li><li><p>Estero: molto richiesto in Europa, Stati Uniti e Giappone, per il suo uso in gastronomia e pasticceria di qualità.<br><br></p></li><li><p>Utilizzato anche nel comparto cosmetico e profumeria, grazie all’elevato contenuto di oli essenziali.<br><br></p></li></ul><p>Il prodotto viene commercializzato fresco, ma anche trasformato (succhi, confetture, liquori come il famoso Limoncello di Sorrento IGP).</p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p><strong>🛡️&nbsp;Tutela e certificazione</strong></p><ul><li><p>Riconosciuto come IGP dal 2000.<br><br></p></li><li><p>Controllato dal Consorzio di Tutela del Limone di Sorrento IGP.<br><br></p></li><li><p>Deve rispettare un disciplinare rigoroso in tutte le fasi: coltivazione, raccolta e confezionamento.<br><br></p><p><strong>Rocco Iovino</strong><br></p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-21 10:15:27 UTC</pubDate>
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         <title></title>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2025-05-21 10:16:58 UTC</pubDate>
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         <title>Castagna di Vallerano DOP</title>
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         <description><![CDATA[<p><strong>METODO DI PRODUZIONE</strong></p><p>La Castagna di Vallerano DOP è coltivata in castagneti ubicati in terreni di origine vulcanica, ad una quota di 400-500 metri s.l.m. La raccolta viene effettuata tra il 20 settembre e il 10 novembre, a mano o con macchine raccoglitrici aspiratrici. La resa oscilla tra un minimo di 2 ad un massimo di 6 tonnellate per ettaro. La conservazione del prodotto avviene mediante “curatura” in acqua fredda o mediante sterilizzazione in acqua calda e successivo bagno in acqua fredda, in entrambi i casi senza l’aggiunta di alcun tipo di additivo. La “cura a freddo”, da tradizione, ha luogo in vasche all’interno di grotte tufacee secolari, locali che sono molto numerosi a Vallerano e testimoniano ancora oggi il forte legame tra la coltivazione e il territorio. Le castagne ancora umide vengono distese al suolo e selezionate. Dopo un’idonea asciugatura, le castagne vengono lavate, sgocciolate e asciugate. Seguono le fasi di spazzolatura, cernita e infine di calibratura, necessaria per distinguere il prodotto in base alla pezzatura.</p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p><strong>ASPETTO E SAPORE</strong></p><p>La Castagna di Vallerano DOP ha pezzatura piccola (96-120 acheni/kg), media (71-95 acheni/kg) e grossa (50-70 acheni/kg). La forma è prevalentemente ellissoidale, a volte globosa, con apice appuntito terminante con residui stilari (torcia) e una cicatrice ilare di forma quadrangolare, generalmente piatta. Il pericarpo è sottile, facilmente staccabile, di colore bruno-rossiccio, con episperma color camoscio. Il seme, quasi privo di solcature in superficie, ha polpa bianca, croccante e di sapore dolce e gradevole, molto resistente alla cottura.</p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p><strong>GASTRONOMIA</strong></p><p>La Castagna di Vallerano DOP va conservata in ambienti asciutti e ventilati, per mantenere intatte le sue particolari qualità di croccantezza e sapore. Grazie alle notevoli caratteristiche di fragranza, sapidità e resistenza alla cottura, la Castagna di Vallerano DOP può essere consumata cruda, cotta o secca e in numerose ricette della cucina viterbese.</p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p><strong>COMMERCIALIZZAZIONE</strong></p><p>Il prodotto è immesso in commercio nella tipologia Castagna di Vallerano DOP nelle pezzature: grossa, media e piccola. È disponibile sul mercato nel periodo autunnale e viene confezionato in appositi sacchi, in confezioni di peso variabile da 1 a 30 kg. I sacchi devono essere sigillati in modo tale da impedire l’estrazione del contenuto senza la rottura del sigillo.</p><p>&nbsp;</p><p><br/></p><p>CARLOS ALBERTO MAURO</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-21 10:18:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
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         <pubDate>2025-05-21 10:20:30 UTC</pubDate>
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         <title>Olio d’oliva DOP</title>
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         <pubDate>2025-05-21 10:21:45 UTC</pubDate>
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         <title>Prosciutto di Parma </title>
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         <title>PECORINO ROMANO DOP</title>
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         <title>PROVOLONE VALPADANA DOP</title>
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         <description><![CDATA[<p>Il <strong>Provolone Valpadana</strong> è un formaggio grasso DOP di latte vaccino a pasta filata e semidura.</p><p>-LUOGO D’ORIGINE:Italia&nbsp;</p><p>-REGIONI:Lombardia,Veneto,Emilia-romagna,Trentino-Alto Adige</p><p>-ZONA DI PRODUZIONE:Province di Cremona,Brescia,Verona,Vicenza,Rovigo,Padova e Piacenza e una parte delle province di Bergamo,Mantova,Lodi e Trento.</p><p><br></p><p>Il tipo più classico è quello cilindrico (a salame), solitamente piuttosto grosso; l'altra forma più diffusa è quella a melone allungato. Antica è la forma a pera con testina. I pesi delle forme vanno, per il formaggio a breve stagionatura, da pochi etti a 10 chili; per quello che viene stagionato più a lungo, da pochi chili ad oltre 100.</p><p><br></p><p>-STORIA:</p><p>In origine è una variante della provola originaria della Campania, che ha cominciato ad essere prodotta nella Pianura Padana a partire dagli ultimi decenni del XIX secolo.</p><p><br></p><p>-PROCESSO DI PRODUZIONE:</p><p>Il punto di partenza è il latte di vacche Frisona, allevate nella Pianura Padana.</p><p>La prima operazione del processo è la produzione della cagliata: al latte crudo, riscaldato, vengono aggiunti, prima il cosiddetto “sieroinnesto” (residuo, ricco di fermenti, della lavorazione del giorno prima) e poi il caglio (un coagulante naturale che può essere di vitello o di agnello o capretto).</p><p>La cagliata viene rotta e sottoposta a cottura; ottenuta la pasta, che è stata fatta maturare per favorire l'acidificazione naturale, viene quindi filata a macchina con un costante controllo. Le forme vengono poi modellate, mantenendo ben liscia la superficie esterna ed evitando che all'interno restino bolle d'aria, le quali ne danneggerebbero la qualità.</p><p>Appena pronte, le forme vengono immerse per alcune ore in acqua fredda, perché si rassodino. Seguono la salatura (immersione in salamoia) e la stagionatura in ambienti a umidità e temperatura controllate, nei quali i formaggi, opportunamente legati con corde speciali, vengono appesi in idonei telai.</p><p>La stagionatura , a seconda del tipo di Provolone Valpadana che si vuol ottenere, può durare da un minimo di 10 giorni ad oltre un anno. Ne risultano delle forme dal colore paglierino e dalle linee arrotondate e morbide, benché di fogge diverse. Inoltre, il provolone è di due tipi: <strong>dolce</strong> e <strong>piccante</strong> ; se vogliamo il piccante (si utilizza il caglio di capretto), la stagionatura deve essere di almeno sedici mesi, invece un provolone dolce deve avere una stagionatura ridotta, però di almeno 3 mesi. Alcuni producono anche la versione affumicata come la "cugina" scamorza.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-21 10:57:52 UTC</pubDate>
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