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      <title>Su Dio by Lorenz</title>
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      <description>Pensieri di scienza, arte, filosofia</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-01-13 22:02:25 UTC</pubDate>
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         <title>FERDINANDO MACCHETTO - astrofisico - direttore dei Programmi del telescopio spaziale (premio NASA)</title>
         <author>lorenz_danzo</author>
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         <description><![CDATA[<div>"...Per me non c'è nessun dubbio che il big bang è il punto d'inizio del nostro universo. Da tutti gli studi che abbiamo fatto sappiamo che il big bang deve risalire ad un periodo che va da 10 a 20 miliardi di anni fa, ma non lo sappiamo con più precisione. Se è stato formato dal nulla o dalle dita di Dio non lo possiamo e non lo potremmo mai sapere come fisici e io credo che Dio abbia formato questo universo, però come fisico non posso dimostrarlo né posso non dimostrarlo... siamo in un universo in espansione... il 90% della massa dell'universo è fatto di materia diversa da noi. perché non potrebbero esserci altri universi?... Ma questo non nega l'esistenza di un Creatore!" </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-13 22:04:06 UTC</pubDate>
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         <title>MARGHERITA HACK - astrofisico</title>
         <author>lorenz_danzo</author>
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         <description><![CDATA[<div>"Veniamo dalle stelle e dal caso... tutti questi elementi si sono agglomerati per caso a formare i pianeti e sempre per caso in quei pianeti come la terra, che disponevano di grandi masse d'acqua, nel corso di tempi lunghissimi probabilmente queste molecole si sono agglomerate a formare agglomerati sempre più complessi e da questi agglomerati complessi ad un certo momento siamo passati alle forme più elementari di vita. Come? Ancora non lo sappiamo!"</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-13 22:04:54 UTC</pubDate>
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         <title>MASSIMO CACCIARI - filosofo</title>
         <author>lorenz_danzo</author>
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         <description><![CDATA[<div>"Quando la scienza si pone problemi che riguardano l'inizio, ...incontra essenzialmente temi di carattere teologico e filosofico e i grandi scienziati di questo secolo ne erano perfettamente consapevoli tutti. E' la piccola scienza, la scienza ingegneristica, è la scienza ragionieristica che ritengono di essersi sbarazzate dei problemi metafisici." </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-13 22:05:14 UTC</pubDate>
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         <title>don GIANFRANCO BASTI - filosofo della scienza </title>
         <author>lorenz_danzo</author>
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         <description><![CDATA[<div>"Se noi vediamo un film, ciascun avvenimento dipende da tutti gli avvenimenti precedenti e prepara quelli futuri. Allo stesso tempo noi possiamo vedere ogni scena del film perché c'è una luce posta fuori dalla pellicola che fa esistere ciascuno di questi avvenimenti. Ecco: la scienza si preoccupa del succedersi di questi avvenimenti, la fede ci parla di questa luce che da fuori fa esistere ciascuno degli avvenimenti che noi vediamo. Tutte e due sono indispensabili per capire da dove veniamo." </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-13 22:05:39 UTC</pubDate>
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         <title>INDRO MONTANELLI - giornalista</title>
         <author>lorenz_danzo</author>
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         <description><![CDATA[<div>"Io considero il creato un grande mistero; qui bisognerebbe intenderci con la scienza e con la filosofia. C'è gente che aspetta dalla scienza delle risposte che la scienza non può dare. La scienza finirà un giorno per dirci come sono avvenute le cose, forse ci darà la chiave di tutte le cose... La domanda a cui non potrà mai rispondere è: perché sono avvenute? Questa non appartiene alla scienza, appartiene alle religioni!" </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-13 22:06:01 UTC</pubDate>
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         <title>ERMANNO OLMI - regista</title>
         <author>lorenz_danzo</author>
         <link>https://padlet.com/lorenz_danzo/cltizuxn27hq/wish/431051896</link>
         <description><![CDATA[<div>"Se sostituiamo alla parola Dio la parola altrettanto insondabile come Verità, noi sappiamo che questo limite della verità è irraggiungibile perché oltre ci sarà sempre una verità che ci attende. Questo è già un segno di una presenza cosi misteriosa, assoluta e vasta, che da molto tempo a questa parte qualcuno chiama Dio." </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-13 22:06:22 UTC</pubDate>
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         <title>Da “L’evoluzione della fisica”, di Albert Einstein e Leopold Infeld</title>
         <author>lorenz_danzo</author>
         <link>https://padlet.com/lorenz_danzo/cltizuxn27hq/wish/431052082</link>
         <description><![CDATA[<div>«Nel regno della fantasia il romanzo giallo perfetto esiste. Tale romanzo fornisce tutti gli indizi voluti e ci induce a costruire per nostro conto una teoria sul mistero che ne costituisce il soggetto. Seguendo gli indizi con la dovuta attenzione, giungiamo a una soluzione completa prima ancora che l’autore ce la riveli alla fine del volume. E, contrariamente a quanto accade con i gialli di classe inferiore, la soluzione non ci delude e ci si presenta come e quando ce l’attendevamo. È forse lecito paragonare i lettori di un simile romanzo agli scienziati che di generazione in generazione continuano a cercare la soluzione dei misteri che il libro della natura racchiude? Il paragone non calza totalmente e in ultima analisi bisogna lasciarlo cadere; tuttavia esso ha del buono e con opportune modifiche ed estensioni può applicarsi agli sforzi della scienza per risolvere il<strong> MISTERO DELL'UNIVERSO...</strong></div><div>Questo mistero non è stato ancora risolto; né siamo certi che esso comporti una soluzione definitiva. Le nostre letture ci hanno già molto fruttato: esse ci hanno insegnato i rudimenti del linguaggio della natura, ci hanno messo in grado di cogliere una serie di indizi e ci hanno inoltre procurato gioie ed emozioni al seguire il lento e spesso penoso progredire della scienza. Tuttavia ci rendiamo conto che, malgrado tutti i volumi letti e assimilati, siamo ancora lontani dalla soluzione completa, ammesso, ben inteso, che ne esista una. A ogni tappa ci sforziamo di trovare una spiegazione che si accordi con le correlazioni scoperte in precedenza. Non poche teorie, ammesse a titolo provvisorio, hanno spiegato molti fatti, ma una soluzione generale compatibile con tutte le correlazioni accertate non è stata ancora trovata. Non di rado una teoria apparentemente perfetta si rivela inadeguata alla luce di nuove letture; fatti nuovi emergono che la contraddicono o che essa non riesce a spiegare. Ma<strong> più leggiamo e più cresce la nostra ammirazione per la PERFETTA COMPOSIZIONE del libro</strong>, anche se la soluzione generale sembra allontanarsi a misura che avanziamo». </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-13 22:06:55 UTC</pubDate>
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         <title>Max Planck, ne “La conoscenza del mondo fisico”</title>
         <author>lorenz_danzo</author>
         <link>https://padlet.com/lorenz_danzo/cltizuxn27hq/wish/431052303</link>
         <description><![CDATA[<div>«La decisione di dedicarmi alla scienza fu conseguenza diretta di una scoperta che non ha mai cessato di riempirmi di entusiasmo fin dalla prima giovinezza: <strong>le leggi del pensiero umano coincidono con le leggi che regolano la successione delle impressioni che riceviamo dal mondo attorno a noi, sì che la logica pura può permetterci di penetrare nel meccanismo di quest’ultimo</strong>. A questo proposito è di fondamentale importanza che il mondo esterno sia qualcosa di INDIPENDENTE DALL’UOMO, qualcosa di ASSOLUTO.<strong> La ricerca delle leggi che si applicano a questo assoluto mi parve lo scopo scientifico più alto della vita... </strong></div><div>...Chi ci garantisce che un concetto, a cui oggi ascriviamo un carattere assoluto, non si rivelerà relativo domani e non dovrà cedere il posto a un concetto assoluto più alto? La risposta non può essere che una sola: nessuno al mondo può assumersi una garanzia di tal genere. Anzi, possiamo essere sicuri che l’assoluto vero e proprio NON sarà mai afferrato.<strong> L’assoluto è una meta ideale che abbiamo sempre dinanzi a noi senza poterla mai raggiungere</strong>. Sarà questo forse un pensiero che ci turba, ma a cui ci dobbiamo adattare. La nostra condizione è paragonabile a quella di un alpinista che non conosce le montagne per cui cammina e non sa mai se dietro la cima che vede dinanzi a sé e che vuol raggiungere non ne sorga per caso un’altra più alta. A lui come a noi potrà servire di consolazione il sapere che si procede sempre più avanti e sempre più in alto e che non c’è nessun limite che continuare ad avvicinarsi alla meta. Spingersi verso questa meta sempre più innanzi e sempre più dappresso è il vero sforzo costante di ogni scienza e possiamo dire con Lessing che non il possesso della verità ma la lotta vittoriosa per conquistarla fa la FELICITA’ dello scienziato...» </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-13 22:07:31 UTC</pubDate>
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         <title>Albert Einstein</title>
         <author>lorenz_danzo</author>
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         <description><![CDATA[<div>«La più bella e profonda emozione che possiamo provare è il<strong> SENSO DEL MISTERO</strong>. Sta qui il seme di ogni arte, di ogni vera scienza. L’uomo per il quale non è più familiare il sentimento del mistero, che ha perso la facoltà di MERAVIGLIARSI E DI UMILIARSI DAVANTI ALLA CREAZIONE è come un uomo morto...Il mio lavoro è quello di scoprire come Dio - il quale se esiste non ha certo giocato ai dadi creando l’universo - ha disegnato il mondo naturale... ...Nessuno si può sottrarre a un sentimento di RIVERENTE COMMOZIONE contemplando i misteri dell’eternità e della STUPENDA struttura della realtà. È sufficiente che l’uomo tenti di comprendere soltanto un po’ di questi misteri giorno dopo giorno senza mai demordere, senza mai perdere questa SACRA CURIOSITÀ’... È certo che alla base di ogni lavoro scientifico un po’ delicato si trova la convinzione analoga al sentimento religioso che il mondo è fondato sulla ragione e può essere compreso. Questa convinzione, legata al sentimento profondo della esistenza di una MENTE SUPERIORE CHE SI MANIFESTA NEL MONDO dell’esperienza costituisce per me l’idea di Dio...» </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-13 22:08:02 UTC</pubDate>
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         <title>«I cieli narrano la gloria di Dio» Da un testo di Enrico Fermi</title>
         <author>lorenz_danzo</author>
         <link>https://padlet.com/lorenz_danzo/cltizuxn27hq/wish/431052718</link>
         <description><![CDATA[<div> «Sono trascorsi molti anni, ma ricordo come fosse ieri. Ero giovanissimo, <strong>avevo l’illusione che l’intelligenza umana potesse arrivare a tutto</strong>. E perciò m’ero ingolfato negli studi oltre misura. Non bastandomi la lettura di molti libri, passavo metà della notte a meditare sulle questioni più astruse. Una fortissima nevrastenia mi obbligò a smettere; anzi a lasciare la città, piena di tentazioni per il mio cervello esaurito, e a rifugiarmi in una remota campagna umbra. Mi ero ridotto a una vita quasi vegetativa: ma non animalesca. Leggicchiavo un poco, pregavo, passeggiavo abbondantemente in mezzo alle floride campagne (era di maggio), contemplavo beato le messi folte e verdi screziate di rossi papaveri, le file di pioppi che si stendevano lungo i canali, i monti azzurri che chiudevano l’orizzonte, le tranquille opere umane per i campi e nei casolari.</div><div>Una sera, anzi una notte, mentre aspettavo il sonno tardo a venire, seduto sull’erba di un prato, ascoltavo le placide conversazioni di alcuni contadini lì presso, i quali dicevano cose molto semplici, ma non volgari né frivole, come suole accadere presso altri ceti. Il nostro contadino parla di rado e prende la parola per dire cose opportune, sensate e qualche volta sagge. Infine si tacquero, come se la maestà serena e solenne di quella notte italica, priva di luna, ma folta di stelle, avesse versato su quei semplici spiriti un misterioso incanto. Ruppe il silenzio, ma non l’incanto, la voce grave di un grosso contadino, rozzo in apparenza, che stando disteso sul prato con gli occhi volti alle stelle, esclamò, quasi obbedendo ad una ispirazione profonda: <strong>«Come è bello! E pure c’è chi dice che Dio non esiste»</strong>. Lo ripeto, quella frase del vecchio contadino in quel luogo, in quell’ora: dopo mesi di studi aridissimi, toccò tanto al vivo l’animo mio che ricordo la semplice scena come se fosse ieri. Un eccelso profeta ebreo sentenziò, or sono tremila anni: <strong>«I cieli narrano la gloria di Dio»</strong>. Uno dei più celebri filosofi dei tempi moderni scrisse:<strong> «Due cose mi riempiono il cuore di ammirazione e di reverenza: il cielo stellato sopra di me e la legge morale nel cuore»</strong>. Quel contadino umbro non sapeva nemmeno leggere. Ma c’era nell’animo suo, custoditovi da una vita onesta e laboriosa, un breve angolo in cui scendeva la luce di Dio, con una potenza non troppo inferiore a quella dei profeti e forse superiore a quella dei filosofi».</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-13 22:08:51 UTC</pubDate>
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         <title>I ciechi e l&#39;elefante</title>
         <author>lorenz_danzo</author>
         <link>https://padlet.com/lorenz_danzo/cltizuxn27hq/wish/431054894</link>
         <description><![CDATA[<div>Al di là di Ghor si estendeva una città i cui abitanti erano tutti ciechi. Un giorno, un re arrivò da quelle parti, accompagnato dalla sua corte e da un intero esercito, e si accamparono nel deserto. Ora, questo monarca possedeva un possente elefante, che utilizzava sia in battaglia sia per accrescere la soggezione della gente.</div><div>Il popolo era ansioso di sapere come fosse l'elefante, e alcuni dei membri di quella comunità di ciechi si precipitarono all'impazzata alla sua scoperta</div><div>Non conoscendo ne la forma ne i contorni dell'elefante, cominciarono a tastarlo alla cieca e a raccogliere informazioni toccando alcune sue parti.</div><div>Ognuno di loro credette di sapere qualcosa dell'elefante per averne toccato una parte.</div><div>Quando tornarono dai loro concittadini, furono presto circondati da avidi gruppi, tutti ansiosi, e a torto, di conoscere la verità per bocca di coloro che erano essi stessi in errore.</div><div>Posero domande sulla forma e l'apparenza dell'elefante, e ascoltarono tutto ciò che veniva detto loro al riguardo. Alla domanda sulla natura dell'elefante, colui che ne aveva toccato l'orecchio rispose: "Si tratta di una cosa grande, ruvida, larga e lunga, come un tappeto".</div><div>Colui che aveva toccato la proboscide disse: "So io di che si tratta: somiglia a un tubo dritto e vuoto, orribile e distruttivo".</div><div>Colui che ne aveva toccato una zampa disse: "È possente e stabile come un pilastro".</div><div>Ognuno di loro aveva toccato una delle tante parti dell'elefante. La percezione di ognuno era errata. Nessuno lo conosceva nella sua totalità: la conoscenza non appartiene ai ciechi. Tutti immaginavano qualcosa, e l'immagine che ne avevano era sbagliata.</div><div>La creatura non sa nulla della divinità. Le vie dell'intelletto ordinario non sono la Via della scienza divina.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-13 22:15:37 UTC</pubDate>
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         <title>Il Dio-Cervello di Michelangelo</title>
         <author>lorenz_danzo</author>
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         <description><![CDATA[<div> Nella "Creazione di Adamo", con enorme sorpresa, è stato infatti constatato che il gruppo di angeli attornianti la figura di Dio crea una sagoma incredibilmente simile all'immagine di una sezione sagittale del cervello. </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-13 22:21:23 UTC</pubDate>
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         <title>Una scimmia può scrivere l&#39;Amleto?</title>
         <author>lorenz_danzo</author>
         <link>https://padlet.com/lorenz_danzo/cltizuxn27hq/wish/431481487</link>
         <description><![CDATA[<div>La teoria della scimmia instancabile o delle scimmie infinite sostiene che se una scimmia preme su una tastiera tasti a caso per un tempo infinito, quasi certamente riuscirà a comporre un determinato testo. La formulazione è dello statistico Émile Borel (1871-1956) che immaginò una scimmia instancabile e immortale di fronte alla macchina per scrivere e si chiese: qual è la probabilità che battendo a caso sulla tastiera la scimmia produca al primo tentativo la sequenza delle lettere di un’opera di Shakespeare o la <em>Divina Commedia</em>?</div><div><br></div><div>Calcolo delle probabilità. <br>Per scrivere la prima lettera la scimmia ha 1 probabilità su 26 (il numero delle lettere dell’alfabeto), per scrivere le prime 2 solo una su 675 (26x26) e per scrivere le prime 20 una su 2.620.</div><div>La probabilità di ottenere l’intero <em>Amleto</em>, scritto con 130.000 lettere, è pari a una su 3,4x10<sup>183946</sup> e se si include anche la stessa punteggiatura la probabilità crolla a una su 4,4x10<sup>360783</sup>.</div><div> </div><div>IMPOSSIBILE (QUASI). Se le scimmie instancabili fossero numerose quanto tutti gli atomi dell’universo e avessero a disposizione il tempo trascorso dal Big Bang fino alla fine dell’universo e oltre, la probabilità di ottenere almeno una copia dell’<em>Amleto</em> sarebbe di una su 10<sup>500</sup>.<br><br>In caso di multiverso o di tempo infinito il teorema sarebbe invece una spiegazione adeguata per la perfezione delle leggi naturali adatte allo sviluppo della vita intelligente (principio antropico forte)</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-14 18:29:40 UTC</pubDate>
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