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      <title>I REGNI ROMAN-BARBARICI by </title>
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      <description>Organizzazione politica, economica e sociale</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-12-19 06:41:01 UTC</pubDate>
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         <title>Regno dei Franchi</title>
         <author>karosa1</author>
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         <description><![CDATA[<p>LE ORIGINI DEI REGNO DEI FRANCHI</p><p> Nel periodo tardoantico i franchi s’insediano presto nei territori romani ed attuano un progressivo processo di romanizzazione, dovuto alla fusione delle aristocrazie germanica e gallo-romana, che occupano le cariche vescovili. Il cambiamento della condizione del popolo si ha quando le truppe imperiali iniziano ad abbandonare i territori della Gallia settentrionale e i franchi si ritrovano ad essere una componente fondamentale dell’esercito romano iniziando ad attuare una politica di unione delle tribù e di consolidamento del regno. Artefici di questo mutamento sono due sovrani dei franchi salii di Tournai, <strong>Childerico I</strong> e suo figlio <strong>Clodoveo</strong>, colui che rafforzerà il nome e il prestigio della sua dinastia, i <strong>Merovingi.Il Regno dei Franchi: dai Merovingi ai Carolingi</strong></p><p>Dopo la morte di Clodoveo si è innescato il meccanismo di divisione del regno tra i suoi quattro figli, che porta alla formazione di altrettanti domini indipendenti: l’<strong>Austrasia</strong>, la <strong>Neustria</strong>, la <strong>Burgundia</strong> e l’<strong>Aquitania</strong>.</p><p>L’Austrasia, la parte nord-orientale della Gallia, ha come centro più importante la città di Reims e come primo re <strong>Teoderico I</strong>. È la zona meno “romanizzata” e da qui i franchi estendono la loro egemonia nei regni circostanti, come quelli degli Alamanni, dei Turingi, dei Danesi, dei Frigi e dei Sassoni.</p><p>La Neustria è la parte nord-occidentale della Gallia, l’antico regno dei Franchi Salii e di Siagrio, dal 613 ha come centro più rappresentativo la città di Parigi. Presenta una popolazione maggiormente “romanizzata” ed è l’ultimo regno retto dalla dinastia dei Merovingi, prima del cambio con i Carolingi.</p><p>La Burgundia, situata a sud dell’Austrasia, nel territorio in origine occupato dai Burgundi, dai quali prende il nome, ha come centro principale Orléans e diverrà successivamente nota come Borgogna.</p><p>Infine, l’Aquitania regno ai margini del dominio franco che rimane sostanzialmente indipendente anche con Carlo Magno che ne farà un dominio regio. L’Aquitania mantiene il suo statuto fino all’877 quando viene annesso al resto del territorio franco.</p><p>Nonostante la divisione, rimangono sempre al potere sovrani appartenenti alla stirpe merovingia, grazie al carisma di Clodoveo che instaura un solido legame con l’aristocrazia, forte a tal punto che non si accetta mai nessun sovrano che non provenga dalla dinastia. Questo perché i Merovingi sono in possesso di ricchezze maggiori rispetto ai nobili e ad altri re germanici, riescono a creare alleanze anche matrimoniali con gli altri regni e creano attorno ad essi dei rituali diversi, come incoronazioni o sepolture. Ed è, probabilmente, questo potere saldo e duraturo nel tempo, che provoca il crollo della dinastia.</p><p>All’inizio dell’VII secolo nel regno d’Austrasia emerge una famiglia, tra le più potenti dell’aristocrazia, i <strong>Pipinidi</strong>, che riesce a rafforzarsi grazie alla creazione di alleanze con gli altri aristocratici. Il consolidamento della loro grandezza si deve alla scelta di due esponenti dei gruppi più in vista, <strong>Pipino di Landen</strong> e <strong>Arnolfo di Metz</strong>, che si alleano per appoggiare il pretendente al trono Clotario II.</p><p>Quando quest’ultimo diventa re ricompensa i suoi alleati con cariche importanti e di prestigio: Arnolfo diventa vescovo di Metz mentre Pipino maestro di palazzo del regno dei Franchi. Da qui in poi è un’ascesa continua, in quanto un componente dei Pipinidi, <strong>Carlo Martello</strong>, viene nominato maestro di palazzo di tutti i regni franchi e verrà ricordato dai posteri per la <strong>battaglia di Poitiers del 732</strong>, nella quale pone fine alle incursioni saracene nel territorio.</p><p><strong>La dinastia dei Carolingi si impone a partire dal 751, quando il figlio di Carlo Martello, Pipino III, meglio conosciuto come Pipino il Breve, depone con l’aiuto dell’aristocrazia l’ultimo sovrano merovingio, Childerico III</strong>. Si tratta di un vero e proprio colpo di Stato, in quanto il re viene deposto, richiuso in un monastero e privato della sua chioma che viene tagliata, mentre Pipino viene unto e incoronato dal monaco Wynfrith (<em>missionario nell’est Europa protetto da Pipino</em>).</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-19 06:59:31 UTC</pubDate>
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         <title>Regno dei Visigoti</title>
         <author>karosa1</author>
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         <description><![CDATA[<p>LE ORIGINI DEI VISIGOTI</p><p>I Visigoti, nel 395, proclamato re Alarico, invasero la Tracia, la <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Macedonia_(provincia_romana)">Macedonia</a>, la <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tessaglia">Tessaglia</a>, la <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Beozia">Beozia</a> e l'<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Attica">Attica</a>; furono fermati dal generale Stilicone, reggente dell'<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Impero_romano_d%27Occidente">Impero romano d'Occidente</a>, per conto dell'imperatore <a rel="noopener noreferrer nofollow" class="mw-redirect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flavio_Onorio">Onorio</a>, ancora bambino. Ma l'<a rel="noopener noreferrer nofollow" class="mw-redirect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Imperatore_d%27oriente">imperatore d'oriente</a>, <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Arcadio">Arcadio</a>, intimò a Stilicone di rientrare in Occidente, e all'esercito romano-orientale di rientrare a <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Costantinopoli">Costantinopoli</a>, lasciando un contingente alle <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Termopili">Termopili</a> per difendere la <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Grecia">Grecia</a>.</p><p>I Visigoti, forse per merito del tradimento, si impossessarono del famoso passo, attraversarono la <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Beozia">Beozia</a> e l'<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Attica">Attica</a>, occuparono <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Il_Pireo">Il Pireo</a>, e costrinsero <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Atene">Atene</a> alla resa, senza saccheggiarla. Poi si diressero a <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Eleusi">Eleusi</a>, dove distrussero il <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Telesterion">tempio di Demetra</a>, determinando la definitiva interruzione delle celebrazioni dei <a rel="noopener noreferrer nofollow" class="mw-redirect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Misteri_Eleusini">Misteri Eleusini</a>. Nel corso del 396 tutto il <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Peloponneso">Peloponneso</a> fu occupato; <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Corinto_(citt%C3%A0_antica)">Corinto</a>, <a rel="noopener noreferrer nofollow" class="mw-redirect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Argo_(citt%C3%A0)">Argo</a>, <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sparta">Sparta</a> e molti altri siti subirono la violenza e le devastazioni dei Visigoti.</p><p>Nel 397 Stilicone sbarcò a Corinto con un esercito e cacciò i Visigoti dall'<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Arcadia">Arcadia</a> e li accerchiò a <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Elice_(Grecia)">Elice</a>. Ma, ancora una volta, richiamato per una rivolta in <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Africa">Africa</a>, fece con loro un'alleanza contro l'impero d'oriente, permettendogli di ritirarsi sulle montagne verso il nord dell'<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Epiro">Epiro</a>, dove Arcadio, nel 399, offrì loro del denaro e nominò il loro re, Alarico, <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Magister_militum"><em>magister militum</em></a> dell'<a rel="noopener noreferrer nofollow" class="mw-redirect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Illirico_romano">Illirico romano</a>, in pratica governatore militare dell'Epiro già occupato, concludendo così la pace. Alarico approfittò della collaborazione con l'impero d'oriente per rafforzarsi, soprattutto riarmò i Visigoti negli arsenali romani.</p><p>I Visigoti, passando da <a rel="noopener noreferrer nofollow" class="mw-redirect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aemona">Aemona</a>, nel 401 arrivarono in <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Italia_romana">Italia</a>, e da <a rel="noopener noreferrer nofollow" class="mw-redirect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aquileia_romana">Aquileia</a> si diressero su <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mediolanum">Milano</a>, dove si trovava l'imperatore Onorio, ma furono fermati a <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pollenzo">Pollenzo</a> (402), da Stilicone, che nominò Alarico <em>magister militum</em>, purché lasciasse l'Italia. Dopo essere usciti dall'Italia, i Visigoti non si allontanarono dai confini e, nel 403, rientrarono, <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Verona_(403)">assediando Verona</a>, dove vennero sconfitti da Stilicone che li costrinse a rinnovare il patto di alleanza contro l'impero d'oriente e dovettero rientrare in Epiro. <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stilicone">Stilicone</a>, dopo averli sconfitti, gli concesse la possibilità di stabilirsi nell'<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Danubio">area danubiana</a> e favorì la loro integrazione nell'esercito romano. Ma presto abbandonarono l'<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Illiria">Illiria</a> per stabilirsi tra il <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Norico">Norico</a> e la <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pannonia">Pannonia</a>, dove rimasero sino alla morte di Stilicone (23 agosto 408).</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-19 07:08:40 UTC</pubDate>
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         <title>Regno degli Ostrogoti</title>
         <author>karosa1</author>
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         <description><![CDATA[<p>LE ORIGINI DEL REGNO  DEGLI OSTROGOTI</p><p><strong>Regno ostrogoto</strong>, anche noto come il <strong>Regno d'Italia</strong> (<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_latina">Latino</a>: <em>Regnum Italiae</em>)<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Regno_ostrogoto#cite_note-2"><sup>[2]</sup></a>, venne fondato dal popolo <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Germani">germanico</a> degli <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ostrogoti">Ostrogoti</a> nella <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Penisola_italiana">penisola italiana</a> e nelle zone confinanti tra il <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/493">493</a> e il <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/553">553</a>. In Italia gli Ostrogoti subentrarono a <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Odoacre">Odoacre</a>, il padrone <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Odoacre#Il_regno"><em>de facto</em> dell'Italia</a> che aveva deposto l'ultimo <a rel="noopener noreferrer nofollow" class="mw-redirect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Imperatore_d%27Occidente">imperatore d'Occidente</a> nel <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/476">476</a>. La penisola venne quindi organizzata in 17 distretti con a capo dei <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Governatore">governatori</a> che avevano ampi poteri fiscali, giuridici e civili. Tutti costoro rispondevano del proprio operato direttamente al <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Prefetto_del_pretorio">prefetto del pretorio</a>, che risiedeva a <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ravenna">Ravenna</a> e che era di nomina regia</p><p>.<strong>Il regno di Odoacre</strong></p><p>Nel 476 Odoacre, un <em>magister militum</em> germanico, depose l'imperatore romano <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Romolo_Augusto">Romolo Augusto</a> autoincoronandosi <em>rex Italiae</em> ("<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Re_d%27Italia">Re d'Italia</a>"), mentre restava ufficialmente sotto la sovranità dell'impero bizantino. Questo fatto venne riconosciuto da Zenone nel 477 quando insignì Odoacre del rango di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Patrizio_(storia_romana)">Patrizio</a>. Odoacre mantenne inalterato il sistema amministrativo, cooperando attivamente con il <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Senato_romano">Senato romano</a>, e il suo governo fu efficiente. Eliminò i <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vandali">Vandali</a> della <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sicilia">Sicilia</a> tra il 477 e il 485 prima per vie diplomatiche poi con le armi, e nel 480 conquistò la <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dalmazia">Dalmazia</a> in seguito alla morte di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giulio_Nepote">Giulio Nepote</a>.<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Regno_ostrogoto#cite_note-5"><sup>[5]</sup></a><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Regno_ostrogoto#cite_note-6"><sup>[6]</sup></a></p><p><br></p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-19 07:16:32 UTC</pubDate>
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         <title>Regno dei Vandali</title>
         <author>karosa1</author>
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         <description><![CDATA[<p>Le origini del regno dei Vandali- Nord Africa</p><p>Il <strong>Regno dei Vandali</strong> (in&nbsp;<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_latina">latino</a> <em>Regnum Vandalum</em>) o <strong>Regno dei Vandali e degli Alani</strong> (in&nbsp;<a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_latina">latino</a> <em>Regnum Vandalorum et Alanorum</em>) venne fondato da <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Genserico">Genserico</a>, re dei <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vandali">Vandali</a>, nel <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/429">429</a> sulle coste del <a rel="noopener noreferrer nofollow" class="mw-redirect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nord_Africa">Nord Africa</a>; dominò nel corso della sua esistenza anche sulla <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sicilia">Sicilia</a>, sulla <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sardegna">Sardegna</a>, sulla <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Corsica">Corsica</a> e sulle <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Isole_Baleari">Isole Baleari</a> fino a quando nel <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/534">534</a> fu conquistato dall'<a rel="noopener noreferrer nofollow" class="mw-redirect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Imperatore_bizantino">imperatore bizantino</a> <a rel="noopener noreferrer nofollow" class="mw-redirect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giustiniano">Giustiniano</a>. Originariamente creato dal governo di <a rel="noopener noreferrer nofollow" class="mw-redirect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Antica_Roma">Roma</a> per consentire l'insediamento nelle province di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Numidia">Numidia</a> e <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mauretania">Mauretania</a> delle <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Germani">genti germaniche</a>, acquisì ben presto autorità ed influenza, arrivando a minacciare la stessa Roma.</p><p><strong>Il Sacco di Roma del 455</strong></p><p>La nuova flotta vandala di Genserico poté dominare il <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mediterraneo_occidentale">Mediterraneo occidentale</a> e saccheggiare le coste romane fino alla morte di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Attila">Attila</a>, re degli <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Unni">Unni</a>. La scomparsa della più grande minaccia alla sopravvivenza dell'Impero romano d'Occidente permise a Roma e a Costantinopoli di rivolgere le proprie forze alla riconquista delle province africane e del "granaio dell'Impero".</p><p>Il <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sacco_di_Roma_(455)">sacco di Roma</a> del <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/455">455</a> in una tela di <a rel="noopener noreferrer nofollow" class="mw-redirect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Karl_Briullov#Gli_altri_dipinti_a_soggetto_storico">Karl Briullov</a></p><p>Con l'intento di includere, com'era già avvenuto in precedenza con altri popoli, all'interno del dominio romano i Vandali, Valentiniano III offrì in sposa sua figlia <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Eudocia_(regina_dei_Vandali)">Eudocia</a> al figlio di Genserico <a rel="noopener noreferrer nofollow" class="mw-redirect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Unerico">Unerico</a>. Prima che il fidanzamento potesse trasformarsi in matrimonio, tuttavia, l'imperatore Valentiniano fu spodestato ed ucciso dal suo successore <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Petronio_Massimo">Petronio Massimo</a>. Il nuovo imperatore, nel tentativo di rafforzare il suo dominio su Roma, sposò la moglie di Valentiniano <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Licinia_Eudossia">Licinia Eudossia</a> e fece sposare a suo figlio <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Palladio_(figlio_di_Petronio_Massimo)">Palladio</a> Eudocia, rompendo la promessa di matrimonio fatta ad Unerico. Fu forse una lettera dell'imperatrice Licinia Eudossia inviata ad Unerico a convincere i Vandali all'azione militare: nell'estate del <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/455">455</a> l'esercito di Genserico sbarcò sulle coste laziali e saccheggiò Roma, uccise l'imperatore Petronio Massimo e suo figlio Palladio, prese in ostaggio Licinia Eudossia, Eudocia e <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Placidia">Placidia</a>, figlia minore di Valentiniano III, condotte a Cartagine l'anno successivo insieme ad incalcolabili ricchezze. Secondo <a rel="noopener noreferrer nofollow" class="mw-redirect" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Prospero_di_Aquitania">Prospero di Aquitania</a>, Roma fu salvata dal rogo grazie all'intervento di <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Leone_I">Papa Leone I</a> che ricevette Genserico il 2 giugno 455 e lo implorò di accontentarsi del sacco senza provocare ulteriori distruzioni e stermini; l'apporto del Papa alla salvezza dell'Urbe è oggi messo in discussione.</p><p>Intorno al <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/460">460</a> Eudocia andò in sposa ad Unerico, come inizialmente previsto dai piani di Valentiniano III, sebbene la situazione storica fosse decisamente mutata: il Sacco di Roma, infatti, aveva fatto maturare a Costantinopoli la consapevolezza che il Regno Vandalo andasse distrutto, considerazione che non cambiò nemmeno con l'arrivo, nel <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/462">462</a> nella capitale orientale di Licinia Eudossia e di sua figlia Placidia, quest'ultima andata subito in sposa ad <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/Anicio_Olibrio">Anicio Olibrio</a>, futuro imperatore romano occidentale del <a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://it.wikipedia.org/wiki/472">472</a>.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-12-19 07:33:56 UTC</pubDate>
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