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      <title>Giovanni Boccaccio e la Napoli Angioina by Serena Criscuolo</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-02-01 10:09:21 UTC</pubDate>
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         <title>GIOVANNI BOCCACCIO</title>
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         <description><![CDATA[<div>Giovanni Boccaccio è stato uno scrittore e poeta italiano vissuto nel 1300. Conosciuto come il "Certaldese", Boccaccio ha avuto un ruolo chiave nel panorama letterario del XIV secolo. L’opera in assoluto più celebre di Giovanni Boccaccio è il "Decameron", una raccolta di novelle che nei secoli successivi allo scrittore ha avuto un ruolo determinante nell’ ambito della tradizione letteraria italiana.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-01 10:23:13 UTC</pubDate>
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         <title>RAPPORTO CON LA NAPOLI ANGIOINA</title>
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         <description><![CDATA[<div>La storia di Giovanni Boccaccio si intreccia a doppio filo con<br>quella della splendida Napoli Angioina poiché è proprio tra i<br>piaceri raffinati e d'altra parte mondani di questa città che l’autore scopre e coltiva l’amore per la scrittura.&nbsp;<br>Cosa lo porta a Napoli?<br>Contrariamente a ciò che si può pensare, Boccaccio riceve una vera e propria chiamata dal destino mentre era occupato a fare altro: egli, infatti, si reca a Napoli per volere del padre per seguire un apprendistato bancario, e mentre studia, subisce il fascino irresistibile della letteratura, protagonista indiscussa del vivace ambiente culturale di corte.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-01 10:42:57 UTC</pubDate>
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         <title> IL FASCINO DELLA CITTÁ SECONDO IL POETA</title>
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         <description><![CDATA[<div>Il soggiorno napoletano riveste un ruolo importantissimo nel<br>processo di formazione dello scrittore; è qui, infatti, che sviluppa la capacità di osservare e di apprendere approfonditamente i caratteri e i costumi dei più svariati strati sociali; proprio il contatto con la realtà concreta e varia della nostra città gli fornisce la giusta ispirazione per la creazione del colorato mondo del "Decameron". In questo senso, allora,  a Napoli va il riconoscimento di aver scoperto e alimentato il talento di colui che sarebbe diventato una delle tre corone fiorentine, simboli di tutta la nostra tradizione letteraria.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-01 10:51:07 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;INCONTRO E L’ IDENTITÀ CON FIAMMETTA</title>
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         <description><![CDATA[<div>Tuttavia, Napoli non è solo la città degli stimoli intellettuali ma<br>anche la capitale della vita mondana, dove Boccaccio vi si immerge a pieno, confondendosi con la raffinata<br>aristocrazia locale. Qui incontra la celebre Fiammetta, a metà<br>strada tra personaggio reale e figura letteraria,<br>che diventerà musa ispiratrice di buona parte della sua<br>produzione letteraria.<br>Boccaccio racconta di averla vista per la prima volta il sabato<br>santo del 1336 nella chiesa di San Lorenzo Maggiore e di<br>essersene perdutamente innamorato sin dal primo sguardo. Sul conto di questa donna sono state fatte numerose supposizioni e ancora oggi c’è chi la considera un personaggio reale e chi, invece, ritiene che non sia mai esistita.<br>Al di là di qualsiasi congettura, la verità è che ogni cuore romantico non può fare a meno di credere che questa storia d’amore sia autentica, così come non può evitare di provare una forte emozione alla vista della chiesa galeotta. E questo, che Fiammetta sia esistita o meno, è forse il regalo più bello che Boccaccio ha lasciato ai napoletani.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-01 10:55:03 UTC</pubDate>
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         <title>Cara Fiamma, per cui ’l core ò caldo, que’che vi manda questa Visione Giovanni è di Boccaccio da Certaldo&quot;.</title>
         <author>serenacriscuolo5</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-02-15 10:34:27 UTC</pubDate>
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         <title>“AMOROSA VISIONE”, POEMA DEDICATO ALLA DONNA AMATA</title>
         <author>serenacriscuolo5</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il vero capolavoro degli esordi, però, è costituito dal poema Amorosa Visione da cui sono tratti i versi iniziali dell’articolo: si tratta di un’opera in cinquanta canti, scritta in terzine dantesche, che racconta la storia di un sogno in cui il protagonista incontra la bella Fiammetta nel giardino di un castello e inizia un percorso per conquistare il suo cuore. Non sveliamo altro perché non vogliamo togliervi il piacere della lettura.<br>Quella di cui lui ci parla Boccaccio è dunque una Napoli festosa, città “lieta, pacifica, abbondevole e magnifica” per parafrasare i suoi versi; una Napoli che ci riporta indietro nel tempo ma che, nonostante i secoli che la separano da quella di oggi, conserva ancora quello spirito vario e multiforme che ha lasciato la sua più grande eredità nel Decameron.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-15 10:40:55 UTC</pubDate>
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         <title>ANDREUCCIO DI PERUGIA: NOVELLA DI BENEDETTO CROCE</title>
         <author>serenacriscuolo5</author>
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         <description><![CDATA[<div><br></div><div>La novella di Andreuccio di Perugia è stata ben studiata da Benedetto Croce. Questo giovane mercante si reca a Napoli con l’intenzione di comperare dei cavalli con cinquecento fiorini. Viene invece derubato con l’inganno da una vecchia donna e sua figlia che si fingono sue parenti. Il giovane, costretto a girovagare senza soldi, incontra altri due ladruncoli che lo costringono a rubare l’anello di un vescovo defunto in un sepolcro. Dopo una serie di disavventure, il protagonista diventa scaltro, riesce a sfuggire ai ladri e ritorna a casa con un ricco bottino di gioielli. I tormenti, gli incontri, le speranze e le beffe si susseguono incalzanti nel disegno boccaccesco ritraendo a pieno della vita nei bassifondi della Napoli Angioina.</div><div>Napoli è un vortice di voci, colori, profumi e suoni. Boccaccio non descrive la città dal punto di vista urbanistico o architettonico ma solo attraverso signiﬁcative descrizioni delle abitudini e delle atmosfere dei suoi quartieri. E tutto sembra non essere cambiato. Ci immergiamo nella visione spaziale e temporale di Boccaccio come protagonisti di un viaggio tra le dimensioni: l’Arcivescovo Minutolo, morto il 24 ottobre del 1301, è ancora oggi inumato nella parete destra della Cappella Minutolo nel Duomo di Napoli, esiste ancora la Ruga, ovvero la Rua Catalana, in cui Andreuccio si avventura, sicuramente esisteva anche un Malpertugio alla Marina, in zona Via Depretis. Addirittura gli studiosi hanno scoperto che una donna siciliana di nome Flora abitava davvero a Napoli nel 1341, forse la Fiordaliso della novella, e che davvero visse a Napoli anche un siciliano di nome Francesco Buttafuoco, forse lo Scarabone Buttafuoco ruffiano della donna. Persino un Andrea da Perugia è stato individuato come corriere per conto di un d’Aquino a Napoli nel 1313 da Benedetto Croce.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-15 10:46:10 UTC</pubDate>
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