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      <title>Ungaretti by Liliana Zaffuto</title>
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      <description>vita e opere</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-03-24 14:30:47 UTC</pubDate>
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         <title>Ungaretti</title>
         <author>lilianazaffuto3</author>
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         <description><![CDATA[<div>vita e opere</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-24 14:38:37 UTC</pubDate>
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         <title>Gli inizi nel deserto</title>
         <author>lilianazaffuto3</author>
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         <description><![CDATA[<div>Giuseppe Ungaretti nasce ad Alessandria d’Egitto nel 1888, da genitori emigrati dall’Italia. A due anni rimane orfano del padre (morto per infortunio durante i lavori di scavo del Canale di Suez) e cresce con le risorse della mamma, che aveva un forno per il pane. <br><br></div><div>Nel 1912 lascia l’Egitto per frequentare l’Università di Parigi, dove studia lettere. Qui incontra grandi maestri tra i quali il filosofo Henri-Louis Bergson, Guillaume Apollinaire, Gino Severini e altri artisti italiani che avevano dato vita al movimento del futurismo. <br><br></div><div>A quegli anni appartengono le sue prime poesie. Nel 1914 Ungaretti torna in Italia e partecipa alla campagna interventista. Si arruola e  combatte sul Carso come semplice soldato.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-24 14:53:10 UTC</pubDate>
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         <title>La poesia nata sul fronte (prima fase)</title>
         <author>lilianazaffuto3</author>
         <link>https://padlet.com/lilianazaffuto3/cfslis6bhbwx/wish/472918741</link>
         <description><![CDATA[<div>L’esperienza del fronte è trascritta nella prima raccolta, <strong>Il porto sepolto</strong>, pubblicata nel 1916. <br><br></div><div>Con le sue parole Ungaretti sollecita l’uomo a non arrendersi di fronte alle difficoltà e alle sconfitte, a impegnarsi per dare un alto significato a ogni azione, comunicando il valore della speranza e della meraviglia. Il porto sepolto rappresenta una novità nel panorama letterario italiano del primo Novecento. Le strofe appaiono come frammenti e a volte un verso è composto da una sola parola: il poeta vuole dilatare il significato di un singolo vocabolo, in modo che evochi suggestioni e richiami altre immagini. Sulla pagina egli alterna alle parole gli spazi bianchi.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-24 15:05:46 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>lilianazaffuto3</author>
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         <description><![CDATA[<div>VEGLIA da Porto sepolto</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-24 15:08:46 UTC</pubDate>
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         <title>VEGLIA</title>
         <author>lilianazaffuto3</author>
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         <description><![CDATA[<div>Un’intera nottata<br> buttato vicino<br> a un compagno<br> massacrato<br> con la sua bocca<br> digrignata<br> volta al plenilunio<br> con la congestione<br> delle sue mani<br> penetrata<br> nel mio silenzio<br> ho scritto<br> lettere piene d’amore<br><br></div><div>Non sono mai stato<br> tanto<br> attaccato alla vita<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-24 15:13:50 UTC</pubDate>
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         <title>Commento Veglia</title>
         <author>lilianazaffuto3</author>
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         <description><![CDATA[<div>La poesia è composta di <strong>due strofe</strong>, la prima di <strong>13 versi</strong> e la seconda di <strong>3 versi</strong>. Si tratta di <strong>versi liberi</strong> . Dominano suoni duri grazie alla presenza di lettere come la <strong>t </strong>e anche la scelta delle parole trasmette tutta la violenza e l’angoscia della situazione vissuta dal poeta. La pausa che divide la prima dalla seconda strofa serve ad enfatizzare l’attaccamento alla vita provato dal poeta.<br><br></div><div>La <strong>luna</strong>  è probabilmente l’ultima cosa contemplata dal soldato, compagno di Ungaretti, che ormai ha perso la vita brutalmente. <br><br></div><div>La sofferenza è data dai denti digrignati e dalle mani rosse e gonfie, gli occhi rivolti alla luna quasi a chiedere il perché di tanta <strong>sofferenza</strong>.<br><br></div><div>Intanto Ungaretti è lì, accanto al corpo, che veglia il compagno e <strong>vede da vicino la morte</strong>: violenta, mostruosa, brutale, permanente. <br><br></div><div>Proprio in quel momento emergono sentimenti positivi nel poeta, in contrasto con la morte che vede lì; la <strong>bellezza della vita</strong> spinge Ungaretti a cantarne le gioie scrivendole.<br><br></div><div>Il <strong>silenzio</strong> è la sola cosa che accomuna i due opposti, vita e morte. Le parole hanno un ritmo spezzato, quasi a voler concretizzare lo strazio provato dal soldato, la contrazione della sua bocca, le mani rovinate e deformi. <br> Sul finale lo <strong>slancio positivo</strong> di Ungaretti che, proprio perché davanti ai suoi occhi vede chiaramente la morte e lo strazio che ne deriva, ama la vita più che mai.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-24 15:20:02 UTC</pubDate>
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         <title>SAN MARTINO DEL CARSO</title>
         <author>lilianazaffuto3</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Di queste case</em><br> <em> non è rimasto</em><br> <em> che qualche</em><br> <em> brandello di muro<br></em><br></div><div><br></div><div><em>Di tanti</em><br> <em> che mi corrispondevano</em><br> <em> non è rimasto</em><br> <em> neppure tanto<br></em><br></div><div><br></div><div><em>Ma nel cuore</em><br> <em> nessuna croce manca<br></em><br></div><div><br></div><div><em>E’ il mio cuore</em><br> <em> il paese più straziato<br></em><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-24 15:22:18 UTC</pubDate>
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         <title>Commento San Martino del Carso</title>
         <author>lilianazaffuto3</author>
         <link>https://padlet.com/lilianazaffuto3/cfslis6bhbwx/wish/472984902</link>
         <description><![CDATA[<div><em>San Martino del Carso</em> fa parte della sezione <em>Il Porto sepolto</em> della raccolta l’<em>Allegria</em>. La poesia, una delle più famose dell’intera raccolta, ci presenta immagini belliche molto crude: le case ridotte a brandelli, soldati uccisi dei quali non è rimasto nulla. <br> Il paesaggio è umanizzato ed appare massacrato così come sono stati massacrati i soldati. <br> L’immagine di un paese distrutto dalla guerra, San Martino del Carso, viene interiorizzata ed è per il poeta l’equivalente del suo cuore, distrutto dalla dolorosa perdita di tanti amici cari. Ancora una volta il poeta trova nelle immagini esterne una corrispondenza con quanto egli prova nel suo animo.<br> La lirica è di un’estrema essenzialità. Eliminando ogni descrizione , Ungaretti riesce a rendere con il minimo di parole la sua pena e quella di tutto un paese. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-24 15:36:23 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>lilianazaffuto3</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Sentimento del tempo</strong><br>(<strong>seconda fase )</strong><br><br></div><div><strong><em>La vita tra l’Europa e il Brasile</em></strong><strong>.</strong> Nello stesso 1919 Ungaretti si trasferisce a Parigi, dove si sposa. Nel 1921 rientra in Italia: ha aderito al fascismo e lavora a Roma per il Ministero degli Esteri. <br><br></div><div>Nascono i figli Ninon e Antonietto e matura la seconda raccolta, <em>Sentimento del tempo</em>, pubblicata nel 1933. Per le difficili condizioni economiche accetta di insegnare letteratura italiana in Brasile. <br><br></div><div>Il <em>Sentimento del tempo </em>segna la seconda fase della poetica ungarettiana. Senza venire meno alle caratteristiche della sua poesia precedente, il poeta vi adatta la versificazione tradizionale  ispirandosi a <a href="http://treccani.it/enciclopedia/francesco-petrarca_(Enciclopedia_dei_ragazzi)/">Petrarca</a>, ai poeti barocchi e a <a href="http://treccani.it/enciclopedia/giacomo-leopardi_(Enciclopedia_dei_ragazzi)/">Leopardi</a>. Anche la sintassi diventa fluida e ampia. Invece del panorama desertico o carsico del <em>Porto sepolto</em>, il poeta delinea ora un paesaggio di monti, alberi, boschi e marine, animato da ninfe e fauni, lo stesso che avevano cantato i grandi poeti italiani e latini.<br><br></div><div>.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-24 15:54:44 UTC</pubDate>
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         <title>SAN MARTINO DEL CARSO</title>
         <author>lilianazaffuto3</author>
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         <pubDate>2020-03-24 16:17:33 UTC</pubDate>
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         <title>IL DOLORE (terza fase)</title>
         <author>lilianazaffuto3</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1939 muore il figlio Antonietto, al quale è dedicata la toccante raccolta Il dolore (1947). Nel 1942 rientra in Italia.<br>Nell’età matura, che coincide con l’insegnamento di letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Roma, pubblica due raccolte: <em>La terra promessa</em> (1950) e il <em>Il taccuino del vecchio</em> (1960), dove manifesta la sua delusione per i falsi valori della civiltà occidentale. Torna a desiderare il deserto, fino a immaginarvi la sua morte. Negli ultimi anni della vita scrive poesie d’amore ispirate da due giovani donne. Muore a Milano nel 1970.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-24 16:20:00 UTC</pubDate>
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         <title>Le avanguardie</title>
         <author>lilianazaffuto3</author>
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         <pubDate>2020-03-24 17:27:29 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>lilianazaffuto3</author>
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         <title>Intervista a Giuseppe Ungaretti</title>
         <author>lilianazaffuto3</author>
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         <pubDate>2020-03-24 20:20:24 UTC</pubDate>
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         <author>lilianazaffuto3</author>
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         <pubDate>2020-03-24 20:32:48 UTC</pubDate>
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         <title></title>
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         <description><![CDATA[
La poesia nata sul fronte (prima fase)
Avatar di Liliana Zaffuto
Liliana Zaffuto
19g
La poesia nata sul fronte (prima fase)
L’esperienza del fronte è trascritta nella prima raccolta, Il porto sepolto, pubblicata nel 1916. 

Con le sue parole Ungaretti sollecita l’uomo a non arrendersi di fronte alle difficoltà e alle sconfitte, a impegnarsi per dare un alto significato a ogni azione, comunicando il valore della speranza e della meraviglia. Il porto sepolto rappresenta una novità nel panorama letterario italiano del primo Novecento. Le strofe appaiono come frammenti e a volte un verso è composto da una sola parola: il poeta vuole dilatare il significato di un singolo vocabolo, in modo che evochi suggestioni e richiami altre immagini. Sulla pagina egli alterna alle parole gli spazi bianchi.

SAN MARTINO DEL CARSO
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Liliana Zaffuto
21g
SAN MARTINO DEL CARSO
SAN MARTINO DEL CARSO
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Liliana Zaffuto
21g
SAN MARTINO DEL CARSO
Di queste case
  non è rimasto
  che qualche
  brandello di muro


Di tanti
  che mi corrispondevano
  non è rimasto
  neppure tanto


Ma nel cuore
  nessuna croce manca


E’ il mio cuore
  il paese più straziato

Commento San Martino del Carso
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Liliana Zaffuto
21g
Commento San Martino del Carso
San Martino del Carso fa parte della sezione Il Porto sepolto della raccolta l’Allegria. La poesia, una delle più famose dell’intera raccolta, ci presenta immagini belliche molto crude: le case ridotte a brandelli, soldati uccisi dei quali non è rimasto nulla. 
 Il paesaggio è umanizzato ed appare massacrato così come sono stati massacrati i soldati. 
 L’immagine di un paese distrutto dalla guerra, San Martino del Carso, viene interiorizzata ed è per il poeta l’equivalente del suo cuore, distrutto dalla dolorosa perdita di tanti amici cari. Ancora una volta il poeta trova nelle immagini esterne una corrispondenza con quanto egli prova nel suo animo.
 La lirica è di un’estrema essenzialità. Eliminando ogni descrizione , Ungaretti riesce a rendere con il minimo di parole la sua pena e quella di tutto un paese. 

VEGLIA da Porto sepo
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Liliana Zaffuto
21g
VEGLIA da Porto sepolto
VEGLIA
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Liliana Zaffuto
21g
VEGLIA
Un’intera nottata
 buttato vicino
 a un compagno
 massacrato
 con la sua bocca
 digrignata
 volta al plenilunio
 con la congestione
 delle sue mani
 penetrata
 nel mio silenzio
 ho scritto
 lettere piene d’amore

Non sono mai stato
 tanto
 attaccato alla vita

Commento Veglia
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Liliana Zaffuto
21g
Commento Veglia
La poesia è composta di due strofe, la prima di 13 versi e la seconda di 3 versi. Si tratta di versi liberi . Dominano suoni duri grazie alla presenza di lettere come la t e anche la scelta delle parole trasmette tutta la violenza e l’angoscia della situazione vissuta dal poeta. La pausa che divide la prima dalla seconda strofa serve ad enfatizzare l’attaccamento alla vita provato dal poeta.

La luna  è probabilmente l’ultima cosa contemplata dal soldato, compagno di Ungaretti, che ormai ha perso la vita brutalmente. 

La sofferenza è data dai denti digrignati e dalle mani rosse e gonfie, gli occhi rivolti alla luna quasi a chiedere il perché di tanta sofferenza.

Intanto Ungaretti è lì, accanto al corpo, che veglia il compagno e vede da vicino la morte: violenta, mostruosa, brutale, permanente. 

Proprio in quel momento emergono sentimenti positivi nel poeta, in contrasto con la morte che vede lì; la bellezza della vita spinge Ungaretti a cantarne le gioie scrivendole.

Il silenzio è la sola cosa che accomuna i due opposti, vita e morte. Le parole hanno un ritmo spezzato, quasi a voler concretizzare lo strazio provato dal soldato, la contrazione della sua bocca, le mani rovinate e deformi. 
 Sul finale lo slancio positivo di Ungaretti che, proprio perché davanti ai suoi occhi vede chiaramente la morte e lo strazio che ne deriva, ama la vita più che mai.

Sentimento d
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Liliana Zaffuto
21g
Sentimento del tempo
(seconda fase )

La vita tra l’Europa e il Brasile. Nello stesso 1919 Ungaretti si trasferisce a Parigi, dove si sposa. Nel 1921 rientra in Italia: ha aderito al fascismo e lavora a Roma per il Ministero degli Esteri. 

Nascono i figli Ninon e Antonietto e matura la seconda raccolta, Sentimento del tempo, pubblicata nel 1933. Per le difficili condizioni economiche accetta di insegnare letteratura italiana in Brasile. 

Il Sentimento del tempo segna la seconda fase della poetica ungarettiana. Senza venire meno alle caratteristiche della sua poesia precedente, il poeta vi adatta la versificazione tradizionale  ispirandosi a Petrarca, ai poeti barocchi e a Leopardi. Anche la sintassi diventa fluida e ampia. Invece del panorama desertico o carsico del Porto sepolto, il poeta delinea ora un paesaggio di monti, alberi, boschi e marine, animato da ninfe e fauni, lo stesso che avevano cantato i grandi poeti italiani e latini.

.

IL DOLORE (terza fase)
Avatar di Liliana Zaffuto
Liliana Zaffuto
21g
IL DOLORE (terza fase)
Nel 1939 muore il figlio Antonietto, al quale è dedicata la toccante raccolta Il dolore (1947). Nel 1942 rientra in Italia.
Nell’età matura, che coincide con l’insegnamento di letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Roma, pubblica due raccolte: La terra promessa (1950) e il Il taccuino del vecchio (1960), dove manifesta la sua delusione per i falsi valori della civiltà occidentale. Torna a desiderare il deserto, fino a immaginarvi la sua morte. Negli ultimi anni della vita scrive poesie d’amore ispirate da due giovani donne. Muore a Milano nel 1970.

Vuoto
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Liliana Zaffuto
21g

more_vert
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         <pubDate>2020-04-14 08:23:42 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[
La poesia nata sul fronte (prima fase)
Avatar di Liliana Zaffuto
Liliana Zaffuto
19g
La poesia nata sul fronte (prima fase)
L’esperienza del fronte è trascritta nella prima raccolta, Il porto sepolto, pubblicata nel 1916. 

Con le sue parole Ungaretti sollecita l’uomo a non arrendersi di fronte alle difficoltà e alle sconfitte, a impegnarsi per dare un alto significato a ogni azione, comunicando il valore della speranza e della meraviglia. Il porto sepolto rappresenta una novità nel panorama letterario italiano del primo Novecento. Le strofe appaiono come frammenti e a volte un verso è composto da una sola parola: il poeta vuole dilatare il significato di un singolo vocabolo, in modo che evochi suggestioni e richiami altre immagini. Sulla pagina egli alterna alle parole gli spazi bianchi.

SAN MARTINO DEL CARSO
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Liliana Zaffuto
21g
SAN MARTINO DEL CARSO
SAN MARTINO DEL CARSO
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Liliana Zaffuto
21g
SAN MARTINO DEL CARSO
Di queste case
  non è rimasto
  che qualche
  brandello di muro


Di tanti
  che mi corrispondevano
  non è rimasto
  neppure tanto


Ma nel cuore
  nessuna croce manca


E’ il mio cuore
  il paese più straziato

Commento San Martino del Carso
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Liliana Zaffuto
21g
Commento San Martino del Carso
San Martino del Carso fa parte della sezione Il Porto sepolto della raccolta l’Allegria. La poesia, una delle più famose dell’intera raccolta, ci presenta immagini belliche molto crude: le case ridotte a brandelli, soldati uccisi dei quali non è rimasto nulla. 
 Il paesaggio è umanizzato ed appare massacrato così come sono stati massacrati i soldati. 
 L’immagine di un paese distrutto dalla guerra, San Martino del Carso, viene interiorizzata ed è per il poeta l’equivalente del suo cuore, distrutto dalla dolorosa perdita di tanti amici cari. Ancora una volta il poeta trova nelle immagini esterne una corrispondenza con quanto egli prova nel suo animo.
 La lirica è di un’estrema essenzialità. Eliminando ogni descrizione , Ungaretti riesce a rendere con il minimo di parole la sua pena e quella di tutto un paese. 

VEGLIA da Porto sepo
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VEGLIA da Porto sepolto
VEGLIA
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21g
VEGLIA
Un’intera nottata
 buttato vicino
 a un compagno
 massacrato
 con la sua bocca
 digrignata
 volta al plenilunio
 con la congestione
 delle sue mani
 penetrata
 nel mio silenzio
 ho scritto
 lettere piene d’amore

Non sono mai stato
 tanto
 attaccato alla vita

Commento Veglia
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21g
Commento Veglia
La poesia è composta di due strofe, la prima di 13 versi e la seconda di 3 versi. Si tratta di versi liberi . Dominano suoni duri grazie alla presenza di lettere come la t e anche la scelta delle parole trasmette tutta la violenza e l’angoscia della situazione vissuta dal poeta. La pausa che divide la prima dalla seconda strofa serve ad enfatizzare l’attaccamento alla vita provato dal poeta.

La luna  è probabilmente l’ultima cosa contemplata dal soldato, compagno di Ungaretti, che ormai ha perso la vita brutalmente. 

La sofferenza è data dai denti digrignati e dalle mani rosse e gonfie, gli occhi rivolti alla luna quasi a chiedere il perché di tanta sofferenza.

Intanto Ungaretti è lì, accanto al corpo, che veglia il compagno e vede da vicino la morte: violenta, mostruosa, brutale, permanente. 

Proprio in quel momento emergono sentimenti positivi nel poeta, in contrasto con la morte che vede lì; la bellezza della vita spinge Ungaretti a cantarne le gioie scrivendole.

Il silenzio è la sola cosa che accomuna i due opposti, vita e morte. Le parole hanno un ritmo spezzato, quasi a voler concretizzare lo strazio provato dal soldato, la contrazione della sua bocca, le mani rovinate e deformi. 
 Sul finale lo slancio positivo di Ungaretti che, proprio perché davanti ai suoi occhi vede chiaramente la morte e lo strazio che ne deriva, ama la vita più che mai.

Sentimento d
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21g
Sentimento del tempo
(seconda fase )

La vita tra l’Europa e il Brasile. Nello stesso 1919 Ungaretti si trasferisce a Parigi, dove si sposa. Nel 1921 rientra in Italia: ha aderito al fascismo e lavora a Roma per il Ministero degli Esteri. 

Nascono i figli Ninon e Antonietto e matura la seconda raccolta, Sentimento del tempo, pubblicata nel 1933. Per le difficili condizioni economiche accetta di insegnare letteratura italiana in Brasile. 

Il Sentimento del tempo segna la seconda fase della poetica ungarettiana. Senza venire meno alle caratteristiche della sua poesia precedente, il poeta vi adatta la versificazione tradizionale  ispirandosi a Petrarca, ai poeti barocchi e a Leopardi. Anche la sintassi diventa fluida e ampia. Invece del panorama desertico o carsico del Porto sepolto, il poeta delinea ora un paesaggio di monti, alberi, boschi e marine, animato da ninfe e fauni, lo stesso che avevano cantato i grandi poeti italiani e latini.

.

IL DOLORE (terza fase)
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Liliana Zaffuto
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IL DOLORE (terza fase)
Nel 1939 muore il figlio Antonietto, al quale è dedicata la toccante raccolta Il dolore (1947). Nel 1942 rientra in Italia.
Nell’età matura, che coincide con l’insegnamento di letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Roma, pubblica due raccolte: La terra promessa (1950) e il Il taccuino del vecchio (1960), dove manifesta la sua delusione per i falsi valori della civiltà occidentale. Torna a desiderare il deserto, fino a immaginarvi la sua morte. Negli ultimi anni della vita scrive poesie d’amore ispirate da due giovani donne. Muore a Milano nel 1970.

Vuoto
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         <pubDate>2020-04-14 08:23:45 UTC</pubDate>
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La poesia nata sul fronte (prima fase)
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19g
La poesia nata sul fronte (prima fase)
L’esperienza del fronte è trascritta nella prima raccolta, Il porto sepolto, pubblicata nel 1916. 

Con le sue parole Ungaretti sollecita l’uomo a non arrendersi di fronte alle difficoltà e alle sconfitte, a impegnarsi per dare un alto significato a ogni azione, comunicando il valore della speranza e della meraviglia. Il porto sepolto rappresenta una novità nel panorama letterario italiano del primo Novecento. Le strofe appaiono come frammenti e a volte un verso è composto da una sola parola: il poeta vuole dilatare il significato di un singolo vocabolo, in modo che evochi suggestioni e richiami altre immagini. Sulla pagina egli alterna alle parole gli spazi bianchi.

SAN MARTINO DEL CARSO
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SAN MARTINO DEL CARSO
SAN MARTINO DEL CARSO
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SAN MARTINO DEL CARSO
Di queste case
  non è rimasto
  che qualche
  brandello di muro


Di tanti
  che mi corrispondevano
  non è rimasto
  neppure tanto


Ma nel cuore
  nessuna croce manca


E’ il mio cuore
  il paese più straziato

Commento San Martino del Carso
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Commento San Martino del Carso
San Martino del Carso fa parte della sezione Il Porto sepolto della raccolta l’Allegria. La poesia, una delle più famose dell’intera raccolta, ci presenta immagini belliche molto crude: le case ridotte a brandelli, soldati uccisi dei quali non è rimasto nulla. 
 Il paesaggio è umanizzato ed appare massacrato così come sono stati massacrati i soldati. 
 L’immagine di un paese distrutto dalla guerra, San Martino del Carso, viene interiorizzata ed è per il poeta l’equivalente del suo cuore, distrutto dalla dolorosa perdita di tanti amici cari. Ancora una volta il poeta trova nelle immagini esterne una corrispondenza con quanto egli prova nel suo animo.
 La lirica è di un’estrema essenzialità. Eliminando ogni descrizione , Ungaretti riesce a rendere con il minimo di parole la sua pena e quella di tutto un paese. 

VEGLIA da Porto sepo
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VEGLIA da Porto sepolto
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Un’intera nottata
 buttato vicino
 a un compagno
 massacrato
 con la sua bocca
 digrignata
 volta al plenilunio
 con la congestione
 delle sue mani
 penetrata
 nel mio silenzio
 ho scritto
 lettere piene d’amore

Non sono mai stato
 tanto
 attaccato alla vita

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Commento Veglia
La poesia è composta di due strofe, la prima di 13 versi e la seconda di 3 versi. Si tratta di versi liberi . Dominano suoni duri grazie alla presenza di lettere come la t e anche la scelta delle parole trasmette tutta la violenza e l’angoscia della situazione vissuta dal poeta. La pausa che divide la prima dalla seconda strofa serve ad enfatizzare l’attaccamento alla vita provato dal poeta.

La luna  è probabilmente l’ultima cosa contemplata dal soldato, compagno di Ungaretti, che ormai ha perso la vita brutalmente. 

La sofferenza è data dai denti digrignati e dalle mani rosse e gonfie, gli occhi rivolti alla luna quasi a chiedere il perché di tanta sofferenza.

Intanto Ungaretti è lì, accanto al corpo, che veglia il compagno e vede da vicino la morte: violenta, mostruosa, brutale, permanente. 

Proprio in quel momento emergono sentimenti positivi nel poeta, in contrasto con la morte che vede lì; la bellezza della vita spinge Ungaretti a cantarne le gioie scrivendole.

Il silenzio è la sola cosa che accomuna i due opposti, vita e morte. Le parole hanno un ritmo spezzato, quasi a voler concretizzare lo strazio provato dal soldato, la contrazione della sua bocca, le mani rovinate e deformi. 
 Sul finale lo slancio positivo di Ungaretti che, proprio perché davanti ai suoi occhi vede chiaramente la morte e lo strazio che ne deriva, ama la vita più che mai.

Sentimento d
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Sentimento del tempo
(seconda fase )

La vita tra l’Europa e il Brasile. Nello stesso 1919 Ungaretti si trasferisce a Parigi, dove si sposa. Nel 1921 rientra in Italia: ha aderito al fascismo e lavora a Roma per il Ministero degli Esteri. 

Nascono i figli Ninon e Antonietto e matura la seconda raccolta, Sentimento del tempo, pubblicata nel 1933. Per le difficili condizioni economiche accetta di insegnare letteratura italiana in Brasile. 

Il Sentimento del tempo segna la seconda fase della poetica ungarettiana. Senza venire meno alle caratteristiche della sua poesia precedente, il poeta vi adatta la versificazione tradizionale  ispirandosi a Petrarca, ai poeti barocchi e a Leopardi. Anche la sintassi diventa fluida e ampia. Invece del panorama desertico o carsico del Porto sepolto, il poeta delinea ora un paesaggio di monti, alberi, boschi e marine, animato da ninfe e fauni, lo stesso che avevano cantato i grandi poeti italiani e latini.

.

IL DOLORE (terza fase)
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IL DOLORE (terza fase)
Nel 1939 muore il figlio Antonietto, al quale è dedicata la toccante raccolta Il dolore (1947). Nel 1942 rientra in Italia.
Nell’età matura, che coincide con l’insegnamento di letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Roma, pubblica due raccolte: La terra promessa (1950) e il Il taccuino del vecchio (1960), dove manifesta la sua delusione per i falsi valori della civiltà occidentale. Torna a desiderare il deserto, fino a immaginarvi la sua morte. Negli ultimi anni della vita scrive poesie d’amore ispirate da due giovani donne. Muore a Milano nel 1970.

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         <pubDate>2020-04-14 08:23:52 UTC</pubDate>
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La poesia nata sul fronte (prima fase)
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La poesia nata sul fronte (prima fase)
L’esperienza del fronte è trascritta nella prima raccolta, Il porto sepolto, pubblicata nel 1916. 

Con le sue parole Ungaretti sollecita l’uomo a non arrendersi di fronte alle difficoltà e alle sconfitte, a impegnarsi per dare un alto significato a ogni azione, comunicando il valore della speranza e della meraviglia. Il porto sepolto rappresenta una novità nel panorama letterario italiano del primo Novecento. Le strofe appaiono come frammenti e a volte un verso è composto da una sola parola: il poeta vuole dilatare il significato di un singolo vocabolo, in modo che evochi suggestioni e richiami altre immagini. Sulla pagina egli alterna alle parole gli spazi bianchi.

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Di queste case
  non è rimasto
  che qualche
  brandello di muro


Di tanti
  che mi corrispondevano
  non è rimasto
  neppure tanto


Ma nel cuore
  nessuna croce manca


E’ il mio cuore
  il paese più straziato

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San Martino del Carso fa parte della sezione Il Porto sepolto della raccolta l’Allegria. La poesia, una delle più famose dell’intera raccolta, ci presenta immagini belliche molto crude: le case ridotte a brandelli, soldati uccisi dei quali non è rimasto nulla. 
 Il paesaggio è umanizzato ed appare massacrato così come sono stati massacrati i soldati. 
 L’immagine di un paese distrutto dalla guerra, San Martino del Carso, viene interiorizzata ed è per il poeta l’equivalente del suo cuore, distrutto dalla dolorosa perdita di tanti amici cari. Ancora una volta il poeta trova nelle immagini esterne una corrispondenza con quanto egli prova nel suo animo.
 La lirica è di un’estrema essenzialità. Eliminando ogni descrizione , Ungaretti riesce a rendere con il minimo di parole la sua pena e quella di tutto un paese. 

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 massacrato
 con la sua bocca
 digrignata
 volta al plenilunio
 con la congestione
 delle sue mani
 penetrata
 nel mio silenzio
 ho scritto
 lettere piene d’amore

Non sono mai stato
 tanto
 attaccato alla vita

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La poesia è composta di due strofe, la prima di 13 versi e la seconda di 3 versi. Si tratta di versi liberi . Dominano suoni duri grazie alla presenza di lettere come la t e anche la scelta delle parole trasmette tutta la violenza e l’angoscia della situazione vissuta dal poeta. La pausa che divide la prima dalla seconda strofa serve ad enfatizzare l’attaccamento alla vita provato dal poeta.

La luna  è probabilmente l’ultima cosa contemplata dal soldato, compagno di Ungaretti, che ormai ha perso la vita brutalmente. 

La sofferenza è data dai denti digrignati e dalle mani rosse e gonfie, gli occhi rivolti alla luna quasi a chiedere il perché di tanta sofferenza.

Intanto Ungaretti è lì, accanto al corpo, che veglia il compagno e vede da vicino la morte: violenta, mostruosa, brutale, permanente. 

Proprio in quel momento emergono sentimenti positivi nel poeta, in contrasto con la morte che vede lì; la bellezza della vita spinge Ungaretti a cantarne le gioie scrivendole.

Il silenzio è la sola cosa che accomuna i due opposti, vita e morte. Le parole hanno un ritmo spezzato, quasi a voler concretizzare lo strazio provato dal soldato, la contrazione della sua bocca, le mani rovinate e deformi. 
 Sul finale lo slancio positivo di Ungaretti che, proprio perché davanti ai suoi occhi vede chiaramente la morte e lo strazio che ne deriva, ama la vita più che mai.

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(seconda fase )

La vita tra l’Europa e il Brasile. Nello stesso 1919 Ungaretti si trasferisce a Parigi, dove si sposa. Nel 1921 rientra in Italia: ha aderito al fascismo e lavora a Roma per il Ministero degli Esteri. 

Nascono i figli Ninon e Antonietto e matura la seconda raccolta, Sentimento del tempo, pubblicata nel 1933. Per le difficili condizioni economiche accetta di insegnare letteratura italiana in Brasile. 

Il Sentimento del tempo segna la seconda fase della poetica ungarettiana. Senza venire meno alle caratteristiche della sua poesia precedente, il poeta vi adatta la versificazione tradizionale  ispirandosi a Petrarca, ai poeti barocchi e a Leopardi. Anche la sintassi diventa fluida e ampia. Invece del panorama desertico o carsico del Porto sepolto, il poeta delinea ora un paesaggio di monti, alberi, boschi e marine, animato da ninfe e fauni, lo stesso che avevano cantato i grandi poeti italiani e latini.

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IL DOLORE (terza fase)
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Nel 1939 muore il figlio Antonietto, al quale è dedicata la toccante raccolta Il dolore (1947). Nel 1942 rientra in Italia.
Nell’età matura, che coincide con l’insegnamento di letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Roma, pubblica due raccolte: La terra promessa (1950) e il Il taccuino del vecchio (1960), dove manifesta la sua delusione per i falsi valori della civiltà occidentale. Torna a desiderare il deserto, fino a immaginarvi la sua morte. Negli ultimi anni della vita scrive poesie d’amore ispirate da due giovani donne. Muore a Milano nel 1970.

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La poesia nata sul fronte (prima fase)
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La poesia nata sul fronte (prima fase)
L’esperienza del fronte è trascritta nella prima raccolta, Il porto sepolto, pubblicata nel 1916. 

Con le sue parole Ungaretti sollecita l’uomo a non arrendersi di fronte alle difficoltà e alle sconfitte, a impegnarsi per dare un alto significato a ogni azione, comunicando il valore della speranza e della meraviglia. Il porto sepolto rappresenta una novità nel panorama letterario italiano del primo Novecento. Le strofe appaiono come frammenti e a volte un verso è composto da una sola parola: il poeta vuole dilatare il significato di un singolo vocabolo, in modo che evochi suggestioni e richiami altre immagini. Sulla pagina egli alterna alle parole gli spazi bianchi.

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Di queste case
  non è rimasto
  che qualche
  brandello di muro


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  neppure tanto


Ma nel cuore
  nessuna croce manca


E’ il mio cuore
  il paese più straziato

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Commento San Martino del Carso
San Martino del Carso fa parte della sezione Il Porto sepolto della raccolta l’Allegria. La poesia, una delle più famose dell’intera raccolta, ci presenta immagini belliche molto crude: le case ridotte a brandelli, soldati uccisi dei quali non è rimasto nulla. 
 Il paesaggio è umanizzato ed appare massacrato così come sono stati massacrati i soldati. 
 L’immagine di un paese distrutto dalla guerra, San Martino del Carso, viene interiorizzata ed è per il poeta l’equivalente del suo cuore, distrutto dalla dolorosa perdita di tanti amici cari. Ancora una volta il poeta trova nelle immagini esterne una corrispondenza con quanto egli prova nel suo animo.
 La lirica è di un’estrema essenzialità. Eliminando ogni descrizione , Ungaretti riesce a rendere con il minimo di parole la sua pena e quella di tutto un paese. 

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 con la sua bocca
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 attaccato alla vita

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La poesia è composta di due strofe, la prima di 13 versi e la seconda di 3 versi. Si tratta di versi liberi . Dominano suoni duri grazie alla presenza di lettere come la t e anche la scelta delle parole trasmette tutta la violenza e l’angoscia della situazione vissuta dal poeta. La pausa che divide la prima dalla seconda strofa serve ad enfatizzare l’attaccamento alla vita provato dal poeta.

La luna  è probabilmente l’ultima cosa contemplata dal soldato, compagno di Ungaretti, che ormai ha perso la vita brutalmente. 

La sofferenza è data dai denti digrignati e dalle mani rosse e gonfie, gli occhi rivolti alla luna quasi a chiedere il perché di tanta sofferenza.

Intanto Ungaretti è lì, accanto al corpo, che veglia il compagno e vede da vicino la morte: violenta, mostruosa, brutale, permanente. 

Proprio in quel momento emergono sentimenti positivi nel poeta, in contrasto con la morte che vede lì; la bellezza della vita spinge Ungaretti a cantarne le gioie scrivendole.

Il silenzio è la sola cosa che accomuna i due opposti, vita e morte. Le parole hanno un ritmo spezzato, quasi a voler concretizzare lo strazio provato dal soldato, la contrazione della sua bocca, le mani rovinate e deformi. 
 Sul finale lo slancio positivo di Ungaretti che, proprio perché davanti ai suoi occhi vede chiaramente la morte e lo strazio che ne deriva, ama la vita più che mai.


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La vita tra l’Europa e il Brasile. Nello stesso 1919 Ungaretti si trasferisce a Parigi, dove si sposa. Nel 1921 rientra in Italia: ha aderito al fascismo e lavora a Roma per il Ministero degli Esteri. 

Nascono i figli Ninon e Antonietto e matura la seconda raccolta, Sentimento del tempo, pubblicata nel 1933. Per le difficili condizioni economiche accetta di insegnare letteratura italiana in Brasile. 

Il Sentimento del tempo segna la seconda fase della poetica ungarettiana. Senza venire meno alle caratteristiche della sua poesia precedente, il poeta vi adatta la versificazione tradizionale  ispirandosi a Petrarca, ai poeti barocchi e a Leopardi. Anche la sintassi diventa fluida e ampia. Invece del panorama desertico o carsico del Porto sepolto, il poeta delinea ora un paesaggio di monti, alberi, boschi e marine, animato da ninfe e fauni, lo stesso che avevano cantato i grandi poeti italiani e latini.

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Nel 1939 muore il figlio Antonietto, al quale è dedicata la toccante raccolta Il dolore (1947). Nel 1942 rientra in Italia.
Nell’età matura, che coincide con l’insegnamento di letteratura italiana moderna e contemporanea all’Università di Roma, pubblica due raccolte: La terra promessa (1950) e il Il taccuino del vecchio (1960), dove manifesta la sua delusione per i falsi valori della civiltà occidentale. Torna a desiderare il deserto, fino a immaginarvi la sua morte. Negli ultimi anni della vita scrive poesie d’amore ispirate da due giovani donne. Muore a Milano nel 1970.

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         <pubDate>2020-04-14 08:23:57 UTC</pubDate>
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