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      <title>Le fabbriche by </title>
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      <description></description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-11-29 13:44:34 UTC</pubDate>
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         <title>IL SISTEMA FABBRICA</title>
         <author>anastasiacasile1</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il sistema di fabbrica trasforma il lavoro e con esso l'ordine sociale, il modo di pensare e di vivere, la natura stessa delle società del mondo occidentale. I cambiamenti sono irreversibili e radicali, ma non repentini e trionfano gradualmente.&nbsp;</div><div>Le trasformazioni rivoluzionarie che all'incirca tra il 1760 e il 1830 si verificano quasi contemporaneamente e, innanzitutto, nel settore tessile e in quello siderurgico non nascono all'improvviso, ma si innestano su una tradizione secolare che gli storici chiamano preindustriale o protoindustriale. Fino alla metà del XVIII secolo, nell'economia preindustriale inglese, l'agricoltura occupava ancora più dell'80% della popolazione attiva, i commerci erano in espansione e le attività manifatturiere che producevano per il mercato (tessili, dell'abbigliamento, alimentari, del legno, dei metalli, del cuoio) si svolgevano ancora prevalentemente nelle botteghe artigiane o, più comunemente, a domicilio nei villaggi e nelle campagne.Nel corso della prima rivoluzione industriale, in Inghilterra innanzitutto, quest'ultimo modo di produzione lentamente cresce e si trasforma, si meccanicizza e si generalizza segnando il passaggio da un'economia agricolo-artigianale a un'economia industriale, fondata sulla fabbrica (factory system).<br>Il processo produttivo era diviso in tante semplici operazioni svolte in modo ripetitivo, secondo il sistema del <strong>taylorismo </strong>nato durante la <strong>seconda rivoluzione industriale</strong>. In questo modo la produzione si velocizzava e non richiedeva specializzazioni da parte del lavoratore, che poteva essere nel caso facilmente sostituito.&nbsp; L’utilizzazione delle macchine per la produzione su vasta scala portò sempre più a concentrare masse di lavoratori in fabbriche organizzate secondo criteri razionali con funzioni, orari, ritmi definiti in base alle esigenze della divisione del lavoro. La logica della concorrenza rendeva vincenti i produttori in grado di immettere nel mercato beni migliori al minor prezzo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-01 14:13:44 UTC</pubDate>
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         <title>GLI EFFETTI SOCIALI: LA CRISI DELLE VECCHIE PROFESSIONI</title>
         <author>anastasiacasile1</author>
         <link>https://padlet.com/anastasiacasile1/capuapznvsm30tnh/wish/2405189547</link>
         <description><![CDATA[<div>L’avvento delle nuove macchine e il sistema di fabbrica portarono a un aumento senza precedenti della produttività, con la conseguenza di eliminare o di porre in condizioni di crescente precarietà gli appartenenti a interi settori legati alle vecchie tecniche di produzione – piccoli proprietari, artigiani, lavoratori manuali –riducendoli all’emarginazione. La rivoluzione industriale mutò quindi profondamente i profili delle professioni (mestieri e professioni), creando nuove opportunità di lavoro ma distruggendone altre. Numerosi furono gli emarginati e i senza lavoro. Da questa situazione ebbero origine manifestazioni estreme di protesta, anche violenta.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-01 14:14:17 UTC</pubDate>
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         <title>LE CONDIZIONI DI LAVORO DEGLI OPERAI</title>
         <author>anastasiacasile1</author>
         <link>https://padlet.com/anastasiacasile1/capuapznvsm30tnh/wish/2405194758</link>
         <description><![CDATA[<div>La rivoluzione industriale provocò complessivamente un impressionante aumento della ricchezza, ma questa andò principalmente a favore delle classi alte, anzitutto della borghesia capitalistica. Gli operai dal canto loro ricevevano bassi salari, e le donne e i bambini – impiegati su vasta scala – retribuzioni ancora inferiori; i lavoratori in generale non potevano fare affidamento su un impiego stabile poiché ogni fase sfavorevole del ciclo produttivo causava ondate di disoccupazione senza che essi potessero contare su alcuna forma di protezione sociale. Gli orari di lavoro erano mediamente da 13 a 15 ore giornaliere. I ragazzi superiori ai 6 anni erano impiegati in larga misura in fabbrica; e con essi persino bambini di 5 o addirittura di 4 anni. La malnutrizione era la regola; le abitazioni degli operai erano generalmente miserabili e malsane; numerosi minatori dormivano nelle stesse miniere. A causa della stanchezza quindi molto spesso avvenivano incidenti sul lavoro e i lavoratori restavano invalidi o venivano licenziati.<br>&nbsp;Gli imprenditori inoltre pagavano salari molto bassi, giustificati dal fatto che vi era una forte disponibilità di manodopera. Intorno al 1850 il numero degli operai nelle nuove industrie raggiunse in Inghilterra circa 3 milioni.&nbsp; La salvaguardia dei bambini in particolare era inesistente.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-01 14:17:33 UTC</pubDate>
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         <title>LA MODERNA LOTTA DI CLASSE</title>
         <author>anastasiacasile1</author>
         <link>https://padlet.com/anastasiacasile1/capuapznvsm30tnh/wish/2405195984</link>
         <description><![CDATA[<div>Le pesantissime condizioni delle masse operaie erano tali da far equiparare le fabbriche alle caserme e diedero luogo, in Inghilterra, anche a inchieste ufficiali.&nbsp;<br>Dinnanzi alla gravità di quella che si configurava come una grande questione sociale, le classi dirigenti assunsero per molto tempo un atteggiamento di netta chiusura. La repressione violenta di ogni insubordinazione o ribellione degli operai da parte delle forze di polizia e, quando necessario dell’esercito, fu la risposta prevalente, anche se non mancarono capitalisti filantropi e politici riformatori decisi ad agire per migliorare la vita dei lavoratori. Le prime moderate riforme a opera dello Stato ebbero luogo in Inghilterra dopo il 1830. Nel 1831 la giornata lavorativa per i ragazzi sotto i 10 anni fu ridotta a 10 ore; nel 1833 venne limitato il lavoro notturno; nel 1847 fu stabilita la giornata lavorativa di 10 ore anche per le donne.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-01 14:18:16 UTC</pubDate>
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         <title>INDUSTRIALIZZAZIONE  E CONFLITTI IMPERIALISTICI</title>
         <author>anastasiacasile1</author>
         <link>https://padlet.com/anastasiacasile1/capuapznvsm30tnh/wish/2405198937</link>
         <description><![CDATA[<div>La legislazione protezionistica fu solo un aspetto dell’intervento dello Stato a sostegno dello sviluppo industriale. Se in Inghilterra l’industria si era sviluppata prevalentemente per iniziativa di imprenditori privati, nei paesi a industrializzazione ritardata come la Germania, l’Italia, la Russia e il Giappone ebbe un ruolo determinante il sostegno dello Stato in varie forme. Esso era rivolto a proteggere i prodotti nazionali, a favorirne l’esportazione, a regolare i rapporti fra capitalisti e operai, a rendere disponibili quegli armamenti moderni che soltanto l’industria era in grado di fornire, a investire propri capitali.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-01 14:20:04 UTC</pubDate>
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         <title>GLI ASPETTI NEGATIVI DELLA RIVOLUZIONE</title>
         <author>anastasiacasile1</author>
         <link>https://padlet.com/anastasiacasile1/capuapznvsm30tnh/wish/2405200738</link>
         <description><![CDATA[<div>Altro aspetto negativo dovuto all’avvento delle industrie fu la crescente richiesta di ferro che diede grande impulso all’industria siderurgica e aumentò il numero di operai che lavoravano nelle miniere. Qui veniva estratto il carbone utilizzato per alimentare la combustione nei forni delle fabbriche dove si lavorava il ferro. I minatori erano però sottoposti a lavori durissimi, in gallerie sotterranee dove scavavano di continuo fino ad arrivare in profondità per estrarre il minerale. Anche in questo caso vennero impiegati donne e bambini che potevano svolgere compiti fisicamente meno gravosi come il trasporto dei carichi di carbone dai cunicoli alla superficie. In particolare i bambini essendo piccoli e agili potevano spingere i carrelli nei passaggi più impervi. La miniera era un luogo molto pericoloso dove spesso avvenivano crolli, espulsioni di gas o allagamenti. L’ambiente poi era malsano a causa della presenza di polveri che danneggiavano l’apparato respiratorio provocando danni polmonari. Una piccola curiosità legata al <strong>lavoro dei minatori </strong>stava nell’utilizzare un canarino come allarme. Dato che i canarini sono sensibili al gas come il monossido di carbonio e metano che era presente nelle miniere, i minatori erano soliti portare con loro una gabbia con un canarino, dato che quando smetteva di cinguettare e moriva per le esalazioni di gas i minatori sapevano che dovevano abbandonare la zona.La fabbrica cambia, infatti, il lavoro e il suo significato antropologico e psicologico: adatta i ritmi biologici della fatica umana a quelli infaticabili della macchina, sostituisce il tempo segnato dal giorno, dalla notte e dalle stagioni col tempo meccanico dell'orologio. A causa dei salari bassi infatti i lavoratori non potevano permettersi un’alimentazione adeguata e spesso ripiegavano su patate, pane e pancetta, eliminando dalla tavola frutta e verdura, fondamentali per ricevere il giusto apporto di energie. Inoltre ritmi di lavoro estenuanti provocavano danni psicologici e spesso gli operai nei giorni di ferie, per cercare momenti di svago frequentavano le osterie, cercando <strong>rifugio nell’alcool </strong>nel quale spendevano gran parte del loro stipendio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-01 14:21:05 UTC</pubDate>
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         <title>LE MACCHINE</title>
         <author>anastasiacasile1</author>
         <link>https://padlet.com/anastasiacasile1/capuapznvsm30tnh/wish/2405201806</link>
         <description><![CDATA[<div>L’industria tessile è stata la prima ad adottare la fabbrica come luogo di lavoro.Erano in esecuzione per enormi profitti e solo interessati ad aumentare la produzione e massimizzare il denaro guadagnato. C’erano molte grandi invenzioni all’interno dell’ascesa delle fabbriche e la velocità di queste nuove macchine per la filatura significava che i tessitori stavano lottando per tenere il passo. Nel 1787 fu creato il telaio di potenza e nel 1829 ce n’erano 49.000 in tutte le fabbriche di tutta la Gran Bretagna con un lavoratore che ne operava 4 alla volta! L’ascesa delle fabbriche è venuto con entrambi i lati positivi e negativi in ultima analisi, per il popolo della Gran Bretagna. Economia saggio il paese ha ottenuto una spinta enorme e le fabbriche hanno portato persone provenienti da tutto il paese insieme, lavorando fianco a fianco., Inoltre, la pressione per trovare cibo e impedire alla tua famiglia di soffrire la fame passò come lavoro di fabbrica fornito abbastanza finanziariamente per cavarsela.I negativi di questo erano la vita di fabbrica in generale. Lunghe ore di lavoro in condizioni di lavoro estremamente povere e sono state presentate con rischio di lesioni ogni giorno. Le fabbriche non erano ottimi posti di lavoro, ma nel corso degli anni avremmo visto questo continuare a migliorare e migliorare portandoci agli standard elevati che la maggior parte delle fabbriche opera oggi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-01 14:21:44 UTC</pubDate>
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         <title>DANNI AMBIENTALI </title>
         <author>anastasiacasile1</author>
         <link>https://padlet.com/anastasiacasile1/capuapznvsm30tnh/wish/2405204119</link>
         <description><![CDATA[<div>&nbsp;La combustione del carbone, necessaria per fornire energia alle macchine di produzione, scurisce il cielo delle città, che assume una colorazione sempre più grigia, mentre l’aria inizia a diventare maleodorante e carica di veleni ed i raggi solari con difficoltà penetrano la densa coltre di fumo. I primi a pagare le conseguenze di tutto ciò furono proprio gli operai: <strong>patologie polmonari </strong>come la tisi si diffusero tra il proletariato, che spesso soffriva anche di <strong>patologie muscoloscheletriche </strong>derivante dalla <strong>malnutrizione </strong>e dalle pesanti condizioni di lavoro in fabbrica. Le malattie del lavoro in fabbrica più frequenti non erano causate da <strong>fumi o veleni di fabbrica </strong>ma spesso erano vere e proprie irritazioni delle vie aeree causate dal pulviscolo di cotone così diffuso nei reparti.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-12-01 14:22:50 UTC</pubDate>
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