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      <title>L&#39;età dei totalitarismi by Ilenia</title>
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      <description>Nero EVENTI STORICI | Giallo LETTERATURA | Azzurro CULTURA E SOCIETÀ | Verde INNOVAZIONI TECNOLOGICHE | Giallo ARTE</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-02-16 13:50:35 UTC</pubDate>
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         <title>I &quot;legionari&quot; di D&#39;Annunzio occupano Fiume</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dopo la Prima guerra mondiale Fiume,  nonostante le proteste degli italiani, era stata dichiarata <strong>città libera</strong>. Nel <strong>settembre 1919  </strong>D’Annunzio si mise alla testa di un piccolo esercito di volontari composto da<strong> soldati ribelli, ex combattenti e nazionalisti </strong>soprannominati “legionari” e marciò su Fiume proclamandone l'<strong>annessione all'Italia</strong>. La Società delle Nazioni condannò l’impresa come violazione dei trattati di pace e la cosiddetta "impresa fiumana" fu disconosciuta dal nuovo governo italiano, presieduto da Francesco Saverio Nitti. Fu Giolitti a ricomporre la frattura diplomatica causata dalla spedizione di Fiume. Con il trattato di Rapallo (1920), l’Italia ottenne l’Istria e Zara, ma rinunciò a gran parte della Dalmazia e a Fiume, che sarebbe rimasta città libera. Il 24 dicembre <strong>1920</strong> le forze armate italiane <strong>costrinsero i legionari fiumani a ritirarsi</strong>. Molti dei legionari confluirono nel partito <strong>fascista</strong>. Fiume sarebbe poi diventata italiana a tutti gli effetti nel <strong>1924</strong>, a seguito di un nuovo <strong>accordo con la Jugoslavia </strong>negoziato da Mussolini.<br><br>Nell'immagine: i "legionari" a Fiume</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-16 13:50:35 UTC</pubDate>
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         <title>Nascono il Partito popolare italiano e i Fasci di combattimento</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il 1919 vide la nascita in Italia del Partito popolare e dei Fasci italiani di combattimento. Il primo, fondato dal sacerdote siciliano <strong>don Luigi Sturzo</strong> (1871-1959), era un partito <strong>cattolico</strong> che sosteneva una politica sociale, dell’incremento della piccola proprietà contadina, del decentramento amministrativo e della scuola cattolica. I Fasci italiani di combattimento furono invece fondati da <strong>Benito Mussolini</strong> (1883-1945) e diedero voce alle manifestazioni di malcontento sociale e politico. In questa prima fase il movimento fascista espresse<strong> rivendicazioni contraddittorie</strong>: ostile alla monarchia, al clero e ai socialisti, sosteneva la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle fabbriche, le otto ore lavorative, il suffragio universale per entrambi i sessi pur ritenendo il proletariato il primo responsabile dello stato di disordine del Paese. Il movimento si distinse da subito per la scelta di utilizzare la <strong>violenza</strong> come arma politica. Alle <strong>elezioni del 1919 </strong>Mussolini non riuscì a conquistare neanche un seggio in Parlamento, mentre il <strong>Partito popolare </strong>guadagnò il 20% dei voti.<br><br>Nell'immagine: il manifesto dei Fasci italiani di combattimento pubblicato su  «II Popolo d'Italia»</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-16 13:50:35 UTC</pubDate>
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         <title>Nasce l’Internazionale comunista</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1919 nacque a <strong>Mosca</strong> la Terza Internazionale, o Internazionale comunista (<strong>Comintern</strong>). L'anno seguente, in occasione del suo secondo congresso, <strong>Lenin</strong> illustrò quali fossero le condizioni per poter far parte dell’organizzazione: la <strong>condanna delle proposte socialdemocratiche e riformiste</strong>, che andavano combattute perché avevano avuto l’effetto fino a quel momento di impedire la rivoluzione nel resto d’Europa; l’elevazione del <strong>Partito</strong> <strong>bolscevico</strong> come unico modello di socialismo reale e come guida per i partiti comunisti di tutti i paesi nell’interesse della causa di una rivoluzione globale. Il primo effetto fu una serie di <strong>spaccature in tutti i principali partiti europei</strong>: in molti rimasero all’interno di partiti denominati socialisti, socialdemocratici o laburisti; chi invece appoggiò le posizioni di Lenin attuò scissioni e fondò, nei vari paesi, un nuovo soggetto politico denominato <strong>Partito comunista</strong>. </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-16 13:50:35 UTC</pubDate>
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         <title>Hitler fonda il Partito nazionalsocialista</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>In Germania, dopo la Prima guerra mondiale, viene proclamata la <strong>Repubblica</strong>, detta “<strong>di Weimar</strong>” dal nome della località in cui viene redatta la nuova Costituzione. Tuttavia il governo della nuova Repubblica non riesce a far fronte alla <strong>pesante crisi economica</strong>, dovuta sia ai danni causati dalla guerra, sia al pagamento delle ingenti indennità imposte dal Trattato di Versailles. In questo clima proliferano i <strong>movimenti estremisti</strong>, tra questi il <strong>Partito nazionalsocialista </strong>(NSDAP), fondato da <strong>Adolf Hitler </strong>nel <strong>1920</strong>.<br>Nel programma del partito erano già presenti tutti gli elementi che nei successivi decenni saranno alla base dell’azione del nazismo.<br>Nel <strong>1923</strong> Hitler tenta un <strong>colpo di Stato a Monaco (Putsch)</strong>, ma fallisce e viene arrestato. In carcere scriverà il <strong><em>Mein Kampf </em></strong>("La mia battaglia"), testo base dell’ideologia nazista: il <strong>razzismo</strong>, la <strong>subordinazione</strong> <strong>del cittadino</strong> alla collettività, la creazione di un “diritto germanico”, il <strong>riarmo</strong>, le <strong>limitazioni</strong> <strong>alla</strong> <strong>libertà</strong> di stampa e artistica, l’organizzazione <strong>centralista</strong> dello Stato.<br><br>Nell'immagine: Adolf Hitler</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-16 13:50:35 UTC</pubDate>
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         <title>Nasce il Partito comunista d&#39;Italia</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Mentre i Fasci di combattimento facevano sempre più proseliti, il Partito socialista si indeboliva a causa delle <strong>spaccature</strong> <strong>interne</strong>. Nel gennaio del 1921, al <strong>Congresso socialista di Livorno</strong>, la maggioranza massimalista scelse la <strong>non adesione all’Internazionale comunista</strong>, che avrebbe obbligato il partito a sottostare ad alcune condizioni imposte da Lenin, tra le quali l’espulsione dei riformisti. In polemica con questa decisione dei massimalisti, l’ala di estrema sinistra decretò la <strong>scissione</strong> e fondò il <strong>Partito comunista d’Italia </strong>collocandosi nell’orbita dell’<strong>Internazionale comunista</strong> sovietica. I principali dirigenti del nuovo partito furono Amadeo <strong>Bordiga</strong>, che ne fu il primo segretario, e Antonio <strong>Gramsci</strong>, giovane intellettuale sardo a capo del gruppo che si riconosceva nel settimanale «Ordine Nuovo». Tra i principali fondatori c'erano inoltre Palmiro <strong>Togliatti</strong>,  Umberto <strong>Terracini</strong> e Angelo <strong>Tasca</strong>.<br><br>Nell'immagine: i delegati davanti al Teatro Goldoni di Livorno il 15 gennaio 1921, giornata inaugurale del XVII Congresso del Partito Socialista Italiano</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-16 13:50:35 UTC</pubDate>
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         <title>Marcia su Roma</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sull’onda di un crescente consenso, i dirigenti del Partito fascista organizzarono un <strong>colpo di mano paramilitare</strong>: la marcia su Roma delle<strong> milizie fasciste</strong>, guidata da un quadrumvirato composto da Cesare De Vecchi, Italo Balbo, Emilio De Bono e Michele Bianchi. L’obiettivo era di forzare la mano al governo in modo da <strong>ottenere una maggiore partecipazione fascista all’esecutivo</strong>. Il 28 ottobre 1922 circa <strong>30.000 fascisti </strong>affluirono a Roma da tutta Italia. Luigi Facta (Presidente del Consiglio dei ministri da febbraio a ottobre 1922) cercò di convincere il re a firmare il decreto per lo stato d’assedio, ma <strong>Vittorio Emanuele III </strong>non prese questa misura, che avrebbe comportato lo scontro armato tra l’esercito italiano e la milizia fascista, scegliendo una soluzione politica: <strong>convocò</strong> <strong>Mussolini a Roma</strong>, incaricandolo di creare e guidare un nuovo governo di coalizione con il sostegno di liberali e popolari. Ben presto Mussolini mostrò di voler trasformare radicalmente il ruolo del presidente del Consiglio e la funzione del Parlamento per arrivare a consolidare il proprio potere.<br><br>Nell'immagine: Giacomo Balla, <em>Marcia su Roma</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-16 13:50:35 UTC</pubDate>
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         <title>Leggi fascistissime</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>In Italia fra il <strong>1925</strong> e il <strong>1926</strong> furono emanate una serie di leggi, le cosiddette “leggi fascistissime”, che<strong> distruggevano ogni forma di libertà </strong>politica, di espressione, di associazione. Furono aumentati i poteri del presidente del Consiglio e abolite le autonomie locali, vennero <strong>dichiarati fuori legge i partiti antifascisti</strong> e la stampa contraria al nuovo regime. Venne ristabilita la <strong>pena di morte</strong> per i reati politici. Fu istituita una polizia segreta di Stato (l<strong>’OVRA</strong>, Organizzazione per la Vigilanza e la Repressione dell’Antifascismo) e si creò un <strong>“Tribunale speciale per la difesa dello Stato”</strong>, composto per lo più da uomini della milizia fascista. Nel <strong>1928</strong>, inoltre, il <strong>Gran consiglio del fascismo </strong>divenne a pieno titolo un organo dello Stato, con il compito di redigere la lista elettorale da presentare agli elettori che avrebbero potuto scegliere soltanto se approvarla o respingerla in blocco. Cessava così il sistema delle elezioni democratiche e iniziava quello del <strong>partito unico</strong>, che di fatto tendeva a coincidere con lo Stato in forma totalitaria.<br><br>Nell'immagine: Benito Mussolini</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-16 13:50:35 UTC</pubDate>
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         <title>Primo piano quinquennale sovietico</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per far fronte alle perdurante <strong>arretratezza</strong> dell'Unione Sovietica sia nel settore industriale sia in quello agricolo e per rendere il paese competitivo sul piano internazionale, nel 1928 Stalin  introdusse un nuovo modello di sviluppo che avrebbe caratterizzato a lungo l'economia del Paese e che avrebbe rappresentato il contraltare del capitalismo occidentale. Si trattava dei cosiddetti “piani quinquennali”, elaborati appunto su archi cronologici di cinque anni. Si voleva così sviluppare l’industria pesante e <strong>modernizzare</strong>, anche attraverso la sua collettivizzazione, l’agricoltura. Il primo piano quinquennale<strong> (1928-32)</strong> non fu interamente rispettato, ma la produzione raddoppiò concentrando in particolare gli sforzi sull’<strong>industria pesante</strong>, che fece notevoli progressi. Nel giro di una decina d’anni, la produzione aumentò a tal punto che la Russia divenne una delle tre prime potenze industriali mondiali. Tale ritmo di crescita proseguì durante il secondo «piano quinquennale» (1933-37), ma <strong>il prezzo pagato dai lavoratori</strong> fu terribile.<br><br>Nell'immagine: un manifesto di propaganda di Stalin</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-16 13:50:35 UTC</pubDate>
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         <title>Assassinio di Matteotti</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le elezioni dell'aprile 1924 (in cui la lista elettorale guidata da Mussolini, il cosiddetto “listone”, ottenne il 65% dei consensi) si svolsero in un clima di <strong>violenza</strong> e di intimidazione nei confronti degli oppositori del fascismo. Tali violenze furono <strong>denunciate</strong> in Parlamento dal <strong>deputato socialista Giacomo Matteotti</strong> che pochi giorni dopo, il 10 giugno, fu <strong>rapito e assassinato</strong>. Lo sdegno provocato dall’ennesima violenza fascista fece vacillare il nuovo governo. In segno di <strong>protesta</strong> i partiti di opposizione abbandonarono Montecitorio, il cosiddetto “<strong>ritiro sull’Aventino”</strong> (espressione derivata da un precedente storico avvenuto nell'antica Roma). <strong>Il re non intervenne </strong>per porre fine al governo Mussolini, come invece speravano gli aventiniani. Il 3 gennaio del <strong>1925</strong>, in un discorso parlamentare, <strong>Mussolini si assunse in prima persona la responsabilità</strong> politica e morale del delitto, coprendo gli esecutori materiali, e dichiarò l’intento di <strong>porre fine a ogni opposizione</strong>. Il fascismo si avviava così a costruire un vero e proprio <strong>regime</strong>.<br><br>Nell'immagine: Giacomo Matteotti</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-16 13:50:35 UTC</pubDate>
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         <title>Crollo della Borsa di New York</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Negli <strong>anni Venti </strong>gli Usa vissero un periodo di grande <strong>prosperità</strong> caratterizzato dal benessere dei ceti medi, dalla nascita dei consumi di massa, dal raddoppio della produzione industriale. Ben presto però esplose la fragilità di questa fase espansiva e, più in generale, dell’intero sistema capitalistico. <strong>Giovedì 24 ottobre 1929</strong>, il "giovedì nero", dopo una giornata di grande incertezza dei mercati e di ribasso di tutti i titoli, la Borsa di New York crollò improvvisamente. Milioni di azioni vennero vendute a prezzi notevolmente bassi e nel giro di qualche giorno il valore dell’intero mercato finanziario americano si dimezzò. Si trattò del più grave crollo borsistico della storia che generò una lunga e profonda crisi economica&nbsp; a livello <strong>internazionale</strong> nota come <strong>“Grande depressione”</strong>.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-16 13:50:35 UTC</pubDate>
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         <title>Patti lateranensi</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dopo lunghe trattative segrete, l’<strong>11 febbraio 1929</strong> furono firmati da Mussolini e dal cardinale Gasparri i Patti lateranensi, con cui si intendevano normalizzare i <strong>rapporti tra lo Stato e la Chiesa</strong>. I Patti lateranensi erano formati da tre atti distinti: un Trattato, una Convenzione finanziaria, un Concordato. Il <strong>Trattato</strong> aveva lo scopo di risolvere l’annosa “questione romana”. La Santa Sede riconosceva lo Stato italiano e di contro si vedeva riconosciuta la sovranità sulla Città del Vaticano. La <strong>Convenzione finanziaria </strong>stabiliva che lo Stato italiano avrebbe risarcito la Santa Sede della perdita dello Stato pontificio (risalente al 1870). Il <strong>Concordato</strong>, infine, obbligava i vescovi a giurare fedeltà allo Stato italiano e riconosceva notevoli privilegi alla Chiesa cattolica. In particolare, si stabiliva che i sacerdoti erano esonerati dagli obblighi di leva, che il matrimonio religioso avesse effetti civili, e soprattutto che <strong>l’insegnamento della religione cattolica</strong> fosse parte integrante dei programmi scolastici. La firma dei Patti lateranensi costituì una preziosa legittimazione per il potere di <strong>Mussolini</strong>, che si garantì <strong>l’appoggio della Chiesa</strong> e degli ambienti cattolici.<br><br>Nell'immagine: la firma dei Patti Lateranensi tra Mussolini e il cardinal Gasparri</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-16 13:50:35 UTC</pubDate>
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         <title>New Deal di Roosevelt</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>La crisi evidenziata dal crollo della Borsa di New York generò un’ondata di fallimenti, miseria e disoccupazione, che raggiunse il culmine nel 1932. Nel 1933 il neo-eletto <strong>presidente democratico  Franklin Delano Roosevelt</strong>, per risollevare la crisi avviò un<strong> vasto programma di riforme</strong> che chiamò <em>New Deal </em>(“Nuovo corso”) per sottolineare il carattere innovativo della sua politica. Gli interventi di Roosevelt si ispiravano alle teorie dell’economista inglese John Maynard <strong>Keynes</strong>, secondo cui lo Stato doveva <strong>intervenire</strong> in caso di stagnazioni o recessioni, per sostenere gli investimenti, i salari e quindi la domanda. Per far ripartire la produzione il governo federale commissionò<strong> opere pubbliche</strong> che permettevano di assumere disoccupati e di indurre le aziende private a riprendere l’attività. Gli effetti degli interventi di Roosevelt iniziarono a farsi sentire subito, ma gli Usa superarono definitivamente i traumi della crisi solo dopo il 1940.<br><br>Nell'immagine: Franklin Delano Roosevelt</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-16 13:50:35 UTC</pubDate>
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         <title>Pirandello riceve il premio Nobel</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1934, dopo otto anni dal conferimento del premio Nobel per la letteratura a <strong>Grazia</strong> <strong>Deledda</strong> (1871-1936), un altro autore italiano riceve l'ambito riconoscimento: è <strong>Luigi Pirandello </strong>(187-1936), autore di novelle e romanzi, divenuto il drammaturgo di maggior fama nel mondo. Professore ordinario di Lingua Italiana al Magistero di Roma, Pirandello si dedica completamente alla letteratura solo dopo il 1912 e, dopo il 1916, alla produzione teatrale. Al centro della concezione pirandelliana ci sono il contrasto tra <strong>apparenza e sostanza</strong> e la drastica <strong>sfiducia nella possibilità di conoscere la realtà</strong>. La mancanza di una verità oggettiva implica l'<strong>impossibilità della comunicazione</strong> e porta all'alienazione dei personaggi, che si riducono al ruolo di <strong>maschere</strong>.</div><div><br></div><div>Nell'immagine: Luigi Pirandello</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-16 13:50:35 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Lunga marcia&quot; dei comunisti cinesi</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel <strong>1925</strong> <strong>Chiang Kai-shek </strong>assunse la guida del <strong>partito nazionalista</strong> del <strong>Kuomintang</strong> e diede inizio a una lotta di liberazione dai giapponesi, riuscendo nel giro di pochi anni a riunificare la maggior parte del Paese e a sconfiggere i principali “signori della guerra”. A questo punto, iniziò però una nuova contrapposizione, quella tra il Kuomintang e il <strong>Partito comunista</strong> (inizialmente suo alleato) guidato da <strong>Mao Tse-tung</strong>. Il Partito comunista cinese venne messo fuori legge e migliaia di suoi militanti trucidati o incarcerati. I comunisti riuscirono a riorganizzarsi nelle aree rurali e tra l’ottobre 1934 e l’ottobre 1935, per <strong>sfuggire all’accerchiamento delle truppe di  Chiang Kai-shek</strong>, Mao guidò le forze comuniste nella cosiddetta “lunga marcia”, <strong>una fuga di oltre 10000 chilometri </strong>attraverso l’immenso Paese. L’impresa assunse  un forte valore simbolico e consacrò Mao come leader indiscusso della rivoluzione.<br><br>Nell'immagine: i comunisti Zhou Enlai e Mao Tse-tung nel 1935</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-16 13:50:35 UTC</pubDate>
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         <title>Nasce il Terzo Reich</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel <strong>1933</strong> il<strong> Partito nazionalsocialista</strong> divenne il <strong>primo partito tedesco </strong>e il 30 gennaio 1933 il presidente Hindenburg nominò <strong>Hitler cancelliere</strong>, con l’incarico di formare un nuovo governo. Hitler andò dunque al governo in maniera <strong>legale</strong>. In tempi brevissimi riuscì a costruire uno <strong>Stato totalitario</strong>, scatenando una radicale repressione poliziesca contro qualunque forma di opposizione e emanando una serie di leggi che<strong> limitavano la libertà </strong>di stampa e di riunione. Tutti i partiti furono sciolti e il Partito nazista fu dichiarato <strong>l’unico partito politico </strong>della Germania. Alla morte di Hindenburg, nell'agosto del <strong>1934</strong>, Hitler assunse anche la carica di <strong>presidente</strong>, quindi di capo delle forze armate, oltre che di cancelliere. Era la fine della Repubblica di Weimar e l’inizio di quello che i nazisti definirono Terzo Reich, ossia terzo impero, dopo il Sacro Romano Impero (962-1806) e quello dei kaiser Guglielmo I e Guglielmo II (1871-1918).<br><br>Nell'immagine: saluto del Reichstag a Hiitler</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-16 13:50:35 UTC</pubDate>
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         <title>Aggressione dell&#39;Etiopia</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nell’<strong>ottobre del 1935</strong>, senza alcuna dichiarazione di guerra, l’esercito italiano attaccò l’Etiopia. La guerra fu combattuta fra l’ottobre del 1935 e il maggio del <strong>1936</strong>, mese in cui Mussolini proclamò la fondazione dell’<strong>Impero italiano</strong>. L’Italia aveva attaccato uno Stato indipendente e sovrano, membro a tutti gli effetti della Società delle Nazioni. Francia e Gran Bretagna condannarono l’attacco italiano e la Società delle Nazioni approvò una serie di <strong>sanzioni</strong> contro l’Italia. L’isolamento dell’Italia condusse al deciso <strong>avvicinamento di Mussolini a Hitler </strong>che portò nel 1936 all’Asse Roma-Berlino e nel 1939 al <strong>Patto d’acciaio</strong>, un accordo militare tra i due Paesi.<br><br>Nell'immagine: la vittoria italiana in Etiopia in un numero de «La Domenica del Corriere» del 1936</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-16 13:50:35 UTC</pubDate>
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         <title>Le leggi di Norimberga: si diffondono le leggi antisemite</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’ideologia nazista fu fin dal principio profondamente razzista e antisemita. Secondo Hitler esisteva una “razza superiore” (quella ariana, identificata con la popolazione tedesca) e delle <strong>“razze inferiori” </strong>(ebrei, zingari, slavi ecc.). In particolare, Hitler accusava gli ebrei di aver tramato contro la Germania, causandone la sconfitta nella Prima guerra mondiale e le difficoltà economiche degli anni Venti. Dopo una <strong>lunga propaganda antisemita</strong>, nel <strong>settembre</strong> <strong>1935</strong> in Germania furono approvate le cosiddette <strong>Leggi di Norimberga</strong>, che privavano gli <strong>ebrei tedeschi </strong>della cittadinanza e dei diritti a essa collegati, impedivano i matrimoni misti, vietavano di occupare impieghi pubblici e possedere beni immobili. Gli ebrei privati così dei diritti civili e politici, furono costretti a mettere sui propri abiti una <strong>stella di David gialla i</strong>n modo da essere immediatamente identificabili.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-16 13:50:35 UTC</pubDate>
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         <title>Inizio della guerra civile spagnola</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nei primi anni Trenta in Spagna, guidata da governi ora riformisti e ora conservatori, nacquero gruppi di <strong>estrema destra reazionaria</strong>, come in molti altri Paesi europei. Nel <strong>1936</strong> le elezioni vennero vinte da un <strong>Fronte popolare</strong>. La vittoria suscitò sia le speranze di un più vasto cambiamento sociale da parte delle forze democratiche, sia gli odi e i timori della destra. Nel <strong>luglio</strong> <strong>1936</strong>, il  generale <strong>Francisco Franco </strong>dichiarò decaduto il governo e, con l'appoggio dei monarchici, della borghesia e della Chiesa, sbarcò in Spagna al comando delle truppe coloniali stanziate in Marocco. Iniziò così una <strong>guerra civile tra repubblicani e fascisti</strong>. Questi ultimi poterono contare su cospicui <strong>aiuti</strong> economici e militari da parte di <strong>Germania</strong> e <strong>Italia</strong>; al contrario i repubblicani  non ottennero alcun appoggio concreto dai governi democratici europei, spaventati dal radicalismo di anarchici e comunisti, che facevano parte della compagine di governo. In loro aiuto intervennero, però, i volontari delle <strong>Brigate internazionali</strong>.<br><br>Nell'immagine: milizie anarchiche durante la guerra civile</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-16 13:50:35 UTC</pubDate>
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         <title>Leggi contro gli ebrei in Italia</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel <strong>settembre 1938</strong> il governo italiano approvò le cosiddette "leggi razziali", a cui altre se ne sarebbero aggiunte nei mesi a venire, che avevano un contenuto discriminatorio soprattutto nei confronti degli <strong>ebrei</strong>. Come sostenuto nel <em>Manifesto della razza</em> del 14 luglio 1938, gli ebrei venivano dichiarati non appartenenti alla razza italiana e ciò ne implicava l’<strong>esclusione dalla vita pubblica e sociale</strong>. Gli ebrei furono allontanati <strong>dalle scuole</strong>: da un giorno all’altro 279 tra presidi e insegnanti, più di 1000 studenti medi e 4400 delle scuole elementari persero il diritto al lavoro e allo studio. Gli ebrei furono espulsi <strong>dalle forze armate, dalle industrie</strong>, <strong>dalle attività commerciali</strong>, <strong>dagli enti pubblici e privati</strong>. I <strong>matrimoni misti </strong>vennero proibiti. In Italia le leggi razziali vennero applicate fra il 1938 e il 1945 ed ebbero effetti devastanti sulle antiche comunità ebraiche della Penisola.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-16 13:50:35 UTC</pubDate>
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         <title>Vittoria dei franchisti in Spagna</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>A partire dal <strong>1° aprile 1939</strong>, giorno in cui fu annunciata la <strong>fine della guerra civile </strong>(1936-1939) e la <strong>sconfitta della Repubblica</strong>, Francisco Franco assunse la guida definitiva della Spagna, instaurando un <strong>governo</strong> <strong>dittatoriale</strong> che represse violentemente ogni opposizione. Il dittatore spagnolo assunse l’appellativo di “Caudillo”, corrispondente spagnolo del teutonico Führer e dell’italico Duce, costruendo introno alla propria figura un’attenta campagna propagandistica di <strong>culto della personalità</strong>. Tuttavia Franco, non si allineò agli altri fascismi nelle leggi antisemite e fece accogliere un gran numero di <strong>ebrei</strong> <strong>in fuga </strong>dall'Europa invasa dai tedeschi.<br><br>Nell'immagine: Francisco Franco</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-16 13:50:35 UTC</pubDate>
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         <title>John Baird presenta il primo apparecchio televisivo</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1926 a <strong>Londra</strong> fu presentato il primo prototipo di apparecchio televisivo dal <strong>fisico inglese John Logie Baird</strong> (1888-1946). I suoi primi esperimenti risalgono al 1923 ma solo il 2 ottobre 1925 Baird riesce a inviare a distanza <strong>un'immagine televisiva</strong> vera e propria; come soggetto si offre il suo fattorino Willlam Taynton, che diviene, quindi, il primo uomo della storia a comparire in televisione. Baird utilizza un apparecchio, chiamato disco di Nipkow, per la scansione dell'immagine in trasmissione, e riesce a sincronizzarne un altro in ricezione. Il disco di Nipkow, che gira davanti a elementi sensibili di selenio, istante dopo istante crea un valore elettrico che corrisponde alla luminosità di un punto dell'immagine. Il principio è esattamente quello che viene usato ancora oggi ma con un sistema di <strong>scansione</strong> <strong>elettronica</strong>. Il primo prototipo, presentato nel 1926, è davvero lontano dall'oggetto che siamo abituati a vedere nelle nostre case: lo schermo, infatti, misura solo <strong>3 x 5 cm</strong>.<br><br>Nell'immagine: l'apparecchio di John Baird</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-16 13:50:35 UTC</pubDate>
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         <title>Conquista del Polo Nord e trasvolata in solitaria sull&#39;Atlantico</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Negli anni Venti si compiono due grandi imprese nel mondo dell'aeronautica. È il <strong>12 maggio 1926</strong> quando per la prima volta il dirigibile italiano <em>Norge</em>, partito da <strong>Roma</strong>, raggiunge il <strong>Polo Nord</strong>; la radio di bordo informa il mondo dell'avvenimento e poi il viaggio prosegue sul ghiaccio inesplorato, in direzione dell'Alaska. La missione è guidata dal comandante <strong>Umberto Nobile</strong> e l'equipaggio è composto da sei italiani, otto norvegesi (tra cui Roald Amundsen, che aveva raggiunto per primo il Polo Sud nel 1912), uno statunitense e uno svedese. Nel <strong>1927</strong>, invece, viene compiuta la <strong>prima trasvolata dell'Atlantico in solitaria e senza scalo</strong>. L'impresa si deve all’aviatore americano <strong>Charles Augustus Lindbergh</strong> (1902-1974), che il 20 maggio 1927 parte da Roosevelt Field, vicino a <strong>New York</strong>, e giunge a destinazione, nei pressi di <strong>Parigi</strong>, dopo 33 ore, 30 minuti e 29 secondi di volo a bordo del suo monoplano leggero, lo Spirit of Saint Louis.<br><br>Nell'immagine: un cameraman filma un aereo che si prepara a volare verso il Polo Nord</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-16 13:50:35 UTC</pubDate>
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         <title>Guernica di Picasso</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1937 il pittore spagnolo <strong>Pablo Picasso</strong> (1881-1973), uno del maestri della pittura del secolo, dipinge un quadro di e<strong>normi dimensioni </strong>(largo 783 cm e alto 351 cm) dedicato alla distruzione della<strong> città basca di Guernica, bombardata dall'aviazione tedesca</strong> il 6 aprile dello stesso anno durante la <strong>guerra civile spagnola</strong>. L'opera è una protesta contro la violenza, la distruzione e la guerra in generale. La <strong>violenza</strong> e la <strong>sofferenza</strong> sono espresse, sulla sinistra del quadro, dalla madre che grida al cielo disperata, tenendo tra le braccia il corpo senza vita del figlio; il cavallo agonizzante simboleggia<strong> il popolo spagnolo degenerato </strong>mentre il toro, che appare nella parte sinistra del dipinto, rappresenta forse il Minotauro, una figura mitica, simbolo di <strong>bestialità</strong>. Al centro dell'opera, la lampada a olio in mano a una donna che scende le scale indica la <strong>ragione</strong> che non comprende la distruzione, mentre la colomba a sinistra, simbolo di <strong>pace</strong>, sta per cadere a terra straziata.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-16 13:50:35 UTC</pubDate>
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         <title>Il trattato di Rapallo</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>La Società delle Nazioni, dopo l'impresa di D'Annunzio, concede all'Italia l'Istria e Zara. L'Italia dovrà quindi rinunciare a Dalmazia e Fiume, che sarebbe rimasta città libera.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-16 14:03:57 UTC</pubDate>
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         <title>La nascita dell&#39;Urss</title>
         <author>ileniatodesco</author>
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         <description><![CDATA[<div>Tra il 1918 e il 1920 la Russia è dilaniata da una <strong>guerra civile </strong>tra le “armate rosse” bolsceviche (al comando di Lenin, Trotzkij e Stalin) e le “armate bianche” di conservatori, liberali e menscevichi. Grazie all’abilità del generale <strong>Trotzkij</strong>, l’Armata rossa esce vittoriosa dal conflitto e il partito bolscevico di Lenin concentra nelle sue mani tutto il potere. Nel 1922 viene proclamata la nascita dell’<strong>Urss</strong>, l’Unione delle repubbliche socialiste sovietiche.<br><br></div><div>Nell’immagine: Soldati dell’Armata rossa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-16 14:08:11 UTC</pubDate>
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         <title>Inizia la dittatura di Stalin</title>
         <author>ileniatodesco</author>
         <link>https://padlet.com/ileniatodesco/c8zns19ywwglvffe/wish/2050916262</link>
         <description><![CDATA[<div>Alla <strong>morte di Lenin</strong>, sopravvenuta nel <strong>1924</strong>, si scatena una vera e propria lotta interna al partito bolscevico per stabilire chi tra Trotzkij e Stalin dovesse porsi alla sua guida. Grazie all’appoggio della dirigenza del partito, <strong>Stalin</strong> riesce ad avere la meglio. Nel 1928 egli vara il <strong>primo piano quinquennale</strong>, un’attenta pianificazione della produzione agricola e industriale che presuppone la realizzazione di uno <strong>Stato accentrato e autoritario</strong>. Stalin dà quindi vita a una vera e propria <strong>dittatura personale</strong>. Ogni opposizione al partito viene duramente punita con la condanna a morte o ai lavori forzati nei <em>gulag</em> (sono le cosiddette “<strong>purghe staliniane</strong>”).<br><br></div><div>Nell’immagine: Stalin (a sinistra) immortalato insieme a Lenin nel 1919.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-16 14:08:23 UTC</pubDate>
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         <title>Hitler cancelliere</title>
         <author>ileniatodesco</author>
         <link>https://padlet.com/ileniatodesco/c8zns19ywwglvffe/wish/2050918509</link>
         <description><![CDATA[<div>Tra il 1929 e il 1933 il <strong>Partito nazista</strong> di Hitler conosce un’<strong>ascesa vertiginosa</strong>, causata anche dall’incapacità di comunisti e socialdemocratici a fare fronte comune contro il nazismo. A novembre del 1932 il Partito nazista <strong>vince le elezioni</strong> e, nel gennaio dell’anno successivo, il presidente tedesco Von Hindenburgh nomina <strong>Hitler cancelliere</strong>. Il <strong>27 febbraio</strong> del <strong>1933</strong> Hitler e i suoi prendono a pretesto l’<strong>incendio del Reichstag</strong>, sede del Parlamento, per incolpare e perseguitare i comunisti,  reprimendo così ogni possibilità di dissenso.<br><br>Nell'immagine: L'incendio del Reichstag.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-16 14:09:12 UTC</pubDate>
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