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      <title>alternanza scuola - lavoro  3 b Il teatro by Salvatore Improta</title>
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      <description>Realizzato in modo curriculare con  le altre discipline</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-02-14 10:36:42 UTC</pubDate>
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         <title>STORIA </title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>ALTERNANZA SCUOLA LAVORO <br>La storia del Teatro<br>Il primo luogo scenico del <strong>teatro medievale</strong> è la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_(architettura)">chiesa</a>. Durante le funzioni religiose, si cominciò a mettere in scena i passi del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vangelo">vangelo</a> commentati dal sacerdote. Queste rappresentazioni assunsero in seguito una propria autonomia, spostandosi infine in luoghi esterni agli edifici religiosi. Quindi gli aspetti fondamentali del teatro medioevale furono la drammatizzazione, i motivi teatrali religiosi, una componente liturgica e didattica e uno sviluppo di una forma drammatica in volgare. Le cerimonie liturgiche comprendevano aspetti della drammatizzazione teatrale: dialogo, musica, utilizzazione di elementi scenografici, per cui si può parlare di <em>drammi liturgici</em> (specie in occasione del Natale). In <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Francia">Francia</a>, dapprima in occasione delle <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ceneri">Ceneri</a>, si rappresentavano i <em>Misteri</em> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sacra_rappresentazione">sacra rappresentazione</a>), strutturati in cicli di episodi biblici (il più antico è il <em>Mistero d'Adamo</em>, scritto nel XII secolo, opera di un anonimo anglo-normanno). In Italia dalla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lauda">lauda</a> lirica nacque la <em>lauda drammatica</em>, nella quale l'autore dava voce direttamente ai suoi personaggi. Uno dei soggetti più frequenti era la Passione di Cristo e la sofferenza delle Vergine e dei santi. <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Jacopone_da_Todi">Jacopone da Todi</a> fu autore anche di laude drammatiche.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-14 10:39:28 UTC</pubDate>
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         <title>I SACRI MISTERI</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO<br><br>Una delle prime testimonianze del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_medievale">teatro medievale</a> sacro è del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/970">970</a>, quando il Vescovo di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Winchester_(Hampshire)">Winchester</a> descrive una sacra rappresentazione vista probabilmente a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Limoges">Limoges</a> in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Francia">Francia</a>. La mattina di Pasqua un monaco, che interpreta la parte dell'Angelo, va a sedersi presso il Sepolcro. Qui viene raggiunto da tre monaci che impersonano le tre Marie e si aggirano come cercando qualcosa. Il monaco che simula l'angelo canta: <em>"Quem quaeritis?</em>" (Chi cercate?). L'azione prosegue con l'annuncio della Resurrezione e termina con il canto corale del <em>Te Deum</em>.<br><br></div><div><br>Questa primitiva rappresentazione del testo evangelico s'inserisce all'interno della principale celebrazione cristiana: la messa di Pasqua. Questo bisogno di rappresentare, per i fedeli che non seguivano il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_latina">latino</a>, divenne anche un imperativo morale per la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_(istituzione)#Chiesa_cristiana">Chiesa</a>. Queste prime prove fatte all'interno delle chiese ben presto ebbero bisogno di spazio vitale, ovvero uno spazio scenico capace poiché le più importanti sacre rappresentazioni erano costituite da scenografie multiple, dove apparivano contemporaneamente le varie scene della vita di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cristo">Cristo</a>.<br><br></div><div><br>La testimonianza iconografica più importante, in questo senso è la raffigurazione della cosiddetta <em>Passione di Valenciennes</em> dove convivono la casa della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Maria,_madre_di_Ges%C3%B9">Madonna</a> per l'Annunciazione, il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tempio">Tempio</a> della Presentazione, il Palazzo di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Erode_il_Grande">Erode</a>, il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Paradiso">Paradiso</a> e l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Inferno">Inferno</a>ecc. in una lunga sequela di costruzioni effimere chiamate <em>edicole</em> per la loro forma tondeggiante aperte in direzione della sguardo dello spettatore. Queste edicole, chiamate <em>mansiones</em> si trovavano su un grosso palcoscenico, forse l'una accanto all'altra o in altre raffigurazioni come quella del <em>Martirio di Sant'Apollonia</em>, dipinta da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Jean_Fouquet">Jean Fouquet</a>, la rappresentazione è al centro della scena mentre le "mansiones" occupate sia dagli attori che dagli spettatori la circondano in una specie di antenato del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_Elisabettiano">Teatro Elisabettiano</a>.<br><br></div><div><br>Inizialmente gli attori, in genere abitanti delle città in cui la rappresentazione si svolgeva, recitavano la loro parte immobili davanti al pubblico che si assiepava di fronte ai vari "quadri viventi", ed era il pubblico che si muoveva da una scena all'altra in un percorso, come in una <em>Via Crucis</em>. In seguito la rappresentazione prese vita e conquistò il centro della scena. In <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Inghilterra">Inghilterra</a>invece si diffusero i cosiddetti <em>pageants</em>, ovvero ogni scena era montata su un palcoscenico semovente. In questo caso non erano gli spettatori a doversi muovere tra una scenografia e l'altra, ma erano gli episodi rappresentati che passavano davanti ai loro occhi. Su questa tipologia di spettacolo <em>viario</em> s'innestarono in seguito anche tipologie di spettacolo profano come i <em>Trionfi</em> e i carri carnevaleschi.<br><br></div><div><br>In Francia, ma non soltanto, si cercò di recuperare lo spazio rappresentativo degli antichi teatri romani e ciò aprì la stagione anche del teatro profano medievale che ripropose ai cittadini le antiche commedie dei vari <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Plauto">Plauto</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Publio_Terenzio_Afro">Terenzio</a> che, in seguito tradotti in lingua volgare dagli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Umanesimo">Umanisti</a> furono gli spettacoli antesignani del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_rinascimentale">teatro rinascimentale</a>.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-14 10:41:56 UTC</pubDate>
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         <title>FRANCESCO IL PRIMO REGISTA TEATRALE ITALIANO</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/c16vkdx183op/wish/231425163</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Per la religione cristiana la prima rappresentazione sacra, che prevedeva l'intervento di esseri umani "figuranti", fu il presepe vivente che <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/San_Francesco_d%27Assisi">San Francesco d'Assisi</a> "organizzò" nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1223">1223</a> a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Greccio">Greccio</a>. Tale tradizione sopravvive tutt'oggi e molti sono gli esempi di presepi viventi in tutto il mondo.<br><br></div><div><br>Non si può parlare di rappresentazione sacra senza passare attraverso la descrizione della <em>lauda drammatica</em>. Tale rappresentazione racchiudeva in sé già tutte le caratteristiche di uno spettacolo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro">teatrale</a> con <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Attore">attori</a>, costumi e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Musica">musiche</a>. La lauda trae le sue origini dalla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ballata_(poesia)">ballata</a> profana e, come la ballata, è composta da "stanze" per lo più affidate ad un solista o ad un gruppo da intendersi anche come <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Coro_(musica)">coro</a>. Il precursore della forma dialogica che porterà alla nascita della lauda drammatica fu senza dubbio <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Jacopone_da_Todi">Jacopone da Todi</a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1230">1230</a>-<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1306">1306</a>). La sua lauda più celebre fu la "Donna de paradiso" (o "Pianto di Maria"), scritta in versi settenari e in cui, oltre alla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Maria,_madre_di_Ges%C3%B9">Madonna</a>, compaiono numerosi personaggi come: <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ges%C3%B9_Cristo">Gesù</a>, il popolo, il nunzio fedele (facilmente identificabile in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/San_Giovanni_apostolo">san Giovanni apostolo</a>).<br><br></div><div><br>La lauda drammatica nacque e si sviluppò in un momento molto delicato per la chiesa, si parla infatti di un periodo in cui protagonista ideologico era il sogno di un rinnovamento inteso come ristrutturazione di un'istituzione ecclesiastica basata sulla spiritualità e sulla povertà. Vi fu un forte richiamo della <em>pietas</em> popolare intesa proprio come espressione religiosa di un popolo che amava sentirsi vicino a Cristo proprio partecipando sia attivamente che passivamente alle rappresentazioni esplicanti particolari momenti della sua vita.<br><br></div><div><br>A rappresentare le laude nacquero quindi le cosiddette "fraternite" (poi "confraternite") composte spesso da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chierichetto">chierici</a>, ma anche da laici. Dalle fraternite si svilupparono poi successivamente i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Laudesi">laudesi</a>, i battuti, i disciplinati ecc.<br><br></div><div><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/File:Brunelleschi,_ricostruzione_del_modello_dell%27ingegno_dell%27annuncianzioe_di_san_felice_in_piazza,_da_una_mostra_del_1975.jpg"><figure class="attachment attachment--preview"><img src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/thumb/b/b2/Brunelleschi%2C_ricostruzione_del_modello_dell%27ingegno_dell%27annuncianzioe_di_san_felice_in_piazza%2C_da_una_mostra_del_1975.jpg/310px-Brunelleschi%2C_ricostruzione_del_modello_dell%27ingegno_dell%27annuncianzioe_di_san_felice_in_piazza%2C_da_una_mostra_del_1975.jpg" width="310" height="326"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></a>Ricostruzione in modello dell'"ingegno" dell'Annunciazione, sacra rappresentazione messa in scena nel XV secolo a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Firenze">Firenze</a> da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Filippo_Brunelleschi">Filippo Brunelleschi</a></div><div><br>La <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_(architettura)">chiesa</a>, intesa come <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_(architettura)">spazio architettonico</a>, diventò ben presto uno ambiente troppo stretto per lo svolgimento delle rappresentazioni sacre, sia dal punto di vista volumetrico sia dal punto di vista riguardante la libertà espressiva. Si iniziarono presto (cioè fin dalla fine del Trecento) a costruire dei "palcoscenici" nei sagrati all'esterno delle chiese e la conseguenza fu proprio la nascita di la rappresentazioni teatrali con tematiche profane (dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_greca">greco</a> <em>pro fanòs</em> che significa proprio <em>prima/fuori dal tempio</em>).<br><br></div><div><br>La musica divenne ben presto protagonista nelle rappresentazioni sacre; linee melodiche antiche lasciarono presto il posto prima a monodie accompagnate da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Strumenti_musicali">strumenti musicali</a> (spesso il ruolo del narratore all'interno della rappresentazione veniva cantato e da ciò deriva l'origine del termine <em>recitativo</em>, tuttora in uso nell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Opera_lirica">opera lirica</a>), e successivamente nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XVI_secolo">Cinquecento</a> la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Polifonia">polifonia</a> diventò la protagonista di ogni produzione musicale.<br><br></div><div><br>Anche il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_rinascimentale">Teatro rinascimentale</a> italiano continuò nella messinscena delle sacre rappresentazioni, in particolare a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Firenze">Firenze</a> si distinsero vari autori di rappresentazioni sacre, fra questi vanno citati <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lorenzo_il_Magnifico">Lorenzo il Magnifico</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Feo_Belcari">Feo Belcari</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Maria_Cecchi">Giovanni Maria Cecchi</a>. Le Sacre rappresentazioni venivano recitate da confraternite laiche di fanciulli. A <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Firenze">Firenze</a> fra le più celebri era la <em>Compagnia del Vangelista</em>, protetta della famiglia <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Medici">Medici</a>, che mettevano in scena le loro Sacre Rappresentazioni nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_di_Via_dell%27Acqua">Teatro di Via dell'Acqua</a>.<br><br></div><div><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Emilio_de%27_Cavalieri"><br>Emilio de' Cavalieri</a> nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1599">1599</a> - alle soglie della nascita del moderno <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Melodramma">melodramma</a> - scrisse "Anima e corpo", che fu <em>messa in scena</em> il successivo anno <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1600">1600</a> nella chiesa di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Santa_Maria_in_Vallicella">Santa Maria in Vallicella</a>. Fu, questa, una vera e propria <em>rivoluzione musicale</em> e da questo nuovo modo di intendere la rappresentazione sacra proposto da de' Cavalieri nacque genere musicale denominato "<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Oratorio_(musica)">oratorio</a>".<br><br></div><div><br>A quel tempo in ambito profano si era sviluppato il melodramma, genere caratterizzato da tematiche per lo più mitologiche, che veniva rappresentato all'interno delle corti. Nell'oratorio, a differenza del melodramma, non vi era l'esigenza, puramente estetica e quindi <em>tipicamente terrena</em>, di mostrare la bravura dei compositori e degli interpreti mediante esecuzioni virtuose e complesse, ma erano la semplicità e la linearità le vere protagoniste, fu proprio stravolto il concetto di bellezza che non era più sinonimo di complessità, ma di semplicità ed umiltà. Le altre fondamentali differenze tra oratorio e melodramma consistevano nelle tematiche trattate che nell'oratorio erano essenzialmente religiose o morali spesso legate a vicende agiografiche, nell'oratorio, inoltre, scompaiono i costumi e la voce diventa l'unico strumento di rappresentazione; inoltre il luogo ospitante la rappresentazione non è più la corte, bensì la chiesa.<br><br></div><div><br>La prassi compositiva dell'oratorio si divise in due correnti di pensiero: la prima legata alla lauda <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Medioevo">medioevale</a> con il mantenimento della lingua volgare; la seconda, che nacque e si sviluppò nella chiesa del SS. Crocefisso di Roma, utilizzò la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_latina">lingua latina</a>, considerata più elegante e meno legata all'immanenza della situazione umana.<br><br></div><div><br>Il genere dell'oratorio toccò il proprio apice nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1700">1700</a>. La struttura dell'oratorio in tale secolo diventò alquanto complessa ed articolata e prevedeva organici strumentali notevoli e le composizioni in stile mottettistico contrappuntisco sostituirono i recitativi in stile monodico.<br><br></div><div><br>In questo periodo il tema maggiormente preso in considerazione per la creazione degli oratori fu la "<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Passione_di_Cristo">Passione di Cristo</a>", con la nascita di due generi particolari di oratorio: la <em>passione oratoriale</em> in cui i testi venivano presi direttamente dai <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vangeli">Vangeli</a> ed erano inframezzati da corali arie ed interventi strumentali, e la <em>Passione oratorio</em> composta su di un libretto che teneva in considerazione le sacre scritture come spunto tematico, ma il cui testo era totalmente libero. Sicuramente il maggiore esponente della <em>Passione oratorio</em> fu <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Johann_Sebastian_Bach">Johann Sebastian Bach</a>.<br><br></div><div><em><br>La Santa Infanzia di Gesù Cristo in teatro. Rappresentazioni, e trattenimenti drammatici</em> di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Antonio_Patrignani">Giuseppe Antonio Patrignani</a>, pseudonimo <em>Presepio Presepi</em>, fu edita nel 1709. I versi erano accompagnati da musiche - per coro di voci bianche su basso continuo - forse dello stesso Patrignani.<br><br></div><div><br>L'oratorio può essere accostato ad un altro genere sacro, praticato da molto più tempo: la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Messa">Messa</a>. Inizialmente le varie sezioni della Messa venivano cantate su musiche di autori diversi. Il primo compositore a scrivere autonomamente tutte le sezioni dell'<a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Ordinarium_Miss%C3%A6&amp;action=edit&amp;redlink=1">Ordinarium Missæ</a> — facendone un tutt'uno indivisibile — fu <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Guillaume_de_Machaut">Guillaume de Machaut</a>, con la sua Messa eseguita nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1364">1364</a> in occasione dell'incoronazione di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_V_di_Francia">Carlo V</a>. In seguito il genere divenne fonte insauribile di ispirazione per tutti i musicisti. Basti pensare alle messe scritte da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mozart">W.A. Mozart</a>, alla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Messa_in_Si_minore">Messa in Si minore</a> scritta da J.S. Bach o alla "Missa solemnis" in RE maggiore di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Beethoven">L. van Beethoven</a>. In epoca tardo romantica, dopo l'esempio di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mozart">Mozart</a>, la Messa da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Requiem">Requiem</a> divenne la variante più diffusa; esempi straordinari sono il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Requiem">Requiem</a> di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Johannes_Brahms">J. Brahms</a> (<em>Ein deutsches Requiem</em>), di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Verdi">G. Verdi</a> e, nei primi del Novecento, di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Faur%C3%A9">G. Fauré</a>.<br><br></div><div><br>A <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Marsala">Marsala</a> ogni anno il giorno del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gioved%C3%AC_Santo">Giovedì Santo</a> va in scena la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Processione_del_Gioved%C3%AC_Santo_di_Marsala">Sacra Rappresentazione della Passione del Signore</a> (ex Processione del Giovedì Santo) messa in atto dalla Confraternita di Sant'Anna.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-14 10:42:08 UTC</pubDate>
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         <title>RAPPRESENTAZIONE DEI MISTERI, Brunelleschi</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2018-02-14 10:47:13 UTC</pubDate>
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         <title>DRAMMATIZZAZIONE  DEL MARTIRIO DI SANT&#39;APOLLONIA</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2018-02-14 10:47:39 UTC</pubDate>
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         <title>TEATRO ELISABETTIANO</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Il <strong>teatro elisabettiano</strong> è stato uno dei periodi artistici di maggiore splendore del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro">teatro</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gran_Bretagna">britannico</a>. Esso viene collocato tradizionalmente fra il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1558">1558</a> e il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1625">1625</a>, durante i regni dei sovrani britannici <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Elisabetta_I_d%27Inghilterra">Elisabetta I d'Inghilterra</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giacomo_I_d%27Inghilterra">Giacomo I d'Inghilterra</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_elisabettiano#cite_note-1"><sup>[1]</sup></a>. Il termine, nella sua accezione di <strong>teatro rinascimentale inglese</strong>, si estende ai fenomeni teatrali fioriti nel periodo che va dalla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Scisma_anglicano">riforma anglicana</a> alla chiusura dei teatri nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1642">1642</a> al sopraggiungere della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_inglese">Guerra Civile</a>, comprendendo quindi anche buona parte del regno di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_I_d%27Inghilterra">Carlo I</a>.<br><br></div><div><br>La produzione del periodo successivo al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1603">1603</a>, anno della morte della regina, è talvolta definita in modo distinto come il teatro dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Et%C3%A0_giacobita">età giacobita</a> (<em>jacobean</em>) e presenta caratteri differenti dal precedente, di cui è l'evoluzione.<br><br></div><div><br>Il teatro di tutto il periodo viene tradizionalmente associato a due grandi figure: la regina Elisabetta (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1533">1533</a>-<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1603">1603</a>), da cui trae il nome, e il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Drammaturgo">drammaturgo</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/William_Shakespeare">William Shakespeare</a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1564">1564</a>-<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1616">1616</a>), massimo esponente di questo periodo e uno dei maggiori autori teatrali in assoluto<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_elisabettiano#cite_note-2"><sup>[2]</sup></a>.<br><br></div><div><br>Assieme agli aspetti economici della professione teatrale, il carattere del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dramma">dramma</a> mutò verso la fine del periodo: sotto Elisabetta il dramma era un'espressione unitaria al di là dalla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Classe_sociale">classe sociale</a> coinvolta: la corte assisteva alle stesse rappresentazioni che la gente comune vedeva nei teatri pubblici, mentre con lo sviluppo dei teatri privati il dramma divenne più orientato verso i gusti e valori di un pubblico di alto ceto. Con l'ultima parte del regno di Carlo venivano scritti pochi nuovi drammi per il teatro pubblico, che si sosteneva sulle opere accumulate dei decenni precedenti.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_elisabettiano#cite_note-3"><sup>[3]<br></sup></a><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-14 10:50:54 UTC</pubDate>
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         <title>LA PATRIA DI SHAKESPEARE</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/c16vkdx183op/wish/231427286</link>
         <description><![CDATA[<div><br><br>Il periodo elisabettiano coincide cronologicamente solo in parte col rinascimento europeo e meno ancora con quello italiano, recando in sé forti accenti di manierismo e di barocco in quanto più tardivo.[4]Questo periodo storico fu idealizzato dalla storiografia vittoriana e del primo Novecento come una sorta di "età dell'oro". Gli studi storici più recenti tendono a ridimensionare questa visione idilliaca, sottolineando la povertà della stragrande maggioranza della popolazione, il sostegno allo schiavismo e le grandi tensioni interne al paese che sfoceranno, quarant'anni dopo la morte di Elisabetta, nella guerra civile inglese.[5] È tuttavia opinione generale degli storici che l'età elisabettiana consentì all'isola un periodo di relativa pace, un governo che utilizzò con parsimonia la tortura, una riduzione consistente delle persecuzioni religiose e un grado di libertà e prosperità di gran lunga superiore alle monarchie precedenti e immediatamente successive.[6][7][8]L'età elisabettiana segnò l'ingresso dell'Inghilterra nell'età moderna sotto la spinta delle innovazioni scientifico-tecnologiche come la rivoluzione copernicana e delle grandi esplorazioni geografiche (è l'inizio della colonizzazione inglese dell'America settentrionale).[5] La tempesta di William Shakespeare si ambienta non a caso in un'isola dei Caraibi la cui popolazione (rappresentata simbolicamente dal "selvaggio" Calibano e da sua madre, la strega Sicorace) è stata sottomessa dalle arti magiche di Prospero, cioè dalla tecnologia e dal progresso dei colonizzatori europei.L'ascesa al trono di Elisabetta I, dopo il tragico quinquennio di regno di Maria la cattolica, si caratterizzò per un consolidamento del protestantesimo e uno sviluppo deciso dei commerci e delle conquiste territoriali del regno. Il distacco dall'orbita del papato e del Sacro Romano Impero, con la sconfitta di Filippo II di Spagna e della sua Invencible Armada (1588), il maggior benessere economico dovuto all'espansione dei commerci oltre Atlantico, suggellarono il trionfo di Elisabetta e la nascita dell'Inghilterra moderna[9].Una nuova classe mercantile acquistava potere e con i commerci aumentarono anche gli scambi culturali con l'estero. Si accrebbe l'interesse verso le humanae litterae e quindi verso l'Italia, dove gli intellettuali fuggiti da Costantinopoli (1453) avevano portato con sé gli antichi manoscritti dei grandi classici greci e latini facendo esplodere un interesse senza precedenti per l'antichità greco-romana e lo studio della lingua ebraica.Nasceva allora in Italia l'umanesimo (a vocazione soprattutto filologica e archeologica), destinato a maturare nel XVI secolo nel rinascimento, con la creazione di un'arte e un'architettura moderna e un rinnovamento tecnologico su larga scala (si pensi soltanto a Leonardo da Vinci). Se in Italia il rinascimento si esaurì verso la metà del XVI secolo, nell'Europa settentrionale (dove arriva più tardi) esso perdurò fino ai primi decenni del XVII secolo.Un fattore sociale che segnò la nuova realtà inglese, oltre alla crescente intraprendenza dei commercianti, fu l'aumento della popolazione[10]. Le differenze economiche tra i ceti ricchi e i meno abbienti durante la dinastia Tudor si approfondirono. La crescita demografica e l'emigrazione dalle campagne investirono Londra, che quadruplicò la sua popolazione in meno di un secolo. Nel 1600 la capitale contava circa 200.000 abitanti. Lo sviluppo del teatro inglese di quest'epoca ha il suo centro proprio a Londra, diffondendosi poi nella provincia.[11]</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-14 10:52:22 UTC</pubDate>
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         <title>I TEATRI</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/c16vkdx183op/wish/231428792</link>
         <description><![CDATA[<div><br>La vita teatrale era ampiamente concentrata a Londra, ma le opere erano rappresentate in tutta Inghilterra da compagnie itineranti.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_elisabettiano#cite_note-14"><sup>[14]</sup></a> Le compagnie inglesi si esibivano in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tourn%C3%A9e">tournée</a> recitando opere inglesi anche in Paesi vicini come <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Germania">Germania</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Danimarca">Danimarca</a>.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_elisabettiano#cite_note-15"><sup>[15]<br></sup></a><br></div><div><br>Il periodo in esame ha inizio prima della fondazione dei primi teatri permamenti. Vi erano all'inizio due tipi di spazi per la rappresentazione, i cortili degli <em>inn</em>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Locanda">locande</a> economiche di provincia, e gli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Inn_of_Court"><em>Inn of Court</em></a>, associazioni professionali per penalisti e giudici, come l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Inner_Temple">Inner Temple</a>. Tali strutture continuarono a venire utilizzate anche dopo l'istituzione di teatri permanenti. Il primo teatro stabile inglese, il Red Lion, aprì nel 1567<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_elisabettiano#cite_note-16"><sup>[16]</sup></a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_elisabettiano#cite_note-Miller2010-17"><sup>[17]</sup></a> ma ebbe scarso successo e vita breve. I primi teatri di successo, come <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/The_Theatre">The Theatre</a>, aprirono nel 1576.<br><br></div><div><br>L'istituzione di grandi teatri pubblici redditizi fu un fattore essenziale per successo del dramma inglese rinascimentale: una volta che tali strutture furono entrate in funzione, il dramma sarebbe diventato un fenomeno stabile e permanente e non più transitorio. La loro costruzione fu richiesta quando il sindaco e la Corporation of London vietarono prima le rappresentazioni nel 1572 come misura contro la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Peste">peste</a>, e quindi espulsero formalmente tutti gli attori dalla città nel 1575.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_elisabettiano#cite_note-Ordish-18"><sup>[18]</sup></a> Ciò spinse alla costruzione di teatri stabili al di fuori della giurisdizione di Londra, nelle <em>liberties</em> di Halliwell/Holywell a Shoreditch e più tardi Clink, e a Newington Butts, vicino al quartiere dei divertimenti stabilito a St. George's Fields nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Surrey">Surrey</a>.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_elisabettiano#cite_note-Ordish-18"><sup>[18]<br></sup></a><br></div><div><br>Quando nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XVI_secolo">Cinquecento</a> sorsero i primi <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_(architettura)">teatri</a> nelle <em>liberties</em> fuori dalla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/City_of_London"><em>City</em></a> (sorta di zone franche non completamente assoggettate all'autorità comunale), essi conservarono molto della antica semplicità medievale. Senza l'aiuto di macchine o luci artificiali, gli attori inglesi svilupparono al massimo creatività e fantasia personale prima ancora che fossero scritte le prime grandi opere elisabettiane (Shakespeare si fece le ossa esordendo come attore, e così fecero molti altri).<br><br></div><div><br>Ricavato in origine da circhi dell'epoca per le lotte tra orsi o tra cani oppure da "inn", l'edificio teatrale consisteva in una costruzione molto semplice in legno o in pietra, spesso circolare e dotata di un ampio <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Corte_(architettura)">cortile</a> interno chiuso tutt'intorno ma senza <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tetto">tetto</a>. Tale corte diventò la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Platea_(teatro)">platea del teatro</a>, mentre i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Loggione_(architettura)">loggioni</a> derivavano dalle <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Balcone">balconate</a> interne della locanda. Quando la locanda o il circo divennero teatro, poco o nulla mutò dell'antica costruzione: le rappresentazioni si svolgevano nella corte, alla luce del sole. L'attore elisabettiano recitava in mezzo, non davanti alla gente: infatti il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Palcoscenico">palcoscenico</a> si "addentrava" in una platea che lo circondava da tre lati (solo la parte posteriore era riservata agli attori restando a ridosso dell'edificio). Come nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Medioevo">Medioevo</a>, il pubblico non era semplice spettatore, ma partecipe della rappresentazione scenica. L'assenza degli "<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Effetti_speciali">effetti speciali</a>" raffinava le capacità gestuali, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mimica">mimiche</a> e verbali dell'attore, che sapeva creare con maestria luoghi e mondi invisibili (le magie di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Prospero_(La_tempesta)">Prospero</a> ne <em>La Tempesta</em> alludono metaforicamente proprio a questa magia "evocativa"). E nello stesso tempo, lo spettatore sopperiva alla carenza della componente visiva con un'altrettanto raffinata fruizione, fatta di straordinaria sensibilità nei confronti della parola recitata e di vivida immaginazione<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_elisabettiano#cite_note-19"><sup>[19]</sup></a>.<br><br></div><div><br>Il primo grande <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Anfiteatro">anfiteatro</a> aperto al pubblico dell'età elisabettiana fu quello denominato semplicemente <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/The_Theatre"><em>The Theatre</em></a>, "Il teatro", costruito dall'attore e impresario <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/James_Burbage">James Burbage</a> e dal cognato John Brayne (proprietario del fallito Red Lion)<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_elisabettiano#cite_note-Miller2010-17"><sup>[17]</sup></a> nel quartiere periferico di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Shoreditch">Shoreditch</a> nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1576">1576</a>, su un terreno preso in affitto dal puritano Giles Allen (il quale venti anni più tardi ne pretenderà la restituzione e la demolizione del teatro). Nello stesso anno la regina Elisabetta aveva infatti accordato ai <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Leicester%27s_men&amp;action=edit&amp;redlink=1">Leicester's men</a> di Burbage una licenza grazie alla quale essi erano esenti dal vigente divieto alle pubbliche rappresentazioni teatrali.<br><br></div><div><br>Il prototipo per il nuovo teatro era stato il Red Lion, fatto costruire da Brayne nove anni prima, nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1567">1567</a>, a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mile_End">Mile End</a>, un villaggio ad est di Londra:<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_elisabettiano#cite_note-Miller2010-17"><sup>[17]</sup></a> nelle sue forme essenziali (uno spazio aperto recintato, con gallerie intorno e il palcoscenico sopraelevato), la sua impostazione strutturale influenzò l'architettura teatrale successiva.<br><br></div><div><br>Il teatro di Newington Butts venne fondato, probabilmente da Jerome Savage, tra il 1575<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_elisabettiano#cite_note-20"><sup>[20]</sup></a> e 1577.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_elisabettiano#cite_note-21"><sup>[21]</sup></a> Seguirono il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Curtain_Theatre">Curtain Theatre</a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1577">1577</a>), il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/The_Rose_(teatro)">Rose</a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1587">1587</a>), lo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/The_Swan_(teatro)">Swan</a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1595">1595</a>), il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Globe_Theatre">Globe</a>(del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1599">1599</a>, costruito con il legname del Theatre, dopo la rescissione del contratto di affitto del terreno), il <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Fortune_Playhouse&amp;action=edit&amp;redlink=1">Fortune</a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1600">1600</a>) e il <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Red_Bull_Theatre&amp;action=edit&amp;redlink=1">Red Bull</a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1604">1604</a>).<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_elisabettiano#cite_note-22"><sup>[22]<br></sup></a><br></div><div><br>Questi teatri erano alti tre <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Piano_(architettura)">piani</a> e costruiti anch'essi intorno ad uno spazio aperto al centro. In genere la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pianta_(architettura)">pianta</a> era <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Poligono">poligonale</a> per ottenere un effetto circolare (anche se il Red Bull e il primo Fortune erano a pianta quadrata). I tre livelli di gallerie, rivolti all'interno, circondavano lo spazio aperto centrale. Il palcoscenico era essenzialmente una piattaforma circondata dai tre lati dal pubblico, sollevata dal terreno di un metro e mezzo circa e coperta da un tetto. Sul fondo erano collocate le porte di ingresso e uscita degli attori e le sedie per i musicisti. La parte superiore dietro al palcoscenico poteva essere utilizzata come <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Balcone">balcone</a>, come nella famosa scena di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Romeo_e_Giulietta"><em>Romeo e Giulietta</em></a>, oppure come un luogo da cui un attore poteva arringare la folla, come in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giulio_Cesare_(Shakespeare)"><em>Giulio Cesare</em></a>. Gli scavi archeologici sulle fondamenta del Rose e del Globe alla fine del XX secolo hanno dimostrato che tutti i teatri di Londra presentavano differenze individuali, ma la loro funzione comune richiedeva un progetto generale simile.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_elisabettiano#cite_note-23"><sup>[23]<br></sup></a><br></div><div><br>In genere costruiti in legno, i primi teatri erano soggetti agli incendi. Quando nel giugno del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1613">1613</a> il Globe andò a fuoco, fu ricostruito con un tetto di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tegole">tegole</a>. Nel dicembre del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1621">1621</a>, quando il fuoco distrusse il Fortune, questo fu interamente ricostruito in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mattone">mattoni</a>. La capienza degli anfiteatri si aggirava tra i 1500 e i 3000 spettatori.<br><br></div><div><br>Un modello differente fu sviluppato con il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Blackfriars_Theatre">Blackfriars Theatre</a>, ricavato da un ex convento, che cominciò a essere utilizzato con regolarità nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1599">1599</a>.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_elisabettiano#cite_note-24"><sup>[24]</sup></a> Il Blackfriars era più piccolo, confrontato con i precedenti, ed era interamente coperto. Assomigliava più degli altri ad un moderno teatro. L'illuminazione interna era ottenuta con <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Candela_(illuminazione)">candele</a>, che venivano sostituite durante uno o più intermezzi del dramma.<br><br></div><div><br>Altri piccoli teatri coperti seguirono, quali il <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Whitefriars_Theatre&amp;action=edit&amp;redlink=1">Whitefriars</a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1608">1608</a>) e il <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Cockpit_Theatre&amp;action=edit&amp;redlink=1">Cockpit</a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1617">1617</a>). Questi teatri, più raccolti, contenevano circa 500 spettatori, in un ambiente raccolto. Venivano detti "privati", benché fossero anch'essi aperti al pubblico: essendo molti di essi situati dentro le mura della città, era questo un ennesimo stratagemma per sfuggire alle rigide disposizioni della legge. Alla grande <em>O di legno</em> di cui si parla nel prologo dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_V_(Shakespeare)"><em>Enrico V</em></a> progressivamente si sostituiscono le sale dei palazzi <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Barocco">barocchi</a>, relegando gli anfiteatri a sede di spettacoli estivi o, come nel caso dello Hope, ai combattimenti tra cani e orsi.<br><br></div><div><br>Con la costruzione del <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Salisbury_Court_Theatre&amp;action=edit&amp;redlink=1">Salisbury Court Theatre</a> nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1629">1629</a> vicino al luogo del dismesso Whitefriars, il pubblico londinese aveva sei teatri tra cui scegliere, tre dei quali ampi e a cielo aperto - il Globe, il Fortune e il Red Bull - e tre più piccoli, "privati": il Blackfriars, il Cockpit e il Salisbury Court.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_elisabettiano#cite_note-25"><sup>[25]<br></sup></a><br></div><div><br>Intorno al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1580">1580</a>, quando sia il Theatre sia il Curtain erano pieni, con il bel tempo la capacità totale dei teatri a Londra era di circa 5.000 spettatori. Quando furono costruiti i nuovi edifici e si formarono nuove compagnie, il numero di posti disponibili aumentò fino a superare i 10.000 spettatori dopo il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1610">1610</a>.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Teatro_elisabettiano#cite_note-26"><sup>[26]<br></sup></a><br></div><div><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/File:Teatro_Isabelino.jpg"></a>Ricostruzione dell'interno di un teatro elisabettiano</div><div><br>Mentre il dramma rinascimentale italiano si evolveva verso una forma di arte elitaria, il teatro elisabettiano diventava un grande contenitore che affascinava tutte le <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Classe_sociale">classi</a>. Alle rappresentazioni che si svolgevano nei teatri pubblici potevano incontrarsi principi e contadini, uomini, donne e bambini, anche perché il biglietto era alla portata di tutti: i posti in piedi al centro del teatro costavano un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Penny">penny</a>; gli spettatori più abbienti potevano sedersi nelle gallerie pagando due penny (oppure, con una somma superiore, potevano recarsi nei teatri coperti); la frequentazione del teatro era fortemente radicata nei costumi dell'epoca. Per questo ogni dramma doveva incontrare gusti diversi: quelli del soldato che voleva vedere guerre e duelli, quelli della donna che cercava amore e sentimento, quelli dell'avvocato che si interessava di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Filosofia">filosofia</a> morale e di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Diritto">diritto</a>, e così via. Anche il linguaggio teatrale riflette questa esigenza, arricchendosi dei registri più vari e acquistando grande flessibilità espressiva.<br><br></div><div><br>Le tariffe minime non mutarono nel tempo: nel 1580, i cittadini più poveri potevano acquistare l'ingresso al Curtain o al Theatre per un penny; nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1640">1640</a> l'ingresso al Globe o al Red Bull costava esattamente la stessa somma, mentre l'ingresso per i teatri <em>privati</em> ammontava a cinque o sei volte tanto.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-14 11:00:28 UTC</pubDate>
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         <title>ALTERNANZA SCUOLA LAVORO , LA 3B AL S. CARLO DI NAPOLI</title>
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         <pubDate>2018-02-14 11:17:46 UTC</pubDate>
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         <title>prof. morelli e il flash mob</title>
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         <pubDate>2018-02-14 11:18:39 UTC</pubDate>
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         <title> 1800  allievi  della CAMPANIA   a lezione  di teatro</title>
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         <pubDate>2018-02-14 11:20:25 UTC</pubDate>
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         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2018-02-17 08:55:59 UTC</pubDate>
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         <title>ATTIVITà ALTERNANZA SCUOLA LAVORO</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/c16vkdx183op/wish/234096627</link>
         <description><![CDATA[<div>"Lavorare con il teatro". Curvatura di Filosofia: il Teatro come mezzo espressivo e conoscitivo di se stessi e degli altri.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-22 07:13:18 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>iL'arte (teatro, &nbsp; del conoscere se stessi&nbsp; attraverso il dialogo socratico e i dialoghi di Platone.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=5xtC9R4chPg" />
         <pubDate>2018-02-22 07:17:06 UTC</pubDate>
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         <title>L’AMORE COME RICERCA DELLA METÀ PERDUTA</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>CURVATURA DI FILOSOFIA: L'arte (teatro, &nbsp; del conoscere se stessi&nbsp; attraverso il dialogo socratico e i dialoghi di Platone.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-22 07:17:27 UTC</pubDate>
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         <title>ATTIVITà ALTERNANZA SCUOLA LAVORO: &quot;Lavorare con il Teatro&quot;.  Curvatura di Filosofia: Il Teatro come mezzo  espressivo e conoscitivo di se stessi e degli altri</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/c16vkdx183op/wish/234801880</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-02-23 17:19:44 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39; AMORE PLATONICO</title>
         <author>paciollamichele1</author>
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         <pubDate>2018-02-26 14:07:31 UTC</pubDate>
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         <title>AMORE PLATONICO</title>
         <author>gregoriogondola5</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/c16vkdx183op/wish/235387459</link>
         <description><![CDATA[<div>GREGORIO GONDOLA<br>Ipernova mr. rain<br>Quante canzoni serviranno per scordarmi di te<br>Siamo sette miliardi di persone ma tu hai scelto me<br>Comunque vada, anche se sarà finita<br>Sarai sempre la colonna sonora della mia vita<br>Ci siamo persi insieme<br>Ci siamo persi insieme<br><br></div><div>Il cuore lo perdi una volta sola<br>Passiamo il resto del nostro tempo a pensare solo a una persona<br>Tutte quelle che verranno non saranno nient’altro che repliche di una storia che so a memoria<br>Tu sei l’errore più grande che ho fatto<br>Un libro aperto letto dall’ultima pagina alla copertina<br>Eri un errore così bello che non farlo<br>Era lo sbaglio più grande della mia vita<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-26 14:59:43 UTC</pubDate>
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         <title>AMORE PLATONICO</title>
         <author>ercolinolupoli</author>
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         <description><![CDATA[<div><figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:409,&quot;url&quot;:&quot;https://www.frasidolci.net/immagini/aforismi-d-amore.jpg&quot;,&quot;width&quot;:645}" data-trix-content-type="image"><img src="https://www.frasidolci.net/immagini/aforismi-d-amore.jpg" width="645" height="409"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-26 18:31:58 UTC</pubDate>
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         <title>Confronto tra il film “The Room” e il mito della caverna di Platone</title>
         <author>antonellodonnini77</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/c16vkdx183op/wish/235555539</link>
         <description><![CDATA[<div>Antonello Donnini <br>Il film che al meglio interpreta il mito della caverna di Platone è “The Room” del 2015 diretto da Lenny Abrahamsen . Racconta della storia del piccolo Jack che non conosce nulla del mondo ad eccezione della “stanza” un posto angusto in cui è nato e cresciuto . Vive con sua madre Joy che è stata rapita sette anni prima da “Old Nick” , nome dato dai due al rapitore. Per loro è severamente proibito uscire dalla stanza; nei primi anni di vita viene spiegato al bambino che ciò che è fuori dalla porta è il cosmo e che la Tv è una scatola magica , che rappresenta solo la finizione . Quando peró il bambino cresce e comincia a fare troppe domande sul “di fuori “ la madre smentisce ciò che gli aveva raccontato e afferma che persone, alberi e foglie sono tutti reali . Inizialmente non ci crede poiché riflettendoci durante la notte capisce che è vero . Allora decidono di escogitare un piano per uscire dalla stanza . Il bambino si finge morto così “Old Nick” lo porta fuori per sbarazzarsi del corpo; alla prima fermata chiede aiuto così finalmente riesce a liberare anche Joy . Il piccolo Jack inizialmente non riesce ad adattarsi al mondo ; ha infatti paura delle persone che lo circondano , ma dopo il tentato suicidio della madre alla quale sopravvive capisce che nel mondo si può fare quello che dice vuole non senza essere condizionati da nessuno . Il mito di Platone rispecchia appieno questo film perché gli uomini imprigionati conoscono la finta realtà delle ombre delle statuette così come la madre e il figlio conoscono solamente la realtà attraverso la tv ma il piccolo è stato educato in modo da considerare tale realtà falsa .Il finale è identico infatti come il piccolo Jack ha difficoltà a orientarsi nel mondo così l’uomo non riesce a vedere la realtà a prima vista ma inizialmente deve osservare il lago per vedere i riflessi dei vari oggetti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-26 18:48:49 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>ferdinandob2001</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/c16vkdx183op/wish/235585530</link>
         <description><![CDATA[<div><em>Matrix</em>, la pellicola del 1999 scritta e diretta da Lana ed Andy Wachowski a partire da un soggetto di Sophia Stewart e interpretata da <a href="https://www.cinquecosebelle.it/cinque-fatti-della-vita-privata-di-keanu-reeves-che-forse-non-conoscete/">Keanu Reeves</a>, Laurence Fishburne, Carrie-Anne Moss e Hugo Weaving.</div><div>La storia è nota: il programmatore Thomas Anderson, che sul web usa lo pseudonimo di Neo, viene contattato da un gruppo di apparenti hacker capitanato da un certo Morpheus, che con le dovute cautele gli spiega che la realtà a cui è sempre stato abituato è pura finzione, una “neurosimulazione interattiva” partorita dalle macchine, che la proiettano perennemente nella mente degli ignari esseri umani. <em>Matrix</em> è pesantemente influenzato da una serie cospicua di film, libri e fumetti di fantascienza, ma soprattutto da alcune riflessioni che hanno fatto la storia della filosofia: si pensi ad esempio al dualismo tra mondo sensibile, fasullo, e mondo delle idee in Platone.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-26 19:32:07 UTC</pubDate>
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         <title>Black mirror e l&#39;interpretatione Platonica di idea </title>
         <author>o_g_lettieri</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/c16vkdx183op/wish/235642113</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><em>Lettieri Oreste Angelo <br></em></strong>Black Mirror è una serie televisiva costituita da vari episodi che sono indipendenti gli uni dagli altri , infatti ogni episodio racconta una storia . Tra questi vi è "Torna da me" una puntata di Black mirror che affronta il concetto di imitazione della realtà affrontata da platone . I protagonisti sono Martha e Ash ; Martha e Ash sono una giovane coppia con i problemi di tutte le coppie, ma la loro storia subisce una traumatica interruzione. Poco dopo il loro trasferimento in campagna, Ash muore in un incidente stradale. Dopo la sua morte, Martha non riesce a sopportare il dolore della perdita e così, consigliata da un’amica, si affida a un software che, utilizzando materiali audio e video del defunto, riesce a generare un alter ego virtuale per pc e smartphone dell’amato Ash.Martha è felice di riavere il suo Ash, anche se in questa forma. Il software stesso, attraverso l’alter ego virtuale di Ash, le suggerisce che può avere anche di più. Arriverà, infatti, a casa sua un robot fatto di carne umana perfettamente uguale a Ash, con il suo alter ego virtuale installato all’interno. Il robot parla e scherza come Ash, è del tutto identico a lui. Almeno in apparenza. Perché, via via, Martha si renderà conto della grande differenza con l’“essenza” di Ash, o con ciò che Platone chiama <em>idea</em>. Il robot è una copia di Ash, a un’età precisa. Una copia che potrebbe sostituire il vero Ash.<br>Ecco allora che Martha prende una decisione drastica: confina il robot a vivere per sempre nella soffitta di casa. Per questa decisione, avrebbe avuto sicuramente l’approvazione di Platone.<br>Per il nostro filosofo, infatti, tutto quello che creiamo per raffigurare e descrivere il mondo – essendo alla fine una copia o uno strumento per viverci – deve restare tale, non deve sostituirsi al mondo.Solo la memoria ci permette di cogliere l’essenza delle cose, di cogliere lo spirito di Ash che non può essere riprodotto in alcun modo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-26 21:25:32 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>raffaellareccia01</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/c16vkdx183op/wish/259296457</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-05-09 14:26:02 UTC</pubDate>
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