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      <title>Padlet Laura Piredda💜 by Laura🌸</title>
      <link>https://padlet.com/laurapiredda5/byze1502akve</link>
      <description>Padlet 2017/18</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-11-21 11:50:40 UTC</pubDate>
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         <title>Legge Di Lavoiser </title>
         <author>laurapiredda5</author>
         <link>https://padlet.com/laurapiredda5/byze1502akve/wish/209047676</link>
         <description><![CDATA[<div>La legge di Lavoisier afferma che:</div><div>Se in una reazione chimica non si scambia materia con l’ambiente esterno, la massa dei prodotti di reazione è uguale alla massa iniziale dei reagenti<br><br>Materiali utilizzati per l’esperimento:<br>-Magnesio (Mg)<br>-Accendino </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-21 11:56:12 UTC</pubDate>
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         <title>Saggio a fiamma</title>
         <author>laurapiredda5</author>
         <link>https://padlet.com/laurapiredda5/byze1502akve/wish/209660677</link>
         <description><![CDATA[<div><em>Il saggio alla fiamma consente di identificare una sostanza in base al colore che essa impartisce alla fiamma di un becco bunsen&nbsp;<br><br>Materiale utilizzato:<br>-Stronzio (Sr)</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-23 10:31:31 UTC</pubDate>
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         <title>Saggio a fiamma</title>
         <author>laurapiredda5</author>
         <link>https://padlet.com/laurapiredda5/byze1502akve/wish/209662036</link>
         <description><![CDATA[<div>Materiale utilizzato <br>Rame (Cu)</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-23 10:36:38 UTC</pubDate>
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         <title>Modelli atomici</title>
         <author>laurapiredda5</author>
         <link>https://padlet.com/laurapiredda5/byze1502akve/wish/209667596</link>
         <description><![CDATA[<div>Elettrone: Joseph John Thomson1897<br>Neutrone: James Chadwick 1932</div><div>Protone: Ernest Rutherford 1919 <br><br><br> Studiando gli effetti delle scariche elettriche attraverso gas rarefatti in un tubo catodico il fisico inglese Joseph John Thomson (1856-1940) giunse a stabilire (1897) che i raggi catodici sono formati da particelle dotate di carica negativa presenti negli atomi di tutti gli elementi. Tali particelle subatomiche, di massa molto più piccola di qualsiasi atomo conosciuto, furono chiamate elettroni. La carica dell'elettrone è considerata la carica elementare negativa e per convenzione le viene attribuito valore unitario −1 u.m.a.</div><div><br></div><div>Effettuando altre esperienze con un tubo a raggi catodici modificato (1886), erano stati scoperti raggi aventi direzione opposta a quella dei raggi catodici, in quanto associati a particelle dotate di carica positiva (raggi positivi, meglio noti come raggi anodici o raggi canale). La massa di queste particelle risultava variabile in rapporto al gas presente nel tubo e molto più grande della massa dell'elettrone (si trattava di ioni, cioè di atomi privi di cariche negative). Lo stesso Thomson studiò in seguito questo fenomeno e, insieme ad altri, osservò che la massa delle particelle positive costituenti i raggi anodici assumeva un valore minimo quando il gas utilizzato era l'idrogeno. In questo caso si formavano ioni idrogeno (H+) che, in anni seguenti, furono definitivamente identificati come particelle subatomiche, chiamate protoni, presenti negli atomi di tutti gli elementi. Il protone è una particella dotata di carica elettrica unitaria positiva (+1), e con una massa pari a 1836 volte quella dell'elettrone, corrispondente, con buona approssimazione, a 1 unità di massa atomica (u).</div><div><br></div><div><br></div><div> Il modello atomico di Thomson</div><div><br></div><div>Nel 1904,Thomson, in base ai dati di cui disponeva avanzò l'ipotesi, detto modello atomico di Thomson, secondo cui l'atomo era rappresentabile come una massa sferica con cariche elettriche positive uniformemente distribuite e contenente immersi nel suo interno un ugual numero di elettroni, in modo che il tutto risultasse elettricamente neutro. Il modello di Thomson si rivelò ben presto inadeguato a spiegare una serie di fenomeni fisici. </div><div><br></div><div><br></div><div> </div><div>Il modello atomico di Rutherford</div><div><br></div><div>Un importante passo successivo nella comprensione della struttura dell'atomo fu compiuto dal fisico neozelandese Ernest Rutherford (1911), attraverso l'impiego di particelle alfa (α) emesse da un materiale radioattivo, per bombardare un bersaglio costituito da una sottilissima lamina d'oro. La maggior parte delle particelle α attraversava la lamina metallica in linea retta, mentre una loro piccolissima frazione veniva deviata o addirittura respinta dalla lamina. Rutherford ne dedusse che le particelle α potevano essere deviate o respinte solo ammettendo che gli atomi siano formati da una piccolissima zona centrale, detta nucleo,di carica positiva e nella quale è concentrata tutta la massa dell'atomo e da un grande spazio circostante dove sono presenti elettroni che ruotano intorno al nucleo secondo orbite circolari (modello di Rutherford o modello atomico planetario, 1911).Rutherford valutò in seguito che la carica positiva del nucleo corrisponde al numero di protoni. Tale numero è detto numero atomico (simbolo Z) e in un atomo neutro corrisponde al numero degli elettroni.</div><div>Rutherford rilevò inoltre che la massa del nucleo calcolata sulla base del numero di protoni, risultava sempre inferiore alla massa reale dell'atomo. Era quindi ipotizzabile la presenza nel nucleo di un altro tipo di particelle.</div><div>Queste particelle, chiamate neutroni (n), furono poi individuate nel 1932 dal fisico inglese James Chadwick: esse risultarono prive di carica e dotate di una massa circa uguale a quella del protone.  </div><div><br>L'Atomo di Bohr</div><div> Il modello atomico di Nils Bohr corrispondeva in parte a quello di Rutherford (1917), ma introduceva una sostanziale novità: la quantizzazione dell'energia totale associata e un elettrone in un atomo fosse quantizzata, cioè potesse assumere solo determinati valori tali da consentirgli di percorrere traettorie circolari privilegiate, chiamate orbite stazionarie.</div><div>Il modello atomico di Bohr è molto più difficile da capire, perchè non utilizza concetti della fisica classica e si basa sulle moderne teorie della meccanica quantistica.</div><div>Per elaborare il suo modello Bohr si basò su due concetti:</div><div>- finchè un elettrone gira nella sua orbita non perde e non acquista energia;</div><div>- quando per effetto di una scarica elettrica o per riscaldamento, viene somministrata energia all'atomo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-23 11:00:01 UTC</pubDate>
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         <title>Microscopio</title>
         <author>laurapiredda5</author>
         <link>https://padlet.com/laurapiredda5/byze1502akve/wish/209708399</link>
         <description><![CDATA[<div>Il microscopio è uno strumento che consente di ingrandire gli oggetti di piccole dimensioni. Permette di risolverne i dettagli e quindi permette una osservazione diretta ad occhio nudo. <br><br>È formato da:<br>-Oculari<br>-Testa ruotante<br>-Revolver <br>-Obbiettivi <br>-Braccio<br>-Tavolino portavetrini<br>-Traslatore vetrino<br>-Condensatore<br>-Diaframma<br>-Illuminatore<br>-Manopole del traslatore<br>-Vite macrometrica di messa a fuoco<br>-Vite micrometrica di messa a fuoco<br>-Interruttore<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-23 13:38:37 UTC</pubDate>
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         <title>Come funziona il microscopio </title>
         <author>laurapiredda5</author>
         <link>https://padlet.com/laurapiredda5/byze1502akve/wish/209709450</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel suo schema classico, il microscopio è costituito da 3 elementi ottici: l'obiettivo, l'oculare e la lente di campo. L'obiettivo raccoglie la luce diffusa dall'oggetto e forma un'immagine intermedia. Questa immagine è ingrandita rispetto all'oggetto e contiene i dettagli da osservare.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-23 13:41:54 UTC</pubDate>
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         <title>Esperimento Proust zinco e solfato di rame</title>
         <author>laurapiredda5</author>
         <link>https://padlet.com/laurapiredda5/byze1502akve/wish/217205925</link>
         <description><![CDATA[<div>PROCEDIMENTO:<br><br>Prendo un beker da 150ml, taro la bilancia con il beker appoggiato sopra di essa.<br>Peso 4g di Solfato di rame idrato.<br>Aggiungo 100 ml di acqua distillata al Solfato di rame idrato pesato in precedenza.<br>Metto la soluzione nella piastra riscaldante preriscaldata a 70°C , intanto con la bacchetta di vetro mischio la soluzione, in modo da aiutare il compimento della reazione.<br>Intanto che si scalda il Solfato di rame idrato posto nella piastra mettiamo un beker sopra la bilancia e la tariamo, poi pesiamo 0,5g di Zinco.<br>Inserisco il Solfato di rame idrato nel beker contenente lo Zinco.<br>Continuo a scaldare mescolando la soluzione con la bacchetta di vetro.<br>Nel frattempo peso la carta da filtro 0,77g e la metto nell’ imbuto.<br>Dopo aver fatto questa operazione prendo la soluzione e piano piano, aiutandomi con la bacchetta filtro il tutto.<br>Se rimane del precipitato nel fondo del beker, facciamo dei lavaggi con acqua per farlo depositare nella carta da filtro.<br>Successivamente peso il vetrino d’orologio 39,21g e ci appoggio sopra la carta da filtro.<br>Adesso mettiamo il vetrino d’orologio con sopra il filtro nelle stufa a 80°C per delle ore.<br>Si lascia raffreddare il tutto e poi si pesa nella bilancia<br>CONCLUSIONI: Il solfato di rame idrato presente in quantità maggiori dello Zinco rispetto al rapporto di determinazione, è il responsabile dei cambiamenti cromatici della soluzione. La tonalità blu della soluzione è dovuta al Solfato di rame idrato disciolta in acqua, perciò quando abbiamo aggiunto lo Zinco alla soluzione, ha in qualche modo modificato l'assetto della soluzione, quindi dato che il Solfato di rame era notevolmente maggiore non tutto ha reagito quindi la tonalità blu all' acqua è rimasta sempre, ma più chiara perché parte dell' Solfato di rame idrato ha reagito con lo Zinco<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-19 12:16:08 UTC</pubDate>
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         <title>Vaccini</title>
         <author>laurapiredda5</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'elenco dei vaccini obbligatori</div><div>Ecco quali sono i 10 vaccini da fare:<br><br></div><div>1) anti-poliomelitica: ciclo di base 3 dosi nel primo anno di vita e richiamo a 6 anni<br><br></div><div>2) anti-difterica: ciclo di base 3 dosi nel primo anno di vita e richiamo a 6 anni<br><br></div><div>3) anti-tetanica: ciclo di base 3 dosi nel primo anno di vita e richiamo a 6 anni<br><br></div><div>4) anti-epatite B: 3 dosi nel primo anno di vita<br><br></div><div>5) anti-pertosse: ciclo di base 3 dosi nel primo anno di vita e richiamo a 6 anni<br><br></div><div>6) anti Haemophilusinfluenzae tipo B: 3 dosi nel primo anno di vita<br><br></div><div>7) anti-morbillo: 1° dose nel secondo anno di vita e 2° dose a 6 anni<br><br></div><div>8) anti-rosolia: 1° dose nel secondo anno di vita e 2° dose a 6 anni<br><br></div><div>9) anti-parotite: 1° dose nel secondo anno di vita e 2° dose a 6 anni<br><br></div><div>10) anti-varicella: 1° dose nel secondo anno di vita e 2° dose a 6 anni<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-19 12:20:18 UTC</pubDate>
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         <title>DNA</title>
         <author>laurapiredda5</author>
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         <description><![CDATA[<div>TIMINA<br>ADENINA<br>CITOSINA<br>GUANINA</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-13 11:45:16 UTC</pubDate>
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         <title>Estrazione del DNA</title>
         <author>laurapiredda5</author>
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         <description><![CDATA[<div><mark>Materiali:</mark></div><ol><li>Kiwi</li><li>Becher</li><li>Imbuto</li><li>Provette di vetro</li><li>Carta filtro</li><li>Pestello col mortaio</li><li>Cucchiaino</li><li>Acqua</li></ol><div><br></div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-15 09:47:45 UTC</pubDate>
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         <title>Estrazione del DNA </title>
         <author>laurapiredda5</author>
         <link>https://padlet.com/laurapiredda5/byze1502akve/wish/242254312</link>
         <description><![CDATA[<div><mark>Procedimento:</mark><br>DNA kiwi  <br><br>Mettere il kiwi <br>Acqua <br>Sapone <br>Sale :aumentare pressione osmotica  così che si favorisce apertura cellule <br>Pestare : bene<br>Riposare 5 minuti <br>Carta filtro nell’imbuto leggermente bagnata <br>Dopo il filtrato <br>Etanolo provetta <br>1 provetta filtrato <br>2 etanolo <br> Versare Etanolo nel filtrato si vede un filo di DNA</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-15 10:04:02 UTC</pubDate>
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         <title>DISSEZIONE DI UN PESCE</title>
         <author>laurapiredda5</author>
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         <description><![CDATA[<div>Pancia bianca<br>Dimensioni piccole 15 cm<br>4 pinne<br>3 raggi<br>Colori del pesce:grigio,striature nere e gialle&nbsp;<br>Organi:cuore,intestino,spina dorsale,uova<br>Nella testa:cervello biancastro molle&nbsp;<br>Ha una circolazione semplice complessa&nbsp;<br>Respira con le branchie</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-25 21:30:44 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>CELLULA VEGETALE</title>
         <author>laurapiredda5</author>
         <link>https://padlet.com/laurapiredda5/byze1502akve/wish/263299550</link>
         <description><![CDATA[<div>Diversa da quella animale <br>Ha tre caratteristiche <br>1 presenza di cloroplasti(organuli dove avviene la fotosintesi)<br>2 presenza di una parete cellulare (struttura esterna alla membrana plasmatica)<br>3 presenza di vacuolo molto grande(può occupare il 90% del volume della cellula)</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-24 10:51:13 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>ORGANULI</title>
         <author>laurapiredda5</author>
         <link>https://padlet.com/laurapiredda5/byze1502akve/wish/263300790</link>
         <description><![CDATA[<div>Gli <strong>organuli</strong>, o <strong>organelli</strong>, sono strutture provviste di membrana presenti all'interno della cellula eucariota, che svolgono differenti funzioni necessarie alla sua sopravvivenza.Gli organelli, assieme al citosol, formano il citoplasma. </div><div>Essi costituiscono una delle differenze fra i due principali tipi di cellule, eucariote e procariote, poiché le seconde ne sono prive (possiedono solo i ribosomi, che in realtà non sono organelli, ma particelle o entità biomolecolari). Alcuni organuli, come i mitocondri e i cloroplasti, vengono divisi in modo sommario fra le due cellule figlie durante la mitosi, perché in grado poi di autoduplicarsi. <br><strong>MITOCONDRI<br></strong>I mitocondri sono gli organuli addetti alla respirazione cellulare, sostituiti da introflessioni della membrana cellulare contenenti enzimi respiratori nei procarioti. Come respirazione cellulare si intende la produzione di energia come molecole ATP tramite l'ossidazione di cataboliti. </div><div>Altra funzione dei mitocondri è quella di fungere da serbatoio per gli ioni Ca++, che devono essere contenuti nella cellula in minime ma costanti quantità con grandi scorte. Possiedono due membrane cellulari, la primaria e la secondaria: lo spazio fra queste due membrane è detto spazio intermembrana. La prima membrana è molto porosa, nello spazio intermembrana si trova un fluido acquoso ricco di sali minerali ed altre sostanze. Lo spazio interno alla seconda membrana, più selettiva, all'interno della quale la seconda parete si allunga in lunghe pieghe da entrambe le parti che arrivano circa a metà e che sono dette creste mitocondriali. In queste creste si depositano gli enzimi respiratori. </div><div>Analoghi ai ribosomi, e probabilmente derivati da essi, sono i mitosomi. <br><strong>RIBOSOMI<br></strong>I mitocondri sono gli organuli addetti alla respirazione cellulare, sostituiti da introflessioni della membrana cellulare contenenti enzimi respiratori nei procarioti. Come respirazione cellulare si intende la produzione di energia come molecole <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Adenosina_trifosfato">ATP</a> tramite l'ossidazione di cataboliti. </div><div>Altra funzione dei mitocondri è quella di fungere da serbatoio per gli ioni Ca++, che devono essere contenuti nella cellula in minime ma costanti quantità con grandi scorte. Possiedono due membrane cellulari, la primaria e la secondaria: lo spazio fra queste due membrane è detto spazio intermembrana. La prima membrana è molto porosa, nello spazio intermembrana si trova un fluido acquoso ricco di sali minerali ed altre sostanze. Lo spazio interno alla seconda membrana, più selettiva, all'interno della quale la seconda parete si allunga in lunghe pieghe da entrambe le parti che arrivano circa a metà e che sono dette creste mitocondriali. In queste creste si depositano gli enzimi respiratori. </div><div>Analoghi ai ribosomi, e probabilmente derivati da essi, sono i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mitosoma">mitosomi</a>. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-24 10:57:21 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/laurapiredda5/byze1502akve/wish/263300790</guid>
      </item>
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         <title>ORGANULI</title>
         <author>laurapiredda5</author>
         <link>https://padlet.com/laurapiredda5/byze1502akve/wish/263368139</link>
         <description><![CDATA[<div>Gli <strong>organuli</strong>, o organelli, sono strutture provviste di membrana presenti all'interno della cellula eucariota, che svolgono differenti funzioni necessarie alla sua sopravvivenza. Gli organelli, assieme al citosol, formano il citoplasma.<br><strong><mark>MITOCONDRI</mark></strong><strong> <br></strong>I mitocondri sono gli organuli addetti alla respirazione cellulare, sostituiti da introflessioni della membrana cellulare contenenti enzimi respiratori nei procarioti. Come respirazione cellulare si intende la produzione di energia come molecole ATP tramite l'ossidazione di cataboliti.<br><strong><mark>RIBOSOMI<br></mark></strong>I ribosomi hanno il compito di effettuare la sintesi proteica, ogni ribosoma è composto da due subunità ribosomiali, che consistono in RNA ribosomiale e proteine, che vengono montate separatamente nel nucleolo del nucleo. Le subunità si spostano attraverso i pori nucleari nel citoplasma, dove si legano per formare il ribosoma funzionante. I ribosomi possono essere ritrovati nel citoplasma, sia liberi che associati con una membrana chiamata reticolo endoplasmatico. I ribosomi liberi sintetizzano le proteine, mentre i ribosomi del reticolo endoplasmatico possono riprodurre proteine che vengono secrete dalle cellule<br><strong><mark>RETICOLO ENDOPLASMATICO<br></mark></strong>Il reticolo endoplasmatico è presente in tutte le cellule eucariote, sia animali che vegetali. La funzione primaria del reticolo endoplasmatico è quella di effettuare la sintesi dei<a href="https://it.m.wikipedia.org/w/index.php?title=Sintesi_dei_lipidi&amp;action=edit&amp;redlink=1"> </a>lipidi o delle proteine che devono essere inviate all'esterno o in altri comparti-organuli cellulari. Il suo secondo scopo è quello di dividere la cellula in comparti: infatti spesso nel citosol avvengono reazioni chimiche <br><strong><mark>APPARATO DI GOLGI<br></mark></strong>L'apparato di Golgi serve a concentrare ed organizzare le secrezioni del reticolo endoplasmatico in granuli. È costituito da una serie di sacche di membrana cellulare, il cui interno è detto "lume della sacca": queste sacche sono dette dittiosomi. Essi si possono classificare in tre classi: quelli della 'faccia cis' - rivolti verso il nucleo, quelli intermedi e quelli della 'faccia trans', rivolti verso il citoplasma.<br><strong><mark>PLASTIDI<br></mark></strong>I plastidi come per esempio i cloroplasti, i cromoplasti e gli aminoplasti sono una famiglia di organelli con svariate funzioni. Nelle piante verdi, i cloroplasti, effettuano l'attività fotosintetica. I cloroplasti sono costituiti da un triplice sistema di membrane: la membrana limitante esterna che circonda completamente l'organello, la membrana limitante interna che si posiziona appena al di sotto di quella esterna, e le tilacoidi, terzo sistema di membrane costituito da una serie di cisterne appiattite che si trovano disperse nello stroma, compartimento interno racchiuso dalla due membrane limitanti. All'interno delle tilacoidi alloggiano i pigmenti fotosintetici, come le clorofille responsabili della conversione dell'energia luminosa in energia chimica dell'ATP e del NADPH.<br><strong><mark>VACUOLO<br></mark></strong>Presente sia nelle cellule vegetali che in quelle animali serve per immagazzinare sostanze nutritive ed altro. I vacuoli hanno la funzione principale di dare sostegno meccanico alla cellula e ai tessuti cellulari; infatti all'interno dei vacuoli vengono concentrati numerosi soluti che aumentano la pressione osmotica. La conseguenza è un ingresso netto di acqua nei vacuoli stessi, questi si gonfiano e determinano l'addossamento della membrana plasmatica alla parete cellulare.<br><strong><mark>LISOSOMI<br></mark></strong>Sono vescicole contenenti numerosi enzimi litici capaci di digerire gran parte delle molecole biologiche. I globuli bianchi utilizzano lo stesso sistema per digerire i batteri ed eliminarli<br><strong><mark>PEROSSISOMI<br></mark></strong>Il <strong>perossisoma</strong> (o microbodies) è un organello cellulare vescicolare di circa 0,5-1 µm di diametro, ubiquitario negli eucarioti, separato dal citoplasma da una membrana che contiene almeno 50 enzimi ossidativi. In generale i perossisomi sono considerati comparti metabolici specializzati, contenenti enzimi in grado di trasferire idrogeno da diverse sostanze e legarlo all'ossigeno per la formazione di perossido di idrogeno (H<sub>2</sub>O<sub>2</sub>). In una cellula epatica vi possono essere fino a 600 perossisomi all'interno dei quali è a volte rintracciabile un nucleo denso che contiene vari enzimi come l'urato ossidasi, la catalasi, il D-amminoacido ossidasi.<br><strong><mark>CIGLIA,FLAGELLI<br></mark></strong>Strutture lunghe e sottili che differiscono fra loro solo per la dimensione. Quando sono corte e numerose sono ciglia, quando sono lunghi e poco numerosi sono flagelli. Ciglia e flagelli hanno funzione di difesa e movimento.<br><strong><mark>CENTRIOLI<br></mark></strong>Il <strong>centriolo</strong> è un organello presente nella maggior parte delle cellule animali (fanno eccezione ad esempio le cellule muscolari dei Vertebrati), in alcuni funghi, alghe e piante inferiori.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-24 14:33:37 UTC</pubDate>
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         <title>OSMOSI</title>
         <author>laurapiredda5</author>
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         <description><![CDATA[<div>è ipotomica  quando : vi è più sale nella soluzione <br> Isotomica quando : Uguali acqua che entra e che esce<br>Rinsecchita /ipertomica  quando : c’è più sale dentro la membrana <br>Osmosi  = il passaggio di acqua attraverso la membrana semipermeabile</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-06-04 20:26:35 UTC</pubDate>
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