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      <title>My terrific canvas by </title>
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      <description>Made with a lightning strike of genius</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-01-09 17:32:58 UTC</pubDate>
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         <title>Come si svolge la raccolta differenziata in modo corretto?</title>
         <author>salvarorelli_r</author>
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         <pubDate>2018-01-09 17:33:54 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>salvarorelli_r</author>
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         <description><![CDATA[<div>La raccolta  a <mark>Montesilvano </mark></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-09 17:36:19 UTC</pubDate>
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         <title>Questo è il modo correto di fare la raccolta differenziata🙂</title>
         <author>salvarorelli_r</author>
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         <pubDate>2018-01-09 17:38:51 UTC</pubDate>
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         <title>Cos&#39;e una discarica controllata?</title>
         <author>salvarorelli_r</author>
         <link>https://padlet.com/salvarorelli_r/bthzynvjf5nk/wish/219871850</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-01-09 17:46:25 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>salvarorelli_r</author>
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         <description><![CDATA[<div>La DISCARICA CONTROLLATA è un enorme contenitore appositamente realizzato per smaltire i rifiuti, dai quali non può più essere recuperato nulla.<br>Strutturalmente la discarica si configura come un'enorme buca rivestita in materiale impermeabile (geomembrane).<br><br>Cosa troviamo al suo interno?</div><div>-Uno strato di ghiaia sul fondo<br>-Per il dreanaggio del percolato e l'alloggiamento del sistema di tubi necessari per il recupero.</div><div><br><br></div><div>Un sistema per il recupero del biogas prodotto Nel caso in cui nella discarica sia smaltito materiale biodegradabile. Il Biogas recuperato, costituito in massima parte da metano, può essere utilizzato depurato o tal quale in impianti per la conversione in energia elettrica.</div><div><br><br></div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-09 17:46:35 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author>salvarorelli_r</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>I rifiuti da conferire a discarica vengono posizionati all'interno di questo contenitore per strati, compattati e ricoperti di terra. La durata della discarica non è illimitata ma è relazionata al suo volume di accumulo.<br>Quando la discarica è completamente piena l'area interessata è soggetta a ripristino ambientale</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-09 17:49:51 UTC</pubDate>
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         <title>Cos&#39;e il percolato?¿</title>
         <author>salvarorelli_r</author>
         <link>https://padlet.com/salvarorelli_r/bthzynvjf5nk/wish/219876244</link>
         <description><![CDATA[<div>Il termine <strong>percolato</strong>, definisce un liquido che trae  origine dall'infiltrazione di <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Acqua">acqua</a> nella massa dei <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Rifiuti">rifiuti</a> o dalla decomposizione degli stessi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-09 17:54:01 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Cos&#39;è un impianto di depurazione?</title>
         <author>salvarorelli_r</author>
         <link>https://padlet.com/salvarorelli_r/bthzynvjf5nk/wish/219878597</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-01-09 17:57:30 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>salvarorelli_r</author>
         <link>https://padlet.com/salvarorelli_r/bthzynvjf5nk/wish/219878988</link>
         <description><![CDATA[<div><a href="https://drive.google.com/file/d/1HE_E9zBIfKV_NBhYbkeUxYrilwNeyJqX/view?usp=drivesdk">https://drive.google.com/file/d/1HE_E9zBIfKV_NBhYbkeUxYrilwNeyJqX/view?usp=drivesdk</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-09 17:58:06 UTC</pubDate>
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         <title>Quali sono stati i problemi del depuratore della nostra città e della discarica?</title>
         <author>salvarorelli_r</author>
         <link>https://padlet.com/salvarorelli_r/bthzynvjf5nk/wish/219881159</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-01-09 18:01:22 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>salvarorelli_r</author>
         <link>https://padlet.com/salvarorelli_r/bthzynvjf5nk/wish/219881766</link>
         <description><![CDATA[<div>MONTESILVANO. Il depuratore di Montesilvano non funziona e i liquami delle reti fognarie finiscono direttamente nel fiume Saline. Ad accertarlo, in un sopralluogo effettuato lo scorso 16 dicembre, sono stati i tecnici dell’Arta e del dipartimento di Prevenzione della Asl di Pescara che hanno sollecitato immediatamente il Comune di Montesilvano affinché prendesse provvedimenti. È per questa ragione che, due giorni fa, il sindaco <strong>Francesco Maragno</strong> ha firmato un’ordinanza che impone all’Aca di ripristinare la funzionalità del depuratore nel minor tempo possibile, e di verificarne il corretto funzionamento almeno una volta al mese.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-09 18:02:19 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author>salvarorelli_r</author>
         <link>https://padlet.com/salvarorelli_r/bthzynvjf5nk/wish/219887539</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Contratti di Fiume (CdF) sono strumenti volontari di programmazione strategica e negoziata che perseguono la tutela, la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali unitamente alla salvaguardia dal rischio idraulico, contribuendo allo sviluppo locale.</strong> <br>I soggetti aderenti al CdF definiscono un Programma d’Azione (PA) condiviso e si impegnano ad attuarlo attraverso la sottoscrizione di un accordo. <br>Rientrano in questa definizione anche i contratti di lago, di costa, di acque di transizione, di foce e di falda, qualora gli strumenti sopra descritti vengano utilizzati ponendo l’attenzione a categorie di corpo idrico diverse dal fiume.  <br><br><strong>Requisiti di finalità e coerenza</strong> <br>I contratti di fiume contribuiscono al perseguimento degli obiettivi delle normative in materia ambientale, con particolare riferimento alla direttiva 2000/60/CE (direttiva quadro sulle acque) , che prevede il raggiungimento del “buono stato” di qualità dei corpi idrici, alle relative direttive figlie, unitamente alla direttiva 2007/60/CE (direttiva alluvioni) , e alle direttive 42/93/CEE (direttiva Habitat) e 2008/56/CE (direttiva quadro sulla strategia marina) , in quanto utile strumento per la prevenzione e riduzione dell’inquinamento, l’utilizzo sostenibile dell’acqua, la protezione dell’ambiente e degli ecosistemi acquatici; la mitigazione degli effetti delle inondazioni e della siccità nonché per il coordinamento e la coerenza delle azioni e degli interventi previsti per l’attuazione delle suddette direttive. <br><strong>I contratti di fiume sono coerenti con le previsioni di piani e programmi già esistenti nel bacino idrografico di riferimento/sub-bacino e per il territorio oggetto del CdF e, qualora necessario, possono contribuire ad integrare e riorientare la pianificazione locale e a migliorare i contenuti degli strumenti di pianificazione sovraordinata, in conformità con gli obiettivi delle normative ambientali di cui al punto precedente.</strong> <br><br><strong>Requisiti di impostazione <br></strong><br>I Contratti di Fiume si articolano nelle seguenti fasi: <br><br><strong>Condivisione di un Documento d’intenti</strong> contenente le motivazioni e gli obiettivi generali, stabiliti anche per il perseguimento degli obblighi cui all’articolo 4 della direttiva 2000/60/CE e delle direttive figlie, le criticità specifiche oggetto del CdF e la metodologia di lavoro, condivisa tra gli attori che prendono parte al processo. La sottoscrizione di tale documento da parte dei soggetti interessati dà avvio all’attivazione del CdF; <br><br><strong>Messa a punto di una appropriata Analisi conoscitiva</strong> preliminare integrata sugli aspetti ambientali, sociali ed economici del territorio oggetto del CdF, come ad es.: la produzione di una monografia d’area o Dossier di caratterizzazione ambientale (inclusa un’analisi qualitativa delle principali funzioni ecologiche), territoriale e socio-economico (messa a sistema delle conoscenze), la raccolta dei Piani e Programmi (quadro programmatico), l’analisi preliminare sui portatori di interesse e le reti esistenti tra gli stessi. Tra le finalità dell’analisi vi è la definizione e/o valorizzazione di obiettivi operativi, coerenti con gli obiettivi della pianificazione esistente, sui quali i sottoscrittori devono impegnarsi; <br><br><strong>Elaborazione di un Documento strategico</strong> che definisce lo scenario, riferito ad un orizzonte temporale di medio-lungo termine, che integri gli obiettivi della pianificazione di distretto e più in generale di area vasta, con le politiche di sviluppo locale del territorio; <br><br><strong>Definizione di un Programma d’Azione (PA)</strong> con un orizzonte temporale ben definito e limitato (indicativamente di tre anni), alla scadenza del quale, sulla base delle risultanze del monitoraggio di cui al successivo punto 2.g), sarà eventualmente possibile aggiornare il contratto o approvare un nuovo PA. Il PA deve indicare oltre agli obiettivi per ogni azione anche gli attori interessati, i rispettivi obblighi e impegni, i tempi e le modalità attuative, le risorse umane ed economiche necessarie, nonché la relativa copertura finanziaria. <br>Il PA contiene una descrizione sintetica del contributo delle singole azioni al perseguimento delle finalità di cui alle direttive 2000/60/CE (direttiva quadro sulle acque), 2007/60/CE (direttiva alluvioni) e 42/93/CEE (direttiva Habitat) e delle altre direttive pertinenti; <br><br>Messa in atto di <strong>processi partecipativi aperti e inclusivi</strong> che consentano la condivisione d’intenti, impegni e responsabilità tra i soggetti aderenti al CdF ;<strong>Sottoscrizione di un Atto di impegno formale, il Contratto di Fiume</strong>, che contrattualizzi le decisioni condivise nel processo partecipativo e definisca gli impegni specifici dei contraenti; <br><strong>Attivazione di un Sistema di controllo e monitoraggio</strong> periodico del contratto per la verifica dello stato di attuazione delle varie fasi e azioni, della qualità della partecipazione e dei processi deliberativi conseguenti. <br><strong>Informazione al pubblico</strong>. I dati e le informazioni sui Contratti di Fiume devono essere resi accessibili al pubblico, come richiesto dalle direttive 4/2003/CE sull'accesso del pubblico all'informazione e 35/2003/CE sulla partecipazione del pubblico ai processi decisionali su piani e programmi ambientali, attraverso una pluralità di strumenti divulgativi, utilizzando al meglio il canale Web.<em>Tratto da "Definizioni e Requisiti Qualitativi di base dei Contratti di Fiume" Tavolo Nazionale Contratti di Fiume, Gruppo di Lavoro 1: Riconoscimento dei CdF a scala nazionale e regionale e definizione di criteri di qualità DOC1 - 12 marzo 2015 <br></em><strong>I Contratti di fiume sono uno strumento per la pianificazione e gestione dei territori fluviali riconosciuto con un apposito emendamento nel 2015 all’interno del Codice dell’Ambiente DLgs 152/2006 all'art. 68 bis</strong>.Ad oggi sono ormai 15 le Regioni che hanno aderito alla Carta Nazionale dei Contratti di Fiume (Milano 2010) e altre sono in corso di adesione. Esperienze di Contratto di fiume sono presenti su tutti i grandi fiumi italiani sia al nord che al sud del Paese (Po, Piave, Tevere, Adda, Arno, Brenta, Trebbia…ecc).<strong>Il Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume con il coordinamento del Ministero dell’Ambiente, ISPRA ed il contributo di 35 esperti ha fissato nel 2015 i criteri di qualità dei processi con il documento “Definizioni e Requisiti Qualitativi di base dei contratti di fiume”</strong> (12 marzo 2015).I Contratti di fiume compaiono anche nella “<strong>Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici</strong>” documento redatto dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare con il coordinamento scientifico del CMCC (Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici), approvato dalla Conferenze Stato Regioni ed Unificata, il 30 ottobre 2014.<strong>Nel Decreto “Sblocca Italia” all'art. 7</strong> vengono destinate risorse pari ad almeno il 20% del totale di quelle destinate ad interventi contro il dissesto idrogeologico ad interventi integrati, che agiscono cioè, secondo la filosofia dei Contratti di fiume. <br><br> |  |  | <strong>Contratti di Fiume (CdF) sono strumenti volontari di programmazione strategica e negoziata che perseguono la tutela, la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione dei territori fluviali unitamente alla salvaguardia dal rischio idraulico, contribuendo allo sviluppo locale.</strong> <br>I soggetti aderenti al CdF definiscono un Programma d’Azione (PA) condiviso e si impegnano ad attuarlo attraverso la sottoscrizione di un accordo. <br>Rientrano in questa definizione anche i contratti di lago, di costa, di acque di transizione, di foce e di falda, qualora gli strumenti sopra descritti vengano utilizzati ponendo l’attenzione a categorie di corpo idrico diverse dal fiume.  <br><br><strong>Requisiti di finalità e coerenza</strong> <br>I contratti di fiume contribuiscono al perseguimento degli obiettivi delle normative in materia ambientale, con particolare riferimento alla direttiva 2000/60/CE (direttiva quadro sulle acque) , che prevede il raggiungimento del “buono stato” di qualità dei corpi idrici, alle relative direttive figlie, unitamente alla direttiva 2007/60/CE (direttiva alluvioni) , e alle direttive 42/93/CEE (direttiva Habitat) e 2008/56/CE (direttiva quadro sulla strategia marina) , in quanto utile strumento per la prevenzione e riduzione dell’inquinamento, l’utilizzo sostenibile dell’acqua, la protezione dell’ambiente e degli ecosistemi acquatici; la mitigazione degli effetti delle inondazioni e della siccità nonché per il coordinamento e la coerenza delle azioni e degli interventi previsti per l’attuazione delle suddette direttive. <br><strong>I contratti di fiume sono coerenti con le previsioni di piani e programmi già esistenti nel bacino idrografico di riferimento/sub-bacino e per il territorio oggetto del CdF e, qualora necessario, possono contribuire ad integrare e riorientare la pianificazione locale e a migliorare i contenuti degli strumenti di pianificazione sovraordinata, in conformità con gli obiettivi delle normative ambientali di cui al punto precedente.</strong> <br><br><strong>Requisiti di impostazione <br></strong><br>I Contratti di Fiume si articolano nelle seguenti fasi: <br><br><strong>Condivisione di un Documento d’intenti</strong> contenente le motivazioni e gli obiettivi generali, stabiliti anche per il perseguimento degli obblighi cui all’articolo 4 della direttiva 2000/60/CE e delle direttive figlie, le criticità specifiche oggetto del CdF e la metodologia di lavoro, condivisa tra gli attori che prendono parte al processo. La sottoscrizione di tale documento da parte dei soggetti interessati dà avvio all’attivazione del CdF; <br><br><strong>Messa a punto di una appropriata Analisi conoscitiva</strong> preliminare integrata sugli aspetti ambientali, sociali ed economici del territorio oggetto del CdF, come ad es.: la produzione di una monografia d’area o Dossier di caratterizzazione ambientale (inclusa un’analisi qualitativa delle principali funzioni ecologiche), territoriale e socio-economico (messa a sistema delle conoscenze), la raccolta dei Piani e Programmi (quadro programmatico), l’analisi preliminare sui portatori di interesse e le reti esistenti tra gli stessi. Tra le finalità dell’analisi vi è la definizione e/o valorizzazione di obiettivi operativi, coerenti con gli obiettivi della pianificazione esistente, sui quali i sottoscrittori devono impegnarsi; <br><br><strong>Elaborazione di un Documento strategico</strong> che definisce lo scenario, riferito ad un orizzonte temporale di medio-lungo termine, che integri gli obiettivi della pianificazione di distretto e più in generale di area vasta, con le politiche di sviluppo locale del territorio; <br><br><strong>Definizione di un Programma d’Azione (PA)</strong> con un orizzonte temporale ben definito e limitato (indicativamente di tre anni), alla scadenza del quale, sulla base delle risultanze del monitoraggio di cui al successivo punto 2.g), sarà eventualmente possibile aggiornare il contratto o approvare un nuovo PA. Il PA deve indicare oltre agli obiettivi per ogni azione anche gli attori interessati, i rispettivi obblighi e impegni, i tempi e le modalità attuative, le risorse umane ed economiche necessarie, nonché la relativa copertura finanziaria. <br>Il PA contiene una descrizione sintetica del contributo delle singole azioni al perseguimento delle finalità di cui alle direttive 2000/60/CE (direttiva quadro sulle acque), 2007/60/CE (direttiva alluvioni) e 42/93/CEE (direttiva Habitat) e delle altre direttive pertinenti; <br><br>Messa in atto di <strong>processi partecipativi aperti e inclusivi</strong> che consentano la condivisione d’intenti, impegni e responsabilità tra i soggetti aderenti al CdF ;<strong>Sottoscrizione di un Atto di impegno formale, il Contratto di Fiume</strong>, che contrattualizzi le decisioni condivise nel processo partecipativo e definisca gli impegni specifici dei contraenti; <br><strong>Attivazione di un Sistema di controllo e monitoraggio</strong> periodico del contratto per la verifica dello stato di attuazione delle varie fasi e azioni, della qualità della partecipazione e dei processi deliberativi conseguenti. <br><strong>Informazione al pubblico</strong>. I dati e le informazioni sui Contratti di Fiume devono essere resi accessibili al pubblico, come richiesto dalle direttive 4/2003/CE sull'accesso del pubblico all'informazione e 35/2003/CE sulla partecipazione del pubblico ai processi decisionali su piani e programmi ambientali, attraverso una pluralità di strumenti divulgativi, utilizzando al meglio il canale Web.<em>Tratto da "Definizioni e Requisiti Qualitativi di base dei Contratti di Fiume" Tavolo Nazionale Contratti di Fiume, Gruppo di Lavoro 1: Riconoscimento dei CdF a scala nazionale e regionale e definizione di criteri di qualità DOC1 - 12 marzo 2015 <br></em><strong>I Contratti di fiume sono uno strumento per la pianificazione e gestione dei territori fluviali riconosciuto con un apposito emendamento nel 2015 all’interno del Codice dell’Ambiente DLgs 152/2006 all'art. 68 bis</strong>.Ad oggi sono ormai 15 le Regioni che hanno aderito alla Carta Nazionale dei Contratti di Fiume (Milano 2010) e altre sono in corso di adesione. Esperienze di Contratto di fiume sono presenti su tutti i grandi fiumi italiani sia al nord che al sud del Paese (Po, Piave, Tevere, Adda, Arno, Brenta, Trebbia…ecc).<strong>Il Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume con il coordinamento del Ministero dell’Ambiente, ISPRA ed il contributo di 35 esperti ha fissato nel 2015 i criteri di qualità dei processi con il documento “Definizioni e Requisiti Qualitativi di base dei contratti di fiume”</strong> (12 marzo 2015).I Contratti di fiume compaiono anche nella “<strong>Strategia Nazionale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici</strong>” documento redatto dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare con il coordinamento scientifico del CMCC (Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici), approvato dalla Conferenze Stato Regioni ed Unificata, il 30 ottobre 2014.<strong>Nel Decreto “Sblocca Italia” all'art. 7</strong> vengono destinate risorse pari ad almeno il 20% del totale di quelle destinate ad interventi contro il dissesto idrogeologico ad interventi integrati, che agiscono cioè, secondo la filosofia dei Contratti di fiume.<br> </div>]]></description>
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