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      <title>IL BULLISMO PREVARICAZIONE by </title>
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      <description>VILLECCO , DE DIVITIIS , LEONE E SMALDONE .L.</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-02-09 07:34:25 UTC</pubDate>
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         <title>La nascita dell’Inquisizione</title>
         <author>carolinabau</author>
         <link>https://padlet.com/carolinabau/bo8ovzs73o1n/wish/229920256</link>
         <description><![CDATA[<div>L’Inquisizione è un tribunale ecclesiastico istituito per la prima volta nel 1184 con lo scopo di ricercare e giudicare gli “eretici”. Prevedeva pene spirituali e fisiche, fino alla condanna a morte sul rogo per l’eretico che non ritrattava o per il recidivo. A partire dal Duecento, i tribunali si diffusero in tutta Europa, retti da inquisitori permanenti nominati dal papa. Allo stesso tempo, l’Inquisizione allargò le sue competenze e iniziò a occuparsi anche di tutti i comportamenti in qualche modo “irregolari”: dalla bestemmia alla bigamia alla stregoneria. Dalla fine del Duecento, però questa istituzione declinò e a lungo non fu più efficace. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-09 07:50:35 UTC</pubDate>
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         <title>L’Inquisizione in Spagna, Portogallo e Italia</title>
         <author>carolinabau</author>
         <link>https://padlet.com/carolinabau/bo8ovzs73o1n/wish/229920889</link>
         <description><![CDATA[<div>Le cose cambiarono alla fine del Quattrocento, nella penisola iberica, dove l’istituzione assunse un carattere particolare. In Spagna e in Portogallo l’Inquisizione, per concessione pontificia, dipendeva direttamente dalle rispettive corone. Per questo l’Inquisizione spagnola (1478) e quella portoghese (1492) furono in sostanza dei “tribunali di Stato”. Nate allo scopo di sorvegliare ebrei e arabi convertiti, sospettati di non aver mai abbandonato le loro religioni, acquisirono presto competenze subito molto più vaste: si estendevano a qualsiasi fenomeno in odore di eresia (comprese magia e stregoneria) o di dissidenza di pensiero o politica. Sia in Spagna che in Portogallo l’abolizione dei tribunali dell’Inquisizione avvenne nei primi decenni dell’Ottocento. <br>L’Inquisizione Romana (o Congregazione del Sant’Uffizio) nacque a metà Cinquecento nel contesto della Controriforma cattolica, cioè quell’insieme di misure che la Chiesa di Roma prese per far fronte alla diffusione della Riforma protestante. Era uno dei “ministeri” del governo pontificio e come tale sotto il diretto controllo del papa. Il Sant’Uffizio si configurava allo stesso tempo come un organo religioso e una polizia dei costumi: non solo controllava gli eretici, censurava i libri “pericolosi” e ne bloccava la circolazione, ma perseguitava i bestemmiatori, i “giudaizzanti”, i “sodomiti”, chi ricorreva alla divinazione e chi praticasse la stregoneria. Questo carattere fu particolarmente accentuato nel Seicento quando, scomparse le eresie “dotte” che avevano ancora caratterizzato lo scorcio del Cinquecento (sulla scia delle discussioni teologiche dei riformatori), l’Inquisizione diventò principalmente un attento controllore della cultura delle classi popolari, nelle sue forme quotidiane e nella scelta delle espressioni devote. Si assistette, allo stesso tempo, a un addolcimento delle pene: l’Inquisizione assunse gradualmente un ragionamento “missionario” di evangelizzazione, che prevedeva di essere indulgenti con i colpevoli di stregoneria, di distruggere i testi superstiziosi e sostituirli con libri conformi alla dottrina cristiana. In questo modo finì per incidere profondamente e in modo duraturo nella cultura, nei costumi e in quello che diversi storici hanno definito il “carattere degli italiani”. <br>L’importanza del Sant’Uffizio cominciò a diminuire dal Settecento. Fu abolito formalmente nel 1965 (nell’ambito delle riforme del Concilio Vaticano II), sostituito dalla Congregazione per la dottrina della fede, incaricata di stabilire l’accettabilità delle proposizioni in materia di dottrina. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-09 07:53:32 UTC</pubDate>
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         <title>SISTEMI DI TORTURA</title>
         <author>carolinabau</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Il Topo</strong><br>Tortura applicata a streghe ed eretici. Un topo vivo veniva inserito nella vagina o nell'ano con la testa rivolta verso gli organi interni della vittima e spesso, l'apertura veniva cucita. La bestiola, cercando affannosamente una via d'uscita, graffiava e rodeva le carni e gli organi dei suppliziati. Chissà come i disgraziati riuscissero a sopportare il terrore provocato alla sola vista del topo che da li a poco sarebbe entrato nel suo corpo.<br><strong>Dissanguamento</strong><br>Era una credenza comune che il potere di una strega potesse essere annullato dal dissanguamento o dalla purificazione tramite fuoco del suo sangue. Le streghe condannate erano "segnate sopra il soffio" (sfregiate sopra il naso e la bocca) e lasciate a dissanguare fino alla morte.<br><strong>Il Rogo</strong><br>Una delle forme più antiche di punizione delle streghe era la morte per mezzo di roghi, un destino riservato anche agli eretici. Il rogo spesso era una grande manifestazione pubblica. L'esecuzione avveniva solitamente dopo breve tempo dall'emissione della sentenza. In Scozia, il rogo di una strega era preceduto da giorni di digiuno e di solenni prediche. La strega prima veniva strangolata e poi il suo corpo (In stato di semi-incoscienza) era scaricato in un barile di catrame prima di venire legato a un palo e messo a fuoco. Se la strega, nonostante tutto, riusciva a liberarsi e a tirarsi fuori dalle fiamme, la gente la respingeva dentro.<br><strong>Le Turcas</strong><br>Questo mezzo era usato per lacerare e strappare le unghie. Dopo lo strappo, degli aghi venivano solitamente inseriti nelle estremità delle falangi.<br><em>La Vergine di Norimberga</em><strong>La Fanciulla di Ferro o Vergine di Norimberga </strong><br>L'idea di meccanizzare la tortura è nata in Germania; è li che ha avuto origine "la Vergine di Norimberga". Fu così battezzata perchè, vista dall'esterno, le sue sembianze erano quelle di una ragazza bavarese, e inoltre perchè il suo prototipo venne costruito ed impiantato nei sotterranei del tribunale segreto di quella città. Era una specie di contenitore di metallo con porte pieghevoli; il condannato veniva rinchiuso all'interno, dove affilatissimi aculei trafiggevano il corpo dello sventurato in tutta la sua lunghezza. La disposizione di questi ultimi era così ben congegnata che, pur penetrando in varie parti del corpo, non trafiggevano organi vitali, quindi la vittima era destinata ad una lunga ed atroce agonia.<br><strong>Pulizia Dell'Anima</strong><br>Era spesso creduto, nei paesi cattolici, che l'anima di una strega o di un eretico fosse corrotta, sporca e covo di quanto di contrario ci fosse al mondo. Per pulirla prima del giudizio, qualche volta le vittime erano forzate a ingerire acqua calda, carbone, perfino sapone. La famosa frase "sciacquare la bocca con il sapone"' che si usa oggi, risale proprio a questa tortura.<br><strong>Il Triangolo</strong><br>Altro terribile strumento di tortura analogo alla "pera" e all'"impalamento". L'accusato veniva spogliato e issato su un palo alla cui estremità era fissato un grosso oggetto piramidale di ferro. La presunta strega veniva fatta sedere in modo che la punta entrasse nel retto o nella vagina. Alla fine alla poveretta venivano fissati dei pesi alle mani e ai piedi...<br><strong>Immersione Dello Sgabello</strong><br>Questa era una punizione che più spesso era usata nei confronti delle donne. Volgarmente sgradevole, e spesso fatale, la donna veniva legata a un sedile che impediva ogni movimento delle braccia. Questo sedile veniva poi immerso in uno stagno o in un luogo paludoso. Varie donne anziane che subirono questa tortura morirono per lo shock provocato dall'acqua gelida.<br><strong>La Strappata</strong><br>Una delle più comuni e anche una delle tecniche più facili. L'accusato veniva legato a una fune e issato su una sorta di carrucola. L'esecutore faceva il resto tirando e lasciando di colpo la corda e slogando, così, le articolazioni.<br><strong>Lo Squassamento</strong><br>Era una forma di tortura usata insieme alla 'strappata'. L'accusato qui veniva sempre issato sulla carrucola, ma con dei pesi legati al suo corpo che andavano dai 25 ai 250 chili. Le conseguenze erano gravissime.<br><strong>La Culla Della Strega</strong><br>Questa era una tortura a cui venivano sottoposte solamente le streghe. La strega veniva chiusa in un sacco poi legato a un ramo e veniva fatta continuamente oscillare. Apparentemente non sembra una tortura ma il dondolìo causava profondo disorientamento e aiutava a indurre a confessare. Vari soggetti hanno anche sofferto durante questa tortura di profonde allucinazioni. Ciò sicuramente ha contribuito a colorire le loro confessioni.<br><em>Tenaglia</em><strong>Mastectomia </strong><br>Alcune torture erano elaborate non solo per infliggere dolore fisico ma anche per sconvolgere la mente delle vittime. La mastectomia era una di queste: la carne delle donne era lacerata per mezzo di tenaglie, a volte arroventate. Uno dei più famosi casi che si conosca in cui fu usata questa tortura era quello di Anna Pappenheimer. Dopo essere già stata torturata con lo strappado, fu spogliata, i suoi seni furono strappati e, davanti ai suoi occhi, furono spinti a forza nelle bocche dei suoi figli adulti... Questa vergogna era più di una tortura fisica; l'esecuzione faceva una parodia sul ruolo di madre e nutrice della donna, imponendole un'estrema umiliazione.<br><strong>Annodamento</strong><br>Questa era una tortura specifica per le donne. Si attorcigliavano strettamente i capelli delle streghe a un bastone. Quando l'inquisitore non riusciva ad ottenere una testimonianza si serviva di questa tortura; robusti uomini ruotavano l'attrezzo in modo veloce provocando un enorme dolore e in alcuni casi arrivando a togliere lo scalpo e lasciando il cranio scoperto.<br><strong>La Garrotta</strong><br>Non è altro che un palo con un anello in ferro collegato. Alla vittima, seduta o in piedi, veniva fissato questo collare che veniva stretto poi per mezzo di viti o di una fune. Spesso si rompevano le ossa della colonna vertebrale.<br><strong>Il Forno</strong><br>Questa barbara sentenza era eseguita in Nord Europa e assomiglia ai forni crematori dei nazisti. La differenza era che nei campi di concentramento le vittime erano uccise prima di essere cremate (Ma non sempre).<br><em>Il Trono</em><strong>Il Supplizio Del Trono </strong><br>Questo attrezzo consisteva in una specie di seggiola gogna, sarcasticamente definita "trono". L'imputata veniva posta in posizione capovolta, con i piedi bloccati nei ceppi di legno. Era questa una delle torture preferite da quei giudici che intendevano attenersi alla legge.<br><strong>La Pressa</strong><br>Anche conosciuta come pena forte et dura, era una sentenza di morte. Adottata come misura giudiziaria durante il quattordicesimo secolo, raggiunse il suo apice durante il regno di Enrico IV. In Bretagna venne abolita nel 1772.<br><strong>La Cremagliera</strong><br>Era un modo semplice e popolare per estorcere confessioni. La vittima veniva legata su una tavola, caviglie e polsi. Rulli erano passati sopra la tavola (E in modo preciso sul corpo) fino a slogare tutte le articolazioni.<br><strong>La Pera</strong><br>La Pera era un terribile strumento che veniva impiegato il più delle volte per via orale. <br><strong>Sedia Delle Streghe </strong><br>La sedia inquisitoria, comunemente detta sedia delle streghe, era un rimedio molto apprezzato per l'ostinato silenzio di talune indiziate di stregoneria. Tale attrezzo, pur universalmente diffuso, fu particolarmente sfruttato dagli inquisitori austriaci. La sedia era di varie dimensioni, diverse forge e fantasiose varianti; tutte comunque chiodate, fornite di manette o blocchi per immobilizzare la vittima ed, in svariati casi, aveva il pianale di seduta in ferro, così da poterlo arroventare. Vengono riportate notizie di processi dai quale risulta come l'uso di questo strumento potesse venir prolungato, sino a trasformarsi in vera e propria pena capitale.<br><strong>La Ruota</strong><br>In Francia e Germania la ruota era popolare come pena capitale. Era simile alla crocifissione. Alle presunte streghe ed eretici venivano spezzati gli arti e il corpo veniva sistemato tra i raggi della ruota che veniva poi fissata su un palo. L'agonia era lunghissima e poteva anche durare dei giorni.<br><strong>Tormentum Insominae</strong><br>Consisteva nel privare le streghe del sonno. La vittima, legata, era costretta a immersioni nei fossati anche durante tutta la notte per evitare che si addormentasse.<br><strong>Ordalia Del Fuoco</strong><br>Prima di iniziare l'ordalìa del fuoco tutte le persone coinvolte dovevano prendere parte a un rito religioso. Questo rito durava tre giorni e gli accusati dovevano sopportare benedizioni, esorcismi, preghiere, digiuni e dovevano prendere i sacramenti.<br><strong>Ordalia Dell'Acqua</strong><br>In questo tipo di ordalìa l'acqua simboleggia il diluvio dell'Antico Testamento. Come il diluvio spazzò via i peccati anche l'acqua 'pulirà' la strega. Dopo tre giorni di penitenze l'accusata doveva immergere le mani in acqua bollente, alla profondità dei polsi. Spesso erano costrette a immergerle fino ai gomiti. Si aspettava poi tre giorni per valutare le colpe dell'accusata (Come per l'ordalìa del fuoco). Veniva messa in pratica anche un'ordalìa dell'acqua fredda. Alla strega venivano legate le mani con i piedi con una fune, in modo tale che la posizione non fosse certo propizia per rimanere a galla. Dopodiché veniva immersa in acqua; se galleggiava era sicuramente una strega in quanto l'acqua 'rifiutava' una creatura demoniaca, se andava a fondo era innocente ma difficilmente sarebbe stata salvata in tempo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-09 08:03:25 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2018-02-09 08:04:49 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2018-02-09 08:07:46 UTC</pubDate>
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         <title>BULLISMO E PREVARICAZIONE</title>
         <author>carolinabau</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sempre più spesso nella nostra società si sente parlare di <a href="http://www.stateofmind.it/tag/bullismo/"><strong>bullismo</strong></a>. I fatti di cronaca riportano frequentemente episodi di <strong>prevaricazione</strong>, di soprusi tra coetanei, tra membri del gruppo. Emerge quindi la necessità di chiarire e approfondire il fenomeno del <strong>bullismo</strong>.<br><br></div><div>Il primo autore che ha dato una definizione al fenomeno è stato Olweus: “<em>uno studente è oggetto di azioni di </em><strong><em>bullismo</em></strong><em>, ovvero è </em><strong><em>prevaricato</em></strong><em> o vittimizzato, quando viene esposto ripetutamente nel corso del tempo, alle azioni offensive messe in atto da parte di uno o più compagni</em>”. Per parlare di <strong>bullismo</strong> devono essere presenti: l’intenzionalità ossia la volontà di procurare un danno, fisico o psicologico, alla vittima; la reiterazione nel tempo delle azioni negative; e lo squilibrio di potere tra<strong> bullo</strong> e vittima derivante dalla forza fisica, dal possesso di risorse materiali e/o sociali o da un’asimmetria psicologica . Il <strong>bullismo</strong> si declina in due tipologie: <strong>bullismo diretto</strong> e indiretto/relazionale. Quando si parla di <strong>bullismo diretto</strong> si fa riferimento ad azioni di tipo fisico come calci, pugni, schiaffi, furto o sottrazione di oggetti della vittima (<strong>bullismo diretto fisico</strong>) e ad azioni di tipo verbale come forme di insulto, derisione, prese in giro e nomignoli (<strong>bullismo diretto verbale</strong>); mentre si parla di <strong>bullismo indiretto/relazionale</strong> quando si è in presenza di diffusione di maldicenze, isolamento sociale e manipolazione dei rapporti di amicizia della vittima.<br><strong>BULLISMO...</strong></div>]]></description>
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