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      <title>MOSTRA PAUSA SISMICA by Mihara Km</title>
      <link>https://padlet.com/mihara_km/pausasismica</link>
      <description>Mostra &quot;Pausa Sismica&quot; a Palazzo Sant&#39;Elia a Palermo</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-05-02 14:56:44 UTC</pubDate>
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         <title>Isgrò, Pomodoro e le opere teatrali</title>
         <author>mihara_km</author>
         <link>https://padlet.com/mihara_km/pausasismica/wish/257283565</link>
         <description><![CDATA[<div>Nella quinta sala della mostra potrete osservare alcune delle grandi opere tratte dal museo d’arte contemporanea di Gibellina attualmente chiuso per restauro. <br>Alla destra si può vedere l’istallazione dell’artista concettuale Emilio Isgrò. L'artista è conosciuto sopratutto per i libri dalle parole annerite dove libri come la Divina Commedia subiscono una cancellazione quasi totale. <br>In questa sede l’artista posiziona, alternandoli, serie di libri scritti e disegnati dai bambini sopravvissuti al disastro e opere proprie in cui annerisce completamente le pagine.<br>Dall'altra parte della sala si sono esposte parti di sceneggiatura e costumi dell’artista Arnaldo Pomodoro: i costumi di scena dell'opera teatrale “La tragedia della regina di Cartagine”e parte della macchina che servì a inscenare la testuggine romana ed un plastico in scala della stessa.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-02 14:57:05 UTC</pubDate>
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         <title>Terza Stanza</title>
         <author>mihara_km</author>
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         <description><![CDATA[<div>La stanza presenta i bozzetti in scala di opere installate a Gibellina nuova; a parete era presente la riproduzione in poster del murales su ceramica di Carla Accardi che si trova nella piazza del Municipio di Gibellina nuova.<br>&nbsp;Posizionato al centro della camera troviamo la riproduzione della porta di Gibellina nuova simbolico accesso ad una città utopica caratterizzata dall'arte.<br>&nbsp;Nella stanza è presente anche l'opera  "Contrappunto" di Melotti, quest'opera sempre in scala è situata di fronte ad una fontana, per far si che gli elementi scultorei si riflettano sulla superficie dell'acqua dando così effetto al Contrappunto, parallelo a quello musicale, con la riproduzione di elementi uguali in due punti opposti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-02 15:01:40 UTC</pubDate>
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         <title>Palazzo Sant&#39; Elia</title>
         <author>mihara_km</author>
         <link>https://padlet.com/mihara_km/pausasismica/wish/257286462</link>
         <description><![CDATA[<div>Il Palazzo Sant'Elia fu costruito sulle preesistenze di un palazzo cinque-seicentesco, assumendo l'attuale configurazione dopo il 1756.<br>Nel 1759 Giovanbattista Cascione assunse la direzione del cantiere; sotto la sua guida, l'immobile diventerà uno degli edifici più imponenti di Palermo.<br>Fu la  sede del Senato e venne danneggiato dal violento terremoto del 1823.<br>I lunghi lavori di restauro hanno permesso di ridare vita ad una tesoro tenuto nascosto per decenni. A Febbraio 2013 è stato concesso in uso alla Fondazione, che lo ha reso fruibile al grande pubblico.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-02 15:01:56 UTC</pubDate>
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         <title>Prisenti</title>
         <author>mihara_km</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nella stanza della cavallerizza possiamo ammirare i "Prisenti". <br>Questi sono lunghi drappi portati in processione a Gibellina originariamente per la festa del S.S. Crocifisso e successivamente per la festa di San Rocco, il patrono del paese.<br>Questa tradizione venne abbandonata dopo il sisma del 1968 e fu poi ripresa da Ludovico Corrao nel 1981 grazie al coinvolgimento delle donne ricamatrici di Gibellina che realizzarono un grande drappo in velluto rosso decorato con spighe dorate, simbolo di cultura, armonia e pace esposto nella parete frontale della stanza. <br>Oggi i Prisenti sono in parte esposti presso il Museo delle Trame Mediterranee a Gibellina nuova.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-02 15:02:05 UTC</pubDate>
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         <title>Mostra video/fotografica</title>
         <author>mihara_km</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nell’anno del cinquantenario, la mostra “Pausa Sismica. 1968/2018 Cinquant’anni dal terremoto del Belìce. Vicende e visioni” ripercorre la storia di Gibellina, dal terremoto che la rase al suolo, alla costruzione della città nuova, rifondata sul sogno del suo sindaco Ludovico Corrao, fermamente convinto che soltanto attraverso l’arte si potesse pensare alla rinascita.</div><div>A raccontare la storia di Gibellina e del Belìce saranno subito le fotografie, i video, i materiali documentari raccolti durante un lungo lavoro di ricerca tra diverse istituzioni che qui compongono la trama di una memoria viva.</div><div>Si parte dalla notte del terremoto, tra il 14 e il 15 gennaio 1968: gli scatti dei fotografi - Enzo Brai, Nino Giaramidaro, Melo Minnella, Nicola Scafidi - che si precipitarono nella Valle, arrivando con mezzi di fortuna pur di raccontare i fatti; i primi documenti video provenienti dalle Teche RAI, il primo telegiornale che annunciò il terremoto al mondo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-02 15:02:10 UTC</pubDate>
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         <title>Quadro di Tonio Tzembisky(14 gennaio 1968)</title>
         <author>mihara_km</author>
         <link>https://padlet.com/mihara_km/pausasismica/wish/257286628</link>
         <description><![CDATA[<div>Quadro espressionista che rappresenta i volti degli abitanti di Ginellina, disperati, per la distruzione che il terremoto ha portato, inoltre il quadro è rappresentato con colori scuri per accentuare la tristezza e la disperazione </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-02 15:02:13 UTC</pubDate>
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         <title>La stanza degli edifici di gibellina nuova</title>
         <author>mihara_km</author>
         <link>https://padlet.com/mihara_km/pausasismica/wish/257286665</link>
         <description><![CDATA[<div>La stanza racchiude i plastici delle più importanti opere architettoniche di Gibellina nuova.<br>Queste opere sono state realizzate dagli artisti che Ludovico Corrao, ex sindaco di Gibellina, ha commissionato per abbellire e rendere una vera e propria opera d'arte la città nuova di gibellina. Sono presenti due plastici di opere di Pietro Consagra, ovvero "meeting" e "teatro". La prima opera era stata concepita secondo il progetto di un museo, ma in seguito fu destinata a luogo di socializzazione."teatro", dal cui nome si può dedurre cosa consagra avesse in mente quando concepì l'idea, non è mai stata  ultimata. È esposto nella sala anche il plastico del lavoro di Andrea Jemolo, una chiesa realizzata in chiave futuristica, costituita da una sfera che funge da cappella. Sfortunatamente la copertura dell'edificio crollò il giorno prima dell'inaugurazione, ma vent' anni dopo venne ricostruita.<br>Ma ciò che spicca fra tutti i lavori è senz'alto il "Sistema delle Piazze, di Franco Purini e Laura Thermes. <br>Anche quest'opera è stata realizzata in chiave futuristica, ma soprattutto utopica <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-02 15:02:17 UTC</pubDate>
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         <title>Le opere di Mimmo Paladino</title>
         <author>mihara_km</author>
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         <description><![CDATA[<div>Mimmo paladino è un pittore ed uno scultore italiano esponente della "Transavanguardia". Tra le sue opere presenti a Gibellina vi è "la montagna di sale con i cavalli" che faceva parte della scenografia per la rappresentazione della sposa di Messina di Schiller, messa in scena nel settembre del 1990 tra" I Ruderi di Gibellina vecchia", la montagna è alta 15 m, da essa fuoriescono in modo casuale 30 cavalli neri con un'ambigua testa di ariete.<br>Nella loro espressione simbolica questi cavalli  rappresentano una distesa di rovine che sembrano affiorare da un deserto senza increspature. "La montagna" venne rifatta in cemento nel cortile delle case di Stefano nel 1996, quest'opera che pare respingere o inghiottire i cavalli neri, richiama i resti di una battaglia senza eroi, tra cavalieri perduti e sconfitte, dove è possibile percepire la tragedia ormai avvenuta.<br>I materiali che l'artista ha impiegato per tale realizzazione sono: Il sale marino, la ghiaia, i sassi e la vetroresina questi materiali hanno tutti un carattere  simbolico.<br>Il sale potrebbe volere evocare l'aridità, in relazione ai sentimenti di odio mentre il fuoco, con cui sono stati anneriti cavalli con la pece evoca la purificazione.<br>L'opera ha perduto la sua originalità dovuta alla materia prima, cioè il sale per acquistare staticità. Si tratta di un'opera ricca di assonanze con l'arte povera e con Land Art che fino ad ora oltre all'esposizione presso Gibellina nel 1990 ha avuto altre due versioni: nel 1995 fu esposta a Napoli in piazza Plebiscito dove divenne un motivo dal valore addirittura apotropaico, e infine nel 2011 presso la piazza del Duomo di Milano in concomitanza della grande retrospettiva dedicata a Paladino curata da Flavio Arensi che fu tenuta a Palazzo Reale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-02 15:02:20 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mihara_km</author>
         <link>https://padlet.com/mihara_km/pausasismica/wish/257287013</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-05-02 15:02:50 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mihara_km</author>
         <link>https://padlet.com/mihara_km/pausasismica/wish/257341967</link>
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         <pubDate>2018-05-02 16:37:24 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mihara_km</author>
         <link>https://padlet.com/mihara_km/pausasismica/wish/257341999</link>
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         <pubDate>2018-05-02 16:37:27 UTC</pubDate>
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         <title>MICHELANGELO PISTOLETTO</title>
         <author>mihara_km</author>
         <link>https://padlet.com/mihara_km/pausasismica/wish/257361035</link>
         <description><![CDATA[<div>L'<strong>arte povera</strong> è un movimento artistico sorto in Italia nella seconda metà degli anni sessanta del secolo scorso. Il movimento nasce in aperta polemica con l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Arte">arte</a> tradizionale, della quale rifiuta tecniche e supporti per fare ricorso, appunto, a materiali "poveri" come <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Terra">terra</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Legno">legno</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ferro">ferro</a>, stracci, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Plastica">plastica</a>, scarti industriali, con l'intento di evocare le strutture originarie del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Linguaggio">linguaggio</a> della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Societ%C3%A0_(sociologia)">società</a> contemporanea dopo averne corroso abitudini e conformismi semantici. <strong>Michelangelo Pistoletto</strong>  è un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Artista">artista</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pittore">pittore</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Scultore">scultore</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Italia">italiano</a>, animatore e protagonista della corrente dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Arte_povera">arte povera</a>. Inizia a esporre nel 1955 e nel 1960 tiene la sua prima personale alla Galleria Galatea di Torino. La sua prima produzione pittorica è caratterizzata da una ricerca sull’autoritratto. Nel biennio 1961-1962 approda alla realizzazione dei <em>Quadri specchianti</em>, che includono direttamente nell’opera la presenza dello spettatore. Con questi lavori Pistoletto raggiunge in breve riconoscimento e successo internazionali, che lo portano a realizzare, già nel corso degli anni Sessanta, mostre personali in prestigiose gallerie e musei in Europa e negli Stati Uniti. I <em>Quadri specchianti</em> costituiranno la base della sua successiva produzione artistica e riflessione teorica. Tra il 1965 e il 1966 produce un insieme di lavori intitolati <em>Oggetti in meno</em>, considerati basilari per la nascita dell’Arte Povera, movimento artistico di cui Pistoletto è animatore e protagonista. Nel 2003 Pistoletto scrive il manifesto del <em>Terzo Paradiso</em> e ne disegna il simbolo, costituito da una riconfigurazione del segno matematico d’infinito. Tra i due cerchi contigui, assunti a significato dei due poli opposti di natura e artificio, viene inserito un terzo cerchio centrale, a rappresentare il grembo generativo di una nuova umanità, ideale superamento del conflitto distruttivo in cui natura e artificio si ritrovano nell’attuale società.</div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-02 17:17:41 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mihara_km</author>
         <link>https://padlet.com/mihara_km/pausasismica/wish/257361440</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-05-02 17:18:30 UTC</pubDate>
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         <title>LOVE DIFFERENCE</title>
         <author>mihara_km</author>
         <link>https://padlet.com/mihara_km/pausasismica/wish/257362196</link>
         <description><![CDATA[<div>In occasione di Palermo capitale della cultura, presso il Palazzo Sant’Elia è esposta, nell’ultima sala, l’opera di Pistoletto “Love Difference”. L’opera è composta da un grande tavolo specchiante, la cui forma è il Mediterraneo, circondato da sedie proveniente dai diversi paesi che si affacciano su questo mare. L’opera unisce l’universalità dell’arte all’idea di transnazionalità politica e focalizza le sue attività nell’area mediterranea.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-02 17:19:59 UTC</pubDate>
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         <title>Il cretto di Burri</title>
         <author>giorgio_emile</author>
         <link>https://padlet.com/mihara_km/pausasismica/wish/369114672</link>
         <description><![CDATA[<div>Il  "Grande Cretto" di Alberto Burri  ricopre buona parte del vecchio centro storico di Gibellina distrutto a seguito del terremoto del Belice del 1968. Presenta una superficie rettangolare di  280x350 metri e ed è stata realizzata riutilizzando le macerie raccolte in blocchi e ricoperti di cemento bianco. Le fenditure tra i blocchi, alti circa 1.60 metri, seguono i tracciati delle strade di Gibellina vecchia e possono essere percorsi come un labirinto della memoria.  Il "Cretto di Gibellina", iniziato nel 1985, è un opera di Landart simbolo della morte e della rinascita della città.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-25 13:25:45 UTC</pubDate>
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