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      <title>2D La comunicazione NON ostile by ANGELINA SESSA</title>
      <link>https://padlet.com/sessangela/bk6gaqqyowkti8ow</link>
      <description>EDUCAZIONE CIVICA - LINGUA LATINA - a.s. 2023-2024</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-12-08 05:51:23 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2024-01-21 11:26:36 UTC</lastBuildDate>
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         <title>IL MANIFESTO DELLA COMUNICAZIONE NON OSTILE</title>
         <author>sessangela</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-12-08 06:14:44 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>sessangela</author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>Al termine degli approfondimenti, l’insegnante inviterà ciascun allievo/a ad “adottare” uno dei 10 principi e chiederà a ciascuno/a di essi di riflettere su ciò che significa per loro, nel concreto, quel principio. Gli allievi e le allieve saranno invitati/e a creare uno slogan sul loro modo di stare online a partire dal principio scelto</strong>. Il Manifesto della Comunicazione non ostile è una mappa per combattere l’ostilità e la mancanza di rispetto. <strong>Per arrivare al risultato finale la possibile domanda da porre per orientare le attività sarà: “Nella tua quotidianità online, come sintetizzeresti il principio adottato?”. Ciascuno/a indicherà un esempio.</strong> Ogni esempio verrà condiviso con la classe e contribuirà a costituire la policy per chi lo individua e per il resto del gruppo.</p><p> </p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-08 06:16:08 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>sessangela</author>
         <link>https://padlet.com/sessangela/bk6gaqqyowkti8ow/wish/2818406823</link>
         <description><![CDATA[<p>Io lo so cosa senti Non me lo devi spiegare Vedi dubbi davanti Ma non è qui la fine E certo adesso guardati, tu sei diversa In crisi con il mondo, no, sai, è con te stessa Io so che cosa senti quando guardi il mare Lo associ al tuo dolore che non ha una fine E certo adesso parlami, ti sto ascoltando Mi piaci perché butti i tuoi piedi nel fango Ma senza la paura che ti guardo male <strong>Tanto sai che è tutto un gioco e vince chi sorride </strong></p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-08 06:17:24 UTC</pubDate>
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         <title>Anche il silenzio comunica </title>
         <author>ferrignoclaudia217</author>
         <link>https://padlet.com/sessangela/bk6gaqqyowkti8ow/wish/2829670052</link>
         <description><![CDATA[<p>Il silenzio è importante. Si è abituati ad avere un'idea negativa del silenzio, perché la parola "silenzio" può richiamare alla mente, per esempio, l'imbarazzo di quando non si sa cosa dire e si crea il cosiddetto "silenzio imbarazzante" o di quando non si ha studiato e durante l'interrogazione si sta in silenzio, facendo la cosiddetta "scena muta". Esiste però un altro tipo di silenzio e quest'ultimo, a differenza dei due a cui ho accennato, non ha un nome o un soprannome con cui è conosciuto universalmente: questo perché sono davvero in pochi a conoscerlo. Chiameremo questo silenzio "silenzio comunicativo". So che può sembrare un ossimoro, ma scoprirete che non lo è affatto. Il silenzio è il decimo punto del Manifesto della comunicazione non ostile. Sono stata molto colpita da questa scelta: dopo averci spiegato come comunicare, il Manifesto insegna a stare in silenzio. Stare in silenzio può sembrare facile, ma in realtà è la cosa più complicata da fare. Infatti, quando si parla si dice espressamente cosa si vuole comunicare, ma ci sono occasioni in cui parlare può essere rischioso, perché si potrebbe non essere chiari o si potrebbero dire le cose sbagliate. In questi casi, bisognerebbe stare in silenzio. Questo non è affatto facile: personalmente,prima di questo progetto quando non sapevo cosa dire non riuscivo comunque a stare in silenzio, perché avevo paura che il mio silenzio potesse essere scambiato per indifferenza, imbarazzo o mancanza di intelligenza e mi è capitato di dire qualcosa di stupido o inappropriato. Il silenzio può comunicare tanto, se si è abili a comunicare silenziosamente. La comunicazione silenziosa è fatta di riflessione, per valutare se stare in silenzio sia effettivamente la scelta migliore, e di gesti, che possono far capire all'interlocutore che non sei indifferente, solo che hai capito che il silenzio è il modo migliore per stargli vicino. Il silenzio comunica tanto e per questo credo che il sesto punto del Manifesto della comunicazione non ostile potrebbe essere anche essere un punto di un Manifesto del "silenzio comunicativo": infatti, così come le parole, anche il silenzio ha delle conseguenze, piccole o grandi, cattive o, se si è abili, buone. Quando pensavo alla comunicazione, il mio cervello formulava immagini di persone che parlano, ma dopo aver letto il decimo punto, il mio cervello non formula più questa immagine: penso invece a quale sia il contesto, alle persone con cui si comunica e a ciò che si dice. A volte quando penso alla comunicazione il mio cervello formula addirittura immagini di persone in silenzio, ma che si sorridono o si tengono per mano: grazie a questo progetto, infatti, ho capito che anche questa può essere una forma di comunicazione. </p><p>Il concetto del silenzio visto come un punto di forza viene espresso anche dalla poetessa Alda Merini nella poesia "Ho bisogno di silenzio", che spiega che il silenzio può essere una cosa buona, perché permette di riflettere con calma e che il riempire il silenzio con troppe chiacchiere è stancante e non fa bene. Alda Merini conclude dicendo che i veri amici capiscono e rispettano il bisogno di silenzio:</p><p><em>Ho bisogno di silenzio</em></p><p><em>come te che leggi col pensiero</em></p><p><em>non ad alta voce</em></p><p><em>il suono della mia stessa voce</em></p><p><em>adesso sarebbe rumore</em></p><p><em>non parole ma solo rumore fastidioso</em></p><p><em>che mi distrae dal pensare.</em></p><p><br/></p><p><em>Ho bisogno di silenzio</em></p><p><em>esco e per strada le solite persone</em></p><p><em>che conoscono la mia parlantina</em></p><p><em>disorietate dal mio rapido buongiorno</em></p><p><em>chissà, forse pensano che ho fretta.</em></p><p><br/></p><p><em>Invece ho solo bisogno di silenzio</em></p><p><em>tanto ho parlato, troppo</em></p><p><em>è arrivato il tempo di tacere</em></p><p><em>di raccogliere i pensieri</em></p><p><em>allegri, tristi, dolci, amari,</em></p><p><em>ce ne sono tanti dentro ognuno di noi.</em></p><p><br/></p><p><em>Gli amici veri, pochi, uno?</em></p><p><em>sanno ascoltare anche il silenzio,</em></p><p><em>sanno aspettare, capire.</em></p><p><br/></p><p><em>Chi di parole da me ne ha avute tante</em></p><p><em>e non ne vuole più,</em></p><p><em>ha bisogno, come me, di silenzio.</em></p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p>Quindi, state in silenzio. Non abbiate paura del silenzio e non pensate al silenzio come al nulla: il silenzio, se usato bene, può dire tutto.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-19 15:09:15 UTC</pubDate>
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         <title>Si è ciò che si mostra</title>
         <author>giorgiasapone2009</author>
         <link>https://padlet.com/sessangela/bk6gaqqyowkti8ow/wish/2829853820</link>
         <description><![CDATA[<p>Oggigiorno ognuno di noi tende a condividere di continuo la sua persona, la sue esperienze, la sua intera vita nel mondo dei social, mostrando all’altra parte dello schermo di avere una vita perfetta, all’altezza degli standard altissimi dettati dalla società.</p><p><br/></p><p> Tuttavia, non rappresenta interamente chi siamo nella nostra complessità e completezza come esseri umani, poiché tralascia molte sfaccettature della nostra vita e della nostra personalità che non vengono condivise online. Nei social riflette una versione idealizzata di noi stessi, una sorta di "finzione", tutto quello che in realtà vorremo essere ma che al massimo possiamo farlo solo credere agli sconosciuti. Infatti ciò che mostriamo può essere accurato tanto quanto può essere unicamente selezionato e filtrato per mostrare il nostro lato migliore.</p><p><br/></p><p> Tutto questo non solo risulta triste ma crea anche un ambiente del tutto tossico da cui dobbiamo smettere di dipendere e ricordarci che è normale essere imperfetti e vivere momenti difficili poiché noi siamo fatti così, siamo esseri umani.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-19 17:55:42 UTC</pubDate>
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         <title>LE PAROLE HANNO CONSEGUENZE </title>
         <author>francescaloschiavo07</author>
         <link>https://padlet.com/sessangela/bk6gaqqyowkti8ow/wish/2829866762</link>
         <description><![CDATA[<p>“La parola è una gran dominatrice che anche col più piccolo e invisibile corpo, cose profondamente divine sa compiere”; questo affermava il filosofo greco antico Gorgia, sostenendo che la parola era uno dei principali mezzi di persuasione. E lo è tuttora: essa ci rende ciò che siamo, ossia teste pensanti che riescono ad esprimere i propri pensieri attraverso un insieme di suoni.</p><p>Le parole sono la più grande invenzione dell’uomo ma anche l'arma più tagliente che ci possa essere: attraverso le parole si possono creare relazioni, comunicazioni, si può dare voce ai pensieri, ai sentimenti ma, se usate in modo improprio, hanno il potere di far male e distruggere. La parola ha la facoltà di metterci in contatto con il resto del mondo: mai come oggi i social ci danno l’opportunità di abbreviare le distanze e attraverso le chat riusciamo a comunicare con persone a migliaia di chilometri da noi; ecco che le parole hanno creato un mondo senza barriere purché la comunicazione sia costruttiva. Spesso infatti, proprio l’uso inappropriato dei social riesce ad allontanare, emarginare.&nbsp;</p><p>“Le parole sono pietre”, affermava Carlo Levi, poiché esse possono pesare come macigni: prima di usarle, dovremmo pensare a quali conseguenze possono avere su coloro a cui sono rivolte. Una poesia di Gianni Rodari, rivolta ai bambini, in realtà non ha età perché dovrebbe far riflettere ognuno di noi:</p><p>“Abbiamo parole per vendere&nbsp;</p><p>Parole per comprare,</p><p>Parole per fare parole.&nbsp;</p><p>Andiamo a cercare insieme&nbsp;</p><p>Le parole per pensare.&nbsp;</p><p>Abbiamo parole per fingere.</p><p>Parole per ferire</p><p>Parole per fare il solletico.</p><p>Andiamo a cercare insieme</p><p>Le parole per amare.</p><p>Le parole possono essere di grande aiuto ma, allo stesso modo, sono come strumenti potenti che possono offendere e avere conseguenze, che siano piccole o grandi, come sostiene anche il sesto punto del Manifesto della comunicazione non ostile, il cui scopo è quello di far riflettere sulla violenza verbale e sui modi per arginarla. Pertanto bisogna prestare attenzione alle parole che affermiamo, sceglierle con cautela, senza dar fiato alla bocca come se fosse vento!</p><p>Sostengo che prima di parlare bisogna domandarsi se ciò che si sta per dire corrisponde alla verità, se non provochi invece male a qualcuno, se sia utile e se valga la pena turbare il silenzio con ciò che si vuole dire…&nbsp;</p><p>Le parole hanno un peso, sono come proiettili; e quando si dice “verba volant, scripta manent” bisogna aggiungere che anche le parole rimangono, hanno la capacità di penetrare nell’anima di una persona e quando ci si renderà conto delle pericolose parole pronunciate, ahimè, potrebbe essere troppo tardi perché quelle stesse parole diventeranno amare cicatrici.&nbsp;</p><p>E per avvalorare questo pensiero si potrebbe usare come sottofondo una canzone di Cesare Cremonini, che afferma: “Le tue parole fanno male, sono pungenti come spine, taglienti come lame affilate!”</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-19 18:08:07 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Prima di parlare bisogna ascoltare - GIULIA IMBRIANO</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/sessangela/bk6gaqqyowkti8ow/wish/2829868576</link>
         <description><![CDATA[<p>Al giorno d’oggi ascoltare il nostro interlocutore è diventato quasi superficiale per colpa dell’uso dei social. </p><p>Molto spesso le nostre conversazioni si svolgono tramite messaggi e chat, che ci rendono possibile parlare anche a chilometri di distanza ma che non ci permettono di capire quello che il nostro interlocutore ci sta dicendo non solo attraverso l’uso delle parole, ma anche attraverso gli sguardi, il linguaggio del corpo e il modo in cui si esprime. Non potendo captare queste informazioni ci risulta più difficile porci in ascolto e avere una conversazione vera e profonda. </p><p>Infatti alla base di qualsiasi conversazione c’è l’ascolto, che non si basa solo sul sentire le parole che ci vengono dette, ma capirne il vero significato ed essere predisposti a comprendere chi abbiamo davanti.</p><p>In conclusione è molto importante non perdere la capacità di metterci in ascolto per colpa dell’uso continuo dei social, ma ricordarci che l’ascolto è alla base di una buona comunicazione di cui noi abbiamo bisogno.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-19 18:09:56 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>annadicrescenzo</author>
         <link>https://padlet.com/sessangela/bk6gaqqyowkti8ow/wish/2829876870</link>
         <description><![CDATA[<div>“Le parole hanno conseguenze”</div><div>Le parole, cariche di significato e potere, sono veicoli straordinari di comunicazione che riempiono ogni aspetto della nostra esistenza. L'affermazione "le parole hanno conseguenze" non potrebbe essere più veritiera, poiché il loro impatto si estende ben oltre il momento in cui vengono pronunciate o scritte. Esse influenzano il pensiero e modellano le nostre percezioni del mondo.</div><div>Le parole sono capaci di creare connessioni profonde o ferire profondamente, di costruire ponti tra individui o erigere muri di divisione. L'effetto delle parole può essere tanto costruttivo quanto distruttivo. Un semplice incoraggiamento può sollevare lo spirito e motivare, mentre un commento sprezzante può infliggere ferite emotive durature.</div><div>La forza delle parole risiede nella loro capacità di trasmettere emozioni, idee e valori. Esse hanno il potere di ispirare azioni di amore, compassione e cambiamento positivo, così come possono propagare odio, discriminazione e cattiveria.</div><div>Le parole hanno conseguenze a livello individuale, cambiando la nostra percezione di noi stessi e degli altri. Esse possono infondere fiducia o causare insicurezza, promuovere l'autostima o generare dubbi e ansie. A livello sociale, le parole possono catalizzare movimenti di giustizia e uguaglianza oppure alimentare conflitti e tensioni.</div><div>L'impatto delle parole si estende anche in ambiti più ampi, influenzando le politiche, la cultura e persino la storia. Grandi discorsi hanno cambiato il corso degli eventi e ispirato rivoluzioni, mentre le parole discriminatorie hanno alimentato divisioni e ingiustizie.</div><div>È fondamentale riconoscere la responsabilità che abbiamo nel modo in cui utilizziamo le parole. Una comunicazione consapevole e rispettosa può promuovere un mondo migliore, dove le parole non sono armi, ma strumenti di costruzione e comprensione reciproca.</div><div><br></div><div>In conclusione, le parole non sono semplicemente suoni o caratteri su una pagina; sono potenti strumenti che possono influenzare profondamente le nostre vite e la società nel suo complesso. Il modo in cui scegliamo di utilizzarle può avere conseguenze durature e quindi dovremmo sempre essere consapevoli del loro potere e della responsabilità che ne deriva.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-19 18:18:21 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>6. Le parole hanno conseguenze</title>
         <author>emanuelepatella08</author>
         <link>https://padlet.com/sessangela/bk6gaqqyowkti8ow/wish/2829877192</link>
         <description><![CDATA[<div>Per avere una buona conversazione con qualcuno è importante fare attenzione proprio all’uso delle parole, certe volte non si da peso a ciò che si dice ma potrebbe avere conseguenze, grandi o piccole. Tra i 10 punti questo è stato quello che mi ha ispirato e colpito di più perché ho imparato recentemente a fare attenzione a ciò che dico, non mi rendevo conto di star offendendo qualcuno, e inconsciamente lo facevo. L’importanza di questo aspetto della comunicazione sta proprio nel sapersi mettere nei panni della persona con cui stiamo parlando, e sapere ciò che diciamo facendo attenzione a non offendere. Nel quotidiano però quando parliamo ci capita spesso di fare battutine simpatiche con il nostro interlocutore, che a volte prende troppo sul personale; è importante quindi comprendere anche da parte dell’interlocutore lo scherzo.<br><br>Parlare è bello, ma con rispetto è meglio<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-19 18:18:44 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Le parole hanno delle conseguenze</title>
         <author>9yjf6gjmxr</author>
         <link>https://padlet.com/sessangela/bk6gaqqyowkti8ow/wish/2829900360</link>
         <description><![CDATA[<p><br/></p><p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://youtu.be/0anZaIwD0-U?si=Ce24ZEKaniuJXGt_">https://youtu.be/0anZaIwD0-U?si=Ce24ZEKaniuJXGt_</a></p><p><br/></p><p>La parola può essere sinonimo di libertà e svago ma può essere  anche un’arma che ferisce, questa violenza verbale è emergenza tra noi &nbsp;ragazzi; ecco perché oggi più che mai è importante fermarsi e riflettere su quello che possiamo provocare anche noi con un semplice commento, un like o l’approvazione a post  con &nbsp;parole ironiche o sarcastiche che magari non pensiamo davvero ma possono ferire e rendere insicuro qualcuno.</p><p>So che ogni mia parola può avere conseguenze piccole o grandi.</p><p> &nbsp;Il linguaggio non è solo un insieme di parole dette a vanvera ma è, prima di tutto, un modo di comunicare e di trasmettere emozioni.</p><p>Nella vita di oggi, soprattutto nella vita adolescenziale, il modo di comunicare è molto sbagliato.</p><p>Come dice Giovanni Caccamo in una sua canzone</p><p><br/></p><p> "Le parole hanno un peso".</p><p> </p><p>Bisogna prima riflettere se quello che sto dicendo può o non può ferire e mettere in imbarazzo la persona con cui sto parlando.</p><p>A volte ci sono anche casi in cui le persone utilizzano parole pesanti allo scopo proprio di aggredire la persona davanti ad uno schermo. Si tratta di cyberbullismo vero e proprio.</p><p>Si tratta di una forma di “maltrattamento” che infrange i nostri diritti arrivando anche ad annullarci e se questa diventa un’abitudine bisognerebbe chiedere all’altra persona come si sentirebbe se fosse nei nostri panni.</p><p>Abbiamo la libertà di poter comunicare eppure siamo così incapaci di percepirne il valore e l’incapacità di dialogo, &nbsp;limitata a botta e risposta e che non mira ad atteggiamenti di ascolto.</p><p>C'è una frase detta da Buddha che afferma che</p><p><br/></p><p> “Le parole hanno il potere di distruggere e di creare. Quando le parole sono sincere e gentili possono cambiare il mondo.”</p><p><br/></p><p>Oppure c'è una poesia importantissima di Gianni Rodari dove in un pezzo di essa recita</p><p><br/></p><p>:" <em>Andiamo a cercare insieme<br>Le parole per pensare.</em></p><p><em>Abbiamo parole per fingere,<br>Parole per ferire,<br>Parole per fare il solletico."</em></p><p><br/></p><p>Capisco perfettamente i sentimenti che le persone provano quando subiscono questo tipo di aggressione, anche perchè l'ho subita, la verità è che l'essere umano può diventare cattivo che non capisce che le parole che usa feriscono le emozioni delle persone e per giunta non se ne interessa. </p><p>Spero che un giorno la società capisca come bisogna interagire e avere un dibattito.</p><p>Per adesso purtroppo non lo abbiamo capito.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-19 18:43:11 UTC</pubDate>
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         <title>SI È CIÒ CHE SI COMUNICA</title>
         <author>dagostinopriscilla</author>
         <link>https://padlet.com/sessangela/bk6gaqqyowkti8ow/wish/2829909656</link>
         <description><![CDATA[<p>Si e’ cio’ che si comunica. Proprio come dice la giornalista Barbara Schiavulli: “Le parole siamo noi. Raccontano la nostra storia, dicono da dove veniamo e dove andiamo; spiegano il tipo di persone che abbiamo scelto di essere o siamo stati costretti a diventare. “ Sfido chiunque di voi a guardare una persona dall’esterno e a non crearsi gia’ un’immagine caratteriale di quest’ultima. Purtroppo il genere umano e’ affetto da una grave malattia chiamata “pregiudizio” che consiste nel giudicare un libro dalla copertina, una persona dal proprio orientamento sessuale, dal colore della propria pelle, dalla propria religione; spesso utilizziamo addirittura degli appellativi per descrivere persone con le quali non abbiamo scambiato nemmeno una parola. Ma perche’ e’ cosi’ importante comunicare? Comunicare significa scambiare i propri pensieri con altre persone, far entrare qualcun altro nel proprio mondo, ed e’ solo quando quel qualcuno ha conosciuto il tuo mondo che puo’ permettersi di esprimere il suo punto di vista. Ovviamente dobbiamo essere consapevoli dei termini che scegliamo per parlare e pesare bene cio’ che diciamo per non dare un’idea sbagliata all’altro, anche se io credo che quando ci si esprime bisogni pensare solamente a essere se’ stessi, il resto viene da se’. Ognuno di noi sceglie chi essere, perche’ una cosa importantissima che bisogna sempre ricordare e’ che si ha sempre una scelta. Quando si affrontano certe situazioni che in un certo senso ci obbligano a modificarci,  e’ qui che dobbiamo essere forti e scegliere di continuare ad ascoltare quell’io interiore che ci accompagna fin da piccoli e che ci aiuta a capire chi siamo e chi vogliamo essere. Ovviamente le parole non solo l’unica fonte di comunicazione ma a mio parere la piu’ importante. L’homo sapiens ha cominciato a comunicare tramite i suoni, se ad oggi continuassimo a parlare cosi’ sarebbe sicuramente tutto molto piu’ facile ma saremmo tutti uguali e non avremmo quel qualcosa in piu’ per definirci. L’alzare la voce, il dire parolacce, lo stare in silenzio, non ce ne accorgiamo ma ci presentano. Se guardassimo un dibattito dall’esterno senza conoscere le persone che stanno discutendo capiremmo subito con chi stiamo avendo a che fare attraverso la capacita’ dello gestire le proprie parole durante una conversazione. Anche il silenzio parla, anzi a volte vale piu’ di mille parole, e anch’esso e’ una fonte di comunicazione importante. Io ho presentato solo un punto della comuniczione non ostile, ma come avete potuto osservare e’ impossibile parlare di un punto senza integrare anche gli altri perche’ le parole sono tante ma il concetto e’ uno solo. Concludo dicendo che non bisogna preoccuparsi se non avete ancora trovato il giusto modo di comunicare, quando saprete con certezza chi siete e cosa volete dire al mondo tutto verra’ in automatico senza che ve ne rendiate conto.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-19 18:52:36 UTC</pubDate>
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         <title>Le parole sono un ponte</title>
         <author>ilaariaf</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le parole sono un mezzo fondamentale per comunicare, infatti sono lo strumento attraverso il quale diamo voce ai nostri pensieri, sentimenti, giudizi… Oltre a essere un modo per esprimere ciò che pensiamo, esse fungono come un ponte invisibile tra le persone, connettendo menti, emozioni ed esperienze. I ponti che si vengono a creare sono il mezzo attraverso cui le relazioni umane si sviluppano e crescono. Come ogni ponte, il peso delle parole determina la solidità della connessione che esse creano. Le parole gentili stabiliscono una base solida, consentendo una buona comunicazione tra le persone. Al contrario, parole taglienti o mancanti di delicatezza possono indebolire la struttura, mettendo a rischio la comunicazione e compromettendo la fiducia. Questo ponte delle parole va oltre i confini delle conversazioni quotidiane. Attraverso di esso, possiamo esplorare nuovi territori di pensiero, superare le differenze culturali e costruire nuovi legami. Ogni parola quindi è come un mattoncino, che contribuisce alla costruzione di questo ponte, creando un percorso che unisce le prospettive di più persone. Il ponte di parole è in costante evoluzione. Ogni conversazione aggiunge nuovi elementi alla sua struttura, allargando il passaggio e consentendo uno scambio continuo di idee. È attraverso questo ponte che esprimiamo pensieri, emozioni, ecc… Tuttavia, con il potere delle parole emerge anche una responsabilità perché ogni singola parola potrebbe essere il tassello mancante che compromette la stabilità del ponte che si è andato a creare, ma allo stesso tempo può essere un sostegno che rafforza la connessione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-19 19:34:45 UTC</pubDate>
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         <title>Si è ciò che si mostra    Alessandro Maglio  </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Un detto molto antico recita: "non giudicare il libro dalla copertina", ma perché è così importante la "copertina". La famosa "copertina" è importante perché forse senza di essa non potremmo approcciarci a niente, perché è la prima cosa che salta all' occhio. La prima impressione è un evento eccitante, ma fortemente ansiogeno. E per non essere sovrastati dalla paura, cerchiamo di assumere un ruolo, recitiamo una parte, nel tentativo di raccogliere l'approvazione e i ruoli possono essere differenti in base all' ascoltatore. Un concetto espresso approfonditamente nella mitologia Pirandelliana che parla di maschere anziché volti e dell' essere umano come uno, nessuno e centomila. Il problema è che la prima impressione non è altro che la punta dell' iceberg, perché in ognuno di noi c'è più di quel che si vede. Secondo me l' unico modo per andare oltre la "copertina" è quello di dedicare tempo agli altri, dare fiducia e avere voglia di conoscere il prossimo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-19 19:48:25 UTC</pubDate>
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         <title>Prima di parlare bisogna ascoltare</title>
         <author>dalessioilaria622</author>
         <link>https://padlet.com/sessangela/bk6gaqqyowkti8ow/wish/2829983006</link>
         <description><![CDATA[<blockquote><p>"Stare a sentire: questa è la prima qualità di chi deve parlare."</p></blockquote><p><br/></p><p>La comunicazione è un'arte che non tutti conoscono. Prima di imparare a parlare bisogna saper ascoltare le opinioni altrui, anche se non siamo d'accordo con queste. </p><p>È importante chiedersi "le mie parole possono ferire qualcuno?" se la risposta è sì allora la scelta migliore è tacere e ascoltare.</p><p>Molte volte quando non si è d'accordo con qualcuno su un argomento si tende a discuterne in modo aggressivo. Si tende ad urlare per esporre le proprie opinioni e i propri ideali non importandosene di ciò che l'altro sta cercando di dirci. Questo perchè non c'è comunicazione e perchè si è troppo orgogliosi per ammettere di aver sbagliato. Ognuno si rinchiude nella propria torre della ragione, con troppa rabbia e fierezza per trovare un punto d'accordo. </p><p>In questi casi ci si deve  confrontare mettendo l'orgoglio da parte ed esprimendo le proprie ragioni.</p><p>La verità dell'altro, proprio perché è diversa dalla nostra, è un dono che ci permette di vedere un aspetto del quale noi non ci siamo accorti fino a  quel momento.</p><p>Grazie al confronto nasce una via speciale che unisce  e non divide, che crea ponti e non li abbatte.</p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-19 20:13:33 UTC</pubDate>
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         <title>LE PAROLE SONO UN PONTE</title>
         <author>bohboj3</author>
         <link>https://padlet.com/sessangela/bk6gaqqyowkti8ow/wish/2829988700</link>
         <description><![CDATA[<p>Se dovessi decidere quale tra tutti i principi è il più importante o comunque il più utile nella società odierna è sicuramente il quinto: "le parole sono un ponte"; le parole sono, infatti, il metodo più efficace che abbiamo per avvicinarci agli altri, esprimere ciò che proviamo, i nostri sentimenti e le nostre sensazioni. <br>Possedere quindi, un linguaggio universale ed essere capaci di farci capire da tutti, senza alcuna distinzione, è essenziale.<br>Le parole formano un ponte, e a determinare la stabilità di esso sono le parole stesse: con concetti e vocaboli dolci e gentili costruiremo con il nostro interlocutore un rapporto duraturo e stabile, basato sulla fiducia reciproca; con parole d'odio e colme di cattiveria, come risultato avremo un rapporto fragile e che si sgretolerà al primo ostacolo.<br>Tramite le parole, saremo inoltre, capaci di rompere qualsiasi barriera culturale, arricchendo, dopo ogni discorso, il nostro bagaglio culturale e soprattutto rafforzando la struttura del nostro ponte: espandendo quest'ultimo saremo capaci di esplorare nuovi territori di pensiero, nuovi modi di ragionare e nuove storie delle persone che ci circondano e che magari non eravamo riusciti a raggiungere prima d'ora.<br>Dobbiamo però far attenzione ad una cosa, dopo aver imparato l'importanza e la forza delle nostre parole, è fondamentale usarle pensando prima a che conseguenze potrebbero avere sul nostro interlocutore e sul rapporto che abbiamo con quest'ultimo: un solo mattoncino messo nel posto sbagliato, può compromettere la stabilità del ponte</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-19 20:21:34 UTC</pubDate>
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         <title>Anche il Silenzio... Comunica!</title>
         <author>lavymauro</author>
         <link>https://padlet.com/sessangela/bk6gaqqyowkti8ow/wish/2830029550</link>
         <description><![CDATA[<p>Una comunicazione gentile, empatica, rispettosa di sé stessi e degli altri è, secondo me, una delle regole più importanti da imparare per avere una convivenza civile con tutti. E’ una materia che dovrebbe essere inserita proprio nei programmi scolastici, come materia obbligatoria, specie per noi ragazzi! Purtroppo, al giorno d’oggi, il caos, l’aggressività, le parole anche volgari come fiumi senza argini sembrano essere i modelli di comunicazione più convincente e più vincente. Purtroppo il messaggio che la società sembra lanciare a noi ragazzi è proprio questo: chi sta zitto è un perdente, viene messo all’angolo. Io non credo in una comunicazione logorroica, aggressiva, esibizionista. Io non sono una chiacchierona. Ed è per questo che ho scelto di adottare come forma di comunicazione non ostile, ma non per questo poco significativa, il Silenzio. Chi tace, acconsente? No, non sempre. A volte, chi tace… tace. Tace per non ferire, perché a volte ci teniamo dentro le cose per non sbottare; tace perché a volte una omissione fatta con il cuore, e non a cuor leggero – non una bugia, la bugia è spesso cattiva – serve a proteggere chi ci sta accanto, e anche noi stessi. Chi tace, a volte tace perché non gli è permesso parlare: è il tacere dell’Ermetismo, una silenziosa disperata e blanda forma di opposizione anche al Fascismo: pensiamo a “Non chiederci la parola” di Eugenio Montale. A volte si tace di fronte alle prepotenze ed è la strada migliore per evitare scontri peggiori: ce lo insegna Fra Cristoforo, che ascolta in silenzio tutte le offese volgari di Don Rodrigo. Chi tace a volte tace perché davvero non ha bisogno di parlare. &nbsp;E questa è una cosa rara e bella. Tace perché la complicità, l’empatia, di cui parlavo prima, a volte creano una alchimia meravigliosa che ci permette il lusso di non sprecare neanche una parola. A volte le parole non sono necessarie. Lo capirete dopo, il perché. &nbsp;Io, con le mie amiche più care, in certi momenti non ho bisogno di parlare. Ci capiamo al volo, basta uno sguardo, un sorriso. Anche con mio padre, che è molto simile a me, i silenzi nei quali ci avvolgiamo a volte non creano imbarazzo. Non è un “silenzio assordante”, ossimoro che richiama un’accezione negativa del silenzio. E’ un silenzio che mi offre conforto, tranquillità. &nbsp;E’ un silenzio come quello di Umberto Saba, in Addio alla spiaggia,&nbsp; «silenzio, si fa dolce, non quello di città morta. Quello di una sera calda...». Un silenzio come lontananza dal frastuono per trovare anche pace e concentrazione. Del resto, e questo ce lo insegnava già il filosofo Seneca nelle sue Epistole, non è forse il silenzio la migliore delle condizioni d’animo anche&nbsp; per riflettere e studiare? Dovremmo leggere tutti la Lettera IV del Libro VI per rendercene conto! E chi non ricorda la battuta di Amleto nella II scena del IV Atto della omonima tragedia shakespeariana: "The Rest is Silence"? Ancora di più, il mondo antico è pieno di silenzi: pensiamo soltanto alla “suspance” che i Tragici greci sapevano creare grazie a momenti studiati di Silenzio potente e disperato: ne abbiamo esempi bellissimi nella Niobe di Eschilo, lei che distrutta dal dolore non parla più. Insomma, il Silenzio è riuscito a ispirare filosofi e poeti di tutti i tempi. Ma non solo! Il Silenzio è anche fonte di ispirazione per la musica …. Pop! Mi piace chiudere queste mie riflessioni sulla bellezza del Silenzio con una delle mie canzoni preferite. Dobbiamo goderci i momenti di silenzio, non temerli: “Words are very unnecessary... They can only do harm”</p>]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=aGSKrC7dGcY" />
         <pubDate>2023-12-19 21:25:48 UTC</pubDate>
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         <title>Si è ciò che si comunica</title>
         <author>lucrezianapoleone00</author>
         <link>https://padlet.com/sessangela/bk6gaqqyowkti8ow/wish/2830044392</link>
         <description><![CDATA[<p>-Si è ciò che si comunica</p><p>È proprio vero che le parole che utilizziamo, quando attuiamo una conversazione, determinano ciò che siamo. Il ruolo delle parole è sempre stato fondamentale per me, considerando il fatto che le considero  letteralmente tutto, e possiamo dire, che rappresentano anche una delle mie fonti di felicità. Perciò, quando utilizziamo un certo registro con parole meschine, l’opinione altrui cambia drasticamente nei nostri confronti. Dobbiamo sempre ricordare di porle su una bilancia, e soprattutto essere empatici, considerando in ogni momento il tipo di interlocutore con cui ci stiamo interfacciando. Dosare le parole è importante perché bisogna valutare che non sappiamo tutto di una persona, è impossibile conoscere tutto! Dunque, non possiamo dedurre cosa ha passato, le sue esperienze e perciò il suo tipo di fragilità, visto che cambia in ogni persona. È per questo che rappresentiamo proprio le parole che pronunciamo, perché esprimono proprio che tipo di persona siamo e qual è il nostro posto nel mondo. Dalle nostre parole, si capiscono anche il nostro carattere ed aspetti riguardanti esso, come la personalità. Le parole sono come la libertà, la si possiede ma termina dove inizia quella altrui.</p>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/RTUykrwkqbk?si=YUB92QRPAw69-dAt" />
         <pubDate>2023-12-19 21:57:06 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Le parole danno forma al pensiero</title>
         <author>checcacapone</author>
         <link>https://padlet.com/sessangela/bk6gaqqyowkti8ow/wish/2830049282</link>
         <description><![CDATA[<p>La parola è il più efficace strumento di comunicazione che possediamo: attraverso le parole possiamo esprimere direttamente i nostri pensieri, dare voce alle nostre emozioni, ai nostri sentimenti, alla nostra fantasia, ai nostri giudizi. Per alcune persone, come me, è molto difficile trovare le parole giuste per spiegare un concetto: si ha sempre paura di dare un'impressione sbagliata, di non farsi comprendere o di dare modo agli altri di far interpretare le proprie parole in modo sbagliato. E spesso questi timori creano imbarazzi, al punto da bloccarci nell'esprimerci. Credo sia assolutamente vero non solo che "le parole danno forma al pensiero" ma soprattutto che "le parole hanno un potere". Ciò significa che le parole che usiamo per esprimere i nostri pensieri possono influenzare la percezione degli altri e la loro comprensione del nostro messaggio. Ma non solo, le parole che utilizziamo possono anche influenzare le azioni e le opinioni degli altri su noi stessi: dalle parole può trasparire il nostro carattere, la nostra cultura e la nostra intelligenza, e non vogliamo che gli altri possano farsi un'impressione scorretta di noi. E sempre necessario, per farsi comprendere, parlare in modo semplice e chiaro e fare molta attenzione alle espressioni e ai termini che utilizziamo, poiché questi posso ferire profondamente e influenzare le persone che ci circondano. lo penso che servirebbe a tutti seguire delle regole fondamentali nella condivisione dei nostri pensieri. Anzitutto utilizzare vocaboli idonei al contesto nel quale ci troviamo ed alle persone con cui interloquiamo, ma prima ancora occorre la sensibilità di capire se ciò che intendiamo esprimere possa urtare qualcuno, suscitare ricordi spiacevoli, far emergere brutti ricordi, toccare tasti dolenti. Molto spesso una frase detta a caso, senza che per noi abbia importanza, può ferire, anche profondamente, un'altra persona. Perciò, come scritto ne "Il Manifesto della comunicazione non ostile", dobbiamo "prendere tutto il tempo necessario a esprimere al meglio quel che pensiamo".</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-19 22:07:28 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>“Le parole sono un ponte”</title>
         <author>giorgia_buccellato</author>
         <link>https://padlet.com/sessangela/bk6gaqqyowkti8ow/wish/2830056737</link>
         <description><![CDATA[<p><br>Fin dall’antichità l’uomo ha usufruito dell’abilità del linguaggio come metodo di comunicazione, in grado di permettergli di esprimere le sue idee, i suoi pensieri e le sue opinioni e allo scopo di comunicare con gli altri. Proprio come un ponte, le parole riescono a connettere i singoli individui che differiscono nel modo di pensare e agire, offrendo così loro la possibilità di un confronto. Però, affinché il dibattito non sfoci in una lite, è opportuno comprendere l’importanza di un uso appropriato del linguaggio e, se necessario, moderarne il tono. Un suo utilizzo improprio può comportare problemi in una circostanza scolastica o lavorativa, oppure in un legame tra due persone. Io cerco sempre di attribuire il giusto peso alle parole che utilizzo, in modo da non ferire il prossimo, perché in fondo le parole sono lo specchio dei nostri pensieri, e di conseguenza, anche della persona che siamo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-19 22:24:33 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>6.Le parole hanno conseguenze</title>
         <author>martinucciapappacena</author>
         <link>https://padlet.com/sessangela/bk6gaqqyowkti8ow/wish/2830057181</link>
         <description><![CDATA[<p>Le parole sono strumenti estremamente potenti e la consapevolezza del loro impatto è fondamentale.</p><p>Ogni singola battuta o espressione che ci lasciamo scappare può avere gravi conseguenze nel corso delle relazioni personali; anche parole che inizialmente ci sembrano insignificanti o di poco conto potrebbero rivelarsi una forte offesa o fonte di insicurezza nei confronti di un altro individuo. Un complimento o un’espressione gentile possono illuminare la giornata di qualcuno mentre un commento sprezzante può lasciare cicatrici invisibili.</p><p><br/></p><p>Capire il peso delle parole non è affatto facile, mi sono resa conto di quanto le parole possano essere taglienti solo quando sono stata ferita, una banale battuta fatta su una mia insicurezza ha innalzato dentro di me un vortice di emozioni, un insieme di vergogna e dispiacere, ed è per questo che ognuno di noi dovrebbe essere più consapevole di ciò che sta per dire riflettendo molto prima di pronunciare una qualsiasi parola poiché ognuna di esse implica una responsabilità costante nel nostro modo di comunicare.</p><p><br/></p><p>Dunque ritengo importante coltivare un linguaggio che promuova la comprensione la connessione e il rispetto reciproco contribuendo così a costruire un mondo in cui le parole non siano fonte di cattiveria offesa e pregiudizio ma siano veicolo di positività e costruttività.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-19 22:25:35 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Anche il silenzio comunica </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/sessangela/bk6gaqqyowkti8ow/wish/2830061921</link>
         <description><![CDATA[<p><br>“Il silenzio è il linguaggio di tutte le forti passioni, dell’amore, dell’ira, della meraviglia, del timore” diceva Leopardi; questa è un’accezione differente a quelle a cui siamo abituati. Spesso&nbsp; per silenzio ci riferiamo semplicemente alla mancanza di suono quando invece quest’ultimo è un vero e proprio linguaggio comunicativo. Rimaniamo in silenzio quando abbiamo paura di sbagliare e le parole ci muoiono in bocca ma si rimane in silenzio anche quando non si sa come dosare le proprie parole nei confronti del nostro interlocutore. Il linguaggio è un’arma pericolosa e allo stesso tempo utilissima che per essere in grado di usare dobbiamo saper calibrare con il silenzio poiché è sempre “meglio un bel tacere che un triste parlare”.</p><p>Fin da bambini andrebbe insegnato che il silenzio non vuol dire stupidità né tanto meno mancanza di cose da dire&nbsp; a volte anzi è tutto il contrario, il nostro silenzio è lo specchio di ciò che siamo e di cui siamo fatti. Dunque dovremmo imparare ad utilizzarlo come arma comunicativa nel nostro interesse e quello delle persone che ci circondano.</p><p><br></p><p>Giada Galardo</p>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/vUXmB4-HYUI?si=hX7-N-19lPgGtlGe" />
         <pubDate>2023-12-19 22:37:04 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Anche il silenzio comunica </title>
         <author>rebeccadestefano</author>
         <link>https://padlet.com/sessangela/bk6gaqqyowkti8ow/wish/2831037364</link>
         <description><![CDATA[<p>Il silenzio è una forma di comunicazione potente e spesso trascurata. Mentre le parole possono essere esplicite, il silenzio ha il potere di trasmettere emozioni, pensieri e significati profondi senza aprire bocca. È in quei momenti di vuoto che si trovano spazi per ascoltare, riflettere e comprendere ciò che non può essere detto con le parole.</p><p>Il silenzio a volte puó parlare in maniera più chiara in situazioni dove le parole risultano insufficienti. Con un semplice sguardo si possono comunicare molte cose in modo più profondo. Il silenzio può anche essere un rifugio, offrendo la tranquillità necessaria per comprendere meglio se stessi e gli altri.</p><p>Nella vita quotidiana, il silenzio assume molte forme. Può essere il momento di pausa durante una lite, permettendo il tempo per calmare le emozioni e trovare una soluzione. Inoltre è fondamentale anche nell'arte di ascoltare. Mentre siamo impegnati a parlare, spesso trascuriamo l'ascolto vero e proprio senza giudizio. La disponibilità ad ascoltare senza interruzioni può trasmettere supporto, comprensione e rispetto molto più delle parole stesse.</p><p>Perciò, non dovremmo sminuire l'importanza del silenzio nella comunicazione. È un'arte potente che merita di essere coltivata e apprezzata, poiché spesso il silenzio comunica molto più di mille parole.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-20 19:54:08 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>La comunicazione non ostile </title>
         <author>leonardomarno</author>
         <link>https://padlet.com/sessangela/bk6gaqqyowkti8ow/wish/2855894038</link>
         <description><![CDATA[<p><em>In un mondo sempre più dominato dai social media e dalle discussioni online, l'importanza della comunicazione non ostile diventa ogni giorno più evidente. Uno dei pilastri fondamentali di una comunicazione efficace, rispettosa e costruttiva è l'ascolto attento e sincero.</em></p><p><br/></p><p><em>Prima di intervenire in una conversazione o esprimere un'opinione, è essenziale dedicare del tempo all'ascolto degli altri. Troppo spesso, siamo così ansiosi di far sentire la nostra voce che tendiamo a interrompere gli altri o a non prestare attenzione alle loro parole. Questo atteggiamento non solo soffoca il dialogo, ma può anche portare a fraintendimenti, tensioni e conflitti.</em></p><p><br/></p><p><em>L'ascolto attivo richiede onestà e apertura mentale. Significa accogliere le parole dell'interlocutore senza pregiudizi o giudizi precipitosi. Ognuno ha il diritto di esprimere le proprie opinioni e avere un punto di vista diverso dal nostro. Siamo tutti esseri umani con esperienze, background e idee diverse, e proprio questa diversità arricchisce il tessuto sociale.</em></p><p><br/></p><p><em>L'ascolto con onestà e apertura permette di imparare dagli altri. Nessuno ha sempre ragione, neanche noi stessi. Anche se siamo convinti delle nostre giuste ragioni, confrontarsi con il pensiero altrui può portare a nuove prospettive, a una maggiore consapevolezza e a un approccio più completo della realtà. Quando siamo disposti ad ascoltare, possiamo arricchire le nostre conoscenze e migliorare il nostro modo di pensare.</em></p><p><br/></p><p><em>Inoltre, l'ascolto genuino crea un clima di fiducia, rispetto e comprensione reciproca. Quando le persone si sentono ascoltate e comprese, sono più propense a collaborare e a scendere a compromessi. Invece quando prevale l'ostilità e la mancanza di ascolto, le discussioni si trasformano in battaglie verbali in cui nessuno è disposto a cedere. Ciò non fa altro che approfondire le divisioni e rendere inutile qualsiasi sforzo di comunicazione.</em></p><p><br/></p><p><em>Perciò, prima di parlare, bisogna ascoltare. Dobbiamo rimuovere i nostri pregiudizi, accogliere le opinioni degli altri senza giudicare e dare loro lo spazio e il rispetto che meritano. Solo così possiamo costruire un dialogo sano, pacifico e inclusivo, in cui le diversità sono valorizzate e le relazioni tra le persone possono crescere in modo significativo.</em></p><p><br/></p><p><em>In conclusione, l'ascolto è un elemento fondamentale per una comunicazione non ostile. Sviluppando questa abilità, possiamo costruire relazioni più forti, evitare conflitti inutili e aprirci a nuove prospettive. È solo attraverso il dialogo rispettoso e l'ascolto reciproco che possiamo crescere come individui e migliorare la qualità delle nostre interazioni sociali. </em></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-01-21 11:26:36 UTC</pubDate>
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