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      <title>Pietre d&#39;inciampo per ricordare e testimoniare by nicolina bianchi</title>
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      <description>Facciamo inciampare la nostra quotidianità per superare l&#39;indifferenza</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-01-09 14:19:53 UTC</pubDate>
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         <title>MARIO FINZI</title>
         <author>bevilacqua2906</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nasce a <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Bologna">Bologna</a> da una famiglia di insegnanti, Amerigo Finzi ed Ebe Castelfranchi. Musicista di grande talento si diploma a soli 15 anni in pianoforte con premio del Ministero dell'Educazione, e inizia l'attività concertistica. Al tempo stesso studia giurisprudenza, laureandosi a soli 20 anni con lode e premio del Re. A 24 anni Finzi è già magistrato. Nel <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/1938">1938</a> comincia la carriera legale a <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Milano">Milano</a>, il cui proseguimento gli è tuttavia precluso lo stesso anno dall'emanazione delle <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Leggi_razziali_fasciste">Leggi razziali fasciste</a> in Italia. Trasferitosi a <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Parigi">Parigi</a> si dedica completamente all'attività musicale di pianista, ricevendo un contratto alla Radio francese.<strong>Mario Finzi</strong> (Bologna, 15 luglio 1913 – Auschwitz, 22 febbraio 1945) è stato un magistrato, pianista e musicista italiano di origine ebraica, vittima dell'Olocausto. Impegnato nella Resistenza come membro della DELASEM è arrestato e deportato ad Auschwitz.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-22 16:44:07 UTC</pubDate>
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         <title>Mario Bottega, di Martina Micelli</title>
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         <description><![CDATA[<div>Mario Bettega nasceva a Lissone il 16 agosto del 1918. Operaio alla Breda e calciatore della Pro Lissone, ma anche antifascista e aiutava nella Resistenza, trasportando qualche pacco di otturatori e caricatori verso i laboratori clandestini che servivano per alimentare la difesa dal nazifascismo.</div><div>Era un ragazzo con ideali e valori ben saldi. Sosteneva l'importanza della libertà, del diritto all'uguaglianza, al pensiero, alla parola.&nbsp; Bettega fu catturato proprio mentre stava svolgendo la sua Resistenza.<br>Fu portato a San Vittore, da lì a Mauthausen dove morì ad appena 26 anni 19 marzo 1945.&nbsp; (Martina Micelli)</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-22 16:51:16 UTC</pubDate>
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         <title>Giorgio Labò (Samuel Franco)</title>
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         <description><![CDATA[<div>Nato a Modena dall'architetto Mario Labò e da Enrica Morpugno, ebrea, Giorgio Labò visse a Genova. Poco dopo essersi iscritto alla facoltà di architettura, dovette interrompere gli studi per arruolarsi al Genio Minatori (Arma dell' Esercito Italiano) e prendere parte alla Seconda Guerra Mondiale. Dopo l'armistizio dell' 8 settembre 1943 prese parte alla resistenza. Il primo febbraio 1944 venne catturato dalle SS tedesche e arrestato. Morì un mese dopo fucilato. Gli fu conferita la Medaglia d'oro al valor militare, un riconoscimento per quei soldati che hanno compiuto azioni di valore in guerra. </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-22 17:17:50 UTC</pubDate>
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         <title>GIACOMO TEDESCHI, di Elio Ancora</title>
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         <description><![CDATA[<div>Figlio<strong> </strong>di Giuseppe Tedeschi e Pia Tedeschi, Giacomo Tedeschi è nato in Italia a San Massimo il 12 luglio 1892.<br>Arrestato a Torino. Deportato nel campo di sterminio di Auschwitz.<br>È stato deportato il 25/02/1944 e non è sopravvissuto alla Shoah.</div><div>Convoglio del 05/04/1944 partito da Fossoli.<br>(Elio Ancora)</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-23 14:32:04 UTC</pubDate>
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         <title>PAOLO PROCACCIA, di Brando Guido</title>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;Paolo Procaccia, figlio di Aldo Procaccia e Milena Modigliani, nacque a Napoli il 31 gennaio 1943 e dopo circa 1 anno venne deportato a Cerasomma (6 dicembre 1943). Successivamente subì la deportazione nel campo di concentramento di Auschwitz il 31 gennaio 1944. Venne assassinato all’arrivo nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lager">lager</a> polacco, il 6 febbraio 1944.<br>Di Paolo Procaccia non si hanno molte notizia perchè quando fu assassinato aveva esattamente 1 anno.&nbsp;<br>(Brando Guido)&nbsp;</div><div><br><br></div><div><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-23 16:26:51 UTC</pubDate>
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         <title>Giorgio Nullo Foà , di Martina Mingiano</title>
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         <description><![CDATA[<div>Nato il 27 marzo 1919 a Parma,figlio di Doralice Muggia,&nbsp; era ebreo, nel 1938, dopo l’emanazione delle leggi razziali, dovette interrompere gli studi superiori che stava conducendo presso il liceo classico G. D. Romagnosi.&nbsp;<br>Il 15 settembre 1943 fu arrestato dai militari tedeschi e condotto in carcere a Milano. Dopo circa tre mesi, con il convoglio n. 05, fu deportato al campo di concentramento e di sterminio di Auschwitz-Birkenau, dove morì il 4 febbraio 1944.<br>La pietra è stata posta il 13 gennaio 2018 in Piazza Garibaldi 1, Parma.<br>Martina Mingiano<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-23 16:54:57 UTC</pubDate>
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         <title>Liborio Baldanza, di Vittoria Chirizzi</title>
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         <description><![CDATA[<div>Liborio Baldanza, operaio specializzato alla fabbrica metalmeccanica Breda di Sesto San Giovanni (Mi), originario di Geraci Siculo (Pa), paese dove nasce il 2 agosto 1899, viene arrestato dalla polizia e dai militi fascisti della Repubblica di Salò il 14 marzo 1944 perché aveva organizzato e partecipato allo sciopero generale contro i nazifascisti in Lombardia. Destinazione: Campo di concentramento lavori forzati di Mauthausen dove muore il 13 aprile del 1945. Dopo 74 anni il comune di Geraci Siculo lo ricorda con la posa di una pietra d'inciampo in Via Vento, che lo ha visto nascere e crescere. (Vittoria Chirizzi)</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-25 17:35:12 UTC</pubDate>
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         <title>Gracco Spaziani, di Gloria Pascali</title>
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         <description><![CDATA[<div>Gracco Spaziani nacque il 18 maggio del 1884 a Lonigo, un piccolo comune del Veneto. Egli frequentò il liceo classico di Verona, fu impiegato alle poste e poi si laureò subito dopo in giurisprudenza all'Università di Bologna per poi essere assunto come segretario del comune di Corezzo e Casteldario, fino al 1923. Si sposò con Giuseppina Sardini, figlia di un contadino, con la quale ebbe cinque figli. A causa della sua fede socialista Gracco Spaziani venne perseguitatao, minacciato, osteggiato e allontanato dal suo impiego, rimanendo così senza lavoro. Negli anni successivo tornò nel paese paterno, sfruttando la sua laurea in giurisprudenza per diventare avvocato; venne arrestato diverse volte per aver appartenuto al partito comunista già disciolto. Il 22 novembre del 1944 venne sorpreso dall'interruzione nella sua casa dai militari della brigata nera; venne portato vicino al comando tedesco e interrogato insieme ad altri antifascisti e al figlio minore, per aver organizzato il Comitato di Liberazione. Lo arrestano e successivamente viene deportato nel campo di concentramento di Bolzano e poi nel campo di sterminio di Mauthausen, dove muore il 9 febbraio del 1945. (Gloria Pascali) </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-25 18:44:26 UTC</pubDate>
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         <title>Adele Basevi Lombroso, di Thurkmani Shaimaa</title>
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         <description><![CDATA[<div>Adele Basevi Lombroso nacque a Brescia il 7 agosto 1868. Adele era vedova e madre di 8 figli e come lavoro faceva la casalinga, viveva al piano terra di un complesso di case popolari in via Vespri Siciliani a Milano con la sua ultima figlia Renata. Nel 1943 fu arrestata a casa, per odio antiebraico, a seguito di una spiata di persone, che poi come ricompensa si impadronirono dell'alloggio. La figlia, che rientrava dal lavoro, fu trattenuta dalla portinaia e potè così evitare di essere egualmente arrestata. Adele Basevi, giunta ad Aushwitz il 6 febbraio 1944, a causa dell'età avanzata, 77 anni, viene inviata direttamente nelle camere a gas.<br>                                                                  Turkmani Shaymaa</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-26 14:23:10 UTC</pubDate>
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         <title>Zaira Coen Righi, di Dheva Ingrosso </title>
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         <description><![CDATA[<div>Zaira Coen Righi, è nata nel 1879, è stata deportata ad Auschwitz Il 23/4/1944, uccisa nei forni crematori&nbsp; il 23/5/1944.<br>Era un insegnante di storia naturale e chimica, è una figura di donna e di vittima del nazifascismo che la sua città ha riscoperto. Per molti anni la sua tragica fine era rimasta sconosciuta ai più. Nel 1998, il primo atto che ne onorò la memoria con l’intitolazione dell’archivio storico dell’Azuni<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-26 15:16:11 UTC</pubDate>
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         <title>Pietro Bastanzetti,di Mazzotta Swami </title>
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         <description><![CDATA[<div><br>Pietro Bastanzetti non aderisce al Partito Fascista. Nel 1943 accoglie con esultanza la caduta di Mussolini, spera in un ritorno alla democrazia. Entra in clandestinità, si oppone al regime, sostiene la lotta partigiana, promuove gli scioperi del 1943 e del 1944.</div><div>La reazione non tarda ad arrivare: il 17 marzo 1944 Pietro è arrestato in fabbrica. Solo dopo due giorni la moglie riesce a sapere che è rinchiuso nel carcere di San Vittore.</div><div>Riceve qualche rapida visita sotto la</div><div>sorveglianza dei soldati tedeschi.</div><div>Il 5 aprile 1944, con oltre 400 compagni, parte de Bergamo, destinazione Mauthausen. All'arrivo, a scopo dimostrativo, il primo di loro viene fatto sbranare dai cani. Vengono spogliati, rasati, mandati alle docce.</div><div>Pietro è assegnato al sottocampo di Gusen I. È un bravo meccanico, lavora nella fabbrica di aerei, in umide caverne scavate da altri deportati, in condizioni terribili: violenza fisica e psicologica, turni di lavoro massacranti, alimentazione inadeguata, malattia, solitudine e disperazione.</div><div>Il 1° giugno 1944, in condizioni pietose, ammalato di&nbsp; broncopolmonite, Pietro viene portato al revier da Angelo Caserini e Bruno Bagatta, ma non lo accettano, non è abbastanza grave. La mattina dopo, i compagni lo vedono sopra un mucchio di cadaveri, davanti al forno crematorio.</div><div>(Mazzotta Swami)</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-26 22:30:43 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Gisella Haffner, figlia di Giacomo Haffner e Emilia Forti è nata in Ungheria a Jaros-Bereny il 28 aprile 1876. Arrestata a Trieste (Trieste). Deportata nel campo di sterminio di Auschwitz. Non è sopravvissuta alla Shoah.<br><br></div><div>luogo di arresto:trieste<a href="http://digital-library.cdec.it/cdec-web/persone/search/result.html?luogoArresto_autocomplete=%22Trieste%22"><strong><br></strong></a><br></div><div>data di arresto: 20/01/1944<strong><br></strong><br></div><div>luogo di detenzione: trieste risiera san sabba campo<a href="http://digital-library.cdec.it/cdec-web/persone/search/result.html?luogoDetenzione_autocomplete=%22TRIESTE++Risiera+San+Sabba+campo%22"><strong><br></strong></a><br></div><div><a href="http://digital-library.cdec.it/cdec-web/persone/search/result.html?luogoRaccolta_autocomplete=%22TRIESTE++Risiera+San+Sabba+campo%22"><strong><br></strong></a><br></div><div>destino: Morto/a in campo di sterminio<br><br></div><div>numero di convoglio:covoglio n23T trieste risiera san sabba campo 28/01/1944<a href="http://digital-library.cdec.it/cdec-web/persone/search/result.html?convoglio_autocomplete=%22convoglio+n.+23T%2C+TRIESTE++Risiera+San+Sabba+campo+28%2F01%2F1944%22"><strong><br></strong></a><br></div><div>data di partenza del convoglio: 20/01/1944<strong><br></strong><br></div><div>data di arrivo del convoglio: 02/02/1944<strong><br></strong><br></div><div>campo di destinazione: Auschwitz<a href="http://digital-library.cdec.it/cdec-web/persone/search/result.html?campoConcentramento_autocomplete=%22Auschwitz%22"><strong><br></strong></a><br></div><div>numero di matricola: S<strong><br></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-26 22:35:09 UTC</pubDate>
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         <title>Ercole Deangelis,                                                   di Filippo Fasiello </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Ercole De Angelis era nato a Casale Monferrato il 16 febbraio 1882. Fu arrestato per la sola ragione di essere di religione ebraica. Dopo l'arresto fu prima detenuto nel campo di Bolzano fino al 14 dicembre del 1944, poi da qui fu deportato al campo di sterminio di Flossemburg dove arrivò il 20 dicembre 1994 e dove morì. Le pietre d'inciampo sono nate per iniziativa dell'artista tedesco Gunter Demnig, commemorano il destino delle vittime della Shoah. La loro forma e dimensione rimandano ai sampietrini, la superficie di ottone reca incise le informazioni identificative delle persone alla cui memoria sono dedicate, i luoghi ed i tempi della loro persecuzione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-27 16:35:14 UTC</pubDate>
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         <title>Dante Coen , di Gabriele Giannone </title>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Dante Coen</strong>, nacque il 24 agosto 1910 a Ancona. Aveva almeno nove fratelli e quattro sorelle, Aldo , Bruno, Manfredo, Attilio, Nello, Remo, Umberto , Franco, Enzo, Romilde , Dina , Lina  e Floretta. Dante Coen sposò Angelina Giustacchini. La coppia aveva una figlia, Ornella. Dante Coen fu arrestato a Milano il 26 luglio 1944, detenuto al carcere di Milano e deportato il 2 agosto 1944 con il convoglio n. 14 nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Campo_di_concentramento_di_Auschwitz">campo di sterminio di Auschwitz</a>. Lì arrivò quattro giorni dopo. Il suo numero di matricola fu 190841. Fu assassinato il 4 aprile 1945 nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Campo_di_concentramento_di_Buchenwald">campo di concentramento di Buchenwald</a>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-27 16:56:33 UTC</pubDate>
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         <title>Lucia Levi (Loris ingrosso)</title>
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         <description><![CDATA[<div>Lucia Levi, figlia di Ottavio Levi e Vittoria Sforni è nata in Italia a Bagno a Ripoli il 29 agosto 1879.<br>coniugata con Edoardo Levi.<br>arrestata a Firenze e deportata nel campo di sterminio di Auschwitz, purtroppo non è sopravvissuta alla shoah.<br>Lucia Levi era l'ultima rappresentante di una famiglia LEVI, sefardita, presente a Firenze da alcuni secoli e ancora assai attiva in campo ebraico, dove vai suoi antenati avevano avuto l'incarico di cancelliere della Comunità ebraica.<br>Suo nonno Salvatore era stato massaro e direttore del tempio Levantino.<br>Aperto il ghetto si era trasferito con la sua numerosa famiglia, di ben undici figli viventi, in un bel palazzetto tutt'ora esistente nella vicina piazza dei Giuochi.<br>Lucia era la figlia minore di Ottavio, buon pittore, di cui sono esposti nel nostro museo i tre quadretti che ci tramandavano il ricordo delle piccole sinagoghe di via della Oche dove, all'interno della casa già dei Finzi, erano stati ricostruiti, con i loro arredi, i due luoghi di culto del ghetto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-27 17:32:25 UTC</pubDate>
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         <title>MARIO FINZI di Francesca Sava</title>
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         <description><![CDATA[<div>Mario era l’unico figlio di una coppia ebrea; entrambi i genitori insegnavano nelle scuole superiori di Bologna. Come molti altri Ebrei italiani, la sua famiglia era ben integrata nel resto della società. Anche quando il leader del Partito fascista Benito Mussolini prese il potere nel 1922, la comunità ebraica continuò a vivere tranquilla. Nel suo tempo libero, Mario suonava il pianoforte. Quando finì il liceo, a Bologna, Mario si iscrisse a Giurisprudenza. Nel 1938 Mario cominciò ad esercitare la professione d’avvocato, a Milano, ma più tardi, quello stesso anno, il governo di Mussolini approvò le leggi “razziali”, a seguito delle quali a Mario non poté più praticare la professione. Mario si trasferì allora a Parigi e cominciò una nuova carriera come pianista. Nell’agosto del 1939, ritornò in Italia per rinnovare il visto. Il primo settembre, mentre era ancora in Italia, la Germania invase la Polonia e due giorni più tardi la Francia dichiarò Guerra alla Germania. Di conseguenza, Mario non poté più lasciare il paese. Egli cominciò a lavorare a Bologna con un’agenzia ebraica che aiutava i profughi. Nel luglio 1943 Mussolini venne deposto e i Tedeschi occuparono l’Italia. Gli Ebrei di Bologna vennero mandati in un campo di transito Tedesco, a Fossoli di Carpi. Per alcuni, la destinazione dei convogli che lasciavano Fossoli non era un segreto: Auschwitz, come d’altronde diceva la scritta in gesso su uno dei vagoni. Nel marzo del 1944 anche Mario venne deportato ad Auschwitz. Ad Auschwitz, Mario si lanciò contro il filo spinato elettrificato che circondava il campo. Lasciò un messaggio per i suoi genitori, chiedendo perdono. Aveva 31 anni.<br>(Francesca Sava)<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-27 21:58:00 UTC</pubDate>
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         <title>GIULIO BERGO ORO di Nicole Montinaro </title>
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         <description><![CDATA[<div>Giulio Bergo Oro di Sante, nasce il 17 maggio 1919 a Catania. Sergente Nocchiere Reparto Venezia, viene fatto prigioniero dai tedeschi sul fronte greco il 9 settembre 1943 ed internato nello Stalag XII A di Limburg an der Lahn dove gli viene assegnato il numero di matricola 49201. Viene successivamente trasferito allo Stalag XX B di Marienburg. Viene fucilato a Bydgoszcz il 17 agosto del 1944. Viene inumato in prima sepoltura nel Cimitero cittadino di Bromberg, per poi essere esumato e traslato dal Commissario Generale per le onoranze ai Caduti in Guerra, nel Cimitero militare italiano di Bielany-Varsavia. Attualmente la sua tomba si trova in uno dei due mausolei del Cimitero di Bielany. (Nicole Montinaro)</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-30 18:43:06 UTC</pubDate>
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