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      <title>festa della donna by Gabriella Della Guardia</title>
      <link>https://padlet.com/gabdellaguardia/bj9rhyw5vgblozn3</link>
      <description>le donne nella scienza</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-03-05 07:51:40 UTC</pubDate>
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         <title>«Il mio unico merito è stato l´impegno e l´ottimismo, non certo l´intelligenza che è più che mediocre»</title>
         <author>gabdellaguardia</author>
         <link>https://padlet.com/gabdellaguardia/bj9rhyw5vgblozn3/wish/1272749708</link>
         <description><![CDATA[<div>LA FORMAZIONE<br><br>A vent’anni decise di studiare medicina. Sostenne da esterna l’esame di maturità e si iscrisse all’università della sua città natale. Il professore <strong>Giuseppe Levi</strong>, famoso istologo con cui avrebbe collaborato tutta la vita, le diede una buona base di biologia e le insegnò l’arte della ricerca scientifica. Rita si specializzò poi in neurologia e psichiatria, finché le leggi razziali imposte da <strong>Mussolini </strong>che escludevano gli ebrei dalle università interruppero la sua carriera di medico e di assistente universitaria.<br><br>Per questo motivo, nel 1939, accettò un posto di ricercatrice a Bruxelles, ma l’anno successivo quando l’esercito tedesco occupò anche il Belgio dovette nuovamente fuggire. Tornata in Italia dalla famiglia, allestì nella sua stanza un laboratorio di fortuna dove potè continuare le ricerche neurobiologiche. Si occupava dello sviluppo del sistema nervoso nell’embrione del pollo e lavorava con mezzi casalinghi: per sezionare i cervelletti degli embrioni ottenuti dalle uova, utilizzava aghi che levigava con le pietre fino a renderli sottili e taglienti come lame di bisturi.</div><div>Nel 1944, dopo la liberazione della città, trovò lavoro come medico in un campo profughi di Firenze. Qui però si rese conto che quel lavoro non era adatto a lei, in quanto non riusciva a trovare il sufficiente distacco dal dolore dei pazienti. Finita la guerra riprese quindi la sua attività di ricercatrice presso l’Università di Torino. Riprese le sue ricerche sullo sviluppo e sulla differenziazione dei centri nervosi e su questi argomenti pubblicò numerose <em>Memorie</em>, con il professor <strong>Giuseppe Levi</strong>.<br><br>Nel 1947 accettò l’invito a recarsi negli Stati Uniti offertole dal professor<strong> Victor Hamburger</strong>, alla cui opera si era ispirata durante le sue “ricerche casalinghe”. Lavorò nel laboratorio della Washington University di St. Louis, dove rimase quasi trent’anni occupandosi dello sviluppo del sistema nervoso. Insieme alla ricercatrice tedesca <strong>Herta Mayer</strong> dimostrò biologicamente l’esistenza di un “fattore di accrescimento” delle fibre nervose, il cosiddetto NGF (nerve growth factor), e nel 1954, in collaborazione con il biochimico <strong>Stanley Cohen</strong>, arrivò all’isolamento e all’identificazione di tale sostanza: una proteina che viene sintetizzata da quasi tutti i tessuti e in particolare dalle ghiandole esocrine.</div><div> </div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-05 08:02:20 UTC</pubDate>
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         <title>IL PREMIO NOBEL PER LA MEDICINA</title>
         <author>gabdellaguardia</author>
         <link>https://padlet.com/gabdellaguardia/bj9rhyw5vgblozn3/wish/1272754349</link>
         <description><![CDATA[<div>Le sue ricerche pionieristiche furono il punto di partenza per la scoperta di numerosi altri fattori di accrescimento che giocano un ruolo importante nello sviluppo degli organi e dei tumori e oggi l’NGF viene impiegato per una maggiore comprensione e cura delle malattie neurologiche degenerative come l'Alzheimer. Nel 1958 la scienziata ottenne una cattedra presso la Washington University di St. Louis e, nonostante inizialmente volesse rimanere in quella città solo per un anno, vi lavorò e vi insegnò fino al suo pensionamento, avvenuto nel 1977.<br><br>Dal 1962 si spostò continuamente tra gli Stati Uniti e l’Italia, dove costruì e diresse l<strong>’</strong><em>Istituto di Biologia Cellulare</em> dell’Università di Roma per il Consiglio Nazionale delle Ricerche e dove ha ricoperto il ruolo di professore ospite, dal 1979 in poi. <strong>Il Premio Nobel per la medicina</strong>, che ottenne nel <strong>1986 </strong>insieme a <strong>Stanley Cohen</strong> per la scoperta dell’ NGF, fu per lei una grande soddisfazione. La scienziata devolse una parte del premio alla comunità ebraica per la costruzione di una nuova sinagoga a Roma.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-05 08:04:56 UTC</pubDate>
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         <title>IL SUO IMPEGNO NEI DIRITTI DELLE DONNE</title>
         <author>gabdellaguardia</author>
         <link>https://padlet.com/gabdellaguardia/bj9rhyw5vgblozn3/wish/1272754953</link>
         <description><![CDATA[<div>La studiosa ha sempre avuto molto a cuore la questione della parità dei diritti delle donne in ambito scientifico e per le donne si è molto adoperata attraverso la sua <a href="http://www.ritalevimontalcini.org/">Fondazione Rita Levi Montalcini</a>, un'istituzione che ha sostenuto negli anni oltre 6 mila donne africane nel diritto allo studio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-05 08:05:15 UTC</pubDate>
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         <title>LIBRI E NOMINE</title>
         <author>gabdellaguardia</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ha continuato a prodigarsi con intensità in molteplici attività di ricerca in campo medico e di divulgazione attraverso numerose pubblicazioni. Tra i suoi libri ricordiamo l’autobiografia <em>Elogio dell’imperfezione </em>(1987),<em> Il tuo futuro </em>(1993), <em>Senz’olio contro vento </em>(1996) e <em>L’asso nella manica a brandelli</em> (1998).<br><br>Nel 2000 ha pubblicato<em> Cantico di una vita</em>, un libro autobiografico in cui offre un ritratto del suo percorso esistenziale e scientifico, attraverso le lettere scritte ai familiari, soprattutto alla madre e alla <strong>sorella gemella, la pittrice e scultrice Paola </strong>scomparsa nello stesso anno, a cui il libro è dedicato. Nel prologo all'epistolario l’autrice cita una frase di <strong>Primo Levi </strong>che ha ispirato la sua vita: <em>“Amare il proprio lavoro costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra”. </em>E' stata socia nazionale dell'<em>Accademia dei Lincei</em> per la classe delle Scienze Fisiche. Nel 2001 è stata eletta <strong>senatrice a vita</strong> dall'allora Presidente della repubblica Carlo Azelio Ciampi.<br><br>Nonostante la quasi totale perdita della vista a 92 anni, la studiosa è stata fino all'ultimo attiva in campo scientifico e civile. Ha espresso con coraggio e autorevolezza un parere laico e anticonformista su temi scottanti come quello del testamento biologico, dell’eutanasia, della clonazione a scopo terapeutico e dell’ingegneria genetica. La sua produzione scientifica è stata molto intensa fino all'ultimo pubblicando tra l’altro: <em>La galassia mente (</em>2001);<em> Un universo inquieto. Vita e opere di Paola Levi Montalcini </em>(2001);<em> Tempo di mutamenti </em>(2002);<em>   Abbi il coraggio di conoscere </em>(2004);   <em>Tempo di azione </em>(2004); <em>Lungo le vie della conoscenza </em>(2005);   E<em>va era africana</em> (2005). Dal 2006 attraverso la collaborazione con Giuseppina Tripodi ha pubblicato:<em> Tempo di revisione, I nuovi magellani nell'er@ digitale, Le tue antenate.</em></div><div> </div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-05 08:05:51 UTC</pubDate>
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         <title>BIBLIOGRAFIA</title>
         <author>gabdellaguardia</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-03-05 08:08:17 UTC</pubDate>
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         <title>LA FESTA DELLA DONNA</title>
         <author>gabdellaguardia</author>
         <link>https://padlet.com/gabdellaguardia/bj9rhyw5vgblozn3/wish/1272761771</link>
         <description><![CDATA[<div>L'8 marzo è la festa della donna. Questa ricorrenza è nata per <strong>ricordare le lotte sociali e politiche che le donne hanno dovuto affrontare affinché la loro voce venisse ascoltata</strong>.<br><br></div><div>Sì, perché se oggi tutte le ragazze possono indossare i pantaloni, andare a scuola, votare lavorare ed essere indipendenti è proprio grazie alle ribellioni che le donne in passato hanno portato avanti per spezzare i modelli sociali e culturali in cui non si riconoscevano.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-05 08:08:48 UTC</pubDate>
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         <title>TRAGEDIE ED AVVENIMENTI</title>
         <author>gabdellaguardia</author>
         <link>https://padlet.com/gabdellaguardia/bj9rhyw5vgblozn3/wish/1272762243</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Il primo risale al 1911</strong>, ed è quello che per molti diede origine a questa festa. L'8 marzo di quell'anno infatti, un gruppo di <strong>operaie di una industria tessile di New York </strong>stava scioperando da giorni contro le terribili condizioni in cui si trovavano a lavorare. Per stroncare la protesta, i proprietari dell'azienda avevano bloccato le uscite della fabbrica, impedendo alle operaie di uscire.<br><br></div><div>Ad un tratto però qualcosa andò storto e scoppiò un incendio che uccise ben 134 lavoratrici. Tra queste donne c'erano<strong> molte immigrate </strong>(anche italiane) che cercavano solo di migliorare la propria condizione di vita.<br><br></div><div>Il secondo evento storico allo stesso modo dimostra l'impegno delle donne per i propri diritti e la propria libertà ed è legato alla <a href="https://www.focusjunior.it/scuola/storia/1917-la-rivoluzione-russa-fatti-e-date-dellevento-che-cambio-la-russia-e-il-mondo-intero/"><strong>Rivoluzione di febbraio in Russia</strong></a>, durante la <a href="https://www.focusjunior.it/scuola/storia/la-grande-guerra-1914-1918-fatti-personaggi-e-date-della-prima-guerra-mondiale/">Prima Guerra Mondiale</a>. Nella giornata dell'<strong>8 marzo 1917</strong> oltre a tutti gli uomini in rivolta, anche molte operaie russe scesero in strada a protestare contro lo zar e perciò questa data viene ricordata come determinante per la storia del genere femminile.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-05 08:08:59 UTC</pubDate>
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         <title>STORIA PERSONALE</title>
         <author>gabdellaguardia</author>
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         <description><![CDATA[<div>Divisi fra laboratorio, insegnamento e famiglia, nel 1906 avviene la tragedia: Pierre viene investito da una carrozza<br>(come era avvenuto con il padre di Marie poco tempo prima!) mentre una sera di pioggia attraversa la strada. Muore<br>sul colpo. In questo periodo molto difficile Marie redige un diario privato dove riversa tutto il suo dolore.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-05 08:15:06 UTC</pubDate>
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         <title>FORMAZIONE </title>
         <author>gabdellaguardia</author>
         <link>https://padlet.com/gabdellaguardia/bj9rhyw5vgblozn3/wish/1272775915</link>
         <description><![CDATA[<div>Maria Salomea Skłodowska, si diploma a 15 anni a pieni voti e le si pone un problema: per continuare gli studi,<br>in quanto donna, è necessario andare all’estero. Fa allora un patto con la sorella Bronisława (Bronia): Maria le avrebbe<br>pagato gli studi a Parigi con il suo lavoro di educatrice e Bronia, una volta terminati gli studi, avrebbe ricambiato il<br>favore.<br>A Varsavia Maria aderisce al progetto dell'"Università Volante", un nome ambizioso che cela un circolo di ragazzi e ragazze, fanatici patrioti, che coltivano clandestinamente il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Positivismo">positivismo</a>.<br>Dopo anni di lavoro come educatrice privata e governante, studi da autodidatta e molti sacrifici, eccola alla Sorbona di<br>Parigi a 24 anni, dove si distingue fin da subito e conosce il fisico Pierre Curie (1859-1906).<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-05 08:15:43 UTC</pubDate>
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         <title>SCOPERTE E PREMI</title>
         <author>gabdellaguardia</author>
         <link>https://padlet.com/gabdellaguardia/bj9rhyw5vgblozn3/wish/1272776078</link>
         <description><![CDATA[<div>In un capanno spoglio e disastrato, con il tetto rotto e una temperatura che in inverno non supera i 6°C, senza una<br>cappa che aspiri i gas tossici emessi duranti i trattamenti chimici, Marie e Pierre si mettono al lavoro e danno vita a<br>«uno dei capitoli più complessi, ma al tempo stesso affascinanti, della storia della scienza: la scoperta e la definizione<br>delle proprietà delle sostanze radioattive.» [M. Ciardi, p. 29]<br>Scoperte che cambieranno il mondo perché segnano l’inizio di un viaggio che porterà all’umanità la medicina nucleare<br>e i radio farmaci, la radioterapia per curare i tumori, le radiografie mobili, la libertà di accedere alle proprie scoperte<br>evitando di brevettarle.<br>Nel 1898 Marie si accorge, grazie anche agli strumenti messi a punto da Pierre e da suo fratello Jacques, che il<br>materiale estratto da molti quintali di pechblenda (un minerale fonte naturale di uranio) è centinaia di volte più<br>radioattivo (parola coniata dai Curie) di quanto ci si dovrebbe aspettare dall’uranio. È così che avviene la scoperta<br>del radio e poi del polonio, e nel 1902 Marie riesce a isolare un decigrammo di radio da sei quintali di pechblenda,<br>ammirandone la luminosità propria e il calore.<br>Nel 1903 vincono insieme il Premio Nobel per la fisica per i loro studi sulla radioattività (premio che esiste solo<br>dal 1901), e il loro lavoro procede quasi senza sosta, a parte periodi di grandi debolezza causati dalle forti radiazioni,<br>delle quali ancora si ignora la pericolosità.<br>-Marie vinse un secondo Nobel  nel 1911, questa volta da sola,per la<br>scoperta del radio e del polonio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-05 08:15:48 UTC</pubDate>
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         <title>LO SCANDALO</title>
         <author>gabdellaguardia</author>
         <link>https://padlet.com/gabdellaguardia/bj9rhyw5vgblozn3/wish/1272776271</link>
         <description><![CDATA[<div>Dopo quattro anni di lutto Marie si invaghisce del fisicoPaul Langevin, ex allievo di Pierre. Come in un film di<br>spionaggio, la moglie di lui assolda un ladro affinché entri nella casa Curie per rubare le lettere d’amore che i due si<br>sono scritti. Entrata in possesso delle lettere, la moglie di Langevin le manda a un giornale e scoppia uno scandalo<br>senza precedenti, messo a tacere dal secondo Nobel che Marie vince nel 1911, questa volta da sola,per la<br>scoperta del radio e del polonio.<br>(Curiosità: la fisica Hélène Langevin-Joliot, figlia di Irene, nipote di Marie e di Pierre, sposerà Michel Langevin, nipote</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-05 08:15:54 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>gabdellaguardia</author>
         <link>https://padlet.com/gabdellaguardia/bj9rhyw5vgblozn3/wish/1272787603</link>
         <description><![CDATA[<div>Dopo questa brevissima e incompleta biografia introduttiva, vediamo alcuni dei record di Marie Curie:<br>-Prima donna a ottenere una cattedra alla Sorbona.<br><br>-Unica donna ai primi Congressi Solvay (il primo è del 1911); poi si aggiungerà sua figlia Irene.<br>Prima donna a vincere un premio Nobel (Fisica, 1903).<br>-Unico scienziato nella storia a vincerne due in due discipline scientifiche diverse (Fisica, 1903; Chimica, 1911).<br>-Inventrice (e operatrice), durante la Prima guerra mondiale, della prima unità radiologica mobile, utile per<br>raggiungere i soldati feriti al fronte.<br>Fondatrice dell’Istituto del Radio, oggi Istituto Curie, siaa Parigi che a Varsavia.<br>-Non ha mai depositato un brevetto per le sue scoperte.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-05 08:21:44 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;8 MARZO</title>
         <author>gabdellaguardia</author>
         <link>https://padlet.com/gabdellaguardia/bj9rhyw5vgblozn3/wish/1272809090</link>
         <description><![CDATA[<div>La nascita della <strong>Giornata Internazionale della Donna</strong> - è questo il nome ufficiale - ebbe in realtà una genesi molto più "ordinaria", collegata strettamente al <strong>clima politico di inizio '900</strong>, quando la popolazione femminile cominciava ad organizzarsi per reclamare maggiori diritti (tra cui, soprattutto, il diritto al voto).<br><br></div><div>Nel 1909 infatti fu il <strong>Partito Socialista americano</strong> a lanciare l'idea di una giornata dedicata all'importanza delle donne all'interno della società che in effetti venne celebrata il <strong>23 febbraio</strong> di quell'anno. La proposta travalicò i confini nazionali e <strong>venne ripresa dall'attivista Clara Zetkin nel 1910</strong> durante la <strong>seconda Conferenza Internazionale delle Donne Socialiste</strong> tenutasi a Copenaghen, in Danimarca.<br><br></div><div>Da quel giorno ogni Paese cominciò a scegliere una data sul calendario da dedicare alla figura femminile. Fu solo nel 1921 che si pensò ad<strong> un'unica data internazionale</strong> e probabilmente la scelta cadde sull'8 marzo per ricordare la protesta del 1917 descritta nel paragrafo precedente. Quindi in un certo modo la manifestazione contro lo zar a sancire il giorno, ma sicuramente <strong>non fu l'origine diretta</strong> della ricorrenza.<br><br>La mimosa dice che…<br><br></div><div>Nel linguaggio dei fiori, la mimosa evoca <strong>amori segreti</strong>. Chi offre in dono questo fiore afferma: “Nessuno sa che ti amo, ma ti amo”. La mimosa, però, esprime anche sicurezza, onestà, innocenza, libertà, autonomia, pudore, sensibilità, incoraggiamento...<br><br></div><div>Per gli indiani d’America, un rametto di palline dorate è simbolo di <strong>forza, energia e femminilità</strong>. Per la massoneria, la mimosa rappresenta la <strong>purezza</strong> e l'eternità dell'anima.<br><br></div><div>E poi, la mimosa è anche il <strong>simbolo dell’oro e del sole</strong>, la raffigurazione della vita che trionfa e della vittoria sulle forze del male.<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-05 08:32:52 UTC</pubDate>
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         <title>LE DONNE NELLA SCIENZA</title>
         <author>gabdellaguardia</author>
         <link>https://padlet.com/gabdellaguardia/bj9rhyw5vgblozn3/wish/1272809688</link>
         <description><![CDATA[<div><br>La storia delle donne nella cultura e nella vita civile è stata una storia di emarginazione fino alla fine dell'Ottocento e in gran parte ancora fino alla metà del Novecento, almeno nei paesi industrializzati. In molti paesi in via di sviluppo, salvo rare eccezioni, le donne sono ben lontane non solo dall'aver raggiunto la parità con l'altro sesso, ma anche dal vedere loro riconosciuti i più elementari diritti di esseri umani. Quali possono essere le cause di questa situazione che risale indietro nei secoli? Forse già nelle epoche preistoriche, la forza fisica necessaria per sopravvivere, le numerose gravidanze e il lungo periodo di allattamento e di cura della prole hanno portato alla differenziazione dei compiti. Oggi, i progressi della scienza e della medicina, e le conseguenti applicazioni tecnologiche hanno annullato la condanna biblica - uomo lavorerai con fatica, donna partorirai con dolore - almeno nei paesi industrializzati.<br><br></div><div><br>Per secoli le donne che potevano avere accesso all'istruzione erano quelle rinchiuse nei conventi. Forse per questo le donne che sono emerse nel passato erano soprattutto umaniste, pittrici, scrittrici, poetesse, ma molto più raramente scienziate. Infatti chi ha attitudini artistiche o letterarie può emergere anche senza una preparazione specifica, mentre le scienze, e in particolare le cosiddette scienze "dure" come matematica e fisica richiedono una preparazione di base, senza la quale è quasi impossibile progredire. Solo quelle poche favorite dall'avere un padre, un fratello o un marito scienziato disposto a condividere le proprie cognizioni, potevano farsi una cultura scientifica. Basta ricordare che ancora all'inizio del XX secolo in molti paesi europei alle ragazze era precluso l'accesso alle università ed anche ai licei.<br>Perciò le donne, escluse dalle università, escluse dall'educazione scientifica, sono emerse là dove potevano emergere. Così è sorto il pregiudizio secondo cui le donne sarebbero più adatte alle materie letterarie e linguistiche che non a quelle scientifiche. Le stesse ragazze crescono in mezzo a questi pregiudizi e se ne lasciano influenzare, e scelgono le facoltà umanistiche anche contro le loro naturali inclinazioni, contribuendo così a rafforzare i pregiudizi stessi. Comunque oggi cresce sempre di più il numero di ragazze che scelgono materie ritenute tipicamente maschili come ingegneria.<br><br></div><div><br>Malgrado le difficoltà incontrate, non sono poche le scienziate che hanno portato importanti contributi allo sviluppo della scienza. La storia ci tramanda i nomi di alcune famose scienziate. Ce ne furono una ventina nell'antichità, fra cui emerge il nome della matematica Ipazia; solo una decina nel medioevo, soprattutto nei conventi, quasi nessuna tra il 1400 e il 1500, 16 nel 1600, 24 nel 1700, 108 nel 1800. Oggi solo nel campo dell'astronomia sono più di 2000, ed in ogni campo dei sapere le ricercatrici universitarie superano il 50%, con punte ded'80% nelle facoltà umanistiche, del 60% in quelle di scienze biologiche, dal 30 al 40% nelle scienze abiologiche, più dei 50% nelle matematiche, mentre sono ancora al di sotto dei 20% in facoltà come ingegneria e agraria.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-05 08:33:13 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>gabdellaguardia</author>
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         <pubDate>2021-03-05 09:27:07 UTC</pubDate>
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         <title>BIOGRAFIA</title>
         <author>gabdellaguardia</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Rosalind Elsie Franklin</strong> nacque a Londra da una famiglia di banchieri di origine ebraica. Contro il volere di suo padre, decise di dedicarsi allo studio delle scienze naturali. Si iscrisse alla Facoltà di chimica e fisica dell'Università di Cambridge dove si laureò e conseguì il dottorato con ricerche inerenti le caratteristiche colloidali del carbone.<br><br>A guerra finita si trasferì a Parigi per specializzarsi nella tecnica della diffrazione ai raggi X, un metodo utilizzato anche per analizzare molecole di grandi dimensioni. Il suo interesse si volse sempre più verso le molecole biologiche e studiò in particolare la struttura del carbonio.<br><br>Per le sue competenze venne invitata da <strong>John Randall</strong> al King's College di Londra dove erano iniziate le ricerche sul DNA, acido desossiribonucleico, la componente principale dei cromosomi e quindi dei geni. Alla stessa ricerca lavoravano contemporaneamente all'Università di Cambridge il biofisico <strong>Maurice Wilkins</strong> (1916), il biologo <strong>James Watson </strong>(1928) e il biochimico <strong>Francis Crick </strong>(1916).</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-05 09:32:28 UTC</pubDate>
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         <title>SCOPERTE</title>
         <author>gabdellaguardia</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'esperienza acquisita da Rosalind le permise di realizzare un particolare dispositivo per scattare fotografie ad alta definizione di singoli filamenti di DNA e di ottenerne una serie di immagini per diffrazione dei raggi X. Nello stesso anno, la scienziata potè così definire due caratteristiche strutturali decisive della molecola del DNA: da un lato la forma ad elica, e dall'altro la forma B, un tipo di disposizione in cui due catene molecolari formate da gruppi di zuccheri e di fosfati sono rivolte verso l'esterno, mentre le basi nucleiche si trovano tra queste catene. Dimostrò inoltre che questa fase è distinta dalla forma A con la quale veniva prima confusa.<br><br>Il modello della struttura del DNA fu elaborato da Crick e Watson, grazie ad un furto operato ai danni di Rosalind Franklin. Watson infatti si impossessò dei dati delle immagini realizzate da Rosalind con i raggi X, provenienti dal laboratorio della scienziata e su questi fondò con il collega il celebre modello a doppia elica.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-05 09:32:37 UTC</pubDate>
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         <title>IL FURTO DELLA SUA SCOPERTA</title>
         <author>gabdellaguardia</author>
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         <description><![CDATA[<div>Quando i due scienziati resero noto il loro risultato, Rosalind se ne rallegrò non immaginando che quel successo fosse basato sulla sua prova sperimentale. Negli articoli pubblicati da Crick e Watson sulla rivista <strong>"</strong><strong><em>Nature</em></strong><strong>"</strong> non comparve mai il riconoscimento dell'apporto dato alla ricerca dalla scienziata. La versione "ufficiale" venne ripresa anche dagli Annali scientifici per cui divenne opinione comune che il modello del DNA fosse stato elaborato senza l'utilizzo dei dati di Rosalind Franklin.<br><br>Poiché non si era mai sentita a proprio agio al King's College, nella primavera del 1953 la scienziata si trasferì al Birkbeck College di Londra, dove si occupò di uno dei virus che causano la poliomielite. Grazie al suo eccezionale metodo di preparazione e registrazione, potè fornire la prova della particolare struttura a spirale di questo virus. In collaborazione con alcuni scienziati degli Stati Uniti e dell'Università di Tubinga dimostrò che non si tratta di una particella compatta, bensì a forma di cilindro cavo. Nel 1958 si ammalò di tumore e morì, dopo aver lavorato fino all'ultimo alla spiegazione della struttura del virus.<br><br><strong>Nel 1962 James Watson, Francis Crick e Maurice Wilkins ottennero il Premio Nobel per la Medicina per la scoperta della struttura del DNA.</strong> Anche se non avevano più nulla da temere, poiché il Nobel viene conferito solo a persone viventi, non ricononobbero il contributo di Rosalind Franklin neppure durante il loro discorso di ringraziamento.<br><br>Il fatto che i suoi dati stessero alla base del modello del DNA venne reso noto soltanto nel 1968, quando venne pubblicato il libro di Watson <strong><em>"La doppia elica"</em></strong>, in cui lo scienziato descrive la storia della scoperta della struttura dell'acido nucleico, dipingendo un quadro di Rosalind così sprezzante che diversi esponenti della comunità scientifica vi riconobbero la mancanza delle più elementari regole dell'etica professionale.<br><br>Il riconoscimento del lavoro della scienziata fu reclamato dalla ricercatrice Anne Sayre, sua amica, e dal movimento femminista.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-05 09:33:33 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>gabdellaguardia</author>
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         <pubDate>2021-03-05 09:43:10 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>gabdellaguardia</author>
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         <pubDate>2021-03-05 09:44:08 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>gabdellaguardia</author>
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         <pubDate>2021-03-05 09:44:34 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>gabdellaguardia</author>
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