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      <title>CreatTivamente includo: diario di una docente in formazione by Manuela Mauceri</title>
      <link>https://padlet.com/maucerimanuela/bj5vd43ab8riqa9t</link>
      <description>La scuola è luogo elettivo di ispirazione, ancor prima che di creazione.
Ogni singolo giorno del mio tirocinio è stato un&#39;immersione in un mondo variegato, variopinto, denso di emozioni, come mai avrei immaginato.
In questo spazio, attraverso la narrazione, restituisco alcune delle emozioni cui, quotidianamente la scuola mi fa galleggiare:-)</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-05-15 15:06:17 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2024-06-28 08:13:04 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Di colori e di &quot;etichette&quot; (del mitico Gruppo 4)</title>
         <author>maucerimanuela</author>
         <link>https://padlet.com/maucerimanuela/bj5vd43ab8riqa9t/wish/1527161669</link>
         <description><![CDATA[<div>Antonio e io siamo amici da tempo. Ricordo come fosse ieri quando, tra tanti e molto colorati, su quel lunghissimo scaffale, le sue mani, minute e sicure, presero proprio me.&nbsp;</div><div>Era agosto, la canicola si vedeva e si toccava come fosse tridimensionale, ma lui, Antonio, non voleva sentire ragione. Quel giorno desiderava ardentemente dedicarlo alla scuola; quel giorno, prima della gita domenicale al mare, Antonio volle trovare me.</div><div>Da allora, siamo inseparabili.&nbsp;</div><div>Ogni mattina, soprattutto nel fine settimana o nei giorni di festa, io mi sento sempre un poco insicuro: temo sempre lui abbia di meglio da fare; ogni mattina di festa o di vacanza, mi sorprendo quando Antonio mi strappa via dallo zaino, mi apre con le sue mani, della voracità di un cucciolo di leone, che cercano tra gli scomparti, prendono e ripongono questo o quel colore, questa o quella matita.&nbsp;</div><div>Lui adora disegnare e, devo dire, da quando attinge ai miei colori, è un vero talento!</div><div>Antonio e io serbiamo un segreto: da grande, e in un altro mondo, lui vuol fare il fumettista.&nbsp;</div><div>Beh, io ne sono certo, ha tutte le carte in regola, Antonio, per fare il fumettista!&nbsp;</div><div>Ma shhh, non lo diciamo a nessuno. Lui teme che il suo sogno si disciolga, come rugiada mattutina al primo sole!<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-15 15:12:48 UTC</pubDate>
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         <title>Di colori e di &quot;etichette&quot; II (dal mitico gruppo n.4)</title>
         <author>maucerimanuela</author>
         <link>https://padlet.com/maucerimanuela/bj5vd43ab8riqa9t/wish/1527219078</link>
         <description><![CDATA[<div>Eppure, ogni mattina, a scuola lui si trascina. Lo sento parlare poco in quelle ore, in quei 5 giorni. Ma sento molto.&nbsp;</div><div>Sento la sua presa senza entusiasmi, fiacca e stanca. In quelle ore, io me l’immagino timido, apatico e, al mio interno, gli sfavillanti colori di matite e pennarelli lasciano il passo a grevi sfumature di grigio. Poi, accade che d’improvviso lui mi chiuda alla meglio e mi scaraventi nello zaino.&nbsp;</div><div>Non di rado, quel suo tocco lo sento umido…</div><div>Sento le voci di altri, però; tante voci, molte parole, con un unico intercalare: “l’alunno BES”. Antonio è il mio migliore amico, lui mi fa sentire super; eppure, io, sono solo un portacolori, uno come tanti, e, pur sapendo bene cosa siano le “etichette”, visto che anch’io in negozio ne avevo una, proprio quella, che si ripete come un orologio rotto, non riesco affatto a capirla!&nbsp;</div><div>Siamo seduti vicino alla parete, le finestre stanno al lato opposto. Sì, siamo seduti nella parte buia dell’aula, e, non so spiegare bene il perché, credo che il buio non sia solo di luce solare.&nbsp;</div><div>Siamo all’ultimo banco. Un poco staccati dagli altri. O, forse, sono gli altri che si sono ormai staccati da noi; stancati di noi?</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-15 16:07:02 UTC</pubDate>
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         <title>Di colori e di &quot;etichette&quot; parte III (dal mitico gruppo n.4)</title>
         <author>maucerimanuela</author>
         <link>https://padlet.com/maucerimanuela/bj5vd43ab8riqa9t/wish/1527220790</link>
         <description><![CDATA[<div>Quest’anno c’è una nuova insegnante. “Antonio, questa è la tua insegnante di sostegno!”, udii queste parole, proprio ieri l’altro, al chiuso dello zaino. Il tono era tonante e privo, quasi, di inflessione emozionale, poi, più in lontananza “visto che non sai tenere il passo dei tuoi compagni…”</div><div>Io ebbi un brivido, quasi un preludio di panico, ma, poco dopo, Antonio mi prese, mi pose sul banco con quella sicurezza frammista a entusiasmo a me ormai così dolcemente familiare. Mentre disegnava, non ha smesso un istante di parlare, con la voce gentile di una giovane donna. Sembrava non fossimo a scuola. Perché a scuola, diciamoci la verità, il mio Antonio diventa un ragazzino apatico, distaccato, solitario e spento e io smetto d’essere speciale.</div><div>Il giorno dopo, entrato in classe e guadagnato il suo posto in fondo e solitario, da dentro lo zaino percepii distintamente il levarsi di un nugolo di voci: “Antonio di qua, Antonio di là”. Il mio Antonio s’era fatto i capelli a pois verde acido.&nbsp;</div><div>La sua nuova insegnante, con quel caschetto nero che incorniciava l’ovale perfetto e trasparente del suo volto, mi sembrava volesse complimentarsi con lui. Era così giovane e tanto bella... quanto avrei voluto che tutti, intorno al mio Antonio, avessero quello sguardo profondo e accogliente, invece che una smorfia di giudizio e di rifiuto!</div><div>E sì, perché io ero sempre un comunissimo portacolori, ma, come per osmosi, la vicinanza di Antonio mi dava il talento di com-prendere, anche oltre la mia volontà.&nbsp;</div><div>Quel giorno fu un giorno più normale del solito, anche per altro.</div><div>Non realizzai subito che eravamo nell’ora di matematica e non perché fossi scemo o solo inanimato, essendo un oggetto. Non realizzai subito, perché, di fatto, non lo avrei voluto mai realizzare, o, meglio, avrei voluto essere un abbraccio immenso, o una folata di zefiro, forte e tiepido, per tirare altrove il mio amico.</div><div>La prof. di matematica commenta ad alta voce il compito in classe di Antonio: “Cosa c’è scritto? Manca questo! Manca quest’altro! Non si capisce niente!”. La voce pacata della prof dal caschetto nero, come a mediare la situazione “Si capisce, certo che si capisce!”</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-15 16:08:47 UTC</pubDate>
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         <title>Di colori e di &quot;etichette&quot; parte IV e ultima (dal mitico gruppo n.4)</title>
         <author>maucerimanuela</author>
         <link>https://padlet.com/maucerimanuela/bj5vd43ab8riqa9t/wish/1527225432</link>
         <description><![CDATA[<div>Percepisco il passo di Antonio tornare al suo posto, vicino a me. Lui incassa il colpo, come sempre. Si siede. Il capo chino. Di silenzio, profondo e freddo, si copre tutto, come se lì dentro volesse sparire.&nbsp;</div><div>Frustrazione, ansia, vergogna e paura, sono come la canicola del giorno in cui mi scelse: si vedono e si toccano!&nbsp;</div><div>Sento i pensieri della nostra Prof. dal caschetto nero, profumano di borotalco: “La mia collega non riesce a comprendere che nel cervello di Antonio si scatena una tempesta emisferica nel momento in cui gli si chiede di apprendere come gli altri. Antonio apprende, e lo fa in maniera diversa!”</div><div>Suona la campana; vengo scaraventato alla meglio nello zaino; poi, in una camminata lenta, ce ne torniamo a casa.</div><div>Oggi è venerdì, Antonio e io (che sono solo un portacolori, inanimato e pure un poco scemo, ma che sento) abbiamo tutto il tempo per rinfrancarci, temperare le matite, dare nuovo spirito ai pennarelli.&nbsp;</div><div>Perché, mantenere quel sogno nascosto è già la nostra speciale promessa di futuro!:-)</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-15 16:13:11 UTC</pubDate>
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