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      <title>OUTSIDE THE CLASSROOM WALL by Ale4eign</title>
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      <description>Quando la scuola diventa caserma, la società diventa prigione.</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-03-04 20:43:41 UTC</pubDate>
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         <title>Cos&#39;è la paura?</title>
         <author>ale4eign</author>
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         <description><![CDATA[<div>La <strong><mark>paura</mark></strong> è un’emozione primaria, comune sia nel genere umano che nel genere animale. La paura è dominata dall’istinto, dalle pulsioni.<br>La paura è l’emozione più studiata al mondo, essa attiva tre possibili reazioni:</div><ul><li>la fuga&nbsp;</li><li>la lotta</li><li>l’immobilità&nbsp;</li></ul><div>Sebbene quest’ultima possa apparire la scelta meno opportuna, specie in caso di pericolo concreto, in realtà, nel regno animale, si è spesso rivelata la scelta più efficace per “salvare la pelle”, poiché immobilità corrisponde all’invisibilità. Certamente se ci trovassimo al centro della strada e ci accorgessimo che un TIR di 20 tonnellate è diretto a tutta velocità verso di noi, l’immobilità sarebbe una buona scelta solo nel caso volessimo raggiungere i nostri avi nell’Aldilà.<br><br></div><div><strong>Tipologie di paura</strong><br>Esistono diverse tipologie di paura, essa infatti può essere lieve, si parla allora di <strong>t</strong>i<strong>more</strong>, oppure può raggiungere livelli altissimi, tali da parlare di <strong>orrore</strong>.</div><ul><li><mark>timore</mark></li><li><mark>ansietà</mark></li><li><mark>paura</mark></li><li><mark>fobia</mark></li><li><mark>panico</mark></li><li><mark>terrore</mark></li><li><mark>orrore</mark></li></ul><div>Se desideri approfondire l’argomento <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Paura#Gradi_della_paura">clicca QUI</a></div><div><br><strong>Di cosa abbiamo paura?</strong><br>Se ci domandassero “<em><mark>di cosa hai paura?</mark></em>“<br>Le risposte sarebbero certamente le più diverse: del buio, della <a href="https://banner2.cleanpng.com/20180403/gow/kisspng-death-clip-art-grim-reaper-5ac32e25b23aa5.2253003615227407737301.jpg">morte</a>, della malattia, dei <a href="https://i.redd.it/pdrxjzn7iwg31.jpg">topi</a>, delle galline, dei tuoni, di volare, dei <a href="https://img.over-blog-kiwi.com/2/07/30/16/20161202/ob_6db790_schermata-2016-12-02-a-02-29-08.png">pagliacci</a>, dei <a href="https://i.imgflip.com/1w1lkf.jpg">clown assassini</a>, di Salvini, di entrare in un cimitero di notte, di Patti Pravo, della prof di mate, di chiedere delle fotocopie alla bidella…<br>In realtà, se ci soffermassimo a ragionare, scopriremmo che buona parte delle nostre paure non ha fondamento, poiché, a differenza di ciò che ci viene proposto nelle pellicole cinematografiche hollywoodiane, i clown assassini non esistono e il buio non uccide, le galline si azzuffano solo fra loro, Salvini abbaia ma non morde, Patti Pravo non esiste (quella che si spaccia per la celebre cantante è in realtà un <a href="https://www.dagospia.com/img/foto/02-2016/patty-pravo-sanremo2016-762224.jpg">alieno</a> fuggito dall’Area 51), certo la truce occhiata della bidella potrebbe infondere timore ma questo è dovuto al semplice fatto che prima della nostra richiesta di fotocopie, dalla bidella è passata la prof Aprà chiedendo col solito garbo che la contraddistingue, solamente <strong>126 copie</strong>, <strong>fronte/retro</strong>, con <strong>ingrandimento 114%</strong> e<strong> livello di luminosità 6</strong>, su <strong>carta grammatura 80</strong>… per cui la bidella ha le sue ottime ragioni per essere imbufalita.<br>L’unica risposta sensata rimane “<strong>la morte</strong>“, ma qui possiamo ricorrere al conforto della scienza, ma quella più precisa, cioè la statistica, la quale ci ricorda che a parte <strong>Pippo Baudo</strong> e il <strong>prof. Murolo</strong> che posseggono il dono dell’<mark>immortalità</mark>, il primo per aver stretto un patto con Belzebù, il secondo perché ci sarà sempre bisogno di qualcuno che collezioni cause perse, regali barrette kinder e spenga i computer… tutti gli altri sono destinati prima o poi a lasciare questo mondo.<br>Una volta accettata questa verità, la vita è più piacevole poiché la consapevolezza è il primo passo verso la sconfitta della paura, lo hanno compreso tutti i grandi Maestri del passato, capi spirituali, filosofi e guru, ma ogni tanto accade che venga compresa anche dall’uomo comune che da quel momento in poi non sarà più comune.<br><br></div><div><strong>La paura dell’ignoto</strong><br>Le cause che ci portano ad avere paura sono spesso legate a esperienze vissute o anche solo ereditate, quando non al sentito dire, capace di trasformare la più innoqua delle esperienze in tragicomiche vicende riguardanti la lotta tra la vita e la morte.<br>Non starò qui a parlare delle fobie, paure che con la ragione non hanno nulla a che vedere ma che sconfinano nella patologia e per le quali è consigliabile avviare un percorso terapeutico.<br>La maggior parte delle nostre paure è dovuta ad un profondo condizionamento della nostra mente, la quale viene sottoposta costantemente a veri e propri “spot pubblicitari”, atti a creare modelli ai quali conformarsi, modelli spesso sbagliati che si basano su messaggi che nulla hanno a che fare con la parola umanità e che puntano tutto sulla competizione, la competizione causa solo divisioni e le divisioni portano alla paura.<br>Se pensiamo all’uomo primitivo, esso viveva in un mondo dove la scienza non esisteva e l’ignoto dominava la vita degli esseri umani, la paura era legata alla sopravvivenza e questa dipendeva dalle forze della natura e dei fenomeni naturali, temporali, terremoti, eruzioni vulcaniche ed eclissi, che ben presto i nostri lontani parenti interpretarono come segni di quelle divinità ancestrali alle quali, da sempre, l’uomo affida il proprio destino.<br><br></div><div><strong>Professionisti della paura</strong><br>Avendo gettato il mio vecchio televisore a tubo catodico nel lontano 2012, ritengo di essermi alleggerito oltre che del peso fisico dell’apparecchio e dalla relativa tassa (impropriamente definita canone) anche da quello che ritengo sia stato il peso maggiore, vale a dire quel <strong>quotidiano bombardamento di pubblicità e notizie nefaste</strong> al quale ero soggetto, guerre, crisi economiche e sociali, fenomeni di micro o macro criminalità, fatti di cronaca, notizie più o meno serie, gossip e altre amenità che trasformavano la mia vita in una impari lotta contro l’ansia.<br>Di fatto, quello che sanno fare meglio i giornalisti è vendere terrore, l’amore verso il denaro ha trasformato la quasi totalità di questi professionisti in farabutti ipocriti senza dignità, mentre ha reso quei pochi veri e onesti giornalisti, dei poveri Don Chisciotte derisi ed emarginati, sommersi da querele e da cause penali.<br>L’unico rimedio contro tale malafede è spegnere la TV e lasciare che i giornali cartacei finiscano lì dove meritano, cioè al macero oppure, se proprio dobbiamo utilizzarli, allora facciamolo come faceva mio nonno che non acquistava carta igienica.<br><br></div><div><strong>Paura delle malattie<br></strong>Quasi tutti hanno paura delle malattie ma ben pochi sono disposti a modificare radicalmente o in parte il proprio stile di vita, la propria alimentazione e le proprie cattive abitudini che sono spesso causa della comparsa di patologie, inoltre è proprio la paura che determina un ulteriore abbattimento delle difese immunitarie, quindi costituisce un validissimo alleato delle malattie.<br>E pensare che basterebbe davvero poco per garantirsi il benessere psico-fisico, camminare a passo veloce almeno un’ora ogni giorno, mangiare meno cibi industriali/raffinati e più frutta e verdura, prendere il sole anziché fuggirlo, rinunciare al <a href="https://www.barzellette.net/foto/1460-donna-anziana-fuma-grossa-canna.jpg">fumo</a> e all’alcol, moderare il caffè, ne guadagnerebbe la nostra salute e probabilmente anche il portafogli.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-04 20:44:58 UTC</pubDate>
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         <title>Non abbiate paura...</title>
         <author>ale4eign</author>
         <link>https://padlet.com/ale4eign/outside/wish/454728733</link>
         <description><![CDATA[<div>Da ragazzo, non vedevo l'ora che arrivasse l'estate a sollevarmi dalla fatica di dover studiare e dall'obbligo di dovermi alzare tutte le mattine alle 6.45 per prendere il dannatissimo mezzo di trasporto che avrebbe condotto me e mio fratello a scuola, uno sgangherato e vecchio autobus strabordante di esseri umani dagli odori più svariati.<br>Alla vista dell'autobus iniziavano gli scongiuri, si fermerà o proseguirà per la sua strada?<br>Gli autisti spesso erano costretti a proseguire il tragitto senza fermarsi perché a bordo non sarebbe potuto entrare neanche uno spillo.<br>Le persone in attesa alla fermata, cominciavano a fare gesti per invitare l'autista a fermarsi ma non sempre i loro gesti erano cordiali specie quando notavano che il mezzo non rallentava, l'autista sovente ricambiava la cortesia.<br><br>Io e mio fratello essendo giovani e incoscienti, eravamo sempre pronti a prendere l'autobus, che si fermasse o meno non importava, bisognava sempre sperare che il signore al quale ci aggrappavamo fosse ben disposto a darci una mano e quasi sempre lo era, porgeva il braccio e ci tirava su.<br>Al ricordo di quei giorni non posso fare a meno di farmi delle risate ma all'epoca non ero certo divertito. Alcuni di quegli "abbordaggi" si erano conclusi con piccoli incidenti, rovinose cadute&nbsp; sulla schiena, o legnate contro i pali dei lampioni, ginocchia scorticate e in un'occasione, arrivati a scuola a bordo di una pantera.<br><br>Con l'arrivo dell'estate cessava quel supplizio mattutino, niente più scuola, niente più interrogazioni e soprattutto niente più autobus.<br>Iniziava la stagione della libertà, nella quale io e mio fratello ci dedicavamo alla sola attività che ci permettava di goderne appieno il sapore, andare a zonzo con quegli amici con cui si condivideva tutto.<br>Sia io che il mio gemello eravamo (e lo siamo ancora) appassionati di cinema horror e l'estate significava anche <mark>"</mark><a href="https://www.youtube.com/watch?v=BhGkN6iU-Y0"><strong><mark>Notte Horror</mark></strong></a><mark>"</mark>, così si chiamava il ciclo di film che tutti i martedì in seconda serata, trasmettevano su Italia1 e che ogni amante del brivido attendeva con trepidazione.<br>Assistevamo a film come:<br><mark>(attenzione, le persone sensibili non dovrebbero cliccare sui seguenti link: immagini molto crude!)</mark></div><ul><li><a href="https://www.cinematographe.it/wp-content/uploads/2016/10/La-casa.jpg">La casa</a></li><li><a href="https://4.bp.blogspot.com/-CSPSrH8vl-M/Vb4oc74bAYI/AAAAAAAADcs/_7aCZaAAjNA/s1600/image1370.jpg">Cimitero vivente</a></li><li><a href="https://www.nonapritequestoblog.it/wp-content/uploads/2018/10/Il-signore-del-male-Recensione.jpg">Il signore del male</a></li><li><a href="https://br.web.img2.acsta.net/pictures/210/332/21033257_20130829215216724.jpg">Demoni</a></li><li><a href="https://www.bollicinevip.com/wp-content/uploads/2019/06/1551376255585_Demoni_2048x1152.jpg">La chiesa</a></li><li><a href="https://images-na.ssl-images-amazon.com/images/I/71Zirmt0VWL._SL1081_.jpg">Due occhi diabolici</a></li><li><a href="https://nerdist.com/wp-content/uploads/2019/09/Hellraiser-featured-09232019.jpg">Hellraiser</a></li><li><a href="https://www.filmtv.it/imgbank/GALLERYXL/R202003/CB01.jpg">Cabal</a></li><li><a href="https://m.media-amazon.com/images/M/MV5BOGE0N2U5MWYtMjIyYi00YTU4LTljNGMtOGIwNDY1NDRkOWY1XkEyXkFqcGdeQXVyNzc5NjM0NA@@._V1_.jpg">Poltergeist</a></li><li><a href="https://static.wixstatic.com/media/75a6eb_849a57c7744640ab99fde542b5eaf1ac~mv2.jpg">Halloween</a></li><li><a href="https://prod3.agileticketing.net/images/user/cace_3663/ANOES-3&amp;4-Eventjpeg.jpg">Nightmare</a></li><li><a href="https://66.media.tumblr.com/642246d3d2666f5bad903be94fae8300/tumblr_mhybkw8nLO1qg39ewo1_500.gifv">Gli schizzacervelli</a></li><li><a href="https://thumbs.dreamstime.com/b/chiuda-il-segno-della-porta-tenga-questo-autoadesivo-chiuso-130055110.jpg">Non aprite quella porta</a></li></ul><div>nei quali gli effetti speciali in computer graphics erano ancora da venire o erano alle prime sperimentazioni, in alcuni casi venivano realizzati più semplicemente con lattice, plastilina, macchine della nebbia e altri banalissimi trucchi che ai giorni d'oggi qualsiasi brufoloso poppante riuscirebbe a padroneggiare.<br><br></div><div>Ricordo il trailer del film "<strong>La mosca</strong>", un film che, a dir la verità, più che paura faceva ribrezzo, almeno nella sequenza finale che non sto qui a spoilerare (svelare), il povero spettatore veniva avvisato da un annuncio misterioso quanto perentorio e allarmante: "<mark>Non abbiate paura... abbiate... molta paura!</mark>" e bisognava averne... di coraggio per affermare ciò perché quel film non era per niente pauroso ma le strategie del marketing cinematografico sono spesso incomprensibili.<br>Con questa premessa cosa voglio dire? Mah...<br><br>Il periodo che stiamo vivendo è qualcosa di molto particolare, di non facile definizione, sarei tentato a utilizzare termini come sventura, catastrofe, tragedia ma risulterei inopportuno, cosa dovrebbero dire allora le persone che hanno vissuto gli orrori della guerra, della dittatura, dei rastrellamenti porta a porta, della fame, della privazione di ogni libertà, delle denunce fatte dal vcino di casa o dall'amico?<br>Epoche nelle quali si sognava il pane e la tranquillità di una vita normale era un miraggio. Epoche che io non ho vissuto, fortunatamente.<br>Chi le ha vissute invece sà che la morte era una presenza costante come oggi lo sono i cuochi e i virologi in TV.<br>Per tale motivo non sarebbe corretto fare tragedie lì dove tragedie non ce ne sono.<br><br>Ma per i giovani e i bambini in particolare, che quei tempi li hanno solo studiati sui libri di scuola, o ne hanno ascoltato il resoconto più o meno romanzato fatto dalla TV o dal cinema, questo repentino cambiamento di abitudini, la costrizione al restare in casa, l'allarmismo creato (ad arte), l'informazione generalizzata fatta sui social, nonché quella procastinata a reti unificate con collegamenti in diretta da ospedali e obitori con tanto di lacrime commosse del cronista di turno atte ad aumentare i livelli già molto alti di panico, possono costituire un enorme disagio psicologico ancor prima che fisico o pratico perché rappresentano la perdita di ogni certezza.<br>Questa perdita di certezze, in persone che di certezze ne avevano ben poche, visto che gli adulti che li hanno preceduti, dall'alto della loro sapienza, hanno portato il mondo occidentale a livelli da Terzo mondo, può rappresentare un serio problema.<br>Per tale motivo è opportuno analizzare l'attuale situazione in modo razionale e fidarsi SOLO dei numeri ufficiali per i quali invito sempre a visitare il sito dell'<a href="https://iss.it/">Istituto Superiore di Sanità</a>, numeri ben diversi da quelli sbandierati nei talk show e pubblicati dai nostri giornali.<br><br>Molti alunni avevano già mostrato una certa preoccupazione determinata dal fatto di dover affrontare le prove Invalsi, gli esami e, si spera, il passaggio alla scuola superiore.<br>Alla comprensibile ansia verso il futuro, si aggiunge il peso relativo a quella moltitudine di cambiamenti fisici e interiori, quell'alternanza di stati d'umore che variano dall'apatia più totale alla voglia di spaccare il mondo, chiamata <strong>adolescenza</strong>.<br>In questo cocktail d'insicurezza e ansia si è aggiunta la ciliegina rappresentata dal coronavirus, scenario al quale nessuno poteva essersi preparato eccetto qualche filantropo.<br>Abituati come siamo alle fantascientifiche pellicole cinematografiche, avremmo potute forse immaginare, se dotati di eccezionale fantasia, che, prima o dopo, una qualche guerra avrebbe coinvolto il nostro continente o il nostro Paese, che dei terroristi avrebbero fatto una serie di attentati, che gli UFO avrebbero finalmente fatto la loro comparsa ufficiale polverizzando intere città, che una qualche epidemia avrebbe trasformato la popolazione umana in schiere di zombie affamati di cervello (ma ne troverebbero davvero pochi), che il cambiamento climatico avrebbe causato terremoti e tsunami che avrebbero seppellito le nostre città costiere o ancora, che dinosauri fuggiti da improbabili parchi divertimento avrebbero scorrazzato sul suolo terrestre a caccia di qualche tenero boccone umano.<br>Nulla di tutto ciò si è verificato, semplicemente è accaduto che un piccolo virus, uno come tanti altri che si sono alternati nel corso della millenaria storia della nostra civiltà, ha fatto la sua comparsa causando, purtroppo, vittime soprattutto fra la popolazione più anziana, che, come spesso accade, non godendo più di buona salute e con un sistema immunitario reso fragile dalle continue terapie farmacologiche e dalle pessime abitudini alimentari, si trova a dover affrontare una "guerra" fronteggiando un nemico molto potente, armati solamente di pistole ad acqua.<br><br>Per quanto questo possa dispiacere e causare tristezza, rientra nel naturale ciclio della vita: si nasce, si cresce, si diventa adulti, poi anziani, infine si muore. Certo sarà tremendo per i famigliari di queste persone, come sempre lo è quando c'è un lutto.<br>Peggio, molto peggio sarebbe stato, se il virus avesse attaccato solamente l'organismo dei bambini, o solo delle donne.<br>In passato ci sono state <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Peste_nera"><strong>epidemie</strong></a> molto più democratiche e per questo feroci, che uccidevano tutti senza badare al sesso, all'età o al colore e si diffondevano con una velocità tale da causare il dimezzamento della popolazione di un intero territorio, stato o continente.<br>Utilizzando la razionalità, la paura torna ad una dimensione accettabile e si trasforma in timore, non condiziona più la nostra esistenza, ottimi in tal senso, sono i consigli elargiti a destra e a manca dagli immancabili esperti, psicologi, psicoterapeuti, psicopedagogisti, conduttori di talk show, scienziati, opinionisti, attori, cantanti, calciatori, influencer e da tutta la combriccola mediatica, purché a questi consigli faccia seguito un comportamento <strong>coerente</strong> degli adulti, altrimenti si cade in contraddizione e si causa disorientamento e maggiore ansia in chi doveva essere tranquillizzato.<br>Se per tranquillizzare i miei alunni dico loro "<strong><em>state tranquilli, non abbiate timore poiché il pericolo riguarda la fascia d'età compresa tra i 76 e i 90 anni, comunque persone già alle prese con diverse patologie gravi, come insufficienze renali o polmonari, cardiopatici o chemio/radiotrattati</em></strong>" ma poi non faccio altro che guardare TG dalla mattina alla sera e rendicontare continuamente il numero dei deceduti, diventando paonazzo ogni qualvolta giunge alle mie orecchie la sigla di un notiziario, il suono di una sirena, o una notifica whattsapp, oppure continuo a dar credito al "sentito dire" riferitomi da parenti, amici, conoscenti, e follower dei miei follower, sicuramente in buona fede ma, a loro volta, condizionati dal proprio vissuto, dallo stress e dalla onnipresente "paura", allora trasmetto ai miei alunni agitazione e ansia, l'esatto contrario di ciò che mi ero preposto, tanto valeva dire loro: "<strong><mark>NON ABBIATE PAURA... ABBIATE... MOLTA PAURA!</mark></strong>".</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-04 22:54:47 UTC</pubDate>
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         <title>Sondaggio della settimana</title>
         <author>ale4eign</author>
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         <description><![CDATA[<div>Molti mi chiedono <strong><mark>Lei prof. cosa ne pensa di Greta Thunberg?</mark></strong><br>(cliccare l'immagine per conoscere la risposta)</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-05 00:06:26 UTC</pubDate>
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         <title>Confessioni di un prigioniero</title>
         <author>ale4eign</author>
         <link>https://padlet.com/ale4eign/outside/wish/465649059</link>
         <description><![CDATA[<div>La reclusione forzata prosegue senza interruzioni, unica eccezione l'ora d'aria che mi viene concessa dalla clemenza dei carcerieri. La strada è deserta ma non è una novità, questo paese è sempre stato deserto, lo è a Capodanno come a Carnevale o a ferragosto.<br>Dopo appena un centinaio di metri prendo il sentiero che si inerpica su per la collina. <br>Giunto in cima posso nuovamente apprezzare ciò che fino a pochi giorni fa sembrava scontato, il sole, l'aria, le montagne innevate, le <a href="https://www.leicasa.it/piante-da-giardino/piante/primula-vulgaris_NG1.jpg">primule</a>, gli alberi, le <a href="https://cdn.pixabay.com/photo/2014/03/21/13/45/flowers-292078_960_720.jpg">gemme</a> sui rami, gli insetti, l'odore dell'erba tagliata.<br>Dopo alcuni minuti trascorsi a contemplare le <a href="https://images2.imgbox.com/5a/b8/UCIdC04V_o.jpg">colline circostanti</a>, le cascine lontane, la chiesa del borgo più a valle, i vigneti, l'abbaiare di un cane mi ricorda che non posso soffermarmi troppo in questo luogo, pena una denuncia per <mark>reato di evasione</mark>, ormai hobby preferito dai vicini. <br>Lontano, il cane continua ad abbaiare, nell'avviarmi verso casa, penso ai cani avuti in gioventù, <strong>Charlie</strong>, il mio primo cane e il più longevo, ben 16 anni di amicizia interrotta dall'iniezione letale di un impassibile uomo in camice bianco, <strong>Briciola</strong>, una bretoncina pelle e ossa trovata vicino casa, fra cumuli di rifiuti mentre cercava disperatamente del cibo per se stessa e per i cuccioli che portava in grembo, <strong>Enya</strong>, la cagnolina volante, la cui breve vita finì sul freddo manto stradale dopo un volo di cinque piani.<br>A quei ricordi alcune lacrime scorrono sulle mie guance, nonostante il tempo trascorso da quelle vicende e la bella giornata di sole, non riesco a trattenerle<br>e non avrebbe senso nasconderle dato che nessuno può vederle, e, se anche potesse, avrebbe senso fingere di essere ciò che non si è?<br>Per questo motivo cerco sempre di essere coerente con me stesso e cerco di essere d'aiuto a chi ha bisogno del mio aiuto.<br><strong>Cerco</strong>, non è detto che ci riesca.&nbsp;<br>Conosco però molto bene ciò che si prova a sentirsi soli, incompresi, vuoti, conosco il senso d'angoscia e lo sconforto, il peso di quel macigno che si forma nella gola e il bruciore agli occhi quando si è pianto molto.&nbsp;<br>So bene che il vuoto che uno si porta dentro, non può certo essere colmato con le buone intenzioni o con parole dette in modo superficiale.<br>Per questo, ho tanti buoni motivi per sentire la mancanza del mio lavoro, della scuola, dei miei colleghi, delle collaboratrici e soprattutto dei ragazzi, ne ho almeno 188 di motivi, tanti quanti sono gli alunni nella mia scuola, perché quella scuola dopo 5 anni che ci lavoro, la sento un po' mia.<br>Con alcuni alunni ho un legame molto forte, sono quelli più fragili o che meglio di altri sanno comunicare le loro richieste d'aiuto. Altri invece, in apparenza sicuri e disinteressati ai problemi dei coetanei, sono in realtà ben più fragili di come appaiono ma non riescono a comunicare il proprio disagio.&nbsp;<br>In questo momento, mi mancano i ragazzi e le ragazze delle classi terze, perché li conosco da più tempo, perché conosco l'ansia che provano molti di loro, perché conosco la resistenza che alcuni di loro oppongono prima di aprirsi e la fatica che gli costa farlo, perché vederli ridere e scherzare, sbadigliare e spalmarsi sul banco, chiedere di andare ai servizi 10 volte al giorno e altrettante volte dare il buongiorno, fare gli scongiuri sperando di non essere interrogati, proporsi per un'interrogazione o per portare la borsa o dei libri a un docente, avvicinarsi a testa bassa per chiedere qualcosa che però poi non si fidano di chiedere, vedere i loro occhi brillare per un cioccolatino ricevuto, atteggiarsi ad adulti, bighellonare per i corridoi, staccare pezzi di merenda o prendere manciate di patatine da un compagno, chiedere di poter assemblare un robot, tenere il broncio per un voto insufficiente, guardare in continuazione l'orologio o qualsiasi cosa passi oltre la finestra. Sarà che non ho figli, o forse vivo reminescenze del mio passato, non lo so... quello che so è che mi mancano, tantissimo.<br>Cari ragazzi e ragazze, anche se non leggerete queste righe lo scrivo ugualmente, mi mancate tanto, troppo, come non saprei quantificare, non perché io sia particolarmente buono o bravo, non lo sono affatto, sono un pessimo insegnante, un insegnante per caso, arrivato a scuola dopo aver svolto i lavori più svariati, e soprattutto, sono un grande egoista, perché il mio grande vuoto, l'ho colmato con voi.<br><br>Adesso torno alla mia prigionia, rientro in cella in attesa del rancio, il cappellano ha portato dei sigari e della vodka, ma io non fumo e non apprezzo i super alcolici, spero che la prossima volta porti dei cioccolatini, mi ricordano sempre il brillare dei vostri occhi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-19 01:17:51 UTC</pubDate>
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         <title>Buon compleanno!</title>
         <author>ale4eign</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ragazzuoli cari, mi spiace non potervi donare come consuetudine per il vostro compleanno, quel pacchetto di gommose e cioccolatini che indica, anche se in maniera molto modesta, che siete nei miei pensieri, ma visto il perdurare della reclusione, ci tengo a farvi avere, se non qualcosa di materiale, almeno il mio augurio, possiate vivere il vostro compleanno con serenità!<br>Vi prometto che recupererò quando torneremo a scuola.<br><br>5 marzo, buon compleanno Martina R!<br>9 marzo, buon compleanno Samuele!<br>14 marzo, buon compleanno Daniel!<br>16 marzo, buon compleanno Michael!<br>28 marzo, buon compleanno Elisa B!<br>2 aprile, buon compleanno Francesco!<br>7 aprile, buon compleanno Margherita T. e Gioele!<br>10 aprile, buon compleanno Desiree!<br>11 aprile, buon compleanno Federico!<br>27 aprile, buon compleanno Annalisa!<br>1 maggio, buon compleanno Arianna A!<br>8 maggio, buon compleanno Yasmina!<br>10 maggio, buon compleanno Pietro!<br>11 maggio, buon compleanno Simone!<br>13 maggio, buon compleanno Elisa B!<br>21 maggio, buon compleanno Matteo C!<br>23 maggio, buon compleanno Sara e Stefano!<br>26 maggio, buon compleanno Gabriel!<br>1 giugno, buon compleanno Tommaso!<br>10 giugno, buon compleanno Martina O!<br>18 giugno, buon compleanno Letizia!<br>21 giugno, buon compleanno Alessandra!<br>24 giugno, buon compleanno Alice!<br>27 giugno, buon compleanno Fabrizio!<br>30 giugno, buon compleanno Roby!<br>17 luglio, buon compleanno Lav!</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-19 23:50:49 UTC</pubDate>
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         <title>Esercizio per E, K, N e A.</title>
         <author>ale4eign</author>
         <link>https://padlet.com/ale4eign/outside/wish/467159883</link>
         <description><![CDATA[<div>Quante volte ti è accaduto, di sentirti sola, incompresa, triste, prigioniera dell'ansia?<br>Quando ciò accade speri che qualcuno finalmente se ne accorga, ti capisca pienamente e ti rincuori.<br>Adesso immagina di vivere proprio uno di quei terribili momenti.<br>Stai provando quelle spiacevoli sensazioni, l'ansia, la tristezza l'incomprensione, ma questa volta, accade qualcosa di inatteso, puoi <a href="https://img-fotki.yandex.ru/get/170627/96386024.775/0_16fb27_fe0d0dad_XXL.jpg">trascendere dal tuo corpo</a>.<br>Immagina la tua essenza, il tuo spirito, può uscire dal corpo e porsi dinanzi a quella ragazza triste e ansiosa che conosci bene, molto bene, nessun altro la conosce così profondamente come la conosci tu.<br>Osservala, in questo momento di fragilità, di sofferenza e tristezza, prova a immaginare cosa puoi fare per lei. <br>Come puoi confortarla? Come puoi farle capire che non ha nulla che non va? Come puoi farle capire quanto ella sia preziosa?<br>Perché lo è certamente, su questo non c'è alcun dubbio, solo che il suo subconscio in questi anni le ha sempre ripetuto il contrario, che non valeva niente, che non era all'altezza, non le ha mai concesso fiducia, tenendola imprigionata in uno stato d'ansia.<br><br>Il subconscio è come un tribunale, al suo interno chi governa è un <a href="https://clipartstation.com/wp-content/uploads/2017/11/judge-clipart-1.jpg">vecchio, tremendo e intransigente giudice</a>, il cui giudizio è inappellabile, la sua sentenza è sempre di condanna.<br><br>Ogni volta che questo giudice la condannava, lei si convinceva sempre più di essere colpevole e di avere qualcosa che non andava.<br>Quando una parte di lei, quella consapevole, vera, preziosa, cercava di discolparsi, conscia di aver fatto qualcosa buono, meritevole, degno di apprezzamento, il giudice ne sminuiva immediatamente il valore.<br>Talvolta la parte di lei più preziosa si opponeva alla sentenza e all'interno del tribunale avveniva una ribellione.<br>In quei momenti crescevano il malessere, l'ansia e la tristezza, poiché vi era una lotta tra la parte consapevole e preziosa e la parte arrendevole e indolente.<br><br>Adesso che conosci il meccanismo che tiene prigioniera la ragazza, puoi provare a fare qualcosa per lei, la tua essenza può rientrare nel suo corpo.<br>Da ora in avanti, ogni volta che il giudice la condannerà o ne sminuirà il valore, stà a te intervenire e farle capire che quel giudizio è sbagliato, che nel mondo esterno quel tribunale non ha alcun potere se non sei tu a darglielo, per questo devi sempre ricordarti <strong><mark>quanto sei preziosa</mark></strong>. <br><br>Se non te lo dice nessuno non significa che non lo sei.<br>Se te lo dicono in pochi, non significa che lo sei poco.<br>La mente si nutre del giudizio altrui solo quando è il proprio giudizio ad essere impietoso.<br>Sei preziosa a prescindere da ciò che gli altri dicono o pensano di te, e lo sei anche se pensi di non esserlo.<br>Se non te lo dice nessuno, stai certa che molti lo pensano, ma tu gli crederesti?<br>Se non te lo dice nessuno, comincia a dirlo TU.<br>Se non te lo dice nessuno, te lo dico io!</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-20 00:39:16 UTC</pubDate>
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         <title>GSUITE - Consigli</title>
         <author>ale4eign</author>
         <link>https://padlet.com/ale4eign/outside/wish/471163957</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Consiglio n. 1<br></strong>Anche se ho una memoria di ferro e ricordo il nome di tutti i miei 2369,5 amici twitter, facebook, instagram, tik tok e tic tac, <strong>scrivo la password gmail sul mio diario</strong>!<br><br><strong>Consiglio n. 2<br></strong>Prima di chiedere qualcosa riguardante i compiti assegnati tramite Classroom, controllo se nella bacheca di classe (detta Stream) qualcuno ha già posto la stessa domanda e ottenuto una risposta.<br><br><strong>Consiglio n. 3<br></strong>Se da tre giorni non riesco ad accedere in alcun modo al mio account, neanche dopo aver imprecato in tre lingue differenti e aver scomodato compagni, genitori, fratelli, sorelle, cugini lontani, il cane, il gatto e anche il pappagallino e il pesciolino rosso, ma è rimasta in me una gran voglia di lanciare il PC fuori dalla finestra sperando di colpire in testa l'inventore di Gsuite for Education... chiedo assistenza al prof. Murolo.<br><br><strong>Consiglio n. 4<br></strong>Se nonostante il mio enorme cervello, l'intelligenza smisurata e la dieta ricca di fosforo sono riuscita/riuscito a dimenticare la password del mio account (anche perché no ho altri 99), prima di fare pasticci, contatto il prof. Murolo.<br><br><strong>Consiglio n.5</strong><br>Se nonostante io sia una persona sempre allegra e molto coraggiosa continuo a sentirmi irrequieta/irrequieto, contatto il prof. Murolo che conosce e può insegnarmi alcune efficaci tecniche di rilassamento e può aiutarmi a stare più sereno.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-23 15:30:45 UTC</pubDate>
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         <title>Il mistero del visitatore notturno</title>
         <author>ale4eign</author>
         <link>https://padlet.com/ale4eign/outside/wish/571272647</link>
         <description><![CDATA[<div>Quando decisi di acquistare casa, nello stesso luogo in cui ancora oggi risiedo (Monastero di Vasco), non vedevo l'ora di liberarmi, una volta e per sempre, delle odiose spese dell'affitto, tanto più che quei soldi finivano sempre per riempire le tasche di padroni di casa degni della migliore letteratura Ottocentesca, gente così attaccata al denaro da far impallidire <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ebenezer_Scrooge#Biografia_del_personaggio">Ebenizer Scrooge</a> in persona.<br>Per non parlare degli alloggi, presentati negli annunci sui giornali come bomboniere o piccoli gioielli, ideali per la giovane coppia in cerca di un angolino romantico, e sì che piccoli lo erano davvero, ma di gioeilli o bomboniere non vi era&nbsp; alcuna traccia se non nella mente malata di chi li proponeva in affitto.<br>Alloggi vecchi, malmessi, con vicini di casa molesti e padroni di casa taccagni fin nelle ossa, che non si degnavano di far sistemare una caldaia, che in termini di età, faceva invidia a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Matusalemme">Matusalemme</a> e certamente aveva visto più primavere di quante ne avevo viste io che di anni ne avevo 27, oppure, che lasciavano in dotazione all'alloggio materassi talmente usurati e luridi da far sembrare un porcile qualcosa di asettico.<br>Il mio primo padrone di casa, un carabiniere in pensione in quel di Mondovì, ebbe perfino il barbaro coraggio di pretendere 8 mensilità in anticipo come caparra antifrode (o anti-terrone forse), alla faccia dell'onestà e della divisa che si vantava di aver portato!<br>Qualcuno potrebbe ribattere che nessuno mi obbligava ad andare a vivere in quelle topaie, infatti nessuno mi puntò una pistola alla schiena minacciandomi, se non il bisogno.<br>Quando si è nel bisogno e per giunta quando non si è soli, ma c'è una moglie al seguito, anche una topaia è da preferirsi al rimanere sotto un ponte.<br>Così nei miei primi 5 anni di vita piemontese mi sono fatto una vasta cultura in fauna di vario tipo, ratti, scarafaggi, ragni, centopiedi e muffe.<br>A 23 anni ero andato a vivere in Veneto, a Treviso, e avevo lavorato per 3 anni in un ristorante McDonalds, la classica gavetta, friggere patate, cuocere hamburger, pulire i tavoli e anche i gabinetti, con l'odore dell'olio fritto che rimaneva perennemente nelle narici, ma uno stipendio dignitoso e una vita che a quell'età sembrava potesse solo migliorare.<br>Giunto in Piemonte, tra un lavoro pagato male ed un altro pagato meglio ma totalmente in nero, ho iniziato a metter da parte un gruzzoletto che, anche grazie al fatto di non aver visto un pub, un cinema o un concerto per 5 anni, ovvero risparmiando, mi ha permesso di acquistare la mia prima casetta con pagamento dell'intera somma in contanti, non perché fossi matto ma perché le banche non offrono mutui o prestiti a chi ha lavori precari.<br>Ma torniamo alla mia casetta, i sette nani ci starebbero larghi, io faccio molta fatica, perché è davvero piccola, 46 mq terrazzi inclusi, però è indipendente su quattro lati, ovvero nessun rompi...scatole, niente vicini molesti, niente muffa o ratti, solo qualche ragnetto che lascio traquillo nel suo angolino e che ricambia la cortesia liberandomi dagli insetti nocivi, a completare il quadro c'è un bel giardino.<br>Veramente il giardino è più un'aiuola visto che misura 1,5 x 1,5 metri, ma all'agenzia immobiliare la pubblicizzavano così: "vendesi casetta con giardino privato", la casetta c'era, il giardino privato no.<br>Ebbene da circa un mesetto, il mio giardino-aiuola è lo scenario di alcuni strani avvenimenti.<br>Tutto iniziò una mattina durante il <em>lockdown</em>. Abitando in un posto semi-sperduto, ho avuto la fortuna di poter uscire da casa per fare passeggiate nel bosco anche quando gli altri erano costretti a rimanere in casa. <br>Non mi vanto di aver trasgredito, solo che non avrei potuto contagiare nessuno seppur fossi stato positivo al virus, e nessuno avrebbe potuto contagiarmi poiché non c'è mai nessuno in giro, men che meno nel bosco o nei campi.<br>Gli unici incontri che potrei fare e spesso faccio sono con gli animali, cervi, caprioli, volpi, scoiattoli, bisce, poiane e in inverno anche il lupo, ma più frequentemente qualche micio che, come me, ama gironzolare ed esplorare i paraggi.<br>Tornando al mio giardino-aiuola, una mattina appena uscito di casa, notai una <strong>buca</strong> proprio in mezzo all'aiuola e alcune piantine sradicate e schiacciate.<br>Una buca di circa 15-20 cm di diametro, ma non una buca vuota, bensì una buca che qualcuno aveva utilizzato, il souvenir... in bella mostra al centro non lasciava spazio a dubbi, era stata utilizzata come fosse un WC!<br>La mattina successiva le buche erano diventate due, stesse dimensioni, stesso... contenuto.&nbsp;<br>Il terzo giorno ancora una buca, ancora un souvenir. La cosa iniziò a puzzare!<br>Chi poteva essere così sfacciato e maleducato da condurre il proprio cane a fare i bisogni proprio nel mio giardino? E con tutta la campagna presente nei dintorni!<br>Decisi che quella sera mi sarei appostato dietro un angolo, nascosto tra la scala d'accesso alla casetta e il garage, a costo di trascorrere tutta la notte camuffato da spaventapasseri, avrei colto sul fatto il malfattore.<br>Il caso volle che la prima sera di appostamento non si vide nessuno e infatti al mattino non vi erano buche nuove.<br>La seconda sera ero ancora deciso a beccare lo str...o, ehm... il gran maleducato autore delle buche. Purtroppo dopo circa un'ora di attesa, dovetti assentarmi un paio di minuti per fare la pipì, al mio ritorno potei constatare, con non poca arrabbiatura che il visitatore notturno aveva già commesso il suo crimine.<br>In me aumentava l'ira, mi sentivo preso in giro, e mi ero promesso che se avessi colto sul fatto il farabutto autore delle buche, anzi il suo padrone, gli avrei tirato addosso i suoi stessi souvenir!<br>La terza sera mi appostai ancor più determinato a fare giustizia.<br>Quando la campana della chiesa suonò le 23.00 una sagoma si avvicinò furtiva.<br>Il buio non mi permise di capire che razza di cane fosse, ma ero fiducioso che l'avrei presto scoperto. La luce di un lampione, colpiva un angolo dell'aiula colorandola di un fioco arancio tendente al blu.<br>La sagoma annusò a destra e a manca, scalvalcò con un goffo saltello la piccola bordura in cemento ed entrò nell'aiuola dove continuando ad annusare e a grufolare con il muso, sradico alcune giovani piantine e inizio a scavare un'altra buca. Non aveva guinzaglio ne collare, ma io ero certo che il padrone fosse poco distante e sarebbe comparso a breve e già pregustavo la sua faccia sorpresa al mio coglierlo sul fatto, intanto montava in me l'ira, la rabbia, la furia, e ancora pochi secondi e mi sarei trasformato in super Saiyan.<br>Sono animalista, ambientalista ed ecologista e non potrei fare del male a un cane così come farei fatica ad uccidere un qualsiasi insetto, anche il più viscido, ma iniziavo a temere per l'incolumità del padrone qualora l'avessi preso...<br>Finito il suo bisogno, l'incognito animale continuò ad annusare e grufolare all'interno della mia aiuola, finché non si fermò nell'area colpita dalla luce del lampione e così finalmente lo vidi.<br>Lo vidi chiaramente e nello stesso istante, tutta la rabbia e la furia omicida che via via erano aumentate, si dissolsero completamente.<br>In un frangente, mi ero trasformato da killer pronto a colpire con raffiche di insulti e parolacce, in un novello Siddharta, in pace con me stesso e con il mondo intero, nella pienezza del Nirvana.<br>A rendermi così pacifico e innocente, un tenero musetto striato di bianco e di nero, due occhi luccicanti, e un naso all'insù. mi doveva aver fiutato e si era immobilizzato. Gli animali quando fiutano il pericolo e non sono presenti piccoli da difendere, hanno due sole possibili reazioni: fuggono oppure si rendono invisibili diventando immobili in attesa dell'attimo propizio per fuggire.&nbsp;<br>La sua immobilità, ma in piena luce, mi permise di ammirarlo per un'eternità lunga pochi secondi. Era un magnifico tasso.<br>Il tempo di trattenere il fiato e di respirare nuovamente, che quello fuggì senza neanche un sibilo.<br>Da quella sera, aspetto con trepidazione, una nuova visita, solamente per godermi lo spettacolo. La fortuna ha voluto che durante il lockdown, con le persone chiuse in casa e le automobili che non circolavano, la fauna selvatica si è spinta fin dentro i centri abitati.<br>Adesso le visite sono regolari, mi sono spinto a lasciare del cibo, frutti e semi, la mia aiuola offre anche tanti lombrichi. Il tasso sembra gradire.<br>Qual è la morale di questa storia? Non c'è, o forse si.<br>Per come la vedo io, Madre Natura si riappropria degli spazi che le abbiamo sottratto, a ricordarci che si può coesistere ma per farlo è necessario il rispetto delle sue sacre leggi.&nbsp;<br>Inutile dire chi, fra uomini e animali, ne ha sempre disatteso le regole.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-05-13 21:34:30 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Saluti dal prof</title>
         <author>ale4eign</author>
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         <description><![CDATA[<div>Care ragazze e cari ragazzi,&nbsp;</div><div>siamo giunti alla fine di questo percorso, a molti di voi sembrerà inutile leggere queste parole e magari è proprio così, ad altri sembreranno le solite banalità, parole scritte (ma avrei voluto dirvele personalmente) tanto per facciata o per ruolo istituzionale, chi mi ha potuto conoscere, sa che il senso delle istituzioni, specie quelle scolastiche, per me è qualcosa di alieno e perciò distante anni luce dal mio pensiero, per cui, quello che qui scrivo, equivale a quello che penso e quello che penso, non deve per forza coincidere con quello che pensano gli altri, finché non usano la menzogna, tutti hanno identico diritto di esprimersi e vanno difesi anche e soprattutto quando la pensano diversamente da me.</div><div><br></div><div>Ho conosciuto alcuni di voi sicuramente meglio di altri, avrei voluto conoscere meglio tutti voi, perché penso che il modo migliore per fare quello che faccio è appunto conoscere la persona che c’è dietro ogni alunno, perché è la persona che ha valore, <strong><mark>sempre</mark></strong>, l’alunno potrebbe averne meno poiché viene giudicato in base all’impegno, alla serietà, all’ordine, alla precisione, alla puntualità, alla bravura, alla logica, all’intelligenza, ma capite bene che ogni essere umano è diverso dall’altro e sono troppi i fattori non dipendenti dalla volontà o dalle capacità del singolo che potrebbero determinare o meno il successo.</div><div><br></div><div>Certamente mi rendo conto se uno è più bravo di un altro, se si è impegnato o se ha fatto il furbo, ma non è quello che determina il mio giudizio, perché non voglio contribuire a creare futuri narcisisti tutti pieni di sé, che ambiscono esclusivamente al possesso materiale e perciò sono disposti a passare sopra chiunque gli si pari dinanzi pur di raggiungere il proprio scopo.</div><div><br></div><div>Per come la vedo io, la scuola è concepita in maniera tale da creare solo competizione, una società che mira a creare competizione tra i suoi membri è una società che può alimentare solo divisioni, dove i deboli sono abbandonati al proprio destino e dove i forti vengono esaltati.</div><div>Dove c’è competizione non può maturare il senso di solidarietà, di collaborazione e di comunità, se invece sono questi i valori fondativi nessuno resta indietro.</div><div><br></div><div>Mi si potrebbe replicare che dato che non credo alla Scuola, per quale motivo faccio questo lavoro? Il fatto di non credere alla Scuola è invece significativo e indicativo di ciò in cui credo davvero, dal momento che mi faccio in quattro e non certo per lo stipendio, ho guadagnato ben più denaro quando lavoravo al McDonalds e avevo molto più tempo libero, ma sapete che soddisfazione friggere patate e cuocere hamburger… e non è per i miei colleghi che lo faccio, anche se il mio aiuto lo offro sempre volentieri e alcuni di loro meriterebbero davvero una statua per la dedizione e l’amore che mettono nel proprio lavoro, e non lo faccio per il ministro dell’istruzione, quello attuale o quelli precedenti, tanto più che i ministri passano così come i concorsi ma dei precari come me, non se ne cura nessuno, e il prossimo concorso ci vede esclusi ancora una volta.</div><div><br></div><div>L’unico motivo per cui faccio questo lavoro è perché credo nei ragazzi, perché ritengo che le persone più fortunate al mondo siano i vostri genitori che possono vedervi tutti i giorni, in parte lo sono anch’io perché ho potuto accompagnarvi per un periodo relativamente lungo, credo che avere avuto questo privilegio mi abbia arricchito e soprattutto migliorato come persona, come insegnante rimango quello che ero, cioè pessimo.</div><div><br></div><div>Vorrei scrivere a ciascuno di voi, perché siete diversi, avete problemi diversi, caratteri diversi, reagite in maniera differente gli uni dagli altri, non poche volte mi avete sorpreso e sempre positivamente, se talvolta avete commesso errori rientra nella natura umana e soprattutto giovanile, se fossimo perfetti non vivremmo su questo pianeta e l’unico essere umano, che, si racconta fosse perfetto, venne crocifisso duemilaventi anni fa… avete anche diverse speranze e diversi sogni che vi auguro dal profondo del cuore di realizzare.</div><div><br></div><div>Siccome con l’età oltre ad aver acquisito un po’ di esperienza e forse di saggezza, ho anche acquisito una maggiore capacità di commuovermi e di piangere, mi capita quando vado a correre e trovo un povero animaletto morto investito da qualche auto, mi capita se penso ai cani che ho avuto in gioventù o agli amici che ho perso, e mi capita quando vivo una separazione, che sia dalla mia famiglia, da mia moglie o dai miei ragazzi, perciò, tra i tanti aspetti negativi del lockdown e dell’emergenza, che mi ha privato di ulteriori esperienze insieme a voi, le gite, il rafting, le prove Invalsi o la normale routine, la quotidianità, c’è almeno un aspetto positivo, potrò disattivare la webcam in caso di lacrime.</div><div><br></div><div>Un ultimo consiglio riguardante l’elaborato finale, 15 minuti di tempo non saranno sufficienti ad esprimere quanto avete preparato, ma consolatevi perché non sarebbero comunque sufficienti per esprimere ciò che siete, ciò che siete lo avete espresso nel periodo di tempo trascorso in classe, alcuni di voi non lo hanno mai davvero fatto, alcuni per limiti caratteriali (timidezza, insicurezza, paura del giudizio altrui), altri perché non lo sanno ancora chi sono e mi auguro che lo possano scoprire quanto prima perché vivono un periodo di profonda crisi, altri perché per potersi esprimere bisogna maturare e non tutti maturano alla stessa età, per cui, tornando all’elaborato finale, cercate di condurre voi le danze, portate la discussione dove ritenete voi importante, cercate di andare oltre i concetti che avete studiato, utilizzate parole vostre, imprimete il vostro giudizio, il vostro pensiero, perché è quello che vi contraddistingue ed è quello che interessa ai docenti, gli ansiosi provino a chiudere gli occhi e a rimanere concentrati non sulla platea (i docenti), ma sulla propria ricerca (il nucleo tematico), in quei 15 minuti sarete voi i docenti e davanti avrete i vostri studenti.&nbsp;</div><div>Se vi bloccherete o andrete in crisi, nessuno infierirà su voi, abbiamo già valutato gli elaborati e la presentazione inciderà solo per il 20% (1/5) sul giudizio globale, quindi keep calm!</div><div><br>Se mi capiterà di incontrarvi, sarò felicissimo e se vi fermerete anche solo un istante per salutarmi o per fare due chiacchiere lo sarò ancora di più, ma state tranquilli, se non lo farete, mi rimarrà comunque il ricordo del tempo trascorso con voi ad osservarvi non osservato, dalla mia posizione privilegiata in ultima fila e tanto mi basta.</div><div><br></div><div>Sappiate che sono orgoglioso di voi, di tutti voi, se in futuro doveste aver bisogno di me (prima di fare stupidaggini) ricordate che io ci sono.</div><div>Vi abbraccio affettuosamente e vi saluto con un proverbio dei nativi americani:</div><div><br></div><div>"<em>Lungo il cammino della vostra vita fate in modo di non privare gli altri della felicità. Evitate di dare dispiaceri ai vostri simili ma, al contrario, vedete di procurare loro gioia ogni volta che potete!".</em></div><div><br>Prof. Murolo</div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=5amoP37cIk0" />
         <pubDate>2020-06-14 21:06:01 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Lemmings</title>
         <author>ale4eign</author>
         <link>https://padlet.com/ale4eign/outside/wish/671249752</link>
         <description><![CDATA[<div>All'inizio degli anni '90 del secolo scorso, quando ero ancora un giovane e occhialuto sbarbatello, anzichè concentrarmi sullo studio, trascorrevo molte ore a giocare ai videogames, quindi non ero molto diverso dagli odierni tredicenni con le loro WII, Play e Xbox. <br>Provavo grande interesse per i videogiochi, non solo per l'azione del giocare ma anche per lo sviluppo dei videogiochi, tanto da inventare trame per eventuali giochi da sviluppare, o da riempire fogli di album con schizzi di scenari e personaggi, una sorta di artworks che poi proponevo alla mia piccola platea formata da compagni di classe e amici, chi si sarebbe occupato di sviluppare <br>quei giochi visto che nessuno di noi conosceva un linguaggio di programmazione non era dato sapere.<br>Uno dei giochi strategici più originali dell'epoca venne pubblicato nel 1991, i protagonisti erano dei piccoli omini verdi, i<strong> </strong><a href="https://webgames.host/uploads/2016/05/lemmings.jpg"><strong>Lemmings</strong></a>, lo scopo del gioco era condurre in salvo un certo numero di questi simpatici ma sbadati esserini, ogni livello presentava diversi ostacoli e pericoli, tutti potenzialmente letali come una buca piena di lava incandescente o un profondo abisso e solo l'intervento del giocatore poteva salvare i Lemmings da morte certa, ad esempio cliccando sul Lemming "costruttore" questo provvedeva a costruire un ponte in modo tale da fare attraversare l'abisso agli altri Lemmings senza alcun danno.<br>L'intervento del videogiocatore risultava quindi provvidenziale poiché evitava ai piccoli Lemmings di morire annegati, schiacciati, arsi vivi, esplosi in mille pezzettini o di precipitare da altezze troppo elevate.<br>Se guardo alla realtà odierna, riesco facilmente a trovare molte similitudini tra quel videogioco e la Scuola di oggi, essa sembra popolata da una miriade di Lemmings che, come i protagonisti del videogioco, seguono tutti una medesima direzione, la quale porta inesorabilmente all'abisso.<br>Se fosse solo questo il problema, nulla da dire, docenti e dirigenti sono persone adulte, libere di decidere per il proprio destino e libere di seguire un cammino simile, tantopiù che lo fanno allegramente, soddisfatti dall'aver ricevuto un <strong>bonus docenti</strong> che li premia con 500 euro da spendere in tablet, PC, libri o corsi di formazione e aggiornamento, come se nelle loro case mancasse un tablet, un PC o gli stessi libri non fossero comunque acquistabili presso una qualsiasi libreria anziché riempire le tasche di Bezos e gonfiare i bilanci di Amazon.<br>Ma se in questo cammino vi si conducono anche gli alunni, ebbene sono spiacente ma non posso rimanere in silenzio poichè sarei complice di un vero e proprio crimine, per cui, nonostante io capisca di risultare antipatico, pesante, noioso, petulante, non mi esimo dalla critica anche feroce se è il caso, lo sanno i miei colleghi e lo sa la Dirigente che mi ha ben tollerato in un periodo nel quale <strong>emergenza</strong> era la parole d'ordine, ma lo avrebbe fatto ugualmente se non fossi stato il solo con determinate competenze informatiche che sopperisse così alla scarsa dimistichezza del corpo docente con l'utilizzo di software e piattaforme per la didattica a distanza? Ne dubito.<br>Riconosco però alla Dirigente grandi qualità come la sensibilità, la caparbietà, la prontezza, la disponibilità all'ascolto e soprattutto la buona fede, cosa non sempre scontata, il ché la rende un'eccellente guida e una valida condottiera.<br><br>Purtroppo cambia poco, i Lemmings continueranno a percorrere il cammino verso l'abisso nonostante siano guidati da una valida condottiera, il fine è il medesimo perché la cecità nei confronti della realtà è ormai diffusa e perché l'abisso viene presentato con nomi tali da renderlo piacevole, addirittura ambito, la <strong>NEOLINGUA </strong>che trasfoma tutto ciò che è bello in brutto e ciò che è brutto in bello, con nomi come sfida, innovazione, digitalizzazione, futuro, opportunità e partenariato.<br>Dopotutto, le guerre vengono adesso definite "<strong>missioni di pace</strong>", bombardare popolazioni inermi per colpire il dittatore di turno e poi lasciare quella stessa popolazione in balia di spietati tagliagole viene definito "<strong>esportare la democrazia"</strong>, i tagliagole vengono invece definiti "<strong>ribelli moderati</strong>" mentre l'oligarca che li finanzia anziché essere chiamato criminale e speculatore viene definito "<strong>perseguitato politico</strong>", i lavoratori che protestano in modo civile contro i soprusi e la perdita dei diritti vengono definiti "<strong>fascisti</strong>", "<strong>nazisti</strong>" o "<strong>black bloc</strong>" così come le pacifica popolazione della <strong>Val di Susa</strong> che si oppone alla predazione del proprio territorio, o ancora i bambini palestinesi armati di pericolosissimi "sassi" <br>e definiti "<strong>terroristi</strong>" solo perché osano rispondere alle quotidiane provocazioni e alle mitragliate dei poveri soldati israeliani equipaggiati con la più avanzata tecnologia militare che spesso crivella i loro piccoli corpi, il tutto, nel pieno compiacimento dei pacifisti globali, fra i quali svetta il premio Nobel per la Pace <strong>Barack Obama</strong>, presidente USA, uno che ha esportato più democrazia dei 5 predecessori messi insieme, tanto che in patria viene simpaticamente chiamato "Bombama".<br><br>Una neolingua ormai divenuta unico lessico utilizzato indifferentemente sia da chi propone conferenze e corsi di aggiornamento che da quelli che ormai, solo in teoria dovrebbero ragionare, applicando quel senso critico che da anni la classe docente in realtà neanche più possiede.<br>Aver accettato che la Scuola Pubblica si riducesse a mera azienda con bilanci da salvaguardare e una dematerializzazione che produce sempre più burocrazia, con dirigenti e docenti prostituiti al mercato, che elemosinano pochi spiccioli a colossi come Coop, Esselunga, Amazon, fondazioni bancarie e filantropi dalla dubbia morale, solo per potersi permettere l'acquisto di carta per fotocopiatrici, carta igienica, sapone liquido, gessetti o lampade per i videoprioiettori, o che permettono a enti esterni come l'Istituto Invalsi, la Fondazione Agnelli, la Fondazione CRC e una quantità infinita di Onlus con relativo giro d'affari multimilionario, di dettare le linee guida, messe puntualmente in atto da ministri di ogni colore politico, alcuni dei quali non possedevano neanche un titolo di studio, ma questo non li ha fermati, hanno portato avanti la demolizione controllata, complice lo Stato che da oltre trent'anni ha relegato la Scuola a parcheggio pubblico, diplomificio seriale, con il solo compito di indottrinare, di imporre una visione del mondo ultraliberista, di svilire la competenza e la professionalità di tanti docenti, veri e propri crociati del sapere che si vedono sempre più privati della dignità e dei diritti, sotto il continuo ricatto della perdita di cattedre, obbligati ad aggiornarsi continuamente e a specializzarsi in tutto ciò che è inutile, infine aver lasciato che venisse polverizzato quel poco che rimaneva del <strong>pensiero critico</strong>, che ha per paradosso la frase più pronunciata dai docenti italiani, ovvero quel "<strong><em>dovete imparare a pensare con la vostra testa</em></strong>" rivolto ai propri alunni onde poi riempire quelle medesime teste con la stessa poltiglia trita e ritrita di cui abbiamo riempito le nostre e con aggiunta di pseudo-ambientalismo alla Greta, di pseudo-solidarietà alla Boldrini; di pseudo-pacifismo alla Obama.<br><br>Ebbene non ho dubbi, le molte novità introdotte come soluzioni <strong><mark>temporanee</mark></strong> durante il<strong> </strong><strong><em>lockdown</em></strong>, diventeranno <strong><mark>definitive</mark></strong>, accettate dai più con il cauto ottimismo tipico di chi è stato ormai lobotomizzato, reso innocuo, le poche lamentele saranno relegate ai social (finchè non verranno censurate o bannate) o alle vignette inviate su WhatsApp con superficiale sarcasmo, catene di S. Antonio recanti scopiazzature di celebri aforismi e ancora qualche "<strong><em>Andrà tutto bene</em></strong>" che tuttalpiù potrà causare grasse risate nei padroni, ma il conto non tarderà ad arrivare e toccherà pagarlo e profumatamente.<br>State tranquilli comunque, il lieto fine è dietro l'angolo perché sicuramente andrà tutto bene, e dopo aver pagato il conto, privati del poco che avevano, i simpatici Lemmings continueranno allegramente il loro cammino. &nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-08-06 13:09:37 UTC</pubDate>
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         <title>Paesaggio con piramidi (Classi prime)</title>
         <author>ale4eign</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nelle classi prime abbiamo iniziato a studiare la <strong>Civiltà Egizia</strong>, argomento che da sempre appassiona molto i ragazzi, richiamati dal fascino e dal mistero che ancora oggi, a distanza di millenni, piramidi, faraoni e mummie, riescono a suscitare su quanti si avvicinano all'argomento.<br><br>Il primo elaborato ci ha consentito di proiettarci nell'atmosfera adatta e ci ha offerto l'opportunità di utilizzare per la prima volta, pennelli e colori a tempera, realizzando un bel paesaggio al tramonto.<br><br>Per prima cosa abbiamo realizzato la sfumatura che fa da sfondo al nostro paesaggio, una volta asciugato il foglio, abbiamo proceduto a realizzare le piramidi e abbiamo aggiunto alcuni elementi di flora (le palme) a fauna (il dromedario) tipici di quell'ambiente.<br><br>I ragazzi hanno lavorato con entusiasmo, riuscendo a realizzare quanto era stato prefissato, la parte più difficile è stata la realizzazione della sfumatura, operazione che richiede una certa velocità ma anche padronanza nel maneggiare il pennello.<br>Alla fine, in sole due lezioni il lavoro è stato concluso senza intoppi.<br><br>Per non farci mancare nulla, alcuni alunni hanno realizzato involontariamente una versione ridotta del Nilo versando acqua sul pavimento ma l'impresa più degna di nota è stata riuscire a concludere senza aver cambiato il colore alle pareti della nostra aula... <br>Per chi volesse provare a cimentarsi con questo elaborato, di seguito trova il video tutorial, lo stesso comincia con la sfumatura già realizzata, per sapere come realizzare una sfumatura visionate il post precedente.<br>Buon lavoro!<br><br><strong>Materiale occorrente: <br></strong>un foglio d'album ruvido;<br>colori a tempera;<br>alcuni fogli di giornale o di volantino pubblicitario (per non macchiare il piano di lavoro);<br>pennello piatto n. 10 o n. 12 per la sfumatura di fondo;<br>pennello piatto n. 4 o n. 6 per le piramidi; <br>pennello tondo n. 2 per le palme e il dromedario;<br>scodelline o contenitore per l'acqua;<br>straccio;<br>foglio di brutta, anche riciclato.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-13 09:51:39 UTC</pubDate>
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         <title>Buon Natale dal prof</title>
         <author>ale4eign</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il fatto di esser cresciuto senza la presenza forte e rassicurante della figura paterna, oltre ad avermi reso un ragazzino insicuro, perennemente timido, apparentemente scontroso, con una cartella (allora NON si utilizzava lo zaino) piena di problemi quali disgrafia, disortografia e dislessia, in tempi in cui non esisteva la figura dell'insegnante di sostegno ma l'unico supporto erano i tradizionali metodi "correttivi" cioè l'esercizio continuo e i continui "ceffoni" ben assestati che trasformavano la mia faccia in un gonfio e rosso palloncino.<br><br>Il non avere un padre presente non mi ha dato modo di vivere quelle esperienze tipiche del rapporto padre-figlio come dare i primi calci al pallone, con il proprio papà che si lascia fare gol, andare insieme a raccogliere castagne o funghi, fare una bella passeggiata in montagna con il papà che ti prende in spalla per farti superare un ostacolo, salire sul trattore o andare a pesca, imparare a nuotare o ad andare in bicicletta e chissà quante altre cose che sarebbero state talmente naturali e scontate se fossi cresciuto in una famiglia "normale", purtroppo la mia famiglia, normale non era e gli unici momenti in cui era riunita con mio padre presente, cioè Natale e Capodanno, coincidono anche con alcuni dei ricordi più amari, quando urla e botte erano i grandi protagonisti e sostituivano i tradizionali canti natalizi. <br><br>Ovviamente oggi che mi ritrovo a lavorare nella scuola e a contatto con i ragazzi, quelle dinamiche che in gioventù mi erano sconosciute, sono diventate il mio pane quotidiano, e forse, proprio perché ne riconosco davvero il valore, riesco a viverle pienamente e profondamente e a instaurare un rapporto particolare con gli alunni, non sono il loro papà e neanche il loro amico, di amici ne hanno già a sufficienza, forse anche troppi o troppo virtuali, in un'epoca che vede anche i genitori essere i "migliori amici" dei figli e collezionare conoscenze fittizie sui social, preferisco essere semplicemente l'insegnante, magari quello "strano", e forse quello "pazzo", che ricorda il giorno del compleanno dei propri alunni, che si preoccupa di sapere se stanno bene prima ancora di preoccuparsi se hanno svolto il compito, semplicemente perché ricorda molto bene la fatica che ha fatto quando era ancora un alunno problematico.<br><br>Il fatto di non avere figli non mi permetterà di riparare ai "danni" fatti dal mio di padre, ma posso ritenermi fortunato perché negli anni ho potuto conoscere e frequentare centinaia di bambini, figli di altri genitori, ma con negli occhi, quello che tutti i bambini hanno e che anchio ho avuto, sogni, speranze, entusiasmo, allegria, spensieratezza, fiducia, spontaneità.<br>Trascorrere molte ore in loro compagnia mi ha arricchito sia come docente ma anche e soprattutto come uomo, dal punto di vista materiale non ha apportato nulla ma dal punto di vista emotivo e spirituale, ha riempito la mia anima.<br><br>L'altra faccia della medaglia, il lato negativo, consiste nel doversi separare da questi ragazzi, che sia per la fine delle lezioni o per le vacanze di Natale o di Pasqua, patisco sempre molto questa separazione, e l'essere stato un ragazzino timido e insicuro, mi porta ancora oggi grandi difficoltà ad esprimere tali sentimenti quando è ora di farlo, si parlo proprio di sentimenti, poiché voglio bene a questi ragazzi, come si fa a non volergliene? Se li si guarda attentamente, se non ci si limita a giudicarli, se ci si sofferma qualche attimo oltre il muro costruito ad arte dalle nevrotiche e incapaci istituzioni scolastiche negli ultimi trent'anni, non si può non vedere cosa c'è dietro ciascun alunno.<br><br>Per fortuna in mio soccorso viene la rete e le svariate possibilità che essa offre, se ben utilizzata, la tecnologia ha i suoi aspetti positivi, uno di questi è la possibilità di postare un video per salutare i miei ragazzi, ma per cortesia e decenza, se ci tenete alla pelle, non nominatemi la "<strong>didattica a distanza</strong>", se lo farete, preparatevi a correre...</div>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/whYRQc5ixas" />
         <pubDate>2021-01-13 10:31:52 UTC</pubDate>
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         <title>Sfumatura con i colori a tempera</title>
         <author>ale4eign</author>
         <link>https://padlet.com/ale4eign/outside/wish/1084375223</link>
         <description><![CDATA[<div>Sono iniziate le vacanze di Natale e con buona pace di Greta e del cambiamento climatico, la neve è caduta copiosa a rendere ancor più magica l'atmosfera.<br>Ho assegnato davvero pochissimi compiti, tre pagine da studiare e l'elaborato "Paesaggio natalizio controluce" da concludere, ma tra un torroncino e una fetta di pandoro, è bene approfittare delle vacanze per fare un esercizio con i colori a tempera, quelli già bravi potranno affinare la loro tecnica mentre quelli ancora un po' incerti potranno certamente migliorare. <br><br><strong>Materiale occorrente:<br></strong>alcuni fogli di giornale o di volantino pubblicitario (per non macchiare il piano di lavoro); <br>un foglio d'album ruvido (sempre meglio se da 200 g);<br>nastro adesivo di carta (larghezza max 3 cm);<br>pennello piatto (n. 10/12); <br>colori a tempera (almeno i tre primari: giallo primario - magenta - blu ciano); <br>contenitore/bicchiere per l'acqua;<br>tavolozza o vaschette;<br>strofinaccio; <br><br>Anche se è un esercizio in cui è necessario procedere con una certa velocità in modo da evitare che i colori si asciughino, quelli abituati a fare sempre tutto di <a href="https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcT97YBsTKhVWaCrPZGZ-ngF29Da-dU3ir0wXw&amp;usqp=CAU">corsa</a> <strong><mark>si diano una calmata!</mark></strong> <br>Importante: si usa pochissima acqua, 2 o 3 gocce per ciascun colore.<br>Buon lavoro.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/C30SxoKBHug" />
         <pubDate>2021-01-13 18:25:39 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Lasciare la propria comfort-zone</title>
         <author>ale4eign</author>
         <link>https://padlet.com/ale4eign/outside/wish/1089037550</link>
         <description><![CDATA[<div>Un antico e saggio detto popolare afferma "<strong><em><mark>Chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa quel che lascia ma non sa quel che trova</mark></em></strong>", a voler significare che dietro ogni cambiamento possono nascondersi dei rischi e sicuramente molte incognite.<br>Nel romanzo "<strong><em>La linea d'ombra</em></strong>" di Joseph Conrad", il giovane protagonista, secondo ufficiale di bordo in una nave della marina mercantile britannica,<br>decide di lasciare una carriera sicura e ben retribuita per fare ritorno a casa, <br>una decisione d'impeto, dettata dall'irrazionalità e dalla follia giovanile, che ovviamente nessuno riesce a comprendere. Il destino però, pone davanti al protagonista un importante incarico, il comando di una nave rimasta senza comandante, l'occasione della sua vita, proprio mentre ormai sembrava aver preso la decisione di "<strong><em>mollare tutto</em></strong>".<br><br>Durante la scorsa estate la "<strong><em>decisione</em></strong>" l'avevo presa anchio.<br>Continuare a lavorare nella scuola non aveva più alcun senso nel momento che il tutto si svolge di fronte a uno schermo e che la tecnologia informatica ha sostituito il calore dei rapporti umani.<br>La DAD è la morte della didattica senza se e senza ma.<br>Per didattica non intendo solo un metodo per poter trasmettere conoscenza e nozioni, vale a dire insegnare qualcosa, ma intendo anche e soprattutto l'interazione che avviene fra chi trasmette e chi recepisce la conoscenza, questa interazione è sempre bilaterale e interscambiabile, io trasmetto la mia conoscenza ma ricevo quella altrui e questa si trasforma in esperienza, esperienza comune, condivisa.<br>Nella DAD, questo non avviene.<br>L'unica esperienza che maturo è quella di rapporti transumani.<br>Ovvero rapporti tra uomini e macchine, oppure rapporti tra adulti psicopatici e bambini psicopatici, perché si tratta di rapporti che la paura e l'emergenza ha forzato ad essere attuati senza averne la benché minima competenza e consapevolezza.<br>Posso permettermi di "sparare" la mia sentenza, avendo lavorato come animatore digitale in una scuola con oltre 400 alunni tra primaria e media e oltre 50 docenti, tutti da gestire e assistere. <br>Questo è il motivo che mi ha fatto maturare la decisione di lasciare la scuola.<br>Un peccato davvero, e non per lo stipendio ma perché non c'è lavoro più bello al mondo, dove il contatto giornaliero con i ragazzi, non solo ti permette di crescere e migliorare, ma permette un miracolo che tocca a pochi illuminati, restare giovani, certo nella mente ma spesso anche nel fisico.<br><br>Ho assistito alle consuete nomine di inizio anno scolastico (anche queste svoltesi online) con la sola intenzione di comunicare, nel momento in cui mi sarebbe stata concessa la parola, che visto e considerato che il ministero ritiene più sensato convocare giovani iscritti alla facoltà di scienze della formazione primaria senza alcuna esperienza anziché valorizzare chi ha trascorso gli ultimi 13 anni in prima linea spendedosi con tutte le risorse possibili a sostegno dei ragazzi più fragili, allora non ha alcun senso continuare a fare il supplente "stabilmente precario".<br>E invece...<br><br>Quando finalmente è giunto il mio turno di parola, è arrivata la proposta di una cattedra di arte, una cattedra di appena 8 ore in quel di Peveragno.<br>Una miseria per molti miei colleghi, a me invece è sembrata l'occasione della vita.<br>Arte, la mia materia, quella che ho studiato e praticato sin da ragazzo, quella che mi ha permesso di acquistare la mia modesta casetta ma quella che non ho mai avuto modo di insegnare perché da quando ho iniziato, nel lontano 2008, ho sempre lavorato sul sostegno e mi è sempre piaciuto, anzi, a dir la verità, mi ha davvero appassionato.<br><br>Che fare dunque? Mollare tutto e rinunciare? Sperare nel miracolo di un'inaspettata chiamata da Cavallermaggiore? Impossibile, quest'anno il sostegno me lo sarei dovuto scordare e forse anche in futuro, visto che si ritiene che il possesso di un titolo di specializzazione sia garanzia di compentenza, serietà e abnegazione, se fosse vero, in questi anni di peregrinazioni in diverse scuole della provincia avrei dovuto assistere a ben altri spettacoli.<br><br>"<strong><em>Accetto, cattedra di arte, Peveragno</em></strong>", questa è stata la mia risposta.<br>In quel momento abbandonavo la mia comfort-zone, accettando il rischio e le incognite.<br><br>Devo dire che non mi trovo male, la scuola è piccola, in tutto sette classi, con una media di 18 alunni per classe ma Cavallermaggiore era un'altra cosa, averci lavorato cinque anni mi ha permesso non solo di instaurare tutta una serie di rapporti umani di reciproca benevolenza e nonostante la mia timidezza che almeno in principio mi fa apparire orso, anche alcune amicizie che negli anni hanno reso la mia permanenza sempre piacevole anche nelle difficoltà.&nbsp;<br>L'essere diventato in breve tempo un punto di riferimento per colleghi e alunni la dice lunga sui legami che si sono creati.<br><br>Tutto ciò, nella nuova realtà manca e sarà difficile potersi ripetere dato che la mia frequentazione a Peveragno è ridotta a 8 ore settimanali divise in appena due giorni, la metà delle quali in DAD, inoltre il dover indossare un'odiosa quanto inutile mascherina, induce tutti a sostare il minor tempo possibile a scuola, in genere per la paura di venire "contagiati", a me solo per il disprezzo che provo verso chi ha sostituito i sentimenti con la fede cieca e assoluta nella scienza.</div><div><br></div><div>Purtroppo non sono riuscito a instaurare un gran rapporto con gli alunni di seconda e di terza con la sola eccezione degli alunni fragili e di un paio di ragazzine che per chissà quale arcano motivo pendono dalle mie labbra.<br>Ho visto questi ragazzi appena tre volte in presenza poi è cominciata prima la fase di quarantena post-tampone e successivamente l'imposizione della DAD tramite DPCM, dei quali ancora devo comprendere lo scopo, sempre che ve ne sia uno diverso dalla dissoluzione totale della società e delle menti.<br>&nbsp;<br>Con gli alunni delle due classi prime invece ho instaurato sin dall'inizio un ottimo rapporto, fortunatamente abbiamo potuto lavorare in presenza, questo mi ha permesso di conoscere meglio i ragazzi e di mettere in pratica diverse idee, come ad esempio quella di produrre ogni settimana un nuovo elaborato in modo da mantenere alto l'entusiasmo, ma anche quella di affiancare la parte pratica alla parte teorica direttamente nella realizzazione degli elaborati evitando noiose lezioni davanti al libro di testo.<br>I ragazzi si sono mostrati entusiasti e così anche i genitori, questo mi ha dato una grande spinta motivazionale oltre che una gran dose di autostima, inoltre frequentare questi ragazzini porta sempre energie positive, dopo ogni lezione mi sento rinfrancato, rigenerato, come se avessi preso una medicina miracolosa, un ricostituente, invece l'unica medicina sono loro, i ragazzi, con i loro volti, le loro mille domande, il loro spirito, l'allegria, il baccano, la curiosità.<br>Vogliamo curare gli anziani nelle RSA? Permettiamo loro di vedere e frequentare i nipotini, vedremmo anziani ricominciare a vivere, invece si preferisce terrorizzarli, per "il loro bene", per "salvaguardare la loro salute"... questa è a mio avviso, la maniera migliore per avvicinarli alla tomba.<br><br>Le festività natalizie mi hanno sempre causato un senso di malinconia, già da piccolo, da figlio di genitori separati, non digerivo il distacco dei miei, avrei voluto vivere quei momenti nell'unione familiare, ma le poche volte che questo si verificava erano dolori, non avrei mai immaginato che a distanza di oltre trent'anni, quando tutto sembrava solo un lontano ricordo, la cosa avrebbe assunto un tale peso nel mio animo da farmi sprofondare nella depressione e tutto in seguito a una situazione come ne possono capitare tante nella vita, un amore non corrisposto che comunque non rinnego, il vecchio giudice nella mia testa ha provato più volte a umiliarmi e a farmi vergognare per il mio comportamento.<br>Ma poi di cosa mi dovrei vergognare? Di essermi innamorato? Di essere tornato ragazzo e incosciente? Dovrei vergognarmi di aver fatto un ritratto alla ragazza che amo? Di averle dedicato una poesia e di averla lasciata in custodia presso una croce di montagna a quasi 3000 m d'altezza? O dovrei vergognarmi di pensarla spesso e di stare in pensiero per lei durante una tempesta o una nevicata?<br>L'amore non l'avevo cercato, è capitato, e quando capita non c'è razionalità, si può solo sperare che sia ricambiato, se non lo è, il dolore diventa la naturale conseguenza.<br><br>Se una delusione d'amore l'avessi vissuta a vent'anni, sebbene avrei provato comunque dolore, le ferite si sarebbero in breve tempo rimarginate, a quarant'anni è diverso, soprattutto se non ci si è "immunizzati", difatti, a distanza di oltre due anni, non ho ancora pienamente recuperato il senno e la ferita è più che mai aperta.<br><br>Comunque, anche se mi ha portato nella disperazione e ha reso la mia vita una perpetua sofferenza capace ancora di guastare le mie notti e talvolta anche le giornate, sono grato al Signore per non avermi concesso quell'oblio che tante volte ho pregato e supplicato di poter ottenere, perché avrei perduto il ricordo di un'esperienza, nel bene o nel male, molto significativa e di un sentimento che altrimenti non avrei mai provato, l'amore autentico e incondizionato.<br>&nbsp;<br>L'equilibrio è lungi dall'essere ritrovato, provo sempre a ripetere come un mantra che ce la farò, che non sono più un bambino ferito ma un adulto in grado di comprendere e accettare, dopotutto se sono un discreto supporto per molti bambini dovrei riuscire a supportare anche il mio di "bambino", evidentemente il tempo necessario a guarire certe ferite è maggiore di quello trascorso finora, spero sempre che ogni crisi sia l'ultima.</div><div><br></div><div>Quando esce una bella giornata e il sole brilla nel cielo, tutto torna sereno anche nella mia mente, allora intensifico le camminate e così l'esposizione al sole, sembra una stupidaggine ma questo aumenta il buon umore e tutto allora mi sembra possibile, eppure quando stavo bene, prima della depressione, la nebbia, la neve, l'autunno e l'inverno che adesso odio, non mi creavano alcun disagio, per certi versi li preferivo al caldo e all'afa estiva.<br><br>Sono sempre in contatto con i miei ex colleghi, Daniela M. la quale è stata la mia ancora di salvezza nel periodo più nero, lei, il suo compagno Federico e il loro affettuoso cane Guglielmo, un amico sincero che purtroppo è mancato ma che ha saputo lenire il dolore delle mie ferite nelle camminate domenicali in montagna. L'altra Daniela, la siciliana, solare e sempre positiva Daniela C., che mi ha tollerato quando il mio umore era sottoterra e che ha avuto sempre parole gentili nei miei confronti. Sento ancora Claudia, mia preziosissima assistente nei tre anni trascorsi accanto a Elena, l'altro mio grande amore, questo ricambiato, perché una ragazzina Down ha un amore esagerato per chi mostra attenzione e affetto nei suoi riguardi.<br>Scambio mail con Paola, la mia coraggiosa collega di arte e artista vera, una guerriera che alle parole fa sempre seguire i fatti, ricevo messaggi da Costanza che tra i tanti problemi e impegni che ha, trova sempre il tempo per me.<br>Poi c'è Giovanni, le sue telefonate possono durare anche un paio di ore, perché quando si ragiona alla stessa maniera il tempo sembra non passare e i consigli dispensati valgono più dell'oro.<br>Sono in contatto con Stefania, dolcissima quanto sensibile collega di sostegno, dopo tre anni in Piemonte è tornata in Calabria, nonostante il trattamento spesso indegno riservatole da alcuni docenti, so che un pezzo di cuore lo ha lasciato acnhe lei a Cavallermaggiore.<br>Infine Ornella, la collega di italiano con il quale ho avuto la fortuna e il privilegio di lavorare il mio primo anno e anche il quinto, cioè l'ultimo, se come docente valgo qualcosa, lo devo anche a lei, la sua immagine seriosa e quasi austera nasconde una sensibilità e un'empatia poco comuni, quello che ho appreso da lei, in una sola e semplice parola è l'<strong>umanità</strong>.<br>Credo che nonostante le differenze di carattere, la diversa concezione di senso del dovere, di scuola, di insegnamento, le simpatie o le antipatie che certamente ciascuno di noi prova, è stato importante confrontarsi con tutti in questi anni a Cavallermaggiore, questo mi ha portato a eliminare il giudizio verso gli altri, passo fondamentale per non ricadere nel baratro del giudizio verso me stesso, il vecchio giudice che abita la mia mente sarebbe implacabile, la sue sentenze sono sempre di condanna, mai di assoluzione.<br>Mi spiace aver lasciato Cavallermaggiore perché anche se non avrei avuto modo di vedere, se non di sfuggita (magari in stazione) i miei alunni delle classi terze dello scorso anno, visto che ora frequentano le scuole superiori, avrei potuto seguire alcuni alunni ai quali ero (e lo sono tuttora) molto affezionato, alunni che quest'anno concluderanno il proprio percorso alle medie, come Chiara, una ragazzina con la testa sulle spalle, il solo fatto di essere la sorella di Elena la pone tra i miei affetti più cari; Lucrezia, una ragazzina dal talento enorme come enorme è il credito che vanta con la sorte; Giovanni, il simpatico birbantello dal cuore d'oro; la sempre sorridente e stralunata Aya e la dolce e fragile Marta.<br>Pazienza, la vita va avanti sia per me che per loro, mi auguro che possano superare tutte le difficoltà di quest'anno particolare e spero di rivederli un giorno, così come spero che la mia nuova esperienza possa proseguire positivamente, vorrei recuperare terreno, soprattutto verso i ragazzi delle classi seconda e terza, spero che con l'anno nuovo si riesca a farli tornare in presenza, la didattica a distanza è qualcosa di deleterio e antidemocratico ma per me non è quello il problema principale o perlomeno non è il solo, vorrei averli in presenza perché è l'unica maniera che conosco per "vedere" il ragazzo o la ragazza che c'è dietro ciascun alunno, la sola maniera per trasmettere quanto di più prezioso ho appreso in tutto questo tempo, e quanto di più utile può esserci al mondo, in una sola semplice parola: l'<strong>umanità</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-14 19:53:36 UTC</pubDate>
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         <title>Un puntino rosso</title>
         <author>ale4eign</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dopo 7 anni di pendolarismo mi stupisco a scoprirmi ancora curioso, rimango un attento osservatore, ammiro il paesaggio che scorre velocemente fuori dal finestrino, studio le persone che incontro, quelle ferme sulle banchine in attesa del treno, quelle che salgono o scendono dalle carrozze e quelle sedute intorno a me.<br><br>A differenza di quanto fa la maggior parte degli altri pendolari che non presta attenzione a null'altro che non sia il proprio smartphone, oggetto che ha preso ormai il pieno controllo delle loro vite, a me interessano le persone, cerco di capire dagli indizi che esse mi offrono ad esempio dall'abbigliamento che indossano, dai bagagli che portano o dai libri che leggono, quali attività svolgono, da dove vengono, dove vanno, di che umore sono, un esercizio che si rivela molto utile per allenare la propria capacità di provare empatia e che fa vedere l'altro poi non così diverso da me stesso.<br>Certo c'è chi mostra sempre maleducazione e poco riguardo verso gli altri passeggeri, magari occupando i posti vicini con la propria borsa o giacca, oppure quelli che nel togliersi la giacca o nell'accomodarsi, colpiscono involontariamente il proprio vicino di posto con un gomito o con la punta della scarpa e dopo preferiscono far finta di niente anziché chiedere scusa, proprio perché l'abitudine a rapporti umani veri e non virtuali, ha reso molte persone incapaci di interagire con i propri simili.<br>CI sono poi quelli che per tutto il viaggio chiacchierano ad alta voce al telefono (che per quanto mi riguarda sono i più molesti), ma ci sono anche tante persone perbene che ancora mostrano educazione e buon senso.<br><br>L'adulto che oggi sono, talvolta cerca di imporsi mantenendo un certo discacco ma il ragazzo che è in me, è ancora un artista, ama il disegno e non si lascia sfuggire occasione per ammirare e immortalare un bel volto.<br>Disegnare non è un'attività molto adatta ad essere svolta su un treno in movimento, ma se non inizio ad abbozzare il volto, finisce che ne smarrisco i lineamenti e le caratteristiche, dopotutto è una questione di memoria visiva, perciò mi adatto e mi metto all'opera.<br>Talvolta capita che il soggetto noti una certa attenzione nei suoi confronti e non gradisca la mia insistenza nell'osservarlo, in genere però, è sufficiente mostrare il foglio con il disegno appena abozzato per placare gli animi e suscitare sorrisi compiaciuti.<br>Quando sono troppo stanco per disegnare leggo e se non riesco a leggere allora osservo il paesaggio e ascolto musica.<br>Frequentando le stazioni, mi capita d'incontrare degli ex alunni, alcuni m'ignorano totalmente, per quale ragione non saprei dirlo, immagino che rientro a pieno titolo tra le figure più odiate insieme a tutte le regole scolastiche, la maggior parte invece mi saluta e se il tempo lo consente si sofferma qualche minuto a chiacchierare, altri salutano quando sono da soli ma se sono in compagnia viene meno sia la vista che l'educazione... ma non riesco a condannare chi ho vistro crescere, seppur per breve tempo, voglio bene a questi ragazzi e queste ragazze, anche se loro lo ignorano.<br><br>Due volte alla settimana mi capita di uscire da scuola alle 14.00, in quei giorni devo effettuare un cambio di treno nella stazione di Fossano.<br>Tra un treno e l'altro ho una decina di minuti di tempo per cui cammino con calma diretto al binario, un binario scarsamente frequentato perché riservato alla littorina diretta a San Giuseppe di Cairo, un paese situato sul confine tra Piemonte e Liguria, la vettura è composta da appena tre carrozze. <br><br>Un giorno particolarmente freddo, sulle banchine non vi era presenza umana, il grosso dei viaggiatori era stipata al caldo nella sala d'attesa o al bar, ma c'è sempre qualche solitario che preferisce la tranquillità e la compagnia dei propri pensieri al chiasso e alla folla, fra questi "pazzi" certamente c'è il sottoscritto, anche perché non sopporto l'odore del fumo di sigaretta che in quel luogo abbonda nonostante i divieti.<br>Passeggiando avanti e indietro in attesa della littorina, noto una figura seduta su una delle panchine. Dalla distanza a cui mi trovo non so dire se è un uomo o una donna, se è giovane o vecchio, noto solo un puntino rosso che in quel grigiore umido di neve congelata è motivo di curiosità.<br>Pian pianino mi avvicino, chi sarà mai questo solitario così ardito che come me preferisce starsene solo al freddo?<br>Più mi avvicino e più mi sembra di notare qualcosa di familiare.<br>La figura guarda nella mia direzione ma ancora non riesco a riconoscerne la fisionomia.<br>Non capisco se stia facendo una strana smorfia o se stia sorridendo.<br>Giunto a una decina di metri, capisco che quella falce di luna che noto sul volto è un sorriso, un sorriso che più mi avvicino e più è bello.<br>Adesso sono certo di conoscere quel volto anche se infagottato sotto quel cappellino di lana rosso non riesco ancora a capire a chi appartiene.<br>All'improvviso una voce rompe il silenzio, una voce che riconoscerei fra mille altre voci.<br>"<strong><em>Salve prof, cosa fa da queste parti?</em></strong>"<br>E' Hajar, una mia ex-alunna dall'atteggiamento sempre impertinente, ma che in realtà dietro quell'atteggiamento nascondeva una fragilità dovuta a situazioni che nell'infanzia non dovrebbero essere vissute ma che la sorte a lei aveva purtroppo riservato.<br>Non posso dimenticarla perché l'ho sempre tenuta discretamente sotto il mio sguardo protettivo, e l'ho sempre tutelata durante i consigli di classe, anche quando i suoi atteggiamenti o risultati meritavano giudizi ben più severi.<br>Una testa brillante e una mente acuta, frenata da quella pigrizia congenita che non le faceva fare che il minimo indispensabile e spesso neanche quello.<br>Questa ragazza però ha sempre avuto un sorriso formidabile, capace di placare anche l'animo più irrequieto.<br>"<strong><em>Quello che fai tu, aspetto il treno</em></strong>" è la mia risposta.<br>Ma aggiungo subito alcune domande su come si trova nella scuola che ha scelto contrariamente a quanto le era stato consigliato dai docenti, una scuola che richiede enormi risorse mentali (e finanziarie) e un impegno costante, le prime certamente a suo appannaggio, il secondo è sempre stato il suo tallone d'Achille.<br>La sua risposta conferma i miei timori.<br>"<strong><em>Per ora, alla fine del primo quadrimestre ho dieci materie sotto".</em></strong><em> Lo dice sorridendo come al suo solito</em><strong><em>.<br></em></strong>La cosa mi preoccupa non poco, soprattutto perché un eventuale fallimento non so a quali scelte potrà condurla, per cui mi limito a dirle quello che le ho detto per quattro anni, "<strong><em>la testa ce l'hai e io so quanto vali, cerca di capirlo anche tu e poi fallo vedere agli altri</em></strong>".<br>Il mio treno è annunciato e una campanella comincia a suonare.<br>Nel salutarla, le faccio un grosso in bocca al lupo, vorrei darle un bacio sulla fronte e dirle che le voglio bene ma il pensiero di ciò che ha subìto nella sua fanciullezza mi limita perché non so quale potrebbe essere la sua reazione, non voglio ferirla ne spaventarla, così con una scelta forse vile, non faccio nulla se non sorriderle mentre mi allontano.<br>Salito sulla littorina la vedo ancora, un puntino rosso su una panchina, il treno parte ed io con esso, ma il mio pensiero attraversa il finestrino in vetrocamera e corre nella sua direzione, si avvicina alla panchina e si accosta a lei lentamente, le stringe le spalle delicatamente e le da un bacio sulla fronte, arrivederci cara e impertinente Hajar,&nbsp;anche se non te l'ho mai detto, ti voglio bene.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-17 17:45:03 UTC</pubDate>
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         <title>Fantasia di... colori primari (Classi prime)</title>
         <author>ale4eign</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il primo elaborato svolto con le classi prime mi ha permesso di capire come lavorano questi ragazzini tanto impetuosi quanto entusiasti, e permette loro un primo approccio ai colori primari oltre che di inaugurare i propri pastelli.<br>Si utilizza un foglio d'album ruvido, sul quale si tracciano (a mano libera) delle linee che si intersecano tra loro creando una sorta di griglia irregolare.<br>Si colorano poi le casella di questa griglia utilizzando i colori primari (il giallo, il magenta e il ciano) e i colori acromatici (il bianco e il nero), cercando di realizzare una composizione armoniosa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-22 22:33:24 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Colori caldi e colori freddi (Classi prime).</title>
         <author>ale4eign</author>
         <link>https://padlet.com/ale4eign/outside/wish/1340463924</link>
         <description><![CDATA[<div>Dopo aver visitato virtualmente le <a href="https://youtu.be/B0ol2K--We0"><strong><mark>Grotte di Lascaux</mark></strong></a> e ammirato gli splendidi dipinti rupestri che i nostri "antenati" lasciarono sulle pareti della grotta per ingraziarsi le divinità e rendere propizia la caccia, che per essi significava sopravvivenza, non sport, i ragazzi hanno prodotto un elaborato in cui il colore<br>è il protagonista.<br>Dapprima ciascuno di loro ha scelto la figura di un animale (toro, cervo o bisonte) da rappresentare al centro del foglio.<br>In seguito, con la matita e rigorosamente a mano libera, hanno tracciato delle linee (verticali, orizzontali, oblique) che intersecandosi fra loro hanno formato una griglia irregolare che comprendeva anche la figura dell'animale scelto.<br>Infine, utilizzando i pastelli, hanno colorato con colori caldi la parte di griglia interna all'animale e con colori freddi la parte di griglia esterna all'animale o viceversa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-22 23:12:51 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Puntini, puntini e ancora puntini (Classi prime)</title>
         <author>ale4eign</author>
         <link>https://padlet.com/ale4eign/outside/wish/1378605459</link>
         <description><![CDATA[<div>In un periodo in cui tutti si scorticano le mani per applaudire alle meraviglie della didattica a distanza e ai benefici del mondo digitalizzato, senza peraltro capire un fico secco di pedagogia, psicologia e ancora meno di informatica, sorveglianza e privacy, forse perché apppartenendo al genere di persone il cui motto è il sempiterno "<strong><em><mark>pecunia non olet</mark></em></strong>", infatti di fronte alla possibilità di lavorare meno e di poterlo fare da casa propria, mantenendo però inalterato il proprio stipendio, costoro non si pongono affato il problema quantomai concreto e tangibile, dei seri danni causati a un'intera generazione di fanciulli nè tantomeno ai milioni di disoccupati con famiglia che il digitale e la "provvidenziale" pandemia andrànno a creare, e per i quali non esisterà "<strong><em>smartworking</em></strong>" o solidarietà, ebbene in un periodo simile io mi ritrovo, come sempre, controcorrente e non senza fatica.<br>Una fatica che è data non tanto dallo sforzo di remare controcorrente quanto dal fatto che l'imbarcazione sulla quale compio la mia azione (la scuola), imbarca acqua perché, danneggiata, irrimediabilmente lesionata nella sua struttura, ormai derelitta, che da oltre trent'anni subisce le tremende bordate chiamate in maniera involontariamente comica "<strong>riforme</strong>", sparate senza alcuno scrupolo da chi avrebbe dovuto salvaguardarla.<br>Dicevo delle meraviglie del digitale, avrei potuto assegnare comodamente un bellissimo elaborato di Pixel Art, sarebbe stato sufficiente linkare uno dei molteplici siti che offrono questa possibilità, disegnare tramite il PC, colorare i pixel dello schermo in maniera tale da formare qualcosa di esteticamente carino, con la semplicità di un clic, avrei reso felici i tanti adepti della nuova religione, quella per cui l'essere umano è <strong><mark>un errore della natura</mark></strong> e come tale va eliminato e categorie come uomo o donna, bambino e bambina sono parole da dimenticare, quelli per cui il pensiero non può essere critico ma deve essere computazionale e possibilmente Unico.<br>Invece no, da bravo cavernicolo, primitivo, tradizionalista, bastian contrario, sovversivo, negazionista, odiatore, e chi più ne ha più ne metta, ho proposto un lavoro in cui la mente concepisce e la mano esegue, in cui la fantasia dell'individuo ha uno spazio ben delimitato nel quale operare, il foglio d'album, perché Michelangelo prima di affrescare la Cappella Sistina riempì pagine di taccuini con schizzi e bozzetti, così è nato l'elaborato dei puntini, senza declassare o rinnegare secoli di tradizione, perché se è vero che tutti i movimenti artistici sono nati dal rifiuto della tradizione e delle regole accademiche, è anche vero che prima del rifiuto vi era l''acquisizione della conoscenza e l'azione dell'esperienza, solo dopo questi due passaggi fondamentali può arrivare la consapevolezza e la sperimentazione di un nuovo linguaggio che in seguito può tradursi in innovazione.<br>In cosa consiste quindi il lavoro? <br>Si sceglie un'immagine, un soggetto a piacere ma non troppo complesso, un fiore, un animale, lo si riporta a matita leggera, nelle sue linee essenziali su foglio d'album liscio, infine lo si colora con i pennarelli colorati, con <mark>due possibili opzioni</mark>:<br><strong>A)</strong> lo si riproduce con puntini di uguale dimensione e con i medesimi colori dell'immagine scelta;<br><strong>B) </strong>lo si riproduce con puntini di dimensione variabile e con colore a scelta tra il monocromatico o il multicolore.<br>Sembra complicato?<br>Niente affatto, è solo questione di pazienza...&nbsp;<br>puntini, puntini e ancora puntini.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-02 18:50:38 UTC</pubDate>
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         <title>Antistress (Classi prime)</title>
         <author>ale4eign</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per il nuovo elaborato ho deciso di unire l'utile al dilettevole, arrivati a questo punto dell'anno scolastico, iniziano a manifestarsi la fatica (soprattutto mentale) e i conseguenti cali di concentrazione&nbsp; e motivazione che questa, inevitabilmente comporta.<br>Come risolvere il problema senza affaticare ulteriormente i ragazzi?<br>Gli americani Maria Thomas e Rick Roberts sono gli inventori di una straordinaria tecnica di disegno, il cui nome è significativo: Zentangle.<br>Zen, l'antica arte orientale della meditazione, e tangle che in inglese siginfica groviglio, ghirigoro, ovvero una forma evoluta di scarabocchio.<br>Ma che cosa ha di straordinario questa tecnica?<br>Secondo i suoi inventori, lo Zentangle permette di disegnare, di rilassarsi, di aprire la propria mente, di aumentare le capacità creative e innalzare la propria autostima, a patto che lo si faccia seriamente, allora perché non provare?<br>L'unico requisito è la pazienza, poi sono sufficienti un foglio, un pennarello nero dalla punta fine, un altro dalla punta media e la nostra fantasia.<br>Come auspicavo, si è rivelata un'attività interessante e il risultato è stato per certi versi sorprendente anche se, ad essere onesto, non tutti gli alunni apparivano realmente "rilassati", ma questo dipende purtroppo dalla pessima abitudine di noi insegnanti, di assegnare un voto ai ragazzi, come se quel voto potesse esprimere il reale valore di un ragazzo o di una ragazza, ma questo è un altro discorso.<br>Come abbiamo impostato il lavoro?<br>Ciascun alunno ha scelto la sagoma di un animale, ne ha riportato il contorno sul foglio d'album, ha poi riempito le varie parti dell'animale con una trama data da diversi Zentagle, che a seconda dell'intensità hanno dato volume e tridimensionalità alla figura, sostituendo così il tradizionale chiaroscuro.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-02 22:02:31 UTC</pubDate>
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         <title>Buona Pasqua!</title>
         <author>ale4eign</author>
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         <description><![CDATA[<div>Care ragazze e cari ragazzi, come al solito non vi ho potuto salutare come si deve l'ultima lezione, per cui vi saluto con questo brevissimo video, spero di rivedervi tutti in presenza dopo le vacanze, godetevi questi giorni, giocate e divertitevi (possibilmente all'aria aperta), rilassatevi in modo da ripartire più in forma per la volata finale!<br>Buona Pasqua!</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-03 13:05:02 UTC</pubDate>
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         <title>La tecnica della &quot;pera rovesciata&quot; (Classi prime)</title>
         <author>ale4eign</author>
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         <description><![CDATA[<div>Devo ammettere che spesso ho serie difficoltà a scegliere il tema del nuovo elaborato da proporre ai miei ragazzuoli, non per mancanza di fantasia, ma perché devo decidere tra quello che piace a me, quello che piace ai ragazzi e quello che è utile non solo ai fini del programma ma anche e soprattutto a farli evolvere mentalmente.<br>Finora non ho seguito il classico programma se non per pochi ed essenziali punti che ritengo utili.<br>Devo altresì ammettere che alcuni dei lavori proposti erano abbastanza complessi per dei ragazzini di prima media, oltretutto provenienti da un ultimo anno di elementari trascorso per metà in didattica a distanza, con l'ansia prodotta dai "professionisti dell'informazione" e attorniati da ipocondriaci che sbraitano non appena la punta di un nasino sbuca fuori dalla mascherina.<br>Eppure questi ragazzini hanno saputo reagire sempre prontamente e con entusiasmo a qualsiasi lavoro proponessi.<br>Alle iniziali perplessità rispondo sempre che non importa il voto, importa l'impegno e il volersi mettere alla prova, li informo inoltre che alcuni elaborati sarebbero destinati a ragazzi di età maggiore, di classe seconda e in alcuni casi di classe terza, il conoscere ciò non li spaventa ma li motiva.<br>Dal momento che anche le classi prime sono state spedite a casa perché i contagi aumentan, costrette a lavorare in DAD dall'innalzamento dell'indice di contagio, a sua volta basato su un metodo diagnostico, il tampone PCR, ritenuto inaffidabile dal suo stesso inventore, oltre che dallo stesso OMS ma non dai nostri ministri della salute e dell'istruzione...&nbsp; ho voluto mettere alla prova i miei alunni con una nuova tecnica, dal nome tanto ridicolo quanto misterioso, la tecnica della pera rovesciata, lo scopo primario era non annoiarli con lezioni svolte tramite l'odioso Google Meet, non indurli a fare quello che fanno con i miei colleghi, ovvero disattivare le webcam, staccare i microfoni e addurre a scusante la pessima connessione domestica, prova superata con grande partecipazione e l'immancabile&nbsp; entusiasmo.<br><a href="http://www.outsidetheclassroomwall.com/tigre/"><strong>CLICCA QUI</strong></a> PER VEDERE LA GALLERIA DEGLI ELABORATI.<br>Oppure clicca l'immagine qui sotto per vedere il video tutorial.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-03 13:16:14 UTC</pubDate>
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         <title>Un treno in corsa</title>
         <author>ale4eign</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nell'estate del 1993, sugli schermi televisivi di bar, pub e lidi, ovvero nei soli locali in cui era possibile vedere il canale musicale Mtv, imperversava il videoclip "Runaway Train" della band alternative rock americana <strong>Soul Asylum</strong>.<br>Il pezzo era una ballata energica e orecchiabile, che lentamente entrava nella testa di chi l'ascoltava e il video era ancor più penetrante e potente, non poteva lasciare indifferenti.<br>La scelta della band era stata a dir poco originale, nel video infatti non vi era alcuna traccia delle tipiche immagini di spiagge festose o splendide ragazze in bikini e neanche di treni pieni di allegri viaggiatori diretti verso le più gettonate località balneari, quello che invece appariva, era uno spaccato "nudo e crudo" oltre che inaspettato (specie da chi sognava il "Mito" USA) della realtà urbana americana, e la schermata introduttiva, comunicava a caratteri cubitali che nelle strade delle città d'America, <strong>oltre un milione di giovani scopare</strong>, centinaia di migliaia di fantasmi, bambini, adolescenti o poco più, fuggiti da casa perché maltrattati o per inseguire sogni e ambizioni troppo grandi per la loro età, e per questo finiti nelle mani di persone senza scrupoli che li hanno sfruttati, abusati e infine fatti sparire.<br>Nel video apparivano le fotografie di molti di questi volti, ragazze e ragazzi scomparsi, volti come quelli di tanti altri loro coetanei, con gli stessi sorrisi perché ripresi in frangenti in cui allegria e spensieratezza erano la ovvia aspettativa nella loro giovane esistenza, volti che ad un certo punto, hanno preso una strada sbagliata, un treno in corsa (runaway train), convinti che li avrebbe condotti verso l'ambita meta, un treno invece, destinato a non far più ritorno (never comin' back) lasciando quelle anime sospese nell'attimo eterno di un ricordo, immortalato in una fotografia.<br>Nello spettatore sensibile, restava un nodo in gola pesante come un macigno, perché consapevole del vuoto incolmabile che queste scomparse lasciano nelle vite di genitori, sorelle, fratelli e amici, i quali passeranno il resto della propria esistenza alla ricerca di una traccia, di un indizio che dia loro una speranza, la speranza di ritrovarli, speranza che il più delle volte rimarrà disattesa.<br>A queste persone va il mio pensiero.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-06 21:46:36 UTC</pubDate>
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         <title>In memoria di Guglielmo</title>
         <author>ale4eign</author>
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         <description><![CDATA[<div>Esattamente un anno fa, dopo una serie di inutili tentativi di cura che ne hanno addirittura peggiorato le già precarie condizioni di salute, veniva a mancare un carissimo amico, un fedele compagno nelle escursioni domenicali, un instancabile camminatore sui sentieri montani delle valli Cuneesi, nonostante gli acciacchi dovuti all'età che talvolta gli facevano perdere l'equilibrio, e la vista ormai offuscata dalla cataratta, era sempre presente, pronto ad aiutare chi aveva bisogno di aiuto e a donare amore incondizionato.<br>Quando conobbi Guglielmo, ad avere un gran bisogno di aiuto ero proprio io.<br>Ero nel pieno di una crisi esistenziale, il punto più basso toccato nella mia vita, un periodo in cui nella mia mente pensieri oscuri si alternavano a visioni della donna amata, visioni che non mi davano tregua, di giorno e di notte il pensiero fisso era lei e nei momenti di lucidità, quando la consapevolezza di non poterla avere diventava concreta, affiorava l'idea di farla finita, il suicidio come soluzione al problema del mal di vivere.<br>Da quasi un decennio non faccio uso di farmaci, scelta che pago con la derisione da parte dei conoscenti, ma che mi ha fatto guadagnare in salute (raffreddori e influenze sono solo un lontano ricordo) e risparmiare tanto denaro che prima finiva in ticket sanitari o in onorari di eminenti specialisti che però non solo non risolvevano i miei problemi di salute ma non riuscivano neanche ad individuare la causa dei miei mali o a dare un nome alla patologia.<br>Una scelta partigiana che ho confermato con maggiore forza quando si è trattato di affrontare la depressione bandendo l'uso di psicofarmaci, consapevole che, anche qualora avessero reso più tollerabile la tristezza e diminuito la frequenza delle crisi di pianto, mi avrebbero ridotto in uno stato semi-vegetativo, afflitto da stanchezza cronica, reso inadatto al lavoro, non più presente alla realtà, soggetto a continui sbalzi d'umore e con la certezza che a causa degli effetti collaterali, sempre molto importanti negli psicofarmaci, avrei procurato ulteriore danno non solo alla mia mente ma anche al mio corpo.<br>Ebbene in un periodo simile ho avuto la grande fortuna di incontrare delle persone speciali che anziché tenermi a debita distanza (un depresso non è mai una bella compagnia), mi hanno coinvolto ogni volta che potevano cercando di distrarmi dai pensieri che affligevano la mia mente e proprio grazie a loro, la mia collega Daniela, all'epoca insegnante di sostegno in quel di Cavallermaggiore e del suo compagno Federico, un ex archeologo oggi portalettere e ceramista di grande estro, che conobbi Guglielmo.<br>Fu amore a prima vista, non poteva essere altrimenti.<br>L'aria bonaria, gli occhi imploranti coccole o un bella fetta di prosciutto, di cui Guglielmo era ghiotto, la sua testa che una volta accarezzata non si sarebbe più allontanata dalla mia mano.<br>Anche se l'ho frequentato solamente per un anno, il suo ultimo anno di vita, non potrò dimenticarlo perché un cane è un amico vero, la sua amicizia non la misura con i favori ricevuti.<br>Spesso si sente dire che il vero amico lo si vede nel momento del bisogno, probabilmente è così, io nel momento di massimo bisogno, ebbi la fortuna di farmi nuovi amici e fra questi Guglielmo, ma la bellezza dell'amicizia vera è che questa la si vede sempre non solo nel momento del bisogno e, come il vero amore, continuerà a esistere anche dopo la morte. &nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-09 17:57:34 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Custodire con cura</title>
         <author>ale4eign</author>
         <link>https://padlet.com/ale4eign/outside/wish/1515336140</link>
         <description><![CDATA[<div>Sin dall'inizio della mia esperienza a Peveragno ho instaurato un bellissimo rapporto con gli alunni delle classi prime, è stato facile, addirittura naturale, poiché si tratta di bambini ancora relativamente piccoli, spontanei, puri, non contaminati dalle esperienze della vita e ancora aperti a molteplici visioni del mondo, realmente tolleranti, non come quelle del politicamente corretto imposto<br>a suon di censura dai grandi media che hanno asfaltato qualsiasi voce contraria o dissonante e seppellito la libertà di opinione, anche nelle nostre scuole.<br><br>Inoltre, avendo la fortuna di insegnare arte, ho potuto trattare qualsiasi argomento con un approccio ludico e scherzoso, stemperando così anche le situazioni potenzialmente ansiogene e stressanti, perciò, la conseguenza naturale è stata non solo avere degli alunni attenti e comunicativi, ma soprattutto degli alunni partecipi.<br>Alcuni di questi bambini, hanno manifestato un grande attaccamento nei miei confronti, hanno cominciato a regalarmi disegni con dediche e messaggi, usanza ancora consueta nella scuola primaria, ma non comune nella scuola secondaria, ma che mi fa immenso piacere e che genera empatia se non si ha la malsana idea di fermare o inibire queste manifestazioni spontanee di affetto e stima.<br>Devo ammettere che anche se provo grande affetto per loro, cerco di rimanere sufficientemente distaccato e questo mi costa enorme fatica, devo lottare con me stesso, violentarmi brutalmente per non essere coinvolto, o per meglio dire travolto, perché mi rendo conto di volergli un gran bene, ma non appena questa esperienza si concluderà, e ormai manca meno di un mese, inizierà per me una nuova tragedia, l'ennesimo distacco, come avviene tutti gli anni, mi troverò nuovamente senza ossigeno, dopo aver respirato per un intero anno scolastico e nonostante le odiate museruole, quell'aria pura e cristallina che solo il contatto con questi bambini può produrre, una situazione come detto vissuta già innumerevoli volte, eppure non riesco ancora ad abituarmi.<br><br>Talvolta questi bambini mi accolgono dicendomi che gli sono mancato, per me è inspiegabile perché alla loro età dovrebbero sentire la mancanza dei compagni con i quali non possono abbracciarsi, dello sport che gli viene precluso, degli spazi pubblici e delle giostrine che gli sono vietate, dei nonni ai quali sono legati ma che da essi rifuggono per timore del contagio, e di tutte quelle normali attività che prima della pandemia erano consuete nella vita dei fanciulli e permettevano loro di sviluppare la socialità, mentre adesso sono considerate pericolose e generano ansia e inimicizia.<br>In genere rispondo che anche loro mi sono mancati, ma il mio tono di voce non è naturale o spontaneo, ma controllato.<br>In reltà vorrei dir loro che non hanno neanche lontanamente idea di quanto mi sono mancati e quanto mi mancheranno nel prossimo futuro, ma chi mi crederebbe? Non sono mica figli miei, sono certo che tra un paio di mesi non ricorderanno più nemmeno il mio volto ed è giusto che sia così, ma sono altrettanto certo che li custodirò dove custodisco gli affetti più cari, così come custodisco il ricordo degli alunni che ho avuto in passato e che, come quelli attuali, non lo sospettano neanche lontanamente.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-11 21:21:04 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>La pillola più amara</title>
         <author>ale4eign</author>
         <link>https://padlet.com/ale4eign/outside/wish/1517685369</link>
         <description><![CDATA[<div>Viviamo tempi particolari, in cui, giorno dopo giorno, si sta materializzando, nella generale indifferenza, tutto quello che solamente un abile scrittore di fantascienza avrebbe potuto concepire, un sapiente mix tra i peggiori totalitarismi e i migliori romanzi distopici del Novecento, da <strong>1984</strong> di George Orwell e <strong>Fahrenheit 451</strong> di Ray Bradbury, da <strong>Largo! Largo!</strong> di Harry Harrison a <strong>Metropolis</strong> di Thea Von Harbou, da <strong>I sopravvissuti</strong> di Terry Nation a <strong>Il mondo nuovo</strong> di Aldous Huxley, ma la cosa più terribile è che in pochi sembrano rendersene conto.<br>Come è stato possibile calperstare diritti e libertà irrinunciabili senza scatenare una violenta reazione nei popoli?<br>Gli antichi romani garantivano "<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Panem_et_circenses">Panem et circenses</a>", vale a dire pane e giochi, in questo modo la plebe se ne stava buona e obbediente e i patrizi (i nobili) potevano proliferare nella ricchezza senza temere alcuna rivolta.<br>Oggi il pane non manca, e quando manca è perché si è scelto di nutrirsi altrimenti, sushi, hamburger o cibi liofilizzati pronti in 2 minuti di cottura a microonde, quanto di più tossico per l'organismo, ma fa tanto green, se non lo fai non sei trendy-chic, questa è l'eredità prodotta dalla televisione, un lavoro di straordinario condizionamento e annullamento della mente, dissolve la volontà e impone gusti, facendoli sembrare "scelte", ma che scelta può esserci se questa è limitata a pochi e precisi oggetti del desiderio?<br>Vuoi essere un vincente? Allora acquista il nuovo SUV di tale marca e conquisterai la strada!<br>Vuoi essere affascinante? Allora acquista il profumo di tale marchio, le donne (e gli uomini) cadranno ai tuoi piedi, prossimamente anche i bambini...<br>Vuoi salvaguardare l'ambiente e l'ecosistema? Passa all'elettrico, poco importa se produrre energia elettrica equivale a inquinare quanto e più di prima, anche in caso di energia proveniente da fonti sostenibili, perché produrre pannelli solari o monopattini produce inquinamento, smaltire i materiali di cui sono realizzati provoca inquinamento e trasforma paesi del Terzo mondo, ancora incontaminati benché poveri, in nuove discariche a cielo aperto, e causa la morte di animali, vegetali ed esseri umani.<br>Vuoi fare del bene? Dona alla Chiesa, all'AIRC, all'Unicef, ad Emergency, a Legambiente, poco importa se chi soffre non vedrà il becco di un quattrino e se il 70% dei fondi raccolti verrà distribuito a beneficio dei cosiddetti "volontari" o servirà a nutrire un sistema così ben congeniato che il valore del patrimonio immobiliare delle sudddette organizzazioni senza scopo di lucro è pari al bilancio di uno Stato grande come il Belgio.<br>Proprio grazie a questo continuo flusso di menzogne e di propaganda terroristica i cittadini hanno rinunciato più che volentieri a libertà conquistate con secoli di lotta e con il sangue di intere generazioni, tornando a ricoprire il ruolo più apprezzato dal potere, quello di suddito, pur di essere salvati dalla tremenda pandemia.<br><br>Una strana pandemia, che impoverisce il ceto medio e fa arricchire quelli già schifosamente ricchi.<br>Una pandemia che porta al ridimensionamento del numero dei parlamentari, ma che moltiplica a dismisura i comitati tecnici, dove faccendieri, manager e portaborse, vengono assunti a ruolo di "esperti", ma che, guarda caso, sono gli stessi che dalla pandemia hanno guadagnato fior di quattrini, certo briciole in confronto a quanto guadagnato dai colossi del web, vedi Google, Microsoft, Apple, Facebook e Amazon.<br><br>Ottantasei anni fa, gli Italiani donarono le proprie fedi d'oro ai criminali che li governavano, e non lo fecero sotto la minaccia delle armi anche se oggi è più conveniente affermare il contrario in modo da placare la voce della coscienza, perché come affermava Samuel Langhorne Clemens, noto ai più con lo pseudonimo Mark Twain, "<strong><em>E' più facile ingannare la gente piuttosto che convincerla di essere stata ingannata</em></strong><em>".</em><br>Un altro esempio di favole nostrane legate allo stesso periodo storico è quella degli italiani che si prodigarono per salvare gli ebrei.<br>Sì certamente ci furono persone la cui umanità non si dissolse nella promessa della gloria imperiale e che si spesero per gli ebrei, per gli zingari, per gli omosessuali e per i disabili, ma furono <strong>POCHE</strong>, viceversa furono <strong>MOLTI</strong> a macchiarsi dell'ignobile atto della delazione e della denuncia, pur sapendo a quale triste destino avrebbero condotto le loro vittime.<br>Allora come oggi, si denuncia il vicino di casa che non indossa la mascherina o che invita gli amici in casa per una pizza, o si insegue con tanto di elicotteri e droni il runner solitario per additarlo come untore.<br>Ora mi spiego come quasi un secolo addietro, fu possibile per 45 milioni di italiani seguire ciecamente le follie imperiali di un demente, e per 60 milioni di tedeschi seguire i vaneggiamenti di un pazzo.<br>Dai resoconti odierni sembra quasi che i treni diretti ad Auschwitz fossero pieni di vacche e non di esseri umani, esseri umani che non trovarono difensori della loro causa, non vi furono panchire rosse, o striscioni a chiedere "verità per i Regeni ebrei", d'altronde oggi si lasciano massacrare i Regeni palestinesi, senza che alcuno s'indigni... non vi furono striscioni con un bell'arcobaleno e la promessa "andrà tutto bene", infatti degli occupanti di quei treni non rimase che cenere e corpi scheletrici seppelliti in fosse comuni, fra essi centinaia di miliaia di bambini, i quali non subirono solo il trauma della separazione dai genitori e le angherie dei carcerieri, ma furono le cavie per la sperimentazione dei più tremendi farmaci e veleni, peccato che quelli che oggi vogliono vaccinare i minori non riescano a cogliere alcuna similitudine con quell'oscuro periodo.&nbsp; <br>Visto com'è facile, basta cambiare narrazione.<br>La guerra? L'hanno fatta gli altri...<br>I soprusi? Commessi dai nazisti e dai fascisti.<br>Sì, vabbè, però, i fascisti erano italiani mica congolesi.<br>Sì, ma erano in buona fede o erano ignoranti o ancora si trattava di alcune mele marce.<br>Ecco l'arte dell'autoassoluzione.<br>Noi siamo sempre i buoni, magari ingenui, ma in buona fede, <em>si obbediva solo agli ordini e poi mio nonno era partigiano...</em> e dagli con il popolo di Santi, di poeti e di navigatori.<br>Certo, qualcuno si oppose e lo fece a costo della perdita del lavoro (non si aveva diritto alla tessera che consentiva di lavorare), e qualcun altro fu disposto a perdere la vita per non rinunciare ai propri principi e alla propria dignità, ancora una volta in pochi riescono a cogliere alcuna somilitudine con l'esclusione dal lavoro del personale sanitario che forte di un diritto costituzionale si oppone all'obbligo vaccinale. <br><br>Fortunatamente oggi viviamo in democrazia.<br>Si alternano governi non eletti da nessuno ma scelti dalla finanza internazionale, si esaltano presidenti della Repubblica che continuano a filosofeggiare retoricamente di unione, patria, senso civico e partecipazione democratica, vestendosi magari di antimafia, il che non guasta mai... e mentre loro filosofeggiano, parlando di "crescita dell'economia", la Costituzione viene stuprata, i disoccupati aumentano, le ingiustizie e i soprusi si perpetrano, la precarietà e le difficoltà della vita impartiscono lezioni a oltranza come auspicato da quel perfetto erede di razza ariana, il commissario europeo Oettinger nonché dal nostro ex ministro dell'economia, il diversamente patriota Tommaso Padoa-Schioppa, mi auguro possa trovarsi in quel nono cerchio dell'inferno che Dante riserva per i traditori della patria.<br>E le masse?<br>Come sopra, felici di obbedire, come vacche si recano allegramente al macello, nel 1936 si limitarono a donare l'oro alla patria, oggi donano la propria vita e quella dei propri figli alla scienza televisiva tanto c'è il cashback, Netflix e se mi vaccino posso tornare al Papeete o al Billionaire, e così facendo tutelo la salute di mio nonno che poverino è chiuso nella RSA e non può vedere nessuno.<br><br>Il salvifico vaccino, quello che in realtà è una terapia genica sperimentale, quello che scatena reazioni immunitarie incontrollate, capaci nel medio e lungo periodo, di causare malattie ben più gravi, invalidità e perfino la morte.<br>A fronte di cosa? Di una pandemia, la cui letalità, secondo quanto dichiarato dall'OMS, si attesta allo <strong>0,6%,</strong> vale a dire che sopravvive il 99,4% di quelli che contraggono il virus, ma grazie alla propaganda esiste ormai sono il Covid.<br>I tumori? Scomparsi.<br>Le malattie cardiovascolari? Chi le ricorda più.<br>L'influeza? Debellata, grazie alle mascherine!<br>Era così semplice debellare una piaga come l'influenza che portava via milioni di vite ogni anno, e nessuno aveva pensato ad introdurre l'obbligo dell'uso delle mascherine prima d'ora... il bello del progresso e della tecnologia nel 2021 è materializzato sotto forma di mascherina, un pezzo di fibra tessile di origine sintetica della misura di pochi centimetri quadrati, dal costo di pochi centesimi, ma dallo stesso valore intrinseco di un escremento di pulce e come per magia milioni di potenziali vittime sono salve!<br>Se questo è credibile allora lo è anche la Terra piatta, l'esistenza dello Yeti, dei folletti e del topolino che porta soldi in cambio di un dente.<br><br>Eppure, i nonni nelle RSA, ci finivano ben prima del Covid.<br>Molti di loro, non ricevevano le visite dei propri cari se non una volta all'anno, giusto nel periodo in cui tutti sono più buoni e portano in dono il pandoro (acquistato sottocosto), che sfortunatamente il nonno non può assaporare altrimenti gli sale la glicemia.<br>Ebbene, le vite di questi nonni cambieranno drasticamente, con la vaccinazione di massa, potranno finalmente tornare a casa con la certezza che nessuno potrà più contagiarli, specie quei nipoti incoscienti che continuano ad assembrarsi davanti alle scuole o alle fermate dei bus, rallegriamoci dunque, faranno ritorno dai propri cari, i quali non vedevano l'ora di prestargli continua assistenza e ascoltarli narrare per l'ennesima volta fatti appartenuti al proprio vissuto, gli stessi cari che si recavano in visita con grande entusiasmo nelle RSA, lo stesso entusiasmo con cui un condannato a morte si reca di fronte al plotone d'esecuzione... non so se è peggio l'idiozia o l'ipocrisia.<br><br>Ma la pillola più amara e difficile da ingoiare è stata il non poter aiutare amici e parenti che a questa narrazione credono ciecamente perché per loro, ciò che viene detto in TV è parola del Signore, incontestabile e chi invece la mette in dubbio è un povero pazzo da rinchiudere perché pericoloso. <br>Inutile cercare di farli ragionare, inutile dir loro che un virus non è in grado di volare nè di saltellare o strisciare, rispondono con le medesime parole stupide che mamma TV ha loro inculcato: "tu non sei dottore, io proteggo me stesso e così proteggo anche gli altri" oppure "grazie a quelli come te, che non indossano la mascherina, la pandemia non finirà mai", o ancora "facciamo il vaccino così possiamo tornare a vivere come prima", hanno accettato il ricatto del bastone e della carota, quello che si usava con i bimbi capricciosi, "<em>se fai la punturina la nonna ti compra le caramelle</em>", come è stato possibile? Non riesco a capacitarmi, sono caduti in milioni, uno dopo l'altro, inesorabilmente, non esiste titolo di studio, quoziente intellettivo o cultura, l'annichilimento mediatico li ha catturati tutti.&nbsp;<br>Da molto tempo ormai ho ben pochi amici, e quelli che ritenevo veri, li ho persi grazie alla pandemia... no, non sono morti, almeno non fisicamente, ma l'encefalogramma è ormai piatto.<br>Non so se ringraziare il cielo per non essere diventato uno zombie anch'io o maledirlo per averne salvati così pochi.<br>La cosa peggiore è vedere il loro sguardo, un misto di commiserazione e disprezzo, solamente perché non mi sono adeguato alla narrazione ufficiale, perché non assumo farmaci, perché non ho la televisione, perché prendo il sole appena ne ho l'occasione, perché non utilizzo l'ombrello quando piove, perché mangio quando ho fame e non quando lo dice la TV, perché esco quando ne ho voglia è non esiste coprifuoco che tenga, perché corro di notte, perché non uccido gli insetti, perché soccorro gli animali, perché li seppellisco quando li trovo morti, perché piango se mi viene da piangere, perché mi accontento di incoraggiare i ragazzi anziché avvilirli e rimproverarli, perché li attendo anziché chiudere loro le porte in faccia, perché dico cosa penso e penso con la mia testa, bella o brutta che sia.<br>Questo è stato il mio delitto, ma è missione impossibile cercar di destare chi vuol rimanere assopito, per me è solo un'altra causa persa fra le tante della mia collezione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-12 14:35:08 UTC</pubDate>
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         <title>AIUTA SOLTANTO CHI TE LO CHIEDE</title>
         <author>ale4eign</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dopo un intero anno trascorso sotto il continuo bombardamento mediatico sono pochi quelli che possiedono ancora alcuni neuroni in grado di farli ragionare, tutti gli altri sono stati annichiliti, trasformati in innocui polli da allevamento, inseriti nelle batterie vaccinali, pronti a ricevere il salvifico siero e a sacrificare la propria salute e quella dei propri figli nella convinzione (errata) che in questo modo la salvaguardano, o forse, e sarebbe ancora più stupido, a barattarla in cambio di un illusorio "ritorno alla normalità".<br>A nulla serve far presente a queste schiere di zombie che la normalità è a portata di mano, bastava spegnere la TV e non modificare le proprie abitudini, come molti di quelli chiamati negazionisti hanno fatto.&nbsp;<br>A nulla serve ricordare loro che la scienza e la letteratura scientifica, a differenza di quanto riportato a gran voce dalle TV e dalla stampa, riportano dati ben precisi sulla reale efficacia dei cosiddetti vaccini, a fronte dei gravi rischi, infinitamente più grandi rispetto alla possibilità di riportare danni seri a causa del Covid.<br>I rischi che tutti i vaccini comportano si conoscono da almeno 40 anni, lo Stato paga ogni anno centinaia di migliaia di euro per danni da vaccino, ma questo per gli zombie che ormai popolano questo Paese non significa nulla, come non significa nulla avallare con il proprio consenso, la produzione di un farmaco ottenuto grazie all'uccisione di migliaia di feti umani, uccisione è il termine corretto, poiché si tratta di feti ottenuti tramite aborto, non un aborto spontaneo, ma cercato e ottenuto dietro compenso.<br>A nulla serve menzionare le centinaia di migliaia di medici che hanno espresso grossi dubbi su quesa terapia genica sperimentale e dei numerosi giuristi che si stanno battendo per portare i ricorsi all'attenzione della magistratura, la quale in alcuni casi si è già espressa confermando non solo i dubbi ma anche il comportamento criminale e l'opportunismo mascherato da interventismo sanitario.<br>Il mio tentativo di rendere edotti amici e conoscenti lo faccio sempre anche se so che non porterà a nulla che non sia commiserazione nei miei confronti e risatine, quando va bene. <br>Ma l'ultimo avvenimento è stato un duro colpo da incassare, un diretto ben assestato allo stomaco che mi fa propendere per una resa incondizionata, perché a colpirmi è stata una persona cara, madre di tre dolcissime bambine, una delle quali amo profondamente, essendo stato al suo fianco per tre lunghi anni.<br>Sapere che quei tre gioielli di bambine, rischieranno la vita nonostante la natura le abbia dotate di un sistema immunitario efficiente che alla loro giovane età non è certo compromesso, è qualcosa che trasciende le mie capacità di comprensione.<br>Eppure, in risposta alle mie domande e ai miei inviti a informarsi direttamente senza delegare a terzi la propria salute e quella dei propri figli, cioè alla TV, ai giornali e a medici schifosamente "interessati", ha sortito un effetto per me inaspettato: la minaccia di denuncia.<br>Le minacce non mi hanno mai spaventato, le denunce ancor meno, mi sono difeso personalmente da colossi come Telecom, Wind e Mondadori, senza pagare costosi avvocati, riportando vittorie nette senza neanche entrare in un tribunale, ma solo davanti , semplicemente perché studio la legge e conosco i miei diritti e finché opero all'interno della Costituzione, nessuno può commettere abusi e soprusi nei miei confronti o nei confronti dei miei cari e rimanere impunito.<br>Non temo la morte se non quella dell'Anima, se temessi la morte non avrei scelto uno sport che si svolge lanciandosi nel vuoto a 1500 metri d'altitudine.<br>L'unica cosa che temo è la solitudine, ed è quanto la pandemia, ha promesso di realizzare quanto prima. <br>Per questo motivo, pur dispiaciuto, avvilito e deluso, traggo una lezione che, onde evitare contraccolpi alla mia di salute, spero di ricordare, a tal proposito mi servirò delle parole di un grande maestro:<br><br><em>Non ti intromettere mai nella sofferenza altrui.<br>L’uomo deve stancarsi di se stesso e bere fino in fondo la coppa di veleno che gli spetta. Non essere presuntuoso e non sperare di poter aiutare tutti, è possibile aiutare soltanto chi è pronto ad accettare l’aiuto. Una persona che soffre vede il mondo attraverso il proprio dolore, e perciò è sorda e cieca. Ognuno si trascina dietro la sua esperienza di vita senza vedere che si tratta di un peso morto.<br>Se interverrai nella altrui sofferenza, il vortice karmico ti risucchierà in un gioco a te estraneo. Ricorda che l’uomo è capace di contagiare, con la sua sofferenza.<br>Procedi per la tua strada senza voltarti. Soltanto se stai facendo la tua strada potrai aiutare la gente a rialzarsi.<br></em>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;Satyananda Saraswati&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-24 20:47:28 UTC</pubDate>
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      </item>
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