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      <title>Dal 321 a.C. al 31 a.C. by HUB Scuola</title>
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      <description>Bianco EVENTI STORICI | Giallo CULTURA E SOCIETÀ | Azzurro SCIENZA E TECNICA | Rosa PERSONAGGI E LETTERATURA</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-10-25 10:08:26 UTC</pubDate>
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         <title>Le Forche Caudine</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 326 si riaprono le ostilità fra Romani e Sanniti per la conquista di Napoli, inizia la <strong>Seconda guerra sannitica</strong>. Nel corso della guerra Roma subisce una pesante sconfitta: nel <strong>321 a.C.</strong> l’esercito romano viene intrappolato in una valle nel territorio sannita presso Caudio. Entrambe le legioni sono costrette alla resa e disarmate e i soldati sono fatti passare sotto un <strong>giogo simbolico </strong>formato da tre lance, in segno di sottomissione: sono le <strong>Forche Caudine</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-25 10:13:42 UTC</pubDate>
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         <title>La Terza guerra sannitica</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 298 a.C. una grande coalizione di popoli italici (<strong>Etruschi, Celti e Sanniti</strong>) attacca contemporaneamente Roma su più fronti. Tuttavia nel<strong> 295 a.C.</strong>, a <strong>Sentino</strong>, i Romani sbaragliano l'esercito nemico e l'alleanza antiromana si sgretola. I popoli italici firmano una serie di trattati di pace separati con Roma: solo i Sanniti continuano la resistenza, fino a essere definitivamente sconfitti nel <strong>290</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-25 10:28:59 UTC</pubDate>
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         <title>Tarquinia</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Tarquinia</strong> è una delle più importanti delle dodici città-stato etrusche, insieme a <strong>Veio, Perugia, Fiesole e Volterra</strong>. Da qui proveniva la dinastia degli ultimi tre re di Roma (Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo) e dalla scoperta delle sue necropoli oggi deriviamo le principali informazioni sulla civiltà etrusca. Fra il IV e il III secolo Tarquinia entra più volte in <strong>conflitto con Roma</strong> ed è definitivamente sottomessa dai Romani nel <strong>295 a.C.</strong>, poco dopo la battaglia del Sentino nella Terza guerra sannitica. <br><br>Nell'immagine: Danzatori e musicisti, Tomba dei leopardi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-25 12:27:11 UTC</pubDate>
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         <title>La guerra contro Taranto e Pirro</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’ultimo ostacolo all’espansione romana nella Magna Grecia è costituito dalla colonia greca di <strong>Taranto</strong>, che chiede aiuto a <strong>Pirro</strong>, re dell’Epiro, a sua volta interessato a espandere il suo regno in Italia meridionale. Nel <strong>280 a.C.</strong> l’esercito epirota, provvisto di <strong>elefanti da combattimento</strong>, sbarca in Italia e si scontra con quello romano in Lucania. Pirro ottiene due iniziali vittorie (a Eraclea e a Ascoli Satriano), tuttavia riporta gravi perdite (da cui l’espressione “<strong>vittoria di Pirro</strong>”) e la resistenza romana non si placa.<br><br>Nell'immagine: Piatto del III secolo a.C., Tomba 233 (IV) della necropoli delle Macchie. Probabilmente dipinto in occasione del trionfo di Curio Dentato su Pirro, re dell'Epiro, nel 275 a.C.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-25 12:55:42 UTC</pubDate>
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         <title>La conquista di Taranto</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>La battaglia decisiva per la conquista di Taranto ha luogo nel <strong>275 a.C.</strong> presso Maleventum: i Romani sconfiggono duramente l'esercito di Pirro, che rientra in Grecia, e la città viene ribattezzata <strong>Beneventum</strong> in onore della vittoria. La città di Taranto si arrende ai Romani nel <strong>272 a.C.</strong>, che completano così l’occupazione della Puglia e della Calabria.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-25 13:06:19 UTC</pubDate>
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         <title>La Prima guerra punica</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le due grandi potenze Roma e Cartagine entrano in conflitto per il controllo del Mediterraneo. In Sicilia i <strong>Mamertini</strong> (mercenari campani insediatisi a Messina) prima ottengono l'aiuto di Cartagine contro <strong>Siracusa</strong> e, poi, chiedono anche l'intervento di Roma, che secondo il trattato precedente non potrebbe intervenire. Roma interviene ugualmente nel <strong>264 a.C.</strong> e Siracusa e Cartagine si alleano per la prima volta contro i Romani. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-25 13:10:36 UTC</pubDate>
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         <title>Annibale</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ricordato come uno dei migliori generali di tutti i tempi, <strong>Annibale</strong> è una abilissimo condottiero cartaginese, figlio di <strong>Amilcare Barca </strong>(dal punico <em>Barak</em> "fulmine, saetta"), il quale dal 237 a.C. conquista gran parte della Spagna. Nel <strong>221 a.C.</strong> Annibale eredita dal padre il comando dell’esercito e l'<strong>odio per Roma</strong> e guida le sue truppe in numerose campagne militari, trionfando più volte sull’esercito romano. La <strong>sua strategia</strong> consiste nel convincere le altre popolazioni assoggettate ai Romani ad abbandonare l’alleanza con Roma, restituendo loro l’antica autonomia. Durante la Seconda guerra punica, egli <strong>attraversa i Pirenei e le Alpi con un esercito</strong> di sessantamila uomini e trentasette elefanti, realizzando una delle imprese militari più memorabili del mondo antico. Rimane in Italia meridionale per quindici anni, cercando di muovere le popolazioni italiche alla rivolta. Dopo essere stato definitivamente sconfitto si rifugia in Siria presso il re Antioco III. Quando anche il Regno di Siria viene conquistato da Roma, Annibale cerca rifugio presso Prusia, re di Bitinia, e intorno al <strong>183</strong> sceglie la via del <strong>suicidio</strong> e si avvelena, per non subire l’umiliazione di essere prigioniero di Roma.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-25 13:53:52 UTC</pubDate>
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         <title>La disfatta romana in Africa</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il console <strong>Attilio Regolo</strong> sconfigge i Cartaginesi nel <strong>256 a.C.</strong> a <strong>capo Ecnomo</strong> e occupa Tunisi. I <strong>Cartaginesi</strong> chiedono la pace, ma Regolo impone loro una condizione impossibile da accettare: perdere la loro autonomia. I Cartaginesi rifiutano le trattative e riorganizzano l'esercito, l'anno successivo affrontano di nuovo i Romani a <strong>Tunisi</strong> e lo sbaragliano. Regolo viene condannato a morte e i Romani perdono anche la flotta a causa di una tempesta.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-25 13:55:14 UTC</pubDate>
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         <title>La fine della guerra</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>La <strong>Prima guerra punica</strong> si conclude nel <strong>241 a.C. </strong>con la <strong>vittoria romana</strong> alle isole Egadi: Cartagine, sconfitta, cede a Roma il controllo della Sicilia, che diventa <strong>provincia</strong> romana.<br><br>Nell'immagine: La colonna celebrativa eretta a Roma per la vittoria nella Prima guerra punica.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-25 14:00:47 UTC</pubDate>
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         <title>La Seconda guerra punica</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il controllo delle miniere spagnole assicura a Cartagine fiorenti entrate, che le permettono di ricostituire l’esercito e riprendere una politica espansionistica. La conquista nel <strong>219 a.C.</strong> di <strong>Sagunto</strong>, città spagnola amica di Roma, è il primo atto di guerra. Per convincere le altre popolazioni (Etruschi, Galli e Sanniti) a ribellarsi a Roma, <strong>Annibale</strong> marcia con il suo esercito di fanti ed elefanti da guerra verso l’Italia,<strong> valicando le Alpi</strong> e prevenendo il contingente romano.<br><br>Nell'immagine: Elefante da guerra di terracotta, Pompei, III secolo a.C.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-25 14:14:41 UTC</pubDate>
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         <title>La nascita dell&#39;Impero cinese</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il Regno cinese della regione nord-occidentale del paese, guidato dalla<strong> dinastia Chin</strong>, prende il sopravvento sugli altri regni, che fino a questo momento sono autonomi. Il capo della dinastia Chin cambia il suo titolo da re a imperatore. Alla fine del III secolo a. C. i Chin vengono sostituiti dalla<strong> dinastia Han</strong>, che espandono i loro domini fino alla Grande Muraglia.<br><br>Nell'immagine: Yíng Zhèng, sovrano dello stato Chin dal 247 al 221 a.C. e primo imperatore della Cina con il nome di Shi Huang Di.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-25 14:21:17 UTC</pubDate>
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         <title>La battaglia di Canne</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dopo aver attraversato le Alpi, i Cartaginesi guidati da Annibale ottengono numerose vittorie (sul Ticino, sul fiume Trebbia e sul lago Trasimeno). I Romani tentano di riorganizzare l'esercito e il <strong>2 agosto 216 a.C</strong>. si scontrano nuovamente con i Cartaginesi presso il villaggio di <strong>Canne</strong>, in Puglia. Qui <strong>l’esercito romano viene completamente travolto</strong> e il console Lucio Emilio Paolo muore in battaglia.<br><br>Nell'immagine: John Trumbull, <em>La morte di Lucio Emilio Paolo durante la battaglia di Canne.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-25 14:43:44 UTC</pubDate>
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         <title>La Grande Muraglia Cinese</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>La <strong>Grande Muraglia</strong> è una delle sette meraviglie del mondo e uno dei maggiori progetti difensivi dell’antichità. La sua costruzione comincia nel <strong>III secolo a.C. </strong>sotto la dinastia Chin ed è portata a termine dalla dinastia Han. La sua funzione è quella di fungere da barriera per difendersi dagli attacchi degli <strong>Unni</strong>. Le dinastie successive l’hanno poi mantenuta e restaurata. La sua lunghezza attuale è di <strong>6000 km</strong>, ma forse in passato arrivava quasi a  20 000 km.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-25 15:03:32 UTC</pubDate>
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         <title>La battaglia di Zama</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Approfittando di una tregua dagli attacchi di Annibale, Roma organizza la controffensiva e nel <strong>212 a.C.</strong> riconquista <strong>Siracusa</strong> e <strong>Capua</strong>. In Spagna il comando è affidato a <strong>Publio Cornelio Scipione</strong>, che riconquista la penisola e nel <strong>202 a.C. </strong>sposta i combattimenti in Africa. Nell'ottobre dello stesso anno, a <strong>Zama</strong>, i legionari romani di Scipione spazzano via le truppe cartaginesi. Le condizioni di resa obbligano i Cartaginesi a rinunciare a tutti i possedimenti al di fuori dell’Africa e a pagare una pesante indennità di guerra.<br><br>Nell'immagine: Roviale Spagnolo, <em>La battaglia di Zama.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-25 15:11:45 UTC</pubDate>
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         <title>La battaglia di Cinocefale</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Tra l’ultimo decennio del III secolo e l’inizio del II, Roma è impegnata sul fronte militare anche in Oriente, contro i regni ellenistici di Siria e Macedonia. Dopo una serie di scontri fra il 215 e il 205 (la cosiddetta <strong>Prima guerra macedonica</strong>), la battaglia decisiva contro la Macedonia avviene a <strong>Cinocefale</strong> nel 197 a.C. e conclude la <strong>Seconda guerra macedonica</strong>. Infatti <strong>i Romani sconfiggono</strong> facilmente l’esercito macedone guidato da Filippo V, che deve così rinunciare alla flotta e al dominio delle città greche.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-29 09:15:42 UTC</pubDate>
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         <title>La Stele di Rosetta</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Alla <strong>fine dell’Ottocento</strong>, durante una campagna di Napoleone in Egitto, nei pressi della città di <strong>Rosetta</strong> viene ritrovata una lastra in basalto contenente un’iscrizione in tre lingue: <strong>greco</strong>, <strong>geroglifico</strong> e <strong>demotico</strong> (una forma di scrittura geroglifica semplificata). Grazie al confronto con il testo riportato in lingua greca, gli studiosi hanno decifrato la scrittura egiziana, rimasta a lungo un mistero insolvibile. L'iscrizione è il testo di un decreto tolemaico emesso nel <strong>196 a.C.</strong> in onore del faraone Tolomeo V Epifane.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-29 09:26:28 UTC</pubDate>
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         <title>La battaglia di Pidna</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>I Romani, guidati da <strong>Lucio Emilio Paolo</strong>, completano la conquista del Regno di Macedonia sconfiggendo Perseo, figlio di Filippo V, nel <strong>168 a.C.</strong> a <strong>Pidna</strong> (<strong>Terza guerra macedonica</strong>). La regione viene divisa in <strong>quattro repubbliche </strong>assoggettate a Roma e costrette a versarle un tributo: i cittadini più illustri delle città greche sono deportati a Roma come ostaggi.<br><br>Nell'immagine: Carle Vernet, <em>The Triumph of Aemilius Paulus.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-29 09:32:15 UTC</pubDate>
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         <title>La pace di Apamea</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Antioco III Selèucide</strong>, re di Siria, sbarca in Grecia per difendere le città greche dalle ingerenze romane, ma l'esercito romano sconfigge le truppe siriane più volte. Nel <strong>188 a.C.</strong> Antioco chiede la <strong>pace</strong>, ma è costretto ad accettare <strong>condizioni durissime</strong>: la consegna dei territori conquistati, la rinuncia all'esercito e la consegna di Annibale.<br><br>Nell'immagine: Busto di Antioco III.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-29 09:33:47 UTC</pubDate>
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         <title>La Terza guerra punica</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/behdcla3g3v3/wish/297923237</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel<strong> 149 a.C. i</strong> <strong>Cartaginesi</strong> tentano di riprendere il controllo di una parte dell’Africa dichiarando guerra ai Numidi, alleati di Roma: questo è il <em>casus belli</em> che dà inizio alla <strong>Terza guerra punica</strong>. I Romani, così, hanno un pretesto per procedere alla distruzione definitiva della città nemica.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-29 09:49:32 UTC</pubDate>
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         <title>La distruzione di Cartagine</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dopo un assedio durato tre anni, nel <strong>146</strong> i Romani guidati da <strong>Scipione l’Emiliano</strong>, figlio adottivo di Scipione l'Africano, sconfiggono definitivamente <strong>Cartagine</strong>. La città è <strong>rasa al suolo</strong> e sulle sue rovine viene sparso il sale; gli abitanti sono venduti come schiavi e il territorio diventa la <strong>provincia romana d’Africa</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-29 10:42:32 UTC</pubDate>
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         <title>La provincia di Macedonia e Acaia</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nello stesso anno, sempre a <strong>Pidna</strong>, viene repressa l'ultima ribellione macedone dal console <strong>Quinto Cecilio Metello</strong>. Contemporaneamente la città greca di <strong>Corinto</strong> si solleva contro i dominatori romani, ma viene distrutta. La Grecia e la Macedonia formano così la <strong>provincia romana di Macedonia e Acaia</strong>.<br><br>Nell'immagine: Resti del Tempio di Apollo a Corinto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-29 10:43:46 UTC</pubDate>
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         <title>La riforma agraria: Tiberio Gracco</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il <strong>tribuno della plebe Tiberio Gracco</strong> propone una <strong>riforma</strong> <strong>agraria</strong> per risolvere la situazione di grave crisi economica e la minaccia di uno scontro sociale fra: la <strong>plebe</strong> disoccupata, i <strong>senatori,</strong> i nuovi <strong>cavalieri</strong> arricchiti, i <strong>piccoli proprietari</strong> ormai senza terre e gli <strong>alleati italici</strong>. Tiberio propone la rivendita a basso prezzo di strumenti agricoli al popolo e una ridistribuzione dell'eccesso di terre dei latifondisti, che perciò si oppongono alla riforma e durante un violento tumulto <strong>Tiberio Gracco viene ucciso</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-29 10:57:23 UTC</pubDate>
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         <title>La riforma agraria: Caio Gracco</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel <strong>123 a.C.</strong> il fratello di Tiberio, <strong>Caio Gracco</strong>, diventa tribuno della plebe e rilancia la proposta di <strong>riforma agricola</strong> per far fronte alla crisi e al malcontento sociale sempre più diffusi. Egli cerca di coinvolgere nel suo progetto il ceto intermedio (i “<strong>cavalieri</strong>”), conferendo loro maggiori vantaggi economici e politici. Tuttavia Caio perde il sostegno della plebe e dei cavalieri quando propone l'estensione della <strong>cittadinanza romana</strong> anche agli<strong> alleati italici</strong>. Quando l'esercito interviene per volere del senato, Caio si uccide per non farsi catturare.<br><br>Nell'immagine: Jean-Baptiste Claude Eugène Guillaume, <em>The Gracchi</em>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-29 11:24:44 UTC</pubDate>
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         <title>La guerra contro Giugurta</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel <strong>112 a.C.</strong> i Romani dichiarano guerra al nuovo re di Numidia, <strong>Giugurta</strong>, che con le sue ricchezze riesce a corrompere buona parte del Senato e dei generali. Il conflitto, così, si prolunga più del necessario. Solo nel <strong>105 a.C.</strong> l'<strong>uomo nuovo</strong> (ovvero un magistrato di origine non aristocratica) <strong>Caio Mario</strong> e il suo giovane comandante,<strong> Lucio Cornelio Silla</strong>, risolvono finalmente la campagna, catturando lo stesso Giugurta. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-29 11:34:58 UTC</pubDate>
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         <title>Gneo Pompeo</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Noto anche come <strong>Pompeo Magno</strong>, Gneo Pompeo nasce nel <strong>106 a.C.</strong> da una famiglia patrizia ed è figlio di un generale. Il padre gli lascia in eredità tre legioni di veterani e grandi ricchezze. Pompeo inizia la sua carriera a fianco del dittatore <strong>Silla</strong>, ottenendo poi il consolato nel <strong>70</strong> insieme a <strong>Licinio Crasso</strong>. Negli anni seguenti si distingue nella <strong>guerra contro i pirati</strong>, che spadroneggiano nel Mediterraneo mettendo in seria difficoltà la marineria romana. La successiva vittoria su <strong>Mitridate</strong> aumenta la sua popolarità. Ritornato nel <strong>62</strong> in Italia, scioglie le sue truppe, commettendo un errore decisivo per la sua carriera politica. In realtà il popolo romano non lo sostiene più come in passato, anche a causa dell’influenza di Cesare, nuovo protagonista della scena politica. Per combattere Cesare, Pompeo si allontana da Roma per raccogliere le truppe, ma il giovane re d'Egitto <strong>Tolomeo</strong> lo fa decapitare a tradimento per ingraziarsi Cesare.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-29 13:20:21 UTC</pubDate>
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         <title>Vittorie contro i germani</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il generale romano <strong>Caio Mario</strong> riporta due importanti vittorie contro le tribù germaniche dei <strong>Cimbri</strong> e dei <strong>Teutoni</strong>, che minacciano di penetrare in Italia. I Teutoni vengono sconfitti nel <strong>102 a.C. </strong>nella battaglia di <em>Aquae Sextiae</em> (l’attuale Aix en Provence, in Francia), mentre i Cimbri l'anno seguente ai <em>Campi Raudii</em> (presso Vercelli). Mario diventa l'<strong>idolo dei soldati e della plebe</strong>.<br><br>Nell'immagine: Giambattista Tiepolo, <em>Battaglia di Vercelli.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-29 13:30:09 UTC</pubDate>
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         <title>Caio Giulio Cesare</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/behdcla3g3v3/wish/298010200</link>
         <description><![CDATA[<div>Generale, triumviro e dittatore romano, <strong>Caio Giulio Cesare </strong></div><div>ha un ruolo importantissimo nella trasformazione di Roma da repubblica a principato. Egli nasce nel <strong>100 a.C.</strong> da una <strong>famiglia aristocratica</strong>, appartenente all’antichissima <em>gens</em> Iulia; ma è legato anche al <strong>ceto popolare,</strong> perché nipote acquisito di Mario. Dopo il ritiro di Silla dalla vita politica, Cesare comincia la sua carriera e ricopre tutte le cariche dalla questura al consolato (<em>cursus honorum</em>). Egli si lega a Pompeo e Crasso nel <strong>primo triumvirato (60 a.C.)</strong>, ottenendo il consolato e il comando in Gallia. La <strong>vittoriosa spedizione in Gallia</strong> ha grande impatto a Roma e gli procura anche un fedelissimo esercito personale. Al ritorno dalla spedizione Cesare rifiuta di obbedire agli ordini di Pompeo: rinunciare all'esercito e rientrare a Roma da semplice cittadino. L’attraversamento del <strong>Rubicone</strong> con le sue truppe segna l’inizio della guerra civile (<strong>49 a.C.</strong>), che lo vede vincitore su Pompeo. Egli narra le sue stesse gesta in due volumi di <strong><em>Commentarii</em></strong>. Dopo la guerra civile, Cesare si comporta da <strong>sovrano assoluto</strong>, anche se formalmente all’interno di una struttura repubblicana. Il timore per il suo potere è all’origine della <strong>congiura</strong> che porta alle sua morte nel <strong>44 a.C</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-29 13:41:18 UTC</pubDate>
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         <title>Riforma del sistema militare</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Caio Mario</strong> promulga una riforma del sistema militare che prevede l'<strong>arruolamento volontario, permanente e retribuito</strong>. Fare il soldato diventa, così, un <strong>mestiere</strong> e i veterani vengono ricompensati per la loro fedeltà con assegnazioni di terre. Tutti i soldati ricevono il <strong>medesimo equipaggiamento</strong> (scudo, giavellotto e gladio) e divisa (tunica rossa, elmo e corazza) e sono sottoposti a una rigida disciplina, volta a creare unità e appartenenza alla legione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-29 13:50:08 UTC</pubDate>
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         <title>La Guerra sociale</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/behdcla3g3v3/wish/298022318</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel <strong>91 a.C.</strong> il malcontento degli <strong>alleati italici</strong>, costretti a pagare pesanti tributi a Roma senza avere accesso alla cittadinanza, sfocia in un <strong>movimento di secessione</strong>. Solo nell'<strong>88 a.C.</strong> il generale <strong>Silla</strong> riesce a domare la rivolta, anche se il Senato romano è ugualmente costretto a concedere la cittadinanza a tutti i <em>socii </em>(alleati).</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-29 14:00:12 UTC</pubDate>
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         <title>La guerra contro Mitridate</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/behdcla3g3v3/wish/298025053</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Mitridate VI</strong>, re del Ponto (una regione sul Mar Nero), dà inizio a una rivolta contro Roma, mettendo a rischio le conquiste romane in Grecia e in Asia Minore. Il generale <strong>Silla</strong> rifiuta di cedere il comando dell'esercito nuovamente a <strong>Mario</strong> e, dopo essere entrato in armi a Roma, lo costringe alla fuga in Africa. Dopo quattro anni di guerra, nell’<strong>85 a.C.,</strong> Silla riporta la regione del Ponto sotto il controllo di Roma.<br><br>Nell'immagine: Mitridate VI.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-29 14:04:03 UTC</pubDate>
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         <title>La Prima guerra civile</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’aristocrazia senatoria individua nel generale <strong>Silla</strong> lo strumento per contenere il crescente potere di <strong>Mario</strong>, appoggiato dai ceti meno abbienti. Ne deriva una <strong>guerra civile </strong>tra mariani e sillani, che dura due anni e si conclude nell'<strong>83 a.C.</strong> con la vittoria di Silla. La guerra civile però costa la vita a mezzo milione di abitanti, soprattutto a causa delle <strong>liste di proscrizione</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-29 14:27:25 UTC</pubDate>
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         <title>La dittatura di Silla</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/behdcla3g3v3/wish/298042932</link>
         <description><![CDATA[<div>Con l’incarico di “<strong>dittatore</strong> a tempo indeterminato per la restaurazione dell’ordine”, nell'<strong>82</strong> <strong>a.C.</strong> Silla elimina con la violenza ogni oppositore e rafforza il potere del Senato, togliendolo ai tribuni della plebe. Uno degli strumenti più terribili della sua dittatura sono le<strong> liste di proscrizione</strong>: elenchi di persone che possono essere uccise impunemente da chiunque e i cui beni vengono confiscati. Con la sua ultima riforma, egli <strong>separa il potere politico da quello militare</strong> e nel <strong>79 a.C.</strong> si ritira a vita privata.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-29 14:30:32 UTC</pubDate>
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         <title>La rivolta degli schiavi</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel <strong>73 a.C.</strong> scoppia a Roma una <strong>rivolta degli schiavi</strong>, capeggiata dal gladiatore <strong>Spartaco</strong>. Dopo aver liberato i suoi compagni, egli si dirige verso sud per tornare in Tracia, ma nel percorso raccoglie un esercito di <strong>150 000 schiavi</strong> fuggiti. Il Senato è così costretto a inviare ben <strong>otto</strong> <strong>legioni</strong>, al comando di <strong>Marco Licinio Crasso</strong>. Il generale romano sconfigge i ribelli solo nel <strong>71</strong>, uccidendo circa 60 000 schiavi e <strong>facendo crocifiggere i 6000 sopravvissuti</strong> lungo la via Appia come monito.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-29 14:55:31 UTC</pubDate>
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         <title>Il Primo triumvirato</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel tentativo di controllare l’instabilità politica a Roma, i maggiori esponenti delle forze politiche in campo, <strong>Gneo Pompeo, Licinio Crasso e Giulio Cesare</strong>, firmano un accordo privato di reciproco sostegno: è il <strong>Primo triumvirato </strong>(<strong>60 a.C.</strong>). Cesare ottiene il consolato del 59 e il comando della spedizione in Gallia; Pompeo le terre di Spagna e Crasso il monopolio economico. L’accordo triumvirale, riconfermato nel <strong>56</strong>, si rompe nel <strong>53 a.C.</strong> quando Crasso muore combattendo contro i parti. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-29 15:25:08 UTC</pubDate>
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         <title>La congiura di Catilina</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/behdcla3g3v3/wish/298085793</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Lucio Sergio Catilina</strong>, esponente delle forze popolari, promette alla plebe la cancellazione dei debiti in cambio del voto per il consolato del <strong>63</strong> <strong>a.C</strong>. Il Senato, però, lo ostacola duramente nella carriera politica. Catilina allora organizza un'<strong>insurrezione armata</strong> con i veterani di Silla. Il console <strong>Marco Tullio Cicerone</strong> scopre la <strong>congiura</strong> e informa il Senato (sono le famose orazioni <em>Catilinarie</em>). Catilina fugge, ma viene sconfitto definitivamente l'anno dopo e muore in battaglia.<br><br>Nell'immagine: Cesare Maccari, <em>Cicerone</em> (in piedi) <em>denuncia Catilina</em> (la figura sulla destra).</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-29 15:36:07 UTC</pubDate>
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         <title>Le campagne di Cesare in Gallia</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Cesare dà inizio alla conquista della <strong>Gallia</strong>, non ancora assoggettata ai Romani, nel <strong>58 a.C.</strong> Egli riesce a completare l’impresa nel <strong>52 a.C.</strong>, con la definitiva sconfitta del comandante <strong>Vercingetorige:</strong> la Gallia diventa così provincia romana.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-29 15:48:00 UTC</pubDate>
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         <title>La Seconda guerra civile</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/behdcla3g3v3/wish/298104990</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel <strong>49 a.C. </strong>termina il mandato di <strong>Cesare</strong> in Gallia e il Senato teme il suo ritorno a Roma. Pompeo impone a Cesare di sciogliere le legioni, ma Cesare rifiuta e attraversa con l'esercito il confine del <strong>fiume Rubicone</strong>, invadendo ufficialmente l’Italia. Si scatena così una nuova <strong>guerra civile</strong>: a <strong>Farsalo</strong> Cesare sbaraglia le legioni di Pompeo, che si rifugia in Egitto e qui viene ucciso. Dopo una serie di vittorie fulminee di Cesare, la guerra termina a suo favore nel <strong>45</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-29 16:03:57 UTC</pubDate>
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         <title>La morte di Cesare</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dopo essere stato proclamato <strong>dittatore a vita </strong>(47 a.C.) e <em>pater patriae</em>, Cesare dà inizio di fatto a un regime monarchico, inaugurando una serie di riforme e opere pubbliche. Nonostante il favore del popolo, l’ostilità della classe senatoria sfocia in una <strong>congiura</strong> che porta all’assassinio di Cesare, il <strong>15 marzo del 44 </strong>(sono le Idi di marzo). Fra i cesaricidi vi è anche <strong>Marco Giunio Bruto</strong>, suo figlio adottivo. Casare cade sotto <strong>ventitré colpi di pugnale</strong>.<br><br>Nell'immagine: Vincenzo Camuccini, <em>Morte di Giulio Cesare.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-29 16:21:05 UTC</pubDate>
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         <title>Il Secondo triumvirato</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Ottaviano</strong>, pronipote di Cesare e suo figlio adottivo, assume il controllo dell’esercito cesariano e cerca di succedergli, ottenendo l’appoggio del popolo e del Senato. Nonostante gli iniziali scontri, egli stringe un accordo con <strong>Marco Antonio</strong>, luogotenente di Cesare, e <strong>Marco Emilio Lepido</strong>, proconsole della Gallia, per liberarsi dall'influenza del Senato. Il <strong>Secondo triumvirato</strong> ha come obiettivo ufficiale la punizione dei cesaricidi e la stesura di una nuova costituzione.<br><br>Nell'immagine: Aureo raffigurante Marco Antonio (a sinistra) e Ottaviano (a destra).</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-29 16:27:37 UTC</pubDate>
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         <title>La battaglia di Azio e la fine della Repubblica</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Antonio</strong>, dopo aver ottenuto il controllo delle province orientali, s’insedia ad Alessandria, convivendo con la regina Cleopatra. <strong>Ottaviano</strong>, rimasto a Roma, convince il Senato a dichiarare Antonio <strong>nemico della patria</strong> e gli muove guerra. Lo scontro definitivo avviene nella battaglia navale di <strong>Azio nel 31 a.C.</strong>: Ottaviano ha la meglio sulla flotta di Antonio, che si suicida. Il giovane generale rimane così padrone assoluto di Roma.<br><br>Nell'immagine: Lorenzo A. Castro,<em> La battaglia di Azio.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-10-29 16:35:10 UTC</pubDate>
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      </item>
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