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      <title>LEOPARDI - LA VITA by Beatrice Poggio</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-11-01 12:44:40 UTC</pubDate>
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         <title> (A) L&#39;INFANZIA, L&#39;ADOLESCENZA, GLI STUDI ERUDITI</title>
         <author>beatricepoggio1</author>
         <link>https://padlet.com/beatricepoggio1/bdkasheoda51/wish/202463872</link>
         <description><![CDATA[<div>nasce nel <strong>1798 </strong>a <strong>Recanati</strong> (Marche), <strong>primogenito </strong>del conte Monaldo e di Adelaide Antici. <br>(<mark>L'ambiente familiare</mark>): la sua <strong>famiglia</strong> era tra le più cospicue della <strong>nobiltà terriera marchigiana</strong>, ma si trovava in <strong>cattive condizioni patrimoniali.</strong><br>Il <strong>padre</strong> era un <strong>uomo colto</strong>, ma di <strong>cultura accademica</strong>. I suoi orientamenti politici erano ostili a tutte le idee innovatrici della Rivoluzione francese e delle campagne napoleoniche. Mise insieme però una notevole biblioteca.<br>Giacomo crebbe in questo<strong> ambiente conservatore</strong>, e <strong>arcigno</strong>, sopratutto a causa della <strong>madre</strong>, donna<strong> dura e gretta</strong>, dedita al patrimonio, caratterizzata da una atmosfera autoritaria <strong>priva di affetto.</strong><br>(<mark>La formazione e gli studi</mark>): fu istruito inizialmente da <strong>precettori </strong>sino ai <strong>dieci anni</strong>, quando non ebbe più nulla da imparare da essi e nella biblioteca paterna proseguì i suoi studi per "<strong>sette anni di studio matto e disperatissimo</strong>". Si formò così una <strong>vastissima cultura</strong>: imparò il <strong>latino</strong>, il <strong>greco</strong>, l<strong>'ebraico</strong>. Condusse lavori filologici e produsse vaste opere di compilazione erudita, tradusse classici latini e greci, e contemporaneamente scrisse un imponente massa di componimenti poetici.<br>Tutte <strong>le sue prime opere</strong> qui sopra elencate sono di una <strong>cultura arcaica e superata</strong> poichè ancora ispirata ai <strong>modelli arcadici-illuministici</strong>, dagli <strong>orizzonti ristretti</strong> dato la erudizione arida e accademica delle opere.<br>(<mark>Orientamento politico</mark>): <strong>segue gli orientamenti reazionari del padre </strong>come è dimostrazione l'orazione "<strong>Agli Italiani per la liberazione del Piceno</strong>" (1815) nella quale <strong>vuol distogliere gli italiani dalle aspirazioni patriottiche.</strong><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-01 12:46:03 UTC</pubDate>
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         <title>La biblioteca paterna</title>
         <author>beatricepoggio1</author>
         <link>https://padlet.com/beatricepoggio1/bdkasheoda51/wish/202466575</link>
         <description><![CDATA[<div>è un <strong>luogo fondamentale per Leopardi</strong>, non solo perchè vi passo gran parte della sua giovinezza, ma anche perchè rappresenta tutto il peso della <strong>cultura di Monaldo</strong>, dalla quale fu molto influenzato. Il padre profuse <strong>grandissimo impegno </strong>e <strong>notevoli risorse finanziarie</strong> nella costruzione di un <strong>tempio del sapere classicista</strong>, composto da circa <strong>ventimila volumi</strong>, la biblioteca fu <strong>aperta al pubblico</strong> nel 1810.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-01 12:52:00 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>(B) LA CONVERSIONE DALL&#39;ERUDIZIONE AL BELLO</title>
         <author>beatricepoggio1</author>
         <link>https://padlet.com/beatricepoggio1/bdkasheoda51/wish/202674773</link>
         <description><![CDATA[<div>Tra il<strong> 1815</strong> e il <strong>1816 </strong>conversione "<strong><mark>dall'erudizione al bello</mark></strong>": <strong>abbandona</strong> cioè le <strong>aride minuzie filologiche</strong> e si entusiasma per i <strong>grandi poeti</strong>:<br>-<mark>Omero</mark><br>-<mark>Virgilio</mark><br>-<mark>Dante</mark><br>comincia la <strong>lettura dei moderni</strong>:<br>-<mark>Rousseau</mark><br>-<mark>Alfieri (La Vita)</mark><br>-il <mark>Werther (Goethe)</mark><br>-l<mark>'Ortis (Foscolo)</mark><br>-tramite la lettura della <mark>de Stael</mark> viene a contatto con la <strong>cultura romantica</strong><br><br>(<mark>L'amicizia con Pietro Giordani</mark>): Giordani era uno degli intellettuali più significativi di quegli anni, <strong>di orientamento classicistico</strong>, ma di <strong>idee democratiche e laiche.</strong><br>Tra il folto gruppo di lettere  di Leopardi le più significative sono quelle a Pietro Giordani. <strong>Giacomo</strong> appena diciannovenne pativa <strong>l'isolamento </strong>e la chiusura<strong> a Recanati</strong>, all'interno di una <strong>società nobiliare</strong> che gli pareva <strong>ottusa,</strong> e in una<strong> famiglia</strong>, specie per colpa della madre in cui mancava la comunicazione e l'affetto umano, e <strong>trovò in Giordani </strong>un confidente a cui confessare i propri <strong>tormenti interiori</strong>, le proprie idee letterarie e i propri progetti e allo stesso tempo una <strong>guida intellettuale.</strong><br>Questa <strong>apertura verso il mondo esterno</strong> gli rese insostenibile <strong>Recanati,</strong> e il palazzo paterno divenne una <strong>sorta di carcere</strong>:<br><strong>estate del 1819 Leopardi tenta la fuga dalla "tomba de' vivi"</strong> ma viene scoperto e <strong>sventato il tentativo</strong> di evasione.<br>(<mark>La crisi del 1819</mark>):<br>vittima di un'<strong>infermità agli occhi</strong> che gli <strong>impedisce la lettura</strong>, unico conforto, e vittima del <strong>fallimentare tentativo di fuga</strong>, lo <strong>stato d'animo del poeta</strong> è pervaso da una "<strong><mark>nera, orrenda e barbara malinconia</mark></strong>." <br>La crisi del 1819 gli fece raggiungere la nullità di tutte le cose, nucleo del suo sistema pessimistico. ---&gt; <strong><mark>DAL BELLO AL VERO</mark></strong><strong> (da una poesia nutrita di immaginazione a una nutrita di pensiero)</strong><br>sempre nel 19' comincia la <strong>stagione più originale della sua poesia</strong>:<br>-<mark>L'Infinito </mark><br>-<strong>si infittiscono le note dello Zibaldone</strong>, diario intellettuale avviato da due anni, a cui il poeta affida riflessioni, appunti.<br>-(1820-1821) altri <mark>idilli </mark>serie delle <mark>canzoni </mark>(quest'ultime<strong> iniziate nel 18' con</strong><strong><mark> "All'Italia"</mark></strong>)<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-01 18:59:46 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>(C) LE ESPERIENZE FUORI DA RECANATI</title>
         <author>beatricepoggio1</author>
         <link>https://padlet.com/beatricepoggio1/bdkasheoda51/wish/202833289</link>
         <description><![CDATA[<div>18<mark>22</mark>: <mark>Roma</mark>, ospite dello<strong> zio Carlo Antici</strong>.<br><strong>Cocente disillusione</strong>: <em>ambienti letterari</em> di <strong><mark>Roma</mark></strong> gli appaiono <em>vuoti e meschini</em>. La grandezza monumentale lo infastidisce. Nel <mark>23'</mark> comincia (tornando a <mark>Recanati</mark>) un periodo di <strong><mark>ARIDITA' INTERIORE</mark></strong><strong>---&gt; gli preclude di scrivere versi</strong><br>---&gt;si dedica alla <strong><mark>PROSA</mark></strong>, all'<strong>investigazione dell'</strong><strong><mark>ACERBO VERO</mark></strong><br><br>18<mark>25</mark>: <mark>Milano</mark>, <strong>editore Stella</strong> gli offre l'occasione di lasciare la famiglia per mezzo di un <strong>assegno fisso per una serie di collaborazioni.</strong> Soggiornò a Milano e a Bologna. <br><br>18<mark>27</mark>: <mark>Firenze</mark>, entra in rapporto con un <strong>gruppo di intellettuali</strong> a capo dalla<strong> rivista "Antologia"</strong>, uno dei periodici di punta della cultura italiana.<br><br>18<mark>28</mark>:<mark> </mark><strong><mark>Pisa</mark></strong>, la dolcezza del clima ---&gt; <strong><mark>"RISORGIMENTO"</mark></strong> <strong>della sua facoltà di SENTIRE, IMMAGINARE</strong> (infatti nella primavera del <strong>'28 </strong>nasce <strong><mark>"A Silvia"</mark></strong> <strong>che apre la serie dei </strong><strong><mark>GRANDI IDILLI</mark></strong>)</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-02 10:58:29 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>(D) L&#39;ULTIMO SOGGIORNO A RECANATI. FIRENZE E NAPOLI</title>
         <author>beatricepoggio1</author>
         <link>https://padlet.com/beatricepoggio1/bdkasheoda51/wish/202835577</link>
         <description><![CDATA[<div>Costretto da <strong>condizioni di salute sempre più precarie</strong> è <strong>costretto ad abbandonare il lavoro per l'editore Stella</strong> e a <strong>tornare a Recanati</strong>.&nbsp; "<strong><mark>SEDICI MESI DI NOTTE ORRIBILE</mark></strong>" in cui vive isolato senza rapporti con alcuno <strong>immerso nella sua malinconia. </strong><br><br>18<mark>30</mark>: <strong>accetta</strong> una <strong>generosa offerta</strong> da parte dei suoi <strong>amici fiorentini</strong> che si offrirono di fornirgli una <strong>assegno mensile</strong> per un'anno per <strong>lasciare Recanati</strong>, nella quale <strong>non fece più ritorno.</strong><br>---&gt; NUOVA FASE ESPERIENZA INTELLETTUALE: stringe <strong>rapporti sociali più intensi</strong>, basati sui <strong>dibattiti culturali e politici. </strong><br><mark>Firenze</mark>: vive per la prima volta la <strong>passione amorosa</strong> con <strong>Fanny Targioni Tozzetti</strong>.<br>---&gt;La <strong>delusione amorosa cocente</strong> fa scaturire un <strong><mark>nuovo ciclo di canti:</mark></strong><br>"<mark>ciclo di Aspasia</mark>"<br><br>L'amicizia con <strong><mark>Ranieri</mark></strong>:<br>stringe in questo periodo una<strong> fraterna amicizia con Antonio Ranieri, e con lui fa vita comune fino alla morte. </strong><br>18<strong>33</strong>: si stabilisce a<mark> NAPOLI </mark><strong>con Ranieri</strong>. <br>---&gt; <strong>polemica</strong> contro l'<strong>ambiente culturale napoletano</strong>: esso è dominato da <strong>tendenze idealistiche/spiritualistiche avverse al suo </strong><strong><mark>MATERIALISMO ATEO</mark></strong>. (Tale polemica è letteralmente realizzata nella "<strong><mark>ginestra</mark></strong>") <br><br><strong><mark>14 giugno 1837</mark></strong>: lo coglie la <strong>morte</strong>, attesa e invocata da anni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-02 11:09:39 UTC</pubDate>
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         <title>IL CICLO DI ASPASIA</title>
         <author>beatricepoggio1</author>
         <link>https://padlet.com/beatricepoggio1/bdkasheoda51/wish/202836652</link>
         <description><![CDATA[<div>E' parte dell'<strong>ultima stagione leopardiana</strong>. <strong>Svolta significativa</strong> rispetto alla <strong>precedente poesia</strong>.<br>(<mark>Presupposto filosofico</mark>):<br>-<strong><mark>Pessimismo cosmico</mark></strong>, su <strong>basi materialistiche</strong>.<br>(<mark>Presupposto personale</mark>):<br>-Leopardi ristabilisce un <strong>contatto diretto con gli uomini</strong>, è <strong>più vicino ai </strong><strong><mark>problemi del suo tempo.</mark></strong><br>(<mark>Presupposto interpersonale</mark>):<br>-autentica<strong> passione </strong>con una dama fiorentina, <strong>Fanny T. Tozzetti</strong><br>---&gt;<strong><em> la fine cocente di tale rapporto </em></strong><strong><em><mark>pone fine per Leopardi all' "inganno estremo" che aveva creduto eterno: l'amore</mark></em></strong><mark><br></mark><br>(<mark>Il nome</mark>)<br><strong>Aspasia</strong>, nome <strong>greco</strong> che indica la<strong> donna amata da Pericle </strong>nell'Atene del V sec. a.C.<br>(<mark>Composizione</mark>)<br>il ciclo è composto di<strong> cinque componimenti:</strong><br>.<strong><mark> Il pensiero dominante</mark></strong><strong><br>. </strong><strong><mark>Amore e Morte</mark></strong><strong><br>. </strong><strong><mark>Consalvo</mark></strong><strong><br>. </strong><strong><mark>Aspasia</mark></strong><strong><br>. </strong><strong><mark>A se stesso</mark></strong><br>(<mark>Nuova poetica antiidillica)</mark><br>.il discorso <strong>no</strong>n si basa più sulle <strong>immagini vaghe ed indefinite</strong> ne' il <strong>linguaggio</strong> è <strong>più limpido e musicale</strong><br>.si tratta di un<strong><mark> linguaggio aspro</mark></strong>, dalla<strong><mark> sintassi complessa e spezzata</mark></strong> per questo si parla di <strong><em>&lt;&lt;nuova poetica&gt;&gt;</em></strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-02 11:14:46 UTC</pubDate>
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         <title> MONALDO LEOPARDI</title>
         <author>beatricepoggio1</author>
         <link>https://padlet.com/beatricepoggio1/bdkasheoda51/wish/205965279</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-11-12 11:13:52 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>beatricepoggio1</author>
         <link>https://padlet.com/beatricepoggio1/bdkasheoda51/wish/205965716</link>
         <description><![CDATA[<div>Nacque a <strong>Recanati</strong> il 16 agosto <strong>1776</strong>. Rimasto <strong>orfano</strong> in giovane età, dovette ben presto farsi carico dell’<strong>amministrazione del patrimonio di famiglia</strong>.</div><div>Fu sempre impegnato e coinvolto nella<strong> vita politica e amministrativa di Recanati</strong>, investito nel corso del tempo di cariche importanti e talora gravose per le burrascose vicende del tempo…</div><div> </div><div>Nel 1799 ad esempio la popolazione recanatese, contro il suo stesso volere, lo elesse<strong> Governatore</strong>, ma i Francesi dopo una temporanea ritirata ripresero il terreno perduto e Monaldo, <strong>condannato a morte</strong>, dovette rifugiarsi per qualche tempo in campagna assieme alla moglie in attesa del secondo figlio.</div><div> </div><div>Ottimo amministratore della cosa pubblica, <strong>no</strong>n fu altrettanto <strong>abile</strong> nella <strong>gestione</strong> del suo privato <strong>patrimonio</strong>. <strong>Sommerso</strong> infatti <strong>dai debiti</strong> si vide poi costretto a venire a patti coi suoi creditori mediante un <strong>concordato</strong> che nominava la <strong>moglie amministratrice del patrimonio familiare</strong>.</div><div> </div><div> Da quel momento<strong> si dedicò</strong> principalmente ai <strong>suoi studi</strong> preferiti, all’educazione dei <strong>figli</strong> ed alla formazione dell’amata <strong>biblioteca</strong>.</div><div> </div><div>Personaggio di spicco nella sua epoca, fu principalmente <strong>conosciuto</strong> anche oltre i confini della patria per i suoi <strong>numerosi scritti</strong>, e per la pubblicazione di una <strong>rivista storico-politica-letteraria</strong> chiamata “<strong>La Voce della Ragione</strong>”.</div><div>In contraddizione con la sua professione di inimicizia per la modernità, introdusse <strong>migliorie</strong> nella gestione dell’<strong>agricoltura</strong>,<strong> innovazioni</strong> nel <strong>campo medico</strong>, e mise in pratica <strong>metodi educativi liberali basati più sulla persuasione che sull’autorità</strong>.</div><div> </div><div>La sua <strong>morte</strong> avvenne nel 1847 <strong>dieci anni dopo quella del figlio Giacomo</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-12 11:18:40 UTC</pubDate>
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         <title>ADELAIDE ANTICI</title>
         <author>beatricepoggio1</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-11-12 11:32:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>beatricepoggio1</author>
         <link>https://padlet.com/beatricepoggio1/bdkasheoda51/wish/205967398</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Moglie di Monaldo</strong> e <strong>madre di Giacomo</strong>, fu purtroppo una donna dal <strong>carattere rigido e severo</strong>. Aveva avuto un’educazione, come spesso succedeva a quei tempi, che mirava a evitare qualunque forma di vanità. Viene generalmente descritta come <strong>donna arida</strong>, <strong>interessata solo al denaro</strong>.</div><div> </div><div>Entrata in casa Leopardi sposa di Monaldo, si rese conto ben presto delle <strong>disastrate condizioni economiche in cui versava il patrimonio</strong>, dovute non a vizi di Monaldo, ma alla sua inesperienza. Si dedicò a <strong>ripristinare tale patrimonio</strong> con tutte le sue forze<strong> imponendo ai familiari notevoli sacrifici</strong> e imponendo anche a se stessa una <strong>disciplina ferrea</strong> che <strong>poco spazio</strong> lasciava a <strong>manifestazioni affettuose</strong>, anche verso i figli, ai quali voleva bene ma <strong>non sapeva manifestare il suo amore</strong>. Ciò recò una grande <strong>sofferenza</strong> a loro, ma <strong>soprattutto a Giacomo</strong> bisognoso e assetato, come era, di affetto.</div><div> </div><div>Monaldo con sollievo lasciò a lei ogni cura domestica per dedicarsi ai figli, alla Biblioteca, ai suoi scritti e alle cariche politiche. Ne riconosce però i meriti, lasciando scritto: “<strong>se la casa nostra si è conservata in mezzo a tante burrascose vicende, questo è dovuto alle cure, diligenze e fatiche di questa savia e amorosissima donna</strong>”.</div><div>Durante un soggiorno a Roma, Monaldo scrive spesso alla moglie e in queste lettere, tuttora conservate in archivio, traspare il <strong>forte legame che univa i due coniugi</strong> e la loro <strong>dedizione amorevole verso i figli</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-11-12 11:36:41 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>beatricepoggio1</author>
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         <pubDate>2017-11-12 12:30:21 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>beatricepoggio1</author>
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         <pubDate>2017-11-12 12:38:27 UTC</pubDate>
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         <author>beatricepoggio1</author>
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         <pubDate>2017-11-12 12:41:35 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>beatricepoggio1</author>
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