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      <title>Gestione della classe by Roberta Facondini</title>
      <link>https://padlet.com/robertafacondini66/bcp4wclgcr4r</link>
      <description>Gruppo  C - T1</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-02-26 12:01:26 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2018-05-06 19:32:12 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Martina, Elisa, Francesca e Lucrezia.</title>
         <author>francesca_ciapetti_15</author>
         <link>https://padlet.com/robertafacondini66/bcp4wclgcr4r/wish/240928331</link>
         <description><![CDATA[<div>STUDIO DI CASO A.<br> All'interno dell'ambito scolastico può capitare in diverse occasioni che un insegnante non motivi e non sia particolarmente attento ai bisogni dell'alunno. Per questa ragione sarebbe sempre molto importante sottolineare i comportamenti e le capacità del soggetto in modo positivo, aiutandolo e cercando i suoi punti di forza e le sue debolezze e difficoltà, rafforzando quest'ultime. L'insegnante del caso A ha agito in modo sbagliato sotto molti punti di vista poiché non si è mostrata interessata agli interessi del bambino, non considerando adeguatamente lui e i suoi bisogni , si è dimostrata indisponente e non ha prestato attenzione ai suoi punti di forza. Come nuova insegnante che si inserisce all'interno di un percorso già avviato, avrei cercato di creare una relazione "alunno-insegnante" e mi sarei preoccupata di conoscere i bambini e di relazionarmi con loro. Inoltre avrei cercato di fronte a bambini in difficoltà di concentrarmi sui loro punti di forza prestando attenzione ai loro bisogni.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-12 15:26:48 UTC</pubDate>
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         <title>Martina, Elisa, Francesca e Lucrezia.</title>
         <author>francesca_ciapetti_15</author>
         <link>https://padlet.com/robertafacondini66/bcp4wclgcr4r/wish/240944867</link>
         <description><![CDATA[<div>STUDIO DI CASO D.<br>All'interno della scuola dell'infanzia i bambini perdono attenzione molto facilmente verso qualche attività, come ad esempio la lettura di una storia. Per questo motivo è importante coinvolgere durante la narrazione con frequenti domande e migliorare il proprio modo di leggere la storia ( ad esempio con gesti, tono della voce, linguaggio del corpo,...). Nel caso D la maestra dovrebbe prima di tutto accogliere il bambino rassicurandolo e catturando la sua attenzione con qualche gioco. La maestra invece di prendere il libro e iniziare a leggerlo dovrebbe introdurre l'attività, facendo scegliere alla classe il libro che preferisce. Poi è compito della maestra cercare di esporlo catturando l'attenzione dei bambini sulla lettura. L'insegnante non dovrebbe essere troppo concentrata su se stessa in modo di accorgersi subito se qualche bambino non riesce a seguirla.                I bambini dunque dovrebbero essere maggiormente coinvolti e non fatti allontanare, maturando così anche le prossime attività di lettura. Al posto dell'insegnante avremmo introdotto la storia catturando l'attenzione e la curiosità dei bambini tramite domande e immagini, gestendo il tono della voce , la mimica e il linguaggio del corpo ( ad esempio muovendoci durante la lettura).</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-12 15:48:37 UTC</pubDate>
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         <title>Emma, Micaela e Sofia.</title>
         <author>emma_cioncoloni</author>
         <link>https://padlet.com/robertafacondini66/bcp4wclgcr4r/wish/241409439</link>
         <description><![CDATA[<div>STUDIO DI CASO A.<br>Il bambino preso in esame vive una situazione frustrante: ha delle difficoltà nell'apprendimento, che lo portano a raggiungere gli obiettivi prefissati dall'insegnante con tempistiche diverse rispetto ai suoi compagni. Nonostante ciò, ottiene risultati brillanti nello sport. Inoltre vi è un nuovo fattore di stress: l'arrivo di una nuova insegnante di matematica, che non gli presta le dovute attenzioni. Questo atteggiamento viene sottolineato quando lo studente, soddisfatto, mostra un quotidiano che lo cita per i suoi successi nel calcio e la maestra minimizza il fatto, richiamando i compagni all'ordine. L'insegnante si è comportata in modo scorretto con l'alunno sia a livello umano che professionale, in quanto oltre a non dare il giusto supporto al bambino, lo ha anche mortificato, minimizzando il suo successo. Noi, al contrario della maestra in questione, avremmo dato spazio all'alunno, per far sì che potesse condividere i suoi risultati con i compagni. Avremmo agito così, in quanto, poiché il bambino presenta delle carenze rispetto agli altri, e ne è consapevole, sarebbe stato importantissimo per la sua autostima poter parlare di un suo successo con i compagni. Inoltre, lo avremmo stimolato dicendogli che, con la stessa costanza e con lo stesso impegno, sarebbe riuscito a ottenere gli stessi risultati anche in ambito scolastico.&nbsp;</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-13 14:43:22 UTC</pubDate>
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         <title>Emma, Micaela e Sofia.</title>
         <author>emma_cioncoloni</author>
         <link>https://padlet.com/robertafacondini66/bcp4wclgcr4r/wish/241423122</link>
         <description><![CDATA[<div>STUDIO DI CASO D.<br>In una sezione mista della scuola dell'infanzia uno dei bambini ha difficoltà ad accettare il distacco dalla madre. La maestra interviene, dicendogli di non comportarsi come un bambino piccolo e paragonandolo agli altri compagni, già ambientati. Durante la sezione di circle time, alla maestra sfugge di mano la situazione: durante la lettura di un libro alcuni dei bambini chiacchierano tra loro, distraendo gli altri. L'insegnante interviene sgridando e punendo i bambini, isolandoli dal resto dei compagni. La maestra ha agito in modo sbagliato sin dall'inizio, in quanto di fronte al disagio non controllato di un alunno, non ha saputo rassicurarlo, ma lo ha confrontato con gli altri, mortificandolo. Inoltre, non ha avuto la giusta attenzione durante l'attività svolta, e non ha saputo prevenire un'eventuale situazione di criticità, limitandosi ad allontanare la fonte di distrazione.&nbsp; Noi, da parte nostra, avremmo cercato di&nbsp;rassicurare e confortare maggiormente il bambino in difficoltà, senza farlo sentire diverso. Avremmo, poi, cercato di coinvolgere di più gli alunni durante un'attività che può rivelarsi molto dispersiva. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-13 15:03:39 UTC</pubDate>
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         <title>Gruppo “Valdera-Valdarno” Letizia, Ilaria, Sofia,Debora </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/robertafacondini66/bcp4wclgcr4r/wish/242259724</link>
         <description><![CDATA[<div>Studio del caso C&nbsp;<br>Durante il tirocinio diretto,due di noi si sono ritrovate in una situazione analoga al caso, ma si sono limitate ad osservare i comportamenti e ascoltare i punti di vista delle due insegnanti. Nel caso in questione l’insegnante non è riuscita gestire la classe a causa di una difficoltà nella relazione tra docenti, tra docente alunni, incapacità di soddisfare bisogni e stili di apprendimento,dovuti principalmente all’utilizzo di un’impostazione trasmissiva che non stimola interesse nell’alunno. Come si può ben dedurre la comunicazione che la docente ha messo in atto risulta essere unidirezionale ma soprattutto imponente e negativa: non è presente un coinvolgimento degli alunni nè fiducia nei confronti di questi.<br>Dal nostro punto di vista la consegna dovrebbe essere riformulata con le seguenti parole: “Bambini, dobbiamo essere tutti concentrati perché affronteremo un nuovo argomento! Se lavoriamo tutto insieme sono sicura che riusciremo a capirlo. Mi raccomando state attenti e pronti a fare domande.”<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-15 10:21:52 UTC</pubDate>
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         <title>Beatrice, Silvia Anna, Sara, Alessia</title>
         <author>bea97bea</author>
         <link>https://padlet.com/robertafacondini66/bcp4wclgcr4r/wish/242451054</link>
         <description><![CDATA[<div>STUDIO DI CASO A<br>L'insegnante non ha fiducia nel ragazzo; non gli dedica attenzione essendo sbrigativa; si irrita quando lui alza la mano per richiedere delle informazioni non chiare; non ha tempo per spiegargli le cose con calma; è seccata quando deve aspettare che termini una verifica, non aspettando e rispettando i tempi del bambino; non dà importanza ad attività extrascolastiche in cui il bambino eccelle, non valorizzando questa sua capacità.&nbsp;</div><div>Tutti questi comportamenti provocano un senso di frustrazione e insicurezza da parte del bambino e un senso di rifiuto verso la disciplina.&nbsp;</div><div>In questi casi la maestra dovrebbe dedicare più attenzioni al bambino, aiutandolo nelle sue insicurezze e dubbi, mostrandosi quindi più disponibile. Dovrebbe dargli fiducia e quindi spingerlo a chiedere chiarimenti, inizialmente chiedendo in generale alla classe così che lui non si senta inferiore, e dargli dei feedback positivi ogni qualvolta lui dimostra di aver capito l’argomento.&nbsp;</div><div>Inoltre, sarebbe opportuno se mostrasse più interesse anche alle attività extrascolastiche valorizzando le sue abilità nello sport, magari dandogli la possibilità di esporre alla classe di cosa si tratta concretamente, quando e perché ha iniziato questo sport, quali sono le sue sensazioni.. così da creare un momento didattico, in cui anche i compagni sono coinvolti attivamente.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-15 16:05:41 UTC</pubDate>
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         <title>Beatrice, Silvia Anna, Sara, Alessia</title>
         <author>bea97bea</author>
         <link>https://padlet.com/robertafacondini66/bcp4wclgcr4r/wish/242485661</link>
         <description><![CDATA[<div>STUDIO DI CASO D</div><div>Abbiamo esperienze contrastanti: durante il tirocinio, di fronte ad una classe agitata, una di noi ha trovato la soluzione leggendo una storia per far tranquillizzare i bambini. Al contrario, l’altra, ha proposto un’attività più movimentata, ovvero un gioco didattico basato su un argomento trattato due giorni prima, per permettere un approfondimento e un’esperienza pratica per i bambini.&nbsp;</div><div>L'insegnante, in questo caso ha usato frasi non adeguate, non dando importanza all’atteggiamento del bambino, che chiaramente ha un comportamento infantile, come è giusto che sia; paragone con gli altri bambini; non ha fatto attenzione al contesto e quindi alla situazione durante la lettura della storia, arrivando ad un punto limite in cui è stato molto difficile riprendere l’attenzione di numerosi bambini che si sono distratti, insieme a coloro che per primi avevano iniziato a parlare; escludere dei bambini dall’attività</div><div>3)&nbsp; &nbsp; Avrebbe dovuto essere più paziente e capace di tranquillizzare il bambino, spostando l’attenzione su altro. In occasione di una mattinata in cui i bambini sono più agitati o meno attenti, sarebbe opportuno attirare il loro interesse attraverso un’attività più coinvolgente.&nbsp;</div><div>&nbsp;</div><div>&nbsp;</div><div>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-15 17:01:58 UTC</pubDate>
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         <title>I 3 + 1</title>
         <author>zagagliagiulio</author>
         <link>https://padlet.com/robertafacondini66/bcp4wclgcr4r/wish/246183833</link>
         <description><![CDATA[<div>Giulio, Rita, Adele, Stefania<br>STUDIO DEL SECONDO CASO&nbsp;<br><br>In questo caso ci troviamo di fronte a un bambino che ha portato un giocattolo da casa.</div><div>&nbsp;<br>L’insegnante, non essendosi resa conto che la distrazione proveniva dal giocattolo che l’alunno ha portato da casa, ha continuato a spiegare fino a che non si è arrivati a un punto in cui l’intervento è stato fondamentale e nonostante sia intervenuta non è andata a toccare la fonte prima del problema (il fatto che i giochi da casa non debbano essere portati), ma si è limitata al tentativo di riconquistare l’attenzione dei bambini. Così facendo non solo non ha risolto il problema ma non ha nemmeno reso consapevole il bambino della trasgressione di una regola. Questo ha sicuramente come conseguenza il ripresentarsi del medesimo contesto in futuro, non per responsabilità del bambino ma solo ed esclusivamente dell’insegnante.&nbsp;<br>&nbsp;Essendosi trovati in una situazione simile quello che ci viene da suggerire è una maggiore chiarezza durante i primi incontri con i genitori dei bambini, in modo da prevenire il comportamento indesiderato senza doverlo correggere dopo che è stato messo in atto e, nel caso in cui questo non basti e ci si trovi di fronte a una situazione di questo genere, il nostro consiglio è di stimolare i bambini, tramite lavori di gruppo ad esempio, verso qualcosa che distolga la loro attenzione dall’elemento di disturbo.&nbsp;<br>&nbsp;A nostro avviso questo è fondamentale in quanto oltre a disturbare il momento della lezione, un comportamento di questo tipo può provocare anche dei problemi all’interno delle dinamiche del gruppo classe per due motivi principali: il primo, è che i bambini in questa fase non hanno una maturità tale per poter gestire una condivisione di ciò che definiscono proprio con i compagni; il secondo, ma non meno importante, riguarda invece l’intaccamento dello stato emotivo di alcuni bambini che magari non possono permettersi quel gioco e finiscono per sentirsi inferiori o inadatti avendo preso come metro di misura il possesso o meno di un giocattolo.<br>&nbsp;Da queste riflessioni abbiamo concluso che l’insegnante non ha solo dimostrato di avere una scarsa capacità di osservazione durante la manifestazione del comportamento problema, ma anche una leggerezza circa gli aspetti sopramenzionati che vanno oltre il semplice riprendere un bambino, in maniera più o meno efficace, quando sbaglia.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-26 16:53:21 UTC</pubDate>
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         <title>Francesca Marotti, Giulia Pelagatti, Federico Schintu, Laura Villoresi</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/robertafacondini66/bcp4wclgcr4r/wish/247586120</link>
         <description><![CDATA[<div>In gruppo, dopo aver letto ed analizzato i casi proposti, abbiamo scelto di soffermarci sul caso B della scuola primaria e sul caso D della scuola dell’infanzia, poiché più vicini alle nostre esperienze, realizzate durante il percorso di tirocinio (T1).<br><br></div><div>Scuola primaria<br><br></div><div>Caso B<br><br></div><div>1)&nbsp; &nbsp; &nbsp; Ti sei mai trovato in una situazione simile? Che cosa hai fatto?<br><br></div><div>Sì, durante la lettura della storia di Pinocchio in una classe prima della scuola primaria, dopo pochi minuti, i bambini hanno dimostrato carenza di attenzioni chiaccherando con i compagni e facendo altro. Una volta accortami della situazione, essendo a fine giornata, 🤬 deciso di coinvolgere maggiormente i bambini, soffermandomi su alcuni punti del testo, rivolgendo loro semplici domande, rendendo così la lettura interattiva.<br><br></div><div>2)&nbsp; &nbsp; &nbsp; L’insegnante ha agito in modo sbagliato sotto molti punti di vista. Elencali e motiva la tua risposta.<br><br></div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Mancato interessamento all’individuazione del problema<br><br></div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Mancato coinvolgimento degli alunni<br><br></div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Eccessiva focalizzazione da parte dell’insegnante sulla trasmissione di informazioni con mancata attenzione al feedback degli alunni<br><br></div><div>3)&nbsp; &nbsp; &nbsp; Quali strategie avrebbe dovuto mettere in atto l’insegnante per avitare che gli alunni si distraessero?<br><br></div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Coinvolgere alunni&nbsp;<br><br></div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Dominare l’elemento di disturbo<br><br></div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Usare la didattica attiva<br><br></div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Ridurre tempi di esposizione dell’oggetto della lezione<br><br></div><div>&nbsp;<br><br></div><div>Scuola dell’infanzia<br><br></div><div>Caso D<br><br></div><div>1)&nbsp; &nbsp; &nbsp; Ti sei mai trovato in una situazione simile? Come ti sei comportato?<br><br></div><div>Sì, durante il primo mese di inserimento nella sezione mista, un bambino straniero di tre anni, all’ingresso e durante le prime ore della mattinata, mostrava atteggiamenti poco idonei al contesto, lamentando la mancanza della madre e rifiutando di collaborare con l’insegnante e gli altri compagni, cercando più volte di uscire dalla classe. Dinnanzi al comportamento del bambino, l’insegnante, dapprima cerca di calmarlo, senza ottenere alcun risultato positivo, successivamente fa uscire il bambino dall’aula in compagnia del personale ATA. Visto che il problema sussiste, l’insegnante al ritorno del bambino dà lui un biscotto.<br><br></div><div>2)&nbsp; &nbsp; &nbsp; L’insegnante ha agito in modo sbagliato sotto molti punti di vista. Elencali e motiva la tua risposta.<br><br></div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Mancanza di sensibilità nei confronti del bambino<br><br></div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Eccessivamente sbrigativa nella risoluzione del problema, riducendone la complessità<br><br></div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Evita di affrontare il problema dell’intera classe<br><br></div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Isola i componenti del disturbo<br><br></div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Non presta attenzione al feedback degli alunni durante la lettura accorgendosene tardivamente<br><br></div><div>3)&nbsp; &nbsp; &nbsp; Quali strategie avrebbe dovuto mettere in atto l’insegnante?<br><br></div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Rivolgersi al bambino con la finalità di risolvere il problema e individuarne la fonte<br><br></div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Interessarsi al motivo di agitazione<br><br></div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Attenzione agli elementi di disturbo&nbsp;<br><br></div><div>-&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Strategia di coinvolgimento attivo diverso dal rimprovero e dalla punizione<br><br></div><div>&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-31 10:04:59 UTC</pubDate>
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         <title>Chiara, Giulia e Chiara.</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/robertafacondini66/bcp4wclgcr4r/wish/249262209</link>
         <description><![CDATA[<div>INFANZIA&nbsp;</div><div>2) La maestra non ha reso la storia interessante; sminuisce il bambino (non fare il bambino piccolo/ i compagni sono già arrivati); comportamento troppo impostato; non interagisce durante la lettura della storia; è troppo concentrata sulla storia e non ascolta il bisogno dei bambini; interviene troppo tardi; troppo istintiva; ansiogena; non ha saputo trovare un equilibrio fra i diversi bisogni di apprendimento; non cerca di capire le motivazioni di conseguenza ha un atteggiamento superficiale e alimenta le differenze fra i bambini della classe.</div><div>&nbsp;</div><div>3) La maestra dovrebbe interagire facendo domande; incoraggiare il bambino facendo vedere quali attività andranno a fare; non fare paragoni con altri bambini; non imporre il gioco, ma lasciarlo libero; spiegare la storia; non isolare i bambini che disturbano; mantenere la calma e chiedere se la storia era di loro gradimento.&nbsp;</div><div>&nbsp;</div><div>&nbsp;</div><div>PRIMARIA, caso C</div><div>&nbsp;</div><div>2)Non c’è interazione fra insegnanti e alunni, cosicché si ha una lezione frontale. Non alimenta l’attenzione dei bambini e presenta l’argomento partendo dal presupposto che è difficile. Non giustifica quello che stanno facendo. La maestra sottovaluta le capacità dei bambini.</div><div>&nbsp;</div><div>3)Pretenziosa; supponente; superficiale; prevenuta; monodirezionale; non versatile e non attiva le preconoscenze.</div><div>&nbsp;</div><div>4)L’insegnante entra in classe e girando fra i banchi dice: “Buongiorno! Come state oggi? Vi ricordate l’argomento della scorsa volta?”. “Questa volta vi chiedo più attenzioni, però alzate la mano quando non capite, ogni tanto possiamo fermarci se siete stanchi perché è un argomento molto importante, ma so che ce la farete!”</div><div>&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-04-06 15:15:45 UTC</pubDate>
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         <title>Diletta Gronchi, Francesca Mori, Noemi Saletti</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/robertafacondini66/bcp4wclgcr4r/wish/257285709</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div>&nbsp;ANALISI CASO A: SCUOLA PRIMARIA</div><div>Nel nostro gruppo abbiamo deciso di analizzare il caso di un bambino di una quinta primaria con difficoltà di apprendimento. Nonostante tali difficoltà e con una grandissima tenacia ed impegno è riuscito ad ottenere dei buoni risultati. Nello sport invece ha dei notevoli successi e questo gli è di aiuto per colmare la frustrazione che talvolta deve affrontare a scuola. Il cambio dell’insegnante di matematica però lo ha destabilizzato, procurandogli ansia. È sbrigativa nei suoi confronti, poco tollerante, non rispettosa dei suoi tempi. Inoltre di fronte ad un suo successo sportivo, lo ha minimizzato.</div><div>Diciamo che se fino ad allora, il bambino, seppur con alcune difficoltà&nbsp; è riuscito ad ottenere dei buoni risultati è merito delle precedenti insegnanti che lo hanno supportato, aiutato nel rispetto dei suoi tempi e della sue difficoltà riuscendo comunque a farlo integrare nella classe e a farlo stare al passo con gli altri bambini. Le insegnanti di oggi spesso si trovano di fronte a bambini con bisogni educativi speciali. La bravura di tali insegnanti è riuscire a gestire la didattica di classe con delle lezioni che siano adeguate a tutta la classe e quindi anche ai bimbi BES.</div><div>In più è di fondamentale importanza valorizzare i successi di questi bambini anche se esulano dalla scuola. In questo caso l’insegnante di matematica doveva leggere davanti a tutta la classe l’articolo in cui si parlava della bravura nel calcio del 🤬 e far si di dedicare parte del tempo a questa cosa lasciandolo raccontare il suo contributo alla vittoria della squadra in cui gioca.&nbsp;</div><div>Questo avrebbe dato un rinforzo positivo alla sua autostima, facendogli capire anche che con l’impegno e la costanza si può ottenere tutto.</div><div>&nbsp;</div><div>Nell’esperienza di tirocinio di una di noi è capitato che in una terza primaria ci fosse un bambino con delle caratteristiche simili a quello del racconto. Era un 🤬 con delle difficoltà di apprendimento ma molto molto bravo nei lavori manuali. L’insegnante per coinvolgerlo nelle lezioni spesso faceva fare dei lavori in gruppi dove lui si sentiva coinvolto e non si annoiava. Ad esempio per spiegare le figure geometriche aveva diviso i bambini in gruppo dando loro il compito di costruire le suddette figure con il materiale a disposizione nella scuola (forbici, colla, cartoncino…) e materiale di recupero (scatole da scarpe, scatole di medicine.. per fare parallelepipedi..). Per lui è stato un apprendimento pratico, diretto e adatto alle sue capacità.</div><div>&nbsp;</div><div>&nbsp;</div><div>&nbsp;</div><div>&nbsp;</div><div>&nbsp;ANALISI CASO D: SCUOLA DELL'INFANZIA </div><div>&nbsp;</div><div>Nel caso della scuola dell’infanzia dobbiamo sottolineare l’atteggiamento poco “materno” della maestra nei confronti del bambino. È vero che le insegnanti non sono “mamme” ma in alcune circostanze, come potrebbe essere il momento dell’accoglienza la mattina, è necessario esserlo. Non sempre i bimbi accettano lo stacco dalla mamma, anche se inseriti da tempo nella classe, non tutte le mattine accettano di buon grado di lasciarla andare. Compito dell’insegnante in questi casi è di “coccolarli” un po’oltre che rassicurarli che la mamma tornerà nei tempi stabiliti (dopo pranzo, dopo la nanna, dopo la merenda …). I bambini cosi piccoli scandiscono la loro giornata con le routine e non in base all’orologio che ancora non conoscono.</div><div>Per quanto riguarda il momento della lettura invece è importante che l’insegnante quando decide di fare questa attività coinvolga i bambini fin dall’inizio, ad esempio facendosi aiutare nella scelta del libro (es: bambini oggi mi piacerebbe leggervi una bella storia di avventura.. che libro mi consigliereste..?). I bambini si sentono così motivati e coinvolti nell’attività e per renderla ancora più coinvolgente e affascinante, dopo averla letta , l’insegnante potrebbe farla loro drammatizzare, con vestiti e materiale che la scuola ha a disposizione.</div><div>&nbsp;</div><div>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-05-02 15:00:45 UTC</pubDate>
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         <author>robertafacondini66</author>
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         <pubDate>2018-05-06 19:32:12 UTC</pubDate>
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