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      <title>LE MASCHERE D&#39;ITALIA by Concetta Rini</title>
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      <description>Fatto con creatività</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-02-24 09:50:05 UTC</pubDate>
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         <title>Beppe Nappa - Sciacca (AG) di Scaletta Flavio</title>
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         <description><![CDATA[<div>Il soprannome Nappa (rattoppo), che in siciliano si dice “toppa”, si riferisce agli abiti laceri e rattoppati simbolo per eccellenza della povertà.&nbsp; Ma la "toppa" in siciliano è anche la parte dei calzoni corrispondente alla bottoniera, che sta ad indicare un "uomo buono a&nbsp; nulla". Peppe Nappa fu adottato dalla città di Sciacca, negli anni ’50. È una maschera siciliana che incarna un servo pigro e burlone, regolarmente picchiato per ogni guaio che combina; spesso compare in scena sbadigliando e di contro sa essere agilissimo e accenna a caso, passi di danza. Non porta maschera, il suo volto senza trucco è raso e con sottili sopracciglia; il suo costume è composto da una casacca dalle maniche lunghissime e dei calzoni azzurri, entrambi molto ampi e troppo lunghi, ed un cappellino di feltro bianco o azzurro dalle falde rialzate sopra una stretta calotta piana, le scarpe bianche con fibbie, fascia al collo.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-26 13:57:36 UTC</pubDate>
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         <title>Torino, TO</title>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Gianduja</strong> nasce <strong>verso la fine del ‘700</strong> e ha origini piemontesi.Giuanduja è allegro, di buon umore e terribilmente distratto: si narra che una volta abbia speso ore e ore a cercare il somaro su cui era in groppa!<br><br>Incarna lo spirito bonario e gioviale dei piemontesi, generoso e assennato, ospitale e sorridente: è il galantuomo coraggioso e sempre pronto a fare del bene.Indossa tricorno, parrucca con il codino volto all'insù, giubbone marrone orlato di rosso, panciotto a righe colorate, calzoni corti verdi, calze rosse, scarpe con fibbie, ampio mantello e l'inseparabile ombrellone verde Durante il Carnevale del 1865, a Torino, la maschera di Gianduja distribuì per le strade della città un dolce fatto di cacao, burro di cacoa, zucchero e crema di nocciola delle Langhe: il gianduiotto!</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-26 18:40:17 UTC</pubDate>
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         <title>Bergamo, BG</title>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-02-26 19:12:46 UTC</pubDate>
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         <title>Putignano, BA                                                    ANTONIO DI FIORE</title>
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         <description><![CDATA[<div><strong>FARINELLA</strong></div><div><strong>&nbsp;</strong></div><div><strong>Farinella</strong> è la <strong>maschera pugliese</strong> per eccellenza, proveniente dalla <strong>città del carnevale pugliese Putignano</strong>.</div><div>Farinella ha le sembianze di un jolly, con un vestito variopinto come quello di Arlecchino e un cappello a due punte con degli allegri sonagli alle estremità, è un giullare e uomo di pace.<br>&nbsp;Prende il suo nome da un antichissimo<strong> cibo pugliese</strong>, la <strong>farinella</strong> appunto, farina finissima a base di ceci ed orzo abbrustoliti. La farinella era il cibo semplice dei poveri, per ricordare che, anche nella povertà, la gente poteva divertirsi comunque, almeno durante il<strong> periodo del Carnevale</strong>!</div><div>&nbsp;</div><div>&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-27 09:32:42 UTC</pubDate>
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         <title>Sardegna</title>
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         <description><![CDATA[<div>Mamuthones<br>La maschera facciale del mamuthone (<em>visera</em>) è nera e di legno, bianca quella dell'issohadore. Viene assicurata al viso mediante cinghiette in cuoio e contornata da un fazzoletto di foggia femminile. Il corpo del mamuthone viene coperto da pelli di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pecora">pecora</a> nera (<em>mastruca</em>), mentre sulla schiena è sistemata una serie di campanacci (<em>carriga</em>). L'Issohadore, invece, indossa un copricapo detto <em>berritta</em>, maschera bianca, un corpetto rosso (<em>curittu</em>), camicia e pantaloni bianchi, una bandoliera di campanellini in bronzo (<em>sonajolos</em>), lo scialletto, le ghette in orbace (<em>cartzas</em>) scarponi in pelle e infine la fune (<em>soha</em>).<br><br></div><div><br>Le maschere vengono prodotte con vari tipi di legno successivamente annerito. Oltre al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ficus_carica">fico</a> viene impiegato l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ontano">ontano</a> e l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ulmus">olmo</a>; qualcuna è in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Castagno">castagno</a> o in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Juglans">noce</a>, mentre anticamente le si produceva in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pyrus">pero</a> selvatico.<br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-27 13:37:44 UTC</pubDate>
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         <title>Bergamo, BG GRANA&#39; GIOVANNI</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Arlecchino</strong> è sicuramente la <a href="https://www.cosepercrescere.it/category/feste/carnevale-per-i-bambini/maschere-di-carnevale/">maschera di Carnevale</a> più conosciuta e amata dai bambini. Nato a Bergamo bassa, nel tempo ha acquisito il tipico dialetto veneto e quello che lo contraddistingue è sicuramente il suo vestito fatto di colori allegri e sgargianti. La storia di Arlecchino ci racconta come è nato questo vestito.</div><div><em>Si racconta che molti anni fa c’era un bambino povero, chiamato Arlecchino, che viveva con la sua mamma in una misera casetta. In una scuola di Bergamo, per festeggiare Carnevale, la maestra organizzò una bella festa e propose a tutti i bambini di vestirsi in maschera. Gli amici di Arlecchino decisero di vestirsi in maschera l’ultimo giorno di Carnevale con abiti cuciti dalle loro mamme. Il povero Arlecchino era molto triste perché sua madre, che era vedova, non poteva comperare la stoffa per il suo vestito. Le mamme degli amici di Arlecchino decisero allora di regalargli tutti gli avanzi di stoffa, così la mamma di Arlecchino poté cucirgli il vestito. La mattina del martedì grasso, quando Arlecchino entrò in classe, tutti lo accolsero con un fragoroso applauso perché il suo vestito, non solo era il più bello ma anche il più originale!</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-27 13:57:51 UTC</pubDate>
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         <title>Venezia, VE</title>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-02-27 19:47:15 UTC</pubDate>
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         <title>Roma, RM</title>
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         <description><![CDATA[<div>Rugantino è una maschera tipica di Roma. Appare spessissimo tra i personaggi del teatro dei burattini. La sua origine risale al 1700.<br>Il nome Rugantino deriva dalla parola "ruganza", che significa arroganza nel dialetto romanesco. È il tipico bullo de Trastevere, svelto co' le parole e cor cortello.<br>È litigioso, attaccabrighe e inconcludente.<br>In origine era vestito da gendarme per poi assumere, in tempi più recenti, un carattere più bonario e pigro, diventando interprete di quella Roma popolare ricca di giustizia e solidarietà.&nbsp;<br>Sono la maschera più brontolona, anche se arguta, semplice e buona!<br>Se ti facessero 'na prepotenza,<br>chiamami subito: corro d'urgenza!<br>Faccio 'na strage, faccio macelli,<br>specie col vino de li Castelli.<br>Se dopo tutto vengo alle mani, c'è poco da rugà semo romani!</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-27 20:17:39 UTC</pubDate>
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         <title>Chiara Brunetti - Bologna, BO</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Maschera di "BALANZONE"<br>Conosciuto anche&nbsp;con il nome di dottor Balanzone (in bolognese Dutaur Balanzan), é una maschera di origine bolognese. Appartiene alla schiera dei "vecchi" della commedia dell 'arte, talvolta è chiamato dottor Graziano o semplicemente il Dottore.Nella versione goldoniana de IL SERVITORE DI DUE PADRONI prende il nome di dottor Lombardi. Nativo Bologna, è il classico personaggio "serio", saccente presuntoso. Si tratta di un dottore in legge:egli é infatti la caricatura del dotto e tronfio leguleio bolognese.. Il suo stesso nome lo dimostra, infatti Balanzone deriva dal bolognese Balanzan, ovvero bilancione, ossia l 'ovvio simbolo della legge. </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-28 19:01:28 UTC</pubDate>
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